Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 12 giugno 2012

Cassino: Bilancio Comunale

Riccardo Palma PRC segreteria Cassino


In data di ieri si è svolto un incontro con una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista di Cassino ed il Sindaco Petrarcone. L’incontro voluto fortemente dal Partito era finalizzato alla discussione del Bilancio di Previsione che è prossimo nella discussione consiliare. Il documento contabile rappresenta la cornice entro cui praticare l’azione amministrativa. La non chiara situazione debitoria, il cui ammontare sembra crescere nel tempo, ha posto il Partito nelle condizioni di “esigere” un incontro con il primo cittadino per portare a casa dei punti irrinunciabili. La costituzione di una commissione d’inchiesta sui debiti comunali e, in attesa della effettiva costituzione della stessa, l’invio immediato alle autorità competente (Procura, Corte dei Conti) degli incartamenti di atti che hanno evidenti elementi di irregolarità quindi con rilevanza civile e penale.
Questi due elementi sono apparsi per il Partito condizione sine qua non per poter discutere di merito sul Bilancio. Una operazione che non è demagogia ma un modo per restituire alla gente la giusta credibilità e moralità di una politica che si fa sempre più tecnica e meno politica. Una operazione di trasparenza che non solo tutta la maggioranza dovrebbe condividere ma anche l’opposizione che si dichiara disponibile ad offrire piena collaborazione di merito. Le nostre proposte sono state accolte dal sindaco che ha confermato alla delegazione la presa di posizione di sostenere le proposte a tutti i livelli.



Cassino, 12.06.2012                                     

Mutuo Soccorso

Luciano Granieri


Domenica scorsa negli spogliatoi dello stadio   di Danzica è andato in scena un desolante siparietto. Un ributtante atto di mutuo soccorso fra la massima Istituzione Statale, il Presidente della Repubblica, e la massima Istituzione popolare, il capitano della Nazionale. Trattasi evidentemente di mutuo soccorso fra attori che attraverso queste istituzioni si arricchiscono  ma che inevitabilmente gettano nel tritacarne  cittadini e tifosi, ovvero  la massa delle persone che a queste istituzioni sono legate. Dopo la partita che la nazionale  di SAVOIA vestita  (non si capisce come mai nonostante al referendum  del 2 giugno abbia vinto la Repubblica le rappresentative italiane - non solo di calcio-  debbano  indossare la maglia azzurra  dei Savoia)  ha pareggiato con le furie rosse spagnole, il Presidente Napolitano  è sceso negli spogliatoi per complimentarsi con i giocatori italiani. In particolare il Presidente della Repubblica si è intrattenuto con il Capitano Gigi Buffon. La stampa riporta alcune frasi che descrivono in modo inequivocabile lo squallore dell’incontro. Napolitano esordisce :  “Dopo il gol di Fabregas il principe Felipe mi ha detto che avrebbe firmato per un pareggio. A partita finita  ho risposto che era andata così ma guai a dire  che abbiamo firmato  ” Buffon  ci mette il carico da dodici e risponde. “Presidente non lo dica ad alta voce altrimenti ci arrestano”.  Siccome  i giudici e gli inquirenti sono dei cinici persecutori che si inventano le peggiori nefandezze pur di mettere in galera calciatori che ogni tanto si impegnano, non a vincere la partita, ma ad “acchittarla” in modo  che certe scommesse vengano vinte dagli amici degli amici, è giusto denunciare ironicamente il fumus persecutionis,  sia da parte della massima carica dello Stato, sia da parte della massima carica Pedatoria. Ancora più imbarazzante è stata la dichiarazione di  Napolitano    prima della partita : “La crisi economica e finanziaria è una cosa, il calcio è un’altra, ma vincere incoraggia il Paese nei momenti di difficoltà”. Quindi , per finire in bellezza,  ecco altre  perle  del presidente della Repubblica riferite il giorno dopo la partita : “Quella della Nazionale è stata un bella prova, una conferma di quello spirito di dignità e consapevolezza nazionale che si è cercato di infondere anche attraverso le celebrazioni dell’Unità d’Italia” e ancora: "La bella prova della Nazionale ieri contro la Spagna non è merito mio, ma posso dire che il modo in cui si è impegnata la squadra è una conferma dello spirito di dignità e di consapevolezza nazionale che  IO E LE ISTITUZIONI  abbiamo cercato di infondere al paese con le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.  E CHE CAZZO BASTA!!! . Come è possibile  che 21 o 22 milionari, quanti diavolo sono i convocati in Polonia,  fra cui uno che si erge a vittima della cattiveria altrui,  e  si permette di spendere un milione e cinquecentomila euro in scommesse,   possano  infondere lo spirito di dignità a 392.000 esodati, disoccupati, precari.  Quella stessa  dignità di  una vita decente che la scellerataggine di quelle stesse istituzioni, così tanto incensate dal Presidente,  hanno irrimediabilmente tolto?  Siamo alle solite: speriamo nel calcio come anestetico contro il dramma in  cui le continue rapine della speculazione finanziaria, appoggiate anche da Napolitano, gettano milioni di famiglie.  La  novità sta nel fatto che lo si ammette  anche. Me c’è un'altra novità significativa in questa squallida vicenda, e cioè   che anche il calcio, in nome dell’inviolabile unità del Paese,  utilizza la massima carica dello Stato  per derubricare gli scandali a piccole marachelle di qualche “SFIGATELLO” , come sostiene l’allenatore Prandelli, e accusare i giudici di essere degli implacabili persecutori. Ancora più sconcertante è  che tutte le varie fasi del rapporto Napolitano-Nazionale  siano  state salutate  dalla stampa mainstream con entusiasmo ed enfasi liberatoria, quasi fosse avvenuta una seconda “LIBERAZIONE” finalmente!!!  GODIAMOCI LA NAZIONALE, LASCIAMO STARE LA CRISI ECONOMICA E IL CALCIO-SCOMMESSE. L’articolo di Maurizio Crosetti su Repubblica di Lunedì scorso era veramente nauseante compreso il confronto fra  Napolitano con il  Presidente Pertini dei  mondiali del 1982. La passione del presidente Partigiano era altra cosa,  passione vera e non tentativo di nascondere le miserie sociali  con i fasti dello sport.   Ecco dunque realizzarsi  il mutuo soccorso fra lo Stato e il calcio. Quel mutuo soccorso che stritola i cittadini  ma anche, seppur con conseguenze notevolmente minori,  gli appassionati di calcio. Scusate l’ardire ma io faccio parte di entrambe le categorie, dunque mi sento defraudato due volte. E poi dice che uno fa il tifo per la Grecia per dare in saccoccia alla Merkel e a tutto lo stuolo di banchieri che la sostengono, Monti compreso.

P.S. Tutto sto' casino solo  dopo un pareggio ottenuto, indubbiamente contro una squadra molto forte, ma vi immaginate se dovessimo perdere con la Croazia o uscire anzi tempo dalla competizione?  Dove andrebbe a finire tutta sta’ sicumera?






lunedì 11 giugno 2012

Botteghe Oscure

Giovanni Morsillo


Partito Democratico
Via Sant'Andrea delle Fratte, 16 – 00187 Roma
Tel: 06/695321
 
L'indirizzo sopra riportato è quello che si trova sul sito ufficiale del PD, e indica la sede nazionale del partito.
Formigoni dice che le "illazioni" e il cosiddetto fango di cui sarebbe vittima è frutto di una campagna del PD e quindi è roba che viene da Botteghe Oscure.
Va bene essere conservatori, adusi al travisamento e affezionati perfino al revisionismo politico della storia, ma credere come il Presidente del miglior governo di centrodestra d'Italia che esista ancora il Pci e che la sua direzione nazionale dimori ancora nel palazzo di via delle Botteghe Oscure ha a che fare con gli studi del prof. Alois Alzheimer.
A meno che l'illustre penitente di CL non volesse riferirsi a qualche negozio, museo o fondazione che hanno sede in quella via, ma chi fra costoro può avercela con questo fulgido esempio di cristallinità?
Suggeriamo ai cattolici del PdL di recuperare la loro dignità e abbandonare il PdL, o almeno far sentire la loro voce se davvero hanno qualcosa da dire.
 
Saluti devoti.

Un colpo di buon senso non guastrebbe

Angelino Loffredi, fonte http://www.unoetre.it

  La nomina degli Assessori e l'elezione del Presidente del Consiglio Comunale di Ceccano hanno completato la fase Istituzionale legata al dopo elezione. Tutto è avvenuto in un contesto dominato da polemiche, critiche personali e recriminazioni che hanno coinvolto tutti gli schieramenti.
Le parole continuamente ripetute sono state: inciucio, ribaltone e tradimento. Esse sono state lanciate con durezza e dederminazione prima e dopo che il Sindaco ha nominato Assessore Marco Corsi, candidato non eletto pur con 454 voti di preferenza in una lista che sosteneva non la Maliziola, ma Angelino Stella.
Anche se questo sbocco non mi entusiasma e ne desideravo un altro, non me la sento di alzare l'indice accusatore poiché a tale proposito ho qualche "scheletro nell'armadio" da tirare fuori e da corredare con informazioni chiarificatrici.
All'indomani del voto del 1970, il Pci, si alleò, eleggendolo Sindaco, con il democristiano Luigi Piroli, pur avendolo contrastato prima e durante la campagna elettorale. La stessa storia il PCI la ripetette nel 1975 quando partecipò ad una Giunta con Felice Ruspandini, fondatore della lista "Campagna Nuova" che si era caratterizzata per il suo livore antipartito e con il democristiano Orazio Trotta, con oltre 1000 preferenze che venne eletto Sindaco.
Cosa ci sosteneva in scelte che anche nell'interno del Pci trovavano riserve e diffidenze? Non la conquista di posti, ma l'unificazione dei servizi fra città e campagna: scuole materne, estensione della rete idrica, nuovi edifici scolastici, potenziamento della rete elettrica, costruzione di case ecc. ecc. Obbiettivi che furono realizzati nel corso di un decennio. Più in generale c'era una volontà di evitare l'isolamento del partito, la riduzione alla marginalità, anzi l'obbiettivo veramente ambizioso era quello di diventare centrale nello schieramento politico cittadino. Insomma, anche se farà arricciare il naso, quei fini facevano giustificare il mezzo.
Ma vorrei ricordare anche capovolgimenti e nuove alleanze realizzate in epoche successive, in questa terribile seconda repubblica, fra coalizioni che durante la campagna elettorale si erano scontrate in modo forte ed alternativo. Nel 1997, nel 2001, nel 2003, avveniva che le forze perdenti venivano assorbite dalle forze vincenti ed entravano a pieno titolo nelle nuove maggioranze.

Scrivevo poc'anzi che l'ingresso di Corsi in Giunta non mi entusiasma ma superato il momento di tensioni è il caso di chiedersi cosa sia avvenuto dopo il primo turno o meglio cosa avrei desiderato accadesse. Che Maurizio Cerroni, i candidati più votati della sua coalizione, gli organismi dirigenti locali congiuntamente chiedessero di votare e partecipassero agli incontri promossi da Manuela Maliziola, cosi come accade in tutti gli altri comuni quando c'è il turno di ballottaggio e si vota il candidato affine. Se questo fosse avvenuto non solo non ci sarebbe stata la corsa a chiedere il voto a uomini appartenenti alla coalizione di Stella, ma si sarebbe realizzata in corso d'opera una ricomposizione reale, una nuova saldatura fra tutte le forze del centrosinistra che avrebbe qualificato la vittoria nelle elezioni. Purtroppo ciò non è avvenuto e ora a rimorchio dell'ingresso in Giunta di Marco Corsi, assistiamo a una serie di smottamenti: la posizione critica di Italia dei Valori, la rinuncia di Rifondazione a mettere in Giunta un proprio Assessore a fianco di Marco Corsi. Certo questo scelta è ineccepibile, un bel gesto a fronte di tanta famelicità che si vede in giro. Ma ne fa aprire un'altra mai risolta: il dilemma o la continua oscillazione fra una difesa dell'identità e la funzione di governo. Scrivo di oscillazione perché i compagni di Rifondazione per motivi simili nel 1997 ritirarono il proprio Assessore, Langiu, ritenuto da tutti serio e capace, aprendo cosi la strada all'ingresso in Giunta del Dottor Carrano, antagonista della coalizione vincente ma ritornarono in Giunta nel 2001.

L'assenza di Rifondazione Comunista in Giunta, il mancato contatto elettorale del PD durante il periodo preballottaggio, la posizione critica dell'Italia dei Valori, i rischi della tenuta del PdCI, la debolezza di SEL sono le questioni che mi allarmano. Costituiscono un insieme di aspetti urgenti e decisivi da affrontare. Ecco perché non ho difficoltà a scrivere che non è Corsi che minaccia la sinistra ma la automutilazione della stessa, la frammentarietà, la litigiosità e la sua debolezza. Ma possibile che non sorge il dubbio che la Maliziola, dopo la scelta dei nuovi assessori, dopo la debole manifestazione di giovedi 5 giugno organizzata da Rifondazione, Italia dei Valori e PD abbia acquisito più credibilità, abbia dimostrato di non essere la bambina inesperta e manipolabile dai vecchi marpioni?
Se alcuni amici di Stella, durante la fase di ballottaggio, sono andati ad occupare uno spazio lasciato aperto dalle indecisioni del Pd, contribuendo al successo della Maliziola e presentando il conto, possibile che nessuno veda che lo smottamento a cascata della sinistra frantumata, debole e dispersa, prima o poi aprirà a spinte "presidenzialiste" della Maliziola stessa, in sintonia con una opinione pubblica che è stanca di questo modo di fare politica e che molto spesso scompostamente urla "andate a lavorare".
Io non ho ricette da distribuire, non ho nemmeno ancoraggi da offrire, ma mi sento di chiedere che chi ha a cuore gli interessi degli ultimi, dei colpiti dalla crisi, non lanci anatemi verso gli altri, non rivendichi primogeniture che non si hanno ma si limiti a battere il colpo del buon senso, a dare un segnale di unità e a indicare obbiettivi da raggiungere, perché non rimarrà solo.

sabato 9 giugno 2012

Moire Terrena

Hamdan Jia'wi


Cari AmIci,

Moire- Terrena è un progetto umanitario in Palestina a favore dei disabili che, ancora nel 2012, sono considerati una vergogna dalla società palestinese. Secondo noi il miglior modo di reinserire i disabili nella società è offrendo loro un lavoro. È per questo che vorremmo avviare un’attività di produzione di monili di design che impieghi giovani e donne con disabilità fisica. Quest’attività avrebbe una sede operativa in Italia e una sede operativa a Betlemme, in Cisgiordania, ma dal momento che non è l’unica società in questa situazione, pensiamo che il modello possa essere in seguito esportato in molte altre realtà.
In particolare, per integrare i disabili nella società, offriremo loro:
1.     un corso di formazione professionale, un modo efficace di apprendere un vero mestiere e di entrare a far parte di una realtà produttiva;
2.     un lavoro creativo, attraverso il quale potranno imparare numerose tecniche;
3.     contratti di lavoro part-time che rispecchiano le esigenze fisiche di ciascuno e che li permettano di cumulare esperienza e un reddito. 
4.     un corso d’italiano per arricchire il curriculum.


Per fare tutto questo siamo in cerca di finanziamenti, ma vorremmo che quest’attività sia sostenibile, in modo tale che non si esaurisca allo scadere del tempo coperto dal finanziamento. Affinché questo sia possibile, abbiamo pensato di costituire una partnership tra profit e non profit.

Stiamo attualmente organizzando una sorta di “tour di sensibilizzazione” in Italia da tenersi a metà luglio. Volevamo cioè organizzare degli incontri per promuovere l’iniziativa e fare contemporaneamente attività di raccolta fondi.

Ci chiedevamo, quindi, se qualcuno fosse interessato ad organizzare un evento nella Sua città o se conosce chi può essere interessato a farlo.

Spero con tutto il cuore in una Vostra risposta.


Molto cordialmente,

Hamdan Jia'wi

Azzurra Amoruso
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Associazione Moire Onlus

Via Pietro Colletta 2

70124 Bari

Italy

L’ISTINTO LIRICO DI GIOVANNI MIRABASSI AL BEBOP DI ROMA

Daniela Floris fonte: http://www.online-jazz.net


Giovanni Mirabassi non viene spesso a suonare in Italia.  Eppure è uno degli artisti italiani più amati in Francia, suo Paese di adozione, e non solo in Francia.  L’occasione era da non perdere dunque: quasi tutti brani tratti dall’ultimo cd “Live at the Blue Note Tokyo”… e, in effetti, al Bebop (brillantemente ripresosi dopo i danni subiti per l’ alluvione del 19 ottobre scorso, della qual cosa ci rallegriamo perché è uno spazio adeguato e piacevole per ascoltare ) è stata una bella serata di musica.
Giovanni Mirabassi al , Gianluca Renzi al , Lukmil Perez alla : questo il Trio che ha regalato un Jazz pieno d’inventiva, di spunti nuovi, di momenti anche complessi dal punto di vista dell’intreccio dei suoni, ma senza mai perdere il filo logico di quello che si usa definire “lirismo” e che possiamo descrivere anche come una tensione irresistibile di Mirabassi a un notevole “pathos melodico”.
Questo fil rouge fa si che in ogni episodio di ogni brano, anche nel momento potenzialmente più ostico, la musica di Mirabassi sia emotivamente intellegibile, fruibile, persino cantabile … eppure è proprio Jazz quello che si ascolta, e non certo un jazz suonato per essere mellifluamente adattabile ai gusti del pubblico.
Il trio è coeso.  Gianluca Renzi, altro italiano “espatriato” a NY è prodigo di note, sia durante i soli sia durante le parti insieme.  Molto bravo, tecnicamente preparatissimo, è talmente strutturato da essere complementare alle belle divagazioni di Mirabassi, che ha un modo di suonare sorprendentemente istintivo: istintivo, non casuale.  Sa bene a cosa tendere ma si lascia aperte tutte le possibili vie per arrivarvi. Le ballad sono quasi dolorosamente drammatiche, ma sanno diventare anche aspre con ostinati e dialoghi serrati con la batteria di Perez (sanguigno e presente ma in ascolto continuo).
Se durante una ballad in ¾ il tema viene affermato con decisione ripetendolo a lungo con un unisono tra pianoforte e contrabbasso, quando poi si entra nel vivo quello stesso tema viene come progressivamente interiorizzato, celato, i volumi si assottigliano fino a un poderoso solo di contrabbasso di Renzi.
C’è anche il Blues, in cui Perez alla batteria dà un apporto ritmico molto creativo ed energico sia con le spazzole sia con le bacchette.
In questa complementarietà dei componenti del Trio è entrato con voluta misurata disinvoltura, per due brani, il sax di Paolo Recchia, all’inizio solo apparentemente intimidito, in realtà da subito inseritosi nel fitto dialogo di musicisti tra loro molto affiatati.
Non si può che augurarsi di ascoltare più spesso Giovanni Mirabassi in Italia, per adesso questa di Roma è stata una delle uniche tre date di quest’anno dopo un tour che ha toccato Europa, Giappone, Corea, Cina e Stati Uniti.

Muore schiacciato dal muletto: lo coprono e tornano a lavorare

'E successo a Novi Ligure, in Piemonte. A morire Pasquale La Rocca, 31 anni, capoturno all'Ilva. Agli operai sarebbe stato ordinato di non fermare la produzione nonostante l'accaduto.

NOVI LIGURE – Lo hanno lasciato a terra privo di vita e hanno proseguito nelle loro mansioni. Come se non fosse successo niente. Come se Pasquale La Rocca, 31 anni, padre di una bimba di 9 mesi, capoturno dell'Ilva, non fosse morto schiacciato sotto il peso di un «muletto» sprovvisto delle porte di protezione. Così è morto ieri sera, verso le 22, il capoturno del reparto spedizioni dello stabilimento Ilva di Novi Ligure. Nonostante la tragedia la fabbrica, un caposaldo della comunità di Novi Ligure, non ha fermato le attività produttive. La vicenda non è passata inosservata dalle forze sociali della cittadina piemontese, provocando così il duro intervento dei sindacati. Immediata la proclamazione dello sciopero del turno di notte. «Uno scandalo, una barbarie – hanno tuonato i sindacalisti –. Già era inammissibile il modo con cui Pasquale ha perso la vita. Ma la cosa più grave è stata che l’azienda non ha bloccato la produzione per continuare a caricare le lamiere sugli autotreni in attesa di partire. E nel frattempo il nostro compagno morto era lì per terra, coperto soltanto da un lenzuolo». «Per fermare questo scempio ci sono voluti i carabinieri e l’intervento delle rappresentanze sindacali. In tanti anni di lavoro una simile situazione non si era mai vista, soprattutto qui all’Ilva». L’azienda è una realtà storica di Novi, prima come Italsider poi come Ilva, di cui è ora proprietario il gruppo Riva. Sulla tragedia la Procura ha aperto un'inchiesta.