"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
In merito alle dichiarazioni dell’on. Scalia comparse oggi sulla stampa, secondo cui il progetto dell’aeroporto di Frosinone è ed è sempre stato sostenibile tecnicamente ed economicamente, «la nostra associazione le considera, più che irriguardose nei confronti della cittadinanza, preoccupanti in quanto sembrano denotare, almeno sul tema, scarse capacità di compiere quello che in psicologia si definisce “esame di realtà”.
L’interesse della questione risiede ormai unicamente nella valutazione del potenziale danno erariale e delle eventuali responsabilità ricadenti sugli ex amministratori della società AdF, in primis lo stesso Scalia.
Confidiamo sul fatto che gli inquirenti, tra l’altro, valuteranno se non ci siano estremi per procedere anche contro chi ha firmato i progetti di fattibilità magnificati da Scalia (in particolare lo studio relativo alla VAS), tanto costosi per le finanze pubbliche quanto inutili e, a nostro avviso, di qualità tecnica assai discutibile».
La messa in liquidazione della società AdF è l’ultimo atto di anni di follia, in cui la politica, trasversalmente, anche se con noti padrini di parte, ha promosso un progetto insostenibile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale, non occupandosi di trovare soluzioni reali ai problemi del territorio, con un lascito di inchieste da parte di Procura e Corte dei Conti su spese inutili per milioni di euro.
Abbiamo sempre, anche in tempi in cui era difficile far sentire la propria voce, denunciato tale situazione. E presentato pubblicamente dossier sul tema ben prima che si avviassero le inchieste giudiziarie e contabili.
La soddisfazione per la pietra tombale sul progetto aeroportuale non sarà completa finché non sarà ritirata ufficialmente la Variante aeroportuale intermodale, vero obiettivo di molti promotori, nonché la relativa programmazione urbanistica nei Comuni di Frosinone e Ferentino. Per quanto riguarda un’eventuale ripresa del progetto eliportuale con funzioni di protezione civile e sanitaria, non siamo contrari a priori, anche se crediamo che la presenza di un’eccellenza, la scuola elicotteristica del 72.o stormo, non lasci molte chances. L’importante è comunque che non funga da vettore per lottizzazioni e speculazioni.
Il presidente e commissario vicario di AdF, Francesco Cappelli, che come si legge sulla stampa ha rilevato l’impraticabilità dell’oggetto sociale e le difficoltà oggettive anche limitatamente alla realizzazione dell’eliporto, nonché ricordato i rilievi avanzati dalla Corte dei Conti, ha proposto una via che da tempo appare l’unica sensata: lo scioglimento della società.
La decisione del CdA di AdF di ripassare la palla alla Regione, che progressivamente si è ritratta dalla realizzazione di un’opera inutile, non onorando i precedenti impegni, significa a nostro avviso due cose. La prima è che i soci, e in particolare il Consorzio ASI, non intendono rinunciare a una Variante urbanistica da 300 ettari. La seconda è che i soci, senza dubbio con una mossa intelligente, cercano di limitare i danni, in quanto non sanno come risolvere un buco finanziario oggetto di un’inchiesta di peculato da parte della Procura e di verifica contabile da parte della Corte dei Conti.
A fronte del disagio subìto dalla cittadinanza, oggetto a suo tempo di avviso di esproprio e di una programmazione del territorio inefficiente e controproducente, è auspicabile che si ponga finalmente e celermente un termine a questo inaccettabile balletto. La responsabilità, a questo punto, è della Regione Lazio. E sarebbe opportuno che, nel frattempo, i Comuni di Frosinone e Ferentino non rinominassero i propri decaduti membri del CdA.
Italia, paese di poeti santi e navigatori. Oddio di
navigatori! Viste le infauste sorti del
capitano Schettino non direi. I poeti esistono, anche
se categoria in via di estinzione. Si sa con la cultura non si manga. Di santi
è pieno il calendario. Forse il detto
andrebbe riformulato come segue: Italia, paese di poeti squattrinati, santi
e….aviatori!!!
Signori è fuori di dubbio, l’Italia è un paese di aviatori. Infatti
chi ha preso l’aereo ha pagato il biglietto, ma anche chi l’aeroporto l’ha visto solo in
cartolina, ha dovuto pagare dal 2008 ad oggi qualcosa come 11 miliardi di
euro per mantenere in quota gli airbus dell’Alitalia. Un popolo che spende così
tanto per far volare gli aerei senza neanche salirci sopra è un popolo di
aviatori ad honorem.
Ma che fine hanno fatto i nostri 11 miliardi
di euro? E’ presto detto. Nel 2008 Alitalia era, come oggi, sull’orlo
del fallimento. Per salvare baracca e burattini, Silvio Berlusconi pensò bene di regalare il giocattolo ad alcuni imprenditori amici suoi,
capitani d’industria coraggiosi e manovrieri, sempre pronti a dare una mano
quando serve e sempre in attesa della giusta contropartita. A celebrare l’operazione la solita
sapiente regia delle banche. Il tutto con finalità patriottiche perché
bisognava limitare la partecipazione azionaria degli odiati francesi di Air
France al 25% . Questi ultimi infatti erano
disposti a tirare fuori bei soldini per acquisire l’intero pacchetto azionario della disastrata compagnia italiana.
La lista
della spesa comincia subito con sei o sette miliardi tirati fuori dai
contribuenti aviatori per ripulire Alitalia dai debiti. Un cadeau
per gli amici deve rimanere prezioso e immacolato come una mammoletta,
mica può essere una sòla. Aggiungiamo poi un altro miliardo e duecento milioni
necessario per mettere in moto tutto il baraccone e il mancato introito di 3
miliardi che si sarebbe realizzato se la compagnia fosse stata acquistata
allora da Air France.
Oggi dopo cinque anni siamo da capo a dodici. La nostra compagnia non ha neanche la benzina per far volare gli apparecchi e si
profila l’intervento delle poste. Un ente del tesoro, quindi pubblico, guidato da un manager che capisce di aerei
come io capisco di bosoni.
Ma gli
aviatori più indefessi risiedono in Ciociaria. Noi Ciociari, abitanti di una salubre terra allietata da
profluvi di PM10, diossine, inquinanti
di varia natura, oltre che contribuire
con le nostre tasse agli 11 miliardi testè citati, abbiamo sborsato altri 8 milioni
circa, per costruire un aeroporto in un territorio in crisi d’astinenza da kerosene.
6 milioni sono serviti per tenere in piedi la
società Aeroporto di Frosinone incaricata di eseguire il progetto e l’opera, altri 2 milioni e otto sborsati attraverso la regione guidata all’ora
dalla famelica Polverini. Molti di noi
disfattisti, contrari al progresso, non aviatori e neanche avicoli ( nel senso
di polli da spennare) avevamo capito che il progetto era improponibile, per
anni lo abbiamo gridato e alla fine abbiamo avuto ragione.
Aeroporti di
Frosinone si scioglie ma la passione all’aviazione
rimane. Sborsare quasi 9 milioni di euro
solo per disegnare un aeroporto che non verrà mai realizzato è segno di grande attaccamento alla causa aviatoria.
Qualcuno potrà chiedere: era necessario
spendere tanti soldi inutilmente? Qui
la passione per il volo non c’entra . Bastava capire le vere finalità delle
operazioni relative al salvataggio di Alitalia e alla costruzione dell’aeroporto
a Frosinone.
In relazione alla compagnia di bandiera lo scopo principale non
era far volare gli aerei, ma consentire a Riva ,per esempio, di spuntare, in
cambio del favore propagandistico fatto
a Berlusconi con il suo ingresso in
Alitalia, delle autorizzazioni integrate ambientali
favorevoli per le sue fabbriche di morte a Taranto, oppure permettere a Benetton in cambio del suo impegno, una mega speculazione fondiaria sui suoi terreni di Maccarese da lui acquistati
per un piatto di lenticchie, trasformati da agricoli ad uso
industriale per essere venduti, con il
realizzo di enormi profitti, a se stesso
come co-gestore di Aeroporti di Roma, e quindi utilizzati per realizzare il raddoppio dell’aeroporto di
Fiumicino dove potessero atterrare gli aerei di sua proprietà come azionista di Alitalia.
Oppure permettere a Toto di salvare la sua
indebitata compagnia Airone attraverso la concessione di altri fidi per
consentirne l’ingresso in Alitalia. E’ curiosa questa operazione, una banca che
fino a ieri reclamava ingenti crediti da una azienda, di punto in bianco
dismette la sua intransigenza e addirittura
concede ulteriori prestiti a questa stessa azienda per farla entrare in una nuova
compagnia . Che c’è di strano tanto si
sa che quando le banche vanno in sofferenza ci pensa il cittadino qualunque,
novello pantalone proletario a pagare.
Per tornare alla società Aeroporto di Frosinone invece , la sua vera
finalità non era quella di costruire il terzo scalo del Lazio in Ciociaria, ma
diventare un lussuoso e remunerativo armonizzatore sociale per manager e
amministratori pubblici rimasti senza poltrona, oppure fonte di entrata
integrativa per politici locali affamati di soldi pubblici. In conclusione a seguito di queste ruberie che
hanno a dir poco adirato i cittadini va riformulato ancora una vota il detto "Italia, paese di santi poeti e
navigatori". La nuova massima è: L’Italia
è un paese di santi bestemmiati, poeti squattrinati e…..AVIATORI.
Francesco Bearzi - Coordinatore Provincia Frosinone Rete per la tutela della Valle del Sacco
Il nostro precedente COMUNICATO STAMPA sull’aeroporto di Frosinone risale al 31 maggio scorso. Ricordammo in tale occasione che, a distanza di anni, le ragioni tecniche, economiche e ambientali dell’insostenibilità del progetto di un aeroporto di Frosinone, a più riprese formalizzate dalla nostra associazione (supportata in varie occasioni dal Comitato no aeroporto Frosinone e da diverse associazioni nazionali), venivano finalmente denunciate da senatori ed europarlamentari gravitanti sul territorio. Osservammo che non era mai troppo tardi per ravvedersi, anche se il movente non sembrava, almeno in alcuni casi, così trasparente.
Condividemmo gli inviti allo scioglimento del cda di AdF, che non aveva evidentemente più alcuna ragion d’essere, già oggetto delle note indagini della Corte dei Conti. Indagini relative in particolare al periodo del governo provinciale del centrosinistra. Ma il centrodestra raccolse l’inopportuna eredità e, ad oggi, la società AdF è ancora operante.
In riferimento al progetto eliportuale, allora rilanciato da alcuni politici e ripreso anche recentemente, osservammo che sembrava chiaro che, a prescindere dalla problematica convivenza con la scuola elicotteristica di volo del 72.o stormo - unica nell’ala rotante in Italia nonché nota per la sua eccellenza -, la sua reale funzione fosse quella di una sorta di trojan horse per l’aeroporto, con il forte rischio di potenziali speculazioni edilizie innescate dalla Variante aeroportuale intermodale. Ci chiedevamo e ci chiediamo in particolare: perché AdF e il Consorzio ASI, se intendevano limitarsi alla realizzazione dell’eliporto, non avevano ancora ritirato la colossale Variante, che esproprierebbe 300 ettari di territorio?
Conclude il coordinatore provinciale della Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Francesco Bearzi: “Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini della Procura. Una cosa è certa: quanto avviene è il risultato della pervicacia della società AdF, del Consorzio ASI, delle istituzioni provinciali e regionali, nel perseguire un progetto che appare del tutto privo di utilità pubblica per ragioni tecniche, economiche e ambientali. Si chiuda con un rigetto l’iter regionale della Variante aeroportuale intermodale e si sciolga la società AdF, da cui si ritirino subito i singoli soci”.
Francesco Bearzi - Coordinatore Provincia Frosinone
Si è svolto questa mattina, lunedì 17 Giugno, presso la
Prefettura di Frosinone, l’incontro richiesto dalla Senatrice Maria Spilabotte
per discutere del problema di carattere normativo relativo alla nomina a
presidente della società ADF Aeroporto di Frosinone e dell’inopportunità della
persistenza di tale società. Il Prefetto Eugenio Soldà ha convocato, oltre
al Commissario provinciale Patrizi, anche i due sub commissari prefettizi il
Vice Prefetto Francesco Cappelli e la dott.ssa Anna Mancini, il deputato Nazzareno
Pilozzi e l’eurodeputato Francesco De Angelis che aveva sollevato delle
contestazioni in merito all’atto. Tutti i presenti hanno concordato sulla
nullità dell’atto ed il Commissario Patrizi ha spiegato che non era a
conoscenza del decreto legislativo n. 39 dell’8 aprile 2013 in vigore solo dal
6 Maggio scorso. Al termine dell’incontro, la Senatrice Spilabotte ha
commentato: “Tutti hanno convenuto sulla nullità dell’atto, mentre noi abbiamo
ribadito anche l’inopportunità di tale provvedimento, soprattutto alla luce
delle bocciature del progetto dell’aeroporto da parte degli organismi
competenti, come anche Patrizi ha ammesso. Bisogna rivedere il ruolo di queste
società e di questi enti intermedi alla luce di una revisione della spesa: dove
è possibile le società devono essere sciolte, nei casi in cui questa strada non
fosse praticabile siano i Commissari stessi ad assumerne la Presidenza, per non
gravare ulteriormente sulla spesa pubblica”. Il deputato europeo Francesco De
Angelis ha sottolineato: ““Tutti abbiamo convenuto che questa fase
commissariale provinciale non venga caratterizzata politicamente ma sia una
fase di traghettamento, in attesa di conoscere il destino delle province. Il
tema dei costi della politica è prioritario: il lavoro dei Commissari sia
finalizzato alla riduzione degli sprechi, con lo scioglimento di tutti gli enti
inutili: in quest’ottica abbiamo chiesto al prefetto di sciogliere sia la
società Aeroporto che quella dell’Interporto in quanto non hanno più ragione di
esistere. Siamo soddisfatti, perché il Commissario Patrizi ha condiviso e
raccolto questa giusta e sacrosanta richiesta. Inoltre è molto positivo il
fatto annunciato proprio dal Commissario Patrizi di voler istituire un
calendario periodico di incontri con gli eletti per instaurare una forma di
collaborazione fattiva”.
Gli esponenti del PD De Angelis e Spilabotte, nel corso
dell’incontro, hanno colto l’occasione per evidenziare le problematiche dei
lavoratori dell’Agenzia di Formazione e della Multiservizi, coinvolgendo
direttamente il prefetto ed i due sub commissari; il commissario Patrizi si è
detto disponibile a valutare soluzioni che possano salvaguardare i livelli
occupazionali e per farlo provvederà a non rinnovare l’esternalizzazione dei
servizi in modo da valorizzare le risorse umane interne.
A distanza di anni, le ragioni tecniche, economiche e ambientali dell’insostenibilità del progetto di un aeroporto di Frosinone, a più riprese formalizzate dalla nostra associazione, vengono finalmente denunciate da senatori ed europarlamentari gravitanti sul territorio. Non è mai troppo tardi per ravvedersi, anche se il movente non sembra, almeno in alcuni casi, così trasparente.
Non si possono non condividere gli inviti allo scioglimento del cda di AdF, oggetto delle note indagini della Corte dei Conti, specie relative al periodo della presidenza provinciale Scalia, che non ha evidentemente più alcuna ragion d’essere.
Sorprendente che lo stesso Scalia continui a rimarcare l’esclusione di Grazzanise e Viterbo dalla pianificazione aeroportuale nazionale come nuovo elemento a favore di un aeroporto nel Frusinate. Viene così meno, parzialmente, la questione della congestione delle rotte di volo, da noi sempre sottolineata in quanto considerata insormontabile dall’ENAC e dall’ENAV, ma fino a poco tempo fa comodamente ignorata dai sostenitori dell’aeroporto. Risulta d’altra parte di lapalissiana evidenza che la congiuntura economica, imponendo l’uscita dalla pianificazione nazionale di scali che l’ENAC considerava di un certo rilievo, non lasci alcuno spazio a un insulso aeroporto a Frosinone, uscito perdente a suo tempo dalla competizione tecnica con gli scali concorrenti.
Riguardo al progetto eliportuale, ci sembra chiaro che, a prescindere dalla problematica convivenza con la scuola elicotteristica di volo del 72.o stormo, unica nell’ala rotante in Italia, la sua reale funzione sia quella di una sorta di trojan horse per l’aeroporto, con il forte rischio di potenziali speculazioni edilizie innescate dalla Variante aeroportuale intermodale.
Ci chiediamo in particolare: perché ASI e AdF (e in particolare Arnaldo Zeppieri, membro del nuovo cda AdF), se intendono limitarsi alla realizzazione dell’eliporto, non hanno ancora ritirato la colossale Variante aeroportuale intermodale, che esproprierebbe 300 ettari di territorio?
Si attende a riguardo la linea della Giunta Zingaretti e dei consiglieri regionali espressione del territorio.
Al neonato consiglio comunale di Ferentino, chiediamo se intenda approvare il prossimo settembre un PRG che include la destinazione eliportuale/aeroportuale di ettari ed ettari di territorio.
L’ho detto e ridetto più volte, l’idea che il mercato si
autoregolamenti e, seguendo le sue prescrizioni
, si possa assicurare benessere e prosperità a tutti è
totalmente sbagliate e falsa.
Non preoccupatevi non è il solito post sulla
crisi del capitalismo, è solo un tentativo di dimostrare quanto ciò sia
vero dall’interno dei meandri
del trading popolati dai business plan, dal moderno management, quello che si autosuggestiona con meeting, briefing, brian storming, tutto rigorosamente
in video conferenza, fra un aereo e l’altro.
Prendiamo come archetipo del profitto sicuro una Società per Azioni che
opera nel settore dei servizi legati ai trasporti. Il nome non importa, inventatelo
voi. Questa società nasce nel 2003. Nei primi anni di attività i manager si
portano a casa un milione e seicento mila euro di compensi.
Attraverso vari cambi di management la società
arriva ad assicurare ai propri dirigenti
altri ingenti introiti. Con il trascorrere
degli anni si aggiungono diverse migliaia di consulenti esterni, retribuiti anche loro. Insomma per farla breve dopo dieci anni gli emolumenti per manager direttamente coinvolti e
consulenti esterni ammontano a tre milioni di euro.
Una tale ben retribuita aggregazione di
cervelli, con il proprio prezioso lavoro, avrà sicuramente
assicurato profitti per miliardi di euro attraverso l’erogazione di importanti
servizi e prestazioni di alto livello. Ebbene in dieci anni di attività questi
signori non hanno prodotto un bel nulla, niet, niente di niente.
Anzi l’unico progetto partorito si è rivelato sbagliato, tutto da
rifare.
Secondo le regole del mercato,
del business, gli azionisti di una tale macchina mangia soldi,
dopo aver elargito compensi per tre milioni di euro senza ottenere uno straccio di risultato, avrebbero dovuto sciogliere la società e
denunciare per truffa tutti i management
susseguiti in questo decennio. Ma come detto il mercato da solo non è in grado
di autoregolarsi. Ed infatti dopo così
tanto tempo di inutile spreco di denaro la società anziché sparire perché improduttiva,
rinnova i suoi vertici manageriali.
Una
follia secondo le regole del mercato, ma se gli azionisti che pagano, senza
riscuotere dividendi, non sono facoltosi uomini d’affari ma i cittadini della
Provincia di Frosinone e se la società in questione si chiama Società Aeroporto
di Frosinone Spa, tutto si spiega. Quanto
ho sinteticamente riportato è realmente
accaduto La Società Aeroporto di Frosinone nasce nel 2003 è una Spa in cui figurano come
azionisti pubblici, il Comune di Ferentino, la Provincia di Frosinone e il
comune di Frosinone.
La società ha bruciato
un milione di euro per spese di progettazione 600 mila euro per la Valutazione Ambientale
Strategica e una marea di soldi per pagare consulenze esterne fra cui spiccano
30 mila euro regalati al guerrafondaio americano Edward Luttwak, l’obbiettivo malsano era la costruzione di un’aeroporto
civile in piena Valle del Sacco, fine che fortunatamente non si è mai
realizzato anche se pare non si siano perse le speranze.
Perché in questo caso non valgono le regole del business? Perché nonostante
la Corte dei Conti e la Ragioneria dello Stato abbiano più volte sottolineato l’inopportunità di tenere in vita
una società altamente costosa ed improduttiva, oggi si procede al suo rilancio con
il rinnovo del consiglio di amministrazione?
La riposta è semplice, perché alle regole del mercato si affiancano le leggi
non scritte dei comitati elettorali. Unasocietà come Adf,serve a pagare
cambiai elettorali, a sistemare politici trombati, a favorire imprenditori e manager amici. Non è un caso che alla guida
di Aeroporti di Frosinone si sianosucceduti esponenti di tre fazioni politiche
differenti.
Dalfondatore Scalia, già presidente della Provincia, di estrazione
Pd al di lui parente Gabriele Picano, di Scelta Civica, fino al neo presidenteFrancesco Trina (detto Zaccheddu)del Pdl. Mai come in questo caso
il clima di pacificazione invocato dal governo Lettasi è realizzatoalla perfezione.
Rimane comunque il grosso
interrogativo su quale sarà l’obbiettivo del nuovo consiglio di amministrazione
presieduto da Francesco Trina. Si continuerà ad insistere per costruire un’aeroporto
regionale, nonostante le solenni bocciature incassate da tutti gli organo
preposti, ENAC, ENAV, ministero della difesa, nonostante laenorme cappellata del cambio di destinazione
d’uso dell’area da agricolo a
industriale realizzato maldestramente dimenticando di interessare alla procedura
una particella, sita nel bel mezzo della futura pista?
Si procederà alla costruzione di un eliporto cambiando
perfino la ragione sociale della società come vuole il Comune di Frosinone,
oppure si farà finta di lavorare e si continuerà ad usare la società come area
di scambio elettoralistico?
A proposito nel nuovo consiglio si amministrazione è
entrato anche il grande muratore Frusinate già padrone della città il quale
evidentemente ha deciso che sarebbe stato il caso di marcare stretto quei 60
ettari di zona servizi annessa all’aeroporto che diventeranno edificabili con
un rapporto area cubatura tale da costruirci le nuove twin towers per evitare che altri errori sul cambio di
destinazione d’uso. Una cosa è certa ,gli emolumenti, i compensi e tutto quanto è necessario per tenere in
piedi questo inutile quanto clientelare carrozzone saranno come al solito a carico dei cittadini
azionisti ignari e turlupinati. Non sarà
veramente l’ora di porre fine a questa colossale truffa?
COMITATO NO AEROPORTO FROSINONE-FERENTINO – CODICI – ITALIA
NOSTRA – RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO
Gli aeroporti di Viterbo e Grazzanise, per anni tra i punti di
riferimento della pianificazione ENAC del traffico del bacino laziale-campano,
sono stati ora esclusi dall’Atto di indirizzo del Piano dello sviluppo
aeroportuale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine di
destinare risorse adeguate a due degli 11 aeroporti della Core Network,
Roma Fiumicino e Napoli Capodichino, che potranno dunque contare su un
intervento infrastrutturale di respiro nazionale. È evidente che, sotto la
stretta dei cordoni di borsa, si consolida e sistematizza il principio “via i
piccoli scali non indispensabili”. Corollario di tale decisione è però, senza
ombra di dubbio, il carattere ulteriormente fantasmagorico di un aeroporto a
Frosinone. Stupisce dunque il buon senso che nel Frusinate, invece di inserire
al primo posto dell’agenda elettorale il potenziamento della indispensabile
quanto vergognosamente bistrattata linea ferroviaria Roma-Cassino, il candidato
al Senato Francesco Scalia prenda la palla al balzo per rispolverare il cavallo
di battaglia aeroportuale.
Poco importano a Scalia la logica dell’insostenibilità
economica, tecnica e ambientale di una tale opera, sempre più evidente nel
tempo. Poco importano le indagini della Corte dei Conti (ricordiamo solo la
sentenza 41/2011) sulle inconcludenti attività della società ADF (Aeroporto di
Frosinone), onerose per le finanze pubbliche. Poco importa che il programma del
candidato alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non presenti,
opportunamente, alcun cenno all’aeroporto di Frosinone.
Ma sorprende anche che, nonostante l’evidente fallimento del
progetto, la Provincia di Frosinone, prima presieduta da Antonello Iannarilli ed
ora da Giuseppe Patrizi, nonostante detenga la maggioranza di ADF, non abbia
messo in liquidità la società stessa, anche in considerazione delle dimissioni
dell’ex presidente Picano. Perché tenere ancora in piedi un “carrozzone” del
genere?
Questo territorio ha bisogno, con l’ausilio della Regione e dal
Parlamento, di autentico sviluppo ecocompatibile e di green economy, non
di sparate elettorali e di ossessioni aeroportuali.
Auspichiamo dunque, durante questa campagna elettorale, una
chiara presa di posizione a riguardo di tutte le forze politiche circa il
definitivo scioglimento della società ADF (più un taxi, che una società
aeroportuale, su cui sono saliti per salpare verso altri lidi tanti soggetti) e
il definitivo ritiro della colossale quanto inutile Variante urbanistica
aeroportuale intermodale.
Francesco
Bearzi - Coordinatore provinciale RETUVASA
Luigi Gabriele
- Coordinatore provinciale CODICI
Marco
Maddalena - Comitato No aeroporto Frosinone-Ferentino
Poco più di un anno fa le sottoscritte associazioni presentavano pubblicamente
le Osservazioni alla Variante Aeroportuale Intermodale. La procedura di
Valutazione Ambientale Strategica presso la Regione Lazio volge al termine.
Confidiamo che la cogenza delle ragioni ostative al progetto sul piano
tecnico-aeroportuale, economico e ambientale saranno adeguatamente
riconosciute.
Nel frattempo, la
vicenda aeroportuale continua a tingersi di aspetti foschi e grotteschi. Il
Consorzio ASI di Frosinone, ente tecnico prevalentemente pubblico deputato allo
sviluppo industriale e di competenze sovraordinate nella pianificazione
territoriale, si accorge curiosamente solo ora di aver omesso, in illo
tempore, l’indicazione di una particella catastale che, rimasta a
destinazione d’uso agricolo, determina una pericolosa crepa nel colossale
quanto, ci sembra, maldestro e improbabile tentativo di rileggere il martoriato
territorio della Valle del Sacco in chiave di sviluppo industriale e a servizi,
con infrastrutture tanto impattanti quanto insostenibili, economicamente e
tecnicamente.
Mentre prosegue
l’indagine istruttoria della Procura Regionale della Corte dei Conti - CODICI, a
tutela della collettività, nei prossimi giorni si inserirà nel procedimento nei
termini contemplati dal Codice del Consumo - l’ex presidente della Provincia e
di Aeroporto Di Frosinone spa, Francesco Scalia, restituisce a rate il compenso
percepito nell’arco della durata del suo incarico al vertice della società. C’è
da chiedersi chi abbia beneficiato della fetta più grossa dei fondi pubblici
impiegati per elaborare un progetto pretenzioso quanto insostenibile, senza
dimenticare gli studiosi che hanno speso il proprio nome per sottoscriverne la
fattibilità. Ci auguriamo che ciò emerga in piena luce dall’ indagine dell’ente
di verifica contabile.
Auspichiamo che si
traggano le inevitabili conseguenze dello status quaestionis e che,
segnatamente, il Consorzio ASI, la Provincia di Frosinone, i Comuni di Frosinone
e Ferentino, in un sussulto di dignità e di buon senso, voltino definitivamente
pagina, ritirando la Variante aeroportuale intermodale e sciogliendo la società
ADF. Si contribuirà così ad avviare una nuova fase di sviluppo sostenibile del
territorio, capace sulla base di autentica progettualità di reperire risorse
europee e nazionali destinate al risanamento ambientale, alla promozione della
greeneconomy e della mobilità sostenibile.
Frosinone, 18.11.12
Francesco
Bearzi - Responsabile Ambiente RETUVASA e CODICI Frosinone
Luigi Gabriele
- Responsabile rapporti istituzionali CODICI Italia
Dopo la ben nota storia della
particella di sodio, tormentone della pubblicità di un’acqua minerale,
segnaliamo la solitudine spaesata di un’altra
particella, non di sodio ma catastale . Una particella di circa un ettaro a destinazione agricola che in compagnia di
tante altre sue compagne doveva costituire la grande aera per la costruzione dell’ avveniristico aeroporto di
Frosinone – Ferentino. Dal momento che un’aerostazione non può occupare
una zona agricola, l’allegra compagnia delle particelle doveva cambiare
destinazione d’uso per essere inserita in un nuovo piano regolatore come area industriale . L’operazione non era della più semplici. Per
approvare il nuovo piano regolatore con le particelle in procinto di svestire i
panni delle povere contadinelle per diventare generose supporter di boeing e
super jet, gli amministratori della
società costituita per costruire la
struttura, dovevano riprodurre le suddette particelle in fogli catastali e presentarli al
consorzio industriale il quale doveva
ratificare la variante. Dopodiché il tutto passava al vaglio della
regione Lazio per un’ulteriore approvazione. Il che è puntualmente avvenuto
nel gennaio del 2008. Il nuovo piano regolatore con le particelle
trasformate da contadine a capitane d’industria, ritornava così al
consorzio per dare corso all’esproprio di abitazioni e attività agricole presenti
sull’area . Nel corso di questa
macchinosa procedura si consuma il dramma della nostra particella. Quel piccolo e triste appezzamento di un
ettaro, sito nei pressi di Ferentino,
finiva riprodotto nel foglio catastale n.64. Ma per il
maldestro pressapochismo
degli amministratori e dei
tecnici della società che doveva realizzare l’aeroporto, il foglio n.64 non è stato indicato nella
relazione di accompagno alla documentazione.
Quando il consorzio industriale si è ritrovato sul tavolo la pratica con
tutti i fogli attestanti l’avvenuta mutazione delle particelle in aera
industriale, si è accorto che nella
relazione mancava il foglio n.64.
Proprio il pezzo di carta che avrebbe
dato la patente di area industriale alla
povera nostra particella, che in questo modo rimaneva marchiata ancora con la
destinazione ad uso agricolo. La disgraziata
particella ore è sola. Mentre la sue compagne sono diventate industriose, lei è rimasta contadinella solitaria. Ma anche le altre sue amiche industriali sono tristi, perché la mancanza
della compagna del foglio 64,
provoca un buco nella loro consolidata aggregazione necessaria per
costruire l’aeroporto, rendendo inutile lo
sforzo compiuto peri cambiare destinazione d’uso.
Dunque la bella e avveniristica
struttura non si può realizzare. Quelli
del consorzio industriale, mossi a pietà,
si sono subito resi disponibili a recepire una nuova relazione in cui
fosse indicato il foglio 64 per far
tornare in compagnia la particella solitaria. Ma per ovviare a questa
ingiustizia, gli sciagurati dirigenti della società deputata alla costruzione
dell’aerostazione dovranno iniziare
una nuova procedura il cui espletamento richiederà molti,
troppi, anni. Per cui la particella del foglio 64 rimarrà
per sempre triste e sola, l’aeroporto non si costruirà. Non è una favola a
lieto fine per la particella, ma forse per gli abitanti della zona si. La macroscopica svista della Società
Aeroporto di Frosinone nel redigere la relazione allegata alla variante del
piano regolatore, può costituire l’ennesimo intoppo decisivo nel decretare la fine definitiva di questo
progetto malsano. Fa comunque rabbia
aver foraggiato e continuare a foraggiare con soldi pubblici la società
Aeroporto di Frosinone, creata per costruire un mostro ecologico e incapace di portare a termine l’operazione. Speriamo
che la svista per cui non si è ottenuto il cambio di destinazione d’uso da agricolo a
industriale di una particelle sita nel mezzo dell’area aeroportuale,
decreti la definitiva messa in liquidazione
della Società Aeroporto di Frosinone. Un ente la cui insostenibilità economica
era già stata rilevata più volte dalla Corte dei Conti e che dell’inizio della
sua attività per lavorare inutilmente, , poco e male, ha fagocitato quattro milioni e mezzo di euro.
Meno male che la Regione si è inabissata prima di regalare alla società, già guidata da Francesco Scalia il cui timone
oggi è retto da Gabriele Picano , un
altro milione e trecentomila euro di denari pubblici. La storia dell’Aeroporto
di Frosinone è simile alle vicende di tante altre “grandi opere” mai realizzate o in via di realizzazione, o realizzate
male. Per la gestione di questi piani infrastrutturali faraonici sono
nate società che continuano a drenare milioni di euro pubblici necessari
a imbastire speculazioni e ruberie, vedi la società per la realizzazione del
ponte sullo stretto. Mentre sarebbe utile che quegli stessi milioni di euro fossero utilizzati per la messa in
sicurezza del nostro territorio che si disgrega e viene cancellato dalle piene dei fiumi ogni
volta che piove un po’ più intensamente del solito.
CODICI, ITALIA NOSTRA, RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO, COMITATO NO AEROPORTO FERENTINO FROSINONE.
Eravamo pronti a festeggiare una buona notizia: il bilancio previsionale 2012 della Regione Lazio (Deliberazione n. 586 del 7 dicembre 2011), pur tagliando in misura insostenibile i fondi destinati al trasporto pubblico, su rotaia e su gomma, azzera i fondi destinati all’aeroporto di Frosinone.
D’altra parte, ci sembrava strano e al tempo stesso indice di serietà istituzionale che le lobby di riferimento Scalia-Abbruzzese non fossero riuscite a strappare la riconferma delle somme già stanziate dalla Regione Lazio ex Comma 41 della L. R. 11 agosto 2009 n. 22 (Giunta Marrazzo, Scalia Assessore “sponsor”), seguite dal relativo impegno di spesa (Determinazione B5815 del 6 novembre 2009). E infatti, nel pomeriggio di ieri, il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha annunciato la sottoscrizione delle quote e l’ingresso dell’ente in ADF (Aeroporto di Frosinone) spa entro il 31 dicembre 2011.
Se questo passaggio trova evidentemente la sua ragion d’essere negli equilibri della maggioranza regionale e nella soddisfazione delle spinte di alcuni gruppi di interesse presenti sul territorio provinciale, che da sempre mutatis mutandis condizionano al di là di ogni logica e in particolare dello sviluppo autentico le scelte della Regione Lazio, alcune elementari considerazioni provano che in questo momento l’atto annunciato dalla Presidenza della Regione Lazio si configura come un vero e proprio oltraggio alla cittadinanza e ai contribuenti:
1) Il paese vive una gravissima crisi economica che impone di evitare ogni spesa superflua;
2) La Regione Lazio taglia decine e decine di milioni di euro destinati al trasporto pubblico e contemporaneamente annuncia che sottoscriverà con 1.350.000 euro le quote sociali di ADF.
3) La linea ferroviaria Roma-Cassino, da anni nel degrado, ha toccato nelle ultime settimane il fondo del disservizio, con conseguenti proteste popolari e prese di posizione molto dure di alcuni dei sindaci maggiormente interessati;
4) In data 23.03.11, la Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Lazio, esprimendosi sulle attività della Provincia di Frosinone relative al 2008, ha formulato pesanti osservazioni sull’operato della società pubblica ADF;
5) In data 09.12.11, il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera si è espresso nettamente contro la “filosofia dell’aeroporto in ogni Provincia”;
6) In data 12.12.11, Aeroporti di Roma ha presentato il piano di sviluppo 2012-2044, che - in sostanziale coerenza con il Rapporto ENAC 2011 - prevede investimenti per oltre 11 miliardi di euro per il potenziamento di Fiumicino, oltre a 236 milioni per l’aeroporto di Viterbo e 183 milioni per la riqualificazione di Ciampino a “city airport”;
7) Per quanto riguarda l’aeroporto di Frosinone - a zero fondi di programmazione statale al contrario degli aeroporti precedenti - l’ultima tranche di finanziamento, che porta a quasi 7 milioni di euro gli stanziamenti regionali complessivi, nelle parole del Presidente della Regione Lazio del 15.12.11, «consentirà di accelerare e concertare al meglio tutte le iniziative necessarie a completare i passaggi amministrativi per l’indizione della gara di project financing al fine di individuare il soggetto incaricato di realizzare l’Aeroporto Regionale di Frosinone»;
8) Come da tempo doviziosamente documentato dalle sottoscritte associazioni, anche sulla scorta degli enti tecnici preposti a tali valutazioni, l’aeroporto di Frosinone è palesemente infattibile per ragioni di rotte di volo, sicurezza, sostenibilità economica e ambientale.
I cittadini ciociari necessitano di infrastrutture importanti che consentano una mobilità quantomeno accettabile tra Frosinone e Roma. La Regione Lazio al contrario le affossa, tagliando risorse indispensabili e gettando invece l’ennesimo “obolo” a un progetto irrealizzabile.
“Prendiamo atto che si è costituito un comitato trasversale di interessi politici ed economici che propone vecchie politiche di sviluppo fatte di occupazione e sfruttamento del territorio e che non tiene conto delle compatibilità sociali, economiche e ambientali. L’associazione non può rimanere a guardare e alzerà il tono dello scontro”, commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.
Invitiamo dunque la Presidenza della Regione Lazio a tornare sui propri passi, prendendo atto che la sottoscrizione delle quote sociali ADF sarebbe nel contesto attuale un atto politicamente e moralmente irresponsabile.
Frosinone, 16.12.11
CODICI Onlus – Il segretario provinciale, Luigi Gabriele
ITALIA NOSTRA Onlus – Il presidente della Sezione Ciociaria, Giulio Zinzi
RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO Onlus – Il coordinatore provinciale, Francesco Bearzi
COMITATO NO AEROPORTO FROSINONE-FERENTINO – Il coordinatore Marco Maddalena
Tra le tante cose "dette", Pilozzi e Belli "non dicono" una verità elementare: l'insistenza del centrosinistra locale sulla "questione" aeroporto mette in seria difficoltà la costruzione di un'alleanza possibile tra le varie "anime" del centrosinistra in campo per le prossime amministrative di primavera 2012. In particolare a Frosinone, il "nuovo" gruppo dirigente è impegnato a "piazzare" propri rappresentanti in Consiglio Comunale ed in altri "consigli".
Se non si "dismette" l'idea dell'aeroporto - e se non si sconfigge la trama speculativa In particolare a Frosinone, “Sel” Frosinone dovrebbe fare ingoiare troppi rospi a chi non ha più stomaco per sopportare le angherie di una classe dirigente locale votata esclusivamente alla soddisfazione delle esigenze “dei poteri forti” che oggi sono di natura anche di natura criminale . Con ricadute molto negative sotto il profilo elettorale.
CODICI – Italia Nostra - Rete per la Tutela della Valle del Sacco
La conferenza stampa tenutasi presso il CESV di Frosinone il 19.09.11, in cui le sottoscritte associazioni hanno presentato pubblicamente le Osservazioni alla Proposta di Piano Variante urbanistica al PTR per l’attuazione dell’area intermodale di Frosinone, ha suscitato vivaci e trasversali reazioni nei promotori dell’opera. Tra di esse, sorprendono in particolare quelle dell’avv. Gabriele Picano, presidente della società ADF. Egli sostiene che i rappresentanti delle associazioni hanno “poca conoscenza tecnica” degli argomenti oggetto della Proposta di Piano. Inoltre, “riservandosi di agire per vie legali”, l’avv. Picano sostiene che alcune affermazioni delle associazioni sono “false e denigratorie”, ovvero:
1.Il fatto che la torre di controllo dell’aeroporto costerebbe almeno 35 milioni di euro, mentre secondo l’avv. Picano il costo è “di circa 2,5 milioni di euro, così come verificabile dai costi a consuntivo della realizzazione della torre di controllo dell’Aeroporto di Comiso, progettato dagli stessi progettisti dell’Aeroporto di Frosinone”; inoltre, “all’interno del Moscardini esiste già una torre di controllo, con visuale su tutta l’area dell’intervento, che potrebbe essere utilizzata, d’accordo ed in convenzione con l’Aeronautica Militare”.
2.“ADF spa non ha speso 6,5 milioni di euro per la progettazione dell’Aeroporto di Frosinone, così come affermato dai rappresentanti delle Associazioni, ma, così come invece verificabile dai bilanci della società - che sono pubblici, meno di un milione di euro, nel rispetto dei finanziamenti regionali avuti allo scopo”.
Il presidente ADF evidentemente non si perita di conoscere realmente le Osservazioni, ora pubbliche, ufficialmente presentate in sede preposta dalle associazioni già due settimane fa, cui peraltro dovranno seguire secondo la normativa puntuali Controdeduzioni, ma cerca di screditarle citando articoli di giornale, minacciando per giunta azioni legali.
Ma questo è il meno.
In relazione al primo punto, il presidente Picano non sembra conoscere o ricordare neppure gli atti della conferenza dei servizi preliminare relativa allo Studiodi fattibilità dell’aeroporto presentato dalla sua società. In tale occasione, come risulta dai pareri allegati al verbale b , l’Ente nazionale Aviazione Civile lamentò l’assenza nei costi previsti della torre di controllo, il cui costo è di “almeno 35-40 milioni di euro”, oltre al fatto che “appaiono sottostimati i valori globali indicati per ciascuno dei sottosistemi rispetto ai prezzi correnti riscontrati su altri scali”. Il Ministero della Difesa e l’Aeronautica Militare, come testimoniano i pareri allegati e lo stesso verbale della conferenza dei servizi , oltre a sostenere l’incompatibilità dell’aeroporto civile con quello militare, escluse l’utilizzo della propria torre di controllo.
In relazione alla seconda questione, l’avv. Picano, appuntandosi sui termini, in parte ha ragione. Infatti, è improprio affermare, nella sintesi, che il progetto aeroportuale è “costato già oltre 7 milioni di euro”. Non lo è certo quanto sostenuto nelle 55 pagine delle Osservazioni CODICI-Rete per la Tutela della Valle del Sacco , elaborate dal gruppo di lavoro coordinato dal prof. Francesco Bearzi e dall’avv. Carmine Laurenzano, che citano i relativi atti, per cui “fino ad oggi la progettazione di uno scalo aeroportuale a Frosinone e la formazione del capitale sociale di ADF spa hanno richiesto deliberazioni di spesa della Regione Lazio per 6.850.000 €, cui si aggiungono quelle degli altri enti pubblici componenti ADF” . Posto che, come con dovizia dimostrato nelle Osservazioni, il progetto aeroportuale è già stato giudicato da enti tecnici competenti e imparziali come non fattibile, c’è da chiedersi quale senso abbia una tale cospicua deliberazione di spesa, di cui, fortunatamente, è stato già speso “meno di un milione di euro”. Invitiamo quindi il presidente Picano a limitare i danni prodotti dalla sua società alle finanze pubbliche, finché è in tempo, dirottando i restanti 6 milioni di euro verso progetti socialmente utili. Lo invitiamo inoltre a rispondere ai gravi rilievi avanzati nei confronti della società da lui presieduta dalla deliberazione 41/2011 della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti del Lazio , relativa all’adunanza del 23 marzo scorso.
Riguardo infine alle azioni legali, valuteremo a nostra volta se non siano in realtà le offensive affermazioni dell’avv. Picano a richiederle.
Siamo certi egli provvederà inoltre a far pubblicare la presente risposta sul sito ADF, in genere attento e puntuale nella sua rassegna stampa.
CODICI onlus – il segretario provinciale, Luigi Gabriele
Italia Nostra onlus – il presidente sezione Ciociaria, Giulio Zinzi
Rete per la Tutela della Valle del Sacco onlus – il presidente, Alberto Valleriani
Frosinone, 26.09.11
Ufficio stampa CODICI
Dott.ssa Monia Napolitano
Responsabile Nazionale Dipartimento Comunicazione e Sociologa CODICI
LUNEDI’ 19 SETTEMBRE: CONFERENZA STAMPA SULLE OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE AEROPORTUALE INTERMODALE
Presentano le Osservazioni le Associazioni CODICI onlus, Italia Nostra onlus, Legambiente onlus, Rete per la Tutela della Valle del Sacco onlus
Si terrà lunedì 19 settembre, alle ore 15, presso la sala del CESV di Frosinone, via Pierluigi da Palestrina 14, la Conferenza Stampa aperta che presenterà le Osservazioni protocollate presso il Consorzio ASI relative alla Proposta di PianoVariante urbanistica al Piano Territoriale Regolatore per l’attuazione dell’Area aeroportuale intermodale di Frosinone.
Le associazioni che presenteranno le Osservazioni sono: CODICI onlus, Italia Nostra onlus, Legambiente onlus, Rete per la Tutela della Valle del Sacco onlus.
Le associazioni Rete per la Tutela della Valle del Sacco, CODICI (delegazione di Anagni) e Legambiente (circolo di Sgurgola) hanno supportato nell’area nord della provincia l’iniziativa del Comitato no aeroporto Frosinone-Ferentino, mirata ad assistere la cittadinanza nella presentazione di osservazioni alla Variante aeroportuale intermodale al Piano Territoriale Regolatore ASI di Frosinone.
Ricordiamo che lunedì 5 settembre scade il termine per la presentazione di osservazioni alla Variante, presso gli uffici del Consorzio ASI.
I risultati sono decisamente apprezzabili. Lo scorso giovedì abbiamo protocollato 171 osservazioni. Di queste, 55 a Sgurgola, con percentuale piuttosto alta rispetto alla popolazione. 22 nel Comune di Serrone. 94 ad Anagni. Il dato di Anagni però è parziale, perché siamo al corrente di altre decine di osservazioni già protocollate da singoli, anche se non siamo in grado di precisarne il numero complessivo.
Domenico De Carolis e Letizia Roccasecca, membri di CODICI, delegazione di Anagni, sottolineano che le osservazioni protocollate, relativamente al Comune di Anagni, “rappresentano la punta dell’iceberg, in quanto si è operato con molti attivisti e cittadini in vacanza. Non va dimenticato che, analogamente a quanto accadde nel 2009 in occasione della pubblicazione del vincolo preordinato all’esproprio, l’avviso di pubblicazione della Variante è comparso sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio il 7 luglio, dunque in pieno periodo estivo. Difficile che la coincidenza sia casuale”.
Olga Kozarova, presidente del Circolo Legambiente di Sgurgola “Monti Lepini”, mette l’accento sull’inadeguatolivello di informazione in possesso della cittadinanza. “A Sgurgola le adesioni sono state numerose, al di là delle aspettative, considerato il poco tempo a disposizione. Ma se i cittadini meglio informati hanno ben chiaro che l’aeroporto è tecnicamente irrealizzabile, considerati i pareri negativi del Ministero dei Trasporti, dell’Ente Nazionale Aviazione Civile (e di molti altri Enti) espressi nel corso della Conferenza dei Servizi del 28 ottobre 2009, nonché il pericolo rappresentato da una Variante urbanistica di 300 ettari che mira evidentemente ad altri scopi e che espropria con modesti e inadeguati indennizzi centinaia di cittadini a Ferentino, molti altri cittadini, nonostante gli sforzi dell’associazionismo, non sanno come stanno realmente le cose e sono sedotti dal miraggio di migliaia di posti di lavoro a disposizione nel virtuale aeroporto”.
In conclusione, l’appello al Comune di Anagni del coordinatore provinciale Rete per la Tutela della Valle del Sacco e responsabile ambiente CODICI, Francesco Bearzi: “È importanteun’assunzione di responsabilità da parte di tutti i Comuni membri del Consorzio ASI. Il Comune di Anagni, in particolare, ha il merito di essere stato l’unico, al di là del colore politico, ad esprimere voto contrario, tra i 12 Comuni presenti all’assemblea generale ASI del 22 settembre 2009, che adottò la Variante approvando nel contempo il Piano Particellare di Esproprio, insieme alle Controdeduzioni alle Osservazioni relative al vincolo preordinato all’esproprio presentate dai cittadini. Chiediamo oggi all’Amministrazione comunale, e in particolare al sindaco Carlo Noto, atti conseguenti a quella deliberazione e una ulteriore presa di posizione pubblica”.
Dopo la prima delle giornate di raccolta delle osservazioni contro l'aeroporto Ferentino Frosinone , non ci possiamo lamentare. Sono state firmate una ventina di osservazioni. Considerato che solo domani i giornali locali riporteranno la notizia che presso la Casa del Volontariato in Via P.L. Da Palestrina (vicino cinema ARCI) da oggi fino al 2 settembre dalle 17,00 alle 19,00 è possibile firmare le OSSERVAZIONI da noi predefinite o proporne delle nuove il risultato non è da buttare. Sicuramente da domani ci aspettiamo di più e di meglio. Quindi sollecitiamo ancora una volta tutti coloro che vogliono essere con noi in questa ennesima battaglia contro un' insana e malsana mega speculazione che stravolgerà la vita dei cittadini di Ferentino, Frosinone ma anche Anagni e Sgurgola, ad aiutarci, Vi Aspettiamo!!!!!
In attesa che la Casa del Volontariato venga presa d'assalto da coloro che vogliono firmare le osservazioni, ne proponiamo un'altra che potrà esser sottoscritta da DOMANI .
Spett.le
Consorzio per lo Sviluppo Industriale Frosinone
Piazzale De Matthaeis, Grattacielo Edera, piano 13
03100 Frosinone
Alla c.a. del Responsabile del procedimento
Ing. Maurilio Recine
Oggetto:Osservazioni alla Variante urbanistica al Piano Territoriale Regolatore del Consorzio Asi per l’attuazione dell' Area aeroportuale intermodale di Frosinone e al relativo Rapporto ambientale funzionale alla Valutazione Ambientale Strategica
Il sottoscritto………………….…………………………………………...nato il ………………….
nel Comune di …………………………, residente nel Comune di ………………………… via……………………………………….n. ……
Documento identità:………………………………...…rilasciato da ……………
Osserva che :
Nella relazione tecnica della variante PTR per l’attuazione dell’aera Aeroportuale Intermodale di Frosinone al punto n. 6, relativo al criterio di determinazione dei parcheggi, si spiegail criterio usato per determinare il numero di posti auto destinati alla Sottozona Aeroportuale .Il sistema si basa sul transito del numero di teoricodi passeggeri annui di 5.000.000 a massimo regime e 2.800.000 a regime . Il calcolo si sviluppa secondo uno standardsperimentato di un posto auto (mq 25) ogni mille passeggeri /anno per cui
5.000.000 : 1.000 = 5.000 posti x 25 = 125.000 mq. Se i parcheggi dunque sono strutturati per un traffico di 5.000.000 passeggeri annui significa che la stima non è teorica ma è pratica. Ed è una stima del tutto fuori dalla realtà, tanto che gli stessi dirigenti di Adf hanno prima fatto un passo indietro, stimando il traffico reale a 400mila passeggeri, per poi ritornare ad un previsione più ottimistica di 1.000.000. Resta il fatto che come i parcheggi sono progettati per un traffico molto sovrastimato, anche il resto della struttura le è. Anche il costo dell’opera è di gran lunga superiore alle concrete possibilità di recuperoe di guadagno dell’investimento operato. Infatti la fattibilità economica del progetto è poco attendibile. Il recupero dell’investimento ipotizzando un traffico di 1milione di passeggeri l’anno, si avrebbe solo nel 2025. Ma anche questa stima è al di fuori dalla realtà . Infatti il volume di traffico realisticamente ipotizzabile, tenendo contodell’aeroporto di Grazzanise in Campania, del futuro scalo di Viterbo, dell’ampliamento di Fiumicino non andrà oltre le 450.000 unità l’anno. Come ha osservato l’ENAC nella relazione del 07/10/2009“l’ammortamento degli interventi infrastrutturali troverebbe orizzonti temporali fuori della ragionevole portata dei rapporti costi/benefici”Dal momento che i costi sono a carico della società Aeroporto di Frosinone Spa, societàcon un capitale sociale di 2.650.000 di euro al quale contribuiscono con denari pubblici : La provincia di Frosinone, il Comune di Ferentino, IlComune di Frosinone e da ultima è entrata la regione con 1.350.000 di euro, non è ammissibile che con i soldi della comunità si vada a progettare un’operazione nettamente in perdita. NON E’ AMMISSIBILE CHE I COSTI SIANO A CARICO DI TUTTI E I BENEFICI A VANTAGGIO DI POCHI.