Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

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lunedì 2 dicembre 2013

Iniziano le lezioni nel villaggio di Muyeye

Luciano Granieri

Puntualmente ad ogni G8,G20  le potenze economiche occidentali   si impegnano a destinare fondi per ridurre la povertà nei paesi del terzo mondo. Puntualmente   tali impegni vengono disattesi. Eppure l’occidente cosiddetto civilizzato  dovrebbe restituire ogni tanto, un minimo di quanto depreda e saccheggia  in Africa e nel Medio Oriente. La colonizzazione politica, trasformatasi in colonizzazione economica ultraliberista , ha ridotto alla povertà un continente pure ricco di risorse naturali e materie prime. Le guerre civili alimentate dagli interessi delle multinazionali, i dittatorucoli ,  sostenuti  dai governi  del cosiddetto primo mondo  nei loro crimini, perché guardiani degli interessi occidentali,  sono fattori devastanti per le popolazioni africane. Contribuiscono ad alimentare carestie, violenze, su uomini e bambini, stupri, determinando il fenomeno dell’immigrazione che ha trasformato  deserti e mari in enormi cimiteri.  Ciò che  i governi del G8 promettono e puntualmente disattendono, spesso, per quanto possibile viene assicurato da associazione umanitarie. Organizzazioni composte da gruppi di cittadine e cittadini volonterosi che s’impegnano a rendere la vita delle popolazioni africane un po’ meno dura. E’ il caso dell’associazione Itake. L’organizzazione nata a Frosinone, ma estesasi in tutta le provincia,  si è prefissata l’obbiettivo di promuovere  la frequenza scolastica di bambini  e giovani in Kenia. A partire dal 2005 Itake ha organizzato  una raccolta fondi per  finanziare la costruzione di istituti scolastici a Malindi e nel villaggio di Muyeye. Oggi il politecnico e la scuola primaria Karima di Muyeye sono delle splendide realtà. Nella clip che segue si apprezza l’impegno che tutti hanno profuso per dotare la scuola primaria Karima di nuove aule e di una recinzione.  Ringraziamo Isa Giudice per averci messo a disposizione la clip che pubblichiamo volentieri.




Di seguito altre due clip a testimoniare l'impegno profuso per raggiungere l'obbiettivo .  la La prima è dell'ottobre 2011, la seconda del marzo 2013.

lunedì 18 giugno 2012

Bari, progetto Legalattivi

Unicef Italia

I ragazzi della scuola XXIV Circolo "Clementina Perone" di Bari sono i protagonisti di questo colorato e originalissimo video sul tema del commercio equo solidale, ispirato dalle musiche originali di Daniele Sepe ("Un'altra via di uscita").
L'attività didattica è stata realizzata grazie ai fondi strutturali europei del programma PON, con il patrocinio di UNICEF, Un Solo Mondo, Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari e VIII Circoscrizione di Bari.

mercoledì 27 ottobre 2010

Muyeye, costruzione del politecnico ultimata.

da Itake Frosinone


La nostra presidentessa Isa Giudice è tornata dopo circa un mese e mezzo di permanenza a Malindi e ci riporta buone notizie: la costruzione del politecnico è ultimata compresa la recinzione ed il cancello.
Itake ha provveduto inoltre a fornire la scuola di un certo numero di banchi, sedie e scrivanie. Non solo. Abbiamo già degli aspiranti alla frequenza dei corsi e, su richiesta degli abitanti di Muyeye,  è già partito un corso di lingua italiana che conta 21 studenti!
Tutto ciò in collaborazione con i funzionari del Ministero incontrati più volte.
Secondo la legislazione del posto, il Ministero referente comincerà ad erogare i fondi dopo il rendiconto di tre mesi di funzionamento della scuola, perciò ITAKE intende accompagnarne l’avvio contribuendo alla retribuzione di alcuni insegnanti per i primi sei mesi.

L’insegna riporta quella che da sempre è la frase ispiratrice delle attività di ITAKE


“… perché  noi africani abbiamo bisogno di acquisire abilità
e di ricevere una spinta iniziale,
ma poi siamo in grado di fare da soli.”
                                                                                             Paul  Onyago