Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

Visualizzazione post con etichetta Amministrative 2012. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amministrative 2012. Mostra tutti i post

martedì 15 luglio 2014

L'invasione di angeli

Luciano Granieri

Sono decine di migliaia, sembrano in numero superiore agli abitanti della città. Noi siamo 45.000 circa, loro paiono più di 50.000. Della loro provenienza nulla si conosce. Pare che siano angeli caduti in peccato. Ma non una mancanza tanto grave da mandarli agli inferi, un peccatuccio, magari commesso senza malizia. Così al posto dell’inferno i luoghi  di espiazione sono le strade della nostra città, la via dello shopping in particolare. 

Sono buoni  con i buoni  (amici di altri santi in paradiso) e cattivi con i cattivi (quelli che non hanno santi n paradiso). Passando per la strada li vedi  a sciami o a coppia invadere il marciapiede, poi quando ti hanno eletto a loro vittima di colpo, spariscono, per rimaterializzarsi  all’improvviso  una volta che li hai messi in grado di colpire. E colpiscono! 

Non sono malvagi, come detto,  leggenda vuole che siano peccatori ma con discrete  possibilità di redenzione . A loro è affidata parte della questua  della città. A loro i vecchi e voraci costruttori, implacabili divoratori di spazi urbani, affidano l’incarico di riscuotere, per loro conto, quel piccolo canone di affitto per l’occupazione di un poco di suolo pubblico, diventato privato.  

Il loro incarico è gravoso e sempre più angeli decaduti andranno ad ingrossare l’esercito. Se si aprono falle nelle strade, scoppiano tombini, cadono viadotti, la sporcizia invade la città, minimo è il numero di coloro che può lavorare al problema, ma per sanzionare gli usurpatori di quella piccola porzione di  suolo pubblico, diventato privato, ci sono loro,  a orde, a sciami. 

Armati di fischietto,  penna e blocchetto, sono pronti a perseguire  l’ingiustizia incastrando fra il tergicristallo e il parabrezza degli insolventi la multa, infamante  marchiatura indelebile del cittadino reietto e immorale. Sono loro gli angeli, -scesi sulla terra ad espiare la piccola debolezza,  l’infinitesimale tentazione che a quanto pare coglie anche il mondo del trascendente - a moralizzare la cittadinanza. Sono i folletti delle strisce blu, gli gnomi del parking  ticket. Sono loro, la vasta popolazione degli ausiliari del traffico che ormai ha invaso Frosinone . Sono tanti ma non sono cattivi. 

Molto più cattivo di loro è il vorace e malvagio costruttore che in combutta con il sindaco podestà sta affamando la contea frusinate. Lui di certo angelo non è, neppure decaduto. 


martedì 19 novembre 2013

La rivoluzione per i diritti naturali dell'uomo

Luciano Granieri

Giustizia e carità sono principi   che ogni uomo deve rispettare, perché costituiscono la base dei diritti naturali della persona umana . Gli uomini liberi danno vita ad uno Stato non per annullare  i diritti naturali, ma per salvaguardarli . Se il governo non agisce in conformità con questi fini, il popolo ha il diritto di ribellasi e di abbatterlo. La ribellione  è appunto la garanzia del rispetto dei diritti naturali. 

Questi concetti sembrano attualissimi ma risalgono alla fine del ‘600. Si trovano scritti nel “Trattato sul governo” di John Locke. E’ la prima teoria della rivoluzione basata sull’appello alla ragione e i diritti degli uomini. Circa quattro secoli dopo il concetto di dritti naturali della persona umana si è  riqualificato  nella definizione più generale    di diritto all’esistenza che racchiude al suo interno  l’entità dei  beni comuni. Ossia quei beni  giuridicamente definiti come indispensabili per la  soddisfazioni dei bisogni fondamentali delle persone. 

Ovvero   , l’accesso all’acqua, al cibo, alla conoscenza ,da diffondere   anche con l’utilizzo della rete, ai farmaci essenziali, alla tutela del territorio. Come al solito la nostra Costituzione è illuminante anche su questa materia. L’art 43 infatti sancisce che  la gestione dei servizi pubblici essenziali sia da affidare a comunità di lavoratori o utenti. 

 Attualizzando il pensiero di   Locke, non solo è possibile ribellarsi ad un governo che non legifera per la  difesa   del diritto naturale all’esistenza  sancito dalla tutela dei beni comuni, ma è doveroso, perché la ribellione è garanzia del rispetto di questi diritti. 

E' obbligo civico  e indispensabile ribellarsi a quei governi che hanno favorito la privatizzazione dell’acqua, che,  imponendo le regole ultraliberiste,  hanno concesso mano libera alle multinazionali in materia di imposizione di copyright sui semi genericamente modificati, sullo sfruttamento intensivo dei terreni agricoli, privatizzando di fatto la filiera agroalimentare, hanno consentito alle stesse multinazionali di speculare  e accumulare enormi profitti sulla diffusione  dei  farmaci essenziali,   hanno   promosso  la privatizzazione in generale della sanità.  E, infine, hanno  permesso il saccheggio del territorio fornendo  terreno  alle  scorribande cementizie degli speculatori fondiari colpevoli di    devastazioni  ambientali  che spesso presentano  il conto con alluvioni e frane.  Un conto salato in termini di danni alla comunità e di perdita di vite umane come testimonia l’ennesima tragedia di queste ore in Sardegna.  


Dal momento che questi governi sono emanazione politica di un potere più ampio e ramificato incarnato nel capitalismo finanziario ultraliberista, ecco che il dovere civile della ribellione si deve esercitare, per diventare realmente efficace,    contro il capitalismo in generale. Lo dicono i movimenti anticapitalisti, i vari movimenti occupy, ma soprattutto già quattocento anni fa lo diceva Locke  e con lui   Brauch, Spinoza, Pufendorf, tutti quei filosofi e giuristi  europei che alla fine del  ‘600 si battevano per il rispetto dei diritti naturali dell’uomo.  

E’ tempo quindi di riappropriarsi del vero concetto di difesa dei propri diritti, non più basato sulla loro elemosina quasi fossero privilegi , regalie elargite dai potenti ,  ma come patrimonio inalienabile naturale dell’umanità,  da difendere anche con la rivoluzione.  Una rivoluzione civile sancita dalla storia.


          


lunedì 8 ottobre 2012

Valle del Sacco, la risurrezione di un non luogo

Luciano Granieri. Collettivo Ciociaro Anticapitalista 


Sabato 6 ottobre a Colleferro  si sono dati appuntamento tutti coloro che sono stanchi di farsi sporcare l’aria, avvelenare l’acqua e vedersi scippare enormi porzioni di territorio dagli speculatori senza scrupoli principali artefici della dittatura liberista, malfattori protagonisti dell’accumulazione indiscriminata ottenuta mercificando e distruggendo quei beni che ad ognuno sono dovuti per diritto naturale. A Colleferro movimenti, associazioni, e singoli soggetti, hanno deciso, manifestando per le via della città e oltre, di gridare basta alla contaminazione del  territorio che mina la salute dei propri abitanti, che ruba il futuro ai giovani. Il luogo, Colleferro, è sintomatico di come queste dinamiche crudeli possano dispiegarsi nella loro potenza devastante. Siamo nella Valle del Sacco, (la Seveso del centro sud), In questa porzione di territorio convergono fabbriche che sversano veleni nel fiume Sacco, discariche nascoste di rifiuti tossici, siti industriali dismessi che continuano ad avvelenare con il loro carico di amianto inerme, discariche come quella di Colle Fagiolara, che cosparge di veleni il comprensorio di Colleferro, compresi gli studenti di una scuola costruita ai suoi piedi. Grazie al coordinamento per la difesa della Valle del Sacco, che ha organizzato la manifestazione riunendo insieme i cittadini, non solo dei paesi compresi nella Valle, da Ceccano a Colleferro, ma anche di altre realtà locali oppresse da strutture mefitiche come l’inceneritore di Albano, finalmente la gente comune di ogni età e genere ha potuto urlare la sua rabbia e rivendicare il proprio diritto a respirare, bere e vivere senza pagare alti prezzi in termini di salute e dignità umana . Così come già ampiamente annunciato eravamo presenti come Collettivo Ciociaro Anticapitalista, e abbiamo documentato lo svolgersi della manifestazione. Una nota a margine: durante il corteo abbiamo scambiato due parole con Francesco  Bearzi della Rete per la tutela della Valle del Sacco. In merito alla questione dell’aeroporto Frosinone Ferentino, Francesco ci invitava a tenere ancora alta la guardia, perché l’iter per la valutazione dell’impatto ambientale è ancora ben attivo e dunque il rischio che questo devastante piano speculativo possa giungere a termine è ancora molto alto.


venerdì 25 maggio 2012

Continuiamo a camminare insieme

Laura Scappaticci ( membro dimissionario del circolo Carlo Giuliani di Frosinone ma inscritta tutt'ora al Prc)


Tu discuti, analizzi nell'intellettuale collettivo, decidi una linea e poi una si sveglia la mattina e decide di cambiare la linea. Il circolo lo viene a sapere dai giornali. Quel circolo con maggioranza piena esce dalla maggioranza, chi sta in maggioranza a nome del PRC, dice "chi se ne frega" e resta nel partito tranquillo. (avesse fatto politiche comuniste, almeno...). Poi, secondo me lo scandalo è locale, per cui nel prc -altrove- ci resto ma lì come combatti se dieci dicono una cosa, una ne dice un' altra senza passare negli ambiti corretti, nemmeno informa, si preoccupa di avere un minimo di protezione e COMANDA la linea decisa a casa di una? Che strumenti politici hai? discussioni? aggregazioni? novecento tessere da qui a due anni? tanto decidono in uno- massimo tre.
(non solo è contrario al centralismo democratico, ma in rifondazione non è previsto manco quello e manco quello burocratico... ma evidentemente i "minimi-vertici" perchè parliamo del vertice minimo mica di chissà che potere, comandano sulle decisioni di un circolo...militonti li chiamava qualcuno...col ca** rispondeva qualcun altro.)
Carlo Magno: "dio me l'ha data e nessuno me la tocca" e se contraddite io manco un cpf faccio QUI COMANDO IO. 

E questa è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchè ci sarebbe da scriverci un libro (qualche pezzo è stato anche di molto comico.) su sgambetti e porcate varie che ci si è beccati solo perchè non si era d'accordo e si vinceva con i numeri. Ma alla fine uno per il bene del partito abbozza e fa battaglia leale "nei modi e nelle sedi opportune e secondo regolamento" dopo un anno ti rendi conto che perdi più tempo a star dietro a loro che a costruire, tanto la battaglia la spostano sul "decido io punto" zzo fai?
Ti commissariano di fatto senza nemmeno avere il coraggio di farlo come prevede il regolamento (non si poteva, non c'erano appigli...) Mi commissari perchè faccio la politica che puntualmente mi ripete Ferrero e nei modi giusti e nei luoghi deputati? perchè non concepisco una coalizione con ANTIABORTISTI FINIANI E UDC? Beh, difficile. Allora visto che uno non ha ragione, se la piglia. Perchè dovevano sprecare tempo con una riunione?

Frosinone ha il comitato no debito, nato in questo lasso di tempo per iniziativa soprattutto del circolo... (come il prc nazionale sta nel no debito nazionale, il locale costruisce il locale... per cui niente di fantascentifico) non dico il supporto del provinciale, che pure è fatica, ma guarda caso nemmeno la presenza dei "minivertici".QUI PRODEST? E perchè? A chi dava fastidio un comitato anti Monti?  boh.

C'è un limite al pelo sullo stomaco. Per fortuna, esistono altre realtà dove puoi fare politica e dove la parola "compagni" e "comunismo" ha un senso. Ma soprattutto che non ti tolgono i metodi democratici per farla la battaglia politica. Qui non c'era più nemmeno l'agibilità politica. Realtà che siano altri circoli prc se sei apolide come me e che quindi puoi spostare il fare politica altrove restando comunque sul punto lì, o che siano altri luoghi per i compagni (e amici e fratelli ) che sono usciti.

Questo era un ottimo gruppo, posso anche dire un ottimo circolo, visto che gli altri non si sono più visti da quando è passata (a maggioranza) la linea del circolo che dava fastidio a qualcuno, resta un ottimo collettivo di compagni che lavorerà insieme, a prescindere dalle collocazioni (movimento, partito o senza tessere) uniti come sempre, battibeccando sulle virgole, ma con l'orizzonte chiaro e sapendo di avere davanti persone di onestà specchiata. Di questo io sono sicura, certe strade si continua a farle comunque insieme come si fa con tutti voi, sempre.




Ribelli

Luciano Granieri

 Il messaggero nell’articolo di ieri ci definisce ribelli. E’ una definizione corretta   se si considera la nostra azione di ribellione  alle ferree logiche  elettoralistiche che hanno vanificato ogni nostro sforzo di promuovere una proposta politica e programmatica, basata sul rispetto della dignità della persona umana, sia sul nostro territorio, nella recente campagna elettorale, che a livello nazionale. Avremmo preferito rivolgere il nostro conflitto verso i signori della finanza e della rendita fondiaria che nella nostra città trovano sempre rappresentanti politici disposti a servirli. E’ successo nelle ultime tre consiliature targate centro sinistra, accadrà ancora di più in questa nuova amministrazione di centro destra guidata da Nicola Ottaviani. Proprio gli steccati imposti dal nostro ex partito ci hanno impedito, così come avremmo voluto e così come sarebbe stato necessario, di produrre un’azione incisiva e rivoluzionaria contro il liberismo imperante padrone unico anche nella nostra città. E’ doloroso ribellarsi a chi in linea teorica dovrebbe pensarla  come te, è doloroso rivoltarsi contro coloro i quali dovrebbero essere la base di appoggio su cui costruire la propria alternativa politica. Ma è necessario se proprio i tuoi compagni costituiscono il primo e più difficile ostacolo al conflitto. Dunque siamo ribelli su tutti i fronti, sul fronte interno contro la forma partitocratrica propria anche di Rifondazione che lega le mani e toglie l’aria, ma soprattutto sul fronte esterno della lotta sociale contro la svolta ancora più autoritaria che le elezione a sindaco di Nicola Ottavini hanno imposto a Frosinone. In campagna elettorale abbiamo vissuto di stenti e di patimenti, stenti e patimenti imposti anche dall’esiguo supporto fornito dal nostro partito, stenti e patimenti che siamo disposti a sopportare anche in misura maggiore nel prosieguo della nostra attività politica che si dispiegherà più forte e aspra di prima  convinti di trovare nel nostro percorso nuovi compagni disposti a dividere con noi GLI  STESSI STENTI E  PATIMENTI.

martedì 22 maggio 2012

Ringraziamenti

Francesca Bucciarelli



COMUNICATO PRC


A nome del circolo 5 aprile di Ceccano voglio dire grazie a tutti i cittadini che hanno fatto in modo che la sinistra vincesse con un riultato così netto. Ringraziamo il nuovo sindaco di Ceccano Manuela Maliziola che durante questa difficilissima campagna elettorale non si è risparmiata, ha fatto assemblee, comizi, porta a porta senza tregua con entusiasmo e competenza. I miei ringraziamenti personali vanno a tutti i compagni che hanno collaborato durante questi duri mesi e i miei auguri vanno al Consigliere Umberto Terenzi che, sono certa, saprà onorare il compito che gli è stato affidato dai cittadini con l’impegno e la passione che lo hanno sempre contraddistinto. Oggi ha vinto la politica, ha vinto la sinistra e i principi della sinistra come la difesa dei beni comuni ( acqua, sanità, scuola..) dei diritti dei lavoratori, dell’equità sociale. Hanno vinto i contenuti, i programmi contro una destra che ha dimostrato di non avere altro oltre l’arroganza, senza proposte concrete per la città e che ha basato la propria campagna elettorale solo sul binomio “vecchio” “nuovo”, argomento che si è verificato essere poco convincente al quale i cittadii non hanno dato credito. Da subito saremo a disposizione, come abbiamo sempre fatto, per collaborare alla formazione della nuova Giunta che accompagnerà Manuela Maliziola durante il suo percorso mettendo a disposizione le nostre competenze e capacità.

lunedì 21 maggio 2012

Bilancio Filmico delle elezioni a Frosinone

a cura di Luciano Granieri

NICOLA OTTAVIANI NUOVO SINDACO DI FROSINONE.


 Questa la festa offerta dal nuovo sindaco agli elettori, non diversa dai tanti comizi fatti in campagna elettorale.




Il Pd e la coalizione di Marini con il sindaco uscente e perdente   si reca  ad un  brunch  di consolazione. Fra i peones, si notano alcuni membri delle segreterie provinciali di Rifondazione e di Sel.



La nostra conclusione in merito.  
E' VERO QUESTA SCENA L'ABBIAMO RIPROPOSTA PIU' VOLTE. Ma se anche  in presenza di una  crisi economica e sociale così cruda come quella che investe    la nostra città  e tutta Europa, la reazione del cittadino  frusinate si  limita   a cambiare cavallo democristiano, da Marini a Ottaviani,  il frammento  del film è tutt'altro che fuori luogo. 

INSEGNAMENTI  DA QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE.  
Se la prossima volta parteciperemo alle elezioni i nostri comizi saranno come la scena del film qui sotto, un grande catering di lusso da  offrire agli elettori  in modo che questi  memori dell'abbuffata potranno  darci il loro voto.



Come? 
Siamo troppo duri? 
Da questi spezzoni di film  emerge  che i cittadini frusinati  sono  una monnezza composta da accattoni che si vendono per per un piatto di pasta o per un buono di benzina?

VOI  LO DITE !!!!!

FINIAMO QUESTA COMMEDIA CON UN FRAMMENTO SCONTATO MA SIGNIFICATIVO.


domenica 20 maggio 2012

CECCANO – Bruciata bandiera di SEL nel piazzale “Peppino Impastato”

da http://www.ceccano24.it



Questa notte, nel piazzale Peppino Impastato, è stata bruciata una bandiera di Sinistra Ecologia e Libertà, rubata in zona Madonna della Pace. Inoltre, è stato rimosso un cartello che riportava la frase “La mafia è una montagna di m….”, esposto nella giornata di ieri per ricordare l’attentato di Brindisi costato la vita alla giovanisima studentessa Melissa Bassi.
Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine di Ceccano. Da parte del partito Sinistra Ecologia e Libertà è stata presentata una denuncia contro ignoti. Dell’accaduto è stato informato anche il responsabile nazionale Nichi Vendola.
---------------------------------------------------
Agli amici di Sel di Ceccano va tutta la nostra solidarietà. Aggiungiamo che se la mafia è una montagna di merda l'ignoranza becera che ispira  le gesta di tali soggetti sta diventando un cancro inestirpabile. A al nostro impegno politico e  alle nostre battaglie il compito di estirparlo. 
Luciano Granieri

giovedì 17 maggio 2012

Ariponete il furgone !!!!

Luciano Granieri



Quando il gioco si fa duro le segreterie provinciali cominciano a giocare. Che ne sapete voi della fatica che noi dirigenti facciamo per riappropriarci del finanziamento pubblico, per noi è arrivato all’ultimo accredito? Ma che ne sapete voi della fatica che si fa per garantire la carriera politica ai   “Trota” dei poveri?  Ma che ne sapete voi della fatica che si fa per mantenersi almeno la scheda telefonica pagata dal partito?  Ma che ne sapete voi delle elezioni, quelle vere, voi anime belle della cosiddetta “BUONA POLITICA”. Bravi complimenti, siete andati nei  quartieri ad agitare le vostre bandierine, ad attaccare i vostri manifesti. Complimenti a voi per il bel furgoncino variopinto con cui giravate per le piazze a fare i vostri bei discorsi, sui beni comuni, sui servizi sociali, sulla cultura, sull’urbanistica a cementificazione zero,  tutta roba buona per farsi fare i complimenti ma non per garantirsi  il futuro almeno per i prossimi cinque anni.Vi siete sfogati, avete urlato, avete giocato. Beh mo’ basta! è finita la ricreazione . Ma credevate davvero che ci facessero così schifo i socialisti, i “democristi”, i fascisti, i comunisti italiani? Lo dicevamo, ma era per fare un po’ di cinema, creare un po’ di casino, per andare sui giornali. Credevate davvero che avremmo disturbato i nostri segretari nazionali per appoggiare le VOSTRE CAUSE PERSE? E’ vero al primo turno non potavamo sputtanarci  subito né con Marini, la cui giunta era massacrata dalle inchieste, né con Marzi, una minestra riscaldata  di cui non ci fidavamo e a ragione, col senno di poi . A Ottavini forse potevamo farci un pensierino ma pareva troppo!!!! Ora ai ballottaggi la gente si è già scordata tutto e noi dobbiamo fare  i NOSTRI interessi. Non fateci perdere più tempo, ci avere stancato  posate le bandiere, riponete il furgone in garage che tanto non serve più.

Non in nostro nome

Il direttivo del circolo Prc Carlo Giuliani prende fermamente le distanze dall’appoggio della segreteria provinciale di Rifondazione al candidato a sindaco Michele Marini e ai suoi alleati di destra. Appoggio ratificato con una riunione del centrosinistra, alla quale ha partecipato per la segreteria provinciale del Prc la professoressa Fausta Dumano. Appoggio espresso nella nota siglata congiuntamente con le equivalenti segreterie di PD, PSI, SEL, IDV e COMUNISTI ITALIANI, in  cui  si invitano gli elettori a votare per Michele Marini in virtù di una sua supposta espressione di una coalizione di centrosinistra. Riteniamo che assegnare  alla coalizione capitanata dal sindaco uscente  una valenza di rappresentanza per l’elettore di centro sinistra sia quantomeno azzardato. Ricordiamo che in questo strano contenitore elettorale figurano forze come l’Udc, che  a Ceccano è schierata contro il candidato a sindaco Maliziola per la quale nello stesso documento si invita a votare. Ad un elettore consapevole e degno di stima come quello che sceglie il nostro partito, rimane difficile capire come a Frosinone l’Udc possa rappresentare il popolo del centro sinistra e  a Ceccano il popolo del centro destra. Inoltre nella coalizione che sostiene Michele Marini, vi sono movimenti  come i Cristiano Popolari, Fli, e il Movimento per la vita, forze nettamente schierate con la destra più reazionaria.
Ribadiamo pertanto che il prc cittadino al ballottaggio per la scelta del sindaco di Frosinone non si schiera con nessuno dei due candidati e non dà nessuna indicazione di voto agli elettori, in linea con quella che è stata la nostra campagna elettorale in appoggio ad un candidato alternativo, con il benestare del CPF (assemblea provinciale del Prc), che rimane l’unico organismo  che avrebbe potuto cambiare la linea politica del partito decidendo di appoggiare una coalizione connotata a destra. Non essendo stata fatta nessuna assemblea del CPF per prendere una decisione di tale portata, noi contestiamo la presa di posizione della segreteria.
 Tale posizione, espressa in modo così esplicito,  inoltre, mostra la poca o nulla considerazione  che l'organismo direttivo provinciale nutre   verso il proprio elettorato considerato alla stregua di POPOLO BUE pronto a  farsi abbindolare da analisi politiche che definire parziali è un eufemismo. Inoltre tale posizione è offensiva nei riguardi di chi la campagna elettorale l’ha condotta sul campo, andando nei quartieri  a illustrare la propria idea di città che è del tutto diversa dai progetti rispettivamente di Michele Marini e  di Nicola Ottaviani. Mai abbiamo avuto il piacere di ospitare nei nostri comizi,  a parte le occasioni in cui c’era da mettersi in mostra con la stampa, i dirigenti provinciali del nostro partito, quegli stessi dirigenti che oggi si arrogano il diritto di sconfessare un programma politico che pure avevano all’inizio condiviso. Questa miserabile questione, dà la misura di quanto i programmi, siano delle foglie di fico pronte a cadere quando, “passata la festa”, si deve “gabbare lo santo” della buona politica promossa dai militanti e dagli iscritti  basata sulle proposte programmatiche. 

Frosinone, 17-5-2012
                                               Il direttivo del circolo

mercoledì 16 maggio 2012

VALUTAZIONI SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012

DOCUMENTO DELLA LISTA FROSINONE BENECOMUNE

I candidati e i sostenitori della lista Frosinone BeneComune, si sono riuniti per esaminare i risultati elettorali ed il quadro politico determinatosi nella città dopo il voto amministrativo.
La lista Frosinone BeneComune, nata sotto l’esigenza di contrastare una idea di politica e di amministrazione che ha impietosamente condannato la città di Frosinone al degrado e all’impoverimento della qualità della vita, del tessuto sociale ed economico, si è battuta nel corso dell’ultima tornata elettorale per aprire una prospettiva di rinnovamento politico e di gestione democratica e trasparente della cosa pubblica. Dopo quindici anni di ininterrotta amministrazione disinteressata alla tutela dei beni pubblici e, soprattutto alla costruzione di una garanzia di progresso condiviso, il sedicente centro sinistra cittadino, che ha visto il PD e PSI realizzare le peggiori pratiche di trasformismo e trasversalismo praticando alleanze con MSI, prima, e con Storace e UDC dopo, si è dissolto alla vigilia delle elezioni per il solito mero calcolo di potere. Ancora una volta è stata dimostrata la manifesta incapacità di recepire e tradurre in azione politica, l’insofferenza dei cittadini nei confronti della politica degli interessi di bottega che non sa rispondere alla perdita di posti di lavoro, che permette l’edificazione selvaggia (con ulteriore conseguente deturpazione del paesaggio), che non arresta lo sfruttamento e la compromissione irreversibile del territorio, con conseguente inibizione delle attività agricole e zootecniche facenti parte del patrimonio identitario (vedi disastro della Valle del Sacco), che non valorizza le risorse della città, come il ricco patrimonio archeologico (sistematicamente umiliato) o le tante aree verdi (compreso il Fiume Cosa ma non solo), che non progetta il futuro e non coltiva il “bello”.
Il voto degli elettori di Frosinone esprime una chiara condanna della coalizione di Marini, così come boccia senza appello le “strane alleanze” della coalizione Marzi .
In questo quadro di dissolvimento del centro sinistra cittadino era scontato che il disagio, il malcontento e la protesta trovassero asilo nelle facili proposte populiste e demagogiche della destra.
Registriamo, tuttavia, una novità assoluta per al storia politica cittadina, ricca di indicazioni che aprono prospettive di cambiamento per il futuro: i consensi ottenuti dalla coalizione di Marina Kovari (con il contributo decisivo di Frosinone BeneComune), dalla coalizione di Giuseppina Bonaviri e dalla lista Movimento 5 stelle, indicano che una percentuale consistente (8%) dell’elettorato cittadino ha voluto dire basta con un modo vecchio di fare politica, clientelare ed al servizio dei “poteri forti”.
Sottolineando l’importanza di tale esito elettorale, i candidati e i sostenitori della lista Frosinone BeneComune ritengono che i tanti consensi “liberi” ottenuti dalla propria lista siano il risultato dell’impegno unitario e dalle innovative proposte programmatiche avanzate. Questa esperienza unitaria è il bene più prezioso che ci consegna questa tornata elettorale; al contempo ci si rende conto che è anche un bene fragile da coltivare, difendere, consolidare ed estendere. A tale scopo si fa appello alla coalizione Bonaviri, al Movimento 5 stelle e a tutte le forze sane di questa città per trovare punti di intesa su cui riprendere e sviluppare l’iniziativa e la lotta politica; pertanto, sin da ora Frosinone BeneComune si fa carico di promuovere un incontro per definire livelli possibili di raccordo.
Frosinone BeneComune non intende rinunciare al proprio ruolo neanche in questo ultimo scorcio di campagna elettorale che offre quadri non edificanti di opportunismo e pura occupazione di posti di potere; forze che fino a ieri si sono pubblicamente accusate e offese senza esclusioni di colpi, si alleano in modo più o meno palese inviando agli elettori un messaggio di qualunquismo vergognoso. Frosinone BeneComune, forza militante e attiva che porta in seno tutta l’esperienza dei movimenti e associazioni che in questi anni si sono battuti in città, invita gli elettori per il 20 e 21 maggio ad un comportamento coerente con quanto espresso fino ad oggi che evidenzi la “diversità” e favorisca l’affermazione delle idee di rinnovamento di cui siamo portatori.
Tutti gli elettori della Lista Frosinone BeneComune continueranno a battersi per il risanamento ambientale della Valle del Sacco e per lo sviluppo della Green Economy per creare occupazione e rilanciare l’economia, per un nuovo Piano Regolatore della Città e contro il rilascio di nuove concessioni edilizie al di fuori di tale piano favorendo il recupero e il restauro dell’esistente, per dare concreta applicazione alla volontà dei cittadini espressa nell’ultimo referendum per il ritorno alla Gestione Pubblica dell’Acqua, per una sanità efficiente e di qualità, per dire No all’Aeroporto, per la valorizzazione delle Terme Romane e contro la cementificazione dell’area adiacente alla Villa Comunale, destinata a parco dal vigente Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, per realizzare strumenti e iniziative contro la Corruzione e la Illegalità, per favorire processi di Democrazia Partecipata che faccia delle Associazioni e dei Comitati di quartiere i protagonisti della vita cittadina e delle decisioni politico-amministrative.



FROSINONE 15 maggio 2012



martedì 15 maggio 2012

Il re è nudo

Maurizio Federico

Si vanno ripetendo in questi giorni di vigilia del voto di ballottaggio a Frosinone appelli allarmati dalle provenienze più disparate, e in qualche caso sorprendenti, tesi a far vincere il “centrosinistra”.
C’è da chiedersi, però, se gli esponenti di quelle forze politiche regionali, provinciali e cittadine, che si affannano oggi a indicare Michele Marini come “naturale” candidato del centrosinistra, conoscano bene quale sia la reale composizione dello schieramento che, dopo aver sostenuto l’ex sindaco nel voto del 6 maggio scorso, con gli stessi simboli, tutti e inalterati, ritornerà nelle schede per il ballottaggio di domenica prossima.
Ebbene, voglio ricordare a quanti avevano già ritenuto Marini incapace di rappresentare il centrosinistra cittadino al primo turno e, invece, vogliono essere ora in prima linea per la “vittoria del centrosinistra” a Frosinone, com’è composta la coalizione dell’ex sindaco.
Mi rivolgo quindi al PSI di Schietroma, al SEL di Belli, alla FDS di Nardone e alla Rifondazione comunista della Carnevale, oltre che ai referenti regionali dei rispettivi partiti.
Sapete tutti voi che anche in sede di ballottaggio nella scheda si troveranno solamente i simboli di un partito e una lista civica di centro (PD e Lista Marini) dove, tra l’altro, il peso degli eredi della Democrazia cristiana sopravanza ogni riferimento alla lunga storia dei DS-PDS?
Sapete di trovare, poi, l’emblema dello scudo crociato dell’UDC, partito indiscutibilmente di centrodestra, che nella vicina Ceccano è, naturalmente, schierato con la destra del candidato Ruspandini?
A proposito di Ceccano va rilevata l’enorme differenza con la situazione di Frosinone poiché, in quella città, la candidata Maliziola, come è noto, è stata a capo di una reale convergenza di partiti e movimenti di tutta la sinistra e l’eventuale e auspicabile confluenza del PD locale, in sede di ballottaggio, non farà che ricomporre un vero centrosinistra che, ci auguriamo, stravinca.
Ma, per tornare a Frosinone, sapete voi che lanciate appelli che ci sarà, poi, il simbolo dei cosiddetti Cristiano Popolari che a livello provinciale, regionale e nazionale fanno parte del PDL di Berlusconi? Questo partito, guidato da sempre dal noto “progressista” Angelo D’Ovidio, si è visto addirittura respingere, per ragioni “etiche”, la sua richiesta di alleanza dal “centrodestro” Nicola Ottaviani per poi essere accolto, senza problemi, dal“centrosinistro” Michele Marini.
E, dulcis in fundo, sapete che sulla scheda si troverà l’emblema del “Terzo Polo”, qui rappresentato da una variopinta aggregazione composta, soprattutto, da elementi di estrema destra che hanno combattuto per una vita tutte le amministrazioni cittadine sia di centro che di centrosinistra (compresa l’ultima di Marini) e che, ancora oggi, appoggiano la Giunta di centrodestra di Iannarilli all’Amministrazione provinciale?
Ma la chicca finale, che dovrebbe far indignare i promotori, prima, e i destinatari degli appelli, poi, o, comunque, tutti i veri laici e progressisti sia di centro che di sinistra, è la presenza, sempre nella lista del “Terzo Polo”, di esponenti del cosiddetto “Movimento per la vita”, cioè di quanto più clericale e oscurantista proponga la destra nel nostro paese.
Insomma, vi sembra che quello appena descritto sia un “centrosinistra” da far vincere a tutti i costi a Frosinone?
Intendiamoci, se qualcuno vuole indicare come suo preferito Michele Marini e il suo schieramento, oggettivamente anch’esso di centrodestra, è liberissimo di farlo ma non cerchi di nascondersi, con una buona dose di ipocrisia, dietro una pretesa scelta di campo politico-ideologica.
E, per favore, che non si parli più di “centrosinistra”a Frosinone!

Mi pare abbastanza chiaro, o no?

sabato 12 maggio 2012

Frosinone. Amministrative 2012, ballottaggi

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, CIRCOLO CARLO GIULIANI DI FROSINONE

Il partito delle Rifondazione Comunista di Frosinone, che con una propria lista costituita insieme con due componenti indipendenti del movimento La Colomba, ha sostenuto la candidatura a Sindaco  di Marina Kovari, insieme con le liste di Sinistra Ecologia e Libertà e Frosinone BeneComune, non può che constatare come da decenni una coalizione di sinistra autonoma rispetto al centrosinistra non riuscisse ad ottenere un risultato così importante, 949 voti.  Riteniamo che le ragioni di questo risultato siano da ricercarsi nella chiarezza della proposta politica che sin da subito si è  caratterizzata con un programma di discontinuità  con le pratiche politiche e amministrative che avevano contraddistinto la ultime giunte. Un programma  basato su proposte di completa rottura  con sessant’anni  di amministrazioni condizionate dai poteri forti della città.  In particolare il nostro partito già da un anno, quando ancora la giunta Marini era ben salda  in sella con   socialisti e Udc,  e ancora non  era investita dal terremoto giudiziario,  pur con qualche posizione dissenziente al suo interno,  aveva espresso chiaramente  la volontà di schierarsi contro  quel bipolarismo che oggi a livello nazionale appoggia unito e compatto la macelleria sociale operata dal  governo Monti,  e che  a livello locale mostra di  parlare la stessa lingua basando i programmi sui project  financing,  sulla  privatizzazione dei beni comuni, e ignorando politiche volte alla promozione dei servizi sociali , all’affermazione dell’istruzione e della cultura  e di opposizione  al patto di stabilità. Per questo motivo  siamo convinti che chi ha votato la nostra coalizione abbia fatto la scelta di premiare la  proposta di una nuova  politica contro il bipolarismo trasformatasi a Frosinone nel  pericoloso tripolarismo Marzi/Marini/Ottaviani. Da questa breve analisi ne deriva che la nostra posizione in merito al ballottaggio fra Marini e Ottaviani , anche per rispettare la volontà di chi ci ha scelto , è di assoluta continuità con i programmi e le istanze espresse prima e durante la campagna elettorale:  il Prc non si schiera né con il centrosinistra,  né con il centro destra, né con Marini né con Ottaviani.  L’apparentamento è un concetto completamente al di fuori della nostra opzione politica nel quadro determinato dal primo turno elettorale.   Inoltre abbiamo troppa stima verso  i nostri elettori  per dare loro indicazione sul come dovranno comportarsi rispetto ai ballottaggi. Sia chi sceglierà di non andare a votare, sia chi al contrario deciderà di partecipare alla tornata di ballottaggio, siamo certi,  lo farà con consapevolezza e  onestà intellettuale. Per quanto riguarda il futuro continueremo ad impegnarci nella costruzione di un polo di sinistra alternativo alla grossa coalizione venutasi a formare fra centrodestra e centrosinistra in appoggio al governo Monti, i cui nefasti effetti non tarderanno a manifestarsi, ancor peggio di quanto facciano già oggi  nella vita delle persone che noi invece vogliamo difendere.

Frosinone, 11-05-2012
                                                Il direttivo del circolo Carlo Giuliani del Prc di Frosinone

venerdì 11 maggio 2012

Ringraziamento agli elettori

Luciano Granieri

Voglio ringraziare sinceramente, di cuore, gli elettori per il successo elettorale che mi hanno tributato. Francamente una performance del genere non me la sarei mai aspettata. Per me, che sono alla prima esperienza elettorale, il risultato ottenuto è importantissimo soprattutto per la sua perentorietà e chiarezza. Il messaggio inviato dagli elettori è incontrovertibile ed è significativo per quanto attiene al mio successo personale nella contesa amministrativa. Un messaggio che è mio dovere non ignorare, non sottovalutare e che mi obbliga ad impegnarmi ancora di più per tutti coloro che mi hanno concesso fiducia.

GRAZIE ANCORA A TUTTI .




mercoledì 9 maggio 2012

Non lasciamo dominare Ceccano da un bruciatore di libri

Angelino Loffredi

Suonano le trombe, soffiano sui pifferi, intonano una marcia trionfale perché hanno piegato la Stalingrado rossa. C'è qualcosa di vero nello sbandierato successo di Ruspandini in questo primo turno elettorale. Tale esito non va solamente comparato a quanto accaduto durante questo mese perchè è necessario andare più indietro, quando nell'estate passata, un gruppo di persone legate alla sinistra, chiedeva di verificare, alla luce del sole, l'attività amministrativa, in quanto già si coglievano ritardi, divisoni, ambivalenze esistenti nella maggioranza e collegare l'insieme di queste criticità alla campagna per le sempre annunciate primarie, per far scegliere ai cittadini il candidato a Sindaco.

Non abbiamo assistito né a una approfondita ricognizione dell'esistente, né alle necessarie correzioni, e nemmeno alle primarie. I trentatrè cittadini che inviarono un documento ai responsabili di partito mettendosi a disposizione per quella che doveva essere l'apertura di una nuova fase, ancora aspettono un riscontro. Niente primarie, dunque, mentre a gennaio abbiamo visto nascere un brutta e prevedibile contrapposizione fra forze ed esponenti di centrosinistra. In questi mesi si è consumato un equivoco veramente grave: la coalizione elettorale che sosteneva Cerroni nelle critiche, (a volte giuste e veritiere ), alla giunta uscente, dimenticava di far dimettere due suoi assessori dalla stessa. Una situazione di schizofrenia politica.

A fronte di tale sconsolante quadro non me la sono sentito di assegnare ragioni a nessuno.

La coalizione guidata da Ruspantini arriva al 31% , favorita dal silenzio dei due raggruppamenti del centro sinistra, non impegnati a ricordare che la stessa è la fotocopia delle pessime amministrazioni che amministrano la Provincia e la Regione e che lo stesso candidato a Sindaco è quello che bruciò cinque anni fa un libro, sulla piazza del comune di Ceccano contestato vivacemente da esponenti di destra e di sinistra.

In tutta questa vicenda elettorale bisogna dare atto che la novità era costituita dal gruppo di Idee in Movimento che pur con tanti limiti programmatici, primo fra tutto le tematiche sul lavoro, ha assicurato una campagna elettorale accompagnando le critiche alla documentazione, senza strilli e privo di risorse finanziarie.

Vorrei dire infine che sulla Maliziola le critiche ricevute riguardavano una sua presunta debolezza rispetto ai " vecchi marpioni " della politica, anzi di esserne il clone. I fatti dimostrano che i vecchi amministratori, ad esaminar bene, non ottengono grandi successi personali, anzi sono tutti ridimensionati. La stessa Maliziola, se teniamo conto della sua lista, ottiene più voti della coalizione che l'ha sostenuta ed ha caratterizzato con la "farina del suo sacco" la campagna elettorale.

Non mi permetto di dare consigli a coloro che nel centro sinistra hanno responsabilità di partito ma devono sapere che ancora sono nelle condizioni di fare il miracolo: non permettere che un bruciatore di libri arrivi a dominare Ceccano e la sua storia e di riaprire un rapporto nuovo fra tutte le forze politiche.

Elezioni amministrative. Primo bilancio

di Francesco Ricci  (PdaC)

Si approfondisce la crisi dei partiti borghesi Ma la soluzione verrà dalle lotte, non dalle urne.

Elezioni amministrative. Alcune considerazioni. L'alta astensione, così come il successo delle liste del comico Beppe Grillo, sono un sintomo della crisi acuta del sistema politico della borghesia, che sta perdendo credibilità non solo e non tanto per gli scandali che lo avvolgono, per la corruzione che trasuda da ogni parte, ma soprattutto perché conduce una guerra sociale (i "piani di austerità") per scaricare la crisi del capitalismo sulle masse popolari.
In particolare, come sempre nel sistema dell'alternanza borghese (come si vede nel resto d'Europa), le elezioni penalizzano in primo luogo i partiti che hanno governato per ultimi. In questo quadro va letto il vero e proprio crollo del Pdl berlusconiano e della Lega Nord.
In ogni caso non sarà dalle urne (né queste né quelle delle prossime elezioni politiche) che potrà uscire una soluzione per i lavoratori. Le prossime elezioni politiche, dopo la "parentesi" di Monti, con ogni probabilità, segneranno solo il nuovo passaggio di testimone tra i due schieramenti dell'alternanza, e il prossimo governo nazionale proseguirà l'attacco ai lavoratori per recuperare i profitti padronali, come conferma il fatto che il governo Monti e la sua politica di macelleria sociale godono oggi del sostegno congiunto di Pdl, Pd e "terzo polo".

La crisi dei riformisti, la prospettiva dei rivoluzionari
La sinistra socialdemocratica, Sel di Vendola e Prc (quest'ultimo continua, anche sul piano elettorale, a scivolare sempre più giù), si prepara a sostenere il prossimo governo di centrosinistra: così come in queste elezioni amministrative ha stretto alleanze di governo praticamente ovunque  (a parte Frosinone ndr) col Pd. La logica governista di questa sinistra, l'ossessione per le poltrone e gli sgabelli borghesi che nutrono i gruppi dirigenti burocratici di quella che viene chiamata "sinistra radicale", non sono solo perdenti ma appaiono tanto più grottesche a fronte dell'attacco violentissimo e aperto sferrato dai governi della
borghesia e della nuova situazione di ascesa delle lotte in Europa e nel mondo che apre la strada a una ripresa delle lotte nelle piazze anche in Italia.

Il Pdac e il risultato importante di Verona
L'alternativa vera, di classe, va cercata fuori dalle urne. Come Pdac pensiamo che la scelta di partecipare alle elezioni sia meramente tattica: per questo di volta in volta valutiamo se e come presentarci. In quest'ottica anche a queste elezioni abbiamo partecipato col solo scopo di usare quello che è un gioco truccato della borghesia e delle sue istituzioni: per dare visibilità alle lotte dei lavoratori e delle classi subalterne. A queste amministrative abbiamo presentato liste del partito a Lecce e a Verona. E il nostro risultato era già conseguito prima dell'apertura delle urne perché, in entrambe le situazioni, siamo riusciti a interloquire con centinaia di lavoratori e di giovani, usando la campagna elettorale per fare propaganda su un programma coerentemente rivoluzionario. A Verona attorno alla candidatura di Ibrahima si è coagulato un settore importante di lavoratori e, in particolare, di lavoratori dello strato più oppresso, quello degli immigrati. La candidatura stessa ha avuto una grande visibilità nazionale: essendo nei fatti la cosa di cui più si è parlato a sinistra, nazionalmente.
Pur vedendo nel mero dato numerico una questione secondaria, in quanto siamo interessati a tradurre la battaglia propagandistica in nuove energie militanti per la costruzione del partito rivoluzionario, dobbiamo segnalare, a fianco della percentuale nella media dell'estrema sinistra da noi conseguita a Lecce, il dato significativo raggiunto dal nostro candidato Ibrahima Barry a Verona. Nella città dominata dalla Lega Nord e dalla destra razzista, pur scontando il fatto che molti attivisti e sostenitori del Pdac non potevano votare, in quanto immigrati privi di cittadinanza, pur avendo avviato la costruzione della nostra sezione locale solo da qualche mese, pur avendo potuto investire nella campagna elettorale solo qualche centinaio di euro raccolti in una scatola di cartone ai presidi, Ibrahima Barry prende lo 0,7% e circa mille voti (si noti che Rifondazione e Pdci, nonostante i mezzi superiori e la visibilità mediatica nazionale, prendono, insieme, lo 0,9%). Mille voti a un candidato immigrato, operaio, trotskista, e a un programma rivoluzionario che parla di abbattimento del sistema capitalistico. E' l'evidente riflesso, per quanto proveniente da quello specchio deformato e falsante che sono le elezioni borghesi, perlomeno di una simpatia vasta raccolta in questa difficilissima (e talvolta anche rischiosa) campagna elettorale.

Le lotte sono la prospettiva dei rivoluzionari
Se, come altri a sinistra del Prc, fossimo interessati al grottesco gioco dei numeri elettorali, dovremmo oggi dire che il Pdac prende -e nella città più difficile- il voto più alto, in percentuale e numeri, a sinistra di Rifondazione. E' un fatto. Ma non è a fatti di questo tipo che guardano i rivoluzionari. I fatti che ci interessano sono la costruzione di nuove lotte unitarie, dei lavoratori nativi e immigrati; il rafforzamento di quel partito rivoluzionario che ancora non c'è e che è indispensabile per sviluppare le lotte, su scala nazionale e internazionale, in una prospettiva di rovesciamento di questo sistema sociale e politico.



martedì 8 maggio 2012

Frosinone la città della preantipolitica

Luciano Granieri.


Commento a semifreddo delle elezioni cittadine. Signore e signori, benvenuti nella città della PREANTIPOLITICA. Qualcuno dirà non ci affumicare   il cervello, già si sente parlare dell’antipolitica e non si sa bene cosa sia, adesso ci sbombrilli i maroni (non il leghista)   con la   PREANTIPOLITICA?  Vado dunque a SPIEGARE!!!!! cosa intendo per PREANTIPOLITCA . Partiamo da una premessa doverosa, ovvero  illustrare  cosa per me sia  la  POLITICA. Politica a livello comunale per il sottoscritto  significa redigere un programma ed avanzare delle proposte per il governo della città. Purtroppo zuffe, baruffe, personalismi, veti incrociati   regole di movimento a Frosinone  hanno  prodotto la diaspora  della galassia  alternativa al tripolarismo,  comportando l’espressione di  tre candidate a sindaco  diverse ma con programmi  più o meno simili. Si  è andati alla battaglia contando sulla bontà delle proprie idee e proposte, dunque  una battaglia politica autentica. Guarda caso  le uniche candidate a sindaco  che si sono date la  pena di redigere un programma e metterlo in rete sono state:  la nostra,   Marina Kovari, Enrica Segneri   del  movimento 5 stelle,  e Giuseppina Bonaviri delle liste per Bonaviri sindaco. Non voglio analizzare le proposte nel merito, quello che mi preme sottolineare è che  quantomeno, le menti  a supporto di queste candidate,   lo sforzo di intercettare i bisogni dei cittadini, di  pensare Frosinone secondo  le loro idee di comunità , e  perché no, secondo  i loro sogni,  lo hanno fatto. Dunque non è errato sostenere che i movimenti a supporto delle candidate, Kovari, Segneri e Bonaviri hanno espresso un progetto politico vero, serio,  definito, strutturato. I risultati come sarà sicuramente noto sono irrisori, fallimentari. Se consideriamo il computo  delle tre coalizioni messe insieme il conto fa : voti totali 2.285, percentuale totale: 7,97%.  Passi per la coalizione a supporto della Bonaviri, priva di un aggancio nazionale e diffuso in città,  passi per la nostra coalizione che presenta al suo interno simboli di partito invisi ai più , come Sel e Rifondazione, ma la lista 5 stelle della mia amica Enrica avrebbe dovuto seguire il corso nazionale che ha sancito un successo dei candidati di Grillo. Infatti il comico genovese per far presa sulla gente  impreziosisce i contenuti tematici  , in  gran parte condivisibili,  con  i vaffanculo, le diarree, gli epiteti funerei demagogici che hanno una presa sicura e immediata  sugli elettori non abituati a ragionare su una evoluzione politica di più ampio respiro. Tutto ciò come ha funzionato in gran paste del Paese avrebbe dovuto avere successo anche da noi . Invece niente, elettroencefalogramma piatto.  Qui a Frosinone, città fra le ultime per la qualità della vita, fra le più orrende urbanisticamente parlando, (la definizione  è di Argan), fra le più inquinate d’Italia, nulla distoglie  la maggior parte degli elettori dal consueto tran tran del voto di scambio, anzi dal voto di “SOTTOMISSIONE”. Ne ho avuto testimonianza diretta come rappresentante di lista al seggio n.16,  scuola materna di Via Madonna della Neve. A fronte di una domenica elettorale  passata a marcare stretto il candidato del Pdl - ottantunenne ras assoluto del quartiere , VOLTO NUOVO????? Della politica ciociara,  il quale  non perdeva occasione per intrufolarsi nei  seggi con elettori al seguito, per  indire comizi vicino ai cancelli, del sito elettorale -  ci siamo dovuti sorbire nel corso dello spoglio voti disgiunti   che sono un insulto per la democrazia della città.  Voto al candidato sindaco che  ti ha promesso di asfaltare il  vialetto di casa, e preferenza al candidato consigliere medico di opposta fazione, votato perchè si impegna a curarti con accuratezza, come se questo obbligo non rientrasse nei doveri di un dottore ma fosse una prestazione da svolgere in cambio della preferenza.  Voto al candidato sindaco che ti ha promesso un lavoro per tuo figlio e  preferenza  al consigliere geometra di opposta fazione che ti ha fatto risparmiare un bel po’ di soldi sulla costruzione di un canale entro cui far passare le  tubazioni irrigue. Questi sono alcuni  esempi molto generalizzati, altrimenti rischio una seconda denuncia ,  di antipolitica, anzi di PREANTIPOLITICA. Sono retaggi dell’andreottismo e dello sbardellismo  più spinti  propri  di un’era in cui l’antipolitica clientelare già regnava e  imperava dal dopoguerra,   per questo la definisco   PREANTIPOLITICA  Oggi purtroppo la buona politica dei programmi, del porre al centro dell’azione amministrativa il cittadino, non esiste e a Frosinone non è mai esistita e se neanche il movimento 5 stelle riesce a smuovere le persone così come avvenuto nelle altre città in cui si sono svolte  le elezioni lo scorso weekend , significa che il nostro tessuto sociale è irrecuperabile. Allora occorre porre in essere una azione politica che travalichi il percorso elettorale e inizi ad operare sul territorio già da domani, denunciando i meschini giochetti di scambio con  I GRANDI MURATORI E  BANCHERI DI CAZZUOLA ,  espressione della parte più ricca e privilegiata della città . E’ ora di intraprendere un  percorso che sia attivo ogni giorno oltre gli appuntamenti elettorali. E’ una lotta culturale e sociale, e in quanto tale, molto lunga e faticosa. Mi auguro che noi di Rifondazione, con l’aiuto di Sel e di Frosinone BeneComune, sin da domani, ignorando il risultato elettorale si possa iniziare a ricostruire, nella nostra città, quel minimo di coscienza sociale  e civile devastata da decenni e decenni di potere clientelare dei GRANDI MURATORI che hanno sempre avuto al proprio servizio la PREANTIPOLITICA, evolutasi in antipolitica moderna e antipolitica post moderna. Compagni rimbocchiamoci le maniche. 


venerdì 4 maggio 2012

Votate l'onda d'urto

Luciano Granieri


Siamo dunque arrivati alla fine di una estenuante campagna elettorale, ma il bello deve ancora venire. Dopo un anno in cui   abbiamo cercato di dialogare con le  forze antagoniste della nostra città per costruire un movimento forte di contrapposizione alla vecchia politica clientelare che ha contraddistinto le giunte comunali dal dopo guerra ad oggi,  noi di Rifondazione Comunista di Frosinone siamo riusciti a trovare il pieno accordo con i compagni di Sinistra Ecologia e  Libertà e Frosinone BeneComune  sulla candidatura  a sindaco Marina Kovari. Da  quella giornata di anticipo primaverile, in cui la candidatura di Marina è stata presentata alla stampa presso lo stadio Casaleno, non ci siamo fermati più.  Con il furgone di Paolo abbiamo battuto strade e piazze della città per far conoscere il nostro programma per Frosinone. Urbanistica a cementificazione zero,  polo sportivo e culturale,  rivalutazione e difesa del patrimonio artistico e archeologico, reddito di cittadinanza, contrarietà al piano di stabilità e recupero delle grande evasione in oneri urbanstici dovuti dalle grandi aziende edilizie, queste sono  alcune della parole d’ordine che abbiamo proposto ai cittadini in luogo delle cene, dei buoni di benzina che altri nostri concorrenti hanno offerto. Nel video che segue abbiamo raccolto alcuni momenti della campagna elettorale commentati dalla musica dei Modena City Ramblers, Enrico Capuano e Gang. Nell’ultimo dibattito a cui hanno partecipato Giorgio Cremasnchi  dirigente FIOM, Roberta Fantozzi, responsabile lavoro Partito della Rifondazione Comunista e Marco Veruggio di Controcorrente (sinistra di Rifondazione) siamo stati incitati da i nostri illustri ospiti a continuare questa esperienza dell'onda d’urto di sinistra anche dopo le elezioni . Non chiediamo di meglio ma certo che l’aiuto degli elettori potrebbe darci una forza ulteriore. Per questo motivo in questo ultimo post prima del silenzio elettorale siamo a chiedervi di votare per Marina Kovari sindaco. E’ evidente che chiediamo il voto anche per noi candidati  consiglieri. Tutti    abbiamo messo la faccia in una campagna elettorale faticosa, perché priva di mezzi, ma stimolante. Non mi nascondo dietro a un dito,  sarei oltremodo orgoglioso se i naviganti del blog votassero per la lista di Rifondazione/La Colomba e in particolare per il sottoscritto, ma anche gli altri compagni come Maria Lucia, Francesco, Andrea, Marisa, Lugi, Fiorenzo e Claudio potrebbero essere votati (non gli ho menzionati tutti ma è sufficiente consultare la lista), così come meriterebbero il voto i  compagni di Sel o Paolo, Lorenzo, Ivan,  e quelli  di Frosinone BeneComune. Insomma l’importante e fare in modo che Marina possa diventare il prossimo sindaco di Frosinone. Lo merita. lei, lo meritiamo noi,  ma soprattutto lo meritano i ciociari che da troppi anni sono sotto il giogo dei poteri forti cittadini e che vivono in una città che da decenni è agli ultimi posti per la qualità della vita. Insomma care elettrici e cari elettori, fate in modo che la nostra ONDA D'URTO possa scuotere la città e regalare a Voi una Frosinone a misura umana.
Buon Voto a tutti.




I Comuni come soggetti politici

Luciano Granieri


Piano a valle dell’ascensore inclinato. Qui è andata in scena un’altra tappa del programma di dibattiti con la popolazione della coalizione Rifondazione-Sel-Frosinone BeneComune  che supporta la candidata a sindaco Marina Kovari. In questa frangente , sono stati invitati a confrontarsi con i cittadini e gli stessi candidati, Marco Veruggio, del movimento Controcorrente, sinistra di Rifondazione Comunista, Roberta Fantozzi, responsabile nazionale lavoro di Rifondazione Comunista, e Giorgio Cremaschi presidente del comitato centrale della Fiom.  Evidentemente il confronto ha  preso una piega di politica generale, si sono analizzati  i nuovi orizzonti che si stanno aprendo in Francia e in Irlanda per la sinistra alternativa . E soprattutto ci si è resi conto che esiste un enorme vuoto nello spazio politico nazionale che i partiti di sinistra devono riempire di contenuti per non lasciarlo ai  populismi di via natura che da sempre nella storia  hanno prodotto disastri. Abbiamo appreso come suggeriva Cremaschi che il comune può  andare oltre la sua funzione istituzionale di governo della città. Il comune, il municipio, può fare politica, una politica anticapitalista dalla connotazione di classe.  Una amministrazione comunale, può fare pressioni sulle aziende del territorio affinchè non licenzino, non chiudano e scappino con i denari pubblici lasciando sul lastrico intere famiglie. Un sindaco può opporsi al patto di stabilità direttamente, oltre che coinvolgere altri comuni in una fase vertenziale più ampia che opponga la volontà dei cittadini alla depredazione sociale che il patto provoca. Se un comune non esprime una opposizione ferma alla politica di tagli che lo coinvolge direttamente i sindaci rischiano di diventare degli esattori implacabili di risorse non destinate al territorio, il caso dell’Imu è emblematico in questo senso.  E’ necessario che le amministrazioni di sinistra si rifiutino di estorcere l’Imu ai propri amministrati. Altrimenti la devastazione del tessuto sociale cittadino diverrà totale. Abbiamo respirato, sulle sponde dei fiume cosa un’aria tornata pura, libera da orpelli tattici,  finalmente si è avuto il coraggio di dire che una lotta di classe è più che mai necessaria, contro il capitalismo, il potere della finanza e contro le scorrerie delle grandi famiglie imprenditoriali. E in questa lotta di classe i sindaci e le amministrazioni da loro guidate possono giocare un ruolo importante. Finalmente  si è sentita una coalizione fortemente caratterizzata a sinistra dire cose di sinistra. Anche l’intervento di Marina Kovari, candidata a sindaco, spinta dalle valutazioni di Cremaschi, Veruggio e Fantozzi è sembrato più deciso, più convinto nell’affermare che sono quanto mai necessarie politiche sociali forti, atte a salvaguardare le classi più deboli e i beni comuni i quali devono rimanere a disposizione di tutti ed esenti da ogni tipo di mercificazione. Marina ha affermato che la nostra coalizione punta decisamente alla vittoria e non a occupare un ruolo marginale, proprio facendo leva su questi capisaldi.  Questa  ventata di nuove idee, che nuove non sono ma che erano cadute nel dimenticatoio, sopraffatte da un realismo riformista ipocrita, ha aggregato attorno ai relatori un buon numero di persone a dimostrazione del fatto che forse si può attirare la gente anche non offendo da mangiare ma offrendo delle proposte diverse e soprattutto riconoscibili da chi si avvicina ad una coalizione che ha al suo interno un simbolo con la falce e martello. Come hanno notato tutti gli ospiti invitati a parlare da Cremaschi a Fantozzi a Veruggio, da Frosinone può ripartire una nuova proposta  di sinistra, avulsa dai giochetti fraudolenti di una finta conflittualità bipolare.  Da tutti loro è arrivato l’invito a proseguire e a far crescere questa aggregazione anche dopo le elezioni. Noi sicuramente ci proveremo e dopo questo dibattito la nostra determinazione è ancora più forte. Di seguito i video degli interventi.

Apre andrea Cristofaro segrrtario del circolo Carlo Giuliani del Circolo di Rifondazione Frosinone, segue la testimonianza di un lavoratore in cassa integrazione dell'Ilva, inrzia l'intervento  Giorgio Cremaschi.
FIOM


Conclude l'intervento Cremaschi e interviene Marco Veruggio di Controcorrente sinistra di Rifondazione.


Conclude l'intervento Marco Veruggio e prende la parola la Candidata a sindaco Marina Kovari


Interviene Roberta Fantozzi,  responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista., conclude Cremaschi FIOM.

mercoledì 2 maggio 2012

Primo maggio in Ciociaria

Luciano Granieri

Quello appena trascorso è stato un primo maggio molto particolare. In linea generale  perché si è celebrata  la festa dei lavoratori in un periodo in cui il lavoro non c’è.  La devastazione sociale che sta investendo gran parte dell’Europa a seguito di una controrivoluzione neo liberista - che ha distrutto una delle conquiste più importanti ottenute in decenni di lotte, ossia il lavoro come diritto, come strumento di promozione della dignità umana - ha trasformato anche la natura della festa dei lavoratori. E’ stato un primo maggio dunque di amara constatazione che l’oggetto della celebrazione sta venendo meno. Da qui dunque arriva il messaggio che bisogna alzare  il livello della lotta. Non è più sufficiente sollevare istanze affinché si ottengano delle condizioni di lavoro migliori, ma è necessario lottare per un nuovo sistema di società. Un sistema dove, a fronte del crollo  dell’utopia neoliberista, torni al centro della vita  sociale il lavoro come vero ed unico strumento di progresso della comunità. Per noi, impegnati nella campagna elettorale per le amministrative della  nostra città, è stato un primo maggio  pieno di incontri, di confronti diretti con la gente. La giornata di ieri ci ha dimostrato che l’esperienza maturata in anni di manifestazioni si sta rivelando molto preziosa per la nostra campagna elettorale. Noi siamo in piazza sempre e comunque, è la cosa che sappiamo fare meglio e speriamo che  i risultati in termini di ritorno di voti possano concretizzare questa nostra attitudine.  Non siamo capaci di abbuffare le popolazione con  luculliane cene, non ne abbiamo le possibilità economiche, né saremmo credibili. Infatti questi fasti messi in atto dai nostri concorrenti sono organizzati con gli stessi soldi estorti a quel popolo che oggi si vuole comprare a suon di ricche libagioni. Detto questo, noi  candidati consiglieri della lista di Rifondazione Comunista, con i compagni della lista  di Sel e di Frosinone BeneComune, insieme con la nostra candidata a sindaco Marina Kovari, ci siamo trovati nel corso della mattinata alle celebrazioni organizzate a Isola del Liri.  Il primo maggio  a Isola  è una tradizione consolidata nella  nostra provincia, qui batte il cuore pulsante di tutti i lavoratori e oggi anche di persone che il lavoro l’hanno perso o ancora non l’hanno trovato. In questo frangente si riuniscono tutti gli stati generali della sinistra provinciale. Ieri ad esempio erano presenti il segretario  provinciale di Rifondazione (Ornella Carnevale) e il segretario di Sel (Nazareno Pilozzi). In realtà abbiamo notato anche gli stati generali dei Narcisisti (leggi comunisti) italiani, ma facciamo veramente fatica ad iscriverli nel novero delle organizzazioni di sinistra, a meno che non si voglia qualificare il loro sodale, camerata Storace, come un  novello compagno rivoluzionario. 


Dopo una bella mattinata di confronto e condivisione del valore "lavoro come bene comune", la carovana elettorale, al seguito di Marina Kovari, si è spostata presso il quartiere scalo. Nei giardinetti limitrofi alla stazione  si è tenuto un comizio al quale hanno partecipato, Paolo Iafrate della  lista Frosinone BeneComune, il sottoscritto Luciano Granieri,  Andrea Cristofaro, candidati consiglieri per Rifondazione e la candidata a sindaco Marina Kovari. Pur nella solita desolazione che la città offre a chiunque tenga un comizio senza regalie di buoni benzina o banchetti, le nostre buone ragioni sono state apprezzate almeno da tre signori i quali ci hanno assicurato il loro voto. Direi un risultato “INSPERATO” .  




L’ultima tappa della giornata ha visto una parte della coalizione, in particolare il sottoscritto, e Maria Lucia Giovannangelo, candidati consiglieri per Rifondazione,  Paolo Iafrate per, Frosinone  BeneComune e l’instancabile candidata a sindaco Marina Kovari, trasferirsi alla festa del primo maggio organizzata dal quartiere Colle Cottorino . Anche questa è una tradizione consolidata per il quartiere, tanto che abbiamo incontrato altri candidati e dirigenti locali di partito in cerca di consensi elettorali, e non. Su tutti spiccava la presenza di Domenico Marzi già sindaco per due mandati di questa città,  di nuovo in corsa per la poltrona di primo cittadino e il parlamentare europeo Francesco De Angelis, (Pd) con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere assieme al sindacalista Luciano Antonucci .  Oltre a fare un’ analisi dei flussi elettorali e dei sondaggi relativi alle varie coalizioni  Francesco De Angelis ci ha spiegato in breve le dinamiche che hanno determinato al rottura dei Socialisti con il Pd di Marini. Se non fosse stato per quei perditempo dei socialisti, refrattari alle primarie prima, e scontenti della candidatura di Marini poi, il centrosinistra più antico d’Italia mai si sarebbe sfaldato. Francamente non sappiamo se rammaricarci o plaudire ai sodali di Schietroma che hanno messo fine ad un centrosinistra molto più che vecchio, decrepito, mummificato, stratificato su reperti paleontologico-democristiani. Certo è che il nuovo corso dei socialisti ciociari ha contribuito a far nascere quella sorta di pastone indigesto con dentro ex comunisti, dipietristi e fascisti che appoggia la candidatura a sindaco del “volto nuovo” Domenico Marzi.Complimenti! Con lo spegnersi delle luci della festa di Colle Cottorino, si è concluso anche il nostro primo maggio. Una giornata impegnativa ma molto significativa e stimolante. E’ sempre bello potersi confrontare direttamente con la gente, ascoltare e condividere i problemi di tutti i giorni e provare ad avanzare delle proposte per risolverli, almeno in parte. E’ questo l’impegno che noi di Rifondazione, con i compagni di Sel e Frosinone BeneComune  ci siamo assunti appoggiando la candidatura a sindaco di Marina Kovari. Se avremo la possibilità di provare ad assolvere a questo impegno dipenderà dagli elettori. Noi siamo fiduciosi.