Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 5 giugno 2012

Lettera Usnam

U.N.A.SA.M onlus
                Unione Nazionale delle Associazioni
                   per la Salute Mentale
                   Sede Legale c/o Istituzione G.F.Minguzzi Via Sant’Isaia, 90 – 40123 Bologna
                       tel. 051/5288526/11 – fax 051/521268
                       C.F. 96256330588



Bologna, 22.05.2012
Prot.13/2012

                                                                  
                                                 Al Presidente On.le Palumbo
                                                  Commissione Affari Sociali
                                                  Camera dei Deputati –   Roma
                                                                                  
                                                    Al Presidente On.le Marino
                                                   Commissione D'Inchiesta sull'Efficacia
                                                   e l'Efficienzadel S.S.N.

                                                   Al Ministro della Salute
                                                    Dott. Renato Balduzzi
                                                                                 
                                                     Al Presidente del Consiglio dei Ministri
                                                     Prof. Mario Monti
                                                                        
                                                     Al Presidente della Camera dei Deputati
                                                      On.le Gianfranco Fini

                                                      Ai Capi Gruppo della Camera dei Deputati

                                          Ai Capi Gruppo del Senato della Repubblica

                               e p.c.               Agli Organi di Informazione


Oggetto: Proposta di Legge “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” approvata in data 17 maggio u.s. dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

                 
                                       
                               L’approvazione della proposta di legge di cui all’oggetto è un atto di  gravità inaudita che non fa onore ai parlamentari che l’hanno approvata e che rischia di riportare il nostro Paese indietro di 35 anni, riproponendo metodi e luoghi di internamento indegni di un Paese che ha scelto la civiltà e il progresso sancendo il definitivo superamento dei manicomi e di tutto ciò che essi rappresentavano.

                               Le norme nazionali ed europee, attualmente in vigore, indicano con netta chiarezza quali devono essere i percorsi organizzativi e metodologici per garantire servizi territoriali capaci di tutelare la salute mentale di tutti i cittadini, la presa in cura, i percorsi terapeutici riabilitativi orientati alla recovery.

                               Le buone pratiche esistenti in tante parti del territorio italiano confermano la validità del modello dipartimentale e la necessità di adeguate risorse umane e finanziarie per garantire ovunque prestazioni tempestive ed efficaci.  Viceversa, le pratiche coercitive, lesive della libertà e della dignità delle persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale, dimostrano tutto il loro fallimento con il peggioramento delle condizioni di vita e di salute di chi le subisce.

                               La proposta di Legge di cui all’oggetto quindi, contestata con cognizione di causa dalla stragrande maggioranza delle Organizzazioni che hanno partecipato alle audizioni in Commissione Affari Sociali e dalla maggioranza delle Associazioni dei Familiari e degli Utenti dei servizi di salute mentale,  ripropone sistemi di internamento attraverso l’istituzione del “trattamento sanitario obbligatorio prolungato senza consenso” della durata di sei mesi rinnovabile. Tale trattamento può essere effettuato anche in “strutture diverse da quelle previste per i pazienti che versano in fase di acuzie”, quindi anche in strutture private “accreditate”.

                               L’altro punto scandaloso e paradossale riguarda gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per i quali è previsto, dalla Legge 9/2012, il definitivo superamento entro il 31 marzo 2013. La proposta di legge in oggetto, invece, ne chiede il mantenimento per tutta la fase iniziale di realizzazione della rete dell’assistenza ai sensi dell’articolo 6 (assistenza psichiatrica ai detenuti) da parte del servizio sanitario regionale nelle case circondariali. 

                               E’ stupefacente la non conoscenza da parte dei parlamentari firmatari di tale proposta di legge della situazione reale presente nel nostro Paese, delle ragioni vere del malcontento di tanti familiari che denunciano l’assenza di adeguati percorsi di cura per i loro cari. I familiari non chiedono luoghi di internamento ma possibilità concrete di percorsi terapeutici-riabilitativi nel rispetto dei diritti costituzionali. Chiedono uguali opportunità in qualunque parte del Paese si viva.
E’ stupefacente che questi parlamentari non sappiano che  nessun percorso di cura è possibile senza la costruzione di un rapporto di fiducia tra chi cura e chi deve ricevere cure e rispetto umano. E questo rapporto non si costruisce con la coercizione e la privazione della libertà, ma con servizi territoriali ricchi di risorse e umanità e con un sistema sociale capace di accogliere e comprendere, rispondendo ai reali bisogni che le persone in difficoltà esprimono.

                               La “cura” delle persone con sofferenza mentale passa quindi per la restituzione dei diritti di cittadinanza e non con la privazione della libertà e la violazione della dignità umana.

                               Chiediamo quindi che questa vergognosa proposta di legge venga definitivamente archiviata e si riprenda la strada già indicata dai Progetti Obiettivo Nazionali Salute Mentale, dalle Linee Guida Nazionali approvate dalla Conferenza delle Regioni, dal Patto Europeo per la salute e il benessere mentale.

Sollecitiamo inoltre l’attivazione dell’incontro già richiesto da tempo al Ministro della Salute.


                                                                                          

Contro la riapertura dei manicomi

PSICHIATRIA DEMOCRATICA

La proposta dell'On. Ciccioli di riforma della legge 180/78, approvata ieri in commissione Affari sociali e Sanità da una rinata accoppiata parlamentare PDL - Lega, reintroduce - nei fatti -  null'altro che pesanti segmenti di custodia neo-manicomiale. Perla tra le perle, all'articolo 5 del dispositivo si può leggere: " Il trattamento necessario extraospedaliero prolungato ha la durata di sei mesi..." e prolungato sino ad un anno! in barba a tutte le leggi vigenti, a partire dalla nostra Carta costituzionale.
Insomma tutte le significative e concrete esperienze di presa in carico del disagio sul territorio, diffuse in maniera capillare ormai in tantissime parti del Paese, promosse dal 1978 in poi, dai Servizi pubblici in collaborazione con il privato sociale e gomito a gomito con  Associazioni di familiari e utenti, Istituzioni locali, verrebbero sostituite da questa melassa rancida che sa tanto di revanscismo e di stato sanitario di polizia. La filosofia di controllo sociale si rileva in tutto l'impianto: ne è un esempio lampante l'art.4, dove nella pratica al comma 2 si riesumano - all'interno dei DEA- nientemeno che le vecchie Osservazioni dei defunti, e mai rimpianti, Ospedali Psichiatrici.
Sono i fatti, le ricerche scientifiche, le attestazioni di gruppi e commissioni di studio - anche internazionali - che danno ragione ai tanti che, come Psichiatria Democratica (PD), si battono da anni perchè i dettami della riforma psichiatrica possano sempre più trovare piena applicazione nelle Unità territoriali, oggi falcidiate nelle risorse essenziali, da indiscriminati tagli della spesa.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: ritorno all'ospedalizzazione, tendenza crescente alla medicalizzazione e alla burocratizzazione e riduzione progressiva di spazi per un nuovo protagonismo degli utenti senza alcuna progettualità per il riscatto attraverso il lavoro e l'abitare.
PD che continua, senza sosta, il proprio impegno affinchè gli Ospedali  Psichiatrici Giudiziari,  possano essere superati "presto e bene" attraverso l'attuazione di programmi individualizzati per ciascuna persona ristretta, chiama a raccolta gli operatori della Salute mentale, il mondo politico democratico, dell'informazione e della cultura, le forze sindacali ed il mondo dell'associazionismo e del volontariato a rispondere a muso duro ai tentativi di riportare indietro il Paese intero di decenni, agli anni bui della custodia, in nome della sicurezza e della normalizzazione.

18, maggio, 2012

lunedì 4 giugno 2012

Nuova giunta, si spacca la maggioranza a Ceccano

fonte : http://pietroalviti.wordpress.com


Maliziola perde pezzi della maggioranza: Rifondazione Comunista e Idv si uniscono al Pd di Maurizio Cerroni e attaccano frontalmente,  accusando il nuovo sindaco di metodi antidemocratici e di spostare l’amministrazione verso destra.
Sono passati soltanto dieci giorni dalla vittoria al ballottaggio, ottenuta grazie all’apporto indispensabile degli stellini; si è appena conclusa la festa del sindaco alla Villa Comunale e già la coalizione vincitrice appare in pezzi: il sindaco è accusato di voler far posto in giunta agli esponenti delle liste che appoggiavano Angelino Stella, a seguito dell’accordo stretto prima del ballottaggio e di cui Rifondazione e Idv sostengono di non sapere niente.
E così, i due ex alleati, Rifondazione e Italia dei Valori, cambiano campo, si schierano con il Pd, che ritrova così inaspettatamente una sua funzione politica, e addirittura chiamano gli elettori a manifestare contro il sindaco che hanno appena votato 10 giorni fa. Nel frattempo, su facebook,  pubblicamente, come fanno i ragazzi, due esponenti di Rifondazione e dei Comunisti italiani se ne dicono di cotte e di crude, accennando anche ad episodi poco chiari delle passate amministrazioni.
Intanto il sindaco si appresta a presentare la giunta: lo farà, sembra, in una conferenza stampa mercoledì e, probabilmente, rispetterà i patti assunti prima del ballottaggio, tutti assessori nuovi e posto per gli stellini. E giovedì, in Piazza Municipio, alle 18,30  i suoi ex alleati manifesteranno contro di lei.
Scenario davvero singolare: molti elettori si accorgono di aver votato per partiti che ora si trovano nello schieramento opposto. Ed è passata appena una settimana. E’ soltanto colpa di Marco Corsi?
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Laboratorio della  buona politica.  2° puntata


Luciano Granieri

E VAIII !!!! IL LABORATORIO DELLA BUONA POLITICA, TALMENTE CONVINTO DELLE PROPRIE CAPACITA' SALVIFICHE, STA CERCANDO DI RIDARE LA VITA  PURE AL PD. ANCHE QUESTO ESPERIMENTO SARA' TENTATO CON L'INNESTO DI  UN CERVELLO AB-NORME? 


Poi si lamentano che la Fds sta ai piedi di Crist...pardon di Marx......
SCAPPATE COMPAGNI FINO  A CHE SIETE IN TEMPO!!!

Daniele Paris la musica del free

Gabriele Lucantonio dalla rivista "Alias" del 2 giugno

“Quando mi si chiariva un progetto  prendeva forma attraverso la stesura della sceneggiatura, fissavo un incontro con Daniele (anche se lo chiamavo “Paris” come fosse il suo nome , non il cognome) e gli raccontavo la storia che stavo sceneggiando e quello che tale storia doveva significare. Gli  parlavo della musica che ascoltavo giusto per dargli una pista . Paris ci ispirava infilandosi sulla pista indicata , ma approfondendo e proponendo anche altro. Non ha mai cercato di imporre il “suo genere” (come spesso accade), e la musica definitiva del film rappresentava  esattamente la sua sensibilità combinata con la mia” dichiara Liliana Cavani nel libro dedicato al compositore Daniele Paris, Il suono dell’interiorità – Daniele Paris per il cinema di Liliana Cavani, Luigi Di Gianni, Lorenza Mazzetti, scritto dalla studiosa Maria Francesca Agresta (Libreria Musicale Italiana, 160 pagine 25 euro). L’autrice ha già scritto un testo su Carlo Savina (Arte e Mestiere nella musica per il cinema. Ritratto di un compositore : Carlo Savina , Biblioteca Luigi Chiarini, 159 pagine, 2007). Per la regista emiliana , Paris  aveva scritto le musiche di due documentari, Età di Stalin (1962) e Storia del Terzo Reich (1962) e di tre lungometraggi, Milarepa (1974), Il portiere di notte (1974) al di là del bene e del male (1977).  I tre unici lungometraggi della sua carriera. Le sue uniche colonne sonore per le quali esistono dei cd (pubblicati dalla C.A.M). Eppure il suo percorso nella musica applicata al cinema è inusuale e notevole. Con i registi con i quali ha collaborato, ha sempre cercato di lavorare in sintonia, per ottenere un risultato particolare. Il migliore possibile.  Daniele Paris  era nato nel 1921 a Frosinone. In giovane età aveva intrapreso gli studi musicali in forma privata e subito dopo la guerra aveva frequentato il conservatorio di Santa Cecilia di Roma nelle classi di Fernando Germani (organo e composizione organistica )  e di Goffredo Petrassi  (composizione). Aveva  poi seguito i prestigiosi corsi dell’Accademia  Chigiana di Siena (composizione  direzione d’orchestra). All’inizio degli anni cinquanta, lavora come direttore d’orchestra per alcune istituzioni importanti come l’Orchestra Sinfonica di Roma della Radiotelevisione italiana.  Da quasi subito, collabora con il cinema e con un grande movimento  quello del Free Cinema inglese, realizzando le colonne sonore del cortometraggio di Lorenza Mazzetti  K (23 minuti , liberamente ispirato alla Metamorfosi di Franz  Kafka) nel 1954, dei medio metraggi  Together  1954 sempre della Mazzetti nel 1956 ed Evrey day ecxept Christmas di Lindsay Anderson  nel 1957. “Io puntavo  tutto sul violino finale. Per il resto, io sapevo solo che non ci doveva essere una musica “piacevole”, essendo la situazione completamente distorta. Daniele ha capito bene quello che volevo. (ndr: per K), “ afferma la Mazzetti in una conversazione pubblicata nel libro di Maria Francesca Agreste, per proseguire: “Daniele dopo cena diceva sempre: ‘Dai,Linsday,  adesso canta’. Così, dopo  mangiato, Lnsday prendeva la chitarra e ci cantava delle meravigliose canzoni irlandesi, cantava anche delle canzoncine per bambine, con una voce meravigliosa. Daniele era proprio impazzito per lui! Durante una di queste serate, Daniele propose: “Linsday, siccome sono tanti bambini nel film di Lorenza, che ne pensi se noi prendiamo una di queste canzoncine e la usiamo come leit-motiv?”.  Linsday è stato subito d’accordo . Così Daniele  ha arrangiato questa canzoncina  e ha terminato di comporre tutto il resto  della musica”.  Paris ha capito da subito le istanze poetiche del Free cinema,ma anche le differenze stilistiche di Anderson  e della Mazzetti. Rispettandole, questi tre film  gli hanno permesso si sperimentare, di  provare soluzioni musicali. Il volume di Maria Francesca Agresta lo spiega bene, esplorando soprattutto le sue collaborazioni con la Mazzetti, con la Cavani e con Luigi Di Gianni (attraverso le analisi delle loro collaborazioni  con Paris e delle interviste ai tre registi). Alla fine degli anni cinquanta, il compositore entra quindi in contatto con Di Gianni, giovane documentarista  di ispirazione antropologica e sociologica , per il quale scrive le musiche per Nascita e morte nel meridione (San Cataldo) ne 1958, Pericolo a Valsini, Frana in Lucania, Donne di Bagnara  nel 1959, Ragazze dell’avanspettacolo  nel 1961. “Con Paris c’è stato uno scambio di idee.”  Dichiara Di Gianni in un intervista del  saggio. Il compositore avrà anche qualche altre collaborazioni prestigiose,  cone quelle con il grande Alessandro Blasetti  per il documentario  La lunga strada  del ritorno nel 1962, con Nelo Risi per il documentario La Firenze  di Pratolini del 1963 e con Vittorio Cottafavi  per lo sceneggiato La vita di Dante  del 1965. Negli anni ’60, Paris è stato attivo nel campo della direzione e fra i protagonisti della nuova musica . E’ stato il direttore artistico d elle Settimane Internazionali di Nuova Musica di Palermo, di Nuova Consonanza  a  Roma e del Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia. Negli anni ’70 si è dedicato all’insegnamento. E’ stato trai promotori della scuola di Musica Licinio Refice di Frosinone (trasformata poi in Conservatorio) , un Istituto che negli anni, ha formato diverse generazioni di musicisti . Due degli allievi di Paris , Claudio Simonetti e Carlo Siliotto , sono diventati dei compositori di musica applicata al cinema. Il primo ha dichiarato in un’ intervista personale: “Ho iniziato a studiare privatamente composizione con Irma Ravinale, per poi continuare a Santa Cecilia con Antonio Ferdinandi e Barbara Giurana. Ho studiato pianoforte con la maestra Inardi, sempre a Santa Cecilia. Dopo il mio servizio militare e il mio ritorno dall’Inghilterra, dove ero andato per registrare un dsico, ho studiato per un paio di anni composizione a Frosinone con Daniele Paris. Non ricordo per quale motivo echi mi aveva consigliato di andare lì. Probabilmente sarà stato mio padre, Enrico Simonetti. Il fatto è che andavo due volte a settimana , mi sembra, a Frosinone. Il primo anno ci andavo con i mezzi, poi dopo il successo di Profondo Rosso , con la piccola macchina che mi ero comprato con i diritti d’autore. Ho  lasciato perdere quando i Goblin hanno davvero cominciato a lavorare, e non riuscivo più a recarmi a Frosinone.  Daniele Paris era molto simpatico  e alla mano, non era no di quei professori  impettiti che avevo conosciuto a Santa Cecilia. Un aneddoto: una volta, volevo parlargli e stavo aspettando . C’era  anche una giovanissima suora, avrà avuto 18 o 18 anni, che stava aspettando. Quando lui l’ha vista, ha cercato di capire perché era diventata suora . E in due , abbiamo cercato di convincerla che una bella ragazza come lei non poteva  buttarsi via così”. Siliotto ha confermato in una breve intervista personale, realizzata via  email. “Il Maestro Paris era l’umanità fatta persona e la curiosità per gli altri. Un aneddoto: un giorno, entra in classe e dice: ‘Oggi componiamo una canzone. Siliotto vieni dammi una mano.? Mi invita a sedermi accanto a lui e comincia a suonare un abbozzo di melodia. “Non è male così. Ci mettiamo le parole?  Scriviamo una canzone d’amore!” E così abbiamo composto insieme una canzone . In fin dei conti, il Maestro ci stava istruendo che nella musica così come nella vita, la diversità rappresenta sempre una  ricchezza e un allargamento dei nostri orizzonti”. Proprio come aveva dimostrato nelle sue musiche per il cinema.


Frosinone Multiservizi: vicenda sempre più "INFETTITA"

Marisa Cianfrano


  Si “infettisce” sempre più la vicenda Frosinone  Multiservizi. Silenzio assoluto sui 21 lavoratori della provincia messi in cassa integrazione a zero ore, vale a dire campa cavallo che l’erba cresce, vale a dire chissà quando riusciranno a percepire quella miseria di cig. Questo destino è stato deciso e voluto dal caro ANTONELLO IANNARILLI,  personaggio politico della provincia che in questi giorni ha messo in luce tutte le sue belle qualità. Sui lavoratori del comune di Alatri e Frosinone al momento sono aperte le scommesse:  sarà il nuovo sindaco di Frosinone e la nuova giunta di destra?  Saranno i sindacati  tutti, saranno i lavoratori con un azione di forza a ribaltare la situazione attuale? A cambiare il destino della nuova società ? S.S. il nome gia è tutto un dire . La domanda che ci viene spontanea è la seguente: ma la nuova società è stata costituita per dare occupazione ai lavoratori o per nominare un amministratore che si ciuccia 100.000,euro l ‘anno ?

Scuole elementari

Giovanni Morsillo

Adesso guardatevi questo filmato:






Si tratta di una lezione di etica applicata svoltasi in un istituto scolastico dell'Ohio, docenti i ragazzi di una classe di quella scuola elementare. Hanno svolto una lezione pratica di cosa significhi società, prima ancora che solidarietà, e lo hanno fatto con la semplice genialità dei ragazzi, di menti prive di sedimenti e incrostazioni corruttrici. Menti lucide, visioni chiare, nessuna complicazione teorica o ideologica, niente ruggine del risentimento, semplice consapevolezza di cosa è buono e cosa non lo è, rispetto a condizioni e bisogni che ci rendono diseguali, non disumani.
Il soggetto utilizzato per la lezione è la malattia di Matt, un ragazzino della loro classe che, nonostante la paralisi spastica cerebrale, ha voluto iscriversi alla gara dei 400 metri, sapendo benissimo di non poter battere i suoi coetanei. Lui, che riesce a fatica a reggersi in piedi e muovere passi scoordinati, fatica quattro volte di più di un suo coetaneo solo per muoversi dal banco e andare in bagno. Ma sa anche che nessuno è il migliore, e che ci deve essere posto, un posto uguale a quello degli altri, anche per chi non arriva fra i primi. E allora si iscrive, si allena e partecipa.
Appena partiti, i compagni, concentrati sulla gara, lo lasciano indietro, si impegnano a fare il meglio che possono. Poi, si accorgono che Matt non ha abbandonato, che continua il suo (penoso?) percorso, e lo vedono diversamente: apprezzano la sua tenacia, decidono che va sostenuto. Si schierano dietro di lui, nessuno lo supera, ma lo applaudono, gli lanciano grida di sostegno, diventa il loro "campione".
Non vince la gara, Matt, perché non si può vincere ovunque, sempre. Ma vince la sfida alla malattia, stravince la partita con la vita, conquista il suo posto in quella piccola società che è il suo ambiente sociale, la sua scuola. Diventa uno come gli altri, c'è chi arranca in matematica, chi non sa disegnare, altri proprio non imparano i congiuntivi, e Matt non arriva primo nella corsa. Che c'è di strano?
Così i suoi compagni decidono di spiegare agli adulti come si fa in questi casi: non costa niente, nemmeno l'orgoglio ne soffre, anzi ci si sente anche più importanti, dopo.
Sia chiaro, non è il primo episodio, né sarà l'ultimo di questo tipo. Ma ogni volta ci sembra necessario ringraziare chi lo compie, soprattutto quando, come in questo caso, la pietà si unisce alla fraternità. Quando cioè non ci si limita a dolersi per le condizioni di un fratello, ma si gioisce con lui della sua dignità.
Retorica? Forse. Ma la retorica non è per forza falsità: se attraverso un gesto coem quello dei piccoli amici di Matt può spiegare le cose colpendo la sensibilità di chi ascolta, sia la benvenuta! Sarà sempre meglio del cinismo, della freddezza ostentata fin quando pagano gli altri per sfamare un istinto di virilità che offusca il sentimento di umanità. 
Ci verrebbe da abbracciarli tutti, quei ragazzi, se non temessimo di sporcarli con le nostre meschinità da "grandi". Poi pensiamo che cresceranno anche loro, e il rischio che diventeranno dei manager spietati o dei falliti spietati è grande. Ma li vogliamo vedere così, impegnati a loro modo semplicemente ad essere umani.
 
Saluti rispettosi

domenica 3 giugno 2012

Il laboratorio della buona politica partorisce una giunta ABnorme

Luciano Granieri


 I luminari del laboratorio della buona politica cominciano a prendere i primi calci in faccia. Apprendiamo oggi dai giornali che a Ceccano dopo la vittoria di Manuela Maliziola  alla poltrona di sindaco ci sono i primi problemi con il manuale Cencelli.  Infatti la giovane neo sindaco, nel  decidere la composizione della giunta pare  voglia includere fra gli  assessori , Marco Corsi  esponente  della lista civica capitanata dal candidato a sindaco Angelino  Stella. Una  formazione , esclusa al primo turno,  che non è di sinistra, né di estrazione riformista,  ma di diretta emanazione berlusconiana. Infatti  Marco Corsi  è stato già segretario cittadino di Forza Italia. Inoltre lo stesso Angelino Stella in campagna elettorale aveva bollato la coalizione che appoggiava  Manuela Maliziola, composta da  Socialisti, Idv , Comunisti  Italiani –sotto mentite spoglie-  e i nostri compagni del laboratorio della buona politica  di Rifondazione,  come una congrega  di pericolosi bolscevichi  che millantavano una supposta estrazione di centro.  Apriti cielo!!!  I primi a sollevarsi indignati sono stati proprio i nostri compagni del laboratorio della buona politica, come era stato definito da una nostra compagna il  circolo di CECCANO.  Francesca Bucciarelli, Vanessa   Savone e Umberto Terenzi  hanno scagliato terribili strali verso il nuovo sindaco, preoccupati di perdere il loro assessorato a vita . "Cosa c’entrano i forza italioti nella giunta comunale?  Gente che, non solo ha perso le elezioni, ma stava per far credere ai Ceccanesi che noi per davvero siamo comunisti.    Almeno si poteva parlare con il Pd, che pure ci aveva appoggiato al ballottaggio, prima di cedere agli ex forzisti.Vuoi vedere che il posto di assessorato a vita emigra verso Forza Italia". Questo  il  rifondarolo-pensiero . Mi rendo conto che per i luminari del laboratorio della buona politica la “  tranvata “ è pesante e cruenta, ma noi avevamo avvertito della pericolosità di certe compagnie.  Noi reprobi, sfascisti,  sciocchi intransigenti utopisti, che già avevamo tagliato la zavorra con la giunta Marini,  ancora prima che questa si liquefacesse,  avevamo messo in guardia del pericolo, ma siccome non siamo gli scienziati della buona politica, siamo stati zittiti e francamente la cosa ci ha interessato il giusto , cioè nulla.  Vi raccontiamo come è andata.  In vista delle elezioni ,  dall’inizio  dell’anno si stavano intensificando le riunioni degli organi direttivi provinciali di Rifondazione per decidere le strategie elettorali . Era al culmine la bagarre fra Socialisti e Piddini  per la spartizione dei candidati a sindaco di Frosinone e Ceccano. Se il Pd avesse accettato di appoggiare un  candidato sindaco socialista a Ceccano, il partito di Schietroma avrebbe  confermato il supporto a Marini per Frosinone , nel caso contrario ognuno per la sua strada.  La rottura si  consumò . I socialisti avevano appena trovato, fresca fresca ,la loro candidata  a Ceccano:  Manuela Maliziola. Come da copione iniziarono i contatti con le forze riformiste  di centro per convincerle ad appoggiare il nuovo candidato esterno al Pd.  Francesca Bucciarelli, segretaria del circolo di Rifondazione di Ceccano ci raccontò   che Sel e Italia dei Valori avevano accettato con entusiasmo la candidatura della Maliziola, e anche i Comunisti Italiani, federati con Rifondazione, ma nel frangente sfederatisi ,  erano della partita. Noi comunisti duri e puri, invece, non potevamo accettare una candidata non di estrazione di sinistra  – sosteneva piccata Francesca – poi una che si professa nettamente contraria all’aeroporto di Frosinone,  tanto da sostenere come legale gli espropriati delle terre necessarie per costruire l’aeroporto, non può essere credibile come  esponente di punta del partito socialista che invece è del tutto favorevole  allo scalo frusinate. Dopo qualche strale rivolto verso gli "sfederati" , che, pur di andare con la Maliziola, avevano rinnegato il nome di comunisti italiani per raccogliersi in una lista civica, e rifiutando l’ipotesi di supportare la candidata socialista , Francesca ci dette un nuovo appuntamento prefiggendosi di parlare con esponenti del Pd ed altri forze per decidere la nuova linea politica .  Dopo due o tre riunioni, quando ormai,  nell’imminenza della campagna elettorale, si doveva definire obbligatoriamente una strategia, Francesca ebbe a comunicarci la scelta di Rifondazione a Ceccano.  I colloqui con il Pd e con altre forze politiche erano andate a vuoto quindi niente accordi e niente supporto a Cerroni  candidato piddino  ,  giudicato alla stregua di minestra riscaldata.  Il mio primo pensiero fu“complimenti compagni di Ceccano né con Cerroni, né con la Malziola, evidentemente né con Ruspandini ,  andate da soli con un candidato a sindaco comunista, questo è coraggio e coerenza”  Ma il pensiero non fece in tempo ad arrivare alla bocca, perché la compagna  Francesca annunciò che la scelta decisa era quella di appoggiare la candidata socialista Maliziola. Ma come!!!! Non era  lontana dalla sinistra ?  Non era una rinnegata della scelta contro l’aeroporto?   Ci fu detto a noi utopisti, sfascisti,  rinnegati che questa era una  scelta di buona politica, che Rifondazione avrebbe dovuto avere concrete possibilità di avere un consigliere, o meglio l’assessore,  e che i programmi e le idee di “questa”come veniva apostrofata con un certo disprezzo, si potevano comunque conciliare con quelli di Rifondazione. Cosa non si fa per un consigliere!  L’epilogo è noto.   A Frosinone la scelta del circolo di appoggiare Marina Kovari con Sel e la civica Frosinone Bene Comune è stata perdente  ma durante la campagna elettorale abbiamo sempre ricevuto attestati di stima per la scelta di  privilegiare il programma alla poltrona. E,   anche quando  siamo usciti dal partito, dopo lo sciagurato comunicato emesso dalla segreteria  provinciale,  che invitava gli  elettori a votare per Marini  al ballottaggio, perché a capo di una coalizione di sinistra (con Udc e Fli ?????),  sconfessando  la linea del circolo di Frosinone ,  che al contrario non dava indicazioni di voto ritenendo entrambi i candidati inadeguati, abbiamo ricevuto i complimenti e l’ammirazione di molti militanti e compagni comunisti. Ebbene,  riteniamo molto più importante perdere, ma con il riconoscimento da parte del popolo dei militanti  della coerenza e della forza delle proprie idee , piuttosto che vincere venendo a patti con i propri alleati e combattendo contro di essi per scongiurare  il pericolo di venire usati e poi  emarginati  .  Meglio una sconfitta alla Zeman che una vittoria di Pirro. Meglio perdere con il bel gioco che vincere con un autogol.