Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

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mercoledì 17 marzo 2021

COMUNICATO STAMPA RETE TRISULTI BENE COMUNE 17/03/2021


 

Non possiamo che essere soddisfatti, enormemente soddisfatti per l’esito della sentenza con cui il Consiglio di Stato, in ben 39 pagine, ha confermato la revoca della concessione della Certosa di Trisulti (situata nel Comune di Collepardo inn provincia di Frosinone) alla DHI, associazione di stampo sovranista vicina a Steve Bannon.


Ma ancor di più per un passaggio fondamentale, che farà storia per il ruolo che le Associazioni potranno avere in tema di beni culturali e beni comuni. Infatti, laddove il TAR aveva escluso le 12 associazioni che hanno affiancato il MIBACT nel ricorso, poiché non potevano essere riconosciute come portatori di interesse legittimo, il Consiglio di Stato con forza sancisce la loro legittimità a ricorrere sulla forza del principio dell’interesse di fatto.

Ed è proprio in virtù di questa legittimazione che oggi le 12 Associazioni consolidano formalmente la loro costituzione in RETE per accompagnare questa fase delicata al fianco del Ministero e della Regione, insieme a tutti gli attori che in questo periodo hanno manifestato il loro interesse e il loro supporto, tra questi anche quello espresso da S.E. Mons. Loppa Vescovo nelle sue ultime dichiarazioni.

Vogliamo costruire un *Patto Territoriale di Responsabilità Sociale *e ci candidiamo a presidiarne il corso. Non possiamo non tenere conto della fase che il nostro Paese sta vivendo e del quadro Europeo che richiama a due principi cardine per le comunità territoriali: l’inclusione e la coesione sociale.

Costruire questo Patto significa mettere in campo una programmazione concertata e partecipata che va oltre il far uscire un progetto da un cassetto, ma significa per le Comunità creare consapevolezza e avere un protagonismo programmatico.

Senza questa consapevolezza ci sarà sempre un Bannon in agguato.

Scegliere questa modalità di approccio per la creazione di un Modello Trisulti, non significa aspettare tempi biblici, significa imparare a tenere insieme tutti i pezzi per creare coesione appunto. Come peraltro già fanno, ed egregiamente, altri territori che si trovano a vivere esperienze simili.

Significa avere subito chiaro una modalità di procedere, che parte necessariamente dalla messa in sicurezza del bene, che nell’attesa degli "americani" da tre anni perde pezzi, con intervento prioritario del Ministero, ma in cui debbono inserirsi i tanti pezzetti di generazione “culturale” e di “sapere” che animano già le nostre comunità, con un ricorso consapevole e coerente alle risorse finanziarie della programmazione europea. 

La Certosa di Trisulti, senza dimenticare la propria dimensione spirituale, sostenibile ed ambientale, deve diventare questo: la culla di un nuovo Umanesimo che questi tempi bui a gran voce stanno reclamando!

Rete delle Comunità Solidali

martedì 16 luglio 2019

Passare il guado

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato Provinciale di Frosinone



Abbiamo ormai appreso e consolidato il giudizio sul governo e sui suoi protagonisti danno i compagni e i democratici variamente collocati. Un giudizio di estrema preoccupazione, di condanna e di scherno insistentemente ribattuto sui moderni canali di sfogo (più che di comunicazione, almeno per l'uso diffuso che vediamo farne).
Appurato quindi che il governo attenta alle libertà costituzionali ed alle condizioni materiali di vita dei cittadini e non (che poi è più o meno la stessa cosa, sfumature a parte), che chi siede oggi sugli scranni delle massime Istituzioni, dal Parlamento al Governo, dagli Enti locali alle Regioni sia in genere indegno o/e inabile ad occuparli, che gli elettori sono disorientati e che mancano riferimenti (leggi: leaders) sicuri per l'alternativa, rimane intatto il problema: il governo resta al suo posto, il suo consenso aumenta, le conquiste democratiche vanno a farsi friggere ogni giorno che passa più in basso. Per chiarire, intendiamo conquiste democratiche non tanto il voto, quanto la scuola, il welfare, il valore del lavoro, la giustizia, la tripartizione dei poteri, ecc. ecc. (non possiamo elencare tutto, l'Italia ha costruito moltissimo).
Questo nonostante il lavoro faticoso e improbo di migliaia di cittadini responsabili, che dedicano buona parte della loro vita a coltivare e custodire il progetto di società disegnato dai Costituenti qualche tempo fa; non molto tempo fa, anche se a noi di memoria corta sembra preistoria.
Ci siamo quindi convinti di una ovvietà, che però tarda a farsi coscienza: la volontà non basta, la partecipazione in ordine sparso non si adatta alla guerra, nemmeno in tempo di pace; qualcuno direbbe anche oggi che lo spontaneismo non  è rivoluzionario, al massimo ribelle.
Vogliamo dire che dovremmo prendere atto non tanto della sconfitta, che c'è stata e non è elettorale ma politica, ossia di programma e di valori che lo fondino, quanto delle forze disperse che oggi o si ingegnano a darsi una dimensione sociale lottando come e dove possono e trasferendo il loro impegno solidale dalla questione del potere alla pratica dell'umanità (che non guasta ma non cambia le cose) o rinunciano in attesa di tempi più favorevoli (che non si producono da soli) o addirittura cedendo allo sconforto.
Nel primo caso si finisce per confondere la solidarietà, dove ci si mette assieme per affrontare problemi anche diversi ma mutualmente moltiplicando le forze, con la carità - nobile e spesso necessaria - che non rimuove le cause e non incide quindi sulla costruzione dell'alternativa (sociale, non meramente elettorale). 
Nel secondo si sprecano le forze e si accetta il sistema egemone come ineluttabile, non si prova neppure più a scavarne le cause e le eventuali ragioni per studiare come superarlo in positivo. 
Noi, forti dell'esperienza trasmessaci dalla Lotta di Liberazione, siamo invece certi che, poiché nessun sistema sociale è dato dalle leggi di natura, l'alternativa è sempre possibile. Si tratta però, e non è compito facile da assolvere per cui non basta chiunque di buona volontà o un leader che piaccia in televisione, di fondarla su questioni reali, su esigenze storiche e non su alchimie politiciste o su calcoli aritmetici applicati al consumismo. 
Un esempio: Greta Tunberg è stata descritta come una nuova meraviglia della politica, così come era stato per vari e meritori personaggi in giro per il mondo, da Iglesias ad Alexandria Ocasio-Cortez passando per altri importanti soggetti. In realtà, tutti costoro hanno posto a tema questioni già presenti in forma più o meno latente nella sensibilità civile dei rispettivi Paesi o del mondo intero; ma si trattava di questioni reali, percepite come critiche sebbene non trovassero posto nei programmi e nelle dichiarazioni dei vari organismi che si candidano alla direzione politica ai rispettivi livelli ed ambiti. Salvo qualche generica invocazione, qualche dichiarazione di principio più o meno spenta, quei temi venivano e vengono ancora messi ai margini perché le forze tradizionali non sono attrezzate ad affrontarli. 
Il problema vero, però, è che quelle forze non fanno sforzi adeguati per dotarsi di strumenti di conoscenza (dati, analisi, diagnosi) che consentano di elaborare proposte serie, ossia fondate e credibili.
Ora, tutto questo dove ci porta? Secondo noi al problema dei problemi: continuare a ficcarsi nella trappola a rete sapientemente costruita per neutralizzare le forze di cambiamento (quelle vere che si dotano di coscienza sociale, non quelle a servizio dedite all'ammuina) impedisce efficacemente qualsiasi tentativo di alternativa, occupando tutti ad una sterile gara a chi ha meno torto in una infinita lotta intestina senza alcuno sbocco concreto. Allora sarebbe ora che si mettesse un po' di testa nelle cose, dismettendo i vessilli da Curva Sud e iniziando a ragionare su quali siano i problemi del rinnovamento sociale e quali le strategie per risolverli. Molto è già stato fatto, ma in forma dispersa, pulviscolare, e quindi ininfluente, incapace a diventare egemone per dimensione.
Tutt'altro che buonista, è un metodo impervio, faticoso e non scontato nei risultati. Ma se si vuole parlare di politica e non di mestierame è uno dei pochissimi modi per farlo. 
Non nutriamo grosse speranze che i militanti ed i simpatizzanti delle varie sigle della democrazia della diaspora (tutte nobili e con fondi di verità, certamente) siano in grado di imporre nulla ai loro gruppi dirigenti, viste anche le modalità per lo più plebiscitarie che hanno sostituito (non sempre, per fortuna) la discussione. Tuttavia, l'auspicio è che all'interno di ciò che rimane della politica democratica organizzata si lavori per l'unità, che è concetto assai distante dall'unanimismo e dal cartello elettorale. 
C'è ancora, perché sta nelle esigenze sociali, la possibilità di ricostruire forze in grado di porre nuovamente il tema dell'egemonia nei rapporti all'interno della Costituzione. Non siamo sicuri che questo sia l'obiettivo dei gruppi dirigenti, spesso troppo autoreferenziali per intendere la rappresentanza come carico dei bisogni maturi che la società produce e non come delega per amministrare lo stato di fatto e la spesa corrente. Tocca quindi alla base, se ne è capace, organizzarsi in forme unitarie sui temi e porre le questioni al di sopra delle rispettive e legittime forme organizzative. 
Del resto, non sarebbe cosa così inedita, visto che sui temi reali ci si ritrova sempre nella stessa marcia. Anche nella nostra provincia, che si tratti di Trisulti o del Pride, dell'acqua o dell'inquinamento, della scuola o dei migranti, del lavoro o dei servizi, le facce si mescolano, le culture si rispettano, le forze si fondono, salvo poi tornare a battibeccare il giorno dopo sulla stampa. 
Così non va. Serve politica, serve partecipazione, che presuppongono differenze in grado di unirsi per obiettivi alti e comuni. Non è un obiettivo troppo alto: è la condizione per essere utili, incisivi, egemoni.

Fraterni saluti.

venerdì 12 aprile 2019

Quando il popolo non c'è il sindaco di Frosinone Ottaviani fa festa

Luciano Granieri Poter al Popolo Frosinone





Come era ampiamente previsto  il bilancio previsionale per il 2019 del Comune di Frosinone è stato approvato con il suo portato di macelleria sociale. 

Il tentativo che Potere al Popolo, insieme a Possibile, Rifondazione, Rete degli Studenti medi sollecitati da Usb,  movimento Oltre l’Occidente, di sensibilizzare i cittadini sul fatto che li stanno espropriando di beni e servizi necessari alla propria sopravvivenza, è fallito. 

In effetti, prima di entrare nel misero merito di quanto approvato dal consiglio, dobbiamo  mestamente constatare  che se il  nostro obiettivo è ridare Potere al Popolo, il Popolo qui a Frosinone non esiste. Quindi primario e difficile compito della nostra  assemblea territoriale è quello  di provare a ricostruire una coscienza popolare collettiva .  Rendere consapevoli tutti i cittadini che il guaio non è la possibile retrocessione del Frosinone in B ma ,ad esempio, il fatto che sia  rimasto solo un asilo pubblico nella città o che Frosinone sia diventata un Capoluogo a servizi sociali zero . 

E’un percorso lungo, accidentato,  e forse avrebbe bisogno della collaborazione di  altri soggetti politici, sindacali,   attori dei  movimenti  sociali    per poter alimentare una minima  speranza in un  risultato apprezzabile . In realtà dopo sette anni di totale afonia conflittuale il tentativo messo in atto da Usb, con il concorso di Pap, Possibile, Rifondazione, Oltre l’Occidente,  Rete degli Studenti medi è stato   apprezzabile, ma la defezione  di alcuni soggetti   durante il consiglio comunale  ha ridotto ulteriormente una forza già ampiamente insufficiente   per incidere e dare supporto a quei due o tre consiglieri d’opposizione che  hanno provato a scalfire la granitica macchina di potere costruita dal sindaco Ottaviani. Non c’era nessuno di Rifondazione né dell’Usb, eppure l’imminente  licenziamento degli addetti dell’asilo Pollicino di prossima chiusura, avrebbe dovuto  sollecitare la presenza del sindacato di base  e di altre forze sindacali. 

La realtà che scaturisce dal consiglio comunale è che la giunta Ottaviani è libera di operare come crede. Si  può permettere di presentare un documento  unico di programmazione triennale  e un piano esecutivo di gestione con voci ed indirizzi  appena accennati. Un documento  del tutto generico tanto   da non consentire all’opposizione di conoscere nel dettaglio le voci di spesa  e di conseguenza non poter predisporre emendamenti mirati. Sul Peg ne sono stati presentati dieci, uno non recepito per inammissibilità tecnica, gli altri nove bocciati. 

Fra sparizione della polizia municipale, verrà affidato il servizio a dei contractor privati?, Riqualificazione degli immobili comunali (leggi vendita al miglior offerente) diminuzione della tariffe sulla TARI (15% per le abitazioni civili 10% per le attività commerciali), a fronte di un sensibile peggioramento del servizio, l’unica voce vera d’introito e quella relativa alle multe.  Importo previsto un: un milione e duecento mila euro in tre anni  con la speranza che gli automobilisti siano il più indisciplinati possibile in modo da  consentire il rastrellamento di  qualche altro obolo.

Per il resto si aspetta ancora il conto degli oneri di urbanizzazione che, a fronte di un’ulteriore cementificazione della città, dovrebbero fruttare la miseria di quaranta mila euro. Un tesoro “inestimabile” ,secondo la giunta, sufficiente a  risistemare tutta la città. 

Quarantamila euro sono tanti a livello urbanistico, mentre diecimila euro per la rievocazione della Passione di  Cristo sono un importo irrisorio?  Una strana concezione del valore del denaro quella del sindaco. Resta il fatto che una Passio Christi in meno avrebbe potuto liberare un po’ di soldi in più  per interventi importanti ed indispensabili.  E’ singolare come nel documento unico di programmazione triennale le spese discrezionali  abbiano priorità rispetto alle spese necessarie. Del resto nel bocciare gli emendamenti presentati dall’opposizione, indirizzati a  limitare  proprio le spese di ordine discrezionale, Ottaviani abbia  sostenuto che la Passio Christi, e tutte le altre esose iniziative di propaganda, (compresa la campagna “Solidiamo” che raccoglie i gettoni di presenza dei consiglieri, anche quelli d’opposizione,  per destinarli ad un uso sociale ad esclusiva discrezione del sindaco!!!) sono parte fondante del programma con cui ha ricevuto  il consenso dagli elettori, e come tale sono  da rispettare rigorosamente. 

Fra un voto favorevole a   prescindere, espresso   da un consigliere di maggioranza mentre rientrava in aula senza aver ascoltato il merito della proposta, e l’inglorioso abbandono di sette consiglieri d’opposizione su dieci al momento del voto finale si è concluso mestamente un consiglio comunale che  andrà ad incidere sulla carne viva  dei cittadini. 

Abbiamo assistito di fatto alla sconcertante  impotenza ed irrilevanza sia dell’opposizione sociale - pochi rappresentati dei movimenti in consiglio, nessuno in piazza -sia dell’opposizione consiliare. Perché abbandonare l’aula al momento del voto finale concedendo al sindaco la possibilità di sfoggiare un eclatante risultato (20 a 3 anziché 20 a 10)? Perché un tale clamoroso autogol mediatico?  

Un quadro desolante? Certamente, ma Potere al Popolo non si abbatte. Anzi.   La forza di Davide contro Golia   ci deve guidare per sovvertire ed invertire l’indirizzo di una politica cittadina determinata dalla "voce del padrone". Da soli è più difficile. Per  questo invitiamo, tutti i movimenti (sociali politici  sindacali) o almeno quelle forze che meritoriamente avevano chiamato i cittadini frusinati a protestare,  ma che in parte non si sono presentate, a rinnovare l’impegno comune affinchè Frosinone diventi una città a misura di cittadino e dei suoi bisogni.  

sabato 23 marzo 2019

Connettere le lotte per l'acqua pubblica con un contrasto forte al capitalismo

Luciano Granieri





Oggi è stato un sabato di   piazza, come spesso accade da quando si è insediato il governo giallo-verde, ma come accadeva  anche prima. A Roma il Forum Italiano dei movimenti dell’acqua ha partecipato alla marcia per il clima e contro le grandi opere per ricordare che l’unica  grande opera necessaria  sarebbe quella di restituire l’acqua al popolo, così come sancito dal referendum del 2011. 

Anche  a Ceccano sono scesi in piazza cittadini, movimenti, associazioni  e partiti (Potere al Popolo, Rifondazione e il sindacato USB) per sancire che la popolazione della Provincia di Frosinone è stanca delle angherie di Acea. La manifestazione, indetta dal comitato “No Acea Ceccano  Acqua Pubblica”, ha reso esplicito ed evidente che la gente non ne può più di pagare bollette idriche spropositate e di difendere i propri contatori dall’assalto  dagli addetti della multiutilty romana  pronti a bloccare il flusso idrico a chi non può, o non vuole,  pagare le bollette spesso redatte in modo approssimativo, ma sempre ai danni degli utenti. 

La rivendicazione  forte e chiara è stata la  risoluzione del contratto con Acea per inadempienza,  senza se e senza ma. Non è infatti possibile che,  a fronte di dividendi milionari per  gli azionisti, la rete di distribuzione rimanga  obsoleta e piena di buchi, tanto che la maggior parte dell’acqua, anziché finire nelle case, si disperde per strada senza che dalle tasche degli azionisti esca nemmeno mezzo euro per la manutenzione della rete. 

Ed è proprio questo ciò che caratterizza la gestione privata di un bene utile per la vita: la supremazia dei profitti sull’erogazione del servizio. Di conseguenza alla  richiesta della risoluzione del contratto di concessione  si è affiancata la pretesa costituzionalmente riconosciuta  di ripubblicizzazione della risorsa idrica. Una manifestazione partecipata che però non può non tenere conto  del contesto che rispetto a 10 anni fa è notevolmente cambiato. 

Allora si tentava di dimostrare che la gestione privata era migliore  rispetto a quella pubblica, dopo il fallimento totale di questa suggestione, diventata insostenibile, la narrazione è cambiata. Oggi la gestione privata è imposta, è ineludibile,   insindacabile  e,  grazie alla colonizzazione dal parte dei player  privati di  consorterie partitiche , i cittadini devono rassegnarsi a subirla.

 Noi e il popolo che è sceso in piazza a Ceccano e  a Roma non vogliamo  rassegnarci. Ecco perché, congiuntamente alle manifestazioni  di piazza, bisogna vigilare sui tempi e  sull’esito che avrà la discussione parlamentare sulla proposta di legge  relativa alla ripubblicizzazione dell’acqua presentata un anno fa alla Camera,  a seguito della raccolta di firme organizzata dal Forum dei movimenti dell’acqua. Sarebbe dovuta arrivare a Montecitorio  la settimana prossima, ma quasi sicuramente i tempi si allungheranno ancora. 


Le attività preparatorie per mandare il testo in aula sono assolutamente negative.  Le audizioni in commissione ambiente hanno visto la partecipazione quasi esclusiva  delle  multinazionali interessate al mantenere l’erogazione idrica sotto il proprio  controllo, cioè Acea, Hera e A2A. Sono previsti  230 emendamenti avversi , per lo più presentati dai leghisti contrari all’acqua pubblica, ricordiamo che lo stesso Salvini possiede azioni di A2A. Inoltre diversi deputati del M5S    presenteranno altri emendamenti indirizzati a stravolgere i principi della legge. Ma l’acqua pubblica non era la prima delle  5 stelle grilline? 

Ciò che desta maggiori preoccupazioni è la mancata presentazione della relazione tecnica dove sono indicati i costi necessari per riportare l’acqua sotto il controllo pubblico. In mancanza di questo documento  l’iter è di fatto bloccato. La stampa asservita è prodiga nel diffondere preoccupazione fra i cittadini. Si parla di indennizzi faraonici, rimborsi di debiti finanziari per mancati introiti a favore   delle  società private , il tutto per una somma che, se va bene, è quantificata in 15 miliardi. E ancora si prevede la lievitazione delle tariffe  di almeno il 15% per finire con un più che probabile  aumento di un punto del Pil. Agli esperti del Forum Italiano per i movimenti dell’acqua risulta tutt’altro. I costi non supereranno i 2 miliardi e le bollette potranno calare intorno fino al 25%.

 I  presupposti di fatto condannano la legge ancora prima che questa giunga in aula. E anche gli schieramenti alla Camera, con Lega, tutto il centrodestra, il Pd, e qualche deputato 5S contrari,  ne prefigurano la bocciatura. Allora bisognerebbe organizzare un sit-in davanti a Montecitorio quando, finalmente, l’aula   potrà discutere la proposta . Non solo, sarà indispensabile inchiodare le forze politiche alle loro responsabilità, in particolare il M5S che sulla ripubblicizzazione dell’acqua ci ha lucrato incassando   dividendi elettorali  vincenti. 

In realtà il  governo del cambiamento è uguale a tutti gli altri quando si tratta di favorire il profitto privato .  Allora è necessario che  tutte le manifestazioni di piazza, anche quelle sull’acqua pubblica, compiano   un decisivo  passo in avanti. Legare le lotte per la ripublicizzazione dei servizi fondamentali, al forte contrasto contro la tirannia liberista l’accumulazione capitalistica. Se non si mette finalmente in discussione il sistema del libero mercato, ogni rivendicazione per la riappropriazione pubblica dei servizi fondamentali avrà un orizzonte limitato e probabilmente destinato a soccombere.



sabato 16 marzo 2019

Controcronaca della seconda marcia per liberare la Certosa di Trisulti

Assemblea territoriale di Potere al Popolo Frosinone 





Quanto di seguito riportato è una cronaca un po’ diversa da quello che si  apprende dai media sulla  marcia di ieri in difesa della Certosa di Trisulti.  L’evento, numericamente, non ha avuto lo stesso risultato di partecipazione della  prima marcia del 29 dicembre scorso.  Ciò che è accaduto in merito  alla   Certosa di  Trisulti è un vero e proprio esproprio di un bene demaniale da parte dell’autorità ecclesiastica con la complicità dello Stato nella persona dell’allora ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Un atto di intollerabile elusione del dettato costituzionale sulla fruizione libera  e aperta a tutta la collettività dei beni dello Stato. 

La prima marcia del 29 dicembre, organizzata quasi in modo estemporaneo,  promossa dalle Comunità Solidali, una movimento nato spontaneamente la scorsa estate per arginare la deriva razzista e fascista che il governo giallo-nero-verde sta diffondendo a piene mani, vide la partecipazione di partiti,  movimenti, associazioni e liberi cittadini. 

Fra la prima e la seconda marcia, quella di ieri, si sono svolte le primarie del Pd  che hanno incoronato segretario il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Aggiungiamo che   ci si sta avvicinando a grandi passe alle elezioni europee. Ciò ha fatto insorgere il sospetto che per gli esponenti più in vista delle Comunità Solidali ,  entusiasti   per l’elezione di Zingaretti ,  e partiti che, vogliamo azzardare,  saliranno presumibilmente  sul carro di un’alleanza con questo “nuovo Pd,   la marcia si sia stata una vetrina con smaccate velleità elettoralistiche, anziché  strumento per portare avanti una sacrosanta lotta contro l’occupazione della Certosa. 

Anche se, come nella prima manifestazione,  erano bandite le bandiere di partito,  i soggetti  più impegnati nella ricerca di una ipotizzabile candidatura europea la cui appartenenza,   era facilmente riconoscibile,   erano  sempre pronti a mettersi in posa per essere immortalati dagli scatti dei fotografi, e  si sono lasciati andare ad un rapporto compulsivo con la stampa  giunta ,questa si, in  forze quasi più numerosa dei manifestanti  stessi . Evidentemente la caratterizzazione partitica di questa seconda tappa non è sfuggita ai cittadini comuni  i quali,  delusi dal decadimento di una sacrosanta lotta in difesa dei beni pubblici in promozione elettoralistica , hanno disertato l’appuntamento.  

Per quanto si debba dare atto al segretario nazionale di Sinistra Italiana e parlamentare Nicola Fratoianni di aver fatto emergere,  attraverso un’interrogazione parlamentare, la non congruità fra alcune parti del bando di affidamento  emanato dal ministero e i requisiti  della DHI che lo ha vinto,  non possiamo non  rilevare come il ricorso al TAR che verrà presentato a seguito di questa evidenza abbia poche possibilità di venire accettato.   Infatti, pur in presenza di una concessione lacunosa  da parte del ministro Franceschini,  il ricorso sarebbe tardivo perché ormai la DHI è dentro la Certosa attraverso il suo esponente Benjamin Harnwell. Tra l’altro il sindaco di Collepardo (del  cui territorio fa parte  la Certosa  di Trisulti)  Bussiglieri, di area Pd, soggetto preposto a firmare tale ricorso non era presente.  

Potrebbe invece essere più efficace interessare la  Corte dei Conti ipotizzando un danno erariale per l’esiguità del canone di affitto di 100mila euro l’anno, di fatto  non ancora versato per questo primo anno, come riferito in una intervista dallo stesso Harnwell. Inoltre abbiamo potuto rilevare, anche dall’esterno,  lo stato di degrado in cui versano alcune parti della Certosa.  

 Per tornare a certe aderenze partitiche qualcuno ha messo in relazione l’affluenza  alle primarie del Pd con la partecipazione a questa manifestazione. Verremmo capire quale sia il nesso. O forse lo capiamo.  Ipotizziamo stia  nel tentativo di alcuni esponenti politici  affini a Zingaretti , o in odore di alleanze europee, di strumentalizzare a fini elettoralistici la marcia dimenticando completamente che il guaio è stato provocato proprio dall’ex ministro del Pd, fra l’altro grande elettore di Zingaretti. 

Noi di Potere al Popolo le interviste ce le siamo fatte da soli, anche se qualche testata minore  ha registrato alcune  nostre dichiarazione. Nonostante la fastidiosa strumentalizzazione di una parte politica della manifestazione, noi di Potere al Popolo continueremo a combattere questa vera e propria lotta di liberazione della Certosa, organizzando ulteriori marce, se necessario, portando avanti il ricorso alla Corte dei Conti e valutando altre e più efficaci azioni giuridiche. Il nostro obiettivo è solo uno:  la restituzione alla collettività  di un bene pubblico oggi occupato dal peggior sovranismo razzista guidato da Bannon e i suoi. Le scalate a posti nel Parlamento Europeo non  ci interessano, la nostra priorità non sono le elezioni . Sappiano però costoro che vogliono utilizzare la vicenda della Certosa per perseguire fini elettoralistici, che la gente di tali manovre non ne può più e certamente lo  dimostrerà nelle urne.


giovedì 14 marzo 2019

Potere al Popolo in marcia per restituire al Popolo ciò che è del Popolo: la Certosa di Trisulti

Potere al Popolo assemblea territoriale di Frosinone




Potere al Popolo aderirà alla marcia organizzata sabato prossimo 16 marzo  dalle Comunità Solidali per librare la Certosa di Trisulti dalla mala pianta  fascista e razzista che oggi la occupa. La marcia partirà da Collepardo  per arrivare alla Certosa. Potere al Popolo parteciperà per  ribadire che un bene pubblico deve rimanere nella disponibilità di tutta la collettività.   E’ necessario affermare  con  forza che i beni dello Stato, anche se di carattere religioso, devono rimanere di proprietà dei cittadini  aperti a tutti i visitatori laici e cattolici. 

La vicenda è nota . Dopo che la Congregazione Cistercense di Casamari non è stata più in grado di gestire la Certosa di Trisulti, si sono scatenati gli appetiti della Dignitatis Humanae Institute , una organizzazione religiosa  facente capo al Cardinal Martino, dietro alla quale si muove la scuola suprematista bianca guidata da Steve Bannon ideologo di Donald Trump. Le manovre a suon di lettere verso il Vescovo di Alatri-Anagni Lorenzo Loppa e verso il Papa, hanno avuto successo, tanto che il ministro di allora il piddino Franceschini, oggi grande elettore di Zingaretti alla segreteria del partito, dopo due anni di indebite pressioni ha ceduo affidando  la Certosa di Trisulti alla DHI attraverso un bando che suscita non poche perplessità soprattutto per gli oneri  irrisori di concessione che ammontano a 100mila euro l’anno. 

Oggi  è insediato nella Certosa l’incaricato  del cardinal Martino  e di Steve Bannon, Benjamin Harnwell, con l’idea dichiarata di organizzare  una scuola politica sovranista che dovrà formare il nuovi Salvini e i nuovi Orban.  Lo scempio è totale. Non solo l’ex ministro Franceschini ha regalato un bene demaniale ad un’organizzazione religiosa privata, i cui finanziamenti pare abbiano dubbia provenienza, ma  non si è neanche accorto che la medesima organizzazione persegue  lo scopo di insediare nel sito una scuola politica che diffonde  un indottrinamento contrario alla Costituzione Italiana. 

Potere al Popolo non può non reagire  di fronte alla svendita di un bene pubblico ad un privato che ha tutte le intenzioni di limitare gli accessi solo a chi paga e vuole diffondere messaggi razzisti. Per questo saremo in piazza sabato prossimo facendo seguito alla marcia che già ha avuto luogo il 29 dicembre scorso. I danni fatti per colpa di un ministro quantomeno sprovveduto,  attualmente possono essere in parte recuperati attraverso un ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale.  Potere al Popolo, intende, oltre alla protesta in piazza, precorrere questa strada.  Invitiamo comunque militanti, simpatizzanti e cittadini tutti a partecipare.

martedì 15 gennaio 2019

Trisulti, chiude "l'Osteria dei Frati"

Luciano Granieri





Un sabato di gennaio  si va  su alla Certosa di Trisulti. Sono le 12,30.  Tira un vento freddo ma è normale per questi luoghi. Qualche anno fa era anche normale trovare la Certosa frequentata da  turisti, religiosi e laici. Non questo sabato. Al freddo del vento si aggiunge il gelo di un eremo vuoto. 

La liquoreria, primo luogo ad accogliere i turisti attraverso  il calore dei distillati prodotti con le erbe officinali dei boschi, oggi è deserta. E’ diventata  un’asettica     biglietteria.  A  far mostra di se negli  scaffali mestamente spogli qualche barattolo di miele, qualche cartolina, qualche piccolo rosario. Reliquie di tempi andati. 

Già ma i gladiatori, i guerrieri dei valori giudaico cristiani devono rimanere sobri . Serve  essere lucidi per la nuova santa crociata sovranista . Bisogna   riaffermare la purezza    del suprematismo occidentale bianco, contro la contaminazione di genti spurie, blasfeme ed eretiche, feroci saladini  che sbarcano  come invasori dal Mediterraneo spesso trasportati da navi Ascare ammantate di false auree umanitarie .  

 I nuovi Salvini ed Orban   i duri gladiatori , che dalla Certosa scenderanno  in battaglia  contro la scellerata mollezza dei buonisti ,non possono cedere alle lusinghe del vizio, alcool compreso. Ma quelli come noi che qualche volta rispondono al   richiamo delle gocce imperiali, del centerbe, soffrono i luoghi chiusi,  tristi e incattiviti , come la Certosa è diventata dal febbraio dell’anno scorso. Da quando cioè l’allora ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini  - stante anche il colpevole silenzio dell’attuale titolare del MiBACT Alberto Bonisoli -  ha lasciato che gli ideologi di Trump,  per trenta denari, s’impossessassero di un luogo  pubblico che doveva e deve rimanere aperto. 

Aperto a tutti coloro , bianchi, neri, gialli, rossi, cristiani, atei, gay, ricchi, poveri,  che vogliono ammirare  la  liquoreria, la  farmacia, la  biblioteca, i giardini, la chiesa.  Noi a cui  piaceva essere accolti dal dolce  del miele, della cioccolata, della condivisione dello  stupore per la bellezza di questo luogo  ci batteremo per restituire un bene dei cittadini ai cittadini.


venerdì 11 gennaio 2019

Certosa di Trisulti, cronaca di un affidamento annunciato

Luciano Granieri



Papa Francesco riceve il presidente onorario di DHI (Dignitatis Humanae Institute) Cardinal Martino (foto DHI)


Cronologia epistolare.

01/10/2014 (missiva non presente) Il Cardinal Martino (DHI)  scrive all’Abate di Casamari Silverio Buttarazzi, per chiedere l'affidamento  della Certosa di Trisulti a favore della   DHI.  In questa fase la Certosa è ancora nella disponibilità della Congregazione Cistercense  di Casamari, che però ha deciso di riconsegnarla al Demanio.

09/10/2014 (documento presente) L’Abate di Casamari Silverio Buttarazzi  risponde alla missiva del Cardinal Martino (DHI) del 01/10/2014. Nella lettera l’Abate fa presente che non è nelle condizioni di indicare un ente subentrante in quanto la certosa tornerà ad altro soggetto (il demanio). Ma lo stesso Abate suggerisce di contattare il Vescovo di Alatri-Anagni ,diocesi nella quale ricade la certosa,  Lorenzo Loppa già informato dell’intenzione della Congregazione Cistercense di Casamari sulla volontà di  cedere il complesso.

16/10/2014 (missiva non presente) Il Cardinal Martino  (DHI)scrive al vescovo di Anagni-Alatri  Lorenzo Loppa Martino, illustra le finalità di DHI al Vescovo e il progetto per acquisire la Certosa.

24/10/2014 (missiva presente) Il Vescovo di Anagni-Alatri  Lorenzo Loppa, risponde al Cardinal Martino(DHI). Lorenzo Loppa accorda il suo sostegno alla DHI, ma deve tener conto   anche del parere dell’Abate di Casamari  Silverio Buttarazzi .

19/11/2014 (missiva presente) Il Vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa, scrive all’Abate di Casamari Silverio Buttarazzi. Nella missiva Lorenzo Loppa si dice contento che l’attività della Certosa possa continuare sotto la gestione della DHI (già da per fatta l’acquisizione?),  tanto che ha fatto sapere alla stessa DHI di poter  contare sul suo sostegno. Ovviamente, conclude la lettera, “tenuto conto anche del Vostro Parere ( di Buttarazzi)  e della Vostra disponibilità”.  (La disponibilità  e il parere positivo dell’Abate di Casamari   è una inevitabile conseguenza.)

25/06/2015 (missiva presente) Lettera del Cardinal Martino (DHI)  a Papa Bergoglio Il Cardinal Martino esibendo  l’esplicito consenso da parte del Vescovo Loppa e dell’Abate Buttarazzi  in favore della gestione della Certosa da parte di DHI,  chiede al Papa di intercedere presso il ministro dei Beni Culturali Franceschini  affinchè conceda la Certosa di Trisulti,  ritornata di proprietà demaniale, alla stessa DHI.

Il 28/10/2016 Viene emesso il bando dal MiBACT per l’affidamento in gestione  a privati di alcuni siti museali del demanio  fra cui la certosa  di Trisulti. Al bando aderisce l’Accademia Nazionale delle Arti (Castello di Petronio di Tdi) e la DHI, che, guarda caso, nel giugno 2017  si aggiudica la gara.

Il contenuto delle   missive intercorse fra il Cardinal Martino, l'Abate Buttarazzi, il Vescovo Loppa e il Papa è visibile cliccando 
 QUI


mercoledì 2 gennaio 2019

Lo scandalo della Certosa di Trisulti finita in mano alla destra sovranista

fonte:     Valledelsacco.eu

A commento del post da me pubblicato sulla marcia e il dibattito del 29 dicembre scorso sulla Certosa di Trisulti dal titolo: "Trisulti la marcia per la Certosa Bene Comune" visibile cliccando QUIho ricevuti il link all'articolo di seguito pubblicato. E' un appello a cui mi sento di aderire senza se e senza ma.
Luciano Granieri

Certosa di Trisulti vista da Monte Rotonaria


Lo scandalo della Certosa di Trisulti finita in mano alla destra sovranista

Come è potuto succedere? Appello alle istituzioni coinvolte.
Ormai tutti conoscete il “caso Trisulti”, la questione è ormai definitivamente esplosa sui media dopo il recente articolo del Washington Post.
La storia però parte da lontano e io ho avuto la possibilità di seguirla sin da giugno del 2017, con questo mio articolo http://www.valledelsacco.eu/la-nuova-gestione-della-certosa-di-trisulti-decisa-dal-mibact/ che vi invito a leggere prima di proseguire, in quanto necessario a comprendere alcuni delicati meccanismi di cui tratterò anche adesso.
Dunque la gestione della Certosa è in mano da mesi all’istituto DHI e al suo presidente Benjamin Harnwell. Bastava una ricerca di pochi minuti per capire che questo istituto si muoveva nell’ambito di uno stretto legame tra religione e politica.
Sabato scorso c’è stato un importante evento a Collepardo organizzato da Comunità Solidali.
Alla luce di quanto già conoscevo, e di quanto appreso durante l’assemblea pubblica del 29/12 presso la sala consiliare del comune, mi sento quindi di rivolgere un appello a tutte le istituzioni coinvolte, contenente alcune domande alle quali tutti noi meriteremmo di avere risposta.
All’ex Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, alla presidente della Commissione Dott.ssa Caterina Bon Valsassina e al Responsabile del procedimento Dott. Antonio Tarasco;
come è stato possibile assegnare n monumento nazionale all’istituto DHI le cui intenzioni e scopi politici erano manifesti sin dal principio e che non aveva alcuna esperienza in merito alla gestione del patrimonio culturale? Come è stato possibile riconoscere come requisito valido ai fini del punto 4b del bando (documentata esperienza almeno quinquennale nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale) la promozione del vangelo come sostiene Harnwell? E inoltre come è stato possibile riconoscere come requisito valido del punto 4c del bando ( documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente Avviso, di almeno un immobile culturale, pubblico o privato) la gestione del “fantomatico” piccolo museo Monastico di Civita che come ormai riconosciuto e testimoniato da tutti non è mai esistito? Come sono state possibili delle sviste cosi macroscopiche e clamorose?
Al Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, 
lei si è insediato da ormai 7 mesi, è a conoscenza di questa situazione? Nulla è trapelato in questi mesi e dal Ministero continua solo un assordante silenzio. Sul sito ufficiale Mibac la Certosa continua ad ancora avere tutti i riferimenti della precedente gestione statale (orari e gratuità dell’ingresso). Ha intenzione di verificare i fatti pregressi, la situazione attuale e di prendere quindi qualche decisione al riguardo?
Al Sindaco di Collepardo Mauro Bussiglieri;
durante l’incontro pubblico del 29/12 il consigliere comunale Andrea Marino ha lanciato alcune velate accuse all’amministrazione comunale riguardo la poca trasparenza nella gestione della vicenda. Sempre secondo Marino la responsabile del fantomatico Museo di Civita, ovvero uno dei punti chiave tra i requisiti che hanno determinato la conformità alle richieste del bando, sarebbe la figlia di un assessore comunale (tale Martina Veglianti). Eppure lei stesso ha dichiarato che questo museo non è mai esistito. Cosa può rispondere a queste accuse, può chiarire in proposito?
All’Abate di Casamari, Al Vescovo della Diocesi Anagni Alatri Lorenzo Loppa; visto che come testimoniato da diversi abitanti e come riconosciuto dallo stesso Harnwell egli risiedeva o comunque frequentava assiduamente la Certosa da molti mesi prima che il bando per la gestione venisse anche solo annunciato, visto che l’abate Eugenio Romagnuolo gli ha assegnato la gestione del fantomatico Museo di Civita nel 2015, forte è il sospetto che tutto fosse scientemente organizzato fin dal principio. Eravate quindi voi a conoscenza di tutto il progetto, lo avete quindi condiviso e incoraggiato? Potete chiarire la vostra posizione?
A Jorge Bergoglio Pontefice della Chiesa Cattolica;
il 25/06/2015 l’istituto DHI le annunciava tramite una lettera del cardinale Martino (visibile qui, a pag 4 e 5 del pdf) le proprie intenzioni riguardo la Certosa di Trisulti e le chiedeva ufficialmente di intercedere presso il ministro Franceschini. Era quindi lei a conoscenza del progetto? Si è adoperato in qualche modo a proposito?
A tutte le forze politiche democratiche di qualsiasi orientamento, qual’è la vostra posizione su questa storia? Ormai è trascorso più di un anno e mezzo, ne siete quindi a conoscenza da mesi eppure quasi nessuna voce si è levata in difesa di un monumento nazionale come la Certosa di Trisulti. Avete intenzione di intraprendere qualche iniziativa nel prossimo futuro?
Ringrazio in anticipo tutti quanti vorranno collaborare alla diffusione di questo appello affinchè venga fatta completa luce su questa vicenda.

domenica 30 dicembre 2018

Trisulti, la marcia per la Certosa bene comune

Luciano Granieri  Potere al Popolo di Frosinone





Dal febbraio scorso   la Certosa di Trisulti è gestita da un’associazione privata la “Dingitatis Huamnae Institute”. Tale organizzazione   è finanziata da Steve Bannon   ex timoniere delle politiche di ultra destra  del Presidente Trump, collocato ancora  più a destra dell’inquilino della Casa Bianca . Alla guida  della DHI Bannon ha insediato l’ultraconservatore  britannico  Benjamin Harnwell “Il più intelligente ragazzo che abbiamo a Roma  un tipo tosto”, così lo definisce Bannon sul sito dell’associazione. La DHI ha vinto il bando di concessione emesso dal Ministero per i beni e le attività culturali nella  precedente legislatura quando ministro era Dario Franceschini del Pd. Il canone d’affitto concordato è di   100mila euro l’anno.  La finalità doveva essere la  tutela e la salvaguardia del bene.  Ad  incarico acquisito, invece  la DHI ha  chiaramente dichiarato   di voler fare della Certosa  un luogo di formazione “di gladiatori guerrieri della cultura giudaico-cristiana occidentale”,così la definisce Harnwell in un articolo del Washington Post  del 25 dicembre scorso. Un’accademia che, secondo il presidente dell’associazione,  possa formare i prossimi Salvini ed Orban. Naturalmente da quando la DHI ha preso possesso della Certosa  si paga per entrare e finanche per respirare.  Mi pare ce ne fosse  abbastanza per scendere in piazza. 



La marcia: chi c'era, chi non c'era ma c'era lo stesso
Infatti  sabato 29 dicembre, finalmente,  si è svolta una marcia di protesta con partenza da Collepardo e arrivo alla Certosa, proprio per contestare un iter  che toglie alla   popolazione,  cattolica e non cattolica, la libera fruizione di un bene dello Stato  e ne insedia una scuola politica basata su disvalori del tutto contrari ai principi della Costituzione.  La manifestazione è stata  organizzata dalle Comunità Solidali di Frosinone, la cui portavoce è la ex consigliera regionale Daniela Bianchi e ha visto la partecipazione di alcune  associazioni del cattolicesimo sociale fra cui “Il Cammino di San Benedetto” con il suo ideatore Simone Frignani, oltre a movimenti ambientalisti locali e nazionali , fra i quali Legambiente e l’associazione  Sylvatica  rappresentata dal Presidente Riccardo Copiz. 

C’era anche l’ANPI di Frosinone con  il suo presidente Simone Campioni ed altri iscritti. Hanno partecipato diverse forze politiche, ma rigorosamente in incognito. Come è noto la politica è una cosa sporca, per cui meglio non spaventare l’immacolato  viandante pellegrino . Comunque Sinistra Italiana era presente con il segretario nazionale  e deputato  Nicola Fratoianni, oltre al  coordinatore regionale Marco Maddalena, insieme a loro  alcuni esponenti locali di Possibile (Annarosa Frate, Armando Mirabella). Potere al Popolo ha partecipato con il sottoscritto e Maria Lucia Giovannangelo, si sono aggiunti  per il dibattito svoltosi dopo la marcia, Giuseppe Guerrera e  Carla Corsetti del coordinamento nazionale di PaP, nonché segretario nazionale di Democrazia  Atea. Ah dimenticavo cerano anche esponenti del Pd , fra i quali  la presidente del circolo di Frosinone Alessandra Maggiani. Ma come! La colpa  di sto’ casino non è stata di  un ministro del Pd? Certo, ma i militanti sono diversi dall’oligarchia partitica, almeno credo, ma la questione non mi appassiona.  



Un  paesaggio straordinario baciato dal sole  ha reso i quasi sei chilometri di salita necessari a raggiungere la Certosa  estremamente piacevoli. Come in tutte le manifestazioni ci si confronta si discute, insomma si fa politica nonostante tutti i divieti e le prese di distanze. La partecipazione è stata soddisfacente, circa 300 persone più due asinelli, un pappagallo e svariati cani fra cui la star dei social, Celestino. Arrivati in vetta, dopo le foto di rito agli striscioni, Mr. Benjamin Harnwell, presidente della DHL,  ci ha fatto entrare  gratis, è bene  precisarlo, per scambiare alcune opinioni con il popolo manifestante. L’eco mediatica  è stato notevole, oltre a TV ,  giornali nazionali e locali abbiamo notato la presenza della giornalista Constanze Ruescher corrispondente di Die Welt, ospite abituale della  trasmissione Propaganda Live. 

Maria Lucia con Constanze

Dibattito pubblico o consiglio parrocchiale?
L’incontro con Mr. Benjamin si è rinnovato nel corso del dibattito organizzato nel pomeriggio dai promotori della marcia presso la sala consiliare di Collepardo. Anche qui ,alla presenza del sindaco Mauro Bussiglieri officiante   in qualità di padrone di casa, ma spettatore neutrale - tale si è dichiarato - i discorsi politici erano banditi. L’obiettivo era quello di avanzare proposte  per una fruibilità più diffusa della Certosa . A chi?  All’addestratore dei gladiatori della cultura giudaico cristiana? Dalle nostre parti si direbbe “bbono fiate!!!”.  Infatti durante la prima parte del dibattito sembrava di assistere ad un consiglio parrocchiale, o per lo meno a  quello che io immagino sia un consiglio parrocchiale , non avendo  mai frequentato assise di questo tipo.

 L’oggetto del contendere era relativo alle funzioni religiose. Una messa è gratis, quella delle 9,00. Potrebbe, di grazia, Monk Benji concedere qualche altra messa  senza pagare? Ai  Collepardesi l’accesso alla chiesa è sempre gratuito, ma bisogna che partecipino a tutte le messe, altrimenti si perde il bonus  fedeltà. E ai pellegrini niente? Quelli che errano con rinnovata fede per il cammino di San Benedetto pure devono pagare per entrare? E  quelli che fanno altri cammini, tipo  Santiago di Compostela e lo compravano con tanto di contapassi legati ai piedi li vogliamo far pagare? E gli invitati dei matrimoni che si celebrano in Certosa, perché devono scucire l’obolo per testimoniare la felicità degli sposi? Mr Benjamin  si è mostrato ben disposto all’ascolto, e ad accondiscendere a qualcuna di queste richieste. Bene allora la seduta su può togliere. Tutto risolto? Nel consiglio parrocchiale forse, ma nel contesto civile e sociale non è risolto un bel niente. 

E allora bisogna parlare di politica.  Risulta che il ministero dei beni e le attività culturali, guidato dall’allora ministro del Pd Franceschini, a fronte di un bando a quanto pare ineccepibile, non sia stato altrettanto irreprensibile nel giudicare l’appropriatezza dei requisiti dei proclamati vincitori. Ma ci sono altre incongruenze clamorose.  Benjamin Harnwell  da tre anni almeno frequentava il comprensorio di Trisulti, a suo dire per verificare la convenienza o meno di rispondere alla gara che il MIBACT  ha, o avrebbe emesso, visto che parliamo di tre anni addietro. Dunque Harnwell e Bannon  già sapevano che il ministero avrebbe indetto una gara per la gestione della certosa?  Forse la loro fede li rende veggenti ?  



Ma torniamo al maledetto bando. In esso non si fa menzione di alcun tipo di accademia nè di scuola politica. Chi ha in gestione il bene demaniale deve assolvere all’unico compito di mantenerlo e valorizzarlo. Non mi pare corretto quindi assegnare un incarico a chi non si limiti  a compiere   attività inerenti esclusivamente alle finalità della concessione, in  particolare se introduce  accademie o scuole che   diffondano dottrine teocratiche e integraliste  contrarie ai principi della Costituzione laica e repubblicana .   Altro requisito:  per aggiudicarsi il bando bisognava  dimostrare di aver valorizzato    un sito religioso, privato o pubblico, negli ultimi 5 anni .  Requisito soddisfatto  secondo Mr. Benjamin. La DHI si è occupata della chiesetta privata di San Nicola a Civita, dotandola di un piccolo sito museale. Sito di cui non si ha traccia, a parte la nomina del direttore che pare sia la figlia di un assessore. Una  valorizzazione che sta nel libro dei sogni. 

Quindi non solo la DHI non avrebbe avuto i requisiti per vincere la gara, ma dalla gara è  stato escluso un partecipante in modo, secondo alcuni, un po’ troppo  frettoloso.  l'Accademia Nazionale delle Arti del Castello Petroro di Todi, Comunità di monaci e laici appartenenti a Chiese Cristiane ortodosse, aveva proposto la propria candidatura  rigettata per  la presentazione di una documentazione non idonea. Qui il discorso si fa ulteriormente politico! La proposta avanzata e condivisa dai rappresentanti di Potere al  Popolo presenti è precisa e tutta politica.  Verificare in termini giuridici  la correttezza della valutazione effettuata dal MIBACT  sui requisiti proposti dalla DHI e, in caso di incongruenze, rescindere il contratto di concessione che per altro non risulta ancora firmato.  Inoltre ricorrere alla Corte Costituzionale per la palese incostituzionalità delle bestialità che si vuole inculcare ad eventuali  studenti , e  per il mancato rispetto dell’art. 41 della Carta per il quale l’attività privata, (quella che DHI intende intraprendere  all’interno della certosa) non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale (ovvero la possibilità di tutti i cittadini, Collepardesi e non, cattolici, islamici, buddisti, non credenti, di usufruire liberamente di un bene dello Stato) .  Inoltre sarebbe opportuno interessare la Corte dei Conti per verificare se una concessione per l’usufrutto e la gestione di un bene come la Certosa di Trisulti, a solo 100mila  euro l’anno, non prefiguri un danno erariale. 

L’assise si è conclusa con l’irata reazione di Benjamin Harnwell alla messa in evidenza da  parte di Carla Corsetti del  carattere nazista della   scuola che si vuole insidiare nella Certosa. Nonostante tutti i giornali, compresi quelli americani, riportino dichiarazioni di Mr. Benjamin in merito al carattere populistico di estrema destra dell’indottrinamento che si vuole instillare fra le mura della certosa, Harnwell ha rinnegato tale evidenza con violenza zittendo la rappresentante di Potere al Popolo . Alla fine del parapiglia creato dalla discussione , la riunione si è chiusa con l’accordo per un’ulteriore convocazione  a marzo. 

Benjamin Harnwell foto WP

Conclusioni 
Il dibattito politico ha rischiato, e rischia,  di mandare a “meretrici” il consiglio  parrocchiale. Infatti   Harnwell, a seguito delle accuse ricevute, non sarà più disponibile a partecipare ad alcuna altra riunione  e a  concedere aperture né ai Collepardesi, né ai camminatori, né a chiunque altro. Anche noi come Potere al Popolo, portatori  di valori democratici e solidali, siamo per questo  convinti di non dover essere più disponibili al confronto con personaggi di siffatta formazione politico-religiosa, sicuramente in antitesi alla nostra, il cui solo scopo è quello di formare una futura classe dirigente (dei piccoli Salvini e Orban) acritica, completamente asservita alle loro idee  disumane e antidemocratiche.

L'intervento di Carla Corsetti