Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 18 gennaio 2011

Sciopero del Sesso, respingi un italiano

di Maksim Cristan



E’ passato un anno e mezzo dall’inizio del mio vergognoso Sciopero Degli Affetti nei confronti di miei amici italiani (http://www.razzismobruttastoria.net/index.php?id=346 ) e per combattere la vergognosa legge del Governo italiano, che con il consenso della maggioranza dei cittadini e con i loro soldi, cattura i disperati galleggianti nel mar Mediterraneo e li consegna agli abusi, alle torture e, talvolta, alla morte nelle carceri libiche:
E visto che da allora non è cambiata una mazza, forse conviene che io raddoppi la posta in giuoco. Ci metto ancor più di vergogna e annuncio, anzi, invito tutti gli immigrati presenti sul territorio italiano, e pure tutti gli italiani coscienti, ad aderirvi, allo: Sciopero Del Sesso Con Gli Amanti Italiani/e. Quante volte vi siete chiesti: Ma io, piccolo individuo, da solo e già in difficoltà di mio, cosa potrei fare per contribuire alla coscienza della mia comunità? Ecco cosa puoi fare, gratis e con grande effetto: 
Sciopero Del Sesso - RESPINGI UN ITALIANO/A!
E anche questa volta, come un anno e mezzo fa, basterebbe che tutti aderissero e già stanotte (nemmeno ad aspettare la mattina) cambierebbe qualcosa.
Coraggio e tenete duro! No al muro nel mar Mediterraneo!





Fanculo pensiero

di Fausta Dumano



Ops..ops...stamattina mi arriva come un boomerang la protesta di MAKSIM CRISTIAN.....per contratare la vergognosa legge che cattura i disperanti galleggianti migranti , dopo lo sciopero dei sentimenti, lancia lo sciopero del sesso. Colpita lo chiamo subito in chat..''ma cosi vengono puniti proprio quelli che combattono certi pregiudizi, proprio quelli che....'' ''SI...lo so...ma è l' unica arma per parlare.....''MAKSIM è uno scrittore e cantautore croato, scrive e pensa in italiano,,fino al 2006 era un invisibile clandestino, oggi lavora presso il penitenziario minorile, pubblica con l' internazionale e la feltrinelli.Per anni si è mantenuto come scrittore di strada, pubblicando libri autoprodotti. Oggi collabora anche con la rivista SHAKER , la rivista dei senza tetto, , con la compagnia teatrale NASCA porta in scena il suo spettacolo teatrale FANCULOPENSIERO. Per comprendere il FANCULOPENSIERO....bisogna leggere il suo libro,la sua storia di 4 anni di strada, il manoscritto lo portò STEFANO BENNI alla feltrinelli , sostenendo che non era un libro normale.Il libro racconta la sua storia , quella di un manager croato, che a MILANO, si è ritrovato a fare lo scrittore di strada,fame, freddo alle ossa sono le sue compagne, mentre su un blocco notes mette giù i suoi pensieri, un libro dove passa in rassegna le situazioni della sua vita spiantata, ''Abito in una piccola piazza di una grande città,molto spaziosa, un salotto così grande, che ospita centinaia di persone.........per trovare un bagno devo fare due fermate con il tram''(FANCULOPENSIERO)Con la caduta del comunismo,la frenesia del consumismo lui abbonda tutto.......contrariamente al titolo nel romanzo a tratti surreale nell' agghiacciante realtà dei clochard non ci sono linguaggi ''triviali'' ma è pieno di poesia, non è il racconto di uno sbandato tra sesso e droga,alcoolo pur avendo incontrato emarginati imbrigliati ......MAKSIM non si è mai dedicato al furto e all' elemosina, ,ma non manifesta nessuna superiorità nei confronti dei suoi compagni di sventura,non giudica...lui osserva e raccontaFANCULOPENSIERO nel senso di mandare a quel paese la razionalità che ci costringe ai doveri e al conformismoin favore di una vita più vera e più spontanea Nell' ITALIA attraversata dai permessi a punti, dai test di ingresso , lui lancia lo sciopero del sesso......mentre contemporaneamente a teatro''LONTANO DA CASA OGNI POSTO è LA TUA STRADA.......Nel raccogliere la sua particolare provocazione, la redattrice di aut vi consiglia la lettura di FANCULOPENSIERO

lunedì 17 gennaio 2011

Il Fondamentalista riluttante

di Fausta Dumano


Posso suggerirti un libro????  Lo scrittore MOHAMED MALIB è una fonte incredibile per scoprire ed avvicinarsi alla variegata letteratuta migrante , seguendo il suo blog si fanno interessanti scoperte ''IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE'' l' autore è MOSHIN HAMID , un pakistano che vive a LONDRA ,edizioni EINAUDI. Nell' incipit la chiave di lettura ''CHIEDO SCUSA SIGNORE, POSSO FARLE UNA DOMANDA???, una domanda per rompere il silenzio di un incontro con uno sconosciuto signore americano, al lettore spetta il compito di scoprire se l' incontro sia proprio così casuale dopo aver interpretato il finalenel vecchio bazar. La tecnica narrativa è particolare un lungo monologo, frammentato da domande dell' ascoltatore, una tecnica simile utilizzata da ROBERT BROWING . L' americano è allarmato da una barba scura, alla ricerca di qualche rigonfiamento nella giacca , in fondo dopo l' undici settembre non importa da quanto tempo si viva in AMERICA,che si parli inglese e si abbia l' aspetto distinto, la pelle scura e la barba rendono sospetti, un possibile nemico, un terrrorista,il meccanismo di diffidenza è innescato...,sullo sfondo il rapporto con le donne attraverso ERICA ,che avrebbe voluto diventare scrittrice di romanzi, una storia particolare che nasce in GRECIA , UN' ATTRAZIONE ''CORTESE''...Hamid procede alla disamina della diffidenza,mentre racconta la storia della sua ascesa, ma con l' undici settembre cade in disgrazia trasformato in fondamentalista. Una suspence continua, ogni impero ha i suoi giannizzeri e lui è un giannizzero dell' impero americano, ammesso a PRINCEPTON , diventa dopo la laurea un brillante analista, sempre in viaggio, non si accorge di far parte di una troupe in guerra economica combattuta per un paese che non è il suo...e quando le cose rotolano...bisogna fare qualcosa per finire arrotolato.......ogni certezza viene messa in discussione.Il suo primo romanzo NERO PAKISTAN è stato tradotto ed ha vinto il BETTY TRADE AWARD.....IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE , UN LIBRO DA LEGGERE

Un'altra sanità è possibile

di Luciano Granieri


Sabato 15 gennaio si è svolta la giornata di sensibilizzazione sulle malattie rare. L’evento denominato “Rari ma non soli” ,organizzato dall’associazione culturale onlus “Raccontando”, aveva lo scopo di porre al centro dell’attenzione i gravi problemi sanitari e sociali che l’insorgenza di tali malattie comporta soprattutto in relazione all’insufficienza  di risposte terapeutiche dovuta alla rarità delle patologie  . L’associazione “Raccontando” nasce in ricordo di Fosca, una dolcissima e vivacissima bambina vittima di una malattia rara che a soli quindici anni l’ha strappata all’amore dei suoi genitori Marina e Roberto Ruffini e all’affetto di tutta la comunità frusinate. Proprio Marina e Roberto con l’aiuto del dottor  Narciso Mostarda hanno deciso di dare vita all’associazione  “Raccontando”, per fare in modo che il ricordo di Fosca rimanesse sempre vivo, ma soprattutto per aiutare attraverso supporti di tipo psicologico e informativo altri bambini affetti da queste patologie e i loro genitori. A tale scopo sabato scorso, presso la Sala Teatro Asl di Frosinone, Marina e Robeto hanno invitato  la giornalista del Corriere della Sera Margherita De Bac autrice di due libri dedicati all’argomento “Noi quelli delle malattie rare” e “Siamo solo noi”,  il dottor  Fabrizio De Benedetti responsabile dell’unità operativa di Pediatria dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, nonché membro dell’unità operativa malattie rare diretta dal Dottor Andrea Bartuli, il dottor Luigi Di Ruzza, responsabile del reparto pediatria dell’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone e il direttore dei servizi socio sanitari della Asl di Frosinone dottor Narciso Mostarda. L’incontro è stato utilissimo, ha riguardato soprattutto gli aspetti di approccio psicologico con cui medici e operatori sanitari devono trattare i bambini affetti da tali patologie. Il Dottor De Benedetti ha illustrato come funzione l‘unità operativa malattie rare del Bambino Gesù  di Roma un’ organizzazione che al di là degli aspetti terapeutici punta ad essere vicino ai piccoli pazienti, con un sostegno morale e psicologico anche per i loro genitori. Il professor De Benedetti ha descritto il modus operandi dell’equipe con l’accoglienza e il supporto da parte di uno psicologo alle  famiglie. L’analisi dei sintomi e degli eventuali esami diagnostici,   l’identificazione della patologia  spesso complicata e il conseguente percorso terapeutico, vengono definiti da tutta l’equipe, composta da sedici specialisti , ma solo uno di loro, seguirà il bambino, in modo da costituire un punto di riferimento fisso con i genitori che avranno un unico interlocutore a cui  rivolgersi. Giova ricordare che tutto ciò avviene in una STRUTTURA PUBBLICA a dimostrazione del fatto che non necessariamente l’eccellenza è sinonimo di privato anzi spesso i problemi sussistono proprio nelle strutture private.  Margherita De Bac,  ha presentato i suoi libri, nei quali sono descritte storie vere di bambini  e di genitori, che si sono trovati faccia a faccia con queste malattie, storie che nella loro drammaticità mostrano la serenità e la forza dei piccoli pazienti. Grazie ai contributi del dottor Di Ruzza e del dottor Mostarda il campo della trattazione si è allargato e ha interessato più in generale il rapporto fra medico e paziente. Il dottor Di Ruzza ha sottolineato come l’efficacia della cura inizi dall’ascolto. Spesso i medici nell’anamnesi non ascoltano i pazienti, sono distratti ad esempio  dallo squillare del telefonino. Ciò  determina la sfiducia del paziente verso il proprio medico e come sostiene Di Ruzza il presupposto per una terapia di successo parte proprio dal rapporto di fiducia che il medico riesce a instaurare  con il paziente soprattutto quando questo è un bambino. E’ emersa comunque l’esigenza di identificare delle figure capaci di seguire i piccoli pazienti affetti da malattie rare nel corso della vita di tutti i giorni in supporto  ai genitori e agli insegnanti di sostegno, ma purtroppo questa necessità si va a scontrare con la cronica mancanza di fondi che affligge il sistema sanitario pubblico. Insomma l’iniziativa organizzata dai genitori di Fosca, Marina e Roberto è risultata estremamente interessante, abbiamo ascoltato dei medici parlare  di bambini, di mamme e di papà  , non di pazienti o peggio ancora di “CLIENTI” Partecipando a questa giornata ci siamo resi conto  con sorpresa che un’altra sanità è  ancora possibile.


Aprono il convegno Marina e Roberto Ruffini, i genitori di Fosca, una dolcissima bambina vittima di una malattia rara, fondatori dell'associazione "Raccontando". Prosegue il Dott. Mauro Vicano, direttore Sanitario dalla Asl di Frosinone. Di seguito l'intervento del Dott. Narciso Mostarda , direttore S.C. servizi socio sanitari Asl di Frosinone. Conclude la prima parte di interventi,
Margherita De Bac , giornalista del Corriere della Sera autrice dei due libri: "Noi quelli delle malattie rare" e "Siamo solo noi"



Seconda parte del convegno sulle malattie Rare Prosegue il dottor Mostarda e Margherita De Bac sollecitata da una domanda di Roberto Ruffini illustra i progressi ottenuti.



Il sito dell'associazione raccontando è  http://www.raccontando.it/
E.Mail segreteria@raccontando.it

domenica 16 gennaio 2011

ACQUA: LIBERIAMO I CITTADINI!

da  Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Frosinone


L’assemblea dei sindaci del 10 gennaio ha aperto un duro scontro tra i sindaci appartenenti ai vari schieramenti riguardante la gestione del servizio idrico integrato e le sue prospettive. Al di la dei torti e delle ragioni registrati nello scontro politico cui il Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Frosinone non intende essere coinvolto, bisogna riscontrare comunque l’unanimità di tutti gli intervenuti che concordemente hanno riconosciuto quanto da sempre sostenuto dallo stesso coordinamento in ordine ai danni arrecati ai cittadini, ai comuni ed al territorio dalla gestione di ACEA ATO5 S.p.A. e sulla necessità di giungere alla risoluzione della convenzione.
Questo fatto non era in passato né scontato né pacifico, per anni i comitati ed i cittadini hanno dovuto condurre in solitudine e spesso con l’ostilità e l’opposizione delle istituzione che li avrebbero dovuti difendere, una battaglia per il ripristino della legalità e della trasparenza.
Assunto con soddisfazione questo innegabile risultato politico, il Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Frosinone trova intollerabile che per un mero calcolo politico si continui a tergiversare senza dare la ovvia conclusione a quanto deliberato all’unanimità dall’assemblea dei sindaci il 21 dicembre del 2009.
E’ intollerabile in primo luogo perché questa assurda perdita di tempo viene pagata direttamente ed immediatamente dai cittadini, che continuano a patire ancora in questi giorni sia le inefficienze, sia le omissioni e sia le minacce a mezzo posta del gestore.
Intollerabile perchè se non ci fossero gli sportelli dei comitati, i cittadini sarebbero totalmente indifesi ed inermi, anche per le responsabilità gravissime delle amministrazioni comunali che nulla fanno e nulla dicono e di CGIL, CISL e UIL, che ripropongo il solito ritornello infondato e pretestuoso di contrapporre alle giuste rivendicazioni dei cittadini il falso problema della difesa dell’occupazione (per legge i dipendenti di un gestore estromesso passano automaticamente e senza soluzione di continuità al gestore successivo!). Questo tipo di atteggiamento è oggettivamente sintomo di complicità con l’azienda in danno dei cittadini, per altro in larghissima maggioranza lavoratori anch’essi, se non cassintegrati, disoccupati e pensionati al minimo dell’assegno.
Ricordato con forza come le responsabilità su quanto avvenuto siano per altro già al vaglio della magistratura, cui compete l’attribuzione dei fatti di rilevanza penale, il Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Frosinone invita l’assemblea dei sindaci del 24 p.v. a ritrovare lo spirito unitario del 21 dicembre 2009 e a votare in coerenza con questi, l’avvio della risoluzione del contratto.
Frosinone, 16.01.2011

Incontro con il segretario della FIOM, Donato Gatti

da: Federazione della Sinistra Aquino


Si è svolto il 13 gennaio un incontro tra la sezione della Federazione della sinistra di Aquino ed il segretario della Fiom donato Gatti.
Il tutto alla presenza di molti lavoratori che hanno espresso le loro preoccupazioni per quello che sta succedendo nei vari stabilimenti Fiat.
Il compagno Gatti, nel suo intervento ha voluto far risaltare la grande battaglia che la Fiom sta conducendo in difesa dei diritti dei lavoratori, “anche perché- ha detto Gatti – lavorare sulla cena di montaggio è alienante e logorante, basta citare un dato: su 4400 operai Fiat di Cassino, 1100 sono stati riconosciuti con ridotte capacità lavorative. È questa la prova di quanto la catena di montaggio trasformi la vita dell’operaio stesso.
“la Fiom – ha continuato – non deve restare da sola  nella sue lotte ma, al contrario, deve ricevere l’appoggio di tutto coloro che intendono difendere i diritti dei lavoratori. Faccio un appello a tutti – ha continuato: il 28 gennaio a Cassino dobbiamo essere presenti in massa alla manifestazione regionale della Fiom.
Pieno appoggio alle lotte e all’iniziative da parte di Pietro Ferone, segretario aquinate della Federazione della Sinistra: “Saremo presenti in piazza poiché condividiamo in toto le tematiche in difesa dei lavoratori, dei dolo diritti ed siamo decisamente contro i ricatti di Marchionne”.
Su questi temi e per illustrare i punti qualificanti della vertenza Fiat, è previsto nei prossimo giorni un comizio in Piazza San Tommaso ad Aquino al quale prederanno parte al Federazione della Sinistra e la Fiom.
16/01/2011, Aquino 

Mirafiori: una grande prova di forza operaia

di Davide Margiotta  operaio metalmeccanico, responsabile nazionale lavoro sindacale Pdac.


DA QUI NON PASSERANNO!
              Dal 28 allo sciopero generale prolungato! 



Con la pistola puntata alla tempia, privi di una direzione politica, fiaccati da mesi di cassa integrazione e con lo spettro della crisi e quindi della disoccupazione che aleggiava sul loro futuro, gli operai di Mirafiori hanno detto NO all'accordo della vergogna siglato a dicembre da Fiat e sindacati gialli Fim, Uilm, Fismic e Ugl.
2736 i SI all'accordo, 2326 i No, uno scarto di appena 410 voti: quelli dei colletti bianchi, che a Mirafiori sono in larga maggioranza capi, capetti e kapò.
Nessuno si aspettava una tale prova di forza e dignità da parte di una classe operaia data da troppi e troppo frettolosamente per morta: gli operai di Torino hanno detto chiaramente che senza diritti, non c'è lavoro. La Fiom, insieme ai Cobas l'unica sigla presente nello stabilimento a resistere e a non firmare l'abbraccio mortale tra padroni e lavoratori, che a detta dei soliti intelligentoni al soldo del Capitale non rappresentava nessuno perchè a Mirafiori non era il primo sindacato, ha ottenuto un risultato importantissimo, che adesso è importante non disperdere e saper valorizzare.
L'accordo della vergogna
Come in un film holliwoodiano, Marchionne si è presentato davanti agli operai esclamando: “O la borsa o la vita!”. Convinto che la stragrande maggioranza avrebbe scelto di salvarsi le penne.
In realtà l'accordo per Mirafiori Plant non garantisce agli operai nemmeno il posto di lavoro, nonostante l'investimento promesso. Non esiste in realtà nessun impegno scritto nè per l'investimento, nè per i posti di lavoro. Chi ha letto il testo e non solamente sentito parlarne avrà certamente notato come non è scritto da nessuna parte che, nel passaggio alla New Company Mirafiori Plant, i lavoratori saranno tutti riassunti. Anzi, è specificato che per la Newco ci si rivolgerà prioritariamente agli ex dipendenti (cui potrebbero persino non essere riconosciuti gli stessi livelli di inquadramento attuali!). Insomma, dopo un anno di cassa integrazione a 800 euro, dopo aver accettato di rinunciare a tutto, ci si potrebbe trovare persino per strada!
Oltre ovviamente a tutta la gamma di vessazioni grandi e piccole che gli operai dovranno sopportare e su cui qui per ragioni di spazio non entriamo nel dettaglio: riduzione delle pause, aumento degli straordinari comandati, turni notturni (che possono arrivare anche a 10 ore), malattie non pagate come oggi, impossibilità di eleggere priopri rappresentanti (chi non firma l'accordo non conta niente e i rappresentanti non saranno più eletti dai compagni di lavoro, ma nominati dalle segreterie sindacali firmatarie). Come se tutto questo non bastasse, sarà  anche proibito non solo scioperare, ma persino lamentarsi, nel testo si parla di misure contro “quei comportamenti individuali e/o collettivi idonei a violare in misura significativa le clausole del presente accordo inficiando lo spirito che lo anima”!


I veri piani Fiat e del Capitale In realtà quello di Marchionne è un ricatto finalizzato non all'aumento della produttività, ma ai suoi guadagni speculativi in Borsa. L'investimento in atto non garantisce i lavoratori di Mirafiori di nulla, al contrario semmai l'investimento in joint venture tra Fiat e Chrysler per oltre un miliardo di euro per la produzione a regime di 280mila vetture l'anno di Suv Chrysler e Alfa Romeo, i cui motori saranno prodotti in America, rischia di diventare un boomerang per i lavoratori italiani. Restando nell'ordine delle idee del capitalismo, è la Chrysler che sta inglobando Fiat e non viceversa. Ma non si esce da questa vicenda seguendo le logiche perverse del capitalismo che punta a mettere i lavoratori gli uni contro gli altri (anche a questo servono gli Stati nazionali del resto): al contrario, proprio perché il mondo è globalizzato, se ne può uscire solamente solo con una logica internazionalista, che veda gli operai lottare fianco a fianco nei diversi Paesi.
Quello in atto è il più pesante attacco ai lavoratori - tutti, non solamente quelli Fiat - dal dopoguerra, anche perchè avviene in un momento di relativa debolezza della classe operaia (priva, come detto,  di una direzione politica riconosciuta e maggiormente ricattabile per via della crisi).
Si tratta di un percorso iniziato con l'accordo per il nuovo modello contrattuale siglato da governo, Confindustria e sindacati gialli, che già prevedeva la possibilità di peggiorare il contratto nazionale a livello aziendale. Accordo che trovava il suo seguito naturale con l'accordo sulle deroghe dei metalmeccanici. E che ha il suo punto di arrivo nella distruzione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (passando per l'uscita di Fiat da Federmeccanica e i suoi accordi separati, che di fatto sono dei veri e propri nuovi Contratti Individuali Nazionali di Lavoro: i lavoratori al momento della assunzione per la Newco dovranno firmare individualmente l'accordo).
I padroni nelle fabbriche diventano ogni giorno più arroganti. Dal'inizio della crisi chiunque viva o sia in contatto con il mondo della fabbrica sa come i rapporti di forza si siano ad oggi spostati in favore dei padroni. Ma è anche vero, e l'esperienza di Pomigliano e Torino lo dimostra, che nella classe operaia si sta sedimentando una nuova consapevolezza, un nuovo naturale odio di classe, che, per essere produttivo, deve diventare coscienza di classe: coscienza cioè di come i propri interessi come classe siano inconciliabili e contrapposti a quelli degli sfruttatori e di come sia necessario dotare la classe operaia di un programma autonomo da quello della borghesia e dei suoi partiti e della necessità di dotarsi di  un partito della classe lavoratrice (italiano e internazionale, il solo che oggi abbia un senso) in grado di dare le gambe a questo programma.
Il 28, tutti in piazza!
Il Partito di Alternativa Comunista sarà in piazza con la Fiom e con le altre organizzazioni sindacali che sciopereranno il 28 gennaio, riconoscendo la straordinaria importanza di questo appuntamento (a maggior ragione dopo l'esito del voto di ieri) e salutando positivamente la decisione della Fiom, finalmente, di indire lo sciopero generale.
Saremo in piazza al fianco di tutti i lavoratori sfruttati, sostenendo la parola d'ordine della necessità di uno sciopero generale prolungato al fine di ribaltare i rapporti di forza, di cacciare Marchionne e Berlusconi e di dare una svolta alla crisi sociale ed economica in cui il capitalismo ci ha cacciati. L'unica svolta possibile, quella a favore dei lavoratori, dei giovani senza futuro, degli immigrati, di tutti gli sfruttati di questa società, prendendo tutte quelle misure necessarie a far pagare la crisi a chi l'ha causata e non ai lavoratori alla catena di montaggio o ai giovani senza una prospettiva di futuro: a partire dalla nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle aziende in crisi  - in cui i padroni hanno già dimostrato la propria bancarotta - e dal ritiro della controriforma Gelmini, di tutte le leggi precarizzanti e razziste, e dalla nazionalizzazione delle principali Banche del Paese.