Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 20 febbraio 2018

Colleferro. I candidati alla Camera al Senato e alla Regione si presentano ai cittadini.

Luciano Granieri  del Comitato 4 dicembre per la Costituzione della  Provincia di Frosinone


L’esperienza referendaria  che il 4 dicembre del 2016, grazie ad una straordinaria mobilitazione di popolo,  ha bocciato  l’ennesimo attacco liberista, alla Costituzione, ha costituito un momento di alta partecipazione democratica. Nell’era del nichilismo, del disimpegno, del qualunquismo, la straordinaria partecipazione popolare schierata in difesa della Costituzione, nata dalla resistenza, ha indicato una strada. Cioè  quando una votazione  riguarda temi concreti, la partecipazione di un popolo, troppo frettolosamente liquidato come qualunquista, è assicurata. 

Quella straordinaria esperienza, che non è esagerato paragonare ad un atto di  vera resistenza, ha creato delle aspettative per ulteriori avanzamenti di partecipazione, da concretizzarsi nelle future tornate elettorali. Su queste prospettive è nato il tentativo del Brancaccio, promosso da Anna Falcone e Tomaso Montanari, due figure cardine della campagna referendaria. Purtroppo l’entusiasmo per una nuova possibile consapevolezza democratica si è drammaticamente scontrato con le ipocrite logiche elettoralistiche, per altro imposte da una demenziale legge elettorale incapace di assicurare sia la governabilità che la rappresentanza, ma funzionale esclusivamente al rafforzamento del potere dei capi partito nel attribuire alle proprie truppe cammellate seggi sicuri. 

L’istanza partecipativa, si è immediatamente infranta sulle mire rivendicative dei fuoriusciti dal Pd, insultati e umiliati da Renzi fino a ieri, mossi oggi,  quasi esclusivamente, da propositi di vendetta verso l’ex capo. Questa intrusione, di gente avulsa dallo spirito referendario in difesa della costituzione, ha provocato l’ennesima cesura a sinistra, e il fallimento del progetto del Brancaccio. 

Ciò che resta di quel tentativo unitario è una formazione che, pur partendo dall’esperienza referendaria, ha annacquato  la sua credibilità, accompagnandosi con personaggi, che quella riforma hanno appoggiato e non solo. Hanno approvato le peggiori nefandezze della governance renziana, dal jobs act alla buona scuola, e ancora prima al pareggio di bilancio in Costituzione. Senza contare che le istanze di collegialità nella determinazione dei programmi, con le cento piazze, e delle candidature, punto di partenza del Brancaccio sono state  completamente disattese. 

Resta però di quell’esperienza  chi crede veramente che ancora si possibile ricostruire quello spirito referendario che ha coinvolto così tanti elettori, quello spirito che impone di partecipare per  proporre soluzioni condivise, e non per mire poltronistiche. E le soluzioni non possono essere che quelle fondanti del popolo della Costituzione, ossia una imponente politica di redistribuzione del reddito ripristinando la supremazia del lavoro sulla speculazione finanziaria, la rideterminazione del sistema  dei servizi da sottrarre completamente alle grinfie del mercato, il ripristino di una scuola aperta a tutti fondamentale nel rimuovere, attraverso la diffusione del sapere, e  non delle competenze, gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.  

In questo popolo una parte ha deciso di continuare la propria battaglia, al di fuori della contesa elettorale, promuovendo le leggi d’iniziativa popolare, sulla Scuola della Costituzione, sulla modifica dell’art.81 della Costituzione che oggi presenta l’obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio, e su una nuova legge elettorale proporzionale, rispettosa della rappresentanza dei cittadini. 

Un’altra ha preferito unirsi in un movimento, Poter al Popolo, che proverà a portare in Parlamento, non solo lo spirito referendario, ma anche la novità di candidati che nel popolo vivono il quotidiano del popolo. A chiedere la fiducia dei cittadini sono lavoratori precari, insegnanti, operai, gente che   comprende, perché la vive, la fatica di arrivare a fine mese. 

Come membro del coordinamento democrazia costituzionale , Comitato Provinciale 4 Dicembre, non posso che condividere il merito dell’impegno dei candidati di Potere al Popolo, in particolare quelli della Provincia di Frosinone con cui ho condiviso molte battaglie oltre a quella referendaria. E’ per questo che ho accettato con piacere l’invito di Potere al Popolo di  partecipare alla presentazione dei candidati alla Camera, al Senato e alla Regione che si terrà giovedì 21 febbraio a Colleferro, con la speranza che molti altri cittadini possano  condividere con me la soddisfazione di toccare con mano la passione, la consapevolezza e la forza di queste candidate e candidati. 

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