Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 14 giugno 2017

Alla lotta! La classe operaia e i popoli devono prendere il proprio destino nelle loro mani!




Nel mondo capitalista-imperialista, dunque nell'Unione Europa (UE), a causa delle conseguenze distruttive della crisi economica internazionale e dell’intensificazione di tutte le principali contraddizioni di questo sistema, si sono verificati significativi cambiamenti a livello internazionali e nazionale.
Le diverse sfide della classe dominante e delle sue istituzioni producono politiche aggressive e centralizzate contro la classe operaia e i popoli oppressi.
Questa politiche, nei loro diversi aspetti e forme, portano l'UE a divenire sempre più sfruttatrice, più reazionaria, più guerrafondaia e più avida di saccheggio neocoloniale, specialmente nei paesi africani.
 
Per l’unità e la solidarietà degli operai contro l’offensiva capitalista!
In Europa, mentre si accresce lo sfruttamento della classe operaia, milioni di giovani  non hanno altro futuro all’infuori di precarietà ed emigrazione. Milioni di persone vengono private dei servizi sociali e le donne continuano ad essere discriminate. La povertà colpisce con particolare gravità le condizioni di larghe masse, mentre la ricchezza e il potere di una minoranza crescono sempre più.
In questa difficile situazione, i capitalisti portano avanti una politica estremamente aggressiva contro la classe operaia. L'attacco agli interessi vitali e ai diritti basilari dei lavoratori si sta dispiegando in ogni paese europeo. I piani di licenziamento di migliaia di lavoratori sono una dura realtà in molte fabbriche e aziende. Dovunque aumenta la pressione sugli operai per produrre di più con meno salario. I contratti collettivi e gli Statuti dei lavoratori sono sotto attacco. I padroni vogliono imporre cosa, come e quando negoziare al solo scopo di aumentare lo sfruttamento e peggiorare le condizione dei lavoratori, di distruggere le loro organizzazioni. Con l'appoggio dei governi vogliono estendere gli orari di lavoro e ridurre sempre più le pensioni.
Questa offensiva è portata avanti con la complicità delle burocrazie sindacali opportuniste e “gialle”. Contro queste politiche gli operai e le masse popolari non hanno mai smesso di lottare, ma si sono lanciate in duri conflitti contro lo Stato affrontando anche la sua violenza di classe. Il grande movimento che si è sviluppato in Francia contro la riforma del codice del lavoro (la “legge El Khomri”), gli scioperi e le mobilitazioni che si sono succeduti in diversi paesi, dimostrano che i lavoratori non accettano la distruzione dei loro diritti, ma esigono il ritiro delle leggi e delle misure reazionarie e antipopolari; allo stesso tempo mettono in luce che questa resistenza deve essere sviluppata dappertutto.
Ora i lavoratori si preparano a mobilitarsi  di nuovo per difendere i propri interessi contro l’offensiva capitalista e le politiche neoliberiste dei governi che vogliono smantellare i posti di lavoro, le conquiste sociali e i diritti, che vogliono eludere leggi ed accordi  collettivi che limitano la loro sete di profitti.
Gli operai stanno aumentando la pressione sui dirigenti delle loro organizzazioni, chiamando “traditori!” i capi dei sindacati complici del capitale. Tentano di organizzarsi su piattaforme sindacali di classe e reclamano una politica diversa, basata sulla lotta di classe, non sulla collaborazione di classe. Esigono l'unità d’azione nella lotta contro capitalismo ed il suo Stato.
Sosteniamo e lottiamo con gli operai per gettare il peso della crisi sulle spalle delle classi dominanti, per la difesa delle libertà della classe operaia e delle sue organizzazioni!
Diciamo stop ai licenziamenti per i profitti,  esigiamo la riduzione dell’orario di lavoro senza decurtazioni del salario, l’aumento delle paghe specie per i lavoratori meno retribuiti, l'aumento delle pensioni e la riduzione dell’età pensionabile. Rivendichiamo uguale salario per uguale lavoro per ogni lavoratore. Rivendichiamo uguali retribuzioni per i lavoratori uomini e donne. Rivendichiamo uguale salario e stessi diritti per i lavoratori nativi e migranti!
Senza dubbio l’organizzazione di un potente fronte unico della classe operaia contro le politiche della borghesia attrarrà nel nostro campo gli strati oppressi della popolazione che, a causa della politica pro-monopoli della socialdemocrazia e dell'influenza delle politiche populiste e nazionaliste, oscillano dalla parte della reazione in una serie di paesi capitalisti.
 
“Europa Unita”: Europa della reazione e della militarizzazione
In tutta Europa le tendenze reazionarie e antidemocratiche sono in crescita. Esse si manifestano non solo nella centralizzazione strutturale dell'UE - come nel caso dei paesi decisivi dell'Eurozone che si orientano verso una cooperazione più esclusiva e accentrata  -  ma anche nelle controriforme volte a rafforzare il potere dei governi e a indebolire la sovranità popolare, nella militarizzazione degli Stati e delle società, nelle politiche che rafforzano e diffondono il nazionalismo sciovinistico, il razzismo e le tendenze fasciste.
L’UE e gli Stati imperialisti che la dirigono stanno tentando di riposizionarsi sviluppando politiche più aggressive ed espansioniste in un periodo di rapidi cambiamenti nelle condizioni e nelle relazioni del capitalismo mondiale (aumento del protezionismo, conflitti commerciali, guerre valutarie, sanzioni economiche, etc.).
Per legittimare queste politiche manipolano le crescenti paure e preoccupazioni dei  popoli europeo riguardo il corso degli eventi nel mondo.
Il progetto di una “Europa che prende il destino nelle sue proprie mani” porterà alla legittimazione e alla realizzazione di più aggressive politiche interventiste, alla trasformazione delle misure di emergenza in misure ordinarie, alla costruzione di Stati di polizia, all’aumento della mobilitazione xenofoba contro i rifugiati e a movimenti fascisti.
Un’Europa dove le forze della reazione si rafforzano comporterà, da parte degli operai e degli altri lavoratori, una percezione dei loro fratelli e sorelle di classe degli altri paesi come rivali, e di conseguenza una minore preoccupazione per l'indebolimento dell'amicizia e la solidarietà tra di loro.
La sanguinosa storia dell'Europa prova che questa è una via senza uscita, specialmente per gli operai e le masse lavoratrici. Oggi gli operai, il popolo lavoratore e la gioventù che scendono nelle piazze contro le leggi reazionarie e la restrizione dei diritti, contro i partiti e movimenti razzisti e fascisti, per la solidarietà con i rifugiati e contro le spese militari, conto il G7, la Nato e la formazione dell’esercito europeo, mostrano l'unico atteggiamento che bisogna assumere e rafforzare. La solidarietà, la collaborazione e il coordinamento devono essere sviluppati così come le organizzazioni di massa.
 
Stop alle politiche di guerra! Fuori dalla NATO e dalla UE!
Il continente europeo, che ha già ha sofferto le conseguenze di due guerre mondiali scatenate dalle potenze imperialiste più aggressive, oggi è testimone di un enorme costruzione militare per una nuova guerra in cui è probabile che saranno usate armi nucleari. Dalla Scandinavia, al Mar Baltico, sino al Mediterraneo e al Mare Nero osserviamo che i preparativi di guerra si sono intensificati. Vengono dispiegati nuovi armamenti, missili, aerei da guerra e truppe, principalmente dalla NATO e dai suoi membri. Si tratta di un piano aggressivo contro la Russia. Ciò fa parte della preparazione di una guerra globale da parte delle quattro principali forze imperialiste di oggi - gli Stati Uniti, l'Unione Europea, la Russia e la Cina – specialmente di quella attualmente più aggressiva e pericolosa, l'imperialismo USA.
Mentre decine di migliaia di persone stavano protestando nelle strade di Bruxelles e nelle altre città europee contro Trump e il vertice della NATO, il 25 maggio scorso lo stesso Donald Trump, Angela Merkel e gli altri leader degli Stati membri hanno riaffermato all’unanimità la decisione che avevano preso a Varsavia per attuare un gigantesco aumento della spesa militare del 2 percento del PIL entro il 2025, cioè quasi un raddoppio delle spese reali. Hanno così scelto la via della guerra, dell’aggressione e della militarizzazione e beneficio degli Stati Uniti e dei grandi monopoli europei produttori di armi.
Per gli operai, per i giovani, per i pensionati e per le generazioni future questo significa tagli alle spese sociali e una rinnovata imposizione a ridurre i salari, ad aumentare gli orari di lavoro e distruggere quello che resta delle conquiste dei lavoratori e delle lotte popolari, così come una maggiore pressione per arruolare i giovani negli eserciti.
Le guerre attuali e quelle pianificate significheranno la distruzione e il saccheggio di interi paesi e dei popoli di altri continenti, dall’Africa, alla'Asia, all’America Latina.
La dichiarazione contro il vertice della NATO, sottoscritta dai membri europei della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML), dal titolo “Manifestiamo uniti contro la politica di guerra! Fuori dalla NATO e dalla UE guerrafondaie e antipopolari!”, distribuita in ognuno dei nostri paesi, è un appello per unire i lavoratori e le forze popolari e creare un fronte unito contro la guerra e la militarizzazione.
La lotta comune e il fronte unito sono necessari in tutti i paesi e per tutti i popoli che amano la pace. Sono ancora più urgenti se vediamo che subito dopo il vertice della NATO, Merkel e Macron, il nuovo tandem della costruzione dell'Unione Europea, hanno dichiarato che l'Esercito europeo è all’ordine del giorno. E’ una dichiarazione dell'EU come superpotenza imperialista globale, in cooperazione e rivalità con gli Stati Uniti.
I Partiti e le Organizzazioni Marxisti-Leninsti, chiamano i lavoratori e popoli d'Europa a fermare la pericolosa corsa al riarmo e alla guerra, spiegando che il nemico principale dei lavoratori e dei popoli è dentro casa, nei propri paesi: è la borghesia!
Facciamo appello a continuare la lotta per fermare le guerre e la corsa al riarmo, per il ritiro delle truppe militari spedite negli altri paesi, per uscire dalle alleanze guerrafondaie come la NATO e la UE, per dissolvere questi strumenti dell’ imperialismo.
 
La realtà dimostra che capitalismo non è il nostro futuro!
Il capitalismo è un sistema moribondo; il suo stato generale di salute peggiora continuamente, sebbene, alcune volte, sembra rianimarsi.
Gli operai, le masse lavoratrici, la gioventù, le donne del popolo e i popoli oppressi non possono più sopportare questo barbaro sistema che offre solamente povertà, disoccupazione, precarietà e reazione, e che ci sta portando verso un nuovo periodo di guerre.
Per vivere, per avere un futuro, per progredire è necessario unirsi, sviluppare la solidarietà internazionale, estendere ed elevare la lotta con una politica offensiva contro il sistema capitalistico per determinare una rottura rivoluzionaria che è necessaria per aprire la strada ad una società nuova e umana.
La vittoria della rivoluzione non dipende solo dalle condizioni oggettive che la facilitano, ma anche dai lavoratori e dai popoli che sono gli artefici di questa rivoluzione.
La situazione internazionale impegna a rafforzare i Partiti e le Organizzazioni M-L, ad  incoraggiare la costruzione di nuovi partiti del proletariato rivoluzionario per sviluppare la coscienza di classe, dirigere la lotta della classe operaia e dei settori popolari, rafforzare i nostri legami e la solidarietà internazionali, per assicurare una via di uscita rivoluzionaria dalla situazione attuale  
Questo è il nostro compito principale nell’anno del centenario della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre!
Germania, giugno 2017
 
Partito Comunista degli Operai di Danimarca - APK
Partito Comunista degli Operai di Francia - PCOF
Organizzazione per la costruzione di un Partito Comunisti degli Operai di Germania (Arbeit Zukunft)
Movimento per la riorganizzazione del Partito Comunista di  Grecia (KKE 1918-1955)
Piattaforma Comunista - per il Partito Comunista del Proletariato d'Italia
Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista) - PCE ( m-l)
Partito del Lavoro - EMEP (Turchia) 

PROVE D’AUTORITARISMO a Torre Angela ROMA

        torrenova
 

 MANIFESTARE PER RICORDARE LA LIBERAZIONE DI ROMA DALLA OCCUPAZIONE TEDESCA/FASCISTA è messa in dubbio e limitata di fatto dalle autorità preposte?

·         Con motivazioni incomprensibili gli organi competenti negano il permesso a manifestare in località Torre Angela del comune di Roma lungo via del torraccio di torrenova per carenza di marciapiedi?
L’Anpi organizzatore dell’iniziativa si domanda:
Roma città aperta a chi?
Al crollo dei servizi e del lavoro nelle periferie?
Al neofascismo, al razzismo, alle ronde contro i cittadini, e mafia capitale?
·         Roma città medaglia d’oro alla resistenza e la sua periferia risponderanno con responsabilità e fermezza.
·         la libertà di manifestare i valori della resistenza non saranno mai repressi e impediti da nessuno!
SABATO 17 Luglio alle ore 18 da via di Torrenova 162
tutti al corteo autorizzato in  forma ridotta e presidio finale al parco di via celio caldo angolo di via Torrenova.
Ieri liberi dalla dittatura,
oggi liberi dalla paura e  da ogni tentativo di limitare le libertà costituzionali

martedì 13 giugno 2017

SANITA’ NEGATA

Angelino Loffredi fonte: http://www.loffredi.it



Nel 1° trimestre 2017 il Prodotto Interno Lordo ( PIL) italiano è cresciuto di +o,3 %. Se verrà mantenuto questo ritmo alla fine dell’ anno la crescita toccherà + 1,2%. Un dato superiore a tutte le previsioni. Un risultato per quanto limitato comunque positivo. 


E’ bastato questo dato per sentire suonare a festa tante campane, ascoltare spropositati commenti provenienti da TV e giornali disponibili annunciare la fuoriuscita dalla crisi, frutto di provvedimenti voluti dal governo dei 1000 giorni e per ipotizzare addirittura l’apertura di una nuova fase. E’ mancato poco a chiamarla l’età dell’oro. Siamo stati, infatti,sottoposti per alcuni giorni a sentire dichiarazioni esagerate, parziali e faziose. 


Tale tam- tam, tale impegnativo furore massmediatico non lo abbiamo ritrovato in questi ultimi giorni a proposito di alcune notizie fornitoci da Rapporto Censis- Rbm Assicurazione Salute. Notizie indubbiamente gravi e preoccupanti fornite non da un centro studi di una organizzazione di opposizione ma da una Istituzione legata al Governo. 

Attraverso tale Rapporto, diversamente dalla crescita del PIL, si entra direttamente a conoscenza della condizione di vita dei cittadini italiani, del loro stato di salute e di benessere, condizioni fondamentali della nostra esistenza. 

Ne rilevo solamente alcuni dati che a me paiono essere molto significativi. 


12,2 milioni ( 1,2 milioni in più rispetto al 2015 ) di cittadini durante l’ultimo anno hanno rinviato o rinunciato a ricevere prestazioni sanitarie a pagamento poiché in condizioni di difficoltà economiche. 


Basterebbe solo questo dato per aprire il capitolo della Sanità Negata, tema ancora non sufficientemente indagato e conosciuto. C’è di più ed ancora ugualmente grave: il Rapporto rileva anche l’inefficienza del servizio pubblico dovute alle lunghe liste di attesa, pur di fronte al pagamento di ticket. Mi limito ad indicarne solamente cinque in grado di far comprendere lo stato comatoso della Sanità Pubblica, un declino che appare inarrestabile, sulla base di una media nazionale. 


- Mammografia: si attendono 122 giorni ( 60 gg. in più rispetto al 2014); 
- Risonanza magnetica: si attendono 80 giorni ( 6 gg. In più rispetto al 2014);
 - Visita cardiologica: si attendono 67 giorni ( 8 gg. In più rispetto al 2014 );
 - Visita ginecologica: si attendono 47 giorni ( 8 giorni in più rispetto al 2014 ); 
- Visita ortopedica: si attendono 66 giorni ( 18 giorni in più rispetto al 2014 ). 


Questi dati confermano l’esistenza di una politica portata avanti da parte del governo nazionale e quelli regionali di non far funzionare la sanità pubblica riducendone l’efficacia, funzionalità e credibilità per smantellarla e favorire così la sanità privata anche attraverso robusti trasferimenti di risorse finanziarie. 


Ritengo anche che i dati riportati debbano essere accompagnati da riscontri ugualmente oculati e precisi di quanto sta accadendo nella provincia di Frosinone. Nella nostra realtà non basta evidenziare malessere, manifestare giusti scatti di rabbia versa la Malasanità. E’ necessario qualcosa in più, anzi molto di più. 

Alla facile indicazione dell’inefficienza bisogna conoscere l’entità della stessa. E’ arrivato insomma il momento di acquisire la consapevolezza che non basta più l’urlo di rabbia solitario o l’invettiva rivolta verso le attività che con funzionano, ma è necessario passare ad una fase di conoscenza, ad una ricognizione dei bisogni per predisporre piattaforme di lotta organizzata e di richieste di cambiamento. 


Il Pronto Soccorso di Frosinone è una ferita aperta, forse l’emblema crudele della Malasanità ma espressione anche della mancanza di forze e di idee alternative perché si permette ancora l’esistenza di un vero e proprio girone infernale, caratterizzato dagli interminabili tempi di attesa e dal senso di abbandono riservato ai pazienti. Bisogna essere coscienti che quando sta avvenendo non è frutto delle coincidenze ma il risultato di una politica che sempre di più vuole negarci le prestazioni gratuite della sanità pubblica e per dirottare le risorse finanziare verso la sanità privata. 

video di Luciano Granieri

Dodici vaccini a tutti, obbligatori per decreto legge Costruiamo comitati No Lorenzin!

Pdac (Partito di Alternativa Comunista)

Lorenzin_3


Il 6 giugno 2017 il governo Gentiloni, istigato dal ministro della sanità Lorenzin, ha emesso un decreto legge su “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” (come se ne ricorressero le condizioni di necessità e urgenza).  L’obbligo vaccinale coatto è esteso a un mix di 12 patologie non tutte della stessa rilevanza. E’ istituito lo sbarramento scolastico, i dirigenti si comporteranno da ufficiali delatori, esponendo i genitori dei bambini non-vaccinati a multe da 500 a 7500 euro per ogni anno di mancata vaccinazione; l’Asl provvederà al deferimento al tribunale per i minori che potrà loro togliere la potestà genitoriale. Nessun cenno al consenso informato, al diritto a una visita pediatrica accurata e a esami diagnostici preliminari in caso di dubbi diagnostici. Una disposizione simile a un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Una deriva verso una sanità autoritaria e coercitiva (1,2), di cui ricordiamo i tristi esempi del passato.
Davvero abbiamo i morti di morbillo sui marciapiedi?
Nonostante ripetute campagne allarmistiche rilanciate dalla stampa padronale (3,4,5,6,7,8) non abbiamo l’impressione di particolari calamità di contagio in corso.
Oltre l’impressione generale, c’è da notare che le statistiche sulle complicanze delle malattie infettive soggette a segnalazione tengono conto solo dei casi denunciati ufficialmente per notifica obbligatoria, cioè riguardano solo una parte dei casi reali, per la maggior parte quella affiorante istituzionalmente; da qui la sproporzione in eccesso riguardo le complicanze naturali delle patologie (9).
Il ministro Lorenzin e il governo Gentiloni non palpitano di preoccupazione per i malati e i morti della Terra dei Fuochi, per quelli ammalati e deceduti di mesotelioma pleurico, per l’inquinamento da idrocarburi combusti e da pesticidi, per i cancri a tappeto di Taranto, per le persone che rinunciano a curarsi, ormai indigenti. Per loro non ricorrono necessità e urgenza. Ci si preoccupa del morbillo (10,11).
Da dove origina questa filantropica dedizione al benessere delle masse popolari?
 Nel settembre 2014 all’Italia è stato generosamente assegnato il compito di capofila delle politiche vaccinali nel mondo dalla Global Health Security Agenda (Ghsa) (12,13) del governo federale degli Usa. La Lorenzin è corsa a Washington da Obama per genuflettersi alla missione salvifica, della durata prevista di cinque anni.
Nel 2015 la Glaxo Smith & Klein (multinazionale britannica leader di mercato su antibiotici e vaccini) minaccia pubblicamente licenziamenti negli stabilimenti di Siena e Verona (14). I vaccini sono prodotti a Siena. Il governo Renzi si preoccupa del futuro occupazionale dei lavoratori toscani e intercede: quattro mesi più tardi (aprile 2016) la Glaxo cambia clamorosamente idea e annuncia un miliardo di euro di investimenti in Italia (15). Nel settembre successivo Renzi è ospite d’onore in un convegno organizzato dalla Glaxo a Verona su “Vaccini: dalla sperimentazione all’implementazione”.  Nel 2017 dodici vaccinazioni sono imposte come un Tso per decreto legge di necessità e urgenza.
Decine di manifestazioni contro la Lorenzin
I provvedimenti del governo hanno suscitato l’indignazione di medici, di associazioni come Medicina Democratica, di associazioni di genitori. Alcuni ne sollevano l’incostituzionalità. Ci sono state manifestazioni di dissenso pubbliche e molto partecipate in tutta Italia, a Trento, a Udine, a Bologna, a Torino (16,17,18,19,20,21) .
Il giorno 11 giugno si è svolta a Roma una manifestazione nazionale No Lorenzin, mentre altre iniziative contro il decreto legge Lorenzin sono previste nei prossimi giorni (22). Il Pdac è dalla parte dei comitati di genitori e condivide la preoccupazione per le pratiche vaccinali imposte ai giovani.
La mordacchia ai medici
Si sono levate voci di dissenso anche fra molti medici. Tutti hanno espresso il loro dissenso in modo pacato e ragionevole. Sono stati radiati dai rispettivi ordini precipitosamente in questi giorni il dr. Dario Miedico, di Medicina Democratica a Milano e il dr. Roberto Gava, dell’ordine di Treviso. Colpirne qualcuno per ammutolirne cento (23,24).
Non sono stati radiati dai rispettivi Ordini quei medici e chirurghi coinvolti o condannati per truffe e lesioni grazie alle quali si sono arricchiti (25,26).
Un dibattito falsato
I comunisti respingono con forza i provvedimenti del governo Gentiloni e del ministro Lorenzin; li ritengono coercitivi e controproducenti. Allo stesso tempo i comunisti non sostengono alcuna delle posizioni di dissenso borghese.
Il dibattito sulla politica sanitaria della Lorenzin è artificiosamente ricondotto nella dicotomia vaccini sì/vaccini no da tutta la stampa borghese. Il dibattito è falsato. Qui proviamo a riassumere alcune posizioni:
1) Posizione coercitiva: obbligo vaccinale esteso in termini coercitivi e neo autoritari (Lorenzin, Burioni, ecc.) di un vasto spettro di immunizzazioni;
2) Posizione intransigente edulcorata: Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione: obbligatorietà che possa non pregiudicare il diritto all'istruzione;
3) Posizione di acclamazione umanitaria: i vaccini hanno risolto in via profilattica epidemie di malattie contagiose gravi (poliomielite, vaiolo, difterite, ecc) o ad alta mortalità (tetano), perciò vanno eseguiti a tutti, pena la ripresa delle epidemie;
4) Posizione di negazione aprioristica, salutista borghese: i vaccini contengono sostanze tossiche fra gli eccipienti, sono correlati allo spettro autistico, la loro nocività è dimostrata quindi vanno evitati;
5) Posizione mistica: le malattie sono squilibri delle energie favorevoli bio psichiche, i farmaci in genere così come i vaccini non fanno che aggravarli (rifiuto delle chemioterapie. ecc.);
6) Posizione pseudo libertaria: libertà di scelta dei vaccini, il ricorso a essi è libero, libero vaccino in libero mercato.
La medicina preventiva non può essere lasciata alle multinazionali del farmaco
I comunisti non sostengono alcuna di queste posizioni e non fanno proprio il dibattito distorto in corso.
I vaccini sono farmaci. Come tutti i farmaci, hanno o possono avere effetti indesiderati o collaterali nocivi di varia gravità o controindicazioni assolute e relative. Sono veleni (tò phàrmakon = veleno) e come tali bisogna maneggiarli.
I vaccini, come tutti i farmaci, sono merci. Nel sistema capitalista le merci sono prodotte nella speranza, non nella certezza di venderle: per le industrie farmaceutiche è vitale assicurarsi alte vendite per aumentare i profitti e sbaragliare la concorrenza. La grave crisi ciclica strutturale di sovrapproduzione colpisce tutte le merci, farmaci e vaccini compresi. E' naturale che gli industriali forzino i mercati in questo momento. I loro governi sono lì per questo.
Gli industriali del farmaco non sono filantropi. A loro in realtà non importa nulla se si manifestano effetti collaterali o avversi finanche mortali in una percentuale di casi, purché abbastanza bassa da non suscitare allarme sociale. Altrimenti le vendite si interromperebbero (27).
1 - Le campagne vaccinali, di conseguenza, devono essere varate in relazione a studi epidemiologici che dimostrino una reale epidemia in atto oppure la stringente necessità di una sua prevenzione: è questo il punto su cui i media borghesi tacciono;  quindi il beneficio, lo scopo profilattico diretto all'interesse generale, supera il rischio di casi di effetti collaterali nocivi attesi, compresi quelli mortali (realmente pochi). Dunque i comunisti che hanno a cuore la salute della popolazione intera studieranno epidemiologia e statistica delle infezioni e dei contagi fra le masse e pianificheranno le campagne vaccinali in base all'evidenza di un'epidemia e in base al rapporto rischio/beneficio, consapevoli del fatto che il rischio non sarà mai zero.
2 - I comunisti si oppongono alla medicina coercitiva e neo-autoritaria. Il fascismo e lo stalinismo sono esempi drammatici di crudeltà inenarrabili. I comunisti esigono una psichiatria lieve, sono contrari al Tso (vedi il drammatico caso della morte del compagno Francesco Mastrogiovanni) e sono contro le cure coatte. Il singolo paziente e i genitori devono essere posti in condizioni di comprendere rischi, vantaggi e le loro reciproche proporzioni prima di procedere all’inoculazione del vaccino. Il bambino ha diritto a un’accurata anamnesi personale e familiare, alla visita pediatrica, agli esami di laboratorio e di diagnostica morfologica in caso di dubbio. Si procede quindi al consenso informato.
Le masse popolari diffidino delle statistiche ufficiali sul potenziale pericolo di inoculazioni vaccinali singole e multiple. Non è la prima volta che assistiamo al ritiro di farmaci dal mercato perché rivelatisi più nocivi di quanto la letteratura prodotta dalle aziende abbia dichiarato, dopo il loro largo impiego di massa.
Sosteniamo le lotte dei comitati No Lorenzin e chiamiamo i sindacati alla mobilitazione
Il caso delle dodici vaccinazioni coatte per decreto-legge è solo l’esempio più ripugnante della concezione cinica che l’industria farmaceutica capitalista ha del mercato dei farmaci. I governi non sono neutrali. La pressione di banche e industrie del settore è tale che a volte diventa palese, come in questa vicenda.
Alternativa Comunista dà il proprio sostegno alle manifestazioni No Lorenzin in corso, denunciando nel contempo i tentativi ipocriti operati da forze borghesi, anche reazionarie, di cavalcare il malcontento per capitalizzare in termini di consenso.  Sosteniamo i comitati dei genitori contro il decreto legge Lorenzin, perché è solo con la lotta che è possibile respingere questo atto autoritario e pericoloso. Siamo solidali con tutti quei genitori che hanno operato la non facile scelta di opporsi alla dittatura sanitaria e che ora sono oggetto delle persecuzioni di un ministro della sanità che sta attuando politiche di drastici tagli di posti letto e di personale e sta facendo a pezzi la sanità pubblica.
Alternativa Comunista chiama tutti i sindacati alla mobilitazione in difesa del diritto dei bambini a non essere usati come cavie planetarie per l’inoculazione di dodici vaccini. Occorre una mobilitazione di massa e occorre dichiarare scioperi di sostegno nel settore sanità perché sia chiaro che anche i lavoratori della sanità sono contrari all’inoculo di massa per decreto legge.
Per una medicina al servizio delle masse popolari
Sono indispensabili ma non sono sufficienti le proteste per far desistere i capitalisti del farmaco dal loro intento di realizzare profitti a qualunque condizione. I volumi di affari per le aziende farmaceutiche sono talmente elevati che sono in gioco i fatturati, gli equilibri della concorrenza, l’egemonia di alcune aziende farmaceutiche su altre. I governi al servizio del capitalismo sono esecutori delle necessità di mercato. Nulla può distogliere gli industriali e i banchieri dalla necessità per loro vitale di condurre in porto gli affari. L’esborso ricade sul proletariato. E’ dalle casse pubbliche che saranno erogati i fondi per l’acquisto di enormi quantità di merci, le dosi di vaccini per l’intera popolazione vaccinabile italiana. Le pressioni contrarie dell’opinione pubblica e delle masse popolari mettono in pericolo il volume d’affari. Da qui la repressione del dissenso e l’imposizione per decreto legge.
Le lotte popolari potrebbero riuscire a respingere il decreto Lorenzin ma le aziende farmaceutiche tornerebbero alla carica, magari in modo meno palese.
Non c’è altra soluzione che espropriare le aziende farmaceutiche e porle sotto controllo operaio e popolare; nessun indennizzo pubblico potrà essere concesso perché quelle aziende hanno già ampiamente goduto di facilitazioni fiscali e contributi a fondo perduto e hanno intascato decenni di plusvalore estorto ai lavoratori. Occorre costituire commissioni di studio di epidemiologia e statistica libere e indipendenti, sottratte alle pressioni industriali; e riservare la circolazione delle merci farmaceutiche al controllo dello Stato.
Occorre per far questo che inizi una sollevazione delle classi subalterne, che siano proclamati scioperi generali nazionali, legando questa lotta alle altre vertenze del mondo del lavoro; bisogna indirizzare questa lotta in direzione della costituzione di un governo dei lavoratori, l'unico in grado di porre fine alla mercificazione della salute (e di ogni altra cosa) imposta dal capitalismo.
Il Pdac si batte in ogni lotta presente per questo obiettivo di fondo, insieme a tutti i partiti fratelli della Lit – Quarta Internazionale.

Note1) http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2967
2) https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/07/decreto-vaccini-unoperazione-politica-e-antisociale/3642413/
3) http://www.agi.it/salute/2016/12/30/news/alarme_meningite_il_vaccino_sufficiente_a_proteggerci_-1337277/
4) http://www.corriere.it/salute/17_gennaio_05/allarme-meningite-ministero-non-c-carenza-vaccini-82797df6-d38d-11e6-9dc7-b8de3918521a.shtml
5) http://www.lastampa.it/2017/05/05/italia/cronache/allarme-morbillo-in-italia-gi-casi-piena-epidemia-QPAwA1gScmbGjPW0WHOeUP/pagina.html
6) http://www.ok-salute.it/curiosita/allarme-vaccini-rischio-epidemie-rosolia-morbillo/
7) http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_marzo_22/calo-vaccini-allarme-medici-2faf5752-0ecb-11e7-b19a-5283fae0a63e.shtml
8) http://www.corriere.it/salute/pediatria/17_marzo_16/allarme-morbillo-230percento-casi-2017-ministro-lorenzin-troppi-genitori-rifiutano-vaccinazione-a8cf5534-0a60-11e7-b712-325362193aaf.shtml
9) http://www.vacciniinforma.it/2016/12/30/meningite-gravissima-disinformazione-e-procurato-allarme/4913 ,
10)  
http://www.sanita24.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANO_SANITA/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/2017/06/07/BOZZADL_vaccini.pdf?uuid=AENsdkZB
11) https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/25/vaccini-obbligare-e-fascismo-sanitario/3614118/
12) http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=23551
13) https://www.ghsagenda.org/about
14) http://nuvola.corriere.it/2015/12/05/siena-127-esuberi-per-gsk-novartis/
15) http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/imprese-e-mercato/2016-04-13/vaccini-e-farmaci-glaxo-scommette-1-mld-italia-094838.php?uuid=ACzsSh6C
16) http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/02/vaccini-lorenzin-decreto-martedi-trento-protesta-contro-lobbligo-ma-non-chiamateci-no-vax/3631241/
17) http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/06/04/news/la-protesta-dei-1-500-liberta-di-scegliere-1.15437100
18) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/provvedimento-disciplinare-dottor-miedici-protesta-delle-1399757.html
19) http://www.repubblica.it/salute/2017/06/03/news/manifestazione_vaccini_obbligo-167128389/
20) http://www.orizzontescuola.it/vaccini-inaccettabile-ed-incostituzionale-decreto-del-ministro-lorenzin-aprira-la-caccia-alluntore-verso-minori-immigrati-minori-non-vaccinabili/
21) https://www.dionidream.com/manifestazioni-vaccini-obbligatori/
22) http://www.ilcambiamento.it/articoli/decreto-vaccini-l-11-giugno-a-roma-in-migliaia-per-dire-no
http://www.ansa.it/lazio/notizie/2017/06/11/vaccini-corteo-no-vax-a-roma-liberta-di-scelta_0e02e0d8-3fa2-4e8a-b00f-bcba44c3997a.html
23)http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=4296
24) 
http://www.repubblica.it/salute/2017/04/21/news/treviso_l_ordine_radia_il_medico_novax-163581837/
25) http://www.quotidiano.net/cronaca/medici-radiazione-1.3101818
26) http://news.leonardo.it/rompe-il-femore-di-una-paziente-arrestato-primario-di-ortopedia/
27) in realtà quasi tutte le merci hanno effetti collaterali o avversi o manifestano un qualche grado di pericolosità (autovetture, gas refrigeranti, pesticidi, armi... la lista sarebbe infinita): non solo i vaccini e i farmaci.

“ENORME AUMENTO DELLA TARI AD ALATRI.SIAMO SENZA PAROLE DI FRONTE ALL' INCAPACITA' DELL'AMMINISTRAZIONE MORINI"

Ufficio Stampa del Deputato Luca Frusone Movimento 5 Stelle



Per l’enorme aumento della Tari ad Alatri iniziano ad arrivare le prime spiegazioni. Come già preannunciato da qualcuno il problema sarebbe un problema di riscossione. Invece di far pagare chi non lo fa, Morini decide di aumentare la bolletta al cittadino virtuoso. Questa assurdità ha scatenato polemiche e dure risposte. Il Movimento 5 Stelle aveva già chiesto un confronto pubblico per avere serie spiegazioni. Il Deputato Frusone afferma – “Questa situazione fa cadere le braccia e mi sembra giusto avvertire gli enti di controllo contabile della nostra Repubblica. Leggendo le spiegazioni sui giornali il messaggio che si vuole far passare sembra quasi che ad essere onesti ci si rimette, meglio fare i furbi tanto ci saranno i cittadini "stupidamente" onesti che pagano. Tutto ciò è vergognoso, ma che linea politica è mai questa? Morini non si rende conto del messaggio che sta dando alla nostra comunità.” – E continua – “Questa situazione ha messo in evidenza la totale incapacità della giunta Morini. Nel 2015 hanno cacciato Equitalia è vero, ma non si sono organizzati come si deve per la riscossione dei tributi e dunque ci troviamo ad oggi che non riescono ad adempiere alla situazione. Questo è da irresponsabili.”. Il Deputato poi ci tiene a precisare anche alcune curiosità delle dichiarazioni del Sindaco:” Dice che il 40% dei cittadini non paga e che molti non possono permetterselo. Curioso che questa esplosione di indigenti ci sia stata solo nell’ultimo anno. A me sembra più un modo per dare degli alibi ai furbetti, invece di individuare chi ha veramente bisogno per dar loro una aiuto. Anche perché, è giusto ricordarlo, il Comune può deliberare agevolazioni o addirittura escludere dal tributo chi non può pagare. Basterebbe fare un censimento corretto della cittadinanza. Inoltre la Tari è composta principalmente da costi fissi, presenti nel contratto stipulato con la De Vizia, del quale però non risulta più traccia sul sito del Comune. Risulta poi molto strano che nel bilancio previsionale del 2016 la tassa sui rifiuti era di 3.177.168 euro, mentre nel nuovo bilancio sale addirittura a 3.802.724 euro, un aumento significativo che non può ricondursi esclusivamente al fatto che c'è chi non paga le tasse”. La situazione insomma è molto ingarbugliata e per questo il Movimento 5 Stelle trasmetterà i vari documenti sia alla Corte dei Conti regionale che all’Ente Nazionale Anti Corruzione.”

lunedì 12 giugno 2017

A Frosinone ha vinto il signore della sedia.

Luciano Granieri

Il_Re_Nudo
Il popolo frusinate ha scelto. Per la seconda volta ha incoronato il  sindaco podestà Nicola Ottaviani. Incoronato è proprio la parola giusta. Infatti il 56,38% dei consensi, indica   una  consacrazione plebiscitaria. I vincitori evidenziano come sia stata premiata la buona amministrazione del quinquennio precedente. 

Per me già la matematica era favorevole al sindaco uscente ed entrante. Come  riportato    IN ALTRA PARTE DEL BLOG  . I 281 consiglieri candidati con Ottaviani, fra parenti, amici, amici degli amici, badanti e affini, almeno 30 voti ciascuno l’avranno portati assicurando un bottino di quasi 8500 voti.  Se a questi aggiungiamo i voti di parenti amici, amici degli amici, badanti dello stesso sindaco,  gli àscari dell’ultima ora, la pochezza dello sfidante democratico ,  la sontuosa “camMagna”  elettorale, ottenere  il risultato di oltre 15mila voti  è stato un giochetto. 

Ma queste sono valutazioni di un “personaggio esponente della peggior sinistra capace di spargere solo odio”, così sono identificato dalle truppe cammellate del nuovo sindaco. Il successo di Ottaviani è dovuto solo ad una amministrazione gestita da un maestro della politica,  dicono i fan dell’avvocato sindaco. 

Sarà ma adesso viene il bello. Perché in qualche modo bisognerà soddisfare gli appetiti  della  cavalleria coloniale  dei 281 candidati. Magari qualcuno si accontenterà di piccole prebende , ma sarà sufficiente? E’ chiaro che tutti vorrebbero fare i consiglieri,  anche se non hanno raggiunto i consensi necessari, oppure attestarsi su uno strapuntino in un assessorato insignificante. Come fare dunque per gestire il possibile malcontento? Non possono entrare tutti in  consiglio comunale. O forse si?  

Nella precedente consiliatura il sindaco Ottaviani riuscì nel miracolo di moltiplicare le poltrone  assessorili. Nove erano gli assessorati per undici  aspiranti assessori. Al fine di  ovviare al problema e chetare diversi mal di pancia ci si è inventati l’assessore precario. A rotazione ognuno restava in carica per sei mesi per poi lasciare il posto ad un altro e sedersi in panchina ad aspettar un nuovo  turno. 

Lo stesso si può fare per i consiglieri.  Ogni 15 giorni i questi  si alterneranno, conquistandosi la cadrega  con il classico gioco della sedia. Quello dove le poltrone da occupare  sono in numero  inferiore rispetto ai giocatori. Gli aspiranti consiglieri  cominceranno a girare intorno alle sedie accompagnati da una musica. Appena questa smetterà  tutti dovranno provare a sedersi, chi non troverà lo scranno rimarrà fuori e si ripresenterà  dopo altri 15 giorni.  Ciò per fare in modo che nessuno  potrà lamentarsi di non essere stato gratificato dalla poltrona. 

Qualcuno potrebbe obbiettare che in questo modo le dinamiche consiliari risulteranno  frammentate condizionando l’amministrazione della città.  Tranquilli, tanto sia i consiglieri che gli assessori,    non conteranno nulla. A decidere sarà sempre e comunque il Podestà Nicola Ottaviani. Quindi avanti con la tenzone presieduta dal signore della sedia.

domenica 11 giugno 2017

Il proletario incatenato

Tragedia alla greca in cinque atti scritta da Luciano Granieri:

 Descrizione dei ruoli:

Il Corifeo:
E' il capo del coro e l'attore principale,  ha una parte importante nella tragedia, sia perchè dialoga con i protagonisti, sia perchè formula talvolta dei giudizi o fornisce spiegazioni al pubblico: egli assume quindi funzioni di collegamento tra quello che avviene sulla scena e chi vi assiste.

Il Coro:
E' l'unico interlocutore dell'attore nella tragedia.


prometeo

Atto Primo

Il corifeo proletario :
Compagni! Avete visto che razza di porcheria  s'è inventato il governo sulla   scuola? L’ha pure chiamata buona scuola!  C’è  un preside manager, padre/padrone che tutto vede e decide, può assumere gli insegnanti che gli fanno comodo e licenziare quelli che gli stanno sulle palle. Poi gli studenti, per un odioso principio di avviamento al lavoro, dovranno andare a lavorare gratis, anche da McDonalds, diventando un esercito di nuovi schiavi. Compagni! Contro la buona scuola dei presidi manager e dei nuovi schiavi scendiamo in piazza!!!

Il coro:
E che esagerazione compagno! Suvvia i presidi sceglieranno sempre il meglio per il loro istituto. Basta con i  sospetti  su eventuali pastette fra dirigenti e gruppi d’interesse all’interno degli istituti. Certo mandare i ragazzini a fare gli sguatteri non ci  pare consono pero’ andare addirittura in piazza! Ci sembra esagerato.

Il corifeo proletario:
Vabbè almeno raccogliamo le firme per un referendum abrogativo in modo da rendere consapevoli gli italiani di questo imbroglio.

Il coro:
Ma quale referendum compagno! In fin dei conti la legge è buona, vedrai che alla fine le cose si aggiusteranno anche come conviene a noi.

Atto secondo

Il corifeo proleario:
Eh no compagni, questo è troppo! Hanno fatto il jobs act. Regalano una "paccata" di milioni di euro ai padroni che fanno finta di  assumere, ma una volta presi i soldi, questi possono tranquillamente licenziare perché hanno tolto l’articolo 18. Non solo gli regalano soldi, ma anche l’impunità sui licenziamenti senza giusta causa. Qui  bisogna andare in piazza!!!

Il coro:
Lo sappiamo, è una grande ingiustizia per i lavoratori, ma non serve andare in piazza. Il discorso sul jobs act presume delle riflessioni più profonde, non basta contestarlo, è necessario  mettere in campo una piattaforma globale che consideri  tutte le dinamiche del lavoro.  Per creare una buona occupazione serve una carta dei diritti del lavoro

Il corifeo proletario:
Oh compagni ma che cazzo state a dì!  In Francia per una legge simile la gente ha occupato la piazza per settimane…. Qui  fregano i soldi ai poveracci, li regalano   ai padroni per finte assunzioni, in più gli concedono il licenziamento libero! Compagni!!!!! Ma che state imbriachi. Nel 2002  quando ci provò Berlusconi in tre milioni siamo scesi in piazza. Ve lo ricordate? Lo salvammo l’articolo 18, ve lo ricordate? Mannaggia vi state scordando tutto….

Il coro:
Non ci stiamo scordando niente, ma ora calmati, non serve la piazza che poi non si sa mai come va a finire se si infiltrano i Black Bloc. Stiamo raccogliendo le firme per un referendum abrogativo di quella parte del jobs act che cancella l’art.18 in oltre chiediamo l’abolizione dei voucher per il lavoro occasionale e sulle norme per gli appalti . Invece di strillare aiutaci a raccogliere le firme.

Atto Terzo

Il coro:
Peccato compagni, la corte costituzionale non ha ammesso al referendum il quesito che chiedeva di abrogare la legge sull’art.18. Dicono che è scritta in modo tale da evidenziare un intento propositivo, non in linea con i dettami referendari che prevedono un quesito puramente abrogativo.

Il corifeo proletario:
Compagni, ma non è che sto’ quesito l’avete scritto male?  Anzi, non è che l’avete scritto male apposta per non farlo votare mentre intanto c’avete impedito di fare  una protesta come si deve?

Il coro:
Ecco il solito estremista complottista è la Corte Costituzionale che è politicizzata, dentro ci sta Giuliano Amato, uno che è sempre stato dalla parte del potere.

Il corifeo proletario:
Appunti, allora non era meglio andare in piazza, invece di fa st’ammuina del referendum?

Il coro:
Compagno ti ricordo comunque che sono stati ammessi gli altri quesiti quello sull’abrogazione dei voucher e sugli appalti. Bisogna muoversi e fare la campagna referendaria.

Il corifeo proletario:
Se.. vabbè, i voucher, era il referendum sull’art.18 che bisognava votare…..

Atto Quarto

Il coro:
Avete visto compagni la lotta paga anche senza mobilitare la piazza. Il governo ha abolito i voucher  E’ una vittoria straordinaria. Per evitare il referendum si è fatto come abbiamo detto noi. E adesso sicuramente considereranno la nostra carta dei diritti sul  lavoro, che ha raccolto milioni di firme.

Il corifeo proletario:
Certo che la paura di votare fa 90 però attenzione, vigiliamo perché questi so’ imbroglioni. Sono capaci di rimettere i  voucher, magari nascosti in un’altra legge con un altro nome, non facciamoci pijà pe’ culo.

Il coro:
Compagno  rilassati!      Noi staremo attenti poi c’è l’art. 75 della Costituzione che scongiura questo pericolo.

Atto Quinto 

Il coro:
Il governo vuole reintrodurre i voucher nella manovrina. Non si può mortificare così il diritto democratico dei cittadini.  Hanno  impedito  di votare un referendum finalizzato ad  abolire i buoni lavoro, facendo finta di toglierli, per poi rimetterli  con dispotica arroganza dentro una legge di bilancio. Tutto ciò è intollerabile. Compagni il 17 giugno tutti in piazza per bloccare  il reinserimento dei voucher! Bisogna difendere la Democrazia e la Costituzione.

Il corifeo proletario:
Finalmente era ora! . Certo che siete de' coccio. Non si va in piazza in difesa della scuola pubblica, non si va in piazza quando regalano ai padroni soldi e potere di licenziamento libero, adesso  che c’hanno nascosto i voucher, per evitare le urne, e poi ce l’hanno rimessi,  finalmente  si decide di  protestare come si deve. Non potevamo pensarci   prima?  Una volta ci si sollevava contro l’ingiustizia sociale, oggi  per farci incazzare ci devono proprio  prendere per il culo. E certo se ti prendono per il culo che fai ti stai zitto? Allora andiamo tutti in piazza a Roma il 17 giugno prossimo!!!!

Il coro:
Giusto compagno protestiamo, urliamo forte e chiaro che non possono prenderci in giro tutti a Roma! tutti a Roma!

Il corifeo proletario:
Bene compagni, non facciamo prenderci in giro andiamo a Roma……Oh compagni ma dopo tutta sta storia cominciata con la buona scuola e finita coi voucher, non è che siete proprio voi a pijacce pe’ culo?  Come diceva il sommo politico a sospettare si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Comunque compagni  miei il 17 giugno tutti in piazza,  ma attenti a pararvi   il sedere dai cetrioli amici.