Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 7 giugno 2014

Il governo contro il popolo

Mentre il forum regionale per l'acqua pubblica sta definendo le linee guida per l'applicazione della prima legge d'iniziativa popolare approvata dalla regione in merito alla gestione partecipata  sull'acqua, il paladino eletto come unto del signore dal popolo del Pd  Matteo Renzi,  gliela scippa. Il governo infatti  boccia la legge decisa dal popolo, nè più nè meno  di quanto fatto   da Monti e Berlusconi. Cambiare verso all'Italia è il mantra recitato dalle truppe renziane, già ma solo per alcuni aspetti. Le leggi per la precarizzazione del  lavoro e la volontà di gettare nel cesso quanto deliberato dal popolo, prima con il referendum e poi con la legge d'iniziativa popolare regionale sulla gestione partecipata dell'erogazione idrica,  mantengono drammaticamente lo stesso odioso verso sancito da decenni di potere degli interessi privati, del capitale finanziario,  sulla sovranità del popolo che, nel caso dell'acqua è stata esercitata,senza se e senza ma, nelle forme e nei limite della Costituzione. Ricordare come nel 2011 gli Ascari piddini cavalcarono alla stregua di   una loro vittoria quella ottenuta nei referendum organizzati dai comitati per l'acqua pubblica è ributtante e nauseabondo. VERGOGNATEVI!!!

Luciano Granieri

Il governo ferma la legge del Lazio sull’acqua “pubblica”


Il governo ferma la legge del Lazio sull’acqua ‘pubblica. E, lo fa impugnando il provvedimento che la Regione aveva approvato meno di tre mesi. Alla base della decisione di Palazzo Chigi il contrasto con la Costituzione. La ‘bocciaturà ha per molti un suono stridente rispetto ai risultati referendari, dal momento che la legge in questione (‘Tutela, governo e gestione pubblica delle acquè, la n.5 del 4 aprile 2014, approvata dal Consiglio regionale all’unanimità) era la prima che, di fatto, traduceva in disposizioni normative le proposte avanzate dal ‘popolò dell’acqua pubblica nel 2011, poi votati da 27 milioni di italiani. E c’è anche chi, come Forza Italia, spara la cartuccia dello scontro politico tra il premier Matteo Renzi e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Ora, su proposta del ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, il consiglio dei ministri decide di impugnare quella legge perchè «numerose disposizioni, riguardanti l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, contrastano con la legislazione statale in materia di tutela della concorrenza, dell’ambiente, e dell’ordinamento civile»; tali disposizioni infatti – afferma Palazzo Chigi – sono «in violazione» del secondo comma dell’articolo 117 della Costituzione. «È grave e non giustificabile – osserva subito Green Italia – l’impugnazione decisa dal governo che rappresenta la traduzione normativa della vittoria dei cittadini che hanno combattuto e poi votato al referendum perchè l’acqua restasse un bene di tutti. Impugnare una legge che chiaramente è in linea con l’esito referendario è uno schiaffo». Sulla stessa linea il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, che ‘pungè Palazzo Chigi: «La decisione del governo è forse il primo passo per una privatizzazione delle risorse idriche del nostro Paese. È incomprensibile che il governo abbia voluto impugnare uno dei pochi atti legislativi che ha seguito proprio a le indicazioni referendarie». Sposta il tavolo del confronto Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia, facendone una questione politica: «Avevamo mosso dei rilievi e siamo stati derisi. Oggi quei rilievi sono patrimonio dell’impugnativa del governo contro quella stessa legge. Non si può certo dire che il governo sia di un’altra parte politica. Zingaretti è stato bocciato da Renzi». A rincarare la dose ci pensa Ncd, con il capogruppo regionale Pietro Di Paolo: «Il governo Renzi boccia Zingaretti» dimostrando «l’approssimazione della giunta di centrosinistra» che lavorando con «superficialità» ha fatto «un lavoro in fretta in furia. Zingaretti ora faccia i compiti a casa e rimedi al pasticcio». La legge ‘fermatà dal Cdm stabilisce che «l’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale». Un principio che apre alla definizione di assenza del mercato dalla gestione dell’acqua: «Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili». La gestione deve essere svolta «senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale». Tanto che prevede la costituzione di due fondi: il primo per la ‘ripubblicizzazionè (cioè gli enti locali che vogliono tornare a gestire il servizio), il secondo di «solidarietà internazionale» per «concorrere all’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del Pianeta» anche grazie a progetti di cooperazione.

Renzi      blocca   Zingaretti     sull'l'acqua 
Andrea Palladino, 6.6.2014 fonte : http://ilmanifesto.it/
Beni comuni. Per il governo la norma approvata dal consiglio del Lazio «viola la concorrenza»
Era la prima legge per la gestione — pub­blica e par­te­ci­pata — nata diret­ta­mente dai con­si­gli comu­nali, su spinta dei movi­menti. Riguarda il Lazio, dove opera Acea, il primo gestore di acque­dotti del paese, con milioni di cit­ta­dini ser­viti. Per Mat­teo Renzi, però, è da rifare.
Il con­si­glio dei mini­stri ha impu­gnato ieri la legge regio­nale appro­vata due mesi fa, «in quanto nume­rose dispo­si­zioni — si legge nel comu­ni­cato stampa del governo — riguar­danti l’organizzazione e la gestione del ser­vi­zio idrico inte­grato, con­tra­stano con le regole riser­vate alla legi­sla­zione sta­tale in mate­ria di tutela della con­cor­renza, dell’ambiente, e dell’ordinamento civile, in vio­la­zione dell’articolo 117, secondo comma, let­tere e ), l), e s), della Costituzione».
Tutela della con­cor­renza è l’espressione che ha con­sen­tito ai governi Monti e Ber­lu­sconi di aggi­rare il refe­ren­dum del 2011, man­te­nendo, nei fatti, un sistema di gestione pri­vata dell’acqua. Lo stesso pas­sag­gio della com­pe­tenza per le tariffe all’agenzia per l’energia ha avuto come esito la ripro­po­si­zione della remu­ne­ra­zione del capi­tale inve­stito — abro­gata dal voto popo­lare — sotto altra forma. La legge della regione Lazio intro­du­ceva il prin­ci­pio della gestione senza pro­fitto, con la pos­si­biltà di resti­tu­zione ai comuni della sovra­nità effet­tiva sul sistema idrico inte­grato. Da subito i gestori, con Acea in prima linea, hanno fatto sapere non aver gra­dito la nuova legge, evi­den­ziando pro­prio una pre­sunta vio­la­zione della con­cor­renza. La stessa osser­va­zione arri­vata dal con­si­glio dei mini­stri di ieri. Ora si pro­fila uno scon­tro tra la giunta Zin­ga­retti e il governo Renzi, sul tema deli­cato delle pri­va­tiz­za­zioni. A patto che il gover­na­tore voglia ancora difen­dere la nuova legge, votata dalla sua maggioranza.

venerdì 6 giugno 2014

Multiservizi: venerdì 6 giugno 2014 giorno, 61 di presidio

Comitato di Lotta Frosinone


Stasera ore 20 la Commissione Consiliare del Comune di Frosinone licenzia un documento unanime sulla fattibilità economica di un possibile piano d’impresa per una nuova società pubblica che vedrebbe impegnati circa 200 lavoratori della ex Frosinone Multiservizi.
Il piano si rivela differente da quello proposto dai lavoratori sia sulle proiezioni del CCNL ee.ll. riguardanti il costo del lavoro, sia sugli importi IVA. Così rimodulati i costi, ci sarebbe posto per meno lavoratori o per un salario a 18 ore. 
Rimane positivo il fatto che finalmente si tornerà in Regione con una posizione condivisa tra gli enti e tra le forze politiche. Ci sarà spazio in seguito per discutere degli importi.
Tutto questo però è subordinato alle precisazioni che l’Amministrazione di Frosinone ha preparato per le autorità competenti ministeriali alle quali si sarebbe rivolto per “districare” alcune posizioni, ma che per i lavoratori sono state ampiamente affrontate e risolte: 
a) Sulle norme che pongono vincoli sulle spese del personale delle società partecipate ai fini del computo della incidenza percentuale delle spese di personale con le spese correnti, il dirigente delle finanze del Comune di Frosinone Giannotti ai primi di dicembre u.s. in sede di riunione con Regione Lazio affermò che il costo del personale dell’ente a cui bisognerebbe aggiungere quello della società in house non avrebbe superato la soglia stabilita del 50%. Anzi non supera nemmeno il 40%.
b) La Corte dei Conti, che monitora semestralmente l’ente locale sul piano di riequilibrio economico finanziario, deve essere informata sul fatto che l’ente non procederebbe più all’esternalizzazione dei servizi ma alla costituzione di una società in house.
c) Sulle assunzioni il comune di Frosinone sostiene che il “passaggio del personale” dalla Multiservizi alla nuova società deve essere fatto attraverso un concorso pubblico. La Regione ha precisato che ciò non costituisce un ostacolo, in quanto le disposizioni vigenti non prevedono per il reclutamento del personale nelle società in house il concorso pubblico. Infatti, sebbene, l’art. 7 del d.P.R. n. 168 del 2010 imponga alle società destinatarie delle disposizioni l’adozione di “propri provvedimenti di individuazione di criteri e modalità per il reclutamento del personale”, ciò non deve indurre a ritenere sussistente una potestà autoritativa. Il termine “provvedimenti” non si associa necessariamente ad una funzione pubblicistica: ove il legislatore avesse inteso estendere le procedure concorsuali alle società partecipata da enti pubblici avrebbe dovuto espressamente affermarlo. 

Venerdì 4 giugno si è svolta l’Assemblea dei Soci della ex Frosinone Multiservizi in liquidazione. L’ordine del giorno verteva su nuove cartelle di Equitalia che impegnano i liquidatori a pagare obbligatoriamente cifre sui €.250.000,00. Da quello che è trapelato sembra che gli enti abbiano accordato alla Frosinone Multiservizi l’incasso a breve degli ultimi crediti degli enti (€.100.000,00 la Provincia e ca €.500.000,00 il Comune di Frosinone). Rimane in alto mare la vicenda del ripianamento dei debiti, con una unitaria posizione degli enti locali di non porre mano al portafoglio anche davanti all’impegno regionale che per €.4 milioni è disposto a ripianare la propria parte debitoria. 
Sul TFR tutto in alto mare. I liquidatori starebbero ricontabilizzando l’anno 2007 poiché l’INPS non avrebbe allineato i dati e quindi non riuscirebbe a destinare correttamente il TFR. Ci vorrà tempo.

E io pago

a cura di Luciano Granieri.

Ecco la nuova tassa sulla monnezza. Il comune di Frosinone invierà a tutti i cittadini l'avviso di pagamento per la TARI, che insieme alla TASI e all'IMU fa parte della IUC....E CHE CAZZ. Siamo seri. la TARI è, per la precisione,  la TASSA CHE FINANZIA I COSTI DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DELL'IMMONDIZIA. Dopo acerrime lotte e ripensamenti è stata esclusa la voce TANGENTI, ma chissà che in un prossimo futuro questo importante capitolo di spesa non venga ripristinato. Si sa la tangente è un atto d'amore. La TARI dicevamo. L'amministrazione comunale invierà, per posta semplice, avvisi di pagamento ai contribuenti, suddividendo l'importo complessivo in tre rate che scadranno rispettivamente nel mese di luglio, settembre e novembre. Ma se volete pagare subito al comune non gli fa schifo. Sporchi maledetti e subito da saldare  tutto entro luglio. Paga la TARI quel fortunato buontempone che possiede, occupa o detiene,  a qualsiasi titolo, anche di fatto,  locali o aeree scoperte a qualunque uso adibiti. Luoghi ameni cioè dove è possibile produrre monnezza. Ma quanto ci costa? Il calcolo è semplice. A seconda del numero di componenti del nucleo famigliare si individuano due quote  una fissa che va moltiplicata per la grandezza della superficie calpestabile,  a cui va aggiunta  quota variabile decisa alla come cazzo gli pare dal Comune il tutto rivalutato del 5% . Non avete ancora capito? E vva bbuo beccatevi la tabella fatevi i vostri conticini e non suicidatevi.... perchè solo alla morte non c'è rimedio.
SCHEMA DI CALCOLO DELLA TARI: TASSA SUI RIFIUTI
N.Componenti famiglia Quota Fissa x mq. Quota Variabile
1 1,23 66,89
2 1,34 156,08
3 1,46 200,68
4 1,57 245,27
5 1,68 323,31
6 o più componenti 1,76 379,06
il risultato va rivalutato del 5%

Senza cultura non c'è futuro

SALVIAMO  LE TERME ROMANE E I TESORI ARCHEOLOGICI DELLA NOSTRA CITTA
PER SALVARE LA NOSTRA STORIA, LA NOSTRA CULTURA E LA NOSTRA IDENTITA

                      SENZA CULTURA NON C’E’ FUTURO

Lunedì 9 giugno 2014, alle ore 20,30, presso la Casa del Volontariato (adiacente cinema ARCI), --
 in Via PierLuigi da Palestrina  - Frosinone Scalo, si terrà un

INCONTRO DI ASSOCIAZIONI E DI CITTADINI



Per decidere insieme tutte le iniziative da mettere in atto per impedire che 35.000 metri cubi di cemento seppelliscano per sempre le Terme Romane, i tesori archeologici, la qualità della vita del Capoluogo e la nostra volontà di rinascita e di progresso.

                                                                       

Programmazione POR-FESR 2014-2020. Tavolo provinciale

Luciano Granieri


Giovedì scorso 5 giugno ho partecipato come esponente del Comitato L.I.P. Legge d’Iniziativa Popolare per la Valle del Sacco,  al tavolo di partenariato provinciale, organizzato dalla Regione Lazio  per la programmazione dei fondi  POR-FESR  2014-2020. Il FESR   è un  fondo europeo di sviluppo regionale  che assieme ad altri fondi,  come  l’ FSE fondo europeo sociale, il FEASR  fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale  e il FEAMP fondo per gli affari marittimi e la pesca,  opera nell’ambito  di un quadro comune di investimenti europei  denominato SIE.  

Attraverso tale programma  settennale 2014-2020 ogni Stato membro può finanziare dei progetti presentati da partner quali,   istituzioni locali, istituti di istruzione superiore e di ricerca, parti sociali, camere di commercio ed associazioni imprenditoriali, organismi che rappresentano la società civile, associazioni ambientaliste,  associazioni non governative, organismi di promozione dell’inclusione sociale.  

I progetti  devono strutturarsi  al fine di ottenere diversi obbiettivi nel territorio  fra i quali la tutela dell’ambiente e delle risorse culturali, la creazione di buona occupazione, la programmazione di attività per l’inclusione sociale, la promozione di istruzione e formazione.  Il  progetto che il comitato L.I.P. sta mettendo a punto per la Valle del Sacco risponde a questi criteri. 

 E’  un sistema  integrato.  Un progetto  che passa per piani di bonifica e risanamento ambientale della Valle, prevede  la realizzazione di un modello di sviluppo orientato alla creazione di attività produttive dalle finalità ecosostenibili (green work), il   recupero delle attitudini agroalimentari del territorio  (green food),  la promozione del turismo attraverso la valorizzazione del panorama artistico, culturale (green touring)  e la formazione delle necessarie competenze per poter realizzare queste attività. 

Il programma di accesso ai fondi   FESR prevede  il coinvolgimento della Regione  quale coordinatrice  dei   partner portatori di interesse.  l'Ente regionale, però,  non può determinare la partecipazione dei vari soggetti che, in base alla  normativa europea (regolamento UE  n.240 del 07.01.2014), deve avvenire “secondo un criterio inclusivo nel rispetto del pluralismo coinvolgendo anche associazioni del volontariato, delle comunità locali, con la partecipazione di organizzazioni di varie dimensioni e tipologie e di piccoli soggetti innovativi”.  Il 6 maggio scorso  il comitato L.I.P. ha inviato alla Regione istanza di ammissione al Tavolo di Partenariato e l’inclusione nell’elenco dei partner  per la programmazione dei fondi POR-FESR  2014-2020,   forte di un progetto che, come prima accennato, risponde in pieno ai requisiti europei. Fra l’altro, prevedendo la trasformazione del piano  in legge d’iniziativa popolare,  alla cui redazione possono concorrere tutti i cittadini, sempre nel rispetto delle linee guida definite,  si soddisfa anche il principio stabilito dalla normativa  di ottenere la  massima partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza nel progetto.  

A differenza di altri portatori di interesse già ammessi la tavolo di partenariato, con proposte meno specifiche  e strutturate della nostra, noi siamo ancora in attesa di una riposta, quando,  secondo i dettami europei  avremmo dovuto essere coinvolti sin dall’apertura del tavolo regionale.  Per chi come noi non è stato invitato a questa importante e decisiva fase , la Regione ha organizzato degli incontri territoriali nel corso dei quali raccogliere le proposte di movimenti e associazioni. 

Ma è bene ricordare che una tappa di consultazione territoriale provinciale  non è prevista nel regolamento per l’organizzazione dei tavolo del partenariato, per cui partecipare a questi incontri non consente di essere attori attivi, come chi è inserito nel programma regionale. In pratica è l’ajetto  con cui la Regione cerca di consolare gli esclusi.  Dunque assistere all’incontro di ieri, organizzato presso la Camera di Commercio di Frosinone,   è servito a poco. Se non altro mi sono reso conto del mondo che ci gira in torno, quali sono le proposte degli altri  stakeholder. 

  Il tavolo dei relatori era composto, oltre che dal padrone di  casa Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio, da Paolo Orneli, responsabile  segreteria dell’assessorato alle attività produttive della Regione, Rosanna Bellotti, direttrice della  attività produttive della Regione Lazio, Giorgio Pugliese direttore regionale per la  programmazione economica.  Sono intervenuti  anche Daniela Bianchi, consigliere regionale e l’assessore regionale all’ambiente Paolo Refrigeri. 

Tralasciando gli interventi dei dirigenti regionali, basati sull’illustrazione delle modalità di presentazione dei progetti e su una certa prevedibile esaltazione dell'operato  dall’ente guidato da Zingaretti, mi sono concentrato sui rappresentanti delle associazioni partner,  o aspiranti tali. Unindustria,  associazione dei costruttori edili, Università degli studi di Cassino, associazioni ambientaliste e sindacati, fra gli altri, si sono alternati al tavolo delle proposte. Si è passati da indicazioni e suggerimenti  costruttivi e interessanti,  a questue vere e proprie della serie: “datece li sordi

Personalmente ho apprezzato una parte dell’intervento di Francesco Raffa nel quale il coordinatore provinciale di Legambiente auspicava che, a fronte di una conclamata  necessità di bonifica e riqualificazione ambientale della Valle del Sacco, si procedesse coerentemente a quest’obbiettivo evitando di pianificare la costruzione nel comprensorio di inceneritori o impianti di trattamento rifiuti TMB, strutture ad alto impatto ambientale che mal si conciliano con il programma di riqualificazione del territorio in questione.  

Forse sarò di parte, ma gli unici interventi veramente propositivi sono stati i nostri: quello di Severo Lutrario,  e Luisa Montoni, iscritti al comitato L.I.P.  ma presenti in rappresentanza della confederazione USB, il primo,   e del forum regionale acqua pubblica la seconda, e quello del sottoscritto che ha provato nei 5 minuti concessi a  descrivere il progetto L.I.P.  

In conclusione ho avuto la netta sensazione che ancora non sia chiara la portata del cambiamento normativo del programma POR-FESR 2014-2020 rispetto al programma precedente 2007-2013. Prima dall’Europa passava il seguente messaggio. Proponi qualche attività e ti darò un po’ di soldi. Oggi il messaggio è:  Cosa vuoi fare,perché lo vuoi fare, quali obbiettivi  e benefici per la comunità vuoi raggiungere, in quanto tempo li vuoi raggiungere,  come prevedi  di controllare  le varie fasi di progressione del progetto e correggere   le criticità.  Una bella differenza. Ma noi del comitato L.I.P.  legge di iniziativa popolare per la Valle del Sacco siamo pronti.




L'inchiostro è il sangue Palestinese: Erri De Luca e sostenitori

Samantha Comizzoli

Messaggio per Erri De Luca e suoi sostenitori dalla Palestina occupata dal mostro nazista israeliano.

giovedì 5 giugno 2014

Non firmiamo l'accordo vergogna sulla rappresentanza!

Coordinamento "No Austerity"

NO ALLA PRECARIETA' PERMANENTE!
I DIRITTI SINDACALI NON SI SVENDONO!
 
Appello:
ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA
NON FIRMIAMOLO!
 
Aderisci anche tu alla campagna contro l'accordo vergogna sulla rappresentanza
 
Il 10 gennaio 2014 i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato, insieme con i rappresentanti di Confindustria, un accordo ("Testo unico sulla rappresentanza") che azzera la democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo il modello "Marchionne", già in vigore nel gruppo Fiat, a tutte le aziende private. Confindustria, Cgil, Cisl e Uil con questo testo hanno deciso che solo i sindacati che "accettino espressamente, formalmente e integralmente i contenuti del presente accordo" potranno partecipare alle elezioni rsu e nominare rsa. Ma i sindacati che sottoscrivono questo accordo perdono automaticamente il diritto di sciopero e di azione sindacale conflittuale! Infatti, laddove un contratto/accordo (aziendale o nazionale) fosse sottoscritto dal 50% + 1 delle rsu/rsa o sindacati di categoria, né i sindacati firmatari né le rsu potranno più organizzare iniziative di sciopero, di lotta o di contrasto sindacale in generale contro quel contratto/accordo. I sindacati firmatari che organizzeranno azioni contro un contratto/accordo che non hanno approvato potranno subire sanzioni economiche (multe) e la soppressione di importanti diritti sindacali. Non solo: non sarà nemmeno più possibile organizzare proteste o scioperi durante le trattative! 
Si tratta di un accordo liberticida, che cancella i più elementari diritti, come quello di scioperare contro accordi che non si condividono! 
Facciamo appello alle confederazioni sindacali nazionali, ai sindacati di categoria, ai delegati, ai collettivi aziendali e ai singoli lavoratori o attivisti di tutte le sigle sindacali a:
1. non accettare il ricatto non firmare questo accordo in nessuna istanza (nazionale, di categoria, aziendale).
2. sostenere una campagna di controinformazione in tutti i luoghi di lavoro.
3. organizzare iniziative di lotta ampie e unitarie in tutte le città, promuovendo momenti di protesta in tutte le città. 
4. Costruire una mobilitazione nazionale fino al ritiro dell'accordo stesso.
 
Prime adesioni all'appello:
Cub Toscana
Rsa Fiom Ferrari
Flmuniti Cub Ferrari
Rsu 47 Bordo Toscana
Licenziati politici Esselunga di Pioltello Si.Cobas
Coordinamento Migranti Verona
Resistenza Operaia - Fiat Irisbus
Usb Cremona
Rsu Cub Cobas Telecom Puglia
Si.Cobas Bergamo
Cobas Ostuni
Movimento Cassintegrati Telcom
Cub Sur Modena
Precari della scuola in lotta Modena
Cub Sanita' Cremona
Rsa Fisac Cgil Equitalia Nord (CR)
Rsu Fiom La Protec San Giovanni in Croce
Cobas Monopoli
Comitato No licenziamenti Eco Leather (BA)
Allca Cub Bolzano
Cub Vicenza
Flmu-Cub Telecom Italia (nazionale)
Usb Industria Lombardia
Il sindacato è un'altra cosa - opposizione Cgil Puglia
 

Manda la tua adesione a questo appello scrivendo a:info@coordinamentonoausterity.org 
Indicando: nome, cognome, organizzazione di appartenenza, città, eventuale sindacato o incarico sindacale.
E' particolarmente importante mandare adesioni di sindacati, rsu/rsa, collettivi, organizzazioni.