Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 4 novembre 2010

Sosteniamo le masse popolari di Terzigno e della Campania!

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

Il territorio e la salute sono beni comuni, come il lavoro, l’istruzione, l’acqua!
Ribellarsi a chi devasta e affama è giusto!
Via la banda Berlusconi! Un governo di emergenza popolare deve prendere il suo posto!

·  Che tutti i sinceri democratici, i progressisti, la società civile prendano posizione e si mobilitino per fermare le violenze poliziesche contro le masse popolari campane e per sostenere le migliaia di persone che scendono in strada in difesa della propria terra e della propria vita.

·  Che le più grandi e influenti organizzazioni popolari, a partire dalla FIOM e dai sindacati di base, dagli organismi che difendono la Costituzione e l’ambiente, indicano proteste e mobilitazioni per rompere l’assedio di Terzigno.

·  Che Landini, Cremaschi, Flores D’Arcais, Margherità Hack, Don Gallo e tutti i promotori della grande manifestazione del 16 ottobre diano seguito alle aspettative, ai sentimenti e alla volontà che centinaia di migliaia di operai, lavoratori, donne, giovani, immigrati, intellettuali hanno espresso in quella manifestazione mettendosi alla testa del movimento di massa per cacciare Berlusconi e costruire un governo di emergenza popolare.

La loro lotta è la nostra lotta. Sostenere gli abitanti di Terzigno!
Con manifestazioni, presidi, prese di posizione, dichiarazioni pubbliche: un movimento di piazza e di opinione in solidarietà con chi si ribella alle speculazioni di politicanti e malavitosi, che rafforzi la lotta per cacciare via la banda Berlusconi, che dia alle organizzazioni operaie e popolari scese in piazza il 16 ottobre contro il “patto sociale” di Marchionne, la deriva reazionaria e la devastazione ambientale uno obiettivo unitario e costruttivo: instaurare un loro governo di emergenza popolare per porre rimedio subito agli effetti più gravi della crisi economica e ambientale! “Quando un ordine sociale è ingiusto, il disordine è il primo passo per instaurare un ordine sociale giusto”! “E’ guerra civile ”, così gli abitanti di Terzigno definiscono quello che sta succedendo in questi giorni e che i mass media, salvo poche eccezioni, liquidano come “scontri e tafferugli”: cariche continue da parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza, rastrellamenti, manganellate su donne e ragazzini, pestaggi e feriti (anche gravi), sequestro di telecamere ad alcuni operatori televisivi. Il governo ha dato disposizione di aprire una seconda discarica sul territorio e ha accompagnato la decisione con l’invio di reparti antisommossa, il messaggio chiaro: siete condannati a vivere e morire nei rifiuti, se non va bene manganellate Hanno ragione, a Terzigno si sta combattendo una guerra! Da una parte ci sono il governo e le autorità locali. Dalla Prestigiacomo, a Caldoro, al capo della polizia Manganelli (il boia della Diaz e di Bolzaneto al G8 di Genova!), il loro ritornello è che “la legge prevede l’apertura della nuova discarica di Cava Vitiello e la legge va rispettata”. NON E’ VERO! La legge a cui fanno riferimento (il decreto 90/2008) non è più attiva ed era una legge in deroga ad altre normative nazionali ed europee (vedi PeaceReporter)! Berlusconi e i suoi soci, complici e compari sono i primi a non rispettare leggi e a calpestare la Costituzioni, però vorrebbero imporre alle masse con la violenza pianificata e brutale di rispettare una legge ingiusta, criminale e neanche più in vigore! Ma soprattutto se una legge  vuol dire devastazione di un territorio, morte e malattie, allora è la legge che non va bene e non rispettarla è un atto di giustizia e civiltà! Ci sono i mandanti di questo governo criminale, ci sono l’Impregilo e la camorra, ci sono gli alti prelati e i “gentiluomini di Sua Santità”, ci sono la P3 e tutta la razza di criminali a cui Berlusconi ha dato la stura e che sotto la sua ala ha fatto la parte del leone nel depredare i lavoratori e devastare l’ambiente: a loro non interessa niente risolvere il problema dei rifiuti, a loro importa solo quello che rende soldi, per loro la “munnezza è oro” e l’importante è che continui a essere oro. Dall’altra parte c’è un’intera popolazione che sta difendendo con ogni mezzo, con coraggio, determinazione, eroismo il territorio in cui vive, la salute pubblica e il proprio futuro! Una popolazione che sta affermando il proprio diritto a decidere in prima persona di ciò che riguarda la loro terra e la loro vita: cosa stanno facendo Bossi e la Lega, i paladini delle “autonomie locali”, oltre a sedere al governo centrale e perseguitare gli immigrati? Cosa sta facendo Maroni oltre a mandare la polizia a malmenare gli abitanti di Terzigno? Una popolazione che sta facendo della “difesa della vita” una guida per l’azione e una condotta di vita: dove sono il cardinale Sepe, Papa Ratzinger  e tutti gli alti porporati? Se non sono in piazza con gli abitanti di Terzigno è perché la loro “difesa della vita” è solo uno strumento per negare alle donne l’assistenza in caso in interruzione di gravidanza e alle coppie che non possono avere figli la possibilità di averli o per alimentare forzatamente i malati terminali! La lotta di Terzigno è la lotta del movimento No TAV, No Dal Molin, No Ponte, degli operai di Pomigliano, di Melfi, della Fincantieri e della Indesit, dei pastori sardi, dei precari della scuola, degli studenti, degli immigrati. L’ “ordine” che il governo Berlusconi vuole imporre con la polizia a Terzigno è lo stesso che Marchionne e il padronato vogliono imporre con il ricatto e le ritorsioni a Pomigliano e in tutte le aziende, è lo stesso che gli imperialisti e i sionisti vogliono imporre con le torture e la bombe “intelligenti” in Afghanistan, in Iraq, in Palestina. E’ l’“ordine” contro cui migliaia di organizzazioni operaie e popolari sono scese in piazza il 16 ottobre, rispondendo all’appello della FIOM. Ribellarsi a un “ordine” di devastazione, miseria, guerra e morte è sano, è giusto e legittimo! È la condizione per costruire un futuro per noi, i nostri figli e il nostro paese!  “Quando un ordine sociale è ingiusto, il disordine è il primo passo per instaurare un ordine sociale più giusto”! E’ legittimo tutto quello che serve ai lavoratori e alle masse per vivere e lavorare dignitosamente, anche se è illegale! Solidarietà con la lotta di Terzigno! Libertà per i dimostranti arrestati! La lotta di Terzigno non è solo una battaglia contro la discarica, è una battaglia per un ambiente sano dove vivere e crescere i nostri figli, è una battaglia di libertà e civiltà, per il futuro di tutti noi!



mercoledì 3 novembre 2010

Rispondere unitariamente all’emergenza fiume Sacco

di Angelino Loffredi



Sul sito Governo.it è apparso un provvedimento preso il 29 ottobre 2010 dal Consiglio dei Ministri, recante questo titolo: Proroga dello stato di emergenza nel territorio tra la le province di Roma e Frosinone in ordine alla situazione di crisi socio-economica- ambientale ed estensione ai comuni di Frosinone, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano e Falvaterra.
Si tratta veramente di una bella notizia !
Tali comuni esclusi ingiustamente dallo stato di emergenza nel 2005 ora  fanno parte a pieno titolo di un’area che viene riconosciuta di “ crisi socio- economico-industriale “
Questo provvedimento è un riconoscimento dato verso quelle amministrazioni, quei partiti ed Associazioni che si sono impegnati per il raggiungimento di tale scopo, compreso il Sindaco di Ceccano che a volte pur in solitudine non ha mai smesso di credere in questa soluzione.
Si apre ora una nuova e forse più impegnativa fase che non può essere quella delle dispute e del lancio di anatemi fra forze contrapposte ma, al contrario, quella di uno sforzo unitario che veda uniti Provincia, Comuni, Partiti e Associazioni. Tale iniziative devono partire proprio da Ceccano, realtà che ha pagato in termini altissimi per i danni economici subiti oltre che per le minacce alla salute dei propri cittadini.
E’ ora che si discuta apertamente e con competenza fra tutte le componenti in Consiglio Comunale per predisporre una bozza di interventi da proporre agli altri Enti locali e da sottoporre al Commissario Straordinario.

Ceccano 3 Novembre 2010

Tutti devono sapere che FB è una trappola

di Franco Berardi "bifo"  da www.globalproject.info



Tutti devono sapere” è il nome di una pagina Facebook che informa(va) sulle questioni della cosiddetta riforma Gelmini, l’attacco definitivo scatenato contro la scuola pubblica italiana, il tentativo - che purtroppo sta avanzando - di distruggere alla base ogni vita intelligente, ogni democrazia in questo paese. Diecimila persone erano collegate a questa pagina: insegnanti, genitori, studenti. Da un paio di giorni questa pagina è stata cancellata senza motivazioni senza spiegazioni.
Per violazione di qualche norma di un regolamento che nessuno conosce. Facebook è così. Ricevo sempre più spesso messaggi (spesso comicamente disperati) di persone che sono state bannate dal social network, e annaspano perché la loro socialità si alimentava sempre più degli scambi di messaggi, e della continua consultazione del sito nel quale chi è solo (quasi tutti lo sono di questi tempi) può trovare la coccolante conferma della sua esistenza, e la sensazione di avere amici, anche se più tempo passi davanti allo schermo, meno amici avrai nella carne e nello sguardo. Io protesto insieme a molti altri contro la cancellazione autoritaria della pagina “Tutti devono sapere”. Però vorrei cogliere questa occasione per dire a tutti (anche ai diecimila iscritti della pagina bannata) che questa è una lezione su quel che è Facebook, e su quello che sta diventando la Rete, nella fase del Web 2.0: un ordigno totalitario, una bomba psichica a tempo destinata a distruggere ogni empatia tra esseri umani.
Negli anni ’80 tradussi un articolo dal titolo Communication without symbols, scritto da un giovane ingegnere elettronico di nome Jaron Lanier. Lanier lavorava allora in California per un laboratorio di ricerca sulle nuove tecnologie, e fu il primo a sviluppare le interfacce del Data Glove e di altri congegni di Virtual Reality che precedettero e prepararono il lancio del world wide web. Ora Jaron Lanier ha pubblicato un libro dal titolo You are not a gadget, che costituisce per quel che ne so la migliore critica del Web 2. 0 e particolarmente del social network che ha attratto più di mezzo miliardo di utenti, e che sta trasformando la vita quotidiana di una parte considerevole della nuova generazione. La prima parte del libro è dedicata all'analisi delle filosofie californiane che identificano nell’Info-Cloud la forma più alta di vita intelligente associata, e tendono a vedere nella rete telematica la forma più avanzata di vita intelligente, fino al punto che, come diceva Kevin Kelly nel suo libro del 1993 (Out of control) la mente globale non può essere compresa né controllata dalle menti umane individuali, e questo significa che essa è di un ordine superiore alla mente umana, come un alveare ha intelligenza superiore a quella delle api che lo hanno costruito. “La funzione di questo modello non è, scrive Lanier, rendere la vita più facile per la gente. Ma promuovere una nuova filosofia, secondo cui il computer evolve verso una forma di vita che può capire gli umani meglio di quanto gli umani capiscano se stessi…”  (You are not a gadget, pag. 28, traduzione mia) Lanier parte dalla premessa (filosoficamente importante) che “L’informazione è esperienza alienata.” E aggiunge: “Se i bit possono significare qualcosa per qualcuno, è solo perché sono oggetto di esperienza. Quando questo accade, si crea una comunanza di cultura tra chi immagazzina bit e chi li va a pescare nella memoria. L’esperienza è il solo processo che può disalienare l’informazione.” (29)
La tecno-Teologia della Mente alveare ha elementi molto affini alla Teologia Neoliberista, secondo cui esiste una mano invisibile che automaticamente regola tutti gli scambi economici in modo tale da realizzare il migliore dei mondi possibili in una condizione di deregulation perfetta. Leggiamo ancora Lanier: “Nel passato un investitore doveva essere capaci di capire almeno qualcosa su quel che il suo investimento avrebbe effettivamente prodotto. Oggi non è più così. Ci sono troppi strati di astrazione tra il nuovo tipo di investimentoi e l'evento produttivo. I credenti nella filosofia della mente alveare sembrano pensare che per quanti livelli di astrazione siano in un sistema finanziario questo non ne riduce l’efficacia. Secondo questa ideologia, che mescola cyber-cloud ed economia friedmaniana (Neoliberista), il mercato farà quel che è meglio per tutti, e non solo, farà tanto meglio quanto meno la gente è in grado di capirlo. Io non sono d’accordo. La crisi finanziaria prodotta dal collasso dei mutui immobiliari è stato la prova del fatto che troppa gente aveva creduto nella teologia.” (pag.97) Prima del collasso, effettivamente, i banchieri ci assicuravano che i loro algoritmi intelligenti potevano calcolare ogni rischio ed evitare prestiti pericolosi. Sappiamo come è andata a finire, milioni di persone hanno perso la casa, il sistema finanziario è crollato, la popolazione è stata costretta a salvare le banche, causa del disastro, e oggi l’economia mondiale è sprofondata in una recessione che appare irreversibile, e i governi europei chiedono alla popolazione di rinunciare ai suoi diritti, ai suoi salari, al suo tempo libero alla sua pensione perché il sistema finanziario – che ha provocato tutto questo – deve essere salvato.
Cosa c’entra in tutto questo Facebook? C’entra eccome, perché Facebook è la forma più compiuta di una forma di totalitarismo algoritmico di cui Lanier parla così: “Con la formazione del Web 2. 0 si è verificata una forma di riduzionismo. La singolarità viene eliminata da questo processo che riduce a poltiglia il pensiero. Le pagine individuali che apparivano nella prima fase di Internet negli anni ’90 avevano il sapore della persona che le faceva. MySpace preservava qualcosa di quel sapore, anche se era cominciato il processo di formattazione. Facebook è andato oltre organizzando la gente dentro identità a scelta multipla, mentre Wikipedia cerca di cancellare interamente il punto di vista. Se una chiesa o un governo facessero una cosa del genere lo denunceremmo come autoritario, ma se i colpevoli sono i tecnologi, allora sembra che tutto sia  alla moda, e inventivo.” (pag. 48)
E per finire, Lanier si chiede: “Sto forse accusando centinaia di milioni di utenti dei siti di social network di accettare una riduzione di sé per poter usare dei servizi? Ebbene sì, io li accuso. Conosco una quantità di persone, soprattutto giovani ma non solo che sono orgogliosi di dire che hanno accumulato migliaia di amici in Facebook. Ovviamente questa affermazione si può fare solo se si accetta una riduzione dell’idea di amicizia.” (pag. 52) Il problema è fino a quel punto questa riduzione potrà arrivare. Se si tratta di persone che hanno ormai un’esperienza psichica ed esistenziale, probabilmente Facebook finirà per essere solo una enorme perdita di tempo e una trappola come è successo per le diecimila persone che hanno affidato a Facebook la loro azione politica e comunicativa. Ma se l’utente ha otto anni o dodici, allora io credo che la questione sia molto più pericolosa.“Mi preoccupo per la prossima generazione, scrive Lanier, che cresce con una tecnologia di rete che esalta un’aggregazione formattata. Non saranno forse più inclini a soccombere alle dinamiche di sciame?” Queste parole non le scrive un umanista nostalgico, né un rabbioso sovversivo luddista, ma un ingegnere informatico che ha immaginato la rete molto prima che Internet esistesse.

Per questo dovremmo ascoltarle, e riflettere, perché la nostra socialità, attraverso la rete, esca dalla rete e invada la vita, che altrimenti non ha più amicizia, né piacere, né senso.

lunedì 1 novembre 2010

La Caterpillar ha smesso di vedere buldozer agli israeliani....per adesso

di Sydney Levy
Jewish Voice for Peace


Dear  Luciano,
I have remarkable news. The Israeli press is reporting that Caterpillar is withholding the delivery of tens of D9 bulldozers—valued at $50 million—to the Israeli military.  These are weaponized bulldozers that are used to illegally destroy homes and orchards of Palestinian families. And they are the very same bulldozers as the one that killed a 23-year-old American peace activist named Rachel Corrie seven years ago when she tried to protect the home of the Nasrallah family in Gaza.

That's why the next part of the story is even more amazing. The news reports say that the deliveries have been suspended now because Rachel's parents, Cindy and Craig Corrie, are bringing a civil suit against the government of Israel in a court in Tel Aviv.  The deliveries are to stop during the length of the trial. We take this as an indirect admission by the company that these bulldozers are being used to violate human rights and to violate the law. The Corrie story is sadly just one of thousands of stories of loss and pain.
A suspension of the sale of bulldozers is what we have been asking Caterpillar for over seven years now. This is a great win, but this is no time to let off the pressure.
Caterpillar and the U.S. government have neither confirmed nor denied the news. And news reports describe the company's move as a temporary decision only. To urge the U.S. government to make this policy permanent, please sign the U.S. Campaign to End the Israeli Occupation’s petition to President Obama to continue this new policy.
We need to hold both our government and corporations profiting from the occupation accountable. TIAA-CREF, one of the largest financial services in the United States, invests heavily in Caterpillar (over $250 million as of their last financial report). Please ask TIAA-CREF to divest from Caterpillar and other companies that profit from the Israeli occupation. If TIAA-CREF divests from Caterpillar, it will have a rippling impact everywhere.
Since 2003, Jewish Voice for Peace has been filing annual shareholder resolutions to pressure Caterpillar with a growing coalition of interfaith partners. We've organized protests. We've taken over a CAT dealership. We've worked in support of Presbyterian and Methodist divestment initiatives from the company, and with your help, we are asking TIAA-CREF to divest from Caterpillar as well.
Caterpillar has never budged... until now.
Caterpillar's irresponsible behavior comes with a heavy price tag. In the last ten years, at least 11,795 homes have been demolished.  These statistics, gruesome as they are, cannot do justice to the pain of so many families, to their razed livelihoods and their shattered dreams.
The picture above does not come from an earthquake scene. It depicts the man-made destruction and the hopelessness that the Caterpillar bulldozers bring at the hand of the soldiers who wield them. Let's make sure that this is the last picture of this kind we get to see.
Thank you and shabbat shalom,
Sydney Levy
Jewish Voice for Peace


Ho una notizia veramente interessante. La stampa israeliana sta diffondendo la notizia  che la Caterpillar ha bloccato  la consegna di decine di buldozer D9 – per un valore pari a 50 milioni di dollari-  all’esercito israeliano. Questi sono i  buldozer armati che sono stati usati per distruggere illegalmente case e frutteti delle famiglie palestinesi e sono buldozer realmente uguali a quello che  sette anni fa uccise la attivista americana di 23 anni Rachel Corrie quando provò a proteggere la casa della famiglia Nasrallah  a Gaza. Ciò è accaduto perchè la parte successiva della storia è ancora più sorprendente.  Le notizie dicono che la consegna  è stata obbligatoriamente sospesa  ora perche i genitori di Rachel, Cindy e Craig Corrie hanno intentato una causa civile contro il governo israeliano presso la corte di Tel Aviv  e la consegna rimarrà sospesa durante tutta la durata del processo. Abbiamo interpretato ciò come una  indiretta ammissioni da parte della fabbrica sul fatto che  questi buldozer vengono usati per violare i diritti umani e le leggi. La storia di Corrie è tristemente solo una delle migliaia di storie di privazione e dolore.  La sospensione della vendita dei buldozer è cio che noi avevamo chiesto alla Caterpillar da oltre sette anni. E’ una grande vittoria ma non è il momento di allentare la pressione. La Caterpillar e il governo americano non hanno nè confermato, nè smentito la notizia . E la stampa riporta che l’azienda ha preso una decisione temporanea . Per sollecitare il governo americano a rendere permanente questa decisione  invitiamo a firmare la petizione della campagna statunitense  volta a porre termina alla occupazione israeliana e al presidente Obama di insistere in questa nuova politica. Abbiamo necessità di fare pressione sia sul governo che sulle aziende affiinchè i loro profitti non siano responsabili dell’occupazione. TIAA-CREEF, una delle più grandi compagnie finanziarie degli Stati Uniti investe pesantemente nella Caterpillar (Oltre 250 milini di dollari come risulta de loro ultimo bollettino finanziario). Chiedete alla TIAA-CREEF di disinvestire dalla Caterpillar e dalle altre aziende che traggono profitto dall’occupazione  israeliana. Se TIAA-CREEF toglierà il suo appoggio alla Caterpillar l’impatto di tale decisione si diffonderà ovunque. Sin dal 2003 Jewish Voice for peace ha fatto opera di convinzione   sugli azionisti dei depositi annuali per mettere pressione sulla Caterpillar con una crescente  coalizione intereligiosa. Abbiamo attuato azioni di protesta, abbiamo occupato una concessionaria Caterpillar . Abbiamo lavorato a sostegno delle iniziative di disinvestimento  presso l’azienda organizzate dalle società Presbiteriane e Metodiste e anche con il vostro aiuto stiamo chiedendo alla TIAA-CREEF di disinvestire da Caterpillar.    

Caterpillar è stata irremovibile..... fino ad ora.

Il comportamento irresponsabile di Caterpillar si impone  un prezzo veramente pesante. Negli ultimi dieci anni almeno 11.795 case sono state demolite . Queste statistiche pur così raccapriccianti non possono rendere giustizia al dolore di tante famiglie  alla  distruzione dei loro mezzi di sussistenza, e dei loro sogni
L’immagine sopra riportata non illustra una scena di terremoto, raffigura invece la distruzione operata dall’uomo e  la disperazione che  i buldozer Caterpillar  arrecano per mani dei soldati israeliani che li guidano. Facciamo in modo che questa sia l’ultima foto di questo genere che ci sia dato di vedere.

Grazie e
Shabbat Shalom  

ndr. per firmare la petizione si deve cliccare sulle frasi in rosso del testo in inglese


Da Gaza assediata un appello di docenti e studenti al boicottaggio delle università israeliane

da,  University Teachers’ Association in Palestine (UTA)

Palestinian Students’ Campaign for the Academic Boycott of Israel (PSCABI) 



Gaza assediata,

25 Ottobre 2010




Le università ed i centri di ricerca italiani hanno da tempo solidi rapporti con le università e i centri di ricerca israeliani. Per esempio il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha recentemente rinnovato una collaborazione con Israele che prevede 60 mesi/uomo di borse post-dottorali, nell'ambito delle neuroscienze e della fisica degli atomi freddi [1]. Il Laboratorio Europeo di Spettroscopia non Lineare (LENS) ha un laboratorio congiunto con l'israeliano Weizmann Institute of Science che coinvolge in particolare l'università di Firenze [2].
L'università la Sapienza di Roma ha collaborazioni con l'università di Haifa, Gerusalemme e Tel Aviv per un master in cooperazione internazionale [3].
La scuola superiore sant'Anna e l'università di Pisa hanno rapporti con la Habrew university di Gerusalemme e la Tel Aviv univeristy [4].
L'elenco è molto lungo e questi sono solo degli esempi, non sono certo esaurienti e solo vagamente rappresentativi.
Come ci inseriamo noi studenti palestinesi in questi piani? Come dovremmo credere che rinomate istituzioni accademiche rispettino i loro stessi codici di condotta quando collaborano con istituzioni accademiche israeliane che contribuiscono su vari fronti alle continue ingiustizie commesse contro di noi ogni giorno? Proprio quelle istituzioni che rimanevano tranquille mentre il loro governo per tre settimane intorno al capodanno 2009 sganciava bombe al fosforo bianco sopra di noi a Gaza, ammazzava oltre 1443 civili, tra i quali 430 bambini, bombardava i nostri ospedali, strade e ponti e attaccava violentemente il patrimonio delle nostre istituzioni scolastiche? I fatti parlano da soli: più di 37 scuole primarie e secondarie, tra cui 18 scuole che servivano come rifugio per i profughi interni sono state colpite, l'American International School è stata ridotta a macerie, e 4 edifici dell'università islamica (IUG) demoliti [5].
L'affermazione israeliana che i laboratori scientifici dell'IUG fossero usati per costruire armi è stata categoricamente smentita dalle prove certe. Non c'è dubbio sull'uso del fosforo bianco, bombe a grappolo con chiodi e tungsteno.
Il rapporto Goldstone [6] ha elencato le contravvenzioni delle leggi internazionali, i “ crimini di guerra” israeliani e i “ possibili crimini contro l'umanità” - non che avessimo bisogno di una conferma ai raccapriccianti numeri di bambini e donne massacrati durante l'attacco o traumatizzate in seguito. Inoltre, la collaborazione tra le università israeliane e i servizi militari e di intelligence di Tel Aviv è ora giunta al punto di fondare istituzioni di studio strategiche, think tank ed interi dipartimenti di studio per la sicurezza , molti dei quali sono ubicati nelle o affiliati con le università coinvolte in questa collaborazione.
Questo potrebbe spiegare perchè le università israeliane sono fino ad adesso rimaste silenziose riguardo i crimini che il loro stato stava commettendo. Un rapporto diffuso dell'alternative information Center nell'ottobre 2009 intitolato “ Academic Boycott of Israel and the Complicity of Israeli Academic Institutions in Occupation of Palestinian Territories” [7] conclude che “ Le istituzioni accademiche israeliane non hanno scelto di prendere una posizione neutrale o apolitica verso l'occupazione israeliana ma di dare il loro completo appoggio alle forze di sicurezza israeliane e alla politica nei confronti dei palestinesi, nonostante i fondati sospetti di crimini ed atrocità che gravavano su di essi” .
Si è rilevato che tutte le università israeliane sono coinvolte nella solidarietà con l'occupazione illegale di Gerusalemme est, Gaza e della West Bank in una miriade di modi. Il rapporto descrive come in particolare l'università di Haifa e la Hebrew University di Gerusalemme abbiano appoggiato diversi programmi universitari per riserve militari israeliane, garantito la borsa di studio a studenti che hanno prestato servizio nell'attacco israeliano a Gaza, e mantengono legami con le principali
fabbriche di armi israeliane. Uno dei 2 campus dell'Hebrew university è stato costruito nella Gerusalemme est occupata, in aperta violazione della Quarta Convenzione di Ginevra.
Al contrario, il protratto assedio israeliano ha mandato in frantumi il nostro sistema educativo. C'è un'estrema mancanza di libri e materiale educativo, che non può entrare nella striscia di Gaza [a causa dell’ assedio israeliano]. Gli studenti che hanno ricevuto la borsa di studio per andare a studiare all'estero continuano ad essere bloccati dentro alla Striscia trasformando i sogni di affermazione accademica in sogni infranti. Dentro Gaza, coloro che cercano un'istruzione sono limitati dall'aumento del tasso di povertà e dalla scarsità di carburante per i trasporti, ancora una volta risultato diretto dell'assedio medievale di Israele.
La persistente occupazione delle terre palestinesi è la più duratura dalla seconda guerra mondiale. Le forze di occupazione israeliane hanno demolito 24.000 case palestinesi [8] dal 1967 e continuano nella loro linea in nome dell'espansione del quartieri ebraici a spese della popolazione arabo-palestinese locale. Israele è in piena violazione della risoluzioni 242 del consiglio di sicurezza dell'ONU [9] occupando i territori palestinesi, della risoluzione UNSC 194 [10] negando a 7 milioni di rifugiati palestinesi il loro diritto di tornare nelle proprie case, dell'articolo 94 della convenzione di Ginevra [11] colonizzando queste terre occupate e dell'articolo 33 [12] attraverso la sua punizione collettiva tutt'ora in corso di 1,5 milioni di abitanti di Gaza sottoposti ad un assedio denunciato dall'Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dai gruppi per la difesa dei diritti umani, ma che continua comunque. Fin da quando le Nazioni Unite nel 1948, dominate dalle potenze coloniali dell’ epoca,
autorizzarono la fondazione di Israele sulle rovine dei rifugiati palestinesi e la distruzione di 531 villaggi palestinesi [13], Israele ha violato più risoluzioni delle Nazioni Unite di qualunque altro stato membro [14].
Più recentemente una commissione d'indagine sul raid contro la Freedom Flotilla [15] del consiglio UN per i diritti umani ha concluso che il blocco navale di Israele sui territori palestinesi era contrario alla legge a causa della crisi umanitaria e che durante e dopo il raid le forze israeliane hanno commesso “ una serie di violazione della legislazione internazionale, tra cui leggi per i diritti umani” , inclusi “ omicidi voluti e torture” . Il rapporto conclude che “ il comportamento dell'esercito
israeliano e del personale nei confronti dei passeggeri della Flotilla non solo era sproporzionato per l'occasione ma mostrava incredibili livelli di violenza completamente non necessari. Ha rivelato livelli di brutalità inaccettabili” .
In quasi tutte le università esiste un codice di condotta, che obbliga queste istituzioni a diffondere una cultura di pacce nel rispetto dei diritti umani fondamentali, in questo rientra anche il non avere rapporti con enti che si siano macchiati di crimini feroci come quelli israeliani.
Scrittori come Johan Berger, Arcivescovo Desmond Tutu, Arundhati Roy, Ahdaf Soueif, università, sindacati, imprese, società, ed artisti internazionali tra i quali Elvis Costello, Gil Scott-Heron, the Pixies, Carlos Santana, Ken Loach and Massive Attack si sono tutti uniti al movimento BDS.
Questo boicottaggio, adattato sul movimento globale BDS che ha posto fine all'apartheid in Sud Africa, dovrà continuare fino a che Israele non rispetterà il suo obbligo di riconoscere il diritto inalienabile dei palestinesi all'autodeterminazione e rispetterà integralmente quanto stabilito dalle leggi internazionali:
1 . Ponendo fine all'occupazione dei territori arabi e smantellando il muro;
2 . Riconoscendo il diritto fondamentale dei cittadini arabo-palestinesi di Israele alla completa uguaglianza;
3 . Rispettando, proteggendo e promuovendo i diritti dei rifugiati palestinesi a tornare alle loro abitazioni e proprietà come stabilito dalla risoluzione ONU 194.
Vi chiediamo di boicottare Israele fino a che non rispetterà la legislazione internazionale, fino a che non adempierà alle sue responsabilità. Come i neri del Sudafrica e gli afroamericani non potremo mai accettare compromessi sui diritti umani fondamentali.
Avete ora la possibilità di tagliare tutti i legami con le università israeliane, di unirsi alla chiamata per boicottare quello che John Digard -corrispondente speciale delle Nazioni Unite – descrive come l'unico caso rimanente dopo il Sudafrica “di un regime affiliato a quelli occidentali che nega l'autodeterminazione e di diritti umani a delle persone in via di sviluppo e che ha fatto così molto a lungo” [16] Dato il coinvolgimento così profondo delle università israeliane in una prevaricazione così a lungo termine che segue principi medievali basati su razza e religione, ci aspettiamo che le istituzioni statunitensi e mondiali seguano la chiamata dell'arcivescovo Desmond Tutu: di boicottare, le istituzioni accademiche israeliane. Normalizzare ed accettare un altro regime di apartheid e tutto lo spettro di crimini contro l'umanità ben documentati è una minaccia alla giustizia ovunque, ed un altro pessimo appoggio alla negazione dei diritti umani basilari .



[1]http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2050
[2]http://ccs.unifi.it/notiziario/CMpro-v-p-102.html
[3]http://www.uniroma1.it/studenti/agenda/100625_accordogerusalemme.php
[4]http://www.inventati.org/bds-pisa/?p=2375
[5]http://jordantimes.com/?news=14035
[6]http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/specialsession/9/docs/UNFFMGC_Report.pdf
[7]http://electronicintifada.net/v2/article10945.shtml
[8]http://www.icahd.org/?page_id=76
[9]http://daccess-ods.un.org/TMP/4559531.html
[10]http://daccess-ods.un.org/TMP/6654234.html

domenica 31 ottobre 2010

Berlusconi-Sindaci, not in my name

dal Movimento difesa del territorio area vesuviana



Non è stata di certo "una festa", ma noi lo sapevamo bene! Ben quattro cortei con almeno diecimila persone (il più grande forse da Boscoreeale, ma tantissima gente anche da Terzigno, da Boscotrecase e da Torre Annunziata) hanno riempito in successione e all'inverosimile la rotonda di via Panoramica per dire che vogliamo immediatamente anche la chiusura definitiva della discarica in Cava Sari e che pretendiamo subito la bonifica, perchè questo sversatoio ci avvelena da decenni e distrugge il parco nazionale del Vesuvio, prima con la gestione di prestanome della camorra e poi con la gestione di prestanome dello Stato...
Le "analisi" sono una presa in giro perchè ne esistono a volontà a certificare il disastro già compiuto, a partire dall'inquinamento delle falde acquifere!
Un risultato straordinario, dopo che i media e i sindaci avevano inneggiato al compromesso sulla nostra salute... E invece tantissima gente dei nostri territori è venuta per urlare che nessun sindaco può firmare un "accordo" a nome nostro, che siamo tutti consapevoli che i risultati ottenuti finora (la rinuncia alla cava Vitiello che però deve diventare formale) sono il frutto dell'ampissima protesta popolare e che proprio per questo la mobilitazione continua! Il "Bunga bunga antidiscarica" cantato dalle mamme vulcaniche (bunga bunga a me, bunga bunga a te, Berlusconi la discarica prentditela te ) per la chiusura della Sari, voleva proprio ricordare che se qualcuno cercava bagni di folla per far dimenticare gli scandali suoi ha sbagliato valutazione e che anzi ci dispiace che il premier non sia venuto, perchè avrebbe sentito il nostro vero "umore" dopo settimane di cariche e di militarizzazione del territorio. Ci sono decine di comitati, associazioni, gruppi oggi in pi azza. Questa storia è stata davvero un risveglio della democrazia reale e della partecipazione e non permetteremo a nessuno di ipnotizzarci ancora: stiamo difendendo la salute e il futuro!

Con noi a manifestare anche movimenti e comitati da altre parti della Campania: giovedì prossimo giornata regionale di iniziative diffuse contro questo piano rifiuti, perchè le alternative al ciclo megadiscariche-inceneritori esistono e sono necessarie, perchè dobbiamo fermare questa "tombola della devastazione" che oggi ha portato a nuove cariche e soprusi a Giugliano.

Chiudere la Sari senza se e senza ma! Bonifica subito!







Foto by: Movimento difesa del territorio area vesuviana

Music By:


Franco Del Prete: gran cassa - piatti cinesi
James Senese: voce-sax tenore- woodwind
Giuseppe Guarnera: Fender piano
Agostino Matangolo: batteria
voci atù: Guarnera - James- Kelvin- Del Prete-  Akan- Tokioma
OVVERO:
NAPOLI CENTRALE.
 Brano " Simme iute e simme venute"  dall'album
"MATTANZA"  del 1976

Editing by
Luc Girello