Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 2 gennaio 2012

Lo spirito dei capodanni passati

Beatrice Nefertiti. Fonte http://www.lettermagazine.it 
da una segnalazione di Fausta Dumano.

Salve ragazzi… come potevate cominciare il 2012 senza i miei auguri? Io sono Merlino, il Gatto samurai, il Guerriero errante senza macchia e senza paura, e chi meglio di me può augurarvi di sopravvivere a questo annus horribilis? Coraggio, ce la potete fare e speriamo che abbiano ragione i Maya. Questo capodanno è stato così interessante che ve lo devo raccontare.
La sera del 31 mi stavo tirando a lucido per una festa strepitosa, ero atteso da certe gattine ucraine, quando ho scorto il fiero cipiglio del mio amico Desdemolo, l’ultimo fantasma del Palazzo dei Veleni. “Merlino!” mi ha apostrofato “Hai un appuntamento”. “Lo so bene caro, e vado di fretta. Vedi ci sono certe gattine che…”. “Lascia perdere le gattine e vieni con me”. Il tono del mio amico era così perentorio che non me la sono sentita di discutere. Ho mandato un sms alle micette e mi sono lanciato all’inseguimento del mio amico, a rotta di collo, perché il felino è veloce ma il fantasma lo è molto di più.
Ho corso come un centometrista rischiando di perderlo attraverso i vicoli e i cortili fino al vecchio mercato di Piazza delle Erbe, abbandonato già da un po’. Ho scavalcato quello che rimane del recinto, mentre il mio amico fantasma lo attraversava con noncuranza, e tra i rottami dei banchi smessi ho scorto un fagottino dentro una cassa. Desdemolo stava parlando dolcemente a quel mucchio di stracci, e io cosa dovevo fare? Mi sono avvicinato a vibrisse dritte e ci ho trovato la nostra umana, la gentile signora che si è presa cura della colonia felina per tanti anni, prima che fosse sterminata dal veleno e dalle automobili. La nostra vecchia amica era raggomitolata dentro una cassa e guardava il cielo smarrita. Non parlava, tremava e batteva i denti. Io l’ho avvolta in una magica coltre di fusa e Desdemolo l’ha presa teneramente fra le braccia, evocando una bottiglia di ottimo spumante.
“Su cara, lo so che quest’anno è stato terribile e il prossimo sarà peggio, ma adesso sei qui con noi e sei al sicuro. Cerchiamo di stare allegri e brindiamo. Ho invitato alcuni amici che ci faranno compagnia”. Desdemolo non aveva fatto in tempo a stappare il prosecco che è arrivato uno strano tipo col caschetto e gli abiti alla Swinging London. Il nostro fantasma lo ha salutato con affetto, gli ha offerto un calice e lo ha presentato. “Ragazzi lui è un mio amico, il capodanno degli anni Sessanta”. La nostra umana lo ha accolto con gioia, quando era piccola viveva in un tale stato di isolamento e di deprivazione emotiva che l’ultimo dell’anno era un evento, a giocare a tombola con le zie e bere un dito di spumante a mezzanotte. Mentre il fantasma degli anni Sessanta si scioglieva nella nebbia ne abbiamo visto arrivare un altro, con gli zatteroni e i pantaloni a zampa di elefante. “Ciao cara, ti ricordi il primo capodanno con gli amici? Aspettavi il tuo ragazzo ma non si fece vedere” e lo spirito dei primi anni Settanta si è dileguato con un sorrisetto perfido. Che stronzo!
Dietro di lui se ne è presentato subito un altro, un fantasma barbuto col maglione peruviano. Era il capodanno dei tempi dell’università. La nostra amica lo ha aggredito: “Con tutte le cose che si potevano fare a Bologna in quegli anni, c’era proprio bisogno di rintanarsi in uno stupido e freddo casolare di campagna a tentare di arrostire la carne su di un cazzo di camino che non si voleva accendere e faceva morire tutti soffocati!”. Il capodanno dei tardi anni Settanta si è allontanato avvilito, buttato fuori da un personaggio in nero, ornato da una cresta di capelli molto punk, che ondeggiava al ritmo degli Spandau Ballet. Era il capodanno dei primi anni Ottanta, quelli del sex drug & rock and roll. La nostra amica è scoppiata in lacrime e noi lo abbiamo mandato via in fretta e furia. Lo spettro dandy è stato seguito da una serie di fantasmi opachi e indistinti, in jeans e camicia sformata; erano i tristissimi capodanni trascorsi a casa di coppie a giocare a risiko. Qualcuno di loro portava sotto braccio una bottiglia di birra e l’Eternauta, e la nostra umana li ha abbracciati, “Grazie ragazzi, sarei morta se in mezzo a quegli idioti che parlavano solo di lavoro e di carriera non avessi trovato un fumetto e una birra”. Anche questi spettri si sono dileguati nella nebbia, senza rimpianto.
“Vedi amica mia” ha mormorato dolcemente Desdemolo “di questi capodanni passati, quanti ne salvi?”. “Forse uno” ci ha risposto la nostra umana dopo averci pensato un po’. “E faccio già uno sforzo”. In quel momento abbiamo sentito una vocetta rasposa e si è avvicinato uno spettro lacero e cencioso, tutto coperto di piaghe. “Ssssalve, sssono lo sssspettro del prossimo capodanno…”. All’unanimità, siamo balzati in piedi tutti e tre e ci siamo messi a correre verso la piazza, decisi a non approfondire la conoscenza. “Abbiate fede”, ci ha rincuorato Desdemolo, “vedrete che hanno ragione i Maya”. Le gattine ucraine, a quell’ora, chissà dove erano finite, ma non aveva importanza, nei tempi cupi non c’è niente di meglio che stare con gli amici. Sotto al voltone del municipio abbiamo spalancato la solita botola e ci siamo calati nelle fogne per raggiungere il regno dei nostri fantasmi del Sanguinoso Mucchio. Lì non ci si sbaglia, rock duro, superalcolici a mostruosa gradazione, funghi magici e danze scomposte. Loro sì che sanno stare al mondo. Al nostro ingresso nel tunnel siamo stati accolti con un ululato trionfale e gli spettrali musicisti hanno omaggiato la nostra umana con una loro versione tutta particolare di Stairway to Heaven. Se li sentisse Robert Plant si strapperebbe i capelli per l’invidia.
Non mi ricordo quanto sono durati i festeggiamenti, non mancava nulla, c’erano perfino i bomboloni e il vin brulè. Abbiamo ballato e cantato fino a rimanere senza forze e senza voce e a un certo punto ho visto Desdemolo che portava a casa la nostra umana in pieno coma etilico e lisergico. Bene, ho pensato, non c’è modo migliore di affrontare l’anno che verrà. Mi sono addormentato in un cunicolo e questa mattina, al risveglio, ho sorpreso vicino a me Rasputin, il re dei Topi di Fogna, mentre distribuiva aspirine ai suoi soldati che avevano un po’ ecceduto nelle celebrazioni. Non mi è mai stato simpatico, però un po’ di paracetamolo mi ci voleva proprio, troppa vodka fatta in cantina… Traballante sulle zampe, sono riuscito a sollevare la botola e a ritornare all’aria aperta, alla ricerca della colazione e col cuore pieno. di buoni propositi. Perché non dovrebbe avverarsi la profezia dei Maya? Basta crederci.

sabato 31 dicembre 2011

L' INSOGNATA e gli auguri per l' anno che verrà......

Fausta l'insognata Dumano


31 DICEMBRE......insognata più che mai, Con le farfalle allo stomaco, Ci vuole coraggio per fare gli auguri di buon anno, Guardando con obiettività lo scenario che ci circonda ma la speranza è l' ultima dea che fugge, direbbe UGO FOSCOLO,E allora che il nuovo anno sia un album di 365 fogli da colorare per narrare le emozioni, le sensazioni,il grande sogno di UN ALTRO MONDO è POSSIBILE.Il mio augurio di buon anno è quello che i più non hanno , ti auguro tempo per divertirti,per ridere, per il tuo fare e il tuo pensare,Ti auguro tempo per correre dietro  le emozioni,senza affrettarti, guardando l' orologio.Ti auguro tempo non per trascorrerlo , inseguito dalla noia e dalla banalità della quotidianeità, ma tempo per stupirti e non guardare la sabbia che scende dalla clessidra.Tempo peramare e amarti, tempo per la follia  nella fortuna degli amori e delle passioni, ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle con la tenacia delle formiche,ti auguro di averegambe che non invecchiano per scovare  con la tua creatività  la lineadel confine illimitato ,inseguendo il raggio verde,''BUON ANNO SPECIALE .E SE LEGGENDOMI .vedi  i fuochi d' artificio dal balcone della camera dove tieni  il computer , stappa lo spumante per un brindisi speciale in privato, perchè mentre riannodo i fili degli affetti  e degli incontri  tu sei nel mio brindisi......con tutto l' affetto possibile fausta

Glückliches neues Jahr da AUT.

Luciano Granieri.

IL TITOLO DOVREBBE SIGNIFICARE BUON ANNO IN TEDESCO. MA PER I POCHI CHE ANCORA NON AVESSERO IMPARATO LA LINGUA TEUTONICA LO RIPETIAMO IN ITALIANO

BUON ANNO A TUTTI!!!!!



venerdì 30 dicembre 2011

Jazz e rivoluzione

a  cura di Luciano Granieri


Chiudiamo l’anno proponendo la storia di un rivoluzionario. Una personalità che ha fatto la sua rivoluzione nell’arte e nel sociale. Nella storia di “Bird” Charlie Parker, si trovano intatti tutti i germi di una forza  rivoluzione vera. La rivolta contro il mercato, che dettava le regole della composizione musicale, il più possibile semplice e fruibile per vendere il maggior numero di incisioni ad uso e consumo dei bianchi , vide protagonista Parker con  un tipo di musica che rivoluzionò le regole armonico- ritmiche in vigore.  A questa si unì la rivolta contro il potere anche culturale dei bianchi. Parker fece diventare la musica afro-americana vero patrimonio culturale ed espressivo dei neri. La sua rivolta coinvolse anche la borghesia americana bianca ed arrivò anche in Europa. La beat  generation è cresciuta con la musica di Bird,  i romanzi di Jack Kerouac e le poesie di Allen Ginsberg, i quali trasposero, l’originalità e le fluidità del fraseggio musicale di Parker nella composizione letteraria e poetica. Dunque si può tranquillamente affermare che la rivoluzione di Parker andò oltre la musica. Coinvolse l’intero mondo artistico, intellettuale e anche popolare dal dopo guerra fino all’avvento del free jazz e delle rivolte nere degli anni ’60. Il testo che segue è di Arrigo Polillo, uno dei più autorevoli esperti di musica jazz.  La clip è composta da alcuni quadri della graphic novel “Prima il  jazz era ballabile, poi venne Bird”  dedicata  alla vita di Parker  con i testi di Angelo Leonardi e i disegni di Gaspare e Gaetano Cassaro .  I brani sono “Wee” e a “Night in Tunisia” Ad accompagnare un Charlie Parker in forma smagliante ci sono Dizzy Gillespie alla tromba, Bud Powell al pianoforte, Charlie Mingus al contrabbasso, Max Roach alla batteria. I brani sono stati registrati durante un concerto al Massey Hall  di Toronto nel 1953

Good Vibrations e 
buon anno a tutti
Luciano Granieri

Prima il jazz era ballabile, poi venne Bird

Arrigo Polillo

Sul fatto che Charlie Parker sia stato uno dei tre geni del jazz sono tutti d’accordo. Gli altri due sono, per comune consenso,  Louis Armstrong che fu il primo grande solista, quasi il fondatore del jazz-arte ( e non più musica folklorica), e Duke Ellington, che del jazz fu il più dotato compositore e il miglior capo orchestra, il più notevole esponente, insomma del jazz orchestrale, in cui composizioni e assoli improvvisati convivono. Parker fu il rivoluzionario, l’innovatore che cambiò improvvisamente il corso del jazz proprio nel momento in cui sembrava che il processo evolutivo della musica afro-americana fosse giunto a conclusione e la sua decadenza fosse iniziata. Comparve alla ribalta, Parker, nei primi anni quaranta, quando era poco più di un ragazzo. Era arrivato a New York da Kansas City, una delle piccole capitali del jazz (allora però già decaduta): veniva da una poverissima famiglia negra e aveva compiuto la sua educazione , se così si può dire per le strade della sua città mescolandosi ai disperati del ghetto negro. Da qualcuno di loro fu iniziato alle droghe dure, che segnarono tragicamente la sua esistenza e alla fine lo uccisero in giovane età. Da altri, dai musicisti di jazz che si potevano ascoltare nei molti locali notturni di Kansas City, imparò a suonare il sassofono; nell’aria respirò il blues. Quando intorno al 1940, cominciò ad essere ascoltato dai colleghi più anziani in qualche locale di Harlem, il suo stile era praticamente formato: era uno stile nuovissimo pur essendo fondato sul blues e derivato, in parte, da quello di Lester Young, il grande sassofonista di Count Basie . Il fatto è che Parker – anzi “Bird”, come tutti lo avevano chiamato – aveva scardinato molte delle regole consacrate del jazz come tutti lo avevano conosciuto: ne aveva fatto saltare i più convenzionali moduli armonici e ritmici, e così facendo aveva trasformato (con la collaborazione però di qualche altro a cominciare dal trombettista Dizzy Gillespie)  il jazz da musica ballabile , divertente, sempre orecchiabile, in musica complessa e raffinata, da ascoltare soltanto. Dopo la rivoluzione operata da Parker e da coloro che gravitavano nella sua orbita, i musicisti negri non furono più i giullari dei bianchi, come erano stati per anni; da allora suonarono anzi tutto per sé e per chi è in grado di apprezzare la loro musica. Del grosso pubblico non si sono più preoccupati: ha fatto eccezione Gillespie  che, burlone per temperamento, ha voluto anche divertire gli spettatori, a cui comunque  ha dato sempre del grande jazz. Gli altri, coloro che si sono proposti solo di piacere alla massa, non contano per i veri jazzmen.  Charlie Parker esercitò un’enorme influenza sui musicisti jazz venuti dopo di lui. Per molti anni gli altosassofonisti di tutto il mondo si rifecero, più o meno consapevolmente, al suo stile. Si dovette aspettare l’arrivo di John Coltrane, che si affermò definitivamente dopo il 1960, perché gli uomini del jazz trovassero un nuovo leader, un nuovo modello (senza però dimenticare il grande infelice Bird) 


2012- GLI AUGURI DI BUON ANNO

Francesco Notarcola


Sappiamo tutti che il 2012 sarà l’anno di lacrime e sangue. Così voluto dai provvedimenti adottati dal governo Monti, sostenuto da una larghissima maggioranza che interpreta e difende gli interessi del capitale finanziario e delle banche.  .
Le banche, per salvarsi, avrebbero potuto vendere  i grandi patrimoni immobiliari accumulati in danno delle imprese e dei cittadini trovatisi in difficoltà.
Gli evasori ed i corrotti continueranno a frequentare i salotti buoni della gente per bene e le segreterie politiche ed istituzionali che contano.
I poveri saranno più poveri, pagheranno le tasse, mangeranno di meno, non potranno curarsi, ma avranno salvato l’Italia.   
La  Città capoluogo è allo sbando, dominata  dal caos amministrativo, sommersa  dagli scandali e dalle inchieste della magistratura ( cimitero, forum, piazza Risorgimento, casa della cultura,ecc.)
Gli arresti e gli inquisiti eccellenti di questi ultimi giorni sono l’evidenza dello sfascio e della debolezza della politica che non governa, dell’asservimento ai poteri forti, del saccheggio del territorio e delle sue inestimabili risorse culturali, paesaggistiche ed archeologiche.
Una Città povera di servizi sociali e sanitari dove sprechi e malgoverno la fanno da padroni.
Si respinge il 50% delle domande per gli asili nido e  le tariffe rasentano il doppio di quelle della capitale d’Italia.
In questi anni abbiamo assistito ai rimpasti continui della giunta e della maggioranza per rincorrere il potere, defenestrando coloro che erano stati eletti e votati da centinaia e migliaia di elettori.
Si è  soppresso, per questi giochetti puerili, anche l’assessorato alla trasparenza.
 Mentre nella nostra provincia la disoccupazione giovanile supera il 30%, la gestione clientelare della cosa pubblica trova sempre il modo per assumere parenti ed amici.
 I lavoratori socialmente utili si lasciano volutamente in condizioni precarie e difficili. Se si fossero affidati a loro certi servizi, ad esempio la numerazione civica e la toponomastica, invece che darli in appalto, i cittadini avrebbero risparmiato  ed i lavoratori avrebbero guadagnato.
Il fallimento di questa amministrazione  è completo e vistoso. Manca il coraggio e la dignità delle dimissioni.
 Per restituire un futuro ed una prospettiva di crescita sociale e civile al nostro Capoluogo occorre pulizia morale e politica.
C’è bisogno di  un profondo rinnovamento per affermare trasparenza, partecipazione, correttezza e legalità.
Per salvare  il Capoluogo i cittadini debbono trovare il coraggio dell’impegno e dell’unità, al disopra e al di fuori di quelle formazioni politiche, di maggioranza e di opposizione,   che da 15 anni governano insieme contro i cittadini e contro la Città, a favore del privilegio e della speculazione.
Chi condivide questa necessità  e queste valutazioni ci comunichi la sua volontà di impegno e trasmetta questo messaggio a tutte le persone che possono dare un contributo serio e costruttivo, disinteressato e volontario.  

Cassino bilancio politico del 2011

PRC/FDS CASSINO

Ci accingiamo a chiudere un anno quello del 2011 che è stato disastroso soprattutto per le classi meno abbienti. La tecnocrazia e la finanza speculativa in sostituzione della politica ha fatto il resto anche per la classe media. Il governo Monti non ha compiuto un operazione di risanamento ma un operazione di macelleria sociale colpendo pensioni e stato sociale, ha aumentato l’IVA, ha introdotto l’IMU, insomma tutto a carico della classe lavoratrice e dei pensionati. Inoltre, Monti ha volutamente spostato l’attenzione sull’art 18 proprio per affermare il pensiero unico del liberismo e delle regole imposte dalla BCE e dall’asse franco-tedesco, chiudendo quotidiani importanti come il nostro:  LIBERAZIONE  che ha accompagnato 20 anni di storia del PRC.
In questo clima di austerità dove i grandi patrimoni non fanno parte dei sacrifici richiesti, l’amministrazione di centro-destra della regione Lazio ha approvato l’aumento indiscriminato dei vitalizi e l’estensione degli stessi agli assessori di nomina esterna. Uno sfregio materiale e morale che non ha eguali. Pensare che tali provvedimenti sono stati votati anche dall’UDC che siede sia in maggioranza con la Polverini che nell’amministrazione Petrarcone.  Non è possibile per noi concepire un’operazione di tale natura senza che venga dato conto a chi insieme a noi sta governando la città di Cassino.
Quando Petrarcone decise le alleanze “post-primo turno” con la conseguente, ingenerosa e scorretta, mancata “investitura politica” al nostro partito, lo stesso giustificò il fatto che sarebbe stato più conveniente preferire a noi  un “canale regionale” come UDC (senza dimenticare Mario Abbruzzese)  per poter meglio favorire finanziamenti per la città. Risultato di questo primo scorcio ammnistrativo regionale: tagli al welfare, controriforme nel sistema sanitario e sociale, soppressione del finanziamento al reddito minimo e per quanto riguarda Cassino c’è il rischio di perdere il finanziamento dei parchi tematici. La presenza di questi canali preferenziali, di fatto, sembra quindi non aver prodotto alcun risultato positivo per il nostro territorio.
In questo anno, quello del 2011, registriamo, però, e, per la prima volta nella storia della nostra città, l’elezione nella maggioranza di governo di un consigliere comunista che, oltre ad avere una straordinaria rilevanza politica, apre contemporaneamente la prospettiva di cambiamento e discontinuità con il vecchio modo di fare politica. Ciò però è reso difficile proprio dalla ambiguità di alcuni partiti politici che si collocano contemporaneamente sia nel centro-destra che nel centro-sinistra, anche se oggi il pensiero dominante, dal PD al PDL, è quello di sostenere il governo Monti, contro il quale noi, invece, come partito, avendo aderito al comitato NO DEBITO, proponiamo a tutta la cittadinanza e a tutte le forze politiche e associazioni  il NO DEBITO DAY.
Per ciò che riguarda questa prima fase di amministrazione Petrarcone rileviamo che il nostro partito ha svolto prima, durante e dopo la campagna elettorale un ruolo importante nell’azione politica e amministrativa, facendo per es. approvare dal consiglio comunale 3 mozioni che riguardano rispettivamente: GAP (gruppi di acquisto popolare), miglioramento della biblioteca comunale e richiesta di sopralluogo da parte degli organi competenti presso la facoltà di Lettere e Filosofia di via Zamoch per una verifica sulle reali condizioni sanitarie dell’ambiente lavorativo in considerazione di diversi decessi avvenuti tra i dipendenti della facoltà, per sopraggiunte neoplasie. Come pure siamo orgogliosi che la prima commissione presieduta dal nostro consigliere  ha licenziato il primo regolamento dell’amministrazione Petrarcone che riguarda l’albo pretorio on-line in conformità con quanto detto in campagna elettorale ed in seguito ratificato nel programma di Bene Comune e cioè il principio di trasparenza degli atti pubblici. Come pure per aver favorito l’avvio della fase di discussione per l’istituzionalizzazione dei comitati di quartiere. Non per questo dobbiamo sottacere che su alcuni atti e alcuni metodi attuati ci sentiamo profondamente in disaccordo politico. Vogliamo rimarcare all’uopo , l’apertura  che proviene dal presidente della commissione servizi sociali, Andrea Velardocchia, alle nostre motivate rivendicazioni di maggiore coinvolgimento e partecipazione alle decisioni, stesso appello che abbiamo rivolto direttamente al sindaco Petrarcone per ribadire l’importanza di una preventiva discussione con i partiti di maggioranza. Questo dovrebbe essere il modus operandi del governo Petrarcone che per noi rimane un obiettivo dirimente. Vorremmo ricordare a chi si rifugia in altre organizzazioni, associazioni e ai cittadini tutti che i partiti sono stati, sono e saranno importantissimi per la vita democratica del paese ed anche a Cassino dovremmo far rinascere la stagione dei partiti che insieme agli altri attori del territorio siano in grado di elaborare il progetto politico-amministrativo.
Se avessimo ragionato bene insieme non saremmo arrivati come si è arrivati con l’introduzione dei voucher di cui abbiamo argomentato approfonditamente la nostra contrarietà e siccome ne cogliamo bene solo la loro sperimentazione, chiediamo  a tal proposito una attenta verifica proponendo il coinvolgimento da subito anche dei cittadini-utenti che fruiscono di tali strumenti e con una attenta discussione preventiva con le forze politiche di maggioranza e opportunamente orientate dall’Osservatorio sociale del quale se ne richiede l’istituzione.

Mentre Velardocchia apre alle  considerazioni politiche avanzate dal nostro partito, l’assessore Di Russo,  decide, in deroga anche a quanto previsto dal programma di Bene Comune, di indicare nell’Osservatorio Sociale, la direttrice della Casa Circondariale di Cassino, anziché indicare, come peraltro evidenziato dal nostro partito, i patronati  ed i rappresentanti del terzo settore.  Un assessore (nominata come tecnico) dovrebbe recepire bene le indicazioni politiche ed invece continua a muoversi autonomamente senza sentire nessun consiglio. Noi non ci stiamo. Bisogna cambiare metodo. Per esempio bisogna prendere posizione sul progetto 7 adulti per i quali chiediamo un incontro urgente con il sindaco Petrarcone per individuare per loro delle soluzioni atte a riprendere il percorso intrapreso ed interrotto coinvolgendo la regione Lazio (vedi i richiami prima menzionati) per chiedere un co-finanziamento adeguato per portare a compimento gli obiettivi prefissati.
                Vogliamo inoltre riferire ancora circa la validità della iniziativa che la CGIL Roma e Lazio    per una petizione popolare finalizzata alla richiesta del rifinanziamento del reddito minimo garantito (obiettivo 100.000 firme in tutto il Lazio). Altro che Piano della Povertà proposto dalla regione Lazio! (che favorisce solo la Caritas, tanto che è stato presentato oltre che dalla Polverini e dall’assessore Forte anche dal direttore della Caritas Diocesana di Roma, Enrico Feroci.   Il nostro partito, invece, ha già presentato emendamenti al Bilancio regionale  proprio per rifinanziare uno strumento economico che rappresenta,  specie per momenti di crisi come quello attuale,  un’ancora di salvezza  per le persone più bisognose. La CGIL di Cassino è pronta per la raccolta della firme e nei prossimi giorni verranno pubblicizzate date e luoghi ove è possibile firmare ed il nostro partito è pronto per fissare con la gente che ne ha beneficiato una assemblea pubblica nei prossimi giorni. Daremo informazioni di merito.
                Vogliamo inoltre ribadire che la mozione presentata dal consigliere Durante per riversare le entrate previste dalla reintroduzione della TOSAP sui passi carrabili (cifra prevista circa 100.000 €) sui servizi sociali non saranno imputate ai voucher anche perché vorremmo richiamare che secondo l’art. 149 della legge 191 del 2009, secondo cui: ”il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico e degli Enti Locali è consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia del contenimento delle spese di personale e ove previsto  dal patto di stabilità interno”, di conseguenza, i contratti del tipo in discussione seguono la disciplina per il contenimento delle spese del personale anche se parliamo di lavoro non subordinato. Questo potrebbe causare scompensi nella disciplina dei rapporti di lavoro all’interno del comune in quanto le spese sostenute dai voucher non vanno inserite nel capitolo delle spese sociali ma al contrario, essendo un rapporto di lavoro, devono essere per legge imputate al capitolo di bilancio riguardante le spese del personale. Pertanto il nostro partito non si metterà mai contro i dipendenti comunali che con i voucher si vedranno decurtate risorse imputabili alla base imponibile per chiedere rinnovi contrattuali a partire dal salario accessorio. Anche sulla gestione del personale quindi come il resto delle questioni chiediamo coinvolgimento.

In conclusione, queste nostre analisi di richiesta e partecipazione democratica alla vita amministrativa dovranno essere prese in considerazione. Pertanto chiediamo al sindaco un adeguato riconoscimento politico del nostro partito nelle decisioni amministrative e se non saranno prese in considerazione le nostre legittime rivendicazioni saremo costretti a trarne le dovute  conseguenze politiche.

La sopravvivenza dell'ANEI è in pericolo, dobbiamo intervenire tutti

Franca Dumano

Ciao Luciano, ho ricevuto questa e-mail dalla lista deportatimaipiù, cui sono iscritta e da cui imparo tante cose che non sapevo sulla Resistenza; mi sembra giusto inoltrarla ad AUT e vedere se qualcuno può aiutarli a non chiudere.




C'è un grosso problema circa l'Associazione Ex Internati (militari nei Lager nazisti) A.N.E.I., associazione che è stata fondata dal 1946 quando i superstiti sono rientrati in Italia. Ora, con la crisi, sembra che tale associazione stia per chiudersi. Dal Ministero della Difesa dal quale dipendiamo c'è stato risposto che "dobbiamo vergognarci a chiedere contributi in questa situazione". Io lavoro lì da anni ed ho sistemato i diari e le testimonianze dei sopravvissuti, ma se l'A.N.E.I. chiuderà ho paura che tale materiale venga disperso. Non chiedo aiuti, so che non è possibile, in realtà non so davvero perchè ne parlo, forse solo perchè mi sembra giusto comunicare la possibilità di un tale avvenimento e perchè in un futuro non vorrei sentirmi dire "ma perchè non ce lo avevi detto".
    L'indirizzo dell'A.N.E.I. è Via San Franceco di Sales, 5 00165 Roma telefono 06 68301203, email info@anei.it  il Presidente dell'Associazione è l'Avvocato Raffaele Arcella - Via Livio Andronico, 121 80126 Napoli tel. 081 7672441 - il Segretario Generale è Dott. Stefano Caccialupi. Il sito è www.anei.it 
Esiste un tesseramento e non ha una tassa precisa, si chiedono 10 euro di minimo e comprende anche la ricezione del bollettino "Noi dei Lager" che esce  (o meglio usciva) quadrimestralmente. Non c'è una quantità di soldi precisi che ci servono, noi abbiamo la sede gratis offerta nella Casa della Memoria e della Storia dal Comune di Roma, non paghiamo affitto, ma abbiamo l'obbligo di organizzare qualche manifestazione (presentazione di libri, seminari per gli insegnanti o per i ragazzi, ecc.)  e la pubblicazione del Bollettino che è la spesa più importante; quindi le necessità pratiche in effetti sono poche, dobbiamo pagare il telefono, la cancelleria, e ogni tre o quattro anni un congresso di cui però se ne può fare anche a meno. I diari sono tutti all'ANEI ordinati e ben conservati. Le testimonianze (sono diverse dai diari: sono flash, episodi dell'internamento, brevi periodi) sono a volte molto significative.

Maria Trionfi