Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

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giovedì 23 giugno 2011

Appello del consiglio comunale di Napoli al Presidente della Repubblica

La Milano di Pisapia,  Aut-Frosinone

CHIEDIAMO CORTESEMENTE a tutti coloro che leggono questo blog di contattare l'ufficio della Presidenza della Repubblica Italiana al seguente link https://servizi.quirinale.it/webmail/ copiando la lettera (che segue) del Consiglio Comunale di Napoli pubblicata oggi in data 22 giugno 2011.Il Presidente del Consiglio comunale Raimondo Pasquino ha convocato stasera, con i Vice Presidenti Coccia e Frezza, tutti i capigruppo consiliari per un esame della questioni rifiuti in Città.

I rappresentanti dell’intera Assemblea consiliare hanno firmato ed inviato al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano una nota i cui testo si trascrive integralmente.

N.B
Riempire tutti i campi e in particoar modo indicare la propria Mail per ottenere la risposta di messaggio inviato


__________________________________________

“Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei in quanto ha più volte dimostrato e dichiarato di avere particolarmente a cuore l’interesse della città di Napoli.

Le strade della nostra città versano in condizioni disperate, come è anche ampiamente documentato da molteplici servizi giornalistici, sia su carta stampata che in televisione. Quello che è stato meno ricordato è, invece, il complicato meccanismo di competenze e responsabilità dei diversi Enti in materia rifiuti.

L’Amministrazione comunale, appena insediatasi, ha sollecitato la costituzione di un tavolo istituzionale presso la Prefettura per arginare l’emergenza già nel breve termine ma, perchè sia efficace, è necessario l’intervento, con decreto legge, del Governo affinché si permetta il trasferimento fuori regione dei rifiuti, principalmente quelli che giacciono da giorni nelle nostre strade.

Siamo molto preoccupati poiché, dopo un rinvio di detto decreto, quest’atto è completamente scomparso non solo dall’agenda politica ma anche dall’attenzione dei media.

Le chiediamo, quali Consiglieri dell’assemblea cittadina, di sollecitare il Governo circa la gravità delle conseguenze di questo rinvio che, senza alcuna esagerazione, può portare ad una vera situazione di emergenza sanitaria ed economica nella terza città della Nazione.”
Il Presidente del Consiglio Comunale di Napoli : Raimondo Pasquino








mercoledì 22 giugno 2011

Un tuffo nella monnezza

Informare ControInformandoNewS 



Ecco l'ennesimo atto vandalico della camorra nei confronti di Napoli e dei napoletani. Via Toledo sommersa dai rifiuti trascinati con teloni dai Quartieri Spagnoli. Durante l'atto vandalico erano presenti Polizia Municipale e Polizia di Stato che non hanno mosso un dito per fermarli,ma l'hanno fatto col sottoscritto provando a sottrarmi la fotocamera con la quale ho ripreso queste immagini.
Non lasciamo De Magistris,Napoli e i napoletani Onesti soli... Uniti si può ! Combattiamo insieme la camorra ! La camorra è una montagna di merda !




La mobilitazione popolare generale è la leva per risolvere l’emergenza rifiuti
da   http://napoli.indymedia.org



Napoli è disseminata di cumuli di rifiuti, maleodoranti e malsani che con l’aggravante delle temperature estive rischiano di travolgere la popolazione con epidemie di salmonella e colera; un allarme sanitario che si somma al disastro ambientale determinato dalle innumerevoli discariche legali e soprattutto illegali disseminate su tutte la regione dove per decenni sono stati sversati veleni industriali d’ogni genere provenienti dal nord e dal resto d’Europa. Una devastazione che da un lato ha arricchito imprenditori dello smaltimento dei rifiuti, Criminalità Organizzata e personaggi istituzionali della Protezione Civile e degli Enti locali compiacenti con mazzette cospicue in cambio di silenzi e coperture; dall’altro ha reso il nostro territorio il più esposto del continente a mortalità per tumore, avvelenando terra, acqua, animali e cibo.
In questi anni sono nati ovunque comitati di lotta di cittadini di diversi territori che hanno combattuto in difesa della salute pubblica, conducendo vere e proprie contro aperture di nuove discariche, inceneritori, depositi di rifiuti chiamati “ecoballe”. Da Pianura a Terzino, da Chiaiano a Quarto, da Taverna del Re a Serre, lavoratori, studenti, pensionati, casalinghe si sono sollevati in difesa della terra e del futuro delle nuove generazioni. In questi giorni di nuovo ad Acerra e a Caivano popolazione ed amministrazione locale sono scese in strada per impedire l’ennesimo stupro: l’apertura di nuovi depositi. Sono nate Assise scientifiche autonome dai poteri istituzionali e non per studiare cause, effetti e soluzioni a questa devastazione. I disoccupati e precari organizzati in lotta da anni per un lavoro onesto e formati da anni per la pulizia ambientale hanno realizzato “scioperi al contrario” per realizzare sgombero delle strade da sporcizia varia e raccolta differenziata, a dimostrazione che sono competenti per essere impiegati immediatamente e che l’unica ragione per cui non si avvia una soluzione per l’emergenza rifiuti è l’assenza di una precisa volontà politica volta a tutelare le speculazioni affaristiche e politiche sul diastro ambientale in Campania.

La risposta a questa grande mobilitazione di civiltà e di cittadinanza attiva da parte di chi ha governato e governa sono state solo cariche selvagge su manifestanti, arresti, denunce e criminalizzazione. I roghi dei rifiuti in diverse zone della città e dell’hinterland sono frutto in parte dell’esasperazione della cittadinanza, in parte sono azioni compiute dalle stesse mani armate durante la campagna elettorale per accoltellare e picchiare studenti dei collettivi universitari e manifestanti pro De Magistris; la regia occulta su cui indaga la Digos è un segreto di pulcinella: l’intenzione è quella di rendere ingovernabile la città alla nuova giunta e i raid di questi giorni fanno il paio con il muro del governo Berlusconi, ormai alla frutta e ricattabile su tutti i fronti, sul decreto necessario a sbloccare i fondi per tamponare almeno la situazione.
De Magistris e il suo vice, anche assessore all’ambiente, stanno arrovellandosi per districarsi in questa difficile situazione: studiano carte e preparano richieste straordinarie all’Europa, consultano esperti ed ascoltano qualche comitato ambientalista, ricevono una delegazione di disoccupati organizzati in presidio a palazzo San Giacomo, progettano di partire subito con la raccolta differenziata anche se solo in alcune zone della città, denunciano la strumentalizzazione politica da parte del governo….ma questo non è e non può essere sufficiente! Questo modus operandi in cosa si differenzia dalla gestione della precedente giunta Iervolino? La decantata “democrazia partecipata” non è certo concedere udienza ai comitati attivi sul territorio nel lotte ambientali e nella lotta per il lavoro! L’unico effetto che si sortisce è di dare un’immagine “più di sinistra, più democratica” alla giunta, ma non certo quello di risolvere alcunché! Se De Magistris, Sodano e il resto della giunta pensano di risolvere in questo modo l’emergenza rifiuti, continueranno a dimenarsi per parare i colpi bassi del governo e della Criminalità Organizzata da un lato e dall’altro le mancate risposte a chi si è mobilitato per sostenere la svolta politica della città e che da sempre si mobilita in difesa del territorio e più in generale dei diritti della maggioranza, provocheranno una giusta reazione di mobilitazione popolare contro una giunta “fintamente di nuovo tipo”! E c’è da scommettere che PD e compagnia non alzeranno un dito per correr loro in soccorso!
Se De Magistris e la sua giunta non avranno il coraggio necessario di portare fino in fondo la rottura col vecchio sistema, i possibili scenari saranno due: commissariamento del Comune per incapacità di gestione della situazione o per evitare questo lo stesso De Magistris sarà costretto a fare accordi coi vecchi poteri trasversali, vale a dire quelli tanto cari a PD e PDL, a Criminalità Organizzata e intrallazzatori d’ogni risma! In entrambi i casi la mobilitazione reazionaria avrà terreno favorevole a mettere una parte della popolazione contro l’altra e già in questi giorni la popolazione di Acerra e di Caivano sono state costrette a schierarsi contro “la monnezza dei napoletani”! I cittadini di Napoli est, dove Caldoro e compari vorrebbero far sorgere il nuovo inceneritore non sazi del malfunzionante inceneritore di Acerra, contro il resto della città.
Per evitare tutto questo bisogna passare dalla resistenza all’attacco!
Invece che fare accordi al ribasso con Caldoro, De Magistris deve prendere una posizione pubblica chiara in merito allo sciopero al contrario realizzato il 12 giugno scorso dai disoccupati organizzati sotto il palazzo della Regione Campania e spingere anche così per il loro immediato impiego!
Il sindaco deve chiamare ad un incontro pubblico tutti i comitati ambientalisti e le assisi scientifiche, per discutere i progetti che già esistono e che servono per risolvere l’emergenza e bonificare il territorio. Sono queste le uniche forze che possono garantire i beni comuni, che hanno dimostrato già di avere la capacità di progettazione necessaria che serve!
De Magistris deve chiamare una mobilitazione unitaria di tutti i comuni interessati e colpiti loro malgrado dall’emergenza rifiuti, cittadini e istituzioni di Acerra e di Caivano, di tutte le organizzazioni ambientaliste e di lotta per il lavoro contro le manovre criminali della Banda Berlusconi in combutta con la Camorra, per imporre un serio e realizzabile progetto di smaltimento dei rifiuti che non solo sia di prospettiva ma per il quale i fondi esistono, basterebbe sbloccarli e investirne piuttosto che farli fagocitare da rendite parassitarie di vario tipo!
Il sindaco deve chiamare un’assemblea generale dei dipendenti delle società municipalizzate che si occupano di ambiente per spiegare loro la delibera di accorpamento di queste volta a tagliare le spese dei consigli di amministrazione ed a tutelare i lavoratori, per mobilitarli a partecipare attivamente all’impresa d risanare la città!
L’assessore al lavoro, Marco Esposito in verità ben poco conosciuto dalle larghe masse in lotta per un lavoro utile e dignitoso, ancora non ha proferito parola né sui disoccupati che chiedono di essere impiegati per la raccolta differenziata e che a loro volta hanno già elaborato dei progetti allo scopo, né sui dipendenti di ASìA in agitazione. Ha il dovere non solo di esprimersi, ma di adoperarsi immediatamente per una mobilitazione di questi e di altri a sostegno di progetti per un lavoro utile e dignitoso per ogni individuo!
Gli eletti al Consiglio Comunale che fanno parte della maggioranza devono sostenere il sindaco in questa opera di mobilitazione, invece che stare a guardare e al massimo dello sforzo stare a tenere buoni i malumori degli elettori e degli attivisti che ora rivendicano il diritto a partecipare alla vita istituzionale. Ciascuno di loro ha una rete di relazioni attivata per raccogliere voti, ora si tratta di mobilitarle per sostenere il progetto di cui sono diventati rappresentanti!
Gli stessi attivisti della lista Napoli è tua che giustamente non vogliono tornare a casa ma continuare a mobilitarsi, che hanno avviato un percorso di organizzazione per poter essere incisivi nella vita della giunta e del Consiglio Comunale devono rendere immediatamente attive la Commissione Ambiente e la Commissione Lavoro per cominciare la necessaria opera di controllo sui rispettivi assessorati e contribuire alla mobilitazione popolare per sostenere i progetti esistenti per la raccolta differenziata e per il lavoro elaborati da comitati di lotta e assisi, per imporre la soluzione all’emergenza rifiuti che ci serve!
Il Movimento a 5 Stelle che ha lanciato la parola d’ordine “fiato sul collo” alla nuova amministrazione, l’USB, i COBAS, la FIOM, le altre organizzazioni popolari, la società civile devono partecipare e contribuire a questo lavoro, abbandonando velleità da gruppetto di “duri e puri”!
Questi sono i primi concreti passi per mettere in piedi un’assise popolare, partecipata da cittadini e istituzioni, volta a discutere i problemi da affrontare e soprattutto a trovare le soluzioni più adatte a risolverli. Assise popolare per la quale molti già si sono detti favorevoli e che lo stesso De Magistris ha detto di auspicare per governare in modo nuovo.
Questa è la strada da imboccare velocemente e con determinazione per evitare che De Magistris e la sua giunta finiscano riassorbiti dal sistema dei politicanti, questa è l’unica strada realistica e fattibile, che mette al centro la mobilitazione per un lavoro utile e dignitoso per ogni individuo, unica misura che rende concreta la soluzione all’emergenza rifiuti e al risanamento ambientale delle nostre terre!
Questa è l’unica via che ha De Magistris per salvare la sua giunta e il suo mandato!
Questa è la strada per evitare che il vento di riscossa popolare che ha portato alla vittoria elettorale De Magistris venga interrotto e disperso, per farlo soffiare da Napoli verso il resto del paese!


martedì 3 maggio 2011

Liberati dei CARC

di Fabiola D'Aliesio candidata al Consiglio Comunale con la Lista Napoli è Tua



Il Pd a De Magistris:«Lìberati dai Carc»
La replica dell'ex pm: «Mai. Piuttosto siano Orlando
e Morcone a prendere le distanze da Bassolino»







Napoli, 28.4.11

Sui tentativi di intimidazione, in perfetto stile camorristico, del PD nei confronti di 
Luigi De Magistris, del Partito dei CARC e del Sindacato Lavoratori in Lotta. 

Il cambiamento fa paura al PD e a tutti gli affaristi e politicanti, perché il cambiamento è possibile: dipende dalla organizzazioni operaie e popolari della nostra città! Avanti tutta! Oggi è stata diffusa la notizia dell'attacco pubblico sferrato dal commissario provinciale del PD, Andrea Orlando, e dal segretario regionale, Enzo Amendola, nei confronti di Luigi De Magistris, del Partito dei CARC e del Sindacato Lavoratori in Lotta. Luigi De Magistris ha già risposto in maniera chiara, rimandando al mittente  l'attacco e i "consigli" di stampo camorristico di Orlando e Amendola. Io aggiungo che le vere "frange violente" sono quelli che hanno ridotto la nostra città a una discarica a cielo aperto, condannano migliaia e migliaia di persone alla disoccupazione, a morire di lavoro, di malasanità, di disperazione, avvelenano l'ambiente in cui viviamo! Sono quelli che hanno mandato le forze dell'ordine a malmenare le mamme vesuviane, sono i Trocina che massacrano i disoccupati che rivendicano un lavoro. I veri violenti sono quelli che sostengono i bombardamenti "umanitari" della popolazione in Libia, in Afghanistan, in Palestina, sono i responsabili dei campi di concentramento e delle stragi di immigrati nel Mediterraneo! Di questa schiera fanno parte i partiti degli Orlando e degli Amendola, dei Lettieri e i loro soci! Invece quanti lottano e si battono senza se e senza ma per mettere fine a questi crimini e a questa barbarie non sono dei violenti, ma gli unici e veri fautori di una civiltà e di una giustizia degne di questo nome! La questione è molto semplice: la lista Napoli è Tua fa paura al PD, ai poteri forti e alla rete di malaffare che ha costruito e su cui fin qui si è retto! Grazie all'azione delle organizzazioni operaie e popolari che compongono e che sostengono la lista Napoli è Tua essa può infatti avviare un reale cambiamento della nostra città, se costruiremo un'Amministrazione Comunale d'emergenza che diventi centro di mobilitazione e organizzazione per la conquista di un lavoro utile e dignitoso per tutti (condizione questa centrale e imprescindibile per risolvere realmente tutti gli altri problemi)! I tentativi di intimidazione che il PD, in perfetto stile camorristico, sta facendo nei confronti di Luigi De Magistris hanno un obiettivo chiaro: cercare di mettergli paura, fargli fare un passo indietro e spingerlo a dissociarsi e a far fuori dalla lista Napoli è Tua le componenti popolari, al fine di impedire che essa diventi centro di mobilitazione per il cambiamento della città e ridurla ad una lista qualsiasi, un'altra semplice e innocua appendice del teatrino della politica borghese! Lancio l'appello a tutti i candidati della Lista Napoli è Tua e delle altre liste popolari (Napoli non si piega, Movimento a 5 stelle, PCL) e a tutte le forze popolari e progressiste della nostra città a prendere posizione pubblicamente contro questo attacco: oggi il PD attacca il Partito dei CARC e il Sindacato Lavoratori in Lotta, domani, se non risponderemo in maniera unitaria e compatta, attaccherà il Presidio di Chiaiano e il candidato presidente all'VIII municipalità Ivo Poggiani, Lucia De Cicco della Terra dei Fuochi candidata al consiglio comunale, per poi "passare a rassegna" tutte le altre componenti progressiste della lista! Questo attacco tocca
tutti coloro che, al di la delle liste di appartenenza, lottano per il cambiamento reale della nostra città, mette a repentaglio l'agibilità politica di tutti coloro che non sono allineati ai voleri della casta!



mercoledì 20 aprile 2011

Pulizie negli ospedali di Napoli

Sindacato Lavoratori in Lotta – per il sindacato di classe



Questa mattina si è svolto lo sciopero alla rovescia organizzato dal Sindacato Lavoratori in Lotta, mobilitando I PRECARI BROS  e i disoccupati. Lo sciopero alla rovescia aveva come parola d’ordine: “ Conquistiamo un lavoro utile e dignitoso per tutti! Ripuliamo la nostra città dai rifiuti e rafforziamo l’assistenza sanitaria pubblica!”.
Alle ore 9:30 fuori all’ospedale Ascalesi (Napoli) precari e disoccupati si sono messi all’opera per ripulire l’ospedale dentro e fuori (con scope, tute, guanti e palette), riscuotendo un grande sostegno da parte dei passanti, dei proletari che si recavano all’ospedale per ricevere assistenza medica e da parte dei lavoratori e precari dell’ospedale.Abbiamo tenuto un megafonaggio all’ingresso principale dell’ospedale. Oltre ai precari e disoccupati, sono intervenuti anche i seguenti candidati alle elezioni amministrative: Fabiola D’Aliesio candidata nella lista Napoli è Tua, Paolo Fierro di Medicina Democratica e candidato nella lista Napoli non si piega. Hanno preso inoltre la parola Gaetano Marati dell’USB Sanità e membro del comitato di difesa della sanità pubblica in Campania; Luigi Sito Segretario Generale del SLL.
A conclusione della pulizia dell’ospedale al vice direttore sanitario della struttura, Gallotto Vincenzo candidato con l’Italia dei Valori al Comune di Napoli, è stato consegnato un documento con le firme dei precari e disoccupati che hanno ripulito l’Ascalesi e in cui si richiede il compenso per il lavoro svolto. Se questo non sarà fatto metteremo in campo delle iniziative per prenderci quello che ci spetta per vivere.
Successivamente i precari e i disoccupati si sono spostati presso l’ospedale Annunziata (a pochi metri da quello dell’Ascalesi) per sostenere la lotta dei lavoratori che si oppongono alla sua chiusura: anche in questa struttura sanitaria (e nelle vie adiacenti) è stata svolta un’opera di pulizia, raccogliendo il sostegno di lavoratori, utenti dell’ospedale e passanti. Anche per questo lavoro chiederemo di essere pagati dalla Regione Campania.
Andremo avanti con queste forme di lotta, combinandole con presidi, occupazioni, ecc., fino alla conquista di un lavoro dignitoso, utile per la collettività e a tempo indeterminato per tutti i precari BROS e disoccupati. Questa sarà la nostra irruzione nella campagna elettorale! Tutti i candidati devono schierarsi per la nostra lotta e porre al centro dei loro programmi un lavoro dignitoso e utile per tutti! Ci auguriamo che alla prossima iniziativa siano presenti anche Luigi De Magistris (Napoli è Tua), Roberto Fico (Movimento Cinque Stelle) e Ciro Formisano (PCL).
Non ci fermeremo davanti alla repressione sferrata dalla giunta Caldoro (di qualche giorno fa le condanne per i precari BROS colpevoli di aver lottato per il lavoro). Andremo avanti fino alla vittoria, unendoci con tutti coloro che nella nostra città di battono per la difesa dei diritti e la conquista di nuovi! Raccogliendo l’appello di Gaetano Marati (USB) mercoledì 20 aprile ’11 saremo presenti all’ospedale San Paolo, svolgendo un altro sciopero al contrario, per unire la lotta in difesa della sanità pubblica con la difesa del lavoro e la conquista di un lavoro utile e dignitoso.
10, 100, 1000 INIZIATIVE PER CONQUISTARE UN LAVORO UTILE E DIGNITOSO PER TUTTI!
A OGNI ADULTO UN LAVORO DIGNITOSO, A OGNI PERSONA QUANTO SERVE PER VIVERE DIGNITOSAMENTE! CON OGNI MEZZO E A OGNI COSTO!
È POSSIBILE VINCERE, DIPENDE DA NOI! SOLO DA NOI!
AVANTI FINO ALLA VITTORIA!

mercoledì 13 aprile 2011

Napoli: costruire l'unità e il protagonismo di massa per dopo le elezioni

di Laura Petrone : Associazione culturale "Città del sole

A poco più di un mese dalle elezioni ormai le scelte sui candidati a sindaco, sulle liste, su alleanze e "apparentamenti" - almeno al primo turno - sono già fatte, giuste o sbagliate che si possano rivelare. Senza drammatizzazioni bisogna registrare che l'arcipelago delle (piccole) forze antagoniste o alternative ha preferito la strada del minoritarismo e dell'autoreferenzialità schierandosi con candidati e liste diverse, restando divisa e rinunciando ad una presenza comune significativa e, forse, condizionante. A questo punto è inutile recriminare, criticare o rinfacciare. Val la pena, invece, di pensare al "dopo", e possibilmente, attrezzarsi. Nessuno si aspetta l'elezione del sindaco al primo turno. La crisi che sta attraversando il berlusconismo e la candidatura del "terzo polo" tolgono probabilmente a Lettieri la possibilità di far "tombola" al primo turno, mentre, da quest'altra parte, il discredito e la frammentazione non lasciano soverchie speranze. Al ballottaggio, quindi, se i concorrenti del candidato berlusconiano riusciranno a trovare la formula di una "unità spartitoria", è possibile che Napoli abbia nei prossimi anni un governo non dichiaratamente di destra. In tal caso non sarà del tutto indifferente chi sarà l'antagonista di Lettieri. Il più recente sondaggio riportato da "Il Mattino" indica tre possibili competitori. Morcone o Pasquino rappresenterebbero la continuità, nel merito e nel metodo, con il sistema di potere del bassolinismo, semmai intersecato e
allargato al demitismo, con qualche spazietto e soldino per gli utili idioti di sostegno. Il problema sarebbe, in questo caso: cosa farebbero De Magistris e la sua coalizione? Avrebbero la voglia e la forza numerica di resistere e di condizionare in modo decisivo, o si farebbero risucchiare in
una scelta governista? La cosa più probabile è che i sostenitori dell'ex magistrato si dividerebbero drasticamente tra chi si abbandonerebbe a quel risucchio - anche volentieri - e chi si sfilerebbe dall'alleanza per coerenza o residuo senso del pudore. Nel caso che fosse De Magistris il competitore di Lettieri le cose si complicherebbero maledettamente. E non per speciosità dietrologiche, non perché l'ex magistrato sia o non sia affidabile, voglia o non voglia essere
alternativo o, almeno, "discontinuo". Trovarsi fianco a fianco con bassoliniani, demitiani e vendoliani sarebbe per molti difficile da ingoiare e il rospo potrebbe essere buttato giù soltanto se De Magistris tenesse ben salda la barra, senza concedere e promettere gran che a questi centristi e
falsi "sinistri" di cui, pure, avrebbe bisogno per vincere. Alcuni si sfilerebbero coerentemente dalla coalizione, altri resterebbero con il naso otturato e gli occhi spalancati. Ciò posto, se a prevalere dovesse essere Lettieri, non resterebbe che prepararsi alla opposizione più dura e intransigente nei limiti consentiti dai numeri scaturiti dalle elezioni, ma con la consapevolezza di dover fare i conti anche con la vocazione e gli interessi compromissori di una parte consistente della minoranza consiliare. La situazione comincerebbe a complicarsi se a prevalere nel ballottaggio fosse l'antagonista di Lettieri. Con Morcone o Pasquino sarebbe impossibile per molti arrivare ad un qualsiasi accordo di governo della città. Ma altri - nella stessa coalizione di De Magistris - sarebbero ben felici di farsi coinvolgere e accettare qualche strapuntino e qualche briciola. Molto
dipenderà dagli accordi - palesi o occulti - precedentemente intervenuti, ma, in ogni caso, sarà complicatissimo per De Magistris tenere insieme o, almeno, sotto controllo la sua coalizione (o i suoi resti). Nel caso, poi, che fosse proprio De Magistris a dover costituire la nuova giunta, la situazione si complicherebbe ulteriormente perché una parte della sua coalizione sarebbe, giustamente, ancora più intransigente e molto poco disponibile ad accordi compromissori con i centristi di PD e "terzo polo", mentre un'altra parte sarebbe favorevolissima a rinnovare, nelle nuove
condizioni, le compromissioni di sempre. Con le buone intenzioni non si cambia la realtà e neppure si governa una città. Ancor più se tutte le scelte e i giochi verranno fatti esclusivamente nel chiuso dell'aula consiliare, dove bisognerà, in definitiva, fare i conti con una maggioranza consiliare di - almeno - 25 consiglieri su 48. Che De Magistris possa vincere un eventuale ballottaggio è possibile; che la coalizione che lo sostiene possa spuntare una maggioranza autosufficiente, è molto improbabile. E, allora, delle due, l'una: o si fa una "coalizione" di compromesso, o, prima o poi, si va tutti a casa e si ricomincia con una nuova campagna elettorale. Naturalmente in questo bailamme ognuno farà le sue scelte e sarà assolutamente legittimo che, chi prima e chi poi, prenda le distanz in nome della discontinuità che tutti proclamano, ma che pochi avranno la coerenza di praticare. Tutto questo - è ovvio - se si lascerà la politica nel palazzo, abbandonando alla sterile meccanica dei numeri usciti dalle urne i rapporti di forza. Perché i poteri forti - da quelli camorristici a quelli imprenditoriali, passando per il garbuglio delle clientele, etc. etc. - saranno ampiamente rappresentati nel nuovo consiglio comunale, e non soltanto dalla parte di Lettieri. Ad avere una rappresentanza esigua o, comunque, inadeguata saranno gli interessi popolari. È una strada senza uscite, a meno che non si cominci - senza illudersi di poter fare tutto e subito - a spostare la politica fuori del palazzo riequilibrando il rapporto di forze con la partecipazione attiva e il protagonismo di lotte di massa con cui i signori del palazzo dovrebbero fare i conti. È superfluo dire che siamo in terribile ritardo. E, tuttavia, dobbiamo e possiamo avviare questo percorso perché resta l'unico giusto sul piano strategico e il solo praticabile su quello tattico. E allora, invece di continuare a restare divisi e, semmai, anche a scambiarci randellate impietose, perché - mantenendo in questo mese ciascuno la coerenza con le scelte già fatte - non proviamo ad attrezzarci per il "dopo"? Naturalmente ripartendo dai contenuti e dalla linea di intransigente discontinuità con il passato che ci accomuna, mettendo un attimino in ombra le soggettività e, invece, concentrando tutti gli sforzi per dare forma e consistenza al protagonismo di massa. La nostra proposta è di fare ora quello che si sarebbe dovuto fare prima: incontrarci - a prescindere da quale candidato o lista sosteniamo intanto - per definire i contenuti di un programma e i metodi di sua realizzazione su cui ricomporre l'unità di tutte le forze anticapitaliste e popolari un attimo dopo la fine della kermesse elettorale. Si tratta di articolare il programma per aree tematiche e strutturare degli organismi comuni (consulte, forum, o quello che vi pare) in cui, accanto a tecnici e politici sia essenziale e maggioritaria la presenza di esponenti dei diversi movimenti di lotta ed espressione dei bisogni popolari. Queste strutture dovrebbero esser realizzate oggi prescindendo dalle divisioni elettoralistiche e, domani, esistere e operare indipendentemente dalle connotazioni istituzionali che scaturiranno dalle elezioni. Il cemento unitario sarebbe dato dalla comune esigenza di operare effettivamente sui bisogni della città e a stretto contatto con i portatori di questi bisogni e i protagonisti delle lotte. Nel caso fortunato di una giunta "amica" questi organismi sarebbero strumento di riferimento – di consultazione e di controllo - dell'operato degli amministratori. Nel caso di giunte ostili sarebbero eccellenti strumenti di coordinamento e di direzione delle lotte. Se riusciremo a dar vita questi organismi avremo fatto un passo in avanti per superare le nostre divisioni e avviare un percorso comune basato su cose molto concrete, tra le masse e non sull'astrazione delle buone intenzioni.
Avremo anche un progetto e un programma, un metodo e criteri di governo da sottoporre a candidati, eletti e coalizioni e verificare, prima, chi si dichiara d'accordo e, dopo, chi è effettivamente disponibile a mantenere gli impegni presi.


Sergio Manes


Renato Sellitto



Eugenio Giordano



Mario Maddaloni





Il programma di cui abbiamo bisogno!!!!!

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Segreteria Federale della Campania




Risposta all'appello lanciato ieri dalla Città del Sole e contributo per il programma della lista "Napoli è Tua" (Luigi De Magistris candidato sindaco) e della lista "Napoli non si piega" (Giuseppe Marziale candidato sindaco) 
"i programmi delle Liste, la composizione delle Liste, la scelta dei candidati e l'azione delle Amministrazioni Comunali devono avere al centro la mobilitazione di massa per il pieno impiego, per la scolarizzazione in scuole e università pubbliche, per lo sviluppo culturale e le attività tese
a migliorare le relazioni sociali, a migliorare i rapporti tra gruppi e tra individui, a favorire l'integrazione, l'inserimento e la partecipazione degli individui alla vita della società."Accogliamo molto positivamente l'appello lanciato ieri da Sergio Manes, Renato Sellitto, Eugenio Giordano, Mario Maddaloni, Laura Petrone, Centro Culturale "La Città del Sole" In particolare, concordiamo sulla necessità di coordinare le forze operaie e popolari presenti sul territorio e avviare un percorso di mobilitazione e lotta unitario che, mettendo al centro il programma per avviare la rinascita economica, politica e sociale di Napoli, operi per creare un rapporto di forza favorevole alle masse popolari, contrasti le manovre dei poteri forti, determini la vita politica della nostra città, qualsiasi saranno gli sviluppi che ci saranno con la campagna elettorale. Questo coordinamento deve svilupparsi fin da subito, per dare battaglia e moltiplicare il numero delle organizzazioni operaie e popolari all'interno della lista "Napoli è Tua", per incidere sul programma, per fare una campagna elettorale di lotta, mobilitazione, disobbedienza civile che elevi la combattività delle masse popolari e le organizzi e sviluppare il coordinamento con la lista "Napoli non si piega", portando avanti iniziative di lotta comuni. La lista "Napoli è tua" raggruppa un vasto numero di organizzazioni popolari, superiore rispetto a quello di "Napoli non si piega", ed è per questo che l'intervento in essa è principale: lontani però da una logica elettoralista occorre mettere al centro il coordinamento delle forze, anche se organizzate in liste differenti. Questo è il percorso concreto per costruire l'alternativa! Un processo di coordinamento delle forze operaie e popolari che va oltre le elezioni e che mette al centro la "comune esigenza di operare effettivamente sui bisogni della città e a stretto contatto con i portatori di questi bisogni e i protagonisti delle lotte". E' il momento di osare: osare lottare, osare vincere! La situazione è favorevole alla lotta per non pagare la crisi dei padroni, sta a noi utilizzarla al meglio, senza paura di affrontare nuove sfide: a partire da quella per un lavoro dignitoso per tutti. La questione del lavoro è centrale, dalla sua soluzione (e solo dalla sua soluzione) possono derivare miglioramenti sugli altri campi della vita delle masse popolari. In buona fede o meno (ma è secondario) Luigi De Magistris sbaglia quando, nel comunicato emesso il 10 aprile "Napoli, prometto impegno per lavoro come diritto" (reperibile sul sito della Lista Napoli è Tua), dichiara: " non prometto posti ma prometto di creare le condizioni perché questo [il lavoro, ndr] sia un diritto, investendo nel turismo, nell'ambiente e nella cultura ". Non è di diritti astratti di cui abbiamo bisogno, ma di Amministrazioni Comunali che adottino misure concrete, che affrontino realmente il problema del lavoro, che siano: "centri di mobilitazione delle masse popolari per porre rimedi sia pure provvisori e precari agli effetti più gravi della crisi  ogni Amministrazione Comunale (AC) deve diventare principalmente un centro promotore e organizzatore della mobilitazione per il pieno impiego. Questo vuol dire e deve voler dire riconoscere la centralità del lavoro nella società di oggi: articolo 1 della Costituzione, conforme alla legge generale che ha governato e ancora governa l'evoluzione della specie umana, il materialismo storico. Nessuno dei problemi che oggi intorbidano, inquinano, deformano la vita della società e dei membri delle masse popolari può essere risolto positivamente se non si crea un movimento in cui o in base al quale ogni individuo ha un ruolo positivo, socialmente utile e riconosciuto come  tale: che ogni individuo svolga un lavoro socialmente utile o sia impegnato in una lotta organizzata per conquistarlo. Ogni altro problema può essere affrontato e si riesce a dargli una soluzione (di forma più o meno duratura) se si mobilitano forza-lavoro e mezzi materiali adeguati, con una struttura
organizzativa adeguata a mobilitarli e a metterli in moto. Ogni AC deve proporsi di essere centro di promozione di un simile movimento. Ogni AC deve usare senza riserve e senza remore 1. la posizione autorevole che occupa (cioè la possibilità di riunire e mobilitare uomini), 2. i mezzi materiali di cui dispone (edifici, macchinari, ecc.), 3. le risorse finanziarie di cui dispone (entrate, esazioni, deficit spending, debiti, appropriazioni, requisizioni, tassazione dei ricchi e delle loro società e istituzioni, ecc.), 4. i compiti che l'attuale ordinamento politico le conferisce. Deve usare tutto questo per mettere al lavoro nel modo più rapido possibile una massa crescente di uomini e donne, particolarmente i giovani che sono disoccupati, semidisoccupati, precari, emarginati, ecc. Tutti i beni dei ricchi e del clero possono essere requisiti a questo scopo grazie all'autorità di cui l'AC dispone e alla forza morale e pratica del movimento che essa mobilita. Si obietterà: ma così i ricchi traslocheranno in zone con amministrazioni di destra (come nel nostro paese succedeva ancora negli anni '50). Certamente quei ricchi che non sono legati alla zona dai loro affari o da strette relazioni personali traslocheranno. Questo da una parte favorirà il risanamento morale e intellettuale della società della zona e quindi favorirà una più forte mobilitazione delle masse popolari della zona. Solo prendendo in mano con forza la lotta per attuare il diritto al lavoro,
si combatte con efficacia e successo e con la mobilitazione di massa (anziché con il ricorso alla magistratura e alla polizia - che oltretutto è un lavoro di Sisifo: nessun poliziotto o magistrato, nessuna predica o punizione può impedire che ogni individuo cerchi di arrangiarsi come può e
sa, se la società non gli offre una via per vivere dignitosamente facendo la sua parte)

- la criminalità degli uni e l'insicurezza degli altri che la subiscono,

- la corruzione, il ricatto e il voto di scambio,

- il parassitismo del sottoproletario e il cinismo del piccolo-borghese,

- le depressione, lo scoraggiamento e l'evasione,

- l'emarginazione, il caos generale e la disperazione.


Ogni AC (e da subito il programma della Lista e la campagna elettorale) deve porre al centro e alla base di tutto un lavoro dignitoso per tutti, un ruolo dignitoso nella vita sociale, associato a un reddito dignitoso, a diritti sul posto di lavoro, a diritti nella vita sociale (in ogni campo
dell'attività della società). Quindi non un reddito senza lavoro, che 1.sarebbe (ed è quando già c'è) precario, 2. non sarebbe dignitoso, ma un'elemosina per i poveri (stile social card o elenco dei poveri): vogliamo diritti e non elemosina hanno detto gli operai di Melfi che Marchionne vuole tenere fuori dalla fabbrica, 3. sarebbe fonte di contraddizioni tra le masse popolari ("a me o a te?"), contraddizioni che certamente la borghesia e il clero sfrutterebbero per mandare tutto all'aria

Questa è l'unica strada possibile per contribuire alla rinascita economica, politica e sociale della nostra città e del nostro paese: chi pensa di superare le piaghe sociali prodotte dalla borghesia imperialista nella nostra città e nel nostro paese senza seguire questa strada o è un imbroglione o, se è sincero e se persevera, presto dovrà rivedere la sua posizione, perché si scontrerà con la realtà. Il programma di Luigi De Magistris presenta questo limite di fondo, che mina tutto l'impianto: rettificarlo è condizione imprescindibile per realizzare la "rivoluzione socialista e liberale" a cui De Magistris richiama nei suoi documenti e per condurre una lotta efficace contro la disoccupazione, il malaffare, la devastazione dell'ambiente, lo smantellamento dei diritti e della sanità, ecc. Le organizzazioni operaie e popolari che sostengono la lista "Napoli è Tua", devono spingere in questa direzione! Questa, infatti, è l'unica strada percorribile! Questa è l'unica strada possibile anche per realizzare il programma della lista "Napoli non si piega" (reperibile sul sito  http://www.appellonapoli.it/  www.appellonapoli.it/). Il programma della lista non è affatto idealista, anzi costituisce il programma più concreto fin ora prodotto nel corso della campagna elettorale! E' un programma realizzabile! Il problema di fondo è un altro: per realizzare il programma indicato dalla lista "Napoli non si piega" occorre costruire un'Amministrazione Comunale adeguata, come quella su indicata. Bisogna dare al programma gambe per camminare! Se si costruirà un'Amministrazione Comunale di questo tipo (inserendo questo aspetto centrale già nel
programma), non solo sarà possibile attuare quanto indicano i compagni della lista "Napoli non si piega", ma si potrà fare molto di più! I compagni della lista "Napoli non si piega" possono svolgere un ruolo molto positivo ed incisivo se operano per contribuire ad elevare la combattività, la
mobilitazione, l'organizzazione e la propositività delle organizzazioni popolari che fanno parte della lista "Napoli è tua", senza cadere nell'errore di vedere in De Magistris il "nemico numero uno". Oggi nella lista "Napoli è tua" sono concentrate il grosso delle organizzazioni popolari: non si tratta di sottrarle a De Magistris, ma spingerle in avanti, ad andare fino in fondo! Questo è il compito di grandissimo spessore che può e deve compiere la lista "Napoli non si piega".