Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 22 ottobre 2016

Salt Peanuts

Luciano Granieri


Le società capitalistiche si basano fondamentalmente sull’imbroglio. Odiosi  escamotage che, “usano li ricchi per fregà li poveri" per citare Ettore Scola.  Ci sono grossi imbrogli , quelli in cui eccellono   le grandi banche e i fondi d'investimento , ma esistono  anche sotterfugi più piccoli,  di cui neanche ci accorgiamo perché accompagnano quotidianamente la nostra vita. Sono quelle clausole e clausolette che si nascondono nei  contratti dei  gestori telefonici, delle  società che si occupano di energia, per non parlare delle vessazioni che Acea impone nel nostro territorio.  Anche il settore farmaceutico e sanitario prolifera  di sistemi tesi ad aiutare i ricchi a fregare i poveri.  Pure il governo Renzi  si diletta in questo sport.  A parte il grande imbroglio della riforma costituzionale,  l’ultima trovata   è l'Ape . Una curiosa revisione pensionistica  per cui    se un anziano vuole andare in pensione qualche anno prima  si deve prestare i soldi da solo, ma pagare gli interessi alla banca, compresa l’assicurazione  che copre l’istituto finanziario nel caso in cui  il malcapitato dovesse tirare le cuoia prima che siano trascorsi  vent’anni dal prestito. Un prestito, sottolineo,   costituito  dai soldi che egli stesso ha versato in contributi.  Prestarsi  soldi da solo e pagare gli interessi alle banche, non è male come sistema per  fregare i poveri a vantaggio dei  ricchi . Sto divagando.  Come si intuisce dal titolo, il testo  dovrebbe occuparsi di musica. Ma l’introduzione non è fuori luogo. Infatti anche all’epoca dei boppers nell’America degli anni  quaranta e cinquanta , la borghesia ricca usava sempre qualche trucchetto per aumentare i propri guadagni. Era uso, nei locali dove si esibivano Charlie Parker, Dizzy Gillespie e soci, offrire agli avventori noccioline salate,  in modo da indurli  bere di più. I boppers , in particolare Gillespie,   per denunciare e porre in spregio  questa abitudine un po’ truffaldina -   come ogni manifestazione della borghesia bianca-   suonavano il brano Salt Peanuts (noccioline salate ). L’esecuzione  fu un vero e proprio cavallo di battaglia di Dizzy Gillespie. Il trombettista, durante il pezzo urlava in modo sarcastico “Salt Peanuts-Salt   Peanuts”.   Come si vede l’attitudine al raggiro  della borghesia capitalista si perde nella notte dei tempi.


Propongo di seguito una versione di Salt Peanuts  registrata nel 1970 dal vivo a Newport. Insieme a Gillespie suonano: George Davis alla chitarra, Red Mitchell al basso, David Lee alla batteria 
Good Vibrations

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