Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

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venerdì 1 giugno 2012

Stati generali

Giovanni Morsillo


 Il terremoto in Emilia non c'è mai stato. Si è trattato di un colossale scherzo mediatico di cattivo gusto, sulla memoria di quello giocato da Orson Welles alla radio sullo sbarco dei marziani, solo più crudele. Ne siamo praticamente certi, facendo due deduzioni semplici non può essere che così.
Prendendo atto del fatto che la Presidenza della Repubblica impone la sfilata del 2 giugno con persone e mezzi che avrebbero prestato opera efficace e qualificata nelle zone terremotate, se davvero il terremoto ci fosse stato, e che per questa festicciola spenderà - si dice - tre milioncini di Euro tondi tondi, è già un primo elemento capace di instillare dubbi assai pervasivi circa la fondatezza delle notizie sul presunto sisma. Chiariamo che non siamo contrari in assoluto alle sfilate militari, non ci piacciono ma le capiamo, anche se da quando l'esercito italiano è una organizzazione professionale come tante altre non vediamo come possa rappresentare l'unità e l'indipendenza dello Stato, della Nazione ed eventualmente del popolo italiani; è che in un momento come quello che i giornali descrivono con toni di apocalisse, i costi economici e gli aspetti morali di una festa di questo tipo ci sembrano quanto meno fuori luogo. Purtroppo continuiamo a pensare, forse anacronisticamente, che gli stati e le nazioni non siano nemmeno simbolicamente rappresentabili dai generali e dalle banche (non siamo nati in Svizzera).
Aggiungiamo la considerazione che la visita del Capo di Stato Vaticano a Milano (città che secondo la stampa sarebbe stata interessata essa stessa dal fenomeno tellurico, sia pure senza operai morti e crolli di capannoni e monumenti) costerà in tutto tredici milioni di Euro italiani e impegnerà per tre giorni qualcosa come quindicimila uomini e donne fra militari, forze dell'ordine, vigili del fuoco e protezione civile, i dubbi cominciano ad evaporare e lasciano il posto alla convinzione. Quindicimila è il numero dei presunti sfollati del suddetto terremoto, si potrebbe cioè mettere un uomo a disposizione di ognuno di essi, con un rapporto che nemmeno l'insegnamento di sostegno si sogna di ottenere!
Quindi è chiaro che non può essere: le zone supposte terremotate sono allo stremo, si parla di scicallaggio fra le case dilaniate, si fanno i conti dei tempi della ricostruzione, dei suoi costi economici, e mandiamo il personale formato alla gestione delle emergenze, quello che serve proprio a questo, a sfilare per i fori a Roma o regolae il traffico e distribuire acqua minerale ai curiosi milanesi? E' evidente che non è possibile, nemmeno in un regime da barzelletta, una repubblica delle banane di quelle costruite negli studi hollywoodiani si penserebbe una cosa simile. E siccome delle due cose incompatibili, sfilate e processioni si faranno, vuol dire senza ombra di dubbio che l'altra non esiste, non c'è e non c'è mai stata.
Anche perché, oltre all'ottimismo tutto televisivo del nostro amato Presidente della Repubblica, che dichiarava soavemente di essere "convinto che ce la faremo", peraltro non spiegando se si riferisse al superamento dell'asserito terremoto o alla realizzazione della sfilata con il sole, gli alpini e i carri armati, ci sono le sobrie esternazioni del ghiacciolo Monti, che ha assicurato che lo Stato farà quanto necessario, e che i cittadini devono avere fiducia (anche qui, non si sa se per decreto o spontaneamente), e tutto il suo squadrone di supereroi, i Menenio Agrippa del XXI secolo che marciano compatti e tecnicamente imbattibili sulla via del risanamento delle banche ladre, che si prodiga in convinte asserzioni di efficienza e di consapevole gestione dell'emergenza. Come pensare che non sia vero? Siamo quindi certi che sapranno garantire sia i desiderata dell'anziano ospite del Quirinale (vuoi negargli una festicciola, l'ultima che potrà presenziare da padrone di casa?) sia l'incolumità del regnante vaticano e dei suoi moltissimi visitatori.
Secondo noi, il terremoto è stata tutta una scusa per aumentare la benzina senza troppi mugugni, una volta passata la bufera se ne parlerà sempre meno, e se veramente ci fossero famiglie senza casa, lavoratori senza più lavoro, disagi e problemi che una catastrofe porta con sé, sarebbero loro stessi, quelle persone ed i loro amministartori, a doversela vedere. Con l'aiuto dei volontari e delle bellissime persone della protezione civile e dei vigili del fuoco, delle associazioni e della solidarietà popolare ce la farebbero, perché è gente straordinaria, ma chissà quante ne dovrebbero sopportare. Per fortuna, non è vero niente...
Saluti devastati

martedì 29 maggio 2012

Carri armati socialmente utili

Luciano Granieri

 Il terremoto uccide ancora. Uccide operai, operai extracomunitari. Vogliamo annoverare questa strage nella lunga lista delle morti bianche? Eh già! Perché gli edifici sbriciolatisi durante il sisma di stamattina e quello di quindici giorni fa,  sono manufatti storici, edifici monumentali, vittime dell’incuria di un sistema che investe miliardi di euro per bucare le montagne allo scopo trasportare scatolette di tonno dal Piemonte alla Francia con la velocità della luce e lascia deperire pezzi di  territorio, monumenti e siti ad alto valore storico e culturale.  Ma sono anche edifici moderni, ultra moderni, ovvero i capannoni industriali,  a crollare . Ammassi di ferro e sabbia  che stavano su con lo sputo, con le travi trasversali appoggiate  ma non saldate  alle colonne portanti. In quei capannoni  della morte, si continuava a lavorare  nonostante il sisma  del 20 maggio avesse prodotto danni strutturali importanti come quello della “Meta macchine di precisione” di San Felice sul Panaro. Li Mohamad Azaar,  Kumar Pawan  e un ingegnere italiano, che stava controllando le lesioni, sono rimasti uccisi  mentre le lavorazioni erano in corso nonostante i controlli di agibilità  non fossero stati ancora ultimati. Stessa sorte è toccata ad un operaio della "Alies" di Mirandola dove le lesioni dello stabilimento erano già state ingenti nel terremoto di pochi giorni prima e nonostante questo la produzione andava avanti . Altri operai sono dispersi in altri siti venuti giù come pugili suonati. Se mai fosse rimasto ancora qualche dubbio, il terremoto in Emilia ha evidenziato come sempre di più i lavoratori siano carne da macello sacrificata sull’altare del profitto. Se ti vuoi tenere il posto devi lavorare anche sotto la fabbrica pericolante, anche durante il terremoto. Penso che la misura sia colma. E’ necessario ribellarsi a questo sistema che pone il profitto ad ogni costo davanti alla vita e alla dignità della persona. Infatti, se i tragici fatti sismici della settimana scorsa e di questa mattina  hanno provocato la distruzione di vite umane, il sistema capitalistico propone giorno per giorno la scientifica e inesorabile distruzione dalla dignità dei lavoratori e di chi il lavoro non ce l’ha. A proposito di distruzione. Sarebbe auspicabile che il 2 giungo prossimo la insulsa parata che invade la strada dei fori a Roma venga annullata. Così  che i 2 milioni di euro, necessari a far sfilare   mezzi e uomini che, fuori da ogni ipocrisia, sono addestrati e attrezzati per portare morte e distruzione come il più tremendo dei terremoti, siano destinati ai familiari degli operai morti, delle altre vittime e di chi ha visto la propria casa sbriciolarsi sotto la violenza del sisma. Una violenza  che in altri paesi, più attenti alla salvaguardia del territorio, avrebbe prodotto danni notevolmente inferiori. FORSE SAREBBE LA PRIMA VOLTA CHE UN CARRO ARMATO AVREBBE UNA SUA UTILITA’ SOCIALE.

lunedì 21 maggio 2012

Bombole del gas? Ma non diciamo eresie

Gianni Fraschetti - fonte http://www.informarexresistere.fr



Passata l’ ondata di emozioni susseguenti alla morte della giovanissima studentessa di Brindisi ed al ferimento di alcune sue compagne, la mente non puo’ fare  a meno di analizzare quanto ci e’ stato raccontato sull’ attentato e di valutare le immagini che sono state proposte dalle televisioni senza soluzione di continuita’. A dire il vero, adesso, molto meno.
La versione ufficiale dei fatti è che tre bombole di gas, occultate all’ interno di un cassonetto, sono state fatte esplodere mediante un timer regolato alle 7.45 e gia’ qui viene da porsi una prima domanda…ma avete presente quanto pesa una bombola di GPL  ? Certamente le hanno dovute collocare nel cassonetto una per volta e preparare l’ ordigno successivamente al loro posizionamento, mi pare infatti assurdo ipotizzare che tre bombole, quindi una sessantina di chili, con un ingombro notevole, possano essere state preassemblate, munite di detonatore e di timer e dopo collocate insieme all’ interno del cassonetto. Sarebbe, senza dubbio alcuno, stato necessario un automezzo munito di una piccola gru per effettuare l’ operazione ed insomma, terroristi che se ne vanno a giro con una bomba su un autocarro mi sembrano troppo anche per l’ Italia. Dunque una per volta ed assemblaggio sul posto. Una operazione che ha impegnato  due persone che hanno trafficato intorno al cassonetto ( e la spazzatura ? ) per diverso tempo.
Supponiamo che sia andata così e che tutto sia filato per il verso giusto, qualcuno può cortesemente spiegare come si provoca l’esplosione di una bombola di GPL ? Perche’ io, che ho una certa esperienza sull’ argomento, non riesco proprio a trovare un metodo che possa funzionare con efficacia specialmente al momento prestabilito. Come avviene la connessione timer, detonatore ordigno ? I GPL (  Gas da Petrolio Liquefatti )  sono gas pesanti, derivanti dalla raffinazione del greggio, che vengono mantenuti e trasportati allo stato liquido in contenitori a pressione. Lo stato liquido si ottiene per aumento di pressione o sottrazione di calore e viceversa lo stato gassoso diminuendo la pressione o aumentando il calore. Il GPL e’ quello che fa funzionare gli accendini, per capirci e se qualcuno lo usa trasparente può vedere il gas all’ interno che assomiglia all’ acqua.
L’ esplosione improvvisa di un contenitore di GPL e’ chiamato BLEVE ed e’ l’ evento peggiore che  viene ipotizzato nella analisi dei grandi rischi connessi agli impianti ed alle strutture che trattano questo prodotto.
Qualcuno si ricorderà’ della esplosione alla Stazione ferroviaria di Viareggio ed alla strage che ne segui’, con persone che vennero vaporizzate dal’ irraggiamento mortale del fireball ( palla di fuoco ) che segui’ il BLEVE ( l’ esplosione ). Allora sappiamo cosa avvenne, una perdita consistente di gas da uno dei vagoni ed una saturazione dell’ atmosfera circostante fino al realizzarsi di una miscela instabile tra combustibile (GPL) e comburente (l’aria) che venne poi innescata dalle scintille di un freno del vagone mal funzionante. Come nei film…accendi la luce e …BAMMMMM!!!
Come questa dinamica possa essere artificialmente riprodotta con tre bambole dentro ad un cassonetto ce lo devono ancora spiegare ma supponiamo che sia avvenuto. Dunque le tre bombole esplodono ed alla esplosione segue il fireball che irraggia un’ area  abbastanza rilevante intorno all’ epicentro. Dunque, ricapitolando, prima il BLEVE., con gli effetti tipici della esplosione, schegge, detriti, onda d’ urto e subito dopo il  Fireball, ossia questa palla di fuoco che incenerisce tutto al suo passaggio. Non si sfugge a questa dinamica se erano bombole.
La fotografia che vedete  si riferisce allo scoppio  di due bombole che erano dentro ad un furgone schiantatosi fuori strada ed e’ stata presa parecchio dopo l’ evento. DUE SOLE BOMBOLE. Mi pare non ci sia bisogno di commentarla.
Dalle immagini proposte dalle televisioni abbiamo invece notato che non vi è alcun cratere nel luogo dell’ esplosione, non vi sono fuochi residui, che il cassonetto e’ solo lacerato ma non disintegrato e carbonizzato, che l’ erba di un prato adiacente e’ verde e che alcuni alberelli nei pressi sono intatti. Così tanto per gradire da una prima sommaria occhiata per televisione. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza capisce immediatamente ma anche chi ha solo un briciolo di intelligenza comprende la spiegazione.
Allora, vorrebbero dirci che li’  vi è stato il BLEVE di tre bombole e  che lo stato dei luoghi successivo a tale evento è  quello che abbiamo visto ?  Ma non raccontassero cazzate per piacere.
Li’ non è  esplosa nessuna bombola e mi ci gioco le palle, pero’ sarebbe interessante sapere perche’ la menzogna comincia proprio da li’.




 

A chi appartiene l'Italia?

Marco Mammoliti


Ancora una volta non siamo stati in grado di proteggere i nostri ragazzi. Che sia stata la Sacra Corona Unita, la Mafia o qualsiasi altra forma di criminalità organizzata (o non) non sposta di una virgola il concetto.


Un’altra giovane vita è stata spezzata portandosi via anche quella dei familiari e trascinando nel dolore tanta gente normale. Ora mi aspetto il solito teatrino con funerali di stato, politicanti in prima fila, porporati sdegnati da tanto orrore, mentre la macchina della corruzione politica, della finanza speculativa, dell’informazione pilotata prosegue il suo cammino.
Vorrei tanto credere alle parole di una canzone che recita così: Saremo più grandi, saremo più uniti, saremo più forti di chi ci ha colpiti...
Ciao Melissa perdonami se non sono stato in grado di costruire, per te e per i tuoi coetanei, un paese dignitoso, sicuro e in grado di offrirti un futuro.
Scusami se puoi, ora non posso che piangere per te.




domenica 20 maggio 2012

Bisogna reagire con forza, con un nuovo impegno delle coscienze civili e democratiche"

ANPI - Comitato provinciale di Frosinone

Riceviamo dall'ANPI nazionale e volentieri inoltriamo con preghiera di reale diffusione. Aggiungiamo che chiunque siano i mandanbti e gli esecutori, qualunque sia lo scopo del loro atto criminale e orrendo, essi non sono nostri avversari: sono nostri nemici senza alcuna possibilità di ascolto. Essi vanno combattuti con la più netta e forte determinazione, scovati ovunque siano rintanati, e messi in condizione di non perseguire i loro barbari obiettivi.
Nessun cedimento a concetti come "follia", o "disagio" o altre rimozioni: siamo di fronte ad un attacco, da chiunque venga e qualunque sia lo scopo delle loro gesta ignobili. Sono sotto attacco le nostre libertà, la prospettiva di consolidamento delle condizioni di agibilità democratica del confronto sociale e delle istituzioni. Chiunque sia dietro l'esplosione di Brindisi, dietro il massacro della povera studentessa e dietro il terrore di tutta la città, dei giovani in particolare, non deve potersi fare illusioni. Le istituzioni sono chiamate a fare il proprio dovere, e non a tranquillizzare con interviste commoventi il popolo italiano. La politica deve tornare in campo, occorre rispristinare le condizioni della partecipazione, non della delega. I cittadini devono sapere che queste bombe, comunque confezionate e qualunque fosse il loro obiettivo immediato, saranno utilzizate strumentalmente per limitare le loro iniziative democratiche.
Già si parla da ieri, e da fonti assai autorevoli, di "revisione dei codici di autodisciplina degli scioperi e delle mobilitazioni": chiunque abbia fatto saltare in aria la povera Melissa, sarà ora più facile gridare al pericolo ogni volta che un corteo operaio vorrà sfilare in una delle nostre città democratiche.
Molte ipotesi sono state avanzate, non vorremmo che fossero tutte sbagliate: non abbiamo sentito voci (se ce ne sono state non sono state troppo ripetute, e noi non le abbiamo sentite) che dubitassero di una nuova strategia della tensione, magari per prevenire moti sociali in vista dell'acuirsi della crisi finanziaria. Se risultassero coinvolti pezzi marci delle istituzioni sarebbe ancora più grave, e ora non vogliamo crederci. Ma non sarebbe il primo caso di sovversivismo delle classi dirigenti che il nostro Paese avrebbe di fronte dal dopoguerra.
Facciamo appello ai nostri iscritti perché non sottovalutino l'importanza in questo momento di dare il proprio contributo sia nelle organizzaizoni democratiche cui aderiscono, sia soprattutto all'ANPI, convocando assemblee locali, riunioni anche di numero modesto ma che segnino la nostra presenza sul territorio, dove incontrare i cittadini, discutere di quello che accade, formare una coscienza diffusa dei nostri compiti, come cittadini, come democraticike e come antifascisti.
Per quanto ci riguarda, il Comitato provinciale di Frosinone è impeganto già a raccogliere le richieste in tal senso da tutto il territorio ed a partecipare alle iniziative che si stanno organizzando. Vi preghiamo di farci pervenire le vostre date, di mobilitarvi per ricercare e costruire occasioni di confronto con le forze democratiche dei territori, di avviare una vera mobilitazione di massa. La pietà non è sufficiente a combattere queste pratiche sanguinarie, bisogna mettersi in gioco. Di nuovo. Sempre.

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"Le notizie circa l'orribile attentato avvenuto questa mattina a Brindisi colpiscono e preoccupano fortemente. Si tratta di un gravissimo e vile atto diretto a colpire la vita di giovani studenti e mirato ad una scuola, nei pressi di un Tribunale. Una vita spezzata e molte preoccupazioni per gli altri giovani colpiti. Un fatto tremendo, che suscita anche preoccupazioni vivissime per le sue caratteristiche, oltreche' per la gravità; un fatto che esige una netta condanna, quale che ne sia la matrice, anche se molti elementi fanno pensare a un atto mafioso; ma spetta alle Autorità competenti accertare il movente e le responsabilità,  comunque gravissime per la convivenza civile e per la stessa democrazia. Un fatto contro il quale bisogna reagire con forza, con un nuovo impegno delle coscienze civili e democratiche e con una tangibile e concreta manifestazione, da parte di tutte le cittadine e i cittadini, della volontà di uscire dal baratro in cui troppi vorrebbero spingere il nostro Paese. Basta con la violenza, basta con i tentativi di destabilizzazione. Il Paese, già tanto provato dalla crisi, ha diritto di uscire da una fase oltremodo difficile e dura, nel solco della solidarietà, del rispetto della vita e della dignità delle persone, sulla via della speranza di un futuro migliore. Questi sono i sentimenti e le volontà che ogni ognuno di noi deve esprimere, assieme alla commozione, al cordoglio, alla solidarietà affettuosa per le famiglie e le persone colpite; sentimenti e volontà che mi sento di manifestare, in questo momento terribile, a nome non solo mio, ma di tutta l'ANPI".                                        
 
 
Carlo Smuraglia - Presidente Nazionale ANPI

Brindisi. Unabomber pugliese, bomba gramsciana o machiavellica?

da http://www.senzasoste.it




L'inaccettabile attentato di Brindisi, contro un obiettivo mai colpito nel nostro paese, pone dei seri interrogativi sullo scenario nel quale collocarlo. Non si tratta di interrogativi oziosi, da gioco di ruolo del complotto, ma politici. Visto che "tradizione" vuole che in questo paese le mutazioni politiche, o la conservazione del potere, siano spesso accompagnate da un corollario di stragi.
Le ipotesi di lettura dell'attentato, allo stato dei fatti disponibili (e letti attraverso il consolidato rituale di elaborazione spettacolare della morte che caratterizza i media) sono tre. Tutte, in quanto ipotesi, hanno dei pro e dei contro.


UNABOMBER PUGLIESE
E' l'ipotesi meno presa in considerazione (ad oggi invece pare abbia ripreso quota ndr) ma da non escludere a priori: un Unabomber locale che si mette a colpire una scuola. Come è già accaduto in Europa e negli Usa: le scuole sono da svariati anni un bersaglio da killer seriali. La variabile sta nella bomba piuttosto che nell'entrata a scuola con armamenti da guerra. PRO: risponde al criterio dell'attentato anomalo (mai mafia o altro genere di attentatori ha colpito una scuola in questo modo) CONTRO: in Puglia non c'è il contesto sociale di un serial killer che fa questo tipo di attentati (connesso regolarmente in rete con mondi affini, fanatico delle armi, fortemente isolato dal contesto sociale).
BOMBA GRAMSCIANA.
Intendiamo un ordigno fatto per affermare l'egemonia su un territorio. Dal significato non solo militare ma culturale (visto che la scuola partecipava a progetti a livello Ue con oggetto la mafia). In questo caso qualche serio equilibrio sociale e politico si è rotto a livello provinciale e regionale e "qualcuno" ha voluto ribadire, in modo tragico, la propria egemonia. PRO: risponde al criterio della guerra di territorio ( infatti si colpisce un'istituzione non una persona) tramite un simbolo da colpire (sostituendo un immaginario simbolico antimafia con quello che lo abbatte). Terrorizza l'avversario che vede cosi' un nemico invisibile disposto a tutto. CONTRO: qualsiasi tipo di potere che voglia mantenere l'occupazione di un territorio non uccide dei ragazzi. E' un gesto che toglie consenso, il soft power indispensabile per ogni genere di mafia. Si crea inoltre troppa attenzione attorno al fatto attivando un alto rischio di risposta repressiva.


BOMBA MACHIAVELLICA
Intendiamo per bomba machiavellica un ordigno fatto esplodere per scopi puramente politici, o meglio politico-mafiosi, incidendo sul contesto complessivo delle relazioni tra stato e cosche. PRO: Il simbolismo della scuola dedicata alla Morvillo-Falcone, a 20 anni esatti dalla strage di Capaci, il difficile contesto politico fanno pensare ad un'ipotesi del genere. Se fosse così, visto che l'attentato è avvenuto in Puglia, non sarebbe poi solo questione siciliana ma di saldatura tra mafie. CONTRO: Non ci sono maxiprocessi di mafia in corso, come nel '92-'93, non c'è una campagna sul 41 bis (sempre come allora)e soprattutto non è prossimo nessun provvedimento antimafia, al contrario di venti anni fa, e nemmeno chissà quale provvedimento antiriclaggio. Una saldatura militare tra diverse cosche di differenti contesti è possibile, se avviene, solo in occasioni simili.
Non è neanche da escludere l'ipotesi microfisica (la degenerazione di rapporti tra "famiglie" o bande confinanti che porta a colpire un edificio controllato dalla cosca avversaria). Questo per dire che il momento che attraversa questo paese è molto difficile, e molto complesso, e che chi è interessato a vario titolo al bene pubblico deve stare sulle ipotesi che servono a leggere i fatti. Senzazionalismi, dietrologie, complottismi servono solo a vivere le tragedie come spettatori dotati di immaginazione degna di miglior causa. Anche perchè se è vero che le bombe, l'hard power, hanno cambiato sempre in peggio questo paese questo è avvenuto tutte le volte che gli ordigni hanno incontrato una situazione di soft power (le silenziose mutazioni sociali) piuttosto favorevole. Le bombe, da sole, non cambiano nulla a parte le vicende personali di chi è tragicamente colpito.E qui notiamo che ci ha purtroppo lasciato la vita qualcuno di particolarmente giovane. Giusto nelle guerre tra bande di narcos in Messico, o nella Colombia dei cartelli di Cali e di Medellin, abbiamo registrato notizie del genere.

sabato 19 maggio 2012

ATTENTATO DAVANTI ALLA SCUOLA DI BRINDISI

Solidarietà degli studenti della Valle Susa

Il Movimento No TAV si stringe alle famiglie
Riportiamo il Comunicato che studenti e studentesse No TAV hanno rilasciato oggi:
"Questa mattina a Brindisi davanti a un Istituto scolastico è scoppiata una bomba che ha provocato la morte di una ragazza e diversi feriti.
Noi studenti della Valle di Susa ci sentiamo in dovere di portare solidarietà ai ragazzi coinvolti e alle famiglie. Nonostante non si sappiano ancora le vere motivazioni che hanno portato a compiere un gesto così folle, la notizia fa riflettere su quanto in Italia il clima sia teso.
Il nostro non è un semplice comunicato ma vuole essere un abbraccio sincero alle vittime, siamo veramente scossi e indignati perché sono stati colpiti ragazzi come noi."

Il Movimento No TAV si stringe alle famiglie che tanto ed indicibile dolore stanno vivendo e a  quei ragazzi la cui adolescenza rimarrà per sempre segnata.
Un colpo profondo, lacerante, al cuore di ognuno e di tutti: un attacco vile contro ragazze indifese e innocenti, che vanno in una scuola intitolata a chi venti anni fa cadde sotto un altrettanto vile agguato.
Non erano neppure nate quando Giovanni Falcone e Francesca Morvillo morirono.
Queste sono le cose che dovrebbero davvero preoccupare la ministra Cancellieri e magari farle prendere decisioni appena un po’ più sagge di quelle che ha preso in questi mesi: le forze dell’ordine vengano dislocate dove serve, distribuite sul territorio per espletare il loro compito primario di difesa dei cittadini, la digos impegni i suoi raffinati cervelli per studiare e prevenire le reali minacce per la collettività.

Vite spezzate

Teresa Casalino


Ho pianto, appena sentita la notizia alla radio.
Ho pianto, con lacrime che scendevano.
Poi la vita, per me, continua.
E allora ho pianto, dentro di me, tutto il giorno.
Con i pensieri e le domande. 
Ho sentito parole, ho visto poco in tv.
Ho pensato alle ragazze, lì, davanti alla scuola in attesa di cominciare la loro giornata.
Ho sentito i loro sogni spezzarsi.
Ho visto il loro futuro spegnersi.
Le ho sentite ridere, piangere, fare progetti.
Le ho viste davanti allo specchio provarsi i vestiti per uscire, magari per il loro primo appuntamento.
Ho rincorso i loro pensieri mentre, magari si immaginavano madri.

Ho pensato da madre e, da madre, le aspettavo a casa, sistemavo le loro stanze sempre in disordine.
Da madre anch'io immaginavo il loro futuro, preoccupata per la precarietà che le aspettava.

Ho di nuovo pensato a Vito, morto sotto il  crollo del soffitto della sua classe, e al suo compagno Andrea, rimasto paralizzato.

Esci al mattino per andare a scuola, dove i genitori ti mandano sicuri, perchè la scuola ti insegna, ti educa, dovrebbe proteggerti.

E poi sento lo scoppio.
Spariscono i sogni, sparisce il futuro...restano le macerie.

Da madre penso "chi mi darebbe la forza di sopravvivere a questo?"

E poi le domande, le ipotesi, il perchè.
Strage di mafia. Non ha senso.
Terrorismo. Non ha senso.
Vendetta. Non ha senso.

L'unica cosa che trova un senso dentro di me è la consapevolezza che tutto ciò giova solo a chi vuole usare la strategia del terrore, o meglio, dell'orrore, per sedare rivolte, per domare gli animi.

Non ha cuore chi deve difendere "il mercato", l'economia mondiale, chi deve schiavizzare i popoli.
Non ha pietà dei ragazzi, tutto è sacrificabile.
Un vile attentato organizzato di chi tira "i fili"  delle nostre vite, bestie in giacca e cravatta che ci trattano come carne da macello.

Ho pianto e continuo a piangere dentro di me, ma non saranno loro a piegare la mia voglia di lottare.

Io ci sarò dove ci sono i nostri figli, così come c'ero al Lingotto quando bloccati dalle forze dell'ordine non li hanno fatti entrare (nonostante avessero l'account) perchè indesiderati e poi alla fine sono pure stati caricati e picchiati.
Non importa chi essi siano ma io sono madre e da madre sarò vicino ad ognuno di loro perchè loro lottano anche per il futuro di ogni figlio.

Non lasciamoli soli perchè senza di loro noi non saremmo nessuno.