Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

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domenica 5 marzo 2017

Le coop: dall'alto valore sociale all’alta velocità nella fuga!

Comitato di lotta per il lavoro Frosinone




  • Al Prefetto
  • Alle forze politiche presenti presso in Consiglio Comunale Frosinone 
  • Ai candidati Sindaco elezioni amministrative a Frosinone 2017

E 60. Tanti sono i lavoratori della Multiservizi vincenti le cause contro le coop che si sono insinuate nella gestione dei servizi a Frosinone. A questo punto mancano solo 5 lavoratori che hanno fatto causa contro le coop per l’ein plein!

Anche questi ultimi 5 seguiti dall’avv. Risi della UIL hanno riottenuto, martedì scorso, il posto di lavoro e tutte le spettante dal 2013 ad oggi. Ma sulla carta però. Nella realtà questa eventualità rimane difficile.
Innanzi tutto perché la coop soccombente, la Consorzio UNO di Sora, è scomparsa dai radar del comune di Frosinone dopo un periodo equivalente in euro a € 2.300.000,00. Eh sì!  Appena i vènti delle cause giuslavoristi si facevano contrari ecco che la società si è ritirata dalla gestione dei servizi.

a) Consorzio UNO era stata prescelta per 5 mesi nell’aprile 2013 dopo la manifestazione di interesse per il servizio di manutenzione ordinaria degli immobili, attività di supporto alle manifestazioni. In questo servizio grazie a 17 proroghe di affidamento ha tenuto il servizio fino a maggio 2016 e oltre 900 mila euro! 

Il Comune ha permesso affidamenti continui con la solita giustificazione “nelle more della definizione degli appalti definitivi, il cui procedimento in corso di definizione” (dalla det 2346-2013 in poi). La prima manifestazione d’interesse dopo le proroghe è avvenuta a luglio 2016! Successivamente, in via provvisoria, nelle more della verifica dei requisiti, per il periodo dal 16/05/2016 al 15/01/2017 alla Cooperativa sociale Essegi 2012 ribasso del 10,00%. La coop sociale Essegi 2012 viene costituita nel 2012 e nasce per integrare i servizi che già la cooperativa sociale AGROROMANO forniva (dal sito di Essegi) La “Agroromano” ha avuto Germana De Angelis, moglie di Luigi Ciavardini, amministratore unico fino al 2013 (dal Corsera). La coop Essegi 2012, con l’apporto della Casa circondariale, insieme all’Associazione Gruppo Idee e la coop. Agro Romano, stipulò una convenzione con il comue di Frosinone per il coinvolgimento dei detenuti nella gestione del verde pubblico fin dal 2012. 

b) Consorzio Uno aveva in gestione dall’aprile 2013 anche il servizio di controllo del territorio e manutenzione e sorveglianza dei parcheggi che ha mantenuto fino a febbraio 2016 dopo 14 proroghe consecutive e oltre 850 mila euro!
Fino al 31 maggio 2016 il servizio è stato affidato sempre a Consorzio Uno con almeno 9 proroghe. Da aprile 2016 si succedono tramite affidamento diretto Galatea e Consorzio Intesa. Con determinazione dirigenziale n° 1443 del 30.05.2016 Con verbale prot. 26896 del 30.05.2016 [non rintracciabile nell’albo pretorio on line] il servizio viene affidato alla Società Cooperativa Sociale TERRA NOSTRA con un ribasso del 1,5 % sul prezzo a base di gara.

C) Consorzio Uno ha gestito dall’aprile 2013 anche il servizio degli assistenti scuolabus fino ad aprile 2016 dopo la prima manifestazione d’interesse e 16 proroghe e oltre 550 mila euro! Fino al 1° maggio 2016 il servizio è stato quindi affidato sempre a Consorzio Uno dopo 14 proroghe. Dal 1 maggio/31 dicembre 2016 affidamento in via diretta alla cooperativa sociale FARE SOCIALE (DET / 1160 / 2016 del 28-04-2016) 

Tra febbraio e maggio 2016 quindi e dopo aver intascato € 2.365.000,00 , la Consorzio Uno scompare dai servizi, viene messa a riposo e non risulta più attiva economicamente, come se fosse parcheggiata in garage. Anzi, se la vogliamo dire tutta, la coop spesso non si è nemmeno difesa adeguatamente in giudizio forse pensando, e la realtà le dà ragione, che non serviva poiché alle strette avrebbe cambiato strategia, appunto sarebbe finita in garage.

Questa coop ha gestito circa il 30% delle risorse economiche dei servizi della Frosinone Multiservizi ed è la coop che in assoluto ha preso più euro. Dove è finita? Perché non risponde più ai lavoratori e non ripristina la legalità come ha sentenziato il tribunale?

Eppure le motivazioni presenti nelle determine di proroga hanno sempre richamato “valutata la opportunità di affidare le attività in argomento a cooperative sociali di tipoB in considerazione dell’alto valore sociale che deve riconoscersi all’attività istituzionale svolta da quel tipo di cooperativa sociale”!  A Frosinone evidentemente confondono l’alto valore sociale con l’alta velocità nella fuga!

Ma questo piano più o meno pianificato a dovere, avrebbe avuto senso senza un valido alleato come l'ente che ha permesso contro ogni ragionevole utilità le scorribande di questa coop nei servizi pubblici del comune di Frosinone? No. 

1) Come si fanno ad affidare servizi in proroga per più anni e sempre alla stessa società privata? Questo consiglia la legislazione e il codice degli appalti? 

2) Perché è stato permesso il continuo ricorso all’acquisizione in economia quando il 
Regolamento per l'acquisizione in economia di beni, servizi e lavori ne regola diversamente gli effetti? L’appalto, inizialmente affidato per cinque mesi con importi al di sotto di €.200.000,00, è stato prorogato senza soluzione di continuità, per lo stesso anno 2013, per l’intero 2014, per l’intero 2015 e per i primi mesi 2016 e sono ancora in essere. L’importo annuo complessivo del servizio affidato ha superato ogni anno la soglia di €.200.000,00.

3) Il Comune ha mai verificato la presenza dei lavoratori svantaggiati visto che la scelta dello strumento delle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’elenco regionale, utilizzato per una deroga alle regole ordinarie dettate dal Codice dei contratti per gli appalti sotto soglia, prevede uno specifico iter per il reinserimento di lavoratori svantaggiati? Dove sono pubblicate le convenzioni stipulate successivamente agli affidamenti nelle quali dovrebbe essere chiarita la base di una valutazione complessiva che l’ente deve compiere in considerazione, soprattutto, del risultato sociale perseguito. Esse devono prevedere  dettagliatamente le modalità di controllo circa il monitoraggio, sia quantitativo che qualitativo, del grado di raggiungimento del fine costituito dall’inserimento lavorativo della categoria di lavoratori oggetto di tutela.

. Si fa appello per il ripristino della legalità,così come anche intesa sul regolamento Anticorruzione del comune di Frosinone:
-    restituendo il posto ai lavoratori a cui fu sottratto illecitamente
-    bloccando la tragica farsa della gestione delle coop dei servizi del comune di Frosinone
-    frenando l’emorragia economica (ad oggi €.8,3 milioni) verso soggetti non del tutto trasparenti e individuabili .
  


  Cordiali saluti
I lavoratori della tenda

Frosinone 5/3/17                                  

lunedì 16 gennaio 2017

Frosinone pianeta terra 14 gennaio ’17, Mala tempora currunt

Comitato di Lotta per il lavoro


Forse è stato il maltempo. Forse. Quel maltempo che si è abbattuto impetuoso, travolgente sulla città di Frosinone e che trae vantaggio dalla sua forza in un ambiente spossato dalle ripetute e passate spoliazioni e disastri ambientali, che hanno reso rovinoso lo spirito delle genti.
Sì perché questo maltempo, fuori dalla storia e dalle necessità del futuro, abbatte senza pietà chiunque vi si metta davanti. Anzi, proprio perché ostacolo, si impegna con maggior forza nel tentare di sovvertirlo e annichilirlo.
La tenda, nata per resistere al maltempo ma non solo, ha mantenuto duro e mai ha ceduto: né alla neve che immagina di ricolorare uniformemente la città abbellendo le brutture spacciandole per accettabili; né alla pioggia battente, che dà addosso ai cittadini senza sosta, magari anche privi di quell’ammortizzatore che si può chiamare ombrello; né al vento che spazza via qualsiasi altra considerazione e visione alternativa liberando l’orizzonte e rendendolo nitido, trasparente, senza speranza; né al gelo che iberna i pensieri e la voglia di libertà.
La tenda ha tentato di opporsi anche a quel clima di rilassamento che determina in noi un senso di indifferenza e di attesa, di ineluttabilità e di resa. Ecco la tenda non ha conosciuto stagioni, ha spesso contrastato quel senso di abbandono tramutandolo in fase di partecipazione, in fase di azione, rompendo quell’equilibrio consolidato di un clima cittadino stagnante e passivo.
La tenda era ben puntellata. Vari pilastri la sorreggevano: il coraggio, la dignità, la giustizia, la coscienza. Per questo il maltempo non ce la faceva ad abbatterla.
La tenda ha tentato di rendere visibile la propria avversione al clima imperante. Ha visto sostenere incontri, assemblee, riunioni, dibattiti, comizi, progetti proprio per aiutare la città a ribellarsi al paludoso clima. I suoi abitanti non si sono mai dati per vinti. A testa alta, come pochi in queste periferie dell’impero, hanno cercato e ritrovato in città valori che il vento aveva portato via inesorabilmente, aprendo al maltempo speculatore, malfattore, affarista. 
La tenda è caduta spesso ma è sempre risorta come i suoi abitanti che nel loro tragitto di precarietà sono stati licenziati 17 volte e per 16 volte riassunti. La 17a volta, nonostante le sentenze dei tribunali, non riesce a realizzarsi.
Forse sono stati giorni perduti a rincorrere il vento,  ma se il vento spirava per la dignità e la giustizia allora nell’animo di ognuno non si è perso niente ma anzi si è finalmente creato quel nuovo clima che renderà possibile ai prossimi abitanti delle tende che verranno, perché verranno statene certi, di lottare per un futuro migliore ricucendo ancora quella comunità oggi disintegrata dal maltempo e da tutti i maltempi della storia.
La tenda infine è crollata, anche perché tutto, ma proprio tutto, ha una fine. Ma può anche darsi che da quelle ceneri, calde, caldissime, qualcosa rinasca. 

mercoledì 9 novembre 2016

Domenica iniziativa presso La Tenda

Comitato di Lotta per il lavoro


IL CICLONE TRUMP SCONVOLGE IL MONDO. “A FROSINONE, SENZA PAURA, C’ABBIAMO GIA’ OTTAVIANI!” 
Di chi vorranno essere rappresentanti i partecipanti alle cosiddette ‘primarie libere’ di Frosinone? Dei poteri forti, delle coop romane, dei palazzinari che da anni sono favoriti in questa città oppure dei cittadini vessati, privi di servizi, disoccupati, precari, abbandonati che subiscono da anni una politica di rapina da parte delle amministrazioni presenti in città?
Ecco, i cittadini e le cittadine di Frosinone che protestano sotto una tenda da 952 giorni non solo non parteciperanno alle farneticanti  primarie, ma organizzeranno per domenica un sit in presso la tenda di piazza VI dicembre dalle ore 17 per testimoniare il vero volto dell’Amministrazione: debiti, miseria, devastazione ambientale, inquinamento, spregio della memoria e della storia, politiche di saccheggio della cosa pubblica, uso spregiudicato dei meccanismi della amministrazione, arresti e tanto altro.
Ma non è solo di denuncia il motivo della manifestazione: essa vuole destare le coscienze e proporre, attraverso un coinvolgimento della cittadinanza, un modo più incisivo di costruire l’appuntamento elettorale del 2017 alle forze che a parole oggi si dicono in opposizione al ‘pavone’ vincente. 
C’è bisogno di unità per costruire una prospettiva politica nuova per rompere questa gabbia creata intorno alla città e ai cittadini, per scardinare la politica priva di etica, di giustizia sociale, di democrazia, di accaparramento di pochi delle risorse di tutti. 
Non passa giorno che l’attuale gestione della città (acqua, terme romane, inquinamento, multiservizi, bilancio, solo per citarne alcune) spinga i lavoratori, i precari, i disoccupati a rompere con il passato chiedendo responsabilità a chi ha la forza di impegnarsi per tirare fuori i cittadini da questo pantano.
I protagonisti della vicenda della ex Frosinone Multiservizi si stanno organizzando in lista civica “La Tenda” dove far confluire la propria rabbia davanti alla tracotanza del potere e anche la voglia di cambiamento di tutti coloro che sentono di difendere la città e soprattutto i ‘benicomuni’ oggi alla mercé di pochi.

martedì 25 ottobre 2016

La tenacia paga.

Comitato di Lotta per il lavoro


“Le opposizioni vanno rigettate, con conferma dei decreti ingiuntivi opposti”. Si chiude così con il rigetto dell’opposizione ai decreti ingiuntivi un altro capitolo che vede i lavoratori ex Multiservizi lottare per ritrovare il loro posto di lavoro smarrito nel 2013.
 La Sol.Co. cooperativa sociale dopo la sentenza emessa dallo stesso tribunale di Frosinone il 13 giugno 2015, sentenza n. 501/2015, con la quale il Giudice del Lavoro ha riconosciuto ai 29 ricorrenti il diritto di essere riammessi al lavoro e di recuperare tutti i salari dal maggio 2013, dopo tenui e falliti tentativi di trovare una soluzione condivisa, ha deciso di non ottemperare cercando di utilizzare i dilatati tempi della giustizia opponendosi sempre e comunque.
 Eppure la pazienza e la caparbietà dello studio Di Folco di Isola del Liri, Loredana Di Folco, Luca Esposito, Riccardo Rea, ha consentito di raggiungere quest’altro determinante risultato che mette oramai all’angolo la società che dovrà prendere atto che o trova un accordo riassumendo i lavoratori al loro posto o dovrà obbligatoriamente in breve tempo trovare le somme per pagare, a casa senza lavorare, tutti.
 Un groviglio che un atteggiamento più responsabile della Amministrazione potrebbe evitare riaprendo quel dialogo dando seguito all’accordo di programma con il Comune di Alatri e convocare rapidamente la Commissione Consiliare con il mandato di trattare con i lavoratori e le oo.ss. per trovare una via d’uscita che riequilibri ove possibile tutte le situazioni oggi pendenti. Anche Consorzio Uno (15 lavoratori) e la Nexus (6 lavoratori), soccombenti e silenti alla proposta per un possibile accordo, saranno chiamati presto ad ottemperare alle sentenze.
 La pazienza, la tenacia e la capacità dello studio Di Folco è lo specchio della protesta della “tenda” che pazientemente e caparbiamente attende una soluzione. Bisogna solo vedere se l’abilità sarà la stessa nel mandare a casa questa disastrosa e colpevole amministrazione, le azioni della quale definiscono un vero e proprio disprezzo per le sorti della città e dei lavoratori.

lunedì 10 ottobre 2016

Lavoratori ex Multiservizi: ancora una sentenza vinta

Comitato di Lotta per il lavoro

Con altre 15 favorevoli, in tutto sono 50, si chiude un ciclo di sentenze contro le cooperative che subentrarono nell’aprile 2013 alla Frosinone Multiservizi gestite vittoriosamente dallo studio Di Folco composto da Di Folco Loredana, Esposito Luca e Rea Riccardo.
L’ultima sentenza del giudice Pastore di venerdì 7 ottobre ha visto riconoscere a 15 lavoratori che lavoravano nel servizio di manutenzione ordinaria degli immobili, attività di supporto alle manifestazioni, controllo del territorio e manutenzione e sorveglianza dei parcheggi, assistenza agli scuolabus, che quel posto di lavoro era il loro e che furono sostituiti nel momento del subentro della cooperativa sociale senza la dovuta prassi che portò infatti ad escluderli dal passaggio a Consorzio Uno, che prendeva i servizi “temporaneamente” per 5 mesi ed è rimasta a gestirli per 3 anni!
Una storia che ha visto i lavoratori lottare lungamente, e ancora sono sotto una tenda, per cercare nell’ente quella interlocuzione necessaria a ristabilire diritti e dignità. La dignità i lavoratori se la sono trovata da soli non cedendo al tentativo della attuale amministrazione di svendere tutto per un soldo di cacio a quelli che successivamente sono risultati personaggi a dir poco equivoci (vedi Solco e le interdittive antimafia), difendendo quel diritto al lavoro e al giusto salario oggi a Frosinone dimenticato. I diritti li hanno visti riconosciuti dala magistratura, nel tragitto più lungo e anche più impervio. Era stata battuta una strada più veloce e fattibile ma la newco è stata oggetto di impallinamento nonostante tutti i tasselli pronti non ha mai visto la luce.
Di tutta questa storiaccia il protagonista indiscusso è uno solo: l’”incollatore” della “libera amministrazione ciociara” che rinuncia a intervenire nelle disastrose situazioni create, non nascondendo anzi un piglio di rivalsa nei confronti di coloro che non si sono piegati alle politiche della svendita della città. D’altronde si è scelto di svolgere il ruolo del impallinatore lasciando strada a giochi di cui sarebbe opportuno conoscere l'effettiva natura.
Non son bastate tre sentenze ed una personale convocazione da parte del tribunale volta a comprendere perché il sindaco non potesse svolgere il proprio compito di ricomposizione della vicenda. Non basterà nemmeno questa quarta sentenza contro le cooperative. L’indifferenza condita con la lucida rabbia di chi svolge attività di potere è una condizione senza ritorno e fortemente pericolosa per l’intera cittadinanza.
Dietro l’ennesima sentenza favorevole rimangono centinaia di famiglie (non solo quelle di Frosinone ma anche quelle di altri enti che senza la newco sono rimaste prive del loro posto di lavoro) comunque in difficoltà anche perché le coop non ottemperano alle sentenze. Famiglie stremate ma consce che la tenacia ha aiutato la giustizia.
Ora che giustizia, anche se formale, è stata riconosciuta in tribunale, si apre  un nuovo orizzonte che potrebbe essere quello politico in vista delle amministrative 2017, il cui programma prima di essere propositivo si fonderà su un assunto chiaro e incontrovertibile: a casa questa straziante e immeritevole classe dirigente!  

A seguito di quest'altra favorevole sentenza si indice una conferenza stampa per martedì 
11 ottobre alle ore 17 presso la tenda. Alle note sulla sentenza seguiranno le intriganti sorprese  sugli affidamenti dei servizi.

mercoledì 20 luglio 2016

Precisazioni per la vicenda lavoratori Frosinone Multiservizi

Comitato di Lotta per il lavoro



Al Prefetto
P.c. Ai Consiglieri Comunali Comune di Frosinone

P.c. Ai Parlamentari eletti nella provincia

P.c. Ai Consiglieri Regionali eletti nella provincia
P.c. Al Presidente Amministrazione Provinciale Antonio Pompeo
P.c. Al Sindaco Giuseppe Morini di Alatri
P.c. Alle forze sociali
P.c. Alla stampa



 Oggetto: Precisazioni per la vicenda lavoratori Frosinone Multiservizi


Il Tribunale del lavoro di Frosinone per la terza volta, il 18 luglio c.a., si è pronunciato in favore dei lavoratori della Frosinone Multiservizi esclusi dal passaggio alle cooperative sociali Sol.CO. nel lontano ma sempre presente 2013. Lo stesso tribunale in data 11 giugno 2015 e 1° giugno 2016 aveva sempre riconosciuto ad altri 35 lavoratori l’avvenuta costituzione tra ciascuno dei ricorrenti del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato dal 26/4/13 ordina alla cooperativa di ricevere le prestazioni di lavoro dei ricorrenti”.
In data 22 giugno u.s. lo stesso Sindaco di Frosinone, ascoltato dal giudice per provare a conciliare le parti a fronte dell’impossibilità dichiarata dalla cooperativa Sol.Co. di ottemperare alla sentenza emessa dallo stesso tribunale di Frosinone nel 2015, sentenza n. 501/2015 che realizza gli effetti del contratto di lavoro non concluso tra gli ex lavoratori Multiservizi e la Sol.Co., ha espressamente detto che non ha intenzione di intervenire né tantomeno rivedere le proprie posizioni difronte anche al fatto che altri lavoratori non del bacino della Frosinone Multiservizi hanno sostituito i [legittimi] titolari.
Si richiama lo statuto comunale dove all’art. 4 Diritti della persona c.1 ”Il Comune impronta la sua attività ai valori della partecipazione e della solidarietà e garantisce a ciascun individuo il diritto alla pari dignità nella società e nel lavoro, contrastando qualsiasi forma di discriminazione”, invece di favorire, con l’inoperosità, lo stato attuale delle cose, senza impegnarsi a ricomporre socialmente ed economicamente quello che oramai è chiaro è stato un vero e proprio abuso contro i lavoratori che furono esclusi, per cui la clamorosa protesta che continua da 806 giorni sotto una tenda e continue (l’ultima il 31 maggio u.s.) istanze per la riconvocazione della Commissione Consiliare per affrontare tutti questi problemi.
A Frosinone alla coop Sol.Co. è appaltato i servizio del Museo e Biblioteca (per ca €1 milione) e, tramite alcune consorziate, anche un altro servizio, supporto alla gestione funzionale degli impianti sportivi ed agli eventi culturali e di spettacolo (€515 mila), e due affidamenti, cimitero (per ca €1 milione) e segnaletica (€381 mila), per un totale di ca €2,9 milioni da aprile 2013 fino ad aprile 2016.
La coop Sol.Co. è stata colpita a dicembre da una “informazione antimafia interdittiva” emessa dalla Prefettura di Roma per le note vicende di “MafiaCapitale”. Ieri si è appreso che a seguito delle indagini per le irregolarità legate all'appalto per l'acquisizione del servizio Cup della Regione Lazio, è stato condannato il dirigente della cooperativa Sol.Co. Mario Monge ad un anno e 4 mesi di reclusione con l’accusa di turbativa d’asta.
Questi accadimenti noti a tutti da anni (si ricordi la vicenda dei cassonetti gialli che raccolgono vestiario), si ritiene, debbano essere tenuti in debita considerazione dalle istituzioni locali, a cominciare dal Comune di Frosinone che appositamente adotta il Regolamento anticorruzione considerando che il “termine corruzione va inteso in una accezione ampia che comprende l’intera gamma dei delitti contro la pubblica amministrazione. Se si focalizza l’attenzione per esempio sull’affidamento di servizi, azione di livello di rischio alto, considerando che l’elevato livello di rischio proviene proprio da quegli elementi come la discrezionalità nell’affidamento, il valore economico dei servizi, la frazionabilità degli affidamenti e degli importi, allora la vicenda dell’affidamento dei servizi alle coop, anche alla luce di quello che è accaduto dopo, andava e va considerato con maggiore attenzione con l’introduzione di interventi correttivi.
La coop sociale Nexus è altro operatore che negò ai lavoratori della Frosinone Multiservizi quel diritto di passaggio al “loro” posto di lavoro così come recitava l’Avviso Pubblico del 9/3/13 allegato alla delibera gc n. 96/2013. Nemmeno in questo caso l’ente intervenne fino a quando il giudice del lavoro ha riconosciuto in data 1/6/16, con sentenza n. 631/2016, la “costituzione tra ciascuno dei ricorrenti del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato dal 26/4/13” e ha ordinato “alla cooperativa di ricevere le prestazioni di lavoro dei ricorrenti”.
Nel ripercorrere la storia di questo affidamento si scopre che il servizio del verde passò nell’aprile 2013 dalla società pubblica Frosinone Multiservizi alla coop sociale Nexus “temporaneamente”… fino a dicembre 2016 (ca €.700 mila). Oggi lo stesso è affidato ancora a Nexus, per un ammontare di €139 mila dopo una procedura negoziata dove vi hanno preso parte due cooperative (det. 509/2016), sorvolando l’art.57, c. 6 del D.Lgs n. 163/2006.
Nella penultima procedura negoziata è stato affidato, unico spazio temporale non occupato da Nexus in tre anni, “il servizio di che trattasi per il periodo dal 16/09/2015 al 15/01/2016”, quattro mesi ad una cooperativa sociale tra cinque partecipanti. Due di queste coop, di cui una poi affidataria del servizio, erano impigliate, da mesi prima, nelle indagini di “Mafiacapitale”. Quali strumenti previsti dal Regolamento Anticorruzione sono stati utilizzati dal Comune di Frosinone nella scelta del contraente?    
Precedentemente, nonostante il “valore economico”, si optò di affidare direttamente per un lungo anno (settembre 2013- 14) il servizio verde alla stessa società Nexus, con la sola motivazione che  “la Società Cooperativa Sociale Nexus a.r.l. attuale gestore di tale servizio si è resa disponibile al proseguimento delle attività agli stessi patti e condizioni per un ulteriore anno, conseguendo la continuità e la stabilità del personale attualmente impegnato sui servizi ed effettuando una miglioria d’asta di circa il 3 % sul prezzo del servizio”(DET 2327 del 24-09-2013).
Quale significato si è dato alla “procedura negoziata” nei sette affidamenti tra il settembre 2014 e il settembre 2015, ai sensi degli artt. 57 comma 6 che chiarisce: “Ove possibile, la stazione appaltante individua gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economico finanziaria e tecnico organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione, e seleziona almeno tre operatori economici”.
L’art. 57 stabilisce principalmente che la “procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara”, si concede nei contratti pubblici relativi a lavori, forniture, servizi (comma 2), in presenza: a) qualora, in esito all'esperimento di una procedura aperta o ristretta, non sia stata presentata nessuna offerta, o nessuna offerta appropriata, o nessuna candidatura; b) qualora, per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore economico determinato; c) nella misura strettamente necessaria, nei casi urgenti di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati ai sensi della Parte quarta, Titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o quando l'estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara.
In quali di queste tre procedure si inscrive un normale contratto di servizio di verde pubblico che è in essere almeno dal 2006? Nel migliore dei casi le determine dirigenziali si limitano a riportare nelle motivazioni delle proroghe che la coop “si è resa disponibile al proseguimento delle attività agli stessi patti e condizioni”.
 Si ribadisce un appello: ad una valutazione più idonea delle conseguenze drammatiche che l’esternalizzazione dei servizi ha causato alla città e a centinaia di lavoratori che hanno dovuto subire per l’esclusione dal loro legittimo posto di lavoro; alla sollecitazione degli enti competenti alla riconvocazione delle assisi necessarie a ricomporre la vicenda.
 Si rimane a disposizione per un incontro volto all’approfondimento dei temi trattati.
 Distinti saluti.
 Frosinone 20 luglio 2016                                    Paolo Iafrate



venerdì 24 giugno 2016

Giudici e padri di famiglia

Comitato di Lotta per il lavoro



Nonostante un rinvio, il Tribunale del lavoro di Frosinone è riuscito ad incontrare il Comune di Frosinone nell’udienza di oggi 22 giugno.
La convocazione nasce a fronte dell’impossibilità dichiarata dalla cooperativa Sol.Co. di far fronte alla sentenza emessa dallo stesso tribunale di Frosinone il 13 giugno 2015, sentenza n. 501/2015, con la quale il Giudice del Lavoro del Tribunale di Frosinone ha emesso, ex art. 2932 cod. civ., una sentenza costitutiva che realizza gli effetti del contratto di lavoro non concluso tra gli ex lavoratori Multiservizi e la Sol.Co. Società Cooperativa.
Chi non obbligato ti aspetti ma si presenta? Chi non può resistere nel recitare un mantra? Chi non approfitta di uno spazio pubblico pur di continuare a denigrare altri? Chi non può resistere al tentativo di esibire, pur in una piccola aula di tribunale, la bontà del suo operato? Lui, il polarizzatore, il “buon padre di famiglia” di questa città.
Ebbene sì il Sindaco in persona ha accettato di rispondere alla convocazione della Giustizia ordinaria che sta tentando di trovare una strada per la restituzione di ciò che la giunta attuale aveva tolto ai lavoratori, a dimostrazione che l’opposizione alle coop non era strumentale, ma meritava riflessione, attenzione e rispetto.  Purtroppo le coop non sono in grado di dare seguito alla sentenza sobbarcandosi delle centinaia di migliaia di euro; però sarebbero disposte a discutere con l’ente per una soluzione condivisa.
Il Sindaco non ha deluso le aspettative. Non ha tentato di affermare genericamente che si impegna per una possibile soluzione…. No. Al contrario si è caricato tutte le responsabilità e della bontà delle scelte effettuate dall’ente incurante di tutto ciò che è successo, non riuscendo, e non volendo, nascondere quello strisciante senso di “condanna” per chi non si allineò alle disastrose scelte amministrative in quell’aprile 2013, anzi puntando il dito ancora una volta su quel qualcuno che convinse a non passare alle coop, nella possibilità di una nuova società finalizzata all’internalizzazione di tutti gli addetti.
 I soldi non ci sono. Allo stato attuale non ci sono altri servizi da assegnare e con la diminuzione drastica delle ore lavorative dei contratti in essere si potrebbe configurare solo una ipotetica sostituzione del personale in servizio con quello escluso a suo tempo ( detto con sarcasmo) e ciò non è possibile. E in ogni caso non è un problema dell’ente…  La società pubblica non si poteva fare… La Corte dei conti impedì tali scelte… Insomma la solita solfa condita da discrepanze cronologiche, dimenticanze, sovrapposizione di fatti successi in fasi diverse, interpretazioni libere di documenti di altri enti: la Società non si configurava come società in house, ma società commerciale come successivamente verrà classificata  nella sentenza fallimentare!!!  [Peccato che questo è accaduto due anni dopo]. La costituzione di una nuova società non avrebbe favorito i lavoratori poiché il fallimento della Multiservizi rendeva illegale il trasferimento del personale. [Peccato che fosse già in essere la nuova società Servizi Strumentali]
 Non si poteva in definitiva aspettarsi altro, commentano i lavoratori. L’attività amministrativa svolta dalla attuale giunta ha sempre giocato su un confine di legittimità degli atti fin dalla famosa delibera 96/13. E poi il gioco è continuato imperterrito nell’applicare “liberamente” le norme del codice degli appalti; nell’affidamento dei servizi a coop sociali di tipo B quando alcuno dei lavoratori era svantaggiato; dalla spartizione di quei posti già dei lavoratori Multiservizi esclusi; dalle continue, inesauribili, proroghe; dagli affidamenti diretti anche per un anno; dal dimenticare il Regolarmente Anticorruzione e quello sulla trasparenza; di non rispettare le indicazioni del Regolamento per l’acquisizione in economia di beni e servizi e lavori; dall’aver coinvolto coop impigliate nelle maglie di indagine della magistrature e via discorrendo.  
 Le responsabilità dell’amministrazione, dunque, va oltre il senso di giustizia sulle questioni riguardanti il lavoro…. A Frosinone si è fatto ben altro e ci vuole ben altro per dirimerle, sembra dirci il nostro Sindaco.
Rimane per tutti i lavoratori un senso di rincuorante fiducia, avvalorato proprio dalla iniziativa di un coraggioso tentativo di conciliazione tra parti, che stride con una inesistente sensibilità da chi invece dovrebbe occupare le istituzioni per cercare il bene dei cittadini.
 La battaglia non termina. La tenda rimane.




mercoledì 15 giugno 2016

Conferenza stampa lavoratori ex Multiservizi, su anticorruzione e traspaernza

Comitato di Lotta per il lavoro


Giovedi 16 giugno h.15 presso la tenda conferenza stampa su cosa significa anticorruzione e trasparenza nella specifica vicenda degli appalti dati alle coop. sociali di tipo B, per un totale, in tre anni di 7 milioni di euro!
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 Proprio un anno fa i lavoratori ex Multiservizi in presidio in tenda dinanzi al Comune di Frosinone segnalarono all'autorità anticorruzione locale ancora una volta i reiterati affidamenti diretti di appalti di servizi a cooperative sociali di tipo B , alla luce del Regolamento Comunale Anticorruzione ne quale si leggeva che le reiterate proroghe di affidamento diretto possano essere indice “di un malfunzionamento dell’Amministrazione, nel senso di una devianza dai canoni della legalità, del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa” e ancora si considerava altissimo il “livello di rischio” per l’utilizzo dell’affidamento diretto, anche in riferimento al valore economico e alla frazionabilità.
 Con quella nota si sottolineava inoltre la irrintracciabilità nell’Albo pretorio on line delle determine di proroga degli affidamenti in atto alle cooperative sociali di tipo B, oltre che per parte dell’anno 2014, anche per quei mesi dell'anno 2015.
 Oggi apprendiamo che il comune di Frosinone è tra i 20 municipi italiani ispezionati dal Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza. e che l'ANAC ha chiesto di verificare la corretta predisposizione e attuazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione, del Programma triennale sulla trasparenza ed integrità e del Codice di comportamento per i dipendenti pubblici. 

martedì 31 maggio 2016

Richiesta di convocazione della Commissione Consiliare vicenda ex Multiservizi

Al Prefetto
Ai Consiglieri Comunali Comune di Frosinone
P.c. Ai Parlamentari eletti nella provincia
P.c. Ai Consiglieri Regionali eletti nella provincia
P.c. Al Presidente Amministrazione Provinciale Antonio Pompeo
P.c. Al Sindaco Giuseppe Morini di Alatri
P.c. Alle forze sociali
P.c. Alla stampa

Oggetto: Richiesta di convocazione della Commissione Consiliare vicenda ex Multiservizi

Il Tribunale del lavoro di Frosinone, nell’esercizio del proprio dovere di conciliazione tre le parti, nella vicenda Multiservizi, ha convocato anche il Comune di Frosinone per l’udienza dell’8 giugno.
Tale convocazione nasce a fronte dell’impossibilità dichiarata dalla cooperativa Sol.Co. di far fronte alla sentenza emessa dallo stesso tribunale di Frosinone il 13 giugno 2015, sentenza n. 501/2015, con la quale il Giudice del Lavoro del Tribunale di Frosinone ha emesso, ex art. 2932 cod. civ., una sentenza costitutiva che realizza gli effetti del contratto di lavoro non concluso tra gli ex lavoratori Multiservizi e la Sol.Co. Società Cooperativa.
                La Giustizia ordinaria sta tentando di aprire una strada per la restituzione di ciò che la giunta attuale aveva tolto ai lavoratori.  A dimostrazione che  l’opposizione alle coop non era strumentale, ma meritava riflessione, attenzione e rispetto.  Purtroppo le coop non sono in grado di dare seguito alla sentenza sobbarcandosi delle centinaia di migliaia di euro; però sarebbero disposte a discutere con l’ente per una soluzione condivisa.
                A Frosinone alla coop Sol.Co. è appaltato i servizio del Museo e Biblioteca (per ca € 1 milione) e, tramite alcune consorziate, anche un altro servizio, supporto alla gestione funzionale degli impianti sportivi ed agli eventi culturali e di spettacolo (€ 515 mila), e due affidamenti, cimitero (per ca € 1 milione) e segnaletica (€ 381 mila), per un totale di ca € 2,9 milioni da aprile 2013.
                La coop Sol.Co.  è stata colpita a dicembre da una “informazione antimafia interdittiva” emessa dalla Prefettura di Roma per le note vicende di MafiaCapitale, “interdittiva” che viene emanata a seguito delleverifiche che appurano  l’esistenza di un probabile collegamento tra l’attività economica e le associazioni criminali. Il privato pur essendo titolare del diritto di eseguire l’appalto commissionato o incassare i benefit pubblici concessi, resta sempre esposto a misure interdittive che, una volta emanate, potrebbero condurre alla revoca del finanziamento o alla risoluzione del contratto 
                Considerato che anche negli altri affidamenti in essere si rilevano condizioni di difficoltà per un servizio decente, non ultimo per il reddito e per la continuità,  
·         Il servizio della segnaletica, a seguito di manifestazione d’interesse con det.746/2016, dovrebbe essere stato affidato fino a fine anno 2016, ma l’esito, non rintracciabile, ha già determinato una diminuzione di ore nel servizio.
·         Il servizio della sorveglianza dei parcheggi a pagamento e ascensore inclinato ha avuto deserta la gara di manifestazione d’interesse - bandita più volte! -  come da det. 1617/16. Il servizio in questione ha visto operare ad aprile tre diverse cooperative nel raggio di un mese, visto che due si sono ritirate.
·         Il servizio di verde pubblico è stato riaffidato alla coop. Nexus con la det. 509/2016 - per il terzo anno consecutivo! – per un ammontare di € 139 mila, 40% in meno del valore indicato nel 2013.
                Le scelte di bilancio della Amministrazione e le vicende giudiziarie rischiano quindi di trascinare seco i servizi e i lavoratori.
                Sarebbe necessario dare seguito all’accordo di programma con il Comune di Alatri e convocare rapidamente la Commissione Consiliare con il mandato di trattare con i lavoratori e le oo.ss. per trovare una via d’uscita che riequilibri ove possibile tutte le situazioni oggi pendenti.

Distinti saluti.

Frosinone 31 maggio ’16                                                                           
  I lavoratori sotto la tenda al 786° giorno di presidio



Multiservizi 1° giugno comizio ad Alatri

Comitato di lotta Frosinone

Multiservizi: noi non dimentichiamo. 

Domani sera, primo giugno, ad Alatri alle ore 18 i lavoratori della Multiservizi terranno un comizio sulle tematiche del lavoro, sottolineando le gravi responsabilità della politica che continua a chiedere consenso elettorale dimenticano le azioni disastrose contro il lavoro e i lavoratori in questi ultimi anni.
Alcuno dimentica la vicenda Multiservizi, società che aveva stabilizzato centinaia di precari, che ha occupato fino a 306 dipendenti, che aveva permesso agli enti risparmi per decine di milioni di euro. Proprio a seguito delle giunte di destra di Alatri, nel 2009, dopo tre anni di lavoro negli enti, quando la Regione smise di finanziare la Società e gli enti integrare i contratti di quel quinto mancante per parare i debiti che andavano crescendo, dopo che il Comune di Frosinone deliberò in tal senso e l’ Amministrazione Provinciale lo fece per il solo anno 2009, prima dell’arrivo di Iannarilli, il Comune di Alatri si allineò solo nel 2011, dopo la caduta del sindaco di centrodestra Magliocca.
Nell’ottobre 2009, dopo altri affidamenti da parte della Provincia di Frosinone che diedero la possibilità di stabilizzare altri 84 precari, per meri motivi di contrasto politico con Scalia, Iannarilli, avvicendatosi alla guida dell'Ente con una coalizione di centrodestra, ritirò i servizi dalla Frosinone Multiservizi con atto prima di giunta poi di Consiglio, seduta del 20 ottobre ’09 dare “corso alla procedura di annullamento, in autotutela, degli atti e provvedimenti risultati viziati per violazione dei principi generali”, ritirava gli atti amministrativi di affidamento dei servizi per la manutenzione ordinaria delle strade provinciali e supporto amministrativo settori vari. 
Dopo un lungo braccio di ferro il nuovo inquilino di piazza Gramsci deviò i servizi ad un costo tre volte superiore rispetto all’affidamento iniziale alla Frosinone Multiservizi a società esterne. Alla fine dei tre mesi tutti i lavoratori furono licenziati. 
La vicenda minò le basi aziendali. L’Amministrazione Iannarilli sospese nel 2012 anche gli appalti "storici" affidati alla Multiservizi licenziando altri 21 lavoratori, che avevano occupato quel posto per lunghi 16 anni.
Furono due atti che diedero il via alla chiusura della società e al declino economico e sociale di centinaia di famiglie in questi comuni.
I lavoratori Multiservizi, oggi in tenda a seguito di altre scellerate scelte del centrodestra frusinate, fanno appello alla popolazione e ai lavoratori multi servizi affinché non si facciano gli errori del passato, dare credito a forze politiche che poi impongono la fame ai lavoratori.

mercoledì 6 aprile 2016

Due anni di tenda,la resistenza dei lavoratori la vergogna del sindaco

Luciano Granieri


Il 7 aprile di due anni fa la nostra città  ha acquisito un simbolo, e una vergogna . Il simbolo della lotta per il  diritto al lavoro e alla legalità,  la vergogna  della cattiva coscienza. Ci riferiamo alla tenda che i lavoratori della Multiservizi, società in-house, partecipata dal  Comune di Frosinone,dal Comune di Alatri, dalla Provincia e dalla Regione Lazio,  hanno installato davanti al Municipio del Capoluogo, per protestare contro la decisione unilaterale del primo cittadino frusinate  di barattare il loro sacrosanto diritto all’occupazione con interessi di bottega elettorale. Interessi la cui legittimità è  stata  condannata dai pronunciamenti della magistratura. 

E’ un simbolo la tenda. Qui da due  anni stanno soggiornando gli ex lavoratori della Multiservizi. E’  il vessillo della determinazione di chi non riesce ad  accettare di essere  esautorato dai principi costituzionali. Quei principi  per cui l’Italia è una Repubblica democratica  fondata sul lavoro e la  stessa Repubblica  riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro ,   promuove le condizioni che  rendano effettivo questo diritto.  Ottaviani è il sindaco di una città, che fino a prova contraria,  fa parte della Repubblica fondata sul lavoro e ha giurato su quella  Costituzione che impone di promuovere le condizioni che lo  rendano effettivo .   

Proprio per questo quella tenda è  contemporaneamente  una vergogna per la città. E’ l’icona della cattiva coscienza di un’amministrazione che preferisce sacrificare la dignità dei cittadini a biechi giochi di cassetta elettorale.  Tale   dignità   è calpestata da questo sindaco,   non  solo per  la sottrazione di lavoro, ma anche per  l’attentato alla salute dei  propri  amministrati. La firma di  un atto aziendale della Asl, che assicura un numero di posti letto inferiore  a quanto stabilito dalla legge, l’autorizzazione  alla costruzione di un impianto a biomasse nella città più inquinata d’Italia,  sanciscono irrimediabilmente la vergogna di un sindaco  attento esclusivamente a salvaguardare i propri interessi di bottega. 

Per tornare alla tenda ci piace rimarcare come la sua ingombrante presenza, di fronte al Comune, sia un  forte esempio di lotta. Anzi dalla forza di quei lavoratori  sarebbe necessario prendere  esempio per condurre e rilanciare conflitti epocali per altri diritti che stanno venendo meno nella nostra Provincia: il diritto alla salute pubblica, messo a repentaglio da una sciagurata gestione della Asl locale, e il diritto  all’accesso a beni e servizi indispensabili  per la vita delle persone come l’acqua. Un elemento naturale che la sciagurate  gestione di Acea, tesa a realizzare il massimo del profitto sull’erogazione idrica, nonostante un  referendum abbia stabilito il contrario, ha reso quasi inaccessibile per i cittadini della Provincia. 

Dunque oggi  festeggeremo due anni di lotta esemplare per il diritto al lavoro, ma denunceremo al contempo  due anni di vergogna ed infamia con cui l’amministrazione Ottaviani ha gestito la città, ritenendo Frosinone non un ente da amministrare nell’interesse dei cittadini, ma un feudo di sua proprietà.

Ripercorriamo la storia della Multiservizi e lo stato comatoso della nostra provincia in due video tratti  da Cioce con le ali WEBTV, un nuovo canale sperimentale costruito in collaborazione con Oltre l'Occidente, Aut Frosinone ed altri compagni di viaggio.



sabato 23 gennaio 2016

Deleghe regionali per le province

Comitato di Lotta per il lavoro


Il Consiglio Regionale del Lazio ha licenziato il 31 dicembre scorso la L.R. n. 17 al cui punto 7 stabilisce le “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”
 Ai lavoratori ex Multiservizi ciò rappresenta un’altra tappa nell’inseguimento di quel lavoro perso nel 2013 e che viene alimentato dalle lotte dei lavoratori oramai accampati sotto il comune da quasi due anni e dai tavoli dove si riuniscono periodicamente i soggetti istituzionali.
 All’interno del deliberato dovrebbero essere precisate le condizioni entro le quali i servizi della viabilità provinciale e regionale, come quello di altri servizi, possano essere gestiti dalle province. Passaggio atteso dai lavoratori e dagli enti a fronte degli impegni presi dalla Regione Lazio in illo tempore per aiutare lo start up d’impresa.
 I lavoratori che mantengono una costante pressione sulle istituzioni hanno incontrato dapprima la segreteria di Zingaretti e Buschini della Regione Lazio e oggi la Provincia di Frosinone per chiarire gli intendimenti regionali alla luce del dettato legislativo.
 Pur ribadendo a chiare lettere la volontà di sistemazione dei lavoratori a cominciare dagli  ex Multiservizi sul servizio COSAP, Pompeo rimane non convinto dell’operato regionale che sembra ridurre sensibilmente l’operato delle province e che rimanda ancora una decisione sulla manutenzione delle strade regionali
“Fermo restando l’esercizio da parte della Città metropolitana di Roma Capitale e delle province delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di viabilità ai sensi dell’articolo 1, commi 44 e 85, lettera b), della l. 56/2014”, legge DelRIo di riordino delle province, la Regione esercita le funzioni e i compiti amministrativi concernenti la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria regionale. Non è specificato dunque chi effettua la manutenzione.
La Provincia esprime riserve su una formulazione così poco chiara, ma ammette che sono in essere incontri volti, “entro il termine tassativo di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”, all’adozione della “struttura regionale subentrante nell’esercizio delle funzioni e dei compiti amministrativi non fondamentali, le risorse umane, finanziarie, strumentali e patrimoniali connesse all’esercizio degli stessi[…]”.
Tutto rinviato? Non proprio. La segreteria di Buschini rappresentata da Lucio Migliorelli presente all’incontro insiste invece su due impegni immediati della Provincia: Un impegno politico nel mettere d’accordo gli enti ed uno tecnico nel proporre subito la costituzione della società pubblica nella quale mano mano poter aggiungere i servizi utili.
Si rimane in attesa di una convocazione da parte della Provincia di un nuovo tavolo tra enti entro i primi giorni di febbraio volta ad una definitiva posizione degli enti, a cominciare da quello di Frosinone che continua a prorogare mese dopo  
I lavoratori non demordono, la situazione nonostante il tempo trascorra, rimane aperta su tutti i fronti…     

lunedì 28 dicembre 2015

E la giustizia pur lentamente, pur riduttivamente, comincia a scalfire il muro dell’indifferenza

Comitato di Lotta per il lavoro

Dal 30 dicembre 5 lavoratori della ex Multiservizi che furono estromessi insieme ad altri 100 al passaggio delle cooperative nel 2013 tornano sul loro posto di lavoro agognato.
Si è reso necessario l’intervento della magistratura del lavoro per farsi riconoscere un diritto per il quale i lavoratori hanno lungamente protestato ma hanno anche ampiamente dimostrato dal punto di vista economico e sociale che la scelta allora effettuata dall’Ente sarebbe stata disastrosa.
Una giustizia lenta, ma puntigliosa, che ripercorrendo le tappe dei drammatici giorni di marzo e aprile 2013, è arrivata a riconoscere il diritto, quelle regole e procedure che l'Amministrazione aveva e ha “dimenticato”. Un torto, denunciato fin dall’inizio, sia dal punto di vista politico e sociale ma anche amministrativo e umano che non riusciva ad essere ascoltato, riconosciuto. La testardaggine di una azione sindacale, di una di lotta di piazza unita ad una giurisdizionale hanno reso possibile tale risultato. Questa è anche la vittoria di una Tenda che ha mantenuto alto il baluardo della dignità di centinaia di persone, del lavoro, del salario, dei servizi pubblici.
La sentenza del Tribunale del lavoro di Frosinone del 12 giugno, favorevole a 29 lavoratori esclusi, come si era già scritto, determina una nuova situazione nel quadro dei servizi previsti. Innanzitutto la “nuova” società che gestisce l’appalto si dimostra più cauta della Solco che da mesi non rispetta il dispositivo della magistratura e che non riesce a dar seguito agli accordi proposti…
Non finisce qui la storia… anzi è solo l’inizio. La Coop perdente deve coprire le spese dal 2013 al 2015 per una cifra che potrebbe avvicinarsi ai €.900.000,00. In questa direzione sono stati avviati i decreti ingiuntivi. Inoltre qualunque società si dovesse aggiudicare le manifestazioni di interesse annunciate dovrà tener presente le cause giurisdizionali già sentenziate e di quelle a venire che andranno a giudizio per un totale di 90 lavoratori, con conseguenze di milioni di euro. Per una di queste cause il Comune di Frosinone e qualcuno dei dirigenti potrebbe rispondere direttamente per circa 500 mila euro per non aver rispettato nemmeno il bando da loro redatto. In ogni caso l'Ente rappresenta il soggetto al quale i lavoratori chiederanno comunque soddisfazione se le coop dovessero… volatilizzarsi.
Una situazione pesante che il Comune aveva pensato bene di addossare completamente ai lavoratori, disintegrandone il posto di lavoro e spacchettando i servizi affidandoli incomprensibilmente a coop sociali che sono ancora in auge, alla faccia dell'anticorruzione, dopo oltre settanta proroghe in tre anni! Oggi però il vento comincia a soffiare in direzione diversa… Purtroppo la Giunta non ha alcuna volontà di ricondurre tutto ad una trattativa con la newco sul tavolo. Preferisce radicalizzare la contrapposizione rischiando sconfitte pesanti sul piano giuslavoristico piuttosto che ritornare a parlare di politica di gestione dei servizi pubblici.


Video di Luciano Granieri

sabato 31 ottobre 2015

Frosinone. In arrivo nuovi affidamenti alle coop

Comitato di Lotta per il lavoro

Anche a Frosinone il batterio è più forte di tutto il sistema immunitario
Non basta l’anticorpo del presidio lungo 572 giorni sotto la tenda in piazza VI dicembre in attesa che si raggiunga l’agognata costituzione di una società pubblica che ricomprenda i servizi e soprattutto i lavoratori già della Frosinone Multiservizi.
Non basta l’anticorpo degli impegni assunti anche negli ultimi giorni dai consiglieri comunali del capoluogo e dal Presidente della Provincia e della Regione sulla disponibilità nella costituzione di un nuovo soggetto pubblico.
Non basta l’anticorpo delle inchieste di mafia-capitale che segnalano e individuano i pericoli di corruzione stante le azioni e gli interventi non svolti con la dovuta profondità atti a prevenire rischi della corruzione come previsto dal Regolamento Anticorruzione 2015/2017, adottato con DGC 29/2015 dal comune di Frosinone.
 Non basta l’anticorpo della sentenza del tribunale di Frosinone che ha accolto, con il dispositivo di sentenza n. 501/2015, quanto i lavoratori avevano sempre sostenuto, realizzando gli effetti del contratto di lavoro non concluso tra gli ex lavoratori Multiservizi e la Sol.Co Società Cooperativa, facendo ritornare gli orologi indietro di due anni.
Non basta l’anticorpo del rischio che nel caso in cui le coop non ottemperino al risarcimento dei danni, i lavoratori potranno agire nei confronti del Comune di Frosinone per il recupero di quanto dovuto in forza del provvedimento giudiziale, ritenendo i lavoratori come addetti agli appalti che nel corso del tempo hanno interessato le coop.
Non basta l’anticorpo delle norme che vietano lo spacchettamento dei servizi; gli appalti prorogati senza soluzione di continuità; il superamento della soglia economica prevista per un affidamento annuale; il mutamento di contraente con altro affidamento diretto, senza che tuttavia mutassero i referenti; le incessanti proroghe di affidamento alle cooperative sociali di tipo B che durano da due anni e mezzo e sono ancora in corso; le mancate procedure di passaggio dei lavoratori che pure su questo hanno vinto una pesantissima causa giuslavoristica.
Non basta l’anticorpo dell’evidente strumentalità dell’uso delle coop sociali senza che vi fosse il requisito di lavoratori svantaggiati perl’affidamento degli appalti spacchettati ai sensi della legge 381/91.
Tutti questi anticorpi non bastano. Il virus della esternalizzazione, ancora in affidamento al “batterio” cooperative sociali di tipo B, è troppo forte rispetto al sistema immunitario nella gestione dei servizi pubblici. Il virus lo conosciamo, è tutto ideologico, ma come fa ad essere così forte anche il batterio che supera tutte le risposte immunitarie (???) elencate, continuando a gestire allegramente quasi sei milioni di euro in due anni e mezzo?
Dopo una estate all’insegna delle continue, mensili, proroghe (siamo sopra le 85 per 10 servizi in 30 mesi!),  annunciando di seguire la rimodulata legge 381 per affidare i servizi con maggior trasparenza, senza però mai praticarla, continuando invece a prorogarli direttamente sempre agli stessi soggetti, ecco che improvvisamente compare sul sito, il 28 ottobre, la determina 2962 “Affidamento esterno alle Cooperative Sociali di tipo “B” - Servizio manutenzione ordinaria immobili ed attività di supporto alle manifestazioni - Servizio di manutenzione ordinaria della viabilità e dell’arredo urbano - Servizio Assistenza Scuolabus” che approva un allegato (ovviamente non presente sull’albo) per la manifestazione di interesse per anni 1 per la somma di €.535.809,96 da parte delle cooperative sociali di tipo “B” a partecipare alla gara di appalto, richiamando la delibera 2653 (anch’essa non reperibile sull’albo pretorio). Scompare anche, contestualmente, l’accenno alla costituzione della newco, formula usata per giustificare tutte le proroghe del 2015 dopo la denuncia dei lavoratori alla “vigile” Autorità Anticorruzione locale della evidente dimenticanza di prassi amministrative previste per legge.
I lavoratori a cui ufficialmente si risponde che si è in attesa delle deleghe regionali per i servizi della Provincia, chiedono il ritiro di tale delibera e il conseguente avvio della costituzione della newco, unica soluzione alla gestione approssimativa, precaria e insufficiente delle cooperative. Si riuniranno lunedì 2 novembre alle ore 15.30 presso la tenda.
Convocano per mercoledì 4 novembre alle ore 19 i consiglieri comunali per esporre la loro posizione e per sollecitare la il percorso stabilito anche formalmente dagli atti adottati in Consiglio che porti definitivamente alla costituzione della nuova società.
 La Determina de Comune