Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 28 giugno 2017

Odio di Classe.

Luciano Granieri






Concetta                                           Gualtiero
Sono Concetta ho perso il lavoro                      Sono Gualtiero la mia banca è fallita.
dopo quindici anni di che facevo                    dopo vent’anni in cui   ha prestato
pulizie dentro una birreria. Sono stata            soldi  a tanti industriali, politici e squali di borsa senza
mandata a casa perché l’azienda ha                  riavere indietro neanche un centesimo è accaduto
terzializzato il servizio di pulizie.                     l’inevitabile il fallimento.
Guadagnavo 800 euro al mese,                          Sono un obbligazionista senior di svariate banche.
anche mio marito è disoccupato.                       Il mio reddito annuale è di settemila, a volte
Non so come andare avanti sono                       ottomila euro, al mese . Fino a qualche tempo fa ho
in fila agli sportelli dell’Inps                              continuato a comprare debito, emesso dalla   
per vedere se la mia pratica per                         banca che sarebbe fallita, al 30% del suo  valore.
  riscuotere la Naspi, presentata sette                Banca Intesa ha rilevato la parte profittevole
mesi fa, è finalmente a posto.                            dell’istituto in fallimento. Le mie obbligazioni
L’impiegato mi dice che manca un                      non rientrano nel salvataggio di Banca Intesa
documento e il sussidio non mi sarà                  perché sono di difficile riscossione per questo le
dato. Mi arrabbio, urlo, che non ce la                 ho comprate così a poco prezzo. Lo stato però si    
faccio più a stare senza soldi. Sono                     farà carico della parte debitoria della banca fallita.
sette mesi che non prendo stipendio.                   Ha subito stanziato 17 miliardi. Che bello! non
Lo Stato non può trattare così la gente                 perderò nulla dei miei guadagni. E’ facile fare affari
rimasta senza lavoro e senza reddito.                   se lo Stato   si accolla tutti i rischi di noi investitori.
Sono disperata. Nella borsa ho due flaconi            Sono tranquillo e sereno è bello  vivere in
di alcol, adesso li tiro fuori e mi do fuoco.             una nazione talmente civile, da venire in soccorso
Mentre questi insani pensieri mi attraversano       immediatamente a chi ogni tanto sbaglia qualche
la mente sento due dietro di me che parlano         investimento. Apro un giornale e leggo che il
guadando fuori, rivolti verso un tizio elegante        popolino, si lamenta perchè  lo Stato dice di  
che sta passando li davanti. Uno fa all’altro            non avere mai i soldi per loro che sono lavoratori
“Guarda quel tizio che passa li fuori, un                  precari o disoccupati, mentre invece quando si tratta
mio cugino lavora a servizio nella sua villa.            di aiutare noi investitori i finanziamenti escono subito.
Mi ha detto che ha comprato 200milioni             Che stress questi straccioni sempre a piagnucolare!
  di obbligazioni di quella banca fallita,               Anzi devo ricordarmi di licenziare quel tizio che fa i servizi
  ma non perderà nulla perché lo Stato               alla villa, non vuole più essere pagato in voucher, quelli
  ha stanziato subito 17miliardi per  pagare           nuovi, che pretende!  Mica gli posso fare un contratto ci
  chi come lui ha investito nella stessa banca.          manca pure che mi metto a pagargli i contributi. Fuori
 Vedi come è contento! E noi qui a fare la fila       dalle scatole. E’ proprio una bella giornata finisco il
 per sapere se e quando ci daranno la                   prosecco e me ne vado in ufficio a piedi. Mentre sto
disoccupazione” Guardo anch’io fuori e il          passando davanti alla sede dell’Inps, una donna esce
viso sereno di quello speculatore mi fa salire        urlando come se fosse invasata. Mi assale, penso voglia
la rabbia al cervello. Prendo i flaconi d’alcol,          picchiarmi mi preparo a pigliarla a cazzoti, ma questa mi
corro fuori, comincio buttare il liquido addosso       spruzza addosso del liquido.  Mi sembra alcol, ho paura
al tipo e al grido di “a morte gli speculatori              Grida “a morte gli speculatori liberisti ecco
liberisti” prendo l’ accendino e gli do fuoco.              l’accendino  vai a fuoco delinquente predatore”.
I vestiti cominciano a bruciare, la fiamma                 I vestiti cominciano a bruciare, la fiamma aggredisce la
investe tutto il corpo dell’uomo che comincia        pelle, il dolore mi assale prendo ad urlare disperato
ad urlare……..”brucio brucio”. Si brucia sporco    bruciooo bruciooo!! aiutatemi.  Lei continua a urlare
capitalista affamatore di popolo bruciaaaaaa        brucia capitalista affamatore di popolo bruciaaaaa.

  

Questa storia non  è poi così di fantasia, il dramma è che Concetta, disgraziatamente  si è data fuoco veramente ennesima vittima di uno Stato che   non tollera chi pretende di campare con un minimo reddito, ma santifica chi fa soldi con i soldi. Eliminare le diseguaglianze, si diceva dalle parti del Brancaccio. E’ quanto mai sacrosanto, ma per farlo è necessario eliminare questo sistema economico ultraliberista marcio. Primo obbiettivo : nazionalizzare le banche e le imprese, senza indennizzo, che pur depredando  reddito da lavoro a favore del profitto,  riescono ugualmente  a fallire. 

PD sempre più la voce dei Padroni e della Finanza, sul diritto di sciopero meglio stare zitti!!!

Giuseppe Di Pede Res. Lavoro Paolo Ceccano Seg. Provinciale Rifondazione Comunista


Il PRC della provincia di Frosinone, plaude alle iniziative messe in campo dalle OO.SS. Italiane nelle giornate del 16 e 17 Giugno, la straordinaria risposta delle Lavoratrici e dei Lavoratori del settore trasporti allo sciopero indetto dalle sigle SGB e CUB Trasporti,  e la partecipata manifestazione della CGIL sulla reintroduzione dei voucher da parte del governo a guida PD, dimostra che su temi seri ed attuali come il rispetto della dignità e la difesa delle aziende pubbliche si può e si deve alzare la voce!!!
Su questioni come Alitalia, Ferrovie dello Stato ed aziende di trasporto pubblico locale, che di volta in volta vengono svendute e spolpate a favore di “Capitani Coraggiosi” e “Capitalisti senza Capitale” che pensano solo al profitto e allo sfruttamento e al licenziamento  delle Lavoratrici e dei Lavoratori, non si può restare in silenzio, I piani industriali che si applicano ad essi contengono le stesse ricette: i debiti sono stati risanati dalla collettività, e i profitti sono finiti nelle tasche di speculatori e di manager incompetenti.
Respingiamo al mittente le parole del Pontefice Segretario nazionale del PD sulla revisione del diritto di sciopero (che evidentemente parlava a nome dei Padroni e della Finanza),  in quelle chiacchiere vi è contenuta la  dimostrazione pratica che la democrazia e i diritti non sono segnati nella sua agenda politica, questioni come la reintroduzione dei voucher mascherati e il mancato rispetto delle ragioni del referendum proposto dalla CGIL e firmato da milioni di Cittadini e Lavoratori, sono la dimostrazione pratica.
Perché non si è voluto convocare un tavolo con le parti sociali per trovare una soluzione definitiva all’annoso problema dei lavori saltuari e stagionali?
Forse dovevano tutelare sfruttamento e lavoro nero?
Noi ci opporremo con forza a questa deriva autoritaria, siamo fortemente interessati a costruire un’alternativa seria democratica e popolare, che si opponga a queste politiche folli che minano i diritti, siamo impegnati come in Francia, in Spagna ed in GB che la Sinistra torni ai livelli che merita, obiettivo da raggiungere  con l’onestà e con la coerenza.

"ROMA NON PORTERA’ I RIFIUTI A COLLEFERRO. QUI C’E’ QUALCUNO CHE NON STA DICENDO COME STANNO LE COSE, PERCHE' GLI FA COMODO"

Ufficio Stampa del deputato Luca Frusone Movimento 5 Stelle.


“A scanso di ogni equivoco e bugia, detta in questi giorni su questione accensione inceneritore, ci tengo a sottolineare che il Presidente della Commissione Ambiente Capitolina Diaco, ha chiaramente fatto sapere tramite una nota stampa che Roma non ha alcuna intenzione di portare i rifiuti a Colleferro e che anzi secondo dichiarazioni dell’Assessore Montanari, lì è prevista una riconversione in Fabbrica di materiali.” – lo dichiara senza mezzi termini il Deputato 5 stelle Frusone che continua – “Anche perché Roma finora non ha avuto bisogno dell’impianto di Colleferro e sarebbe assurdo che voglia utilizzarlo ora che sta avviando la raccolta differenziata. Sui giornali leggiamo dati buttati assolutamente caso, da associazioni ambientaliste che farebbero meglio a guardarsi cosa accede in casa propria, prima di creare strumentalizzazioni ridicole.  La verità è che la responsabilià dell’accensione dell’inceneritore è in capo alla Regione che detiene il 60% delle quote di EP Sistemi, mentre la partecipata del Comune di Roma Ama è socio di minoranza. Solo se la Regione Lazio vorrà riconvertire l’impianto in un qualcosa di diverso dall’incenerimento, Roma Capitale conferirà i rifiuti nell’impianto, questo quanto affermato attraverso una nota da Daniele Diaco, il quale  invita  i cittadini preoccupati a non dar credito alle tante menzogne diffuse, in maniera fraudolenta e strumentale, dai vari politici che, per anni, hanno avvelenato la Valle del Sacco.” – e continua – “Perché la questione è questa, cercano un capro espiatorio per continuare a perpetrare le loro malefatte, non capendo che è arrivato il momento di smetterla. I Sindaci, così come la Regione Lazio stanno continuando a sbagliare politica industriale, perché continuare a investire soldi pubblici su impianti destinati ad essere obsoleti e inutili è un crimine a livello ambientale, di salute ed economico. Non si può continuare ad investire sul trattamento dell’indifferenziata quando si deve andare verso l’incremento della differenziata. Dobbiamo adeguarci a ciò che ci impone l’Europa e invece ancora oggi abbiamo una situazione assurda in cui si fanno grossi investimenti sulla SAF di Colfelice, in cui vengono trattati i rifiuti indifferenziati della provincia e di fuori provincia. Addirittura si vogliono potenziare gli impianti per trattare maggiori quantità. Ma ha senso tutto questo? Ha senso che i Sindaci che sono anche soci della SAF abbiano per la maggior parte firmato questo nuovo contratto? A che gioco si sta giocando? Basta prendere in giro i cittadini, i politici locali  e la Regione comincino ad assumersi le proprie responsabilità. E’ arrivato il momento di riconvertire questi vecchi impianti obsoleti e andare verso un’economia circolare, dove il rifiuto non si brucia e non si butta, ma si riusa e ricicla.”

martedì 27 giugno 2017

Il fuoco della disoccupazione

Simonetta Zandiri


Oggi una donna si è data fuoco negli uffici dell'INPS di Torino perché, licenziata a gennaio, non aveva il sussidio, non riusciva più a campare. ( https://goo.gl/cLDAZ8 ) Come centinaia di migliaia di persone nella nostra città. Ma questa è una storia più complicata, perché la donna lavorava in una birreria di Settimo Torinese, il BEFED, protagonista di una vicenda dai contorni alquanto loschi emersa nel processo "San Michele", alla 'ndrina di San Mauro Marchesato. Non è solo un problema di burocrazia, è molto di più, perché questa donna, così come altri ex dipendenti, ha dovuto fare causa per ottenere almeno il Tfr, tutto "ai limiti della legalità", ma è un caso che, insieme ad altri, avrei portato in Commissione Legalità della Regione Piemonte tre mesi fa, quando chiesi un incontro insieme a Christian Abbondanza e ci fu risposto che gli incontri erano "sospesi per la campagna elettorale"... campagna che non c'entrava niente con la Regione Piemonte, ma "è il regolamento", ci è stato detto. Oggi una donna DISPERATA si è data fuoco. 
Non dite che è tutta colpa della burocrazia.
Smettetela, per rispetto, di parlare di diritti di carta. La reatà è una merda. Lo sa bene chi la vive al di fuori di quel 30% di paraculati perenni.
Ciascuno si assuma le proprie responsabilità.
C'erano ragioni molto precise per le quali l'incontro era stato richiesto, stiamo vivendo situazioni estremamente pesanti e gravi, tira una bruttissima aria e non c'è tempo per esitazioni o rinvii, non c'è tempo, lo scrivo qui e sono pronta a ripeterlo ovunque, non c'è più tempo, e sono stanca di sentirmi in colpa perché non sono riuscita a fare abbastanza, io sono solo una e fino a quando non faremo qualcosa di più tutti, ciascuno con i propri mezzi e le proprie possibilità, non potremo che aumentare la frustrazione individuale.
Sono furiosa.
Qui alcuni passaggi di San Michele relativi alla vicenda BEFED. E c'è dell'altro, ma non è questa la sede. Sappiate solo che non c'è stata alcuna volontà politica di prendere atto della situazione, né da parte dei vecchi partiti, né da parte del cosiddetto nuovo che avanza. ( http://www.tgmaddalena.it/processo-san-michele-gli-amici-s…/ )



























COMUNALI 2017: ANNOTAZIONI ATTORNO AI NUMERI DEI BALLOTTAGGI

Franco Astengo


Per la seconda volta nel giro di una settimana ci si trova a dover sviluppare un avvio di analisi attorno a risultati elettorali principiando dalla constatazione che il totale dei voti validi è molto lontano dalla metà degli aventi diritto al voto.
E’ accaduto nell’occasione delle legislative francesi dello scorso 18 giugno e si verifica di nuovo con l’esito dei ballottaggi delle elezioni comunali parziali svoltesi in Italia domenica scorsa, 25 giugno.
Il totale delle elettrici e degli elettori aventi diritto nei comuni capoluogo (escluso Trapani, per i noti motivi) nei quali si svolgeva il turno di ballottaggio era di 2.172.922 unità.
Il totale dei voti validi assegnati ai candidati sindaci è stato di 940.244 corrispondente al 43,27%: un 40% superato a fatica.
Inutile sottolineare ancora una volta che non si tratta di fenomeni fisiologici o legati alla stagionalità dell’evento: quando la diserzione dalle urne (ormai acclarato che si tratta, in gran parte, di una precisa scelta politica) raggiunge questi livelli è l’intero sistema ad entrare in difficoltà e va a repentaglio non tanto l’illusoria stabilità dei governi, locali o nazionali,ma la tenuta dell’intero impianto democratico.
Nel “caso italiano” sicuramente appare priva di rappresentanza una vasta area politica, quella che si era riconosciuta ed era appartenuta (secondo il concetto del voto di appartenenza prevalente su quello di opinione o su quello di scambio) alla sinistra storica di derivazione comunista e socialista.
Da notare, inoltre, come sia risultata molto alta la percentuale delle elettrici e degli elettori che nel primo turno avevano espresso il loro voto a favore di candidate/i poi esclusi dal ballottaggio che non si sono recati alle urne.
Nel corso del primo turno del 18 giugno l’insieme dei voti raccolti dai candidati che –appunto – sarebbero rimasti esclusi dal ballottaggio è stato di 418.243 voti.
Di questi soltanto 170.315 sono tornati ai candidati presenti al ballottaggio: di conseguenza 247.928 elettrici ed elettori che avevano deposto il loro voto nell’urna scegliendo candidate/i esclusi sono rimasti lontani dai seggi:una percentuale del 59,27%.
Proviamo allora ad entrare nel merito di alcuni aspetti più legati all’analisi degli schieramenti politici.
Appare evidente,prima di tutto, che c’è uno sconfitto ed è il PD con il variegato schieramento di centro – sinistra (schieramento di centrosinistra che, al primo turno, molto spesso non era sicuramente risultato al completo ( a L’Aquila, Parma, Frosinone, Genova, la Spezia – in gran numero – Como, Lodi, Monza, Asti, Lecce, Taranto, Verona, Gorizia liste di sinistra erano presenti al primo turno in forma autonoma).
In ogni caso i candidati sindaci arrivati al ballottaggio e appartenenti a schieramenti imperniati sul PD avevano ottenuto al primo turno 315.761 voti saliti a 377.075 al ballottaggio (più 61.314).
I candidati sindaci arrivati al ballottaggio con lo schieramento di centro destra avevano ottenuto al primo turno 378.658 voti saliti a 458.553 al ballottaggio ( più 79.895).
Grande interesse solleva il raffronto  con le elezioni precedenti (2012 in gran parte, ma anche 2013 e 2014) negli stessi comuni nei quali allora si svolse il ballottaggio ripetuto poi nell’occasione di domenica scorsa.
In quel caso i candidati del centro sinistra ottennero 449. 794 voti ( un calo di 72.715 suffragi) e quelli del centro destra 332.710 ( un incremento di 125.843 voti).
Ancora qualche annotazione sparsa riguardante specifiche situazioni.
Tra il primo e il secondo turno il candidato del centro destra (poi eletto Sindaco) ha perduto voti: da 15.868 a 13.218 mentre il suo competitor del M5S è cresciuto molto da 5.099 a 10.859.
Effetto rovesciato a Padova: il candidato del centrosinistra (eletto) ha incrementato il proprio bottino di quasi 20.000 voti (incamerando completamente una lista civica che ne aveva ottenuto 19.000) mentre quello del centrodestra è salito di una cifra inferiore ai 6.000 voti.
L’epicentro del terremoto però per il PD non è Genova (città rossa ma di forti tradizioni democristiane, con la Curia più arretrata d’Italia quella del Cardinal Siri: la città di Taviani, che ha avuto sindaci DC di grande spessore come Pertusio, Piombino, Pedullà) ma La Spezia .
La Spezia è stata davvero la città più rossa d’Italia, con il 75% alla Repubblica e la vittoria nel 1948 al Fronte : la caduta di La Spezia, città fra l’altro d’origine della competitrice perdente alla Presidenza della Regione nel 2015, può davvero essere catalogata come appartenente alla famosa “sindrome di Castellamare”. In ogni caso debbono essere segnalati due dati: il candidato del centro destra ha doppiato quello del centro sinistra nel recupero – voti tra i due turni (oltre 7.000 a 3.600) ed inoltre vanno letti i dati delle precedenti elezioni comunali. Candidato del centro sinistra 21.448 suffragi (oggi 13.771), candidato del centro destra 6.434 (oggi20.636). Quanto abbia giocato l’orrore di Piazza Verdi tocca agli spezzini stabilirlo.
Certo che La Spezia al centro destra rappresenta un segnale molto più forte che non quello che arriva da Genova.
Da notare ancora la vittoria “in discesa” del centro destra a Rieti ottenuta per soli 100 voti di distacco perdendone tra un turno e l’altro 478.
Clamoroso il caso dell’Aquila laddove il centro sinistra ha perso oltre 4.000 voti tra il primo e il secondo turno cedendo il Comune (anche in questo caso sorpasso “in discesa” perché il centro destra nel frattempo ne aveva guadagnati meno di 2.000).
Balzo all’indietro anche a Catanzaro per il centro sinistra arretrato di oltre 4.000 voti in 15 giorni: in questo caso però il successo del candidato di centro destra era dato per inscalfibile e questo ha demotivato il corpo elettorale.
Questi dai possono apparire sufficienti per un primo giudizio politico d’insieme.
Se poi si volesse entrare nel merito delle ragioni politiche di questo stato di cose mi permetto di suggerire tre spunti di riflessione:
1)      La politica del Governo. Sarebbe interessante sapere com’è andato il voto nel pomeriggio di domenica scorsa allorquando chi si è recato nei seggi aveva appreso dell’operazione salvataggio Banche Venete; ma è soltanto un esempio;
2)      I tanti casi di arroganza e di malgoverno in sede locale (per informazioni rivolgersi ai risultati liguri, a partire nel 2015 da quello regionale e nel 2016 da quello di Savona).
3)      La linea politica del PD al riguardo delle condizioni materiali di vita e di lavoro di chi si trova in condizione subalterna ( operai, impiegati pubblici, insegnanti), il vero e proprio tartassamento attuato nei confronti dei pensionati da molti anni considerati parco buoi. L’esaperazione delle sfruttamento e della precarietà verso il lavoro dei giovani in settori particolarmente esposti, pensiamo a chi lavora nell’hi-tech o nella logistica.

Parte Associativa OSSERVATORIO AMBIENTALE PARTECIPATO DELLA VALLE GALERIA



A:
La popolazione e i Comitati territoriali della Valle del Sacco
Le altre parti costituenti dell’Osservatorio della Valle Galeria
Le reti ambientaliste romane e laziali

Roma 26 Giugno 2017
 La Parte Associativa dell’Osservatorio della Valle Galeria esprime tutta la sua solidarietà alla popolazione della Valle del Sacco, area da anni martoriata dall’inquinamento, dopo la notizia della rigenerazione (revamping) della seconda linea di termovalorizzazione dell’inceneritore di Colleferro, che porterebbe entro il primo trimestre del 2018 a smaltire, nelle due linee di incenerimento, fino a 220.000 tonnellate di rifiuti romani (contro le 60.000 attuali).

La scelta di procedere allo smaltimento con incenerimento è finta e deleteria.
Finta perché la combustione dei rifiuti lascia scorie per una quantità di circa il 30% della quantità iniziale, che comunque ha bisogno di discariche, anche discariche speciali (il resto viene disperso in aria sotto forma di fumi e nano-polveri – non si vede, ma esiste, continuando a minacciare la salute dei cittadini della Valle del Sacco).
Deleteria, perché persegue un modello che si oppone in modo concreto all’unico modello ecologicamente sostenibile che è quello del recupero e riciclo del materiale, in accordo al percorso sostenibile dell’economia circolare: una volta riammodernato l’inceneritore, certamente questo non si fermerà al 2022 come ipotizzato, ma verrà sfruttato per fare profitto economico (drogato dagli incentivi governativi),  almeno per la durata tipica di questi impianti (20-25 anni).

Questa decisione sconsiderata va in controtendenza rispetto all’ipotesi di riconversione dell’impianto a fabbrica di materiali e all’obiettivo di Raccolta Differenziata al 70% prospettata dall’attuale giunta romana per il 2021.

Aderiamo quindi alle mobilitazioni al fianco della popolazione e dei Comitati di difesa territoriale con una partecipazione secondo le nostre possibilità; intanto registriamo la decisione di una giornata di mobilitazione per Sabato 8 Luglio 2017.


A nome della Parte Associativa dell’Osservatorio

Il Presidente Claudio Giambelli
06 65741119 – 335467695
Il vice-Presidente Maurizio Melandri
06 66182206 – 3470760562

RAGGIO VERDE INFORMA LA VERGOGNA DEL MAVGA

Il consiglio direttivo di Raggio Verde


Che l'area di Malagrotta sia un'area di Roma fortemente inquinata e con dati epidemiologici, quanto a patologie tumorali, perlomeno allarmanti, è ormai noto all'opinione pubblica, ma forse non è altrettanto noto, quanto la Pubblica Amministrazione sia stata inerte, arrivando a non impiegare risorse pubbliche già stanziate per monitorare e risanare un'area tanto compromessa:
è questa la storia del MAVGA che ci apprestiamo a raccontarvi.

Il 05.12.2007 la Provincia di Roma stanziava un contributo di € 5.000.000 (5 milioni) “da destinare ad interventi a favore dei cittadini residenti nei Municipi adiacenti all'area di Malagrotta, che subiscono disagi ambientali”.
Il 10.04.2008 la Provincia deliberava di destinare € 2.000.000 all'abbattimento della TARI e la somma di € 3.000.000 alla realizzazione di servizi ambientali nell'area di Malagrotta.

Il 26.11.2012, dunque a distanza di 5 anni, veniva concluso tra la Provincia di Roma, la Regione Lazio e Roma Capitale un protocollo d'intesa che comportava l'istituzione di un gruppo di lavoro di cui facevano parte il Direttore della Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti della Regione Lazio, il Direttore del Dipartimento Servizi di tutela ambientale della Provincia di Roma, il Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, il Direttore UOT del Municipio XVI.
Il Direttore del Dipartimento Servizi Ambientale della Provincia di Roma doveva svolgere le funzioni di coordinamento.
Il gruppo di lavoro doveva dare attuazione: a) al Programma di Monitoraggio Ambientale redatto da ISPRA, ARPA Lazio, CNR, Provincia di Roma e Roma Capitale, b) alla valutazione dei dati ambientali della Valle Galeria in possesso della ASL RM E Servizio Epidemiologico, dell'ENEA e di eventuali altri soggetti pubblici e privati, c) al programma di riqualificazione ambientale.
L'attuazione del programma prevedeva il monitoraggio di tutte le matrici ambientali, dando priorità alle falde acquifere superficiali e profonde e, con cadenza semestrale, il gruppo di lavoro avrebbe dovuto produrre delle relazioni parziali sugli esiti del lavoro effettuato.
La convenzione doveva avere la durata di due anni, eventualmente prorogabili.
La nostra associazione chiedeva in data 16.02.2015 alla Città metropolitana di Roma di avere accesso alle informazioni ambientali attinenti ai risultati del lavoro di monitoraggio, ma l'accesso veniva rifiutato, in quanto il gruppo di lavoro non aveva ancora prodotto documenti ed atti definitivi ostensibili.
A seguito di impugnazione del rifiuto, il TAR si pronunciava onerando la Provincia di indicare la data nella quale gli atti ed i documenti sarebbero divenuti definitivi e pertanto ostensibili.
La Città metropolitana di Roma Capitale, a questo punto, affermava che il 30.04.2015 (dunque dopo due mesi dalla richiesta di accesso ambientale e a seguito dell'impugnazione del rifiuto da parte di Raggio Verde) era stato convocato un tavolo tecnico con i rappresentanti degli enti interessati dal quale sarebbero emerse delle non meglio precisate problematiche di natura tecnica.
Da notare che il 30.04.2015 il protocollo d'intesa istituente il gruppo di lavoro era già scaduto. La Città metropolitana dunque affermava che il 01.07.2016 avrebbe dovuto essere reso disponibile il rapporto di indagine semestrale, sempre che si fosse pervenuti “alla sottoscrizione del rinnovo del protocollo medesimo”.
A seguito di nuova istanza di accesso ambientale di Raggio Verde, la Città metropolitana di Roma Capitale rispondeva pochi giorni fa affermando che il rinnovo del protocollo non è avvenuto e che pertanto il monitoraggio non ha avuto luogo, che nel 2016 non sono state effettuate attività in quanto il bilancio di previsione della Città Metropolitana di Roma Capitale è stato approvato ad anno terminato (19/12/2016) e che il bilancio di previsione del 2017 dovrebbe essere approvato a breve (30/06/2017, salvo proroghe del Governo).

Le conclusioni che i cittadini possono trarre, leggendo al di là delle procedure burocratiche, sono le seguenti:
·         il gruppo di lavoro costituito nel 2012, composto dal Direttore della Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti della Regione Lazio, dal Direttore del Dipartimento Servizi di tutela ambientale della Provincia di Roma, il Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, dal Direttore UOT del Municipio XVI e coordinato dal Direttore del Dipartimento Servizi Ambientale della Provincia di Roma, non ha attuato, nei due anni di vigenza del Protocollo d'intesa, nulla di quanto si era proposto di fare e, da quanto scrive la Città metropolitana di Roma Capitale, ha atteso la scadenza del protocollo d'intesa, per accorgersi che vi sarebbero state non meglio precisate difficoltà di natura tecnica;
·         i soldi stanziati non sono stati impiegati, il protocollo d'intesa è scaduto ed è tutto da verificare se tali soldi saranno resi disponibili in futuro.

Come fa la Regione Lazio dunque a valutare l'impatto ambientale di determinati progetti sottoposti da imprenditori (ad esempio l'apertura di una discarica di amianto o di un centro di selezione multimateriale nella medesima area martoriata) se, quando Città Metropolitana, Regione, Roma Capitale ne avevano la possibilità, con i soldi stanziati e il gruppo di lavoro costituito, non sono evidentemente riusciti a produrre nemmeno una relazione semestrale sullo stato delle acque di falda nell'area?!
Chi risarcirà i cittadini della Valle Galeria per questo ennesimo torto e danno subito?!
Raggio Verde adotterà le iniziative più opportune per realizzare i propri scopi sociali e tutelare la martoriata popolazione della Valle Galeria.