Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 28 aprile 2014

Jobs Act Ensemble of Multiservizi "IL CONCERTONE"

Luciano Granieri


    Ognuno nel corso della vita ha una o più date importanti da ricordare. La storia dei popoli è stata determinata da eventi inscritti nel calendario che scandisce i tempi della memoria. Il 27 aprile 2014, nella settimana compresa fra la liberazione e la festa del lavoro, per alcune donne e alcuni uomini di Frosinone è una data fondamentale. E’ un giorno del calendario molto particolare, per certi versi drammatico, ma per altri forse esaltante. Attorno al 27 di aprile del 2013, i lavoratori della ex Multiservizi, perdevano il loro posto di lavoro e il beneficio degli ammortizzatori sociali. Un esito infausto di un’agonia protrattasi per anni in cui le lavoratrici e i lavoratori, hanno profuso ogni sforzo nella lotta per mantenere la loro occupazione. Da quel fine aprile 2013 è trascorso un anno. 12 mesi in cui quelle donne e quegli uomini hanno continuato a lottare con ancora maggiore determinazione, riuscendo ad ottenere quantomeno attenzione e rispetto anche da alcune istituzioni, vedi la Regione Lazio, che stanno provando a rispondere a quella che è una esigenza primaria per una comunità IL LAVORO. Dunque alla mestizia di un anno senza occupazione, ma soprattutto senza reddito, si può associare l’orgoglio di un anno di lotta senza sosta e senza quartiere, la cui ultima tappa è il presidio permanente all’interno di una tenda piazzata davanti al Comune. Quel Comune il cui sindaco esattore, mette la voce:” lavoro pubblico per manutenzione della città” nelle passività di bilancio e dunque da rimuovere per far quadrare i conti. Anche se è stato più volte spiegato, avvalendosi addirittura del parere della Corte dei Conti, prima di accedere alla procedura di riequilibrio finanziario, che passività maggiore si sarebbe generata affidando a privati le attività svolte dai lavoratori che si è inteso licenziare. L’obiezione sorge spontanea, il sindaco è incapace o è fin troppo capace? Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza sempre che siano riusciti a sopravvivere e torniamo alla tenda. Qui domenica scorsa 27 aprile 2014 l’anno senza lavoro e senza reddito è stato celebrato con una festa, con l’esibizione del gruppo musicale spontaneo compostosi per l’occasione “I Jobs Act Ensemble of Multiservizi. E’ stato un evento di solidarietà con tutti gli ex lavoratori appiedati dalla smania di profitto finanziario che  ha cospicuamente coinvolto il nostro territorio. La richiesta di lavoro, che si alzava dalla musica di lotta, ma soprattutto ironica, suonata nella tenda, era reclamata forte e chiara non solo dai lavoratori della ex Multiservizi, ma anche dagli altri cittadini alle prese con licenziamenti, cassa integrazione e precarietà. Al coro gioioso,  ma duro, si è unito un pezzo di cittadinanza notevole considerate le avverse condizioni del tempo e il clima di indifferenza che disgraziatamente da sempre avvolge la nostra città. E’bene comunque abituarsi a ricevere solidarietà, perché l’esercito dei cittadini vittime dell’impoverimento generale sarà in costante aumento. Il sindaco esattore, ha previsto di risparmiare, per il 2014, 8 milioni sulle spese correnti. Un salasso per i cittadini , a fronte di un’addizionale Irpef aumentata nella misura massima consentita, di una Tares completamente a carico dei Frusinati. Nel frattempo “the first citizen”ha regalato altri pezzi di città ai soliti noti palazzinari. Nell’area dello stabilimento della Solac e finalmente nell’area del Matusa, sorgeranno altri bei palazzoni con annessi locali commerciali. Quanto agli oneri urbanistici, prevediamo con una certa scurezza che il 25% del residuo attivo andrà nel fondo svalutazione crediti del bilancio di una qualche futura e lontana amministrazione il cui sindaco è ancora ignoto,  probabilmente verrà da Marte. Impariamo quindi a cantare a suonare, a imbracciare una chitarra come un mitra sotto ad una tenda per opporci in tutti modi a questa devastante deriva. Che la lotta dei lavoratori della ex Multiservizi possa contribuire oltre che a risolvere il loro contenzioso, ad alimentare uno spirito di riscatto sociale e di opposizione vera all’attuale drammatica situazione. Coraggio: one, two, three IMPROVISATION.

IL PRIMO MAGGIO E' DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI CHE LOTTANO

Partito di Alternativa Comunista


La giornata del Primo Maggio è nata più di 120 anni fa, in ricordo dei "martiri di Chicago" che furono condannati a morte negli Stati Uniti per aver diretto una lotta contro lo sfruttamento capitalistico. Dal 1889 si decise di realizzare ogni anno, in occasione della ricorrenza, una giornata internazionale di lotta della classe lavoratrice. Da allora, i padroni hanno tentato, a più riprese, di cancellare il Primo Maggio: basta pensare alle ordinanze dei sindaci di centrodestra e centrosinistra che permettono l'apertura delle attività commerciali. O molto più subdolamente, le classi dominanti hanno voluto trasformare questa giornata, con la complicità della burocrazie sindacali, in un momento di celebrazione della collaborazione di classe e della concertazione, che tanti danni ha prodotto nella classe lavoratrice, svuotandola di ogni contenuto conflittuale e anticapitalista.
Il Partito di Alternativa Comunista, sezione italiana della Lega Internazionale dei Lavoratori-Quarta Internazionale, ripudia questa strumentalizzazione della giornata del Primo Maggio e invita a trasformare ogni manifestazione in autentica giornata di lotta!
Il Primo Maggio non può essere una giornata di conciliazione tra padroni e operai: il Primo Maggio è una giornata di lotta contro i padroni, è dei lavoratori e delle lavoratrici che lottano contro lo sfruttamento del lavoro. Lavoratori e padroni, sfruttati e sfruttatori, hanno interessi contrapposti e per questo non ci può essere nessuna conciliazione. Tanto più quest'anno il Primo Maggio deve rappresentare una risposta operaia alla guerra sociale scatenata dai padroni contro i lavoratori. Una guerra che in Italia ha conosciuto già due grandi attacchi nel 2014: la firma dell'Accordo “vergogna” sulla rappresentanza sindacale, che di fatto elimina ogni forma di opposizione all'interno delle fabbriche e cancella la democrazia sindacale imbavagliando il sindacalismo conflittuale e di base (o presunto tale); il secondo grande attacco viene dal “nuovo” governo Renzi che con il suo Jobs act aumenta la precarietà lavorativa (vedere le norme sull'apprendistato) salvo coprire demagogicamente il tutto con la promessa degli 80 euro in busta paga.
Il Primo Maggio non è la giornata della "pace sociale", ma è una giornata rivoluzionaria. Per questo deve rappresentare l'occasione per esprimere una solidarietà militante verso tutti i processi rivoluzionari oggi in corso nel mondo, dalle rivoluzioni ancora aperte in Egitto e in Siria, passando per le gigantesche mobilitazioni che negli ultimi giorni hanno scosso le fabbriche in Cina, fino ai nuovi scenari di lotta di classe che si sono aperti in Brasile dopo le grandiose giornate di giugno dello scorso anno, che hanno visto milioni di persone occupare le strade e le piazze di centinaia di città e  che promettono di esprimersi con ancora più radicalità in occasione della Coppa del Mondo a giugno di quest'anno.
Il Primo Maggio non è una giornata di "festa": è la giornata della guerra di classe con cui i lavoratori devono respingere gli attacchi di un capitalismo sempre più in crisi. I lavoratori devono organizzarsi per rispondere a questi attacchi, devono utilizzare le principali armi che hanno a disposizione per respingere queste misure: lo sciopero generale e prolungato, l'autodifesa proletaria, l'unità di classe contro i padroni.

domenica 27 aprile 2014

25 aprile a Ceprano

Federazione Provinciale PdCI Frosinone


Comunicato della sezione ANPI Omero Ciai sui fatti del 25 aprile a Roma

Sezione ANPI Omero Ciai

Dopo i gravi atti squadristici di oggi (venerdì 25 aprile ndr), l'aggressione agli iscritti all'ANPI e ai partigiani, l'occupazione manu miltari del palco da parte di una "squadretta" di loschi figuri violenti, mi auguro che si riuniscano al più presto gli organismi dirigenti dell'ANPI di Roma (Gruppo dei vicepresidenti e Comitato Provinciale) per analizzare e stigmatizzare i fatti, procedere ad una severa e serrata autocritica, attrezzarsi perché tali provocazioni, in futuro, siano fermamente respinte.
Intanto, gli iscritti alla mia sezione che erano presenti in piazza chiedono che si emanino comunicati stampa e dichiarazioni di ferma condanna del comportamento di sedicenti aderenti ad un reparto dell'esercito inglese (tale era la Brigata Ebraica). Leggo su "Il Fatto Quotidiano" che la Brigata Ebraica sarebbe stata tra gli organizzatori della manifestazione di oggi. Trasecolo: e allora perché non la Quinta Armata US, i Granatieri di Sardegna o l'Armata Poplare di Liberazione Jugoslava, tutti reparti che hanno combattuto per liberare l'Italia? Che c'entrano quei figuri con la Brigata Ebraica? Che c'entra la Brigata Ebraica con i Partigiani? Il nostro Presidente ci richiama sempre a studiare meglio la storia: atteniamoci quindi a questi elementari punti di realtà.


Video di Paolo Alieno
A roma un gruppo di israeliani ha aggredito la delegazione palestinese che ogni anno partecipa al corteo del 25 aprile. Gli israeliani hanno ripetutamente provocato e aggredito i partecipanti palestinesi per non farli entrare nel corteo che stava per partire in direzione porta san paolo. Il gruppo ha bloccato per 2 ore i palestinesi, difesi dai partiti che storicamente difendono la causa palestinese: PdCI, PRC etc. Insulti, pugni, spintoni contro chiunque difendesse la delegazione palestinese. Il tutto nel giorno che ricorda la liberazione dal nazifascismo.

sabato 26 aprile 2014

Il corpo della "Ciociaria". Incontro con Lorella Zanardo Candidata alle europee nella lista "L'Altra Europa con Tsipras" nel collegio di centro.

Luciano Granieri

 

L’Altra Europa con Tsipras approda in Ciociaria con una delle candidate alle elezioni europee più significative come portatrice dei valori che la lista propone: Lorella Zanardo. La Zanardo, giornalista, documentarista,   ha avuto il merito di realizzare uno dei documentari più incisivi e significativi nell’ambito del rapporto fra comunicazione e rappresentazione della donna. Quel “Il corpo delle donne” che in rete ha ottenuto più di otto milioni di contatti. Venerdì scorso 25 aprile, in una giornata molto significativa, Lorella Zanardo, invitata dal consigliere comunale di Ferentino di Sel Marco Maddalena, ha compiuto un tour istruttivo, fra le discariche e gli inceneritori disseminati per la Valle del Sacco, ma anche fra la bellezze naturali e le ricchezze archeologiche del nostro territorio. 

Una tappa fondamentale per conoscere le problematiche relative al suo bacino elettorale visto che la Zanardo è candidata nel collegio di Centro. La giornata ciociara si è conclusa con un incontro dibattito presso la sala consigliare di Ferentino, nel corso del quale Lorella Zanardo insieme a Marco Maddalena, con il contributo di llaria Malancona e Annalisa Liberatori oltre a proporre la proiezione del suo documentario “Il corpo delle donne” ha illustrato come è nato ed è stato realizzato il documentario.


E proprio dalla condizione femminile in Italia, in rapporto alle prospettive che esistono negli altri paesi dell’Unione è iniziato il dibattito sui programmi della lista “L’Altra Europa con Tsipras”. Una discussione che ha coinvolto anche le tematiche relative a nuovi modelli di sviluppo, basate sulla valorizzazione delle ricchezze paesaggistiche del territorio. La componente ecologista è stata molto dibattuta, in una parte di terra, come la Valle del Sacco, flagellata dall’Inquinamento e dal consumo di suolo. La negazione del diritto ad una terra non avvelenata dalle scorie di un modello di sviluppo distruttivo e malsano per i cittadini, ha aperto gli orizzonti sulla difesa dei diritti in generale a tutto campo . 

Quei diritti assicurati dal godimento di beni necessari per un sviluppo dignitoso della vita umana, quali la salute, la salvaguardia del territorio, l’istruzione, il lavoro, che non possono essere considerati valori di scambio ma elementi irrinunciabili, vitali, su cui non è consentito realizzare profitti. Secondo Lorella Zanardo, l’opportunità europea si sostanzia proprio nell’allargare allo scenario continentale, la lotta per la difesa di questi dritti. 

Un conflitto che ormai non è più possibile confinare nella realtà nazionale ma deve coinvolgere quante più possibili realtà sociali in tutta Europa. Gli interrogativi che sottopone la Zanardo sono efficaci nella loro semplicità. Se in Europa esistono paesi come la Germania con un tasso di disoccupazione del 7% perché nella stessa Europa in altre Nazioni , come l’Italia, lo stesso tasso di disoccupazione è al 41%.? Perché in Europa esistono Stati con un modello di welfare che assicura pieno sostegno all’occupazione femminile, che propone un sistema di istruzione e diffusione della cultura estremamente più efficace del nostro? Se in quei Paesi tali programmi di salvaguardia sociale e civile sono possibili, perché da noi non lo sono? 

 Lo scopo di Lorella Zanardo e della lista "l’Altra Europa con Tsipras” è proprio quello di realizzare un modello di società europea basato sulla centralità delle persone e non sul predominio del capitale finanziario. Un modello di società in cui la rappresentanza sia concessa con pari efficacia, agli anziani come ai bambini. 

Pur nell’estrema concretezza e chiarezza il programma espresso da Lorella Zanardo difetta,  a mio giudizio, in alcune tematiche importanti. Condivisibile il ricorso alla rinegoziazione del debito, con la possibilità di evitare il parziale pagamento di quanto dovuto, sacrosanto l’obbiettivo di riportare al centro della politica europea le esigenze delle persone in luogo delle prerogative del mercato e della finanza, manca nell’analisi l’identificazione del colpevole vero di questa situazione, che è la classe oligarchica detentrice dei mezzi di produzione e dei capitali. 

Non si può procedere sulla strada della rinegoziazione del debito, della promozione dell’Europa dei diritti senza rimettere al centro il caro vecchi conflitto sociale. Inoltre non basta ridiscutere i trattati, perché se è vero, come sostiene Tsipras, che esiste un difetto di rappresentanza nell’organizzazione istituzionale europea, ne consegue che quest’ultima deve essere rimessa in discussione. 

Non ha senso votare per un Parlamento che non ha alcun potere legislativo,ma semplice funzione di ratifica di quanto deliberato dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea, organi entrambi non elettivi. Questi aspetti, mancano nelle prospettive de “L’Altra Europa per Tsipras”, ma ciò è del tutto naturale, in quanto ci troviamo di fronte ad  un movimento comunque riformista. Al netto della discussione politico-programmatica, l’impegno di Lorella Zanardo è quanto mai apprezzabile. La sua competenza, la sua sconfinata capacità di analisi delle dinamiche culturali, sociali e della comunicazione sono fondamentali per la crescita culturale di ognuno di noi. Non voterò la lista Tsipras semplicemente perché non ho intenzione di votare alle Europee. Nonostante ciò mando un grosso in bocca al lupo a Lorella e alla sua lista.

Il


Il Corpo delle Donne.

Bilancio del 25 aprile in Ciociaria

Comitato ANPI Provincia di Frosinone

Le molteplici iniziative programmate dall’ANPI nella nostra provincia per la ricorrenza del 25 Aprile sono state tutte puntualmente realizzate con successo. Abbiamo visto molti nostri associati al lavoro, ovunque con grande spirito di apertura e collaborazione. Va un ringraziamento particolare a questi compagni che hanno pensato, progettato e realizzato le tante modalità di celebrazione del 25 Aprile, comparendo sempre in prima fila solo quando c’era da lavorare.
Ci si scuserà se non riusciamo a dar conto di tutte le iniziative, citeremo solo le più significative sul piano politico, quelle dove la festa ha assunto un vero e proprio aspetto di proposta operativa da valorizzare da parte delle forze politiche e sociali anche in ambiti più specifici come le politiche amministrative, l’elaborazione di proposte per i territori o le lotte sui temi di interesse generale e delle parti più esposte della società. Ci riferiamo al clima di cooperazione e di confronto assai costruttivo realizzatosi fra forze antifasciste pur fra loro molto diverse per impostazione culturale, per programma politico complessivo e per modalità organizzative. Di seguito qualche breve cenno.
A Ceccano abbiamo incontrato gli studenti del Liceo Scientifico assieme ai loro docenti di Storia e Filosofia ed a due autori di ricerche sulla storia della Seconda Guerra mondiale nel loro territorio.
A Cassino, in collaborazione con l’associazione culturale CassinoOff abbiamo realizzato un incontro con la staffetta partigiana Teresa Vergalli, durante il quale è stata intervistata da l’Unità sulla sua vicenda partigiana.
Ad Anagni l’ANPI ha portato il proprio contributo alla festa organizzata da un nutrito numero di associazioni e forze politiche e sindacali di base, ribadendo la propria assoluta autonomia nel giudizio circa le pressioni ed i tentativi di trasformazione in senso pericolosamente autoritario delle istituzioni democratiche approfittando della crisi. L’ANPI ha esposto le proprie valutazioni di merito e messo in guardia i cittadini da ogni semplificazione del giudizio sul tema delle riforme e soprattutto chiamandoli alla responsabilità, alla partecipazione ed alla difesa critica degli istituti costituzionali della nostra democrazia.
A San Giovanni Incarico, l’ANPI ha collaborato anche quest’anno con i giovani dell’associazione L’Indifferenziato ed ha proposto ai cittadini uno spettacolo teatrale molto interessante e coinvolgente sul tema delle foibe, riportando il ragionamento sulla storia e lontano dalla propaganda.
A Ceprano una giornata piena, un susseguirsi di eventi di vario genere, dalla presentazione del libro di Ernesto Cossuto sulla Resistenza nel Cassinate alla deposizione della corona di fiori nel cimitero comunale ai giovani caduti del 1944, dal teatro dei burattini per bambini alla proiezione del film La notte di San Lorenzo alla lettura di testi poetici e letterari sulla Resistenza e sull’occupazione nazista, fino alla rappresentazione della stessa opera teatrale già presentata a S. Giovanni Incarico, lo spettacolo Drug Gojko di Pietro Benedetti, rappresentato dall’autore. Il risultato più alto della giornata è stato l’aver costruito tutta la festa con l’adesione e l’apporto di tutti i partiti antifascisti, dal PCL al PD, da Democrazia Atea a SEL, dal PRC al PdCI, in un clima di alta consapevolezza del valore della giornata e della necessità di unire le forze per un compito tanto importante quanto condiviso. Le divisioni ideologiche e programmatiche, che pure esistono,  hanno ceduto il passo all’unitarietà, alla comune presa di responsabilità, che ha visto collaborare ciascuno secondo le proprie forze e volontà al fine della promozione degli imprescindibili valori della democrazia, dell’antifascismo e della Costituzione. In questo modo, ciascuno ha aggiunto valore e forza alla pratica della difesa della Costituzione e della lotta antifascista, esattamente come sollecitato dalla stessa Carta generata dalla Resistenza.

La mostra realizzata dal Centro dei Diritti di Cassino sul percorso antifascista che ha portato alla liberazione dell’Italia sia dal giogo dell’occupazione tedesca che dal totalitarismo fascista ed alla realizzazione della Costituzione democratica e repubblicana, esposta lungo i muri del porticato di Piazza dei Martiri di via Fani, ha attirato numerosissimi visitatori, molti dei quali hanno fatto visita ai gazebo e chiesto la tessera dell’ANPI.
La presentazione del libro di Ernesto Cossuto, Memorie della Resistenza nel Cassinate ed altro, ha rappresentato un momento molto apprezzato di approfondimento della conoscenza e dell’analisi del dispiegarsi degli eventi bellici e resistenziali nel nostro territorio, da cui è nata la sollecitazione a costituire un gruppo di lavoro permanente per la ricerca di quanto ancora non emerso dalla polvere degli archivi.
I momenti culturali si sono moltiplicati, e non hanno trascurato i bambini, ai quali è stata dedicata una intera parte della festa, con uno spettacolo interattivo di teatro dei burattini, che li ha visti spettatori e protagonisti allo stesso tempo.
                La proiezione del film La notte di San Lorenzo, dei fratelli Taviani, ha rivisitato nuovamente i sentimenti di umanità che costituiscono, insieme alla ragione politica, elemento forte del rifiuto delle tesi e delle pratiche autoritarie che hanno brutalizzato l’Italia per venti lunghissimi anni. Così la lettura di brani, di storie, di poesie sui temi dell’occupazione e della guerra, della Resistenza, della Liberazione.
                La giornata è stata chiusa dal magnifico spettacolo di Pietro Benedetti Drug Gojko, da lui scritto sulle memorie di un partigiano viterbese tuttora vivente, Nello Marignoli, che da militare di marina in forze nell’Egeo, l’8 Settembre 1943 rifiutò con i suoi commilitoni di aderire alla repubblichina di Mussolini per servire il Terzo Reich nazista e andò a combattere nelle file dell’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo. Lo spettacolo, oltre ad essere toccante per la drammaticità degli eventi che narra, è anche molto utile per capire quali fossero le reali condizioni in cui il fascismo italiano occupante lasciava le terre jugoslave occupate, e quali conseguenze questo ebbe nei rapporti fra le popolazioni locali e gli Italiani. La maestria di scrittura e di recitazione di Pietro Benedetti fanno il resto, consegnando agli spettatori un’opera di teatro vero, un dramma che gli appassionati giudicano eccellente anche dal punto di vista artistico, sia sul piano creativo che su quello interpretativo.
                L’ANPI di Frosinone ribadisce la grande soddisfazione per il clima convintamente unitario che si è ormai consolidato nella nostra provincia intorno alla nostra Associazione, che ha conquistato il rispetto e la fiducia di tutte le più genuine espressioni politiche democratiche grazie al mantenimento di un orientamento assolutamente rispettoso delle opinioni e dell’autonomia di ciascuno, come unica base vera di costruzione dell’azione unitaria antifascista. Esprime gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, lavorando materialmente o con la propria adesione e con il proprio contributo di idee. Auspica che esso venga esteso e fortificato in futuro, diventando metodo condiviso fra le forze che riconoscono l’essenzialità della difesa delle condizioni di vita democratica. Chiama tutti ad uno sforzo per allargare le adesioni all’ANPI lavorando a questo obiettivo nella consapevolezza che essa è e rimane un luogo capace di attivare il confronto più ampio.

venerdì 25 aprile 2014

Vergogna alla manifestazione del 25 aprile. Aggrediti i palestinesi, spezzato il corteo

Reti di solidarietà con il popolo palestinese

Il corteo ufficiale per il 25 Aprile a Roma, è stato oggi testimone di un episodio gravissimo.
La delegazione palestinese e le reti solidali con la Palestina si stavano concentrando al Colosseo per partecipare come tutti gli anni alle manifestazioni che celebrano la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo. Ma i palestinesi e gli attivisti sono stati aggrediti da una quarantina di squadristi della comunità ebraica romana, non nuovi ad episodi di aggressione come questa. Si è scatenato un corpo a corpo impari, da una parte giovani palestrati tra i 25 e i 40 anni, dall'altra donne, mannifestanti anche di una certà età, attivisti.
Ad aggravare le cose è stato l'atteggiamento delle forze di polizia che si sono schierate in mezzo – ovviamente rivolte contro gli aggrediti e non contro gli aggressori. Questo fatto ha consentito agli squadristi di agire a proprio piacimento, con incursioni che – passando in mezzo alla fila degli agenti - prelevavano gli attivisti filopalestinesi e li trascinavano tra le loro file per essere pestati.
A quel punto l'Anpi ha fatto partire lo stesso il corteo – con lo striscione e la bandiera israeliana ben visibile e “scortata” dai gorilla della comunità – ed ha fatto sì che la polizia tenesse fuori e bloccato lo spezzone con le bandiere palestinesi.
Diversi gruppi di manifestanti – esponenti del Pdci, Prc, Pcl e altri – sono rimasti per solidarietà insieme allo spezzone palestinese. Lo stesso ha fatto un circolo dell'Anpi (quello universitario dedicato a Walter Rossi).
Eppure dieci giorni fa c'era stato proprio un incontro tra i palestinesi, le reti solidali e l'Anpi per concordare la partecipazione al corteo della Liberazione. Evidentemente nelle manifestazioni che celebrano la Resistenza e la Liberazione si è preferito avere nel corteo la bandiera dell'oppressione (quella dello Stato di Israele e non solo quella della brigata Ebraica che ha invece titolo per essere nella manifestazione) ma non quella di una lotta popolare di Liberazione (quelle palestinesi).
Ma lo spezzone con le bandiere palestinesi è arrivato comunque a Porta San Paolo ed è diventato uno spezzone numerosissimo e partecipato. Le intimidazioni evidentemente non hanno funzionato.

Oggi è stata una vergogna per la giornata del 25 aprile, una vergogna anche per l'Anpi. Un nuovo episodio da aggiungere al lungo dossier sull'impunità da parte di polizia e magistratura di cui gode lo squadrismo nella città di Roma.

Roma, 25 aprile 2014