Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 24 aprile 2014

Buon 25 Aprile a tutti e a tutte;rimanete liberi

Giovanni Morsillo
Presidente ANPI - Frosinone

Carissimi compagni ed amici,
Vorrei quest'anno fare uno strappo al mio solito e forse noioso rigore istituzionale, per rivolgermi a tutti gli iscritti ed i simpatizzanti della nostra giovanissima ANPI di Frosinone con un messaggio più diretto. Lo faccio, perché ormai la strada fatta insieme ci consente qualche riflessione sul percorso fin qui realizzato e non più soltanto buoni propositi per l'avvenire.
E' dal 2006 che, come sempre sottolineo, indegnamente ricopro le funzioni di presidente di questo comitato provinciale, e posso dire che non mi aspettavo, pur nella mia visione sacrale della Resistenza e dei partigiani, che questo incarico mi potesse riservare tali straordinarie lezioni di umanità e di crescita politica. Abbiamo iniziato, con pochi e forse un po' romantici antifascisti, a costruire piano piano, pezzetto dopo pezzetto, una rete di conoscenze, di rapporti, di sollecitazioni, a volte perdendo qualche pezzo, più spesso e progressivamente aggregandone di piccoli e grandi.
Abbiamo operato nella più totale disinformazione, ricordo che pochi anni fa per far pronunciare correttamente il nostro acronimo ad una giornalista televisiva che doveva intervistarmi, dovetti scriverglielo, perché non lo aveva mai sentito, mentre oggi, grazie alla diffusione della nostra organizzazione in tutta Italia, ma anche grazie alle moltissime e ripetute iniziative territoriali che abbiamo costruito o a cui abbiamo partecipato in tutta la provincia, possiamo dire di essere presenti non solo nelle celebrazioni, ma nella percezione della società frusinate. Ci cercano, ci chiamano, vogliono il nostro contributo ogni volta che affrontano i temi di nostra competenza, e ci onorano di attenzione in luoghi dove per decenni non si è fatto cenno all'ANPI.
Certo, ancora ci tocca spiegare perché ci chiamiamo Partigiani d'Italia e non Partigiani Italiani, ancora non siamo percepiti, perfino da alcune istituzioni, come associazione non reducistica ma con un ruolo attivo e di promozione politica e culturale, non siamo ancora arrivati ovunque, ma siamo certamente una cosa diversa da qualche anno fa, e possiamo dire di aver posto le premesse per un sempre maggiore radicamento della nostra presenza e della nostra funzione anche in provincia di Frosinone.
Molte scuole visitate, con conferenze sempre partecipate ed attente di centinaia di studenti, di decine di insegnanti; molte occasioni di discussione in tutti i luoghi dove possibile, dalle sedi dei partiti a quelle istituzionali, dalle manifestazioni in piazza alla partecipazione alle battaglie in difesa della Costituzione e della libertà democratica, dalla presentazione di libri a quella di testimonianze vive di chi quei giorni fu costretto a combattere.
Abbiamo partecipato ed offerto il nostro contributo ad iniziative sulla memoria (Shoah e non solo), sul recupero di pagine sconosciute o dimenticate della nostra storia recente, quella vissuta dai nostri padri e che ha lasciato in loro segni profondi e a volte paure terribili, abbiamo scavato nell'emigrazione per capire l'immigrazione, nella lotta per la libertà per comprendere cosa voglia dire solidarietà.
Di questa esperienza straordinaria ho il bisogno di ringraziare tutti coloro che l'hanno resa possibile, tutti voi che avete chiesto di far parte dell'ANPI, che avete riconosciuto in essa una guida, un solco entro il quale camminare per contribuire a costruire una società a misura d'uomo. 
Personalmente ho maturato, in questa difficile camminata, e soprattutto per le difficoltà e le battute di arresto incontrate, non certo per i momenti, pur numerosi, di successo e di avanzata, la convinzione, addirittura la sensazione, che tutto questo non sia solo bello e necessario, ma che la società, a volte anche inconsapevolmente, lo attende. Sì, cari compagni ed amici, lo attende, anche se a volte non lo sa. Perché ogni volta che incontro dei ragazzi, e li vedo dapprima distratti e intenti a giocare con il cellulare, poi via via più attenti, fino a partecipare convinti e chiedere cosa possano mai fare loro per questa grande infinita battaglia di civiltà, in sostanza per non morire, mi rendo conto che il messaggio della Resistenza non è affatto vecchio, né certamente superato. Esso parla ai giovani, perché fu realizzato dai giovani, e solo rivolgendolo direttamente ad essi, ed a chi sente sulla propria pelle come brucino i tagli della mancata attivazione dello strumento costituzionale voluto e generato dalla Resistenza, solo portandolo a loro, si produce la consapevolezza della responsabilità di essere cittadini. Naturalmente ciò è possibile parlando dell'oggi, attualizzando il portato valoriale che la Resistenza seppe edificare, non certo facendo noiose ed inutili enunciazioni pseudodotte, magari condite con abbondante retorica.

I giovani, i lavoratori, le parti deboli della società, che non erano nulla, e che con la Liberazione divennero tutto. Questo fa sì che ogni incertezza, ogni momento di fatica, ogni risultato negativo, non sia in grado di farci recedere in nulla di ciò che facciamo. Vogliamo essere antifascisti oggi, non perché vi sia in questo un atteggiamento, un modo di fare "alla moda" o una sorta di distinzione coem di sterilmente malinteso anticonformismo. Noi continuiamo ad essere antifascisti semplicemente perché è giusto, e perché non vogliamo vedere i nostri giovani conquistati ad una concezione bestiale della vita umana.
Per questo, in questo 25 Aprile, sono grato a voi ed a tutti quelli che ho incontrato in questi duri, bellissimi, anni di gioventù che mi avete regalato.
Abbiamo ancora molta strada da fare, e quella che verrà dopo la faranno i nostri figli ed i figli loro, ma noi dobbiamo offrirgliela, questa strada, senza alcuna scorciatoia.

Resistenza in Ciociaria

Comitato ANPI Provincia di Frosinone

Questa mattina si è svolta la conferenza al Liceo scientifico di Ceccano, organizzata dai docenti di Storia e Filosofia sul tema della Resistenza in Ciociaria. L’aula magna dell’Istituto, superando le previsioni degli stessi insegnanti, era gremita fino ad avere decine di studenti in piedi, il che non ha impedito uno svolgimento ordinato ed una partecipazione molto attenta da parte degli studenti.
Il tema scelto ha consentito di portare all’attenzione dei ragazzi e delle ragazze non solo gli episodi ed i personaggi della lotta antifascista in Ciociaria, ma anche di riflettere su quegli eventi alla luce di quanto avvenuto dopo. Le domande cui si è tentato di rispondere sono molto gravi, e riguardano il perché quella storia non sia sufficientemente nota, per quali ragioni non si conoscano nemmeno i nomi delle persone, non vi siano monumenti, strade, luoghi intitolati a loro, i documenti siano sepolti sotto spesse coltri di polvere negli archivi di Stato. Pregevoli interventi di alcuni docenti hanno aperto in parte la vista sul problema, ma hanno senz’altro posto le basi per nuovi lavori, per nuove acquisizioni. All’uscita alcuni docenti e giovani stavano discutendo sull’idea di produrre delle tesi specifiche sul tema e di proporre anche all’Univesitò di cassino dei percorsi si studio ed approfondimento collettivi.
L’ANPI, nel ringraziare la Scuola, i Docenti e in modo particolare la Dirigente che ha preso parte ai lavori, ma soprattutto gli studenti per la cordialissima accoglienza, esprime ancora una volta grande soddisfazione e ritiene doveroso segnalare questa ed analoghe iniziative all’attenzione degli operatori dell’istruzione, e dei responsabili del settore scolastico del nostro territorio, perché se ne faccia tesoro non soltanto come fatti compiuti, ma come esperienze da estendere e riproporre ovunque ci siano studenti, ovunque, cioè, sia utile aprire nuove visuali ai cittadini che si stanno formando.
Il nostro contributo, come sempre orientato non a convincere ma a far maturare un metodo critico di indagine storica come strumento per la comprensione dle presente e per la costruzione del futuro, è particolarmente apprezzato dai giovani, che probabilmente sono avvezzi a vedere la storia semplicemente come una materia su cui essere valutati.
Apprezziamo pertanto con molta forza gli esempi forniti da docenti come quelli del Liceo Scientifico di Ceccano, che dimostrano con il loro impegno professionale e civile che la storia serve a ben altro.

Proseguiamo quindi le attività programmate per questo 25 Aprile con maggior fiducia, con migliore consapevolezza, e di questo siamo grati alle persone incontrate questa mattina.

25 APRILE ANTIFASCISMO E’ ANTICAPITALISMO!

Partito di Alternativa Comunista

In occasione della ricorrenza del 25 aprile Alternativa Comunista non si unisce al finto coro dei “memorialisti” ma rivendica l’attualità e la necessità della Resistenza antifascista, dunque anticapitalista. Il padronato della repubblica “antifascista” ha cercato per oltre mezzo secolo di fare del 25 aprile una pacifica giornata della memoria, depotenziandone il contenuto conflittuale e trasformandola in un mero rituale compatibile con l’ordine di cose esistente. Noi invece vogliamo fare di questa data una giornata di lotta: ricordare la Resistenza oggi, significa per noi riprenderla dal punto in cui è stata interrotta, dal momento in cui il Pci di Togliatti, conformandosi all’indirizzo staliniano, ha spezzato la resistenza delle masse lavoratrici e ha pacificato la situazione mediante la concessione di quel pezzo di carta chiamato Costituzione. La Resistenza fu un processo rivoluzionario tradito e rimasto incompiuto a causa della direzione stalinista che ne favori l’esaurimento e si applicò con successo alla restaurazione dell’ordine capitalistico, quello stesso ordine che fino a qualche mese prima aveva sostenuto il regime fascista e ne aveva tratto immensi profitti a danno della classe lavoratrice.
 
Per questo riteniamo impossibile slegare la lotta antifascista dalla lotta anticapitalista. Chi lo fa è un ipocrita e un opportunista. Il fascismo è nato come uno strumento che la piccola borghesia ha utilizzato per difendere i propri interessi minacciati dalla proletarizzazione, dagli attacchi delle banche e del grande capitale. Ma è finito per diventare, e non poteva che essere così, uno strumento del grande capitale per sfondare le organizzazioni del movimento operaio.  Oggi, nel pieno di una devastante crisi del sistema capitalista, davanti al rischio di un’ascesa del conflitto operaio contro le misure di austerità e gli attacchi alle masse popolari, ritorna puntualmente il pericolo fascista, il pericolo di una reazione della classe padronale alle lotte operaie che si poggia sul malcontento dei ceti medi impoveriti privi di una direzione operaia: lo vediamo in Grecia, dove Alba dorata rappresenta ormai un braccio operativo del governo contro le organizzazioni del movimento operaio, ma anche in molti altri Paesi, a partire da Ungheria, Olanda e da ultimo l’Ucraina, dove Svoboda e il Settore di destra hanno imposto un’egemonia militare sul movimento rivoluzionario che ha rovesciato il governo. Oggi più che mai è necessario opporsi a questa svolta reazionaria delle classi padronali. Ma per farlo bisogna praticare un antifascismo di classe, che si colleghi alla più generale mobilitazione anticapitalista. L’antifascismo “costituzionale” e “legalitario” predicato dal “partito di Repubblica” (Augias e compagnia bella) è un modo per sottacere il vero problema, prestando il fianco a quelle forze che attaccano l’antifascismo tout court considerandolo “superato” (vedi il M5s). E il vero problema si chiama capitalismo. Fin quando rimarrà un sistema fondato sullo sfruttamento e l’esclusione sociale per la stragrande maggioranza della popolazione, rimarrà sempre il pericolo fascista. Il fascismo non è mai morto, il fascismo è pronto a rispuntare qualora ve ne sia la necessità per il grande capitale e per la salvaguardia dei suoi profitti. Per questo la resistenza antifascista non può non essere una resistenza anticapitalista. Ciò significa che la mobilitazione antifascista può realmente vincere solo con la rivoluzione socialista, solo spazzando via il sistema capitalista e i suoi cani da guardia. E’ questo l’appello che Alternativa Comunista rivolge a tutte le organizzazioni sinceramente antifasciste: uniamoci per spedire nelle fogne i rigurgiti fascisti, ma allo stesso tempo, mobilitiamoci per distruggere il sistema che tali rigurgiti produce e promuove. Antifascismo è anticapitalismo! 

mercoledì 23 aprile 2014

20 giorni in tenda

Francesco Notarcola

Domani, giovedì 24 c. m., alle ore 12, sempre presso la TENDA, in Piazza VI Dicembre si terrà una conferenza stampa alla quale sono invitati a partecipare associazioni e cittadini.

GIORNATA di  SOLIDARIETA'

CON I LAVORATORI DELLA MULTISERVIZI

IN LOTTA, DA UN ANNO, PER DIFENDERE IL POSTO

DI LAVORO 

DOMENICA 27 APRILE 2014 – PIAZZA VI DICEMBRE





Dalle ore 17 alle ore 20 associazioni e cittadini saranno in piazza con musica, spettacolo, intrattenimento, proiezioni che aiuteranno la riflessione e il confronto sulla lotta dei lavoratori (da 20 giorni in tenda) e di un intero territorio che ha bisogno di politiche attive sull’occupazione con il protagonismo degli enti e non con la svendita dei servizi a fantomatici e precari privati.
Raccogliamo il messaggio di Papa Francesco
per difendere la nostra dignità e per aprire un futuro di giustizia e di serenità ai giovani di oggi e di domani.
PARTECIPARE E’ DOVEROSO E NECESSARIO NELL’INTERESSE DELLA CITTA’ E DEL SUO AVVENIRE


Le buone pratiche si agiscono condividendole

Giuseppina Bonaviri

Dall’incontro-tavola rotonda sulla “Solidarietà vs disagio sociale: insieme per il cambiamento” del 16 APRILE 2014 inserito all’interno della Campagna di sensibilizzazione contro discriminazione e violenze -percorso avviato dal Tavolo di progettazione provinciale Patto di Solidarietà sociale- alla presenza di molte realtà associative e di molti comuni è emersa l’esigenza di dare vita, senza attese e lungaggini, ad una serie di azioni condivise che vedono al centro amministrazioni, associazioni no profit, privato sociale, volontariato, terzo settore, cittadinanza attiva del nostro territorio. La cabina di regia intersettoriale che si è delineata grazie alla partecipazione  e alle tante proposte emerse renderà possibile il passaggio da una rigida organizzazione dei singoli alla trasversalità delle proposte. Ci si vuole  porre a mediatore di un piano di azione che riguarderà risultati raggiunti, obiettivi, progetti futuri. Contrastare la solitudine delle persone sole e delle fasce di popolazione emarginata ed invisibile renderà possibile responsabilità e valore sociale  vera sfida per il futuro sostenibile del nostro Paese. Il bilancio multifattoriale degli enti,  suggerito anche dalla attuale spinta europea, rafforzerà  rendicontazione sociale ed ambientale e la sua messa a regime sarà un segnale chiaro che ci consentirà di rimanere al passo con i tempi. La costruzione di un report integrato, un doc unico quale bilancio sociale si rende ora indispensabile anche dalle nostre parti.
Tra le proposte che riteniamo avere priorità assoluta rientrano le questioni  aperte sulla residenzialità con la messa a sistema degli spazi abitativi e la modificazione degli attuali modelli di frammentazioni gestionali. Ciò determinerebbe una fonte di sostegno per le persone più sole. Dare assistenza alle famiglie, sperimentando la messa in rete progressiva delle diverse offerte presenti  dal territorio  favorirà, inoltre, l’incontro permanente tra pubblico e privato per una migliore socialità nei quartieri e della relazione con la città, dato di reale crescita culturale. Organizzare, poi, punti di orientamento e informazione sociale grazie alla disponibilità di volontarie e volontari come bussola per orientare le relazioni con i servizi offerti in provincia ed il loro accesso, significherà accompagnare i più bisognosi  alla fruizione efficace degli stessi . La creazione di un piano per i senza tetto con presidi territoriali, mense, ambulatorio popolare, post acuzie dedicato a persone senza dimora appena dimesse dagli ospedali anche per quelle emergenze provenienti dall’esterno potrà irrobustire anche gli interventi che legano il cibo alla questione sociale come il recupero di inutilizzato, sostegno a buoni spesa, accordi con la grande distribuzione. I beni confiscati alle mafie se monitorati potranno, infine, diventare spazi ad uso sociale per un percorso di alta legalità. Diritti civili, per la disseminazione di buone pratiche ed integrazione di una rete reale, faranno la differenza  nel favorire quei processi di inclusione necessari al benessere della nostra intera comunità.
Un accenno, per finire,  meritano le misure agevolative che la copertura finanziaria dei 10 miliardi su base annua prevede,  coperta che appare corta soprattutto se si estendesse, come doveroso, l’aumento annuo anche ai lavoratori incapienti con un effetto macroeconomico -previsto dal Def- sulla crescita. Una crescita che rimarrà molto modesta (solo del 0,2%) nel 2014 con un credito di imposta che avendo ad oggi una distribuzione a V  avvantaggerà allo stesso modo coppie di reddito molto diversi tra loro: 2 contribuenti con redditi impari riceverebbero entrambi un credito di 100 euro.
Il percorso che si presenta ambizioso se inserito in una dimensione di realtà isolate potrà invece, condiviso, essere proiettato alle nuove frontiere dell’ internazionalizzazione e dei processi  di innovazione sociale fuori da vecchi retaggi culturali che hanno bloccato, negli anni, il passaggi alla discontinuità progressista della nostra macroarea.

martedì 22 aprile 2014

Il governo Renzi viola il giudicato costituzionale

Luciano Granieri

Prima di Pasqua la Corte di Cassazione  - che nel maggio 2013 aveva sollevato la questione di costituzionalità sul “Porcellum” presso la Corte Costituzionale,  la quale  sua volta  aveva confermato l’incostituzionalità di tale legge elettorale attraverso la sentenza n.1 del 2014 - ha reso pubblico il dispositivo  con il quale i rilievi della Corte Costituzionale dovranno essere applicati.   

Cioè la Corte di Cassazione ha deliberato sul come si  deve applicare la sentenza della Consulta. E’ un rilievo fondamentale per il corretto indirizzo normativo  a cui il legislatore deve attenersi   in presenza della dichiarata incostituzionalità del “Porcellum” . La  mancata osservanza di quanto prescritto dalla Cassazione implica la”VIOLAZIONE DEL GIUDICATO COSTITUZIONALE DELLA SENTENZA N.1 -2014”. Cioè si produce una lesione giuridicamente rilevante del diritto di voto.  

Cosa prescrive la Cassazione?  Intanto si deve consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento in modo che ogni eletto possa disporre  delle indicazioni personali del corpo elettorale . A differenza di quanto espresso nella sentenza della Corte Costituzionale, la Cassazione non ammette altro sistema che quello delle preferenze, il ricorso a liste bloccate poco numerose relative a collegi ristretti, non soddisfa il principio di costituzionalità.  

E’ evidente come il disegno di legge elettorale (Italicum) , approvato dalla sola Camera,  con il mantenimento delle liste bloccate anche di piccole dimensioni  “LEDE IN MODO GIURIDICAMENTE RILEVANTE IL DIRITTO DI VOTO DEI CITTADINI”.  L’altro aspetto importante riguarda proprio l’applicazione effettiva di quanto deliberato dalla Corte Costituzionale. E’ ineluttabile  che l’incostituzionalità del “Porcellum” non può modificare quanto è avvenuto nel passato. Cioè gli atti deliberati da Parlamenti e relativi  Governi  eletti con la legge elettorale incostituzionale, compreso quello in carica  non possono essere annullati, perché  è necessario comunque assicurare il principio di continuità dello Stato. 

Resta il fatto che quella legge è incostituzionale, per cui  se per quanto attiene al passato non si può nulla, per il futuro si deve correggere il vulnus costituzionale. Lo si deve fare al più presto, perché non è democraticamente pensabile ignorare e non applicare una sentenza della Corte Costituzionale.  Dunque il Parlamento alla luce di quanto affermato avrebbe dovuto assolvere i provvedimenti  ordinari più urgenti, il Def già non lo è,  approvare una legge elettorale conforme  alla sentenza della Corte Costituzionale,ma anche ai dispositivi applicativi della Cassazione,  (non l’Italicum quindi) ed indire nuove elezioni.  

Prolungare la XVII legislatura determinata da una legge elettorale incostituzionale secondo la Cassazione  VIOLA IL GIUDICATO COSTITUZIONALE DELLA SENTENZA N.1-2014”. Non solo,  se poi questo governo si arroga il diritto di manomettere la Costituzione determinando la fine del bicameralismo perfetto, l’abolizione del Senato eletto e   pretende di sovvertire gli assetti istituzionali modificando  la forma delle Province che rimangono inalterate nelle loro funzioni,  ma con    membri nominati e non eletti, la violazione dei principi attuativi della sentenza della Corte Costituzionale indicati dalla Cassazione è macroscopica.  

Già è gravissimo che un Governo e un Parlamento attentino ai capisaldi repubblicani costituzionalmente definiti con modalità antidemocratiche, se poi le Camere, e l’Esecutivo loro espressione, esercitano tale devastazione  in violazione della sentenza n.1-2014 della Corte Costituzionale, così come sancito dalla Cassazione, allora siamo in presenza di una vera e proprio sovvertimento democratico fraudolento.  

In realtà a queste conclusioni erano arrivati in molti. Dal M5S ad alcuni giornali, a movimenti  impegnati in lotte sociali, fino al sottoscritto.  Ora però il pronunciamento della Cassazione non lascia dubbi.  Non è un fattore ideologico né di propaganda populista. Questo governo, lo certifica la Cassazione,  non  può permettersi di sovvertire gli ordinamenti democratici, non ne possiede né i titoli né la legittimazione.  

Se Renzi, l’attuale Presidente del Consiglio,  non ne è consapevole per arroganza o semplicemente per ignoranza, il  Presidente della Repubblica invece, in qualità di garante della Costituzione dovrebbe opporsi a questa colossale devastazione istituzionale  e sciogliere le camere immediatamente.  Siccome dal Colle non arriva alcun segno contrario, anzi il tutto avviene con la benedizione di Giorgio Napolitano, forse veramente bisognerebbe pensare a degli organismi più incisivi da porre a difesa della Costituzione.  Ad esempio un Senato elettivo in cui i candidati senatori  siano insigni  giuristi  non espressione dei partiti,  con il compito di valutare compiutamente la legittimità costituzionale e la valenza democratica di quanto la Camera e li Governo deliberano e approvano,  sarebbe quanto meno opportuno.  

25 Aprile in Provincia di Frosinone

ANPI Frosinone


Cari tutti e tutte,
Diamo di seguito il riepilogo delle principali iniziative programmate per il 25 Aprile nella nostra provincia.

24 Aprile
Ceccano - Ore 09.30 - al Liceo Scientifico il Presidente provinciale dell'ANPI partecipa ad una conferenza degli studenti per la presentazione di una loro ricerca sull'antifascista ceccanese ARISTIDE CECCARELLI.

Cassino - Ore 18.30, de l'Unità intervista il partigiano Sergio Collalti nel corso della presentazione del libro Libertà di Paul Eluard e Franco Fortini.

25 Aprile
Ceprano: ore 10.30 deposizione corona alle tombe dei fucilati (Cimitero comunale); ore 11.00 Presentazione del libro Memorie della Resistenza nel cassinate ed altro di Ernesto Cossuto, con l'autore; ore 16.00 teatro di burattini per bambini; a segurie musica in piazza e letture di testi sul tema della Resistenza; ore 21.00 - sala ex-cinema, rappresentazione dell'opera Drug Gojko di e con Pietro Benedetti, racconto tratto dalla vita del partigiano Marignoli, viterbese, sul tema della lotta antifascista nelle terre di confine con la Jugoslavia.

San Giovanni Incarico: ore 17.00, Pietro Benedetti presenta Durg Gojko (in piazza).

Anagni: festa della Liberazione, realizzata attraverso la collaborazione di diverse associazioni (Emergency, Libera, Terradolce, ...).

Ulteriori iniziative sono programmate per le successive settimane in diversi Comuni (Collepardo, Piedimonte San germano, Ceccano, ecc.) in concomitanza con le ricorrenze del 70° anniversario della liberazione di ciascuno di essi.

Vi invitiamo a prtecipare.
ANPI Frosinone