Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 18 novembre 2013

VENDOLA SI DIMETTA, LANDINI CHIEDA SCUSA

Libera TV



Il portavoce di Ross@ Giorgio Cremaschi , che per anni ha seguito la siderurgia alla FIOM, commenta la registrazione della conversazione tra il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed Archinà che nel 2010 svolgeva incarichi per l'ILVA di Taranto.
Secondo Cremaschi Vendola dovrebbe dimettersi perchè ha tradito il suo stesso popolo.
Anche Landini, secondo Cremaschi, dovrebbe chiedere scusa per aver allontanato alcuni dirigenti FIOM di Taranto che erano la punta di diamantedelle lotte contro i Riva ed i loro interessi.


Se me lo dicevi prima! Ma io l'avevo detto...prima

Luciano Graneri


"Vince Matteo Renzi,
perdere le primarie al ballottaggio,  con una differenza esigua dal segretario , consente all’ex rottamatore, sindaco di Firenze, di sedersi sulla riva del fiume ad aspettare  il cadavere di Bersani e di quel che resta della sua nomenklatura . Mettere la faccia sui provvedimenti che il prossimo governo  dovrà adottare per rispettare i trattati europei e la spending review, sarà quanto meno impopolare. Il prossimo presidente del consiglio dovrà fronteggiare un conflitto sociale sempre crescente dove l’aiuto anestetizzante dei sindacati amici sarà sempre meno efficace e dove le colpe  saranno tutte politiche senza l’alibi dei tecnici. E quando Bersani, probabile prossimo premier, avrà la faccia abbondantemente sfregiata dalla responsabilità di avere a sua volta affamato il popolo, Matteo Renzi,   forte di un peso politico  solido basato sul   consenso  costruito in  queste primarie ,   potrà accrescere ulteriormente  il suo carisma  speculando sui  prossimi  inevitabili fallimenti del suo segretario e  sarà pronto a compiere l’opera di rottamazione.  Il prossimo leader del Pd sarà indiscutibilmente lui,  senza se, senza ma e senza primarie,  acclamato da una base logorata  e  stanca di vedere sempre le stesse facce. Il tutto con un ulteriore slittamento verso destra del futuro Pd."
Luciano Granieri in un frammento  del post  PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA. CHI VINCE E CHI PERDE  scritto il 26 novembre del 2012.

Questo era quanto scrissi  all’indomani delle primarie per la scelta del   candidato premier del centro sinistra.   Le cose  stanno realmente andando come   avevo ipotizzato  . L’unica differenza è che il logoramento di Bersani impegnato nel rigoroso rispetto delle politiche di austerity imposte dall’Europa, non è avvenuto. Ciò che è accaduto, il sacrificio del candidato premier, sull’altare delle larghe intese,  non poteva essere previsto neanche dal più scaltro dei notisti politici,  neanche  da mago Merlino e maga Magò stretti uniti in una larga intesa esoterica. 

Nessuno avrebbe potuto mai credere allo scempio che i vertici del Pd hanno causato presso il proprio elettorato, violando addirittura la sacralità delle primarie visto che il candidato premier scelto dal popolo dei democratici, pur avendo vinto le elezioni, non  è stato nominato presidente del consiglio.  

Al di là delle modalità,  comunque, resta il risultato incontrovertibile che Matteo Renzi è ora l’incontrastato capo del Pd. E’ impensabile che l’esito    delle primarie  ai gazebo dell’8 dicembre possa sovvertire il responso determinato dalle  consultazioni degli iscritti. Anzi è probabile che le votazioni aperte anche ai non iscritti, concorrano ulteriormente a decretare un’investitura plebiscitaria. 

Ecco dunque stagliarsi all’orizzonte la riproposizione di una nuova democrazia cristiana in salsa riformista.   Non   mi soffermerei più di tanto a disquisire su chi fra Renzi e D’Alema sia più responsabile della distruzione della sinistra. L’operazione dissolvimento, ad essere generosi, era iniziata già dal 1978, con il compromesso storico e la  vittoria dei colletti bianchi alla Fiat  .  nell’ottobre  del 1979 . Dall’inizio di quella controrivoluzione già il Pci si stava staccando dal proprio blocco sociale. 

Ma torniamo alle quisquilie.   Di queste vicende serie e determinanti per  i destini della classe operaia e di tutto il proletariato,  né Renzi  né D’Alema sono esaustivamente edotti (eufemismo per non dire ignoranti). I detrattori di Renzi  accusano l’ex sindaco di Firenze di essere un animale da TV, un fenomeno mediatico, ma senza una proposta politica  definita. Mi permetto di dissentire. 

Nel seguire, un po’ ai margini le questioni relative alle primarie per il premier due anni fa e per il segretario del Pd oggi, ho constatato che Renzi alcune idee ce l’ha e non sono rassicuranti per i cittadini. A parte la impresentabili frequentazioni con gentaglia tipo Briatore, e Davide Serra il finanziere squalo del fondo Algebris, dai programmi predisposti da Renzi per la candidatura alle varie primarie emerge quanto segue: l’apprezzamento della legge Fornero sulle pensioni, salvo il piccolo incidente sugli esodati, l’allungamento dell’età pensionabile da una parte, dall’altra la rottamazione dei vecchi per far posto ai giovani. Un pensiero un po’ contorto mi sembra. 

Inoltre è paternità dei renziani l’emendamento presentato in parlamento alla legge di stabilità   poi ritirato, dopo urla e strepiti della segreteria,  che ricalcava in fotocopia la proposta del Pdl, di svendere le spiagge ai privati.  Tirando le fila. Il prossimo segretario del Pd, è uno che se la fa con la peggiore feccia della classe imprenditoriale e finanziaria, è fautore di  un sistema previdenziale selvaggio sulla falsa riga della devastazione  sociale prodotta dalla Fornero, è pronto a svendere il patrimonio artistico e culturale ai facoltosi privati amici suoi. E’ questo il segretario che vogliono quello del Pd? Contenti loro….   Sentite cosa dice Piero D’Alessandri  in rappresentanza della corrente renziana, nel corso di un’intervista  effettuata il 6 ottobre 2012 nel corso della campagna per le primarie.  



Per par condicio proponiamo anche un’intervento di Pippo Civati, terzo classificato, alla corsa per la segreteria nella consultazione fra gli iscritti del partito. 


Ed ecco di seguito i risultati delle primarie nella provincia di Frosinone. Ringraziamo il giornalista Igor Traboni per il prezioso contributo:

Risultati Pd provincia di Frosinone - Renzi: 110% Cuperlo 120% Civati 70%, quell'altro 150%. Totale = 450% (mancano ancora i voti dei 720mila tesserati di Ripi e dei 645mila di Ferentino)

domenica 17 novembre 2013

Basta con la persecuzione contro gli “immigrati clandestini”!

Segretariato della Lit-Quarta Internazionale


In quest'ultimo mese, il tema degli “immigrati clandestini” è tornato ad essere al centro dell’attenzione della stampa internazionale. Ai primi d’ottobre, più di 300 immigrati africani, per la maggior parte provenienti da Eritrea e Somalia, sono morti affogati a 500 metri dalla costa dell'isola italiana di Lampedusa, a causa dell'incendio e del naufragio del barcone con il quale tentavano di raggiungere il territorio italiano.
Pochi giorni più tardi Leonarda Dibrani, una ragazza rom di quindici anni, di origine kosovara, è stato arrestata, per ordine del sindaco, dalla polizia di Levier (Francia), dove risiedeva da cinque anni, ed espulsa dal Paese con la sua famiglia il giorno successivo. Vale la pena ricordare che ci sono state manifestazioni degli studenti delle scuole superiori che chiedevano il suo ritorno in Francia.
Anche se con un minore impatto sulla stampa, nello stesso periodo, è uscita la notizia che il governo russo di Putin avrebbe mantenuto la sua durissima legislazione contro gli immigrati illegali e avrebbe realizzato rastrellamenti nelle grandi città per arrestarli. La stessa notizia riferiva che, in poche settimane, si è arrivati a più di 4.600 detenuti.
L'“emergenza umanitaria”
Il tema della cosiddetta “immigrazione clandestina” ci mostra uno degli aspetti più sinistri e inumani del capitalismo, acutizzato all'estremo dalla crisi economica internazionale.
È un problema che ha due facce. La prima inizia con la domanda su cos'è che porta milioni di persone a lasciare il loro Paese, rischiando la vita in viaggi pericolosissimi (molte volte nelle mani di crudeli trafficanti di persone) per poi ottenere, nel migliore dei casi, una vita semi-clandestina di super-sfruttamento.
Per quanto riguarda l'Africa, la risposta a questa domanda ce la fornisce Moustapha Wagne, immigrato senegalese stabilito in Italia, attualmente responsabile nazionale del sindacato Cub Immigrazione e responsabile della Commissione Lavoro Immigrati del Pdac: "Le masse popolari soffrono. Le politiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale hanno massacrato le terre, la pesca, l'agricoltura delle popolazioni dell'Africa, con la collaborazione dei governi locali...Hanno creato una situazione di continua emergenza umanitaria".
In Africa, il 66% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno (598 su 906 milioni di abitanti) e circa 31,1 milioni di persone affrontano la fame, principalmente in Eritrea, Etiopia, Mali, Niger, Somalia, Sudan, Uganda, Zambia e Zimbabwe. L'“emergenza umanitaria” fa sì che questa emigrazione sia la loro unica alternativa per sopravvivere. La stampa europea segnala che più di 30.000 immigrati illegali sono arrivati per mare nel continente, dall'Africa, tra gennaio e settembre di quest'anno.
È la stessa situazione che li porta a correre grandi rischi e ad affrontare le persecuzioni. Si stima che di dieci persone, che partono dalla loro terra africana, solo tre riescono ad arrivare in Europa. Secondo il blog Fortress Europe, cercando di attraversare il Mediterraneo in fuga dalla povertà e dalle guerre nei loro Paesi, almeno 19.142 persone sono morte affogate, dal 1988. Inoltre, solo una settimana dopo la catastrofe di Lampedusa, c'è stato un altro tragico naufragio nel golfo di Sicilia.
Una necessità dell'imperialismo
Le migrazioni di massa dai Paesi poveri verso i centri imperialisti sono un fenomeno generato dallo stesso sistema capitalista. In realtà, è un processo imprescindibile per il suo funzionamento. Si stima che, a livello mondiale, ci sono oltre 200 milioni di emigranti – immigrati.
Ad un polo del processo, la povertà, la miseria e la fame che il saccheggio imperialista provoca nei Paesi colonizzati fanno sì che a milioni prendano la via dell'emigrazione. Nel caso dell'America Latina, molte volte, l'unica alternativa è di emigrare negli Usa, cercare di ottenere un lavoro in quel Paese e, con grandi sacrifici, mandare i soldi alla propria famiglia nel Paese di origine. Per quelle famiglie questo denaro rappresenta, in molti casi, la differenza tra poter mangiare o morire di fame.
Inoltre si produce un’emigrazione verso i Paesi un po' più sviluppati come quella dei paraguayani e dei boliviani che emigrano in Brasile e Argentina e dei nicaraguensi che vanno in El Salvador o in Costa Rica.
Un grande affare
Le borghesie dei Paesi espulsori di popolazione sono complici di questo processo. Da un lato, permettono il saccheggio coloniale che genera la povertà, la miseria e la fame. Dall'altro, ottengono un doppio beneficio.
In primo luogo, se ne servono come “valvola di sfogo” per alleviare la pressione demografica e la disoccupazione nei loro Paesi. In secondo luogo, le rimesse di denaro degli emigrati alle loro famiglie si trasformano in un importante fonte di reddito per il Paese. Il Messico riceve 20miliardi di dollari (superato solo dall'India per quantità di entrate per questo motivo). In altri Paesi, come El Salvador, la Repubblica Dominicana o l'Ecuador, queste entrate rappresentano percentuali sempre più elevate di Pil nazionale e sono fondamentali per le loro economie. Nel caso africano è stato stimato che il Senegal, con 620.000 immigrati, ottiene circa il 2% del suo Pil dalle rimesse dall'estero. Ora anche questi governi sono complici nella persecuzione. Alcuni anni fa, il ministro dell'Interno del Senegal, Ousmane Ngom, arrivò al colmo di lamentarsi che l'Unione Europea non gli aveva inviato il denaro né le navi per realizzare il pattugliamento delle coste e impedire il deflusso di emigranti.
All'altro polo del processo, attraverso l’immigrazione, la borghesia imperialista ha a disposizione un numeroso “esercito industriale di riserva”: manodopera a basso costo per svolgere i peggiori lavori nei servizi, nell'industria e nell'agricoltura, con lavoratori che hanno molte poche possibilità di organizzarsi e lottare. Questo permette alle borghesie imperialiste di ridurre la massa totale dei salari pagati nei Paesi imperialisti e migliorare il saggio medio di profitto.
La crisi economica e la persecuzione degli immigrati come criminali
Sebbene sia sempre esistita una legislazione persecutoria, nelle epoche di crescita economica (come nel boom del secondo dopoguerra o il recente periodo espansivo 2002-2007) questa immigrazione è tollerata e persino incoraggiata, anche se gli immigrati sono sempre oggetto di discriminazione. Come abbiamo segnalato, l'imperialismo usa gli immigrati come un numeroso “esercito industriale di riserva”.
Ma, nel progredire della crisi economica internazionale e con l’aumento enorme della disoccupazione nei Paesi imperialisti stessi, è cominciato un processo di attacco ancor più forte agli immigrati. Da un lato, tornano a risuonare i discorsi xenofobi contro quelli che “rubano” il lavoro ai nativi e, per questo, sarebbero responsabili della disoccupazione. Discorso che i raggruppamenti più a destra, come la Lega Nord in Italia e il Fronte Nazionale francese, o direttamente fascisti, come Alba Dorata in Grecia, amplificano all'estremo. Molti lavoratori immigrati disoccupati sono arrestati in base alle leggi vigenti e i governi e la destra fanno una campagna che cerca di deviare la rabbia dei lavoratori contro la disoccupazione e la crisi dai loro veri nemici (il capitalismo, i padroni e i governi) verso gli immigrati.
Dall'altro lato, ci sono leggi che criminalizzano i “senza documenti” e perfino quelli che li aiutano. Una legislazione che già ha avuto conseguenze mortali: nella recente catastrofe di Lampedusa tre pescherecci hanno assistito alla tragedia e non hanno fatto nulla per aiutare i naufraghi, forse per paura di essere accusati, come già è successo, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Prima erano tollerati come manodopera a basso costo, ora i governi dell'Ue non esitano a condannarli a morte.
Senza arrivare a questi estremi, tutta la legislazione è restrittiva e persecutoria. Come la legge Bossi-Fini (approvata nel 2002, in Italia, come continuazione della legge Turco-Napolitano approvata nel 1998 dal centrosinistra con l'appoggio di Rifondazione Comunista) che limita la concessione di visti e permessi di soggiorno a coloro i quali hanno un contratto di lavoro, autorizzando ad espellere gli altri. Sono queste leggi che hanno aperto i centri di detenzione per gli immigrati “clandestini”, veri campi di concentramento dei quali oggi ne esistono 15 in Italia, e in cui sono frequenti scene di rivolte, fughe di massa e manifestazioni contrarie, come è successo in Puglia e Sicilia.
Oppure come la nuova legislazione che propone Obama, che sottomette gli “immigrati illegali” a un lungo e costosissimo processo di legalizzazione (senza garanzie di ottenere la residenza), mentre continua ad espellere i nuovi immigrati che entrano e rafforza la guardia armata della frontiera con il Messico. In altre parole, una condanna permanente alla clandestinità, alla mancanza di difese e alle peggiori condizioni di sfruttamento.
E' necessaria una lotta internazionale unificata
La cosa peggiore di tutto ciò, è che settori importanti delle burocrazie sindacali dei Paesi imperialisti diventano complici di questa realtà e della politica delle loro borghesie. Da un lato, facendo eco alle campagne contro gli immigrati. Dall'altro, rifiutandosi di assumere la difesa dei settori più sfruttati della classe operaia nei loro Paesi.
Ma non possiamo rimanere passivi davanti a questa criminale persecuzione nella quale il capitalismo mostra il suo volto peggiore. È imprescindibile organizzare una grande lotta per farla finita immediatamente con essa.
Dobbiamo lottare, da un lato, per l'abrogazione immediata della legislazione persecutoria. Dall'altro, per la legalizzazione immediata (“permesso per tutti”) di quelli che sono già immigrati illegali. Infine, per l'eliminazione dei funesti “visti di residenza” e per l'autorizzazione di ingresso senza restrizioni di coloro i quali vogliono stabilirsi in un altro Paese.
Facciamo appello, in primo luogo, a dare impulso e a condurre questa campagna alle organizzazioni di immigrati e ai sindacati combattivi (specialmente dell'Europa occidentale e degli Usa). Un primo passo in questo senso potrebbe essere un primo incontro che definisca i meccanismi di coordinazione e le iniziative per svilupparla. Per esempio, la realizzazione di una giornata internazionale di lotta. Ma è necessario anche esigere da tutti i sindacati, dai partiti che si proclamano democratici e dalle organizzazioni per i diritti umani che aderiscano e partecipino ad essa.
La terribile situazione degli “immigrati clandestini” non ammette ritardi in questo compito. Mettiamoci al lavoro!
(traduzione dallo spagnolo di Giovanni "Ivan" Alberotanza)


Legge di stabilità: il ddl Carrozza e le larghe intese contro la democrazia scolastica

Marina Boscaino

Un paio di giorni fa è circolata la purtroppo credibile notizia che, durante il Consiglio dei Ministri della scorsa settimana, sarebbe stata rinviata l’approvazione di un incredibile disegno di legge sulla scuola, a causa della sua complessità. Il provvedimento aggredisce non solo alcuni punti fondamentali per la scuola – stato giuridico, salari, riforma degli organi collegiali – ma al tempo stesso alcuni tra i temi più caldi e più dibattuti degli ultimi anni. Il provvedimento dovrebbe essere presentato – nelle previsioni del governo – come collegato alla legge di Stabilità; vale a dire in cavalleria, senza dibattito parlamentare e senza particolare informazione delle parti interessate: lavoratori della scuola, studenti, famiglie.
Oggi abbiamo in mano il testo. Ed è molto peggio di quanto potessimo immaginare. Si tratta di una vera e propria delega in bianco al governo di ciò che si vorrà fare della scuole nei prossimi anni. Si tratta di un documento di evidente estrazione burocratica: i brontosauri del Miur, gli uomini ottimi per ogni stagione, quelli che si sono riciclati governo dopo governo, avevano forse premura di approfittare dell’evidente disinformazione di un ministro che con la scuola non ha mai avuto a che fare, e che non fa mistero di ciò. Le hanno proposto dunque un testo e una procedura che si configurano come un  vero e proprio golpe, interpretando in modo fedele l’idea aziendalistica fortemente sostenuta dal Pd a tutti i livelli.
Questi i temi, come enumerati dal testo:
1) riforma organica del reclutamento del personale docente, che garantisca la tutela delle diversa categorie di soggetti abilitati, mantenga l’equilibrio tra le assunzioni per concorso e gli scorrimenti di graduatoria, fermo restando il rigoroso rispetto del principio del merito, e consenta lo smaltimento del precariato, anche attraverso il ricorso al corso-concorso per l’accesso all’insegnamento presso le istituzioni scolastiche;
2) organi collegiali della scuola, con mantenimento delle sole funzioni consultive e superamento di quelle in materia di stato giuridico del personale e di quelle rientranti nelle materia di competenza regionale;
3) reti di scuole, con la definizione dei compiti, degli incentivi e delle forme di coordinamento;
4) procedimenti relativi allo stato giuridico e al trattamento economico del personale della scuola, con il superamento delle disparità di trattamento e la precisa definizione dei rapporti tra le diverse fonti di disciplina pubblicistica e negoziale;
5) contabilità delle istituzioni scolastiche;
6) disciplina giuridica degli altri soggetti riconosciuti dall’ordinamento vigente in materia di istruzione e formazione;
7) organizzazione delle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica e stato giuridico del relativo personale docente.
Non voglio soffermarmi qui sugli altri punti di questo progetto, ricordando tuttavia che il blocco di salari e contratti verrà confermato dalla stessa legge di Stabilità. Ciò che mi interessa soprattutto sottolineare è la spregiudicata ed impudica determinazione di riproporre – in chiave nemmeno tanto edulcorata – l’indecenza della Aprea Ghizzoni, se solo si legga il passaggio destinato agli organi collegiali: 2) organi collegiali della scuola, con mantenimento delle sole funzioni consultive e superamento di quelle in materia di stato giuridico del personale e di quelle rientranti nelle materia di competenza regionale.
Ridurre le attuali funzioni a “consultive” significa esautorare tutti gli organi collegiali della scuola di qualsivoglia potere; e convogliare ogni facoltà decisionale su qualsiasi materia nelle mani del solo dirigente scolastico e della linea di comando a cui il medesimo fa riferimento. Vuol dire determinare in maniera oggettiva ed irreversibile la frantumazione dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, individuando tanti stili, tante condotte, tante modalità quanti sono gli istituti scolastici. Vuol dire aver intercettato e strumentalizzare in maniera manipolatoria ed irresponsabile la crisi identitaria della classe docente nel nostro Paese, inaugurando l’inizio di una deriva (contraria all’interesse generale) che molti insegnanti – demotivati, delusi, incompetenti o civicamente inerti – asseconderebbero volentieri.
Vuol dire aprire porte e finestre a qualsiasi incursione di interessi particolari all’interno degli istituti, con conseguenti condizionamenti, consegnando definitivamente la scuola a una prospettiva di subalternità alle esigenze di un mercato e di un mercato del lavoro che vogliono che siano “sfornati” soggetti incapaci di prestare attenzione ai propri diritti. Vuol dire destituire di qualsiasi credibilità il senso dell’autonomia scolastica costituzionalmente disegnata, che dovrebbe coincidere con la libertà di insegnamento. Vuol dire, insomma, eliminare qualsiasi spazio di democrazia e di partecipazione all’interno della scuola, privandola per sempre di pensiero divergente, pluralismo, laicità. Privare, cioè, la scuola dello Stato della scuola della Costituzione, della scuola della Repubblica.
Lacrime di coccodrillo stanno già circolando in rete. Si ricorda, per chi avesse la memoria corta o fosse stato semplicemente poco attento, che il 16 dicembre dello scorso anno il Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione ha presentato un articolato alternativo alla Aprea Ghizzoni, che la gran parte del mondo della scuola e del mondo politico non hanno ritenuto di considerare, forse ingenuamente pensando che fosse bastata la mobilitazione (in condizioni preelettorali) contro le 24 ore e il Pdl 953 per riportare tutti a più miti consigli.


Evidentemente non è stato così.

sabato 16 novembre 2013

E' il "porcellum" la causa di tutti i mali?

Luciano Granieri



Nel tramestio insulso e confusionario di un parlamento diviso per bande, fra un rinvio e l’altro di un governo  inconcludente  sorretto dall’azionista di maggioranza,  Napolitano,  e gli azionisti di minoranza,  le già citate bande,  si ergono maestosi alcuni capisaldi osannati da tutti. Principi incontrovertibili  che è vietato contestare, pena il rischio di essere trattato da pericoloso terrorista. Si da il caso che i suddetti precetti, venerati dagli azionisti sia di maggioranza che di minoranza non vengano mai realizzati. Ma non è la capacità o meno di dar seguito a certi propositi, così unanimemente condivisi, quanto il merito di tali postulati, che a mio parere è del tutto opinabile. Come è detestabile il modo con cui questi siano stati elevati a luoghi comuni  necessari esclusivamente a legittimare la necessità della sopravvivenza di un governo, inetto e immobile.

Il principio unico che racchiude tali incontestabili postulati è la necessità delle riforme, in primis  l’urgenza di modifica della legge elettorale. Ecco il primo grande totem. E’ indubbio che il porcellum sia un sistema da  rigettare , ma non perché , come sostengono tutti, non dà la possibilità ai cittadini di eleggere  i propri rappresentanti, nominati dai partiti. Non è questo lo scandalo! Perché in un sistema di collegi uninominali i candidati chi li sceglie se non i partiti stessi?  Chi    deve essere eletto viene inserito    in un collegio così detto sicuro, per cui alla fine della fiera, anche con questa finta botta di democrazia ad occupare lo scranno ci va comunque chi  decide il partito. 

Altro tormentone, quello che sta rendendo Renzi popolarissimo, riguarda la certezza della vittoria. Con  il sistema elettorale  basato sulle  elezioni comunali già  il giorno dopo lo scrutinio si sa chi ha vinto.    Ma  è sufficiente sapere chi ha vinto in modo così rapido?    Mica siamo in un agenzia di scommesse in cui si deve  conoscere subito il vincitore ,       magari se si è imposto con un over,  o con un under.   E’ importante sapere chi ha vinto per fare che cosa . Dovrebbero essere le cose da fare e non chi le fa    al  centro  della questione. 

Lo scandalo vero  del porcellum è il premio di maggioranza. Ed è una piaga questa che affligge molti altri sistemi elettorali.   Il premio di maggioranza viola il principio di eguaglianza dei cittadini. Questo infatti  conferisce un peso maggiore al voto di quegli elettori che si sono espressi per gli schieramenti che hanno ottenuto il premio. Nell’ultima  tornata elettorale  la questione emerge con chiarezza alla Camera (al Senato  grazie al complicato sistema di attribuzione del premio su base regionale la faccenda è ingarbugliata) , in cui Pd e Sel con poco meno del 30% dei consensi hanno conseguito una larga maggioranza. Considerato che un elettore su quattro si è astenuto, come può essere legittimata una maggioranza eletta  solo   da un elettore su quattro? 

Si tira in ballo la storia della governabilità, della stabilità di governo. Ripeto la domanda: governabilità per fare che?   Ricordo   che la tanto sbandierata governabilità non è garantita neanche quando in Parlamento regna una maggioranza bulgara. Nell’ultimo governo targato Pdl, la maggioranza era netta sia  alla camera che al senato, eppure Berlusconi, dopo la ribellione di Fini, è stato costretto al mercato delle vacche per mantenere in piedi il suo governo,  solo la compravendita di deputati e senatori, agevolata dai temporeggiamenti di Napolitano,  ha garantito la governabilità di un esecutivo devastante per il nostro Paese. 

Qui si innesta un altro luogo comune, cavallo di battaglia delle truppe penta stellate: il vincolo di mandato che si vorrebbe imporre per impedire che un parlamentare passi armi e bagagli allo schieramento opposto. Personalmente sono d’accordo con i padri costituenti, i quali avevano previsto la libertà, per un eletto, di cambiare schieramento. Un Senatore e un Deputato devono essere liberi di poter scegliere il cambiamento di sponda, qualora non ritenessero l’operato del proprio partito non più  rispondente al programma proposto agli elettori per ottenere il consenso.  Certo quando a provocare il cambio di campo sono sostanziose prebende, la questione assume tutt’altro aspetto. Ma in questi casi il vincolo di mandato non c’entra nulla, c’entra invece e molto l’onorabilità del Parlamentare. 

I padri costituenti, hanno pensato e scritto la  Costituzione dando per scontato che i destinatari fossero persone per bene e non venduti corrotti. Ed ecco che alla fine ci siamo arrivati al nocciolo del problema. La governabilità non è assicurata dal sistema elettorale. Detta grossolanamente, in un sistema maggioritario  i partiti si accordano    prima delle elezioni convergendo in coalizioni,  nel proporzionale    la trattativa avviene dopo il voto. Sempre e comunque si deve dialogare, mediare. Ora, e qui ripropongo il tormentone,  dialogare e mediare per fare che? Per risolvere i problemi dei cittadini, o per mantenere in piedi i propri elefantiaci e costosissimi apparati?  Infatti nel primo caso ci troveremmo di fronte a dirigenti responsabili, brave persone, che alla fine comunque riuscirebbero a trovare delle soluzioni in favore dei cittadini , nel secondo caso, invece un accordo sarebbe irraggiungibile perché gli interessi di bottega non sono mai destinati a conciliarsi fra di loro. Ecco,  il problema della governabilità sta tutto qui. Non c’entra il sistema elettorale, c’entra se in parlamento siedono brave persone o no. 

Piuttosto in una ipotetica riforma elettorale  vedrei bene l’adozione di  un quorum come nei referendum. Un risultato  elettorale è valido se conseguito con una percentuale di votanti non inferiore al 60% degli aventi diritto. Al di sotto di questa soglia chi vince,  non  avendo  la fiducia della maggioranza dei cittadini, non è legittimato a governare . In questo caso  tutti i candidati dovranno essere rimossi  e interdetti  a ripresentarsi. Si ripeteranno le elezioni con nuovi candidati. Si creerebbe il caos? Meglio il caos che questa melma. Del resto in Belgio sono stati per diverso tempo senza un governo vivendo tutti felici e contenti.  


Bambini super vaccinati

Associazione Mamme Colleferro



 Il  9 Novembre scorso si è tenuta, presso il Comune di Colleferro, la conferenza "BAMBINI SUPERVACCINATI: SAPERNE DI PIU' PER UNA SCELTA LIBERA E CONSAPEVOLE", organizzata dall'Associazione Mamme Colleferro con la partecipazione del Pediatra Dott.Maurizio Conte (Associazione Medici per l'Ambiente) e dell'Avvocato Roberto Mastalia, esperto di danni da vaccino.

Ha suscitato profonda indignazione tra il pubblico, costituito da molti genitori, alcuni dei quali di bambini danneggiati, l’inconcepibile assenza di tutti i medici dell’Ospedale e della Asl di Colleferro, più volte invitati a partecipare al dibattito che avrebbe potuto essere una giusta occasione di confronto in un contraddittorio sul delicato tema dei vaccini. Va segnalato che l’affissione stessa delle locandine è stata osteggiata dalla ASL e consentita solo il giorno precedente l’evento, non permettendo la piena e libera diffusione dell'iniziativa e che l’assenza del personale sanitario non è stata una nostra scelta ma della Azienda Sanitaria Locale.

La Conferenza è stata ricca di contenuti scientifici puntuali, verificabili e aggiornati. Dati preziosi omessi dall'informazione corrente che non si preoccupa nemmeno di fornire la notizia più evidente e cioè che nell'Esavalente praticata nei bambini di due mesi ci sono 2 vaccini facoltativi insieme ai 4 obbligatori che, senza alcuna legge dello Stato, si è imposta come somministrazione ufficiale.

Il Dott. Conte, basandosi su dati e ricerche  autorevoli, ha analizzato il contenuto dei vaccini e la loro tossicità da cui scaturisce una grave alterazione del sistema immunitario nonché  una parziale e illusoria immunizzazione nei riguardi di gravi patologie invasive come le meningiti e le polmoniti. Il suo intervento si è focalizzato sul confronto rischio/beneficio di una pratica imposta per legge in maniera indiscriminata, la cui utilità rimane fortemente dubbia  vista l'attuale condizione sanitaria, igienica, sociale e culturale del nostro Paese, dove da decenni le malattie per cui si vaccina sono scomparse soprattutto grazie a migliori condizioni igieniche ed alimentari piuttosto che alle vaccinazioni in sé. Finalmente è stata anche smentita la notizia che il continuo afflusso di extracomunitari faciliti la ricomparsa di  malattie  da anni assenti in Italia.


 Molto è stato detto sui danni causati dai vaccini, danni non riconosciuti come tali dalla maggior parte dei medici, anche davanti all'evidenza, nonostante una legge italiana (Legge 210/92 di cui si omette la diffusione) ne riconosca l'esistenza. Danni che potrebbero essere ridotti notevolmente riconoscendo le prime reazioni avverse ai vaccini o posticipando la pratica vaccinale. Sarebbe inoltre utile una vaccinazione personalizzata dopo un'accurata anamnesi  e dopo esami ematochimici ad hoc (che ogni medico pediatra di coscienza dovrebbe consigliare).

Il Dott.Mastalia ha diretto il suo intervento con un nutritissimo quanto aggiornato materiale di ricerca, soffermandosi sugli interessi dell'industria farmaceutica che, controllando gran parte della ricerca medica, tende a minimizzare i danni alla salute dei vaccini praticati a livello di massa.

Ha operato un confronto giuridico tra l'Italia e la maggior parte delle Nazioni europee e mondiali dove la pratica vaccinale è solo RACCOMANDATA  e NON OBBLIGATORIA,  mentre in alcune regioni italiane tale obbligo è stato SOSPESO.

Esperto legale di danni da vaccino, ha infine parlato di difesa del diritto al riconoscimento del danno poiché lo Stato che obbliga è il primo ad abbandonare le famiglie con il loro carico di dolore e di spese mediche quando purtroppo il danno è fatto…

La conferenza si è conclusa con un  dibattito molto partecipato del pubblico che ha ricevuto un VADEMECUM promosso dall'Associazione Mamme Colleferro su cosa fare quando arriva la lettera di convocazione della ASL locale ai Vaccini. Documento che l'Associazione è pronta a diffondere ulteriormente, perché continuare ad omettere informazioni è un'offesa grave alla dignità dei genitori che devono assumersi la responsabilità di vaccinare in maniera libera e consapevole.

L'A. ma Colleferro è stata tacciata di fare allarmismo. Si ricorda che tale associazione opera in modo volontario, senza fini di lucro, nella direzione della libertà dell'informazione e di tutela dei diritti del cittadino (e ancor più del bambino) a ricevere le giuste informazioni senza omissioni di parte.

La  ASL RMG si è resa collaborativa nei confronti dell’Associazione per una futura conferenza sullo stesso tema con la partecipazione di eminenze scientifiche universitarie ed istituzionali. Ci si aspetta che tale evento debba prevedere un confronto in contraddittorio per una reale ed efficace informazione basata sulla trasparenza. Si auspica che tale proposta della Asl non sia dettata dalla circostanza ma dalla necessità di fare chiarezza su una pratica di cui nessuno vuole parlare ma solo obbligare. Grazie a tutti.

venerdì 15 novembre 2013

500 anni dal "PRINCIPE"

Prof.ssa Anna Natalia, Presidente dell’Associazione Anagni Viva

Sabato 9  novembre, nella  Sala  della   Ragione che sempre suscita stupore e  ammirazione in coloro che  vi entrano per la prima   volta, si è tenuta, dalle  9.00 alle  12.30, una Conferenza di alto valore  culturale, dedicata a  “ Il  Principe “ di  Nicolò Machiavelli, a  500 anni dalla  sua pubblicazione.
L’ iniziativa era  promossa dall’ Associazione  Culturale “Anagni Viva”, dal Sistema Biblioteche -Valle  del Sacco – Biblioteca di Anagni, dal  Liceo classico e scientifico “Dante  Alighieri” e Linguistico-socio-psicopedagogico “Regina  Margherita” ed  era  rivolta a tutti gli  alunni delle ultime classi degli  Istituti di Istruzione  Superiore della  città, ai loro insegnanti oltre che  ai cittadini interessati.
I relatori, il  prof. Giuseppe  Patota, docente di Storia della  Lingua  Italiana all’ Univ. di Siena e  di Arezzo e il dott. Stefano  Folli, editorialista del  Sole  24 ore, hanno esplorato con sapienza di contenuti e talento comunicativo, gli aspetti linguistico-letterari dell’ opera di Machiavelli e l’ attualità dei temi politici e storici affrontati nel “ Principe”.

Ha  condotto il dibattito con intelligenza e  partecipazione, Giorgio  Zanchini, giornalista di Rai RadioTre, coinvolgendo il numerosissimo  pubblico e raccogliendo alcune  pertinenti domande poste dai ragazzi e dagli insegnanti.
L’ ottima  riuscita dell’ iniziativa è stata  motivo di grande  soddisfazione , espressa  anzitutto dai relatori, da tutti i presenti e, in primo luogo, dai ragazzi che hanno ascoltato con grande attenzione gli argomenti trattati. Gli organizzatori sono per questo grati agli insegnanti e ai loro dirigenti, oltre che all’ Amministrazione   Comunale per avere assicurato la  disponibilità della  Sala  della  Ragione e delle  attrezzature  necessarie.
E’  augurabile che possano esserci con frequenza incontri di carattere  autenticamente culturale, perché essi dimostrano che  la qualità dell’ offerta  risponde a reali aspettative di crescita della  conoscenza da parte, soprattutto, dei  giovani.