COMUNICATO STAMPA di BAOBAB EXPERIENCE
Da venerdì scorso, 150 migranti di Piazzale Spadolini stanno
violando il lockdown notturno; stanno venendo meno alle regole di pubblica
sicurezza, contro la propria volontà e intenzione dal momento che, chiaramente,
dovrebbero e vorrebbero trovare l'accoglienza a cui hanno diritto.
Durante un'assemblea al presidio informale di Piazzale
Spadolini, volontar* e migrant* di Baobab Experience hanno compilato i moduli
di autocertificazione, in una azione che per i senza fissa dimora non può che
avere un valore eminentemente dimostrativo: l'obbligo di attestare le ragioni
della presenza in strada, di chi alla strada è costretto, dovrebbe competere
alle amministrazioni responsabili di questo abbandono.
In un esposto, consultabile qui, il terzo dall'inizio dell'emergenza
sanitaria, l'Associazione ha oggi, nuovamente, richiamato l'attenzione delle
Autorità competenti sulla condizione drammatica in cui versa il sistema di
accoglienza della Capitale, chiedendo la predisposizione di alloggi che
garantiscano il rispetto dei diritti e consentano il contenimento del contagio.
Dall'inizio dell'emergenza sanitaria, sono state più di 100
le domande di accoglienza presentate al Comune di Roma, all'Ufficio Immigrazione
e al Servizio Centrale, dal team legale di Baobab Experience.
Neppure un terzo delle persone indicate ha ottenuto un posto
dove dormire.
Gli altri ancora attendono e ad aspettare ci sono molti dei
migranti che durante l'operazione del 15 ottobre, sarebbero stati - come
riportato dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi, sulla sua pagina Facebook -
"presi in carico in modo da essere avviati verso adeguati percorsi di
inclusione". Diversamente da quanto dichiarato, questi giovani uomini,
dopo essere stati portati via a fini identificativi, nonostante in possesso
della documentazione cartacea rilasciata dalla Questura di Roma a comprovare il
regolare soggiorno, sono stati riabbandonati in strada, dove hanno ricominciato
ad aspettare.
Assieme a loro, attendono, tra gli altri, una famiglia di
sei persone di cui tre con gravi problemi di salute, una persona ipovedente e
ipoudente, un uomo che è stato sottoposto a molteplici interventi chirurgici e
che soffre tuttora di problemi di deambulazione, una ragazza con una importante
malattia autoimmune, un ragazzo che viene rifiutato dal circuito istituzionale
dell'accoglienza perché nella sua drammatica storia ha tentato di togliersi la
vita...Sono tutti rifugiati le cui domande di accoglienza rimangono pendenti,
nonostante le quotidiane sollecitazioni.
L'accoglienza a Roma è letteralmente interrotta e il sistema
non è in grado di assorbire neppure i casi più vulnerabili. Con la scusa del
Covid, che al contrario avrebbe dovuto costituire una spinta ulteriore alla
messa in sicurezza dei senza fissa dimora, il Comune ha abbandonato in strada
persino le fragilità.
Risulta che nella Capitale siano disponibili, per i
senzatetto, meno di 800 posti, da poco ulteriormente ridotti per le chiusure
dei piani emergenziali.
I senza fissa dimora nella città di Roma sono pero' oltre
8.000.
La Sala Operativa Sociale del Comune di Roma è ormai una
entità fumosa, frustrante persino per gli operatori che vi lavorano. La
risposta a ogni segnalazione è standard: "non ci sono posti".
La situazione è così grave e preoccupante che Baobab
Experience si è sentita investita della responsabilità di affiancare all'azione
di segnalazione dei casi e pressione per l'accoglienza, l'identificazione e il
pagamento di alloggi per le persone che versano in condizioni di maggiore
difficoltà, attivando percorsi di tutela e inclusione.
Infine, due domande:
1) se una realtà come Baobab Experience, una associazione di
semplici volontarie e volontari, che vive di donazioni e solidarietà, riesce a
restituire dignità e a garantire un tetto a queste persone, perché non puo'
farlo un'amministrazione dotata di dipartimenti, uffici, personale e risorse
economiche appositamente dedicati all'accoglienza e all'inclusione sociale?
2) se il sistema è saturo e imbrigliato in questo modo in
condizioni di relativa ordinarietà, se già ora non è in grado di accogliere
neppure quegli individui che in strada sono a rischio vita, come si pensa di
gestire l'emergenza covid che si profila sempre più drammatica?
#iovorreirestareacasa
* il virgolettato fa riferimento al post pubblicato da
Virginia Raggi sulla sua pagina Facebook, il giorno 15 ottobre 2020, a cui è
seguita replica di Baobab Experience