Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 24 ottobre 2013

Difesa della Costituzione. Continua la resistenza

Il Comitato in difesa della Costituzione della provincia di Frosinone 



 Dopo il successo  della   manifestazione in difesa della Costituzione tenutasi il  12  ottobre scorso a Roma, cui il Comitato in difesa della Costituzione della Provincia di Frosinone ha partecipato numeroso  e determinato,    emerge  netta la necessità  di promuovere  ulteriori eventi, dibattiti, momenti informativi e di   sensibilizzazione  in difesa della  Costituzione.  Cogliendo  l’invito che dal palco di  Piazza San Giovanni, Stefano Rodotà, uno   degli organizzatori,  ha rivolto ai partecipanti affinchè  dessero un  seguito a quella manifestazione, il Comitato in difesa della Costituzione della Provincia di Frosinone intende pianificare una serie di eventi  ed incontri con la cittadinanza  distribuiti sull’intero  territorio provinciale dedicati alla difesa della Costituzione.  A tale scopo il Comitato invita tutti i membri, e le persone interessate,  alla prossima assemblea che si terrà venerdì 25 ottobre  a partire dalle ore 18,00 presso i locali della Cia in Via Brighindi  a Frosinone.  L’ordine del giorno avrà come argomenti in  oggetto: un consuntivo sulla manifestazione del  12  ottobre, la  pianificazione di un programma di incontri ed eventi da svolgersi nei comuni della Provincia    la  costituzione di un coordinamento organizzativo  stabile e  la nomina   del Presidente.  Il comitato confida in una partecipazione numerosa e propositiva. 

mercoledì 23 ottobre 2013

Quelli che se la cantano e se la suonano

Luciano Granieri




La manifestazione del 19 ottobre sarà riuscita? Non sarà riuscita? Probabilmente fra noi che ce la raccontiamo e ce la suoniamo il 18 e 19 ottobre non possono essere che valutati come un successo. Forse per la prima volta le ragioni del diritto alla casa, al lavoro, all’istruzione, alla salute, alla sovranità dei cittadini sul proprio  territorio,   insieme alle ragioni dei migranti che ogni giorno  subiscono privazioni e soprusi,  si sono imposte tutte insieme  nella  piazza.  Probabilmente c’è stato un primo forte segnale di rottura della guerra fra poveri. Finalmente invece di addossare le colpe della propria precarietà al vicino si è indirizzata la rabbia verso il vero colpevole che è la dittatura ultra liberista messa in atto dai governi europei, compreso quello italiano. Un segnale importante senza dubbio, ma temo confinato fra noi che ce la cantiamo e ce la suoniamo. La contro offensiva, ormai consolidata dell’establishment finanziario, dispiegatasi  con  il solito abnorme arsenale di delegittimazione e derubricazione dei soggetti in piazza da persone che lottano per la giustizia sociale a pericolosi black blok, ha sortito il suo effetto.  Addirittura la paura ha colto anche i manifestanti stessi,  diffidenti e terrorizzati da possibili infiltrazioni di violenti. Chi   non era riconoscibile nel proprio spezzone di corteo era immediatamente sospettato di essere un sabotatore. L a cultura del sospetto ha, in alcuni momenti ingessato la protesta creando delusioni e malumori.  Molti hanno partecipato  spontaneamente rappresentando solo se stessi e hanno dovuto subire l’ostracismo della diffidenza  .  La macchietta andata in scena davanti al ministero dell’ economia  è diventato il solo e unico evento documentato dai media.  Dobbiamo imparare a ribellarci ancora più fermamente allo sconvolgimento della realtà. Perché purtroppo , anche se in misura minore il messaggio prevalente che hanno fatto passare, fra quelli che non se la cantano e se la suonano come noi, è che i soliti guastatori, anche se stavolta  si sono limitati nel mettere a ferro e fuoco la città, hanno comunque danneggiato i negozianti del centro che sono dovuti rimanere chiusi perdendo centinaia di migliaia di euro e hanno deturpato   Porta Pia con le loro tende piene di negri e disadattati.  Il problema  è che la cassa di risonanza della menzogna è suonata da partiti, movimenti e organi di stampa così detti riformisti. L’edizione di domenica di Repubblica è stata scandalosa. Due pagine dedicate allo  scontro davanti al ministero dell’economia  e null’altro. La manifestazione è stata un semplice problema di ordine pubblico. La realtà vera è che per provare ha rompere il muro di indifferenza di quelli che non se la cantano e se l suonano, bisogna sbarazzarsi quanto prima dalla melma riformista  che avvolge nel su pantano buonista ogni tentativo di rivolta. Prima lo si capirà e meglio sarà.

Sanità a Frosinone. Che fare

La drammatica realtà del Pronto soccorso dell’ospedale del Capoluogo si è riproposta, ancora una volta, all’attenzione dell’opinione pubblica con un serrato confronto sulla stampa  e sugli organi d’informazione locali.
     Raccogliendo idee, proposte e sollecitazioni pervenute da più parti, la Consulta della Città, unitamente alle associazioni sottoscritte, ha deciso di convocare un incontro per le ore 16,30 di lunedì 28 ottobre 2013, presso la Casa del volontariato,  in Via Pierluigi da Palestrina (adiacente cinema Arci) – Frosinone scalo. Sono stati invitati:
     il direttore generale ed il direttore sanitario della ASL; i consiglieri regionali;  il Sindaco ed i capigruppo consiliari del capoluogo; il Commissario della Provincia; il Vescovo della diocesi di Frosinone;
 il Presidente dell’Ordine dei medici; i dirigenti sindacali territoriali e di categoria.
     Data l’eccezionale importanza dell’argomento da affrontare, si fa appello al senso di responsabilità di tutti gli invitati affinché assicurino la loro presenza. Non può e non deve mancare il contributo di ciascuno per tentare di porre fine ad una realtà vergognosa.

Frosinone 21 ottobre 2013 

Consulta delle associazioni – Francesco Notarcola; Osservatorio Peppino Impastato – Mario Catania; ass. Mountain Village e ass. Città del sole

Fabio Colasanti; ass. didattica Forming – Riccardo Spaziani e Livio Mazzocchi; Ass. It. Pazienti Anticoagulati –Antonio Marino; ass. Frosinone bella e brutta – Luciano Bracaglia; Coordinamento Salviamo il paesaggio e difendiamo il territorio – Luciano Bracaglia; Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato – Renato Galluzzi; ass. Oltre l’Occidente – Paolo Iafrate; Ass. It. Familiari Vittime della Strada (AIFUS) e Comitato premio Roberto Cocco per la sicurezza e l’educazione stradale – Franco Cocco; ass. Alle Venti – Amedeo Di Salvatore; ass. AUT Frosinone – Luciano Granirei; Comitato Colle Cottorino –Dario Martini; ass. Madonna della Neve-Colle Cottorino – Fulvio Pica; ass. Amici della Pescara – Bruno Carnevali; ass. Vivere Frosinone – Massimo Terracciano: ass. COFILE –Antonio Mattia; Coord. prov.le acqua pubblica – Severo Lutrario.

martedì 22 ottobre 2013

ACQUA PUBBLICA OVUNQUE NEL MONDO!!! DIFENDIAMO I BENI COMUNI SU TUTTA LA MADRE TERRA!!!

Waterina

Continua la marcia di artisti e attivisti, e dei 100 muli verso Los Angeles, a difesa dell'acqua pubblica e dei beni comuni nella California del Sud!
Ne è protagonista Peppe the Mule, arrivato dall'Italia dei vittoriosi referendum sull'acqua pubblica del 2011:

Richiesta caratterizzazione ambientale per la presenza di PCB ad Anagni-Paliano

Rete per la tutela della Valle del Sacco


Abbiamo invitato i sindaci di Anagni e Paliano a sottoscrivere una richiesta di caratterizzazione ambientale (nell’ambito delle competenze della Regione Lazio e dei fondi assegnati all’emergenza della Valle del Sacco, amministrati dalla Protezione Civile) di parte del territorio dei Comuni di Anagni e Paliano, che possono essere stati interessati da una contaminazione di PCB, già riscontrata in alcuni anelli della catena alimentare (uova e latte ovino).
La richiesta è comunque inviata dalla nostra associazione agli uffici regionali interessati (Ufficio Conservazione Qualitá e Bonifiche Siti Inquinati - Ufficio Valle Sacco - Direzione Regionale Infrastrutture e Ambito Politiche Abitative Area Pianificazione Protezione Civile) e, per conoscenza, alla Procura di Frosinone.
In un’area situata al confine tra i Comuni di Anagni e Paliano sono emersi recentemente valori di positività per PCB in alcuni alimenti di origine animale (uova e latte ovino).
Il rinvenimento dei pericolosi inquinanti ha indotto la ASL di Frosinone e il sindaco di Anagni ad attivare idonee misure di interdizione al consumo di tali prodotti nell’area contaminata. Sono in corso supplementi di analisi da parte di ASL Frosinone e ARPA Lazio.
La storicità della contaminazione per inquinanti congeneri (diossine e PCB) di aree limitrofe induce a considerare indispensabile l’intervento secondo capacità e competenza di tutti gli enti/amministrazioni interessati, nonché la messa in campo di adeguate risorse finanziarie al fine di avviare una capillare rilevazione ambientale, nel pieno rispetto del D.Lgs 152/06, nella fase embrionale del processo di contaminazione; evitando in tal modo le ripercussioni di natura sanitaria-ambientale-economica che la vicenda, tutt’altro che risolta, dell’emergenza ambientale dell’ex SIN “Valle del Sacco” hanno comportato.
La copertura finanziaria per compensare gli oneri derivanti dalle attività di caratterizzazione ambientale può essere garantita dalle provvigioni trasferite, al termine dell’emergenza, dall’Ufficio commissariale alla Regione; per un criterio di continuità tecnica gestionale il Piano della caratterizzazione potrebbe essere messo a punto dall’ex struttura operativa commissariale, oggi nelle disponibilità della regione Lazio. Ciò garantirebbe, oltre che l’omogeneità dello studio ambientale, una gestione oculata delle risorse finanziarie visti i costi sostenuti nel passato per le attività di caratterizzazione attuate secondo procedure di gara, anche europea.
Si riporta di seguito una scheda descrittiva del contesto e dell’opportunità della presente richiesta.

La contaminazione accertata sui prodotti animali
Come riporta la ASL Frosinone (prot. 2639, 01.10.13), è stata riscontrata una importante positività a PCB NDL in 4 prelievi di latte ovino effettuati intorno al 15.05.13.
Rispettivamente:
·         48,4 ng/g (Loc. Castellaccio – Paliano);
·         47,7 ng/g (via Bosco Castello [Santa Maria di Pugliano] – Paliano);
·         45,9 ng/g (via Bosco Castello [Santa Maria di Pugliano] – Paliano);
·         93,4 ng/g (via san Bartolomeo – Anagni [Ovest]).
Successivamente, in 1 campione di uova di gallina prelevato in data 27.07.13 in località via Valle di Dentro (Anagni [Ovest]), situata nel raggio di circa 1-2 km. dai luoghi citati sopra, si è riscontrata una positività ancora più grave (208 ng/g).

Possibili cause aggravanti della contaminazione
In data 19.06.13 si verificava un grave incendio, le cui cause sono oggetto di indagini della Procura di Frosinone, presso lo stabilimento di produzione di CDR di ACEA ARIA sito in loc. Castellaccio (Paliano), comportante la formazione di una densa e molto estesa nube che investiva più direttamente il territorio dei Comuni di Paliano e di Anagni (zona ovest). In risposta a quanto richiesto da una comunicazione ASL Frosinone S.S.O. Igiene e Salute Pubblica – Distretto A (prot. 299, 19.06.13), i sindaci di Anagni e Paliano consigliavano alla popolazione di ridurre l’esposizione alle esalazioni, evitando di soggiornare all’aperto nell’area interessata dalla nube e tenendo chiuse le imposte delle proprie abitazioni; il sindaco di Anagni disponeva inoltre la chiusura del plesso scolastico di San Bartolomeo per il giorno in questione (ord. 120/13). In seguito, in via meramente cautelativa, lo stesso sindaco ordinava il divieto di consumo e commercializzazione di ortaggi, frutta, foraggi, uova e pollame prodotti e/o allevati nelle vicinanze del luogo dell’incendio, per un raggio di circa cinquecento metri dal capannone di ACEA ARIA (ord. Anagni 124/13, 20.06.13; quattro giorni dopo analoga ordinanza era prodotta dal sindaco di Paliano).
Arpa Lazio, come descritto nella relativa Relazione (prot. 0053569, 02.07.13), attraverso l’esame delle centraline dell’aria riscontrava presso le stazioni di rilevamento di Anagni e Colleferro un valore di IPA di gran lunga superiore a quello dei giorni precedenti e successivi e presso la stazione di Ferentino un valore significativamente superiore; tali valori risultavano comunque inferiori a quelli riscontrati nel periodo dell’anno di massimo inquinamento dell’aria per ragioni meteoclimatiche (dicembre/gennaio). Attraverso i dati raccolti da appositi campionatori dell’aria nel periodo 19.06.13-27.06.13, due in località San Bartolomeo (Anagni) e due nel territorio del Comune di Paliano, loc. Colle Grande, Arpa Lazio rilevava inoltre valori inferiori a quelli obiettivo in termini di media annua o comunque non critici per IPA, diossine, furani e metalli pesanti. Per quanto riguarda i PCB, si evidenziavano per loc. San Bartolomeo valori non critici, suggerendo però Arpa Lazio l’opportunità di ripetere i rilevamenti, in assenza di dati storici. Non ci risulta che tali rilevamenti siano stati effettivamente ripetuti. Ma soprattutto, risulta a nostro avviso piuttosto sorprendente che Arpa Lazio non abbia ritenuto opportuno eseguire campionamenti sui terreni.
A seguito della trasmissione della già citata Relazione Arpa Lazio 02.07.13, i sindaci di Anagni e Paliano ritiravano le suddette ordinanze cautelative.
Pervenuti i risultati delle analisi effettuate sui prodotti animali di cui al punto precedente, di conseguenza, in seguito alla succitata comunicazione di ASL Frosinone del 01.10.13, il sindaco di Anagni emetteva ordinanza contingibile e urgente cautelativa (202/13) per impedire l’uso di alimenti contaminati dall’inquinante PCB nelle frazioni comunali di Faito, Valle di Dentro, Ponte del Papa e Pisciarello, prescrivendo per tali luoghi il divieto assoluto di allevamento avicolo all’aperto o dove gli animali possano razzolare nel terreno, nonché l’utilizzazione e il consumo di ortaggi.
Il giorno precedente, 30.09.13, su richiesta del sindaco di Anagni si era tenuto un incontro coinvolgente ASL Frosinone (Dipartimento di Prevenzione, Servizio Veterinario, Servizio Igiene e Ambiente) e Arpa Lazio. Confermata, da parte del Servizio Veterinario della ASL – Distretto A, la presenza di PCB in uova di gallina e latte ovino, si stabiliva che Arpa Lazio avrebbe monitorato i relativi terreni, dietro indicazioni del Servizio Veterinario. Ci risulta che, anche se con grave ritardo rispetto al manifestarsi dell’evento, stiano iniziando in questi giorni i campionamenti.

Storicità della contaminazione
La succitata evidenza sinora disponibile dai campioni animali suggerisce che l’incendio dello stabilimento ACEA ARIA possa aver aggravato, non causato, la contaminazione da PCB; in precedenza nell’area erano già presenti positività, benché note successivamente.
Va ricordato al riguardo che importanti positività alle diossine e ai PCB in campioni animali e vegetali, tra cui uova di gallina, erano già state riscontrate nel corso del 2009, con epicentro loc. “Quattro Strade”, di fronte all’inceneritore di pneumatici e all’impianto produttivo della Marangoni Tyre, teatro di una serie di incidenti (in particolare, fuga di carbon-black dall’impianto produttivo), anche recenti, nonché di ripetuti esposti inoltrati dai residenti e da associazioni ambientaliste. In tale occasione, prima il commissario prefettizio e poi il sindaco di Anagni, disposero una serie di ordinanze (ordd. 49/09 e ss.) analoghe alla succitata n. 124, tuttora vigenti in quanto non è stato comunicato dalla ASL il superamento della situazione di criticità.
Le analisi sulle diossine e i PCB in campioni animali sono costose e l’indisponibilità di adeguate risorse economiche rischiano di causarne l’interruzione. Ricordiamo ad es. che nella nota n. 4552 (10.11.09) di ASL Servizio Veterinario - Distretto A, indirizzata a Comune di Anagni e Difensore Civico, l’Istituto Zooprofilattico Veterinario di Lazio e Toscana si dichiarava non in grado di procedere nelle analisi compiute entro il piano di monitoraggio di latte di massa bovino, in cui era stata riscontrata diossina, in tutte le sue varie componenti, se non opportunamente finanziate.

Alcune ipotetiche cause della contaminazione
Le cause della contaminazione possono essere molteplici, di varia natura e origine ed è probabile che si manifesti un “effetto accumulo”, che solo una caratterizzazione ambientale applicata ad un’area vasta potrà discriminare. Ci limitiamo a suggerire alcune delle fonti in linea teorica interessanti:
·         Autostrada A1 (e in subordine SS Casilina e SS Anticolana);
·         Inceneritore di pneumatici Marangoni Tyre – entro un raggio di circa 2 km. dalle zone contaminate;
·         In subordine al precedente, inceneritori di CDR di Colleferro e inceneritore di biomasse di Bonollo Energia (quest’ultimo opera a temperature in linea teorica incompatibili con la produzione di diossine);
·         Incendio dell’impianto di CDR di ACEA ARIA del 19.06.13.

Imprescindibilità di un monitoraggio in area vasta
A fronte del pericolo per la salute pubblica e della necessità di chiarire in tempi brevi l’estensione e la gravità della contaminazione, il sindaco di Anagni (che tra l’altro ha presentato in questi giorni esposto presso la Procura di Frosinone, denunciando l’inefficienza di alcuni enti preposti ai controlli) si è opportunamente attivato per effettuare un monitoraggio in area vasta, integrante il suddetto in corso sui terreni, coinvolgendo esplorativamente un ateneo universitario del Lazio meridionale con idonee competenze.
Riteniamo essenziale che tale monitoraggio sia invece effettuato da apposito ufficio emergenziale, provvisto di specifici fondi, immediatamente disponibili, destinati alla risoluzione dell’emergenza della Valle del Sacco, in cui rientra pienamente l’area contaminata. È auspicabile, per ovvi motivi, che l’Ufficio regionale si avvalga, oltre che di ASL Frosinone e di Arpa Lazio, della collaborazione degli istituti scientifici nazionali quali ISPRA, ISS, Istituto Zooprofilattico.


Valle del Sacco, 22.10.13

lunedì 21 ottobre 2013

Il 19 ottobre visto con gli occhi di un bmbino

Simonetta Zandiri


Papà ieri mi ha portato a Roma. Mi ha detto “andiamo insieme, devi iniziare a capire anche tu come lottare per il tuo futuro, questa volta tocca a noi, sarà il corteo degli invisibili, degli ultimi!”. Non ho mica capito bene cosa diceva ma ci siamo fatti un sacco di strada per arrivare e poi faceva caldo perché qui al nord mica ci sono 30 gradi a ottobre ma a Roma si, cosi’ avevo i piedi bolliti che manco eravamo partiti. Papà era sempre al telefono, meno male che mamma gli ha regalato l’auricolare sennò non ci arrivavamo mica a Roma. S’è pure arrabbiato tanto e ha cominciato a bestemmiare, diceva “non doveva andare così, cazzo, abbiamo convocato una sollevazione e manco ci proviamo?”. Poi si ricordava che c’ero io allora faceva finta di sorridere ma non riusciva. Io lo conosco mio papà, lui ora non ha più il lavoro perché nella sua fabbrica ha lottato tanto pure per gli altri, poi a lui l’hanno lasciato a casa senza niente e gli altri c’hanno la cassa integrazione e non lottano più. Lui ora è incazzato con il mondo ed è sempre nervoso, pure con mamma litiga sempre e lei gli dice che è colpa sua e che si doveva fare gli affari suoi e pensare a suo figlio, che sono io, così oggi mangiavamo ancora e lei non ci doveva andare da quella snob a fare la servetta. Papà quando lo hanno licenziato è sempre arrabbiato però stiamo tanto insieme, allora io vado con lui alle riunioni e conosco i suoi amici, sono tutti arrabbiati come lui ma c’è sempre qualcuno che parla tanto e così non riescono a parlare tutti, ma questo tizio che parla tanto c’ha pure il lavoro e i soldi allora è lui che poi va alle riunioni e quando torna ricomincia di nuovo a parlare tanto.
Una volta ho chiesto a mio papà come faceva questo tizio ad andare in giro a parlare a nome loro se poi quando si trovavano questo non ascoltava mai nessuno se non la sua voce, e papà si è messo a ridere e m’ha detto “zitto che sei piccolo e non puoi capire”. 
Io sono piccolo perché ho 9 anni, ma mica sono scemo. Lo so pure io chi è quello con il sigaro sulle magliette che mio papà mette sempre, il Che, lo so che era uno che faceva la rivoluzione e l’hanno ammazzato e pure mio papà voleva andare a Roma a fare la rivoluzione.
Pure quando ero piccolo piccolo metteva quella maglia, ma era meno arrabbiato, parlava sempre della rivoluzione ma c’aveva da lavorare e allora ogni tanto faceva le riunioni e poi allo sciopero si andava tutti a Roma che era pure una gita poi c’era anche il concertone e io mi divertivo tanto, pure la mamma era contenta e non doveva fare la servetta. 
Ma la mamma non voleva mandarmi a Roma con papà, si era arrabbiata tanto che mi ha messo pure paura, ma poi quando siamo arrivati a Roma mamma ha chiamato e io le ho detto che c’era tanta gente in giro a passeggio per i negozi, e un sacco di bandiere della Roma appese ai balconi e secondo me mica si faceva così la rivoluzione e lei si è messa a ridere. Lei rideva e papà era sempre più arrabbiato. Per strada ci siamo fermati ed è salito un suo amico, Pino, pure lui era nervoso allora mi sono messo dietro e ho giocato al cellulare, che tanto non capivo cosa dicevano perché parlavano di cose difficili e io la politica non la capisco, ma erano arrabbiati che c’erano i servizi di sicurezza e io mi credevo che parlavano dei poliziotti invece papà quando siamo arrivati me li ha fatti vedere e non erano gli sbirri come credevo perché avevano manganelli in legno con intorno della stoffa rossa, allora mi sono messo a ridere e pure Pino s’è arrabbiato e m’ha detto “ridi, tu, che sei piccolo e non puoi capire”.
Io sono piccolo, gli ho detto, ma non sono mica scemo. Questi non sono poliziotti, sono come te e mica possono fare i poliziotti con te, se tu sei arrabbiato loro sono dalla tua parte, no? Ma lui dice no, questi non sono arrabbiati come me e tuo papà, questi devono fare andare tutto bene. E gli dico “ma se dobbiamo fare una rivoluzione mica può andare tutto bene!” e lui dice “Ma guardati intorno, non lo vedi come siamo? Altro che rivoluzione, qui faremo un’altra scampagnata, con qualche botto qua e là ma solo dove abbiamo già detto che colpiremo e le rivoluzioni non si annunciano, si fanno e basta!”.
Ci siamo messi sul prato e faceva troppo caldo, mi sono tolto le scarpe perché mi sudavano i piedi, poi arrivava la gente, c’erano tante bandiere rosse e io mi credevo che papà era contento di vedere falce e martello ma anche Pino diceva che questi non c’entravano niente e che il corteo era fatto da gente che non si sente rappresentata da nessuno, ma io sono piccolo e queste cose non le capisco.
Poi sono arrivati tanti gruppi e tutti cantavano e urlavano slogan ma solo quando c’erano le telecamere che erano tante, c’erano pure tantissimi di colore con bambini anche piccoli e io ho detto a papà che mica si potevano fare le rivoluzioni portando i bambini sui passeggini e lui m’ha detto che se mi ha portato è perché non si fa nessuna rivoluzione, io mica lo capisco, sarà che sono piccolo forse ha ragione lui.
Vabbè, io sono piccolo, ma se voglio fare una rivoluzione magari a scuola per fare due intervalli al posto di uno, mica avviso prima il preside per dirgli che tra due settimane manderò in tilt la macchinetta delle merendine, altrimenti quello mi mette i soliti secchioni davanti alla macchinetta e poi se cerco di avvicinarmi son mazzate, insomma se voglio fare la rivoluzione e non la posso fare da solo magari chiedo pure agli altri se la vogliono fare pure loro e poi se vedo che siamo in tanti allora ci proviamo ma mica lo diciamo prima al preside perché se abbiamo deciso di fare la rivoluzione è perché al preside l’abbiamo già chiesto e quello c’ha detto che non si possono fare due intervalli e allora ci arrabbiamo tutti, ma se gli altri non si arrabbiano io da solo non la posso fare la rivoluzione allora faccio come tutti e mentre le maestre spiegano mi schiaccio un pisolino o mangio le patatine, insomma me la cavo. Ma papà come se la cava da solo? Lui il lavoro mica ce l’ha, e non è che può comprarmi le patatine, perché ora abbiamo pure lo sfratto, e allora anche se sono piccolo io lo so perché papà è arrabbiato perché lui da solo non se la può cavare perché ora è troppo vecchio e un lavoro non lo trova più e la mamma è sempre più arrabbiata, allora papà credeva che se tanti come lui si mettevano insieme davvero potevano cambiare le cose e lui ha sempre fatto le lotte per gli altri ma oggi non c’è nessuno che le fa per lui e allora lui voleva comunque provarci, ma non glielo lasciano fare.
Alla fine qualche petardo, botti pure forti, corriamo via e Pino dice a papà che dicono che sono stati i fascisti ma papà gli dice che non è vero! Quando siamo tornati poi siamo passati alla stazione e papà si è fermato e si è messo a piangere. Si è seduto vicino a dei barboni, mica erano immigrati, erano come lui e si stavano mettendo i cartoni ed erano per terra, la gente passava e faceva finta di non vederli ma papà e Pino si sono fermati e papà quando ha finito di piangere mi ha detto “siediti qui, è per questo che ti ho portato a Roma oggi, per gli ultimi, gli invisibili. E non erano quelli che sfilavano in quel corteo, gli ultimi sono qua e ora noi stiamo con loro.”
E ora tra gli ultimi ci siamo anche noi, papà. Forse quando saremo di più la faremo insieme la rivoluzione, io sarò grande e potrò capire. Anzi, ho già capito. Perché sono piccolo, ma mica scemo. E la rivoluzione la farò anche per te.

Volevamo stupirvi con effetti speciali

Luciano Granieri

Effetto speciale patriottico






























  Non c’è che dire la giunta Ottaviani  è maestra negli  effetti speciali.  La toccante  suggestione patriottica di Piazza Vittorio Veneto  ha un suo perché.  "Restituiamo la piazza ai cittadini", disse il sindaco appena insediato. E così fu. Il piazzale antistante l’ex palazzo della banca d’Italia è stato pavimentato sostituendo l’asfalto  martoriato dalle righe del parcheggio con un candido piastrellamento  in tono con il colonnato del palazzo della prefettura. Non c’è un po' di verde,  nei gironi d’estate il sole picchia sodo sui passanti, ma vuoi mettere l’effetto dei tre zampilli  d’acqua posti al centro della spianata che di notte s’illuminano di un patriottico bianco-rosso e verde?  Un effetto speciale spettacolare. Soprattutto quando il palazzo della prefettura viene addobbato da un sobrio drappo rosso in occasione di eventi particolari. Il sorprendente effetto  urbanistico-idrico-cromatico costa   280mila euro, più 15mila   per pagare   gruppi di sbandieratori  invitati a celebrare i fasti della nuova  impresa urbanistica. Peccato che nello stesso giorno dell’inaugurazione, oltre agli sbandieratori, si sono presentati  a rovinare  le gesta del sindaco,  i lavoratori della Multiservzi di Frosinone, che proprio dal primo cittadini hanno ricevuto il ben servito, perché dalle  casse comunali,  a prosciugate dalla giunta precedente, a detta dell'assessore al bilancio,  non ci sono  i soldi per i loro stipendi

Effetto speciale mal riuscito
Ma un altro effetto speciale è pronto a dare lustro  alla giunta Ottaviani.  Accade che poco sotto la piazza salotto oggetto della meraviglia patriottica, si sgretoli  la collina che trattiene i binari dello sfigato ascensore inclinato e  il viadotto Biondi,  che  per una parte si sbriciola appresso alla frana.  Enorme impressione desta il crollo, anche perché è parte di una serie di smottamenti che sotto il flagello delle piogge coinvolge tutto il fronte del colle su cui sorge  Frosinone alta. Il popolo vuole una pronta reazione del sindaco il quale si produce in un altro effetto speciale. Lo spritz beton.  Tre tonnellate di cemento incappucciano la sommità della frana perché, si sostiene,  questa costosa asfaltatura  dovrebbe impermealizzare  il terreno e renderlo immune dagli effetti devastanti dell’acqua. Qualcuno fa notare che per ottenere lo stesso risultato magari sarebbe potuto bastare un telo, molto meno costoso e anche molto meno pesante. Ma una semplice siffatta copertura non avrebbe avuto lo stesso effetto mediatico di una imponente colata cementizia, avrebbe dato l’impressione di una giunta comunale dalla manuccia corta anche quando si tratta di salvaguardare la sicurezza dei cittadini.  Improponibile. Vai con lo sprtz beton, vai con un altro effetto speciale.  Si da il caso, però,  che se all’apice di un montarozzo che tende a franare si piazzano tre tonnellate di roba, anziché  rinforzare la base del cocuzzolo predisposto  a scivolare via, il montarozzo in questione continua a disfarsi ed è fortemente probabile che  spacchi anche l’imponente preservativo posto alla sua sommità. E’ ciò che è accaduto. La frana è scesa ancora e lo spritz beton, costato un bel po’ di soldi, si è crepato.  Peccato un effetto speciale uscito un po’ male. Del resto mica tutte le ciambelle escono col buco.



























Effetto collaterale






















E veniamo all’ultimo effetto  che tanto speciale non è, anzi diremmo che è un tantinello vergognoso.  Potremmo intitolarlo “La candela si consuma e il morto non cammina". A fronte dei soldi spesi per  giochi acquatico-luminescenti in biancorossoverde,   a fronte di euro buttati per  inutili spritz beton  buoni solo ad accelerare la frana anziché contenerla, il comune di Frosinone non è in grado di cambiare una lampadina. Quando un semplice lampione tira le cuoia,   l’assessore al bilancio scopre di non avere in cassa nemmeno i soldi per comprare le lampade  di ricambio.  Per cui piano piano, a cominciare da Corso della Repubblica, proprio quella strada che principia dal sontuoso Piazzale Vittorio Veneto,  le strade di Frosinone cominciano ad intristirsi avvolte nel buio causato dai lampioni che si fulminano e che saranno destinati  a restare spenti fino  a quando la salvifica mano di un privato si accollerà l’onore di ricomprare le lampadine.  Ormai, infatti, la giunta Ottaviani non governa più la città. E’ diventato un ufficio  vendite e di consulenza commerciale per quei  privati interessati   a spartirsi, a prezzi stracciati, le spoglie  di Frosinone ,  compresi i cessi dell’aula consiliare. Come al solito la colpa è della giunta precedente che ha lasciato buffi perfino nei confronti degli elettricisti che fornivano le lampade per i lampioni. Certo è però che se si risparmiava su qualche effetto speciale e si prestava più attenzione agli effetti normali, forse oggi non potremmo godere della suggestione luminescente in tricolore, ma almeno le strade sarebbero illuminate.