"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Non possiamo che essere soddisfatti, enormemente soddisfatti per l’esito della sentenza con cui il Consiglio di Stato, in ben 39 pagine, ha confermato la revoca della concessione della Certosa di Trisulti (situata nel Comune di Collepardo inn provincia di Frosinone) alla DHI, associazione di stampo sovranista vicina a Steve Bannon.
Ma ancor di più per un passaggio fondamentale, che farà storia per il ruolo che le Associazioni potranno avere in tema di beni culturali e beni comuni. Infatti, laddove il TAR aveva escluso le 12 associazioni che hanno affiancato il MIBACT nel ricorso, poiché non potevano essere riconosciute come portatori di interesse legittimo, il Consiglio di Stato con forza sancisce la loro legittimità a ricorrere sulla forza del principio dell’interesse di fatto.
Ed è proprio in virtù di questa legittimazione che oggi le 12 Associazioni consolidano formalmente la loro costituzione in RETEper accompagnare questa fase delicata al fianco del Ministero e della Regione, insieme a tutti gli attori che in questo periodo hanno manifestato il loro interesse e il loro supporto, tra questi anche quello espresso da S.E. Mons. Loppa Vescovo nelle sue ultime dichiarazioni.
Vogliamo costruire un *Patto Territoriale di Responsabilità Sociale *e ci candidiamo a presidiarne il corso. Non possiamo non tenere conto della fase che il nostro Paese sta vivendo e del quadro Europeo che richiama a due principi cardine per le comunità territoriali: l’inclusione e la coesione sociale.
Costruire questo Patto significa mettere in campo una programmazione concertata e partecipata che va oltre il far uscire un progetto da un cassetto, ma significa per le Comunità creare consapevolezza e avere un protagonismo programmatico.
Senza questa consapevolezza ci sarà sempre un Bannon in agguato.
Scegliere questa modalità di approccio per la creazione di un Modello Trisulti, non significa aspettare tempi biblici, significa imparare a tenere insieme tutti i pezzi per creare coesione appunto. Come peraltro già fanno, ed egregiamente, altri territori che si trovano a vivere esperienze simili.
Significa avere subito chiaro una modalità di procedere, che parte necessariamente dalla messa in sicurezza del bene, che nell’attesa degli "americani" da tre anni perde pezzi, con intervento prioritario del Ministero, ma in cui debbono inserirsi i tanti pezzetti di generazione “culturale” e di “sapere” che animano già le nostre comunità, con un ricorso consapevole e coerente alle risorse finanziarie della programmazione europea.
La Certosa di Trisulti, senza dimenticare la propria dimensione spirituale, sostenibile ed ambientale, deve diventare questo: la culla di un nuovo Umanesimo che questi tempi bui a gran voce stanno reclamando!
Abbiamo ormai appreso e consolidato il giudizio sul governo e sui suoi protagonisti danno i compagni e i democratici variamente collocati. Un giudizio di estrema preoccupazione, di condanna e di scherno insistentemente ribattuto sui moderni canali di sfogo (più che di comunicazione, almeno per l'uso diffuso che vediamo farne).
Appurato quindi che il governo attenta alle libertà costituzionali ed alle condizioni materiali di vita dei cittadini e non (che poi è più o meno la stessa cosa, sfumature a parte), che chi siede oggi sugli scranni delle massime Istituzioni, dal Parlamento al Governo, dagli Enti locali alle Regioni sia in genere indegno o/e inabile ad occuparli, che gli elettori sono disorientati e che mancano riferimenti (leggi: leaders) sicuri per l'alternativa, rimane intatto il problema: il governo resta al suo posto, il suo consenso aumenta, le conquiste democratiche vanno a farsi friggere ogni giorno che passa più in basso. Per chiarire, intendiamo conquiste democratiche non tanto il voto, quanto la scuola, il welfare, il valore del lavoro, la giustizia, la tripartizione dei poteri, ecc. ecc. (non possiamo elencare tutto, l'Italia ha costruito moltissimo).
Questo nonostante il lavoro faticoso e improbo di migliaia di cittadini responsabili, che dedicano buona parte della loro vita a coltivare e custodire il progetto di società disegnato dai Costituenti qualche tempo fa; non molto tempo fa, anche se a noi di memoria corta sembra preistoria.
Ci siamo quindi convinti di una ovvietà, che però tarda a farsi coscienza: la volontà non basta, la partecipazione in ordine sparso non si adatta alla guerra, nemmeno in tempo di pace; qualcuno direbbe anche oggi che lo spontaneismo non è rivoluzionario, al massimo ribelle.
Vogliamo dire che dovremmo prendere atto non tanto della sconfitta, che c'è stata e non è elettorale ma politica, ossia di programma e di valori che lo fondino, quanto delle forze disperse che oggi o si ingegnano a darsi una dimensione sociale lottando come e dove possono e trasferendo il loro impegno solidale dalla questione del potere alla pratica dell'umanità (che non guasta ma non cambia le cose) o rinunciano in attesa di tempi più favorevoli (che non si producono da soli) o addirittura cedendo allo sconforto.
Nel primo caso si finisce per confondere la solidarietà, dove ci si mette assieme per affrontare problemi anche diversi ma mutualmente moltiplicando le forze, con la carità - nobile e spesso necessaria - che non rimuove le cause e non incide quindi sulla costruzione dell'alternativa (sociale, non meramente elettorale).
Nel secondo si sprecano le forze e si accetta il sistema egemone come ineluttabile, non si prova neppure più a scavarne le cause e le eventuali ragioni per studiare come superarlo in positivo.
Noi, forti dell'esperienza trasmessaci dalla Lotta di Liberazione, siamo invece certi che, poiché nessun sistema sociale è dato dalle leggi di natura, l'alternativa è sempre possibile. Si tratta però, e non è compito facile da assolvere per cui non basta chiunque di buona volontà o un leader che piaccia in televisione, di fondarla su questioni reali, su esigenze storiche e non su alchimie politiciste o su calcoli aritmetici applicati al consumismo.
Un esempio: Greta Tunberg è stata descritta come una nuova meraviglia della politica, così come era stato per vari e meritori personaggi in giro per il mondo, da Iglesias ad Alexandria Ocasio-Cortez passando per altri importanti soggetti. In realtà, tutti costoro hanno posto a tema questioni già presenti in forma più o meno latente nella sensibilità civile dei rispettivi Paesi o del mondo intero; ma si trattava di questioni reali, percepite come critiche sebbene non trovassero posto nei programmi e nelle dichiarazioni dei vari organismi che si candidano alla direzione politica ai rispettivi livelli ed ambiti. Salvo qualche generica invocazione, qualche dichiarazione di principio più o meno spenta, quei temi venivano e vengono ancora messi ai margini perché le forze tradizionali non sono attrezzate ad affrontarli.
Il problema vero, però, è che quelle forze non fanno sforzi adeguati per dotarsi di strumenti di conoscenza (dati, analisi, diagnosi) che consentano di elaborare proposte serie, ossia fondate e credibili.
Ora, tutto questo dove ci porta? Secondo noi al problema dei problemi: continuare a ficcarsi nella trappola a rete sapientemente costruita per neutralizzare le forze di cambiamento (quelle vere che si dotano di coscienza sociale, non quelle a servizio dedite all'ammuina) impedisce efficacemente qualsiasi tentativo di alternativa, occupando tutti ad una sterile gara a chi ha meno torto in una infinita lotta intestina senza alcuno sbocco concreto. Allora sarebbe ora che si mettesse un po' di testa nelle cose, dismettendo i vessilli da Curva Sud e iniziando a ragionare su quali siano i problemi del rinnovamento sociale e quali le strategie per risolverli. Molto è già stato fatto, ma in forma dispersa, pulviscolare, e quindi ininfluente, incapace a diventare egemone per dimensione.
Tutt'altro che buonista, è un metodo impervio, faticoso e non scontato nei risultati. Ma se si vuole parlare di politica e non di mestierame è uno dei pochissimi modi per farlo.
Non nutriamo grosse speranze che i militanti ed i simpatizzanti delle varie sigle della democrazia della diaspora (tutte nobili e con fondi di verità, certamente) siano in grado di imporre nulla ai loro gruppi dirigenti, viste anche le modalità per lo più plebiscitarie che hanno sostituito (non sempre, per fortuna) la discussione. Tuttavia, l'auspicio è che all'interno di ciò che rimane della politica democratica organizzata si lavori per l'unità, che è concetto assai distante dall'unanimismo e dal cartello elettorale.
C'è ancora, perché sta nelle esigenze sociali, la possibilità di ricostruire forze in grado di porre nuovamente il tema dell'egemonia nei rapporti all'interno della Costituzione. Non siamo sicuri che questo sia l'obiettivo dei gruppi dirigenti, spesso troppo autoreferenziali per intendere la rappresentanza come carico dei bisogni maturi che la società produce e non come delega per amministrare lo stato di fatto e la spesa corrente. Tocca quindi alla base, se ne è capace, organizzarsi in forme unitarie sui temi e porre le questioni al di sopra delle rispettive e legittime forme organizzative.
Del resto, non sarebbe cosa così inedita, visto che sui temi reali ci si ritrova sempre nella stessa marcia. Anche nella nostra provincia, che si tratti di Trisulti o del Pride, dell'acqua o dell'inquinamento, della scuola o dei migranti, del lavoro o dei servizi, le facce si mescolano, le culture si rispettano, le forze si fondono, salvo poi tornare a battibeccare il giorno dopo sulla stampa.
Così non va. Serve politica, serve partecipazione, che presuppongono differenze in grado di unirsi per obiettivi alti e comuni. Non è un obiettivo troppo alto: è la condizione per essere utili, incisivi, egemoni.
Come era ampiamente previsto il bilancio previsionale per il 2019 del
Comune di Frosinone è stato approvato con il suo portato di macelleria sociale.
Il tentativo che Potere al Popolo, insieme a Possibile, Rifondazione, Rete
degli Studenti medi sollecitati da Usb, movimento Oltre l’Occidente, di sensibilizzare
i cittadini sul fatto che li stanno espropriando di beni e servizi necessari
alla propria sopravvivenza, è fallito.
In effetti, prima di entrare nel misero
merito di quanto approvato dal consiglio, dobbiamo mestamente constatare che se il nostro obiettivo è ridare Potere al
Popolo, il Popolo qui a Frosinone non esiste. Quindi primario e difficile
compito della nostraassemblea
territoriale è quello di provare a
ricostruire una coscienza popolare collettiva . Rendere consapevoli tutti i cittadini che il
guaio non è la possibile retrocessione del Frosinone in B ma ,ad esempio, il
fatto che sia rimasto solo un asilo
pubblico nella città o che Frosinone sia diventata un Capoluogo a servizi sociali
zero .
E’un percorso lungo, accidentato, e forse avrebbe bisogno della collaborazione
di altri soggetti politici, sindacali, attori
dei movimenti sociali per poter alimentare una minima speranza in un risultato apprezzabile . In realtà dopo sette
anni di totale afonia conflittuale il tentativo messo in atto da Usb, con il
concorso di Pap, Possibile, Rifondazione, Oltre l’Occidente, Rete degli Studenti medi è stato apprezzabile, ma la defezione di alcuni soggetti durante il consiglio comunale ha ridotto ulteriormente una forza già ampiamente
insufficiente per incidere e dare supporto a quei due o tre
consiglieri d’opposizione che hanno
provato a scalfire la granitica macchina di potere costruita dal sindaco
Ottaviani. Non c’era nessuno di Rifondazione né dell’Usb, eppure l’imminente licenziamento degli addetti dell’asilo
Pollicino di prossima chiusura, avrebbe dovuto sollecitare la presenza del sindacato di base e di altre forze sindacali.
La realtà che
scaturisce dal consiglio comunale è che la giunta Ottaviani è libera di operare
come crede. Si può permettere di
presentare un documento unico di
programmazione triennale e un piano
esecutivo di gestione con voci ed indirizzi
appena accennati. Un documento del tutto generico tanto da non
consentire all’opposizione di conoscere nel dettaglio le voci di spesa e di conseguenza non poter predisporre
emendamenti mirati. Sul Peg ne sono stati presentati dieci, uno non recepito
per inammissibilità tecnica, gli altri nove bocciati.
Fra sparizione della
polizia municipale, verrà affidato il servizio a dei contractor privati?, Riqualificazione
degli immobili comunali (leggi vendita al miglior offerente) diminuzione della
tariffe sulla TARI (15% per le abitazioni civili 10% per le attività
commerciali), a fronte di un sensibile peggioramento del servizio, l’unica voce
vera d’introito e quella relativa alle multe.
Importo previsto un: un milione e duecento mila euro in tre anni con la speranza che gli automobilisti siano il
più indisciplinati possibile in modo da consentire il rastrellamento di qualche altro obolo.
Per il resto si aspetta
ancora il conto degli oneri di urbanizzazione che, a fronte di un’ulteriore
cementificazione della città, dovrebbero fruttare la miseria di quaranta mila
euro. Un tesoro “inestimabile” ,secondo la giunta, sufficiente a risistemare tutta la città.
Quarantamila euro
sono tanti a livello urbanistico, mentre diecimila euro per la rievocazione della
Passione di Cristo sono un importo
irrisorio? Una strana concezione del
valore del denaro quella del sindaco. Resta il fatto che una Passio Christi in
meno avrebbe potuto liberare un po’ di soldi in più per interventi importanti ed indispensabili. E’ singolare come nel documento unico di programmazione triennale le spese
discrezionali abbiano priorità rispetto
alle spese necessarie. Del resto nel bocciare gli emendamenti presentati dall’opposizione,
indirizzati a limitare proprio le spese di ordine discrezionale,
Ottaviani abbia sostenuto che la Passio
Christi, e tutte le altre esose iniziative di propaganda, (compresa la campagna
“Solidiamo” che raccoglie i gettoni di presenza dei consiglieri, anche quelli d’opposizione,
per destinarli ad un uso sociale ad
esclusiva discrezione del sindaco!!!) sono parte fondante del programma con cui
ha ricevuto il consenso dagli elettori,
e come tale sono da rispettare rigorosamente.
Fra un voto favorevole a prescindere, espresso da un consigliere
di maggioranza mentre rientrava in aula senza aver ascoltato il merito della
proposta, e l’inglorioso abbandono di sette consiglieri d’opposizione su dieci
al momento del voto finale si è concluso mestamente un consiglio comunale che andrà ad incidere sulla carne viva dei cittadini.
Abbiamo assistito di fatto alla
sconcertante impotenza ed irrilevanza
sia dell’opposizione sociale - pochi rappresentati dei movimenti in consiglio,
nessuno in piazza -sia dell’opposizione consiliare. Perché abbandonare l’aula
al momento del voto finale concedendo al sindaco la possibilità di sfoggiare un
eclatante risultato (20 a 3 anziché 20 a 10)? Perché un tale clamoroso autogol
mediatico?
Un quadro desolante?
Certamente, ma Potere al Popolo non si abbatte. Anzi. La forza
di Davide contro Golia ci deve guidare per sovvertire ed invertire l’indirizzo
di una politica cittadina determinata dalla "voce del padrone". Da soli è più
difficile. Per questo invitiamo, tutti i
movimenti (sociali politici sindacali) o
almeno quelle forze che meritoriamente avevano chiamato i cittadini frusinati a
protestare, ma che in parte non si sono
presentate, a rinnovare l’impegno comune affinchè Frosinone diventi una città a
misura di cittadino e dei suoi bisogni.
Oggi è stato un sabato di piazza,
come spesso accade da quando si è insediato il governo giallo-verde, ma come
accadeva anche prima. A Roma il Forum
Italiano dei movimenti dell’acqua ha partecipato alla marcia per il clima e contro
le grandi opere per ricordare che l’unica grande opera necessaria sarebbe quella di restituire l’acqua al
popolo, così come sancito dal referendum del 2011.
Anche a Ceccano sono scesi in piazza cittadini,
movimenti, associazioni e partiti (Potere
al Popolo, Rifondazione e il sindacato USB) per sancire che la popolazione
della Provincia di Frosinone è stanca delle angherie di Acea. La manifestazione,
indetta dal comitato “No Acea Ceccano Acqua Pubblica”, ha reso esplicito ed evidente
che la gente non ne può più di pagare bollette idriche spropositate e di
difendere i propri contatori dall’assalto dagli addetti della multiutilty romanapronti a bloccare il flusso idrico a chi non
può, o non vuole, pagare le bollette spesso redatte in modo approssimativo, ma
sempre ai danni degli utenti.
La rivendicazione forte e chiara è stata la risoluzione del contratto con Acea per
inadempienza,senza se e senza ma. Non è
infatti possibile che, a fronte di
dividendi milionari pergli azionisti, la
rete di distribuzione rimanga obsoleta e
piena di buchi, tanto che la maggior parte dell’acqua, anziché finire nelle
case, si disperde per strada senza che dalle tasche degli azionisti esca
nemmeno mezzo euro per la manutenzione della rete.
Ed è proprio questo ciò che
caratterizza la gestione privata di un bene utile per la vita: la supremazia
dei profitti sull’erogazione del servizio. Di conseguenza alla richiesta della risoluzione del contratto di
concessionesi è affiancata la pretesa
costituzionalmente riconosciuta di
ripubblicizzazione della risorsa idrica. Una manifestazione partecipata che
però non può non tenere conto del contesto
che rispetto a 10 anni fa è notevolmente cambiato.
Allora si tentava di
dimostrare che la gestione privata era migliorerispetto a quella pubblica, dopo il fallimento totale di questa
suggestione, diventata insostenibile, la narrazione è cambiata. Oggi la
gestione privata è imposta, è ineludibile, insindacabilee, grazie alla colonizzazione dal parte dei
player privati di consorterie partitiche , i cittadini devono rassegnarsi
a subirla.
Noi e il popolo che è sceso in piazza a Ceccano ea Roma non vogliamo rassegnarci. Ecco perché, congiuntamente alle manifestazioni
di piazza, bisogna vigilare sui tempi e sull’esito che avrà la discussione
parlamentare sulla proposta di leggerelativa alla ripubblicizzazione dell’acqua presentata un anno fa alla
Camera, a seguito della raccolta di
firme organizzata dal Forum dei movimenti dell’acqua. Sarebbe dovuta arrivare a
Montecitorio la settimana prossima, ma
quasi sicuramente i tempi si allungheranno ancora.
Le attività preparatorie per
mandare il testo in aula sono assolutamente negative. Le audizioni in commissione ambiente hanno
visto la partecipazione quasi esclusiva delle
multinazionali interessate al mantenere l’erogazione
idrica sotto il proprio controllo, cioè
Acea, Hera e A2A. Sono previsti 230
emendamenti avversi , per lo più presentati dai leghisti contrari all’acqua
pubblica, ricordiamo che lo stesso Salvini possiede azioni di A2A. Inoltre
diversi deputati del M5S presenteranno altri emendamenti indirizzati a
stravolgere i principi della legge. Ma l’acqua pubblica non era la prima
delle5 stelle grilline?
Ciò che desta
maggiori preoccupazioni è la mancata presentazione della relazione tecnica dove
sono indicati i costi necessari per riportare l’acqua sotto il controllo
pubblico. In mancanza di questo documento l’iter è di fatto bloccato. La stampa
asservita è prodiga nel diffondere preoccupazione fra i cittadini. Si parla di indennizzi
faraonici, rimborsi di debiti finanziari per mancati introiti a favore delle società private , il tutto per una somma che,
se va bene, è quantificata in 15 miliardi. E ancora si prevede la lievitazione
delle tariffedi almeno il 15% per
finire con un più che probabile aumento di
un punto del Pil. Agli esperti del Forum Italiano per i movimenti dell’acqua
risulta tutt’altro. I costi non supereranno i 2 miliardi e le bollette potranno
calare intorno fino al 25%.
I presupposti di fatto condannano la legge
ancora prima che questa giunga in aula. E anche gli schieramenti alla Camera,
con Lega, tutto il centrodestra, il Pd, e qualche deputato 5S contrari, ne prefigurano la bocciatura. Allora
bisognerebbe organizzare un sit-in davanti a Montecitorio quando, finalmente, l’aula
potrà discutere la proposta . Non solo, sarà
indispensabile inchiodare le forze politiche alle loro responsabilità, in particolare
il M5S che sulla ripubblicizzazione dell’acqua ci ha lucrato incassando dividendi elettorali vincenti.
In realtà il governo del cambiamento è uguale a tutti gli
altri quando si tratta di favorire il profitto privato . Allora è necessario che tutte le manifestazioni di piazza, anche
quelle sull’acqua pubblica, compiano un decisivo passo in avanti. Legare le lotte per la
ripublicizzazione dei servizi fondamentali, al forte contrasto contro la
tirannia liberista l’accumulazione capitalistica. Se non si mette finalmente in
discussione il sistema del libero mercato, ogni rivendicazione per la riappropriazione
pubblica dei servizi fondamentali avrà un orizzonte limitato e probabilmente
destinato a soccombere.
Assemblea territoriale di Potere al Popolo Frosinone
Quanto di seguito riportato è una
cronaca un po’ diversa da quello che siapprende dai media sulla marcia
di ieri in difesa della Certosa di Trisulti. L’evento, numericamente,non ha avuto lo stesso risultato di
partecipazione della prima marcia del 29
dicembre scorso. Ciò che è accaduto in
merito allaCertosa diTrisulti è un vero e proprio esproprio di un bene demaniale da parte
dell’autorità ecclesiastica con la complicità dello Stato nella persona dell’allora
ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Un atto di intollerabile
elusione del dettato costituzionale sulla fruizione liberae aperta a tutta la collettività dei beni
dello Stato.
La prima marcia del 29 dicembre, organizzata quasi in modo estemporaneo,
promossa dalle Comunità Solidali, una
movimento nato spontaneamente la scorsa estate per arginare la deriva razzista
e fascista che il governo giallo-nero-verde sta diffondendo a piene mani, vide
la partecipazione di partiti, movimenti,
associazioni e liberi cittadini.
Fra la prima e la seconda marcia, quella di
ieri, si sono svolte le primarie del Pd che hanno incoronato segretario il presidente
della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Aggiungiamo che ci si sta avvicinando a grandi passe alle
elezioni europee. Ciò ha fatto insorgere il sospetto che per gli esponenti più in vista delle Comunità
Solidali , entusiasti per l’elezione
di Zingaretti ,e partiti che, vogliamo azzardare, saliranno presumibilmente sul carro di un’alleanza con questo “nuovo Pd, la marcia si sia stata una vetrina con
smaccate velleità elettoralistiche, anziché strumento per portare avanti una sacrosanta
lotta contro l’occupazione della Certosa.
Anche se, come nella prima manifestazione,
erano bandite le bandiere di
partito,i soggetti più impegnati nella ricerca di una
ipotizzabile candidatura europea la cui appartenenza, era
facilmente riconoscibile, erano sempre pronti a mettersi in posa per essere
immortalati dagli scatti dei fotografi, e si sono lasciati andare ad un rapporto
compulsivo con la stampa giunta ,questa
si, in forze quasi più numerosa dei manifestantistessi
. Evidentemente la caratterizzazione partitica di questa seconda tappa non è
sfuggita ai cittadini comuni i quali, delusi dal decadimento di una sacrosanta lotta
in difesa dei beni pubblici in promozione elettoralistica , hanno disertato l’appuntamento.
Per quanto si debba dare atto al
segretario nazionale di Sinistra Italiana e parlamentare Nicola Fratoianni di
aver fatto emergere, attraverso un’interrogazione
parlamentare, la non congruità fra alcune parti del bando di affidamento emanato dal ministero e i requisiti della DHI che lo ha vinto, non possiamo non rilevare come il ricorso al TAR che verrà
presentato a seguito di questa evidenza abbia poche possibilità di venire
accettato. Infatti, pur in presenza di
una concessione lacunosa da parte del
ministro Franceschini, il ricorso sarebbe
tardivo perché ormai la DHI è dentro la Certosa attraverso il suo esponente Benjamin
Harnwell. Tra l’altro il sindaco di Collepardo (del cui territorio fa parte la Certosa di Trisulti)
Bussiglieri, di area Pd, soggetto preposto a firmare tale ricorso non
era presente.
Potrebbe invece essere più
efficace interessare la Corte dei Conti ipotizzando
un danno erariale per l’esiguità del canone di affitto di 100mila euro l’anno,
di fatto non ancora versato per questo
primo anno, come riferito in una intervista dallo stesso Harnwell. Inoltre
abbiamo potuto rilevare, anche dall’esterno, lo stato di degrado in cui versano alcune
parti della Certosa.
Per tornare a certe aderenze partitiche qualcuno
ha messo in relazione l’affluenza alle
primarie del Pd con la partecipazione a questa manifestazione. Verremmo capire
quale sia il nesso. O forse lo capiamo.
Ipotizziamo stia nel tentativo di
alcuni esponenti politici affini a
Zingaretti , o in odore di alleanze europee, di strumentalizzare a fini
elettoralistici la marcia dimenticando completamente che il guaio è stato
provocato proprio dall’ex ministro del Pd, fra l’altro grande elettore di
Zingaretti.
Noi di Potere al Popolo le interviste ce le siamo fatte da soli,
anche se qualche testata minore ha registrato
alcune nostre dichiarazione. Nonostante
la fastidiosa strumentalizzazione di una parte politica della manifestazione,
noi di Potere al Popolo continueremo a combattere questa vera e propria lotta
di liberazione della Certosa, organizzando ulteriori marce, se necessario, portando
avanti il ricorso alla Corte dei Conti e valutando altre e più efficaci azioni
giuridiche. Il nostro obiettivo è solo uno: la restituzione alla collettività di un bene pubblico oggi occupato dal peggior
sovranismo razzista guidato da Bannon e i suoi. Le scalate a posti nel
Parlamento Europeo non ci interessano,
la nostra priorità non sono le elezioni . Sappiano però costoro che vogliono
utilizzare la vicenda della Certosa per perseguire fini elettoralistici, che la
gente di tali manovre non ne può più e certamente lo dimostrerà nelle urne.
Potere al Popolo assemblea territoriale di Frosinone
Potere al Popolo aderirà alla marcia organizzata sabato
prossimo 16 marzo dalle Comunità
Solidali per librare la Certosa di Trisulti dalla mala pianta fascista e razzista che oggi la occupa. La
marcia partirà da Collepardo per arrivare
alla Certosa. Potere al Popolo parteciperà per ribadire che un bene pubblico deve rimanere
nella disponibilità di tutta la collettività. E’
necessario affermare con forza che i beni dello Stato, anche se di
carattere religioso, devono rimanere di proprietà dei cittadini aperti a tutti i visitatori laici e cattolici.
La vicenda è nota . Dopo che la Congregazione Cistercense di Casamari non è
stata più in grado di gestire la Certosa di Trisulti, si sono scatenati gli
appetiti della Dignitatis Humanae Institute , una organizzazione religiosafacente capo al Cardinal Martino, dietro alla
quale si muove la scuola suprematista bianca guidata da Steve Bannon ideologo
di Donald Trump. Le manovre a suon di lettere verso il Vescovo di Alatri-Anagni
Lorenzo Loppa e verso il Papa, hanno avuto successo, tanto che il ministro di
allora il piddino Franceschini, oggi grande elettore di Zingaretti alla
segreteria del partito, dopo due anni di indebite pressioni ha ceduo affidando la Certosa di Trisulti alla DHI attraverso un
bando che suscita non poche perplessità soprattutto per gli oneri irrisori di concessione che ammontano a
100mila euro l’anno.
Oggi è insediato nella
Certosa l’incaricato del cardinal
Martinoe di Steve Bannon, Benjamin
Harnwell, con l’idea dichiarata di organizzare una scuola politica sovranista che dovrà
formare il nuovi Salvini e i nuovi Orban. Lo scempio è totale. Non solo l’ex ministro
Franceschini ha regalato un bene demaniale ad un’organizzazione religiosa
privata, i cui finanziamenti pare abbiano dubbia provenienza, manon si è neanche accorto che la medesima organizzazione
persegue lo scopo di insediare nel sito
una scuola politica che diffonde un
indottrinamento contrario alla Costituzione Italiana.
Potere al Popolo non può non
reagire di fronte alla svendita di un
bene pubblico ad un privato che ha tutte le intenzioni di limitare gli accessi
solo a chi paga e vuole diffondere messaggi razzisti. Per questo saremo in
piazza sabato prossimo facendo seguito alla marcia che già ha avuto luogo il 29
dicembre scorso. I danni fatti per colpa di un ministro quantomeno
sprovveduto,attualmente possono essere
in parte recuperati attraverso un ricorso alla Corte dei Conti per danno
erariale.Potere al Popolo, intende,
oltre alla protesta in piazza, precorrere questa strada.Invitiamo comunque militanti, simpatizzanti e
cittadini tutti a partecipare.
Un sabato di gennaiosi vasu alla Certosa di
Trisulti. Sono le 12,30. Tira un vento
freddo ma è normale per questi luoghi. Qualche anno fa era anche normale
trovare la Certosa frequentata da turisti, religiosi e laici. Non questo sabato.
Al freddo del vento si aggiunge il gelo di un eremo vuoto.
La liquoreria, primo
luogo ad accogliere i turisti attraverso il calore dei distillati prodotti con le erbe
officinali dei boschi, oggi è deserta. E’ diventata un’asettica biglietteria.Afar
mostra di se negliscaffali mestamente
spogli qualche barattolo di miele, qualche cartolina, qualche piccolo rosario. Reliquie
di tempi andati.
Già ma i gladiatori, i guerrieri dei valori giudaico cristiani
devono rimanere sobri . Serve essere
lucidi per la nuova santa crociata sovranista . Bisogna riaffermare la purezza del suprematismo occidentale bianco, contro la
contaminazione di genti spurie, blasfeme ed eretiche, feroci saladini che sbarcano come invasori dal Mediterraneo spesso
trasportati da navi Ascare ammantate di false auree umanitarie .
I nuovi Salvini ed Orbani duri
gladiatori , che dalla Certosa scenderannoin battaglia contro la scellerata mollezza dei buonisti ,non possono cedere
alle lusinghe del vizio, alcool compreso. Ma quelli come noi che qualche volta rispondono
al richiamo delle gocce imperiali, del centerbe,
soffrono i luoghi chiusi, tristi e
incattiviti , come la Certosa è diventata dal febbraio dell’anno scorso. Da
quando cioè l’allora ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini- stante anche il colpevole silenzio dell’attuale
titolare del MiBACT Alberto Bonisoli - ha lasciato che gli ideologi di Trump, per trenta denari, s’impossessassero di un
luogo pubblico che doveva e deve rimanere
aperto.
Aperto a tutti coloro , bianchi, neri, gialli, rossi, cristiani, atei,
gay, ricchi, poveri,che vogliono
ammirarelaliquoreria, lafarmacia, labiblioteca, i giardini, la chiesa.Noi a cuipiaceva essere accolti dal
dolce del miele, della cioccolata, della
condivisione dello stupore per la
bellezza di questo luogo ci batteremo
per restituire un bene dei cittadini ai cittadini.
Papa Francesco riceve il presidente onorario di DHI (Dignitatis Humanae Institute) Cardinal Martino (foto DHI)
Cronologia epistolare.
01/10/2014 (missiva
non presente) Il Cardinal Martino
(DHI) scrive all’Abate di Casamari
Silverio Buttarazzi, per chiedere l'affidamento della Certosa di
Trisulti a favore della DHI. In questa fase la
Certosa è ancora nella disponibilità della Congregazione Cistercense di Casamari, che però ha deciso di
riconsegnarla al Demanio.
09/10/2014 (documento
presente) L’Abate di Casamari
Silverio Buttarazzi risponde alla
missiva del Cardinal Martino (DHI) del 01/10/2014.Nella lettera l’Abate fa presente che non è nelle condizioni di
indicare un ente subentrante in quanto la certosa tornerà ad altro soggetto (il
demanio). Ma lo stesso Abate suggerisce di contattare il Vescovo di Alatri-Anagni
,diocesi nella quale ricade la certosa, Lorenzo Loppa già informato dell’intenzione
della Congregazione Cistercense di Casamari sulla volontà di cedere il complesso.
16/10/2014 (missiva
non presente) Il Cardinal Martino (DHI)scrive al vescovo di Anagni-AlatriLorenzo Loppa Martino, illustra le
finalità di DHI al Vescovo e il progetto per acquisire la Certosa.
24/10/2014 (missiva
presente) Il Vescovo di Anagni-AlatriLorenzo Loppa, risponde al Cardinal Martino(DHI).
Lorenzo Loppa accorda il suo sostegno alla DHI, ma deve tener conto anche
del parere dell’Abate di Casamari Silverio Buttarazzi .
19/11/2014 (missiva presente)
Il Vescovo di Anagni-Alatri
Lorenzo Loppa, scrive all’Abate di Casamari Silverio Buttarazzi.Nella missiva Lorenzo Loppa si
dice contento che l’attività della Certosa possa continuare sotto la gestione
della DHI (già da per fatta l’acquisizione?), tanto che ha fatto sapere alla stessa DHI di poter contare sul suo sostegno. Ovviamente, conclude la lettera, “tenuto conto anche del Vostro Parere ( di Buttarazzi)e della Vostra disponibilità”.(La disponibilità e il parere positivo dell’Abate di Casamari è una
inevitabile conseguenza.)
25/06/2015 (missiva presente)
Lettera del Cardinal Martino (DHI)
a Papa Bergoglio Il Cardinal
Martino esibendo l’esplicito consenso da parte del Vescovo Loppa e dell’Abate
Buttarazzi in favore della gestione
della Certosa da parte di DHI, chiede al
Papa di intercedere presso il ministro dei Beni Culturali Franceschiniaffinchè conceda la Certosa di Trisulti, ritornata di proprietà demaniale, alla stessa
DHI.
Il 28/10/2016 Viene
emesso il bando dal MiBACT per l’affidamento in gestionea privati di alcuni siti museali del
demaniofra cui la certosadi Trisulti. Al bando aderisce l’Accademia
Nazionale delle Arti (Castello di Petronio di Tdi) e la DHI, che, guarda caso, nel giugno 2017si aggiudica la gara.
Il contenuto delle missive intercorse fra il Cardinal Martino, l'Abate Buttarazzi, il Vescovo Loppa e il Papa è visibile cliccando
A commento del post da me pubblicato sulla marcia e il dibattito del 29 dicembre scorso sulla Certosa di Trisulti dal titolo: "Trisulti la marcia per la Certosa Bene Comune" visibile cliccando QUI, ho ricevuti il link all'articolo di seguito pubblicato. E' un appello a cui mi sento di aderire senza se e senza ma.
Luciano Granieri
Certosa di Trisulti vista da Monte Rotonaria
Lo scandalo della Certosa di Trisulti finita in mano alla destra sovranista
Come è potuto succedere? Appello alle istituzioni coinvolte.
Ormai tutti conoscete il “caso Trisulti”, la questione è ormai definitivamente esplosa sui media dopo il recente articolo del Washington Post.
Dunque la gestione della Certosa è in mano da mesi all’istituto DHI e al suo presidenteBenjamin Harnwell. Bastava una ricerca di pochi minuti per capire che questo istituto si muoveva nell’ambito di uno stretto legame tra religione e politica.
Alla luce di quanto già conoscevo, e di quanto appreso durante l’assemblea pubblica del 29/12 presso la sala consiliare del comune, mi sento quindi di rivolgere un appello a tutte le istituzioni coinvolte, contenente alcune domande alle quali tutti noi meriteremmo di avere risposta.
All’ex Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, alla presidente della Commissione Dott.ssa Caterina Bon Valsassina e al Responsabile del procedimento Dott. Antonio Tarasco;
come è stato possibile assegnare n monumento nazionale all’istituto DHI le cui intenzioni e scopi politici erano manifesti sin dal principio e che non aveva alcuna esperienza in merito alla gestione del patrimonio culturale? Come è stato possibile riconoscere come requisito valido ai fini delpunto 4b del bando(documentata esperienza almeno quinquennale nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale)la promozione del vangelo come sostiene Harnwell? E inoltre come è stato possibile riconoscere come requisito valido delpunto 4c del bando(documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente Avviso, di almeno un immobile culturale, pubblico o privato) la gestione del “fantomatico” piccolo museo Monastico di Civita che come ormai riconosciuto e testimoniato da tutti non è mai esistito? Come sono state possibili delle sviste cosi macroscopiche e clamorose?
Al Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli,
lei si è insediato da ormai 7 mesi, è a conoscenza di questa situazione? Nulla è trapelato in questi mesi e dal Ministero continua solo un assordante silenzio. Sulsito ufficiale Mibacla Certosa continua ad ancora avere tutti i riferimenti della precedente gestione statale (orari e gratuità dell’ingresso). Ha intenzione di verificare i fatti pregressi, la situazione attuale e di prendere quindi qualche decisione al riguardo?
Al Sindaco di Collepardo Mauro Bussiglieri;
durante l’incontro pubblico del 29/12 il consigliere comunale Andrea Marino ha lanciato alcune velate accuse all’amministrazione comunale riguardo la poca trasparenza nella gestione della vicenda. Sempre secondo Marino la responsabile del fantomatico Museo di Civita, ovvero uno dei punti chiave tra i requisiti che hanno determinato la conformità alle richieste del bando, sarebbe la figlia di un assessore comunale (tale Martina Veglianti). Eppure lei stesso ha dichiarato che questo museo non è mai esistito. Cosa può rispondere a queste accuse, può chiarire in proposito? All’Abate di Casamari, Al Vescovo della Diocesi Anagni Alatri Lorenzo Loppa; visto che come testimoniato da diversi abitanti e come riconosciuto dallo stesso Harnwell egli risiedeva o comunque frequentava assiduamente la Certosa da molti mesi prima che il bando per la gestione venisse anche solo annunciato, visto che l’abate Eugenio Romagnuolo gli ha assegnato la gestione del fantomatico Museo di Civita nel 2015, forte è il sospetto che tutto fosse scientemente organizzato fin dal principio. Eravate quindi voi a conoscenza di tutto il progetto, lo avete quindi condiviso e incoraggiato? Potete chiarire la vostra posizione?
A Jorge Bergoglio Pontefice della Chiesa Cattolica;
il 25/06/2015 l’istituto DHI le annunciava tramite una lettera del cardinale Martino (visibile qui, a pag 4 e 5 del pdf) le proprie intenzioni riguardo la Certosa di Trisulti e le chiedeva ufficialmente di intercedere presso il ministro Franceschini. Era quindi lei a conoscenza del progetto? Si è adoperato in qualche modo a proposito? A tutte le forze politiche democratiche di qualsiasi orientamento, qual’è la vostra posizione su questa storia? Ormai è trascorso più di un anno e mezzo, ne siete quindi a conoscenza da mesi eppure quasi nessuna voce si è levata in difesa di un monumento nazionale come la Certosa di Trisulti. Avete intenzione di intraprendere qualche iniziativa nel prossimo futuro?
Ringrazio in anticipo tutti quanti vorranno collaborare alla diffusione di questo appello affinchè venga fatta completa luce su questa vicenda.
Dal febbraio scorso la Certosa di Trisulti è gestita da
un’associazione privata la “Dingitatis Huamnae Institute”. Tale organizzazione è finanziata da Steve Bannonex timoniere delle politiche di ultra destra del Presidente Trump, collocato ancorapiù a destra dell’inquilino della Casa Bianca
. Alla guidadella DHI Bannon ha
insediato l’ultraconservatore britannico
Benjamin Harnwell “Il più intelligente ragazzo che abbiamo a Romaun tipo tosto”, così lo definisce Bannon
sul sito dell’associazione. La DHI ha vinto il bando di concessione emesso dal
Ministero per i beni e le attività culturali nella precedente legislatura quando ministro era
Dario Franceschini del Pd. Il canone d’affitto concordato è di100mila euro l’anno. La finalità doveva essere la tutela e la salvaguardia del bene.Adincarico acquisito, invece la
DHI ha chiaramente dichiarato di voler
fare della Certosa un luogo di
formazione “di gladiatori guerrieri della
cultura giudaico-cristiana occidentale”,così la definisce Harnwell in un
articolo del Washington Post del 25
dicembre scorso. Un’accademia che, secondo il presidente dell’associazione, possa formare i prossimi Salvini ed Orban.
Naturalmente da quando la DHI ha preso possesso della Certosa si paga per entrare e finanche per
respirare.Mi pare ce ne fosse abbastanza per scendere in piazza.
La marcia: chi c'era, chi non c'era ma c'era lo stesso
Infattisabato 29 dicembre, finalmente, si è svolta una marcia di protesta con
partenza da Collepardo e arrivo alla Certosa, proprio per contestare un iter che toglie allapopolazione,cattolica e non cattolica, la libera fruizione di un bene dello
Statoe ne insedia una scuola politica
basata su disvalori del tutto contrari ai principi della Costituzione.La manifestazione è stata organizzata dalle Comunità Solidali di
Frosinone, la cui portavoce è la ex consigliera regionale Daniela Bianchi e ha
visto la partecipazione di alcune associazioni del cattolicesimo sociale fra cui
“Il Cammino di San Benedetto” con il suo ideatore Simone Frignani, oltre a
movimenti ambientalisti locali e nazionali , fra i quali Legambiente e
l’associazioneSylvaticarappresentata dal Presidente Riccardo Copiz.
C’era
anche l’ANPI di Frosinone conil suo
presidente Simone Campioni ed altri iscritti. Hanno partecipato diverse forze
politiche, ma rigorosamente in incognito. Come è noto la politica è una cosa
sporca, per cui meglio non spaventare l’immacolato viandante pellegrino . Comunque Sinistra
Italiana era presente con il segretario nazionalee deputato Nicola Fratoianni, oltre al coordinatore regionale Marco Maddalena,
insieme a loro alcuni esponenti locali
di Possibile (Annarosa Frate, Armando Mirabella). Potere al Popolo ha
partecipato con il sottoscritto e Maria Lucia Giovannangelo, si sono aggiunti per il dibattito svoltosi dopo la marcia,
Giuseppe Guerrera e Carla Corsetti del
coordinamento nazionale di PaP, nonché segretario nazionale di DemocraziaAtea. Ah dimenticavo cerano anche esponenti
del Pd , fra i qualila presidente del
circolo di Frosinone Alessandra Maggiani. Ma come! La colpa di sto’ casino
non è stata di un ministro del Pd? Certo, ma i militanti sono diversi
dall’oligarchia partitica, almeno credo, ma la questione non mi appassiona.
Unpaesaggio straordinario baciato dal sole ha reso i quasi sei chilometri di salita
necessari a raggiungere la Certosaestremamente piacevoli. Come in tutte le manifestazioni ci si confronta
si discute, insomma si fa politica nonostante tutti i divieti e le prese di
distanze. La partecipazione è stata soddisfacente, circa 300 persone più due
asinelli, un pappagallo e svariati cani fra cui la star dei social, Celestino.
Arrivati in vetta, dopo le foto di rito agli striscioni, Mr. Benjamin Harnwell, presidente della DHL, ci ha fatto entrare gratis, è bene precisarlo, per scambiare alcune opinioni con
il popolo manifestante. L’eco mediatica è stato notevole, oltre a TV , giornali nazionali e locali abbiamo notato la
presenza della giornalista Constanze Ruescher corrispondente di Die Welt, ospite
abituale della trasmissione Propaganda
Live.
Maria Lucia con Constanze
Dibattito pubblico o consiglio parrocchiale?
L’incontro con Mr. Benjamin si è
rinnovato nel corso del dibattito organizzato nel pomeriggio dai promotori
della marcia presso la sala consiliare di Collepardo. Anche qui ,alla presenza
del sindaco Mauro Bussiglieri officiante in
qualità di padrone di casa, ma spettatore neutrale - tale si è dichiarato - i
discorsi politici erano banditi. L’obiettivo era quello di avanzare proposte per una fruibilità più diffusa della Certosa .
A chi? All’addestratore dei gladiatori della cultura giudaico cristiana? Dalle
nostre parti si direbbe “bbono fiate!!!”.Infatti durante la prima parte del dibattito sembrava di assistere ad un
consiglio parrocchiale, o per lo meno aquello che io immagino sia un consiglio parrocchiale , non avendo mai frequentato assise di questo tipo.
L’oggetto del contendere era relativo alle funzioni religiose. Una messa è
gratis, quella delle 9,00. Potrebbe, di grazia, Monk Benji concedere qualche
altra messa senza pagare? AiCollepardesi l’accesso alla chiesa è sempre
gratuito, ma bisogna che partecipino a tutte le messe, altrimenti si perde il
bonus fedeltà. E ai pellegrini niente?
Quelli che errano con rinnovata fede per il cammino di San Benedetto pure
devono pagare per entrare? E quelli che
fanno altri cammini, tipoSantiago di
Compostela e lo compravano con tanto di contapassi legati ai piedi li vogliamo
far pagare? E gli invitati dei matrimoni che si celebrano in Certosa, perché
devono scucire l’obolo per testimoniare la felicità degli sposi? Mr Benjamin si è mostrato ben disposto all’ascolto, e ad
accondiscendere a qualcuna di queste richieste. Bene allora la seduta su può
togliere. Tutto risolto? Nel consiglio parrocchiale forse, ma nel contesto
civile e sociale non è risolto un bel niente.
E allora bisogna parlare di
politica. Risulta che il ministero dei
beni e le attività culturali, guidato dall’allora ministro del Pd Franceschini,
a fronte di un bando a quanto pare ineccepibile, non sia stato altrettanto irreprensibile
nel giudicare l’appropriatezza dei requisiti dei proclamati vincitori. Ma ci
sono altre incongruenze clamorose. Benjamin Harnwell da tre anni almeno frequentava il comprensorio
di Trisulti, a suo dire per verificare la convenienza o meno di rispondere alla
gara che il MIBACT ha, o avrebbe emesso,
visto che parliamo di tre anni addietro. Dunque Harnwell e Bannon già sapevano che il ministero avrebbe indetto
una gara per la gestione della certosa? Forse
la loro fede li rende veggenti ?
Ma
torniamo al maledetto bando. In esso non si fa menzione di alcun tipo di
accademia nè di scuola politica. Chi ha in gestione il bene demaniale deve
assolvere all’unico compito di mantenerlo e valorizzarlo. Non mi pare corretto
quindi assegnare un incarico a chi non si limitia compiere attività inerenti esclusivamente alle finalità
della concessione, inparticolare se
introduceaccademie o scuole chediffondano dottrine teocratiche e integraliste
contrarie ai principi della Costituzione
laica e repubblicana . Altro requisito:per aggiudicarsi il bando bisognava dimostrare di aver valorizzatoun
sito religioso, privato o pubblico, negli ultimi 5 anni .Requisito soddisfatto secondo Mr. Benjamin. La DHI si è occupata della
chiesetta privata di San Nicola a Civita, dotandola di un piccolo sito museale.
Sito di cui non si ha traccia, a parte la nomina del direttore che pare sia la
figlia di un assessore. Una valorizzazione che sta nel libro dei sogni.
Quindi non solo la DHI non avrebbe avuto i requisiti per vincere la gara, ma dalla
gara è stato escluso un partecipante in
modo, secondo alcuni, un po’ troppo
frettoloso. l'Accademia
Nazionale delle Arti del Castello Petroro di Todi, Comunità di monaci e laici
appartenenti a Chiese Cristiane ortodosse, aveva proposto la propria
candidatura rigettata per la presentazione di una documentazione non
idonea. Qui il discorso si fa ulteriormente politico! La proposta avanzata e
condivisa dai rappresentanti di Potere alPopolo presenti è precisa e tutta politica. Verificare in termini giuridici la correttezza della valutazione effettuata
dal MIBACTsui requisiti proposti dalla
DHI e, in caso di incongruenze, rescindere il contratto di concessione che per
altro non risulta ancora firmato. Inoltre ricorrere alla Corte Costituzionale
per la palese incostituzionalità delle bestialità che si vuole inculcare ad
eventualistudenti , e per il mancato rispetto dell’art. 41 della
Carta per il quale l’attività privata, (quella che DHI intende intraprendere all’interno della certosa) non può svolgersi
in contrasto con l’utilità sociale (ovvero la possibilità di tutti i cittadini,
Collepardesi e non, cattolici, islamici, buddisti, non credenti, di usufruire
liberamente di un bene dello Stato) . Inoltre
sarebbe opportuno interessare la Corte dei Conti per verificare se una
concessione per l’usufrutto e la gestione di un bene come la Certosa di
Trisulti, a solo 100milaeuro l’anno, non
prefiguri un danno erariale.
L’assise si è conclusa con l’irata reazione di
Benjamin Harnwell alla messa in evidenza daparte di Carla Corsetti delcarattere nazista della scuola che si vuole insidiare nella Certosa.
Nonostante tutti i giornali, compresi quelli americani, riportino dichiarazioni
di Mr. Benjamin in merito al carattere populistico di estrema destra
dell’indottrinamento che si vuole instillare fra le mura della certosa, Harnwell
ha rinnegato tale evidenza con violenza zittendo la rappresentante di Potere al
Popolo . Alla fine del parapiglia creato dalla discussione , la riunione si è
chiusa con l’accordo per un’ulteriore convocazionea marzo.
Benjamin Harnwell foto WP
Conclusioni
Il dibattito politico ha
rischiato, e rischia, di mandare a
“meretrici” il consiglioparrocchiale.
Infatti Harnwell, a seguito delle accuse ricevute, non
sarà più disponibile a partecipare ad alcuna altra riunionee a concedere
aperture né ai Collepardesi, né ai camminatori, né a chiunque altro. Anche noi
come Potere al Popolo, portatori di valori democratici e solidali, siamo per questo convinti di non dover essere più disponibili
al confronto con personaggi di siffatta formazione politico-religiosa,
sicuramente in antitesi alla nostra, il cui solo scopo è quello di formare una
futura classe dirigente (dei piccoli Salvini e Orban) acritica, completamente
asservita alle loro idee disumane e antidemocratiche.