Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 21 settembre 2010

OSPEDALE FROSINONE PRONTO MA CHIUSO

da Omniroma 

E' quanto affermano in una nota Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, capogruppo e consigliere della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, questa mattina a Frosinone per partecipare al presidio organizzato per chiedere l'apertura del nuovo nosocomio cittadino.
"Il collasso del sistema sanitario regionale - continuano - incombe ed il commissario straordinario si sta dimostrando totalmente incapace a ricoprire questo ruolo, intervenendo in modo disorganico per risolvere emergenze da lei stessa provocate. Quella dell'Ospedale di Frosinone è una situazione tanto paradossale - affermano i due consiglieri - quanto difficilmente giustificabile nell'ottica del risparmio delle risorse pubbliche. Un ospedale nuovo ed attrezzato, nei fatti pronto per essere immediatamente operativo ma incomprensibilmente fermo. Ignoti i motivi che ne ritardano l'apertura, evidente il completo disinteresse della Presidente della Regione. Chiediamo alla Polverini di rivedere i decreti commissariali e di intervenire per l'immediata apertura del nosocomio di Frosinone, per evitare che diventi il nuovo simbolo degli sprechi di denaro pubblico".

Autunno caldo, ideologia o bassa politica?

di Andrea Cristofaro, Prc Frosinone



Sono stato testimone delle due giornate di protesta organizzate dalla Cgil, una contro la chiusura dell’ospedale di Ceccano, l’altra contro il rischio di ridimensionamento del nuovo ospedale di Frosinone. L’affluenza non è stata enorme, ma visto il periodo è stata accettabile. Se i motivi della protesta sono più che legittimi, non la penso allo stesso modo per le modalità con cui si è svolta la protesta e per i temi trattati dai politici intervenuti (già, perché hanno parlato solo dei politici). La mia impressione è che questa protesta diventi a tutti gli effetti una protesta a favore dei tagli alla sanità, e mi spiego: esponenti del centrosinistra illustrano come i limiti fissati dal governo riguardo ai posti letto ogni mille abitanti sia 3 virgola qualcosa, e che il centrosinistra durante il suo governo ha rispettato questo limite, operando nel contempo quelle che in un’azienda vengono definite delle ristrutturazioni, e che a seconda dei casi significano licenziamenti, tagli alle spese sulla sicurezza, cassa integrazione, precarizzazione. Nel caso della sanità si tratta in ogni caso di tagli alla spesa, ed i politici del centrosinistra che hanno parlato hanno rivendicato quei tagli. D’altronde durante la campagna elettorale con cui la Polverini ha poi vinto le elezioni, il centrodestra accusava il centrosinistra di aver distrutto la sanità in provincia e nella regione. Ora le parti si sono invertite: certo le scelte della giunta di destra sono scelte di pura macelleria riguardo al diritto alla salute degli abitanti della nostra provincia, e giustamente ora è il centrosinistra che accusa, portando conti alla mano il dato che ora i posti per mille abitanti scenderebbero a 2 virgola qualcosa. E allora perché io vedo il rischio che questa diventi una manifestazione in difesa dei tagli? Perché qui si parla di percentuali, mercificando la sanità e riducendola da diritto inalienabile di ogni persona a un privilegio che alcuni possono permettersi ed altri invece non potendoselo permettere devono arrangiarsi, per il semplice motivo che i bilanci e le percentuali dicono che questi ultimi devono arrangiarsi. Perché qui nessuno sembra mettere in dubbio il fatto che i tagli siano indispensabili, anzi si dà per scontato che i tagli vadano fatti, e quindi si fa a chi taglia in maniera migliore. Ma a qualcuno è venuto in mente che forse i tagli non vadano fatti? E’ venuto in mente a qualcuno che la sanità sia un campo in cui i tagli non vanno fatti, anzi vi si deve investire di più per tutelare il sacrosanto diritto alla salute di ogni cittadino? E’ venuto in mente a qualcuno che i tagli nella spesa per la sanità pubblica si traducono costantemente in ulteriori spese a favore della sanità privata? Ci dicono che bisogna eliminare i privilegi e gli sprechi della sanità pubblica: va bene, questo va fatto, e allora eliminiamoli questi privilegi. Ed invece a parole si dice di eliminare i privilegi ma nei fatti si tagliano i fondi pubblici e si aumentano i privilegi dei vari dirigenti, dei primari, delle ditte esterne. Quindi nessuno è impazzito: aveva ragione il centrodestra ad accusare il centrosinistra come ora ha ragione il centrosinistra ad accusare il centrodestra, ma si tratta solo di un gioco delle parti. Il vero problema è il sistema liberista che impone i tagli alle spese pubbliche; e tale sistema, pur con sfumature diverse, è appoggiato sia dal centrosinistra che dal centrodestra. Il risultato è quello di favorire i soggetti privati nel campo della sanità, perché così come succede nella scuola, nei trasporti, nel campo dell’energia, la distruzione del pubblico si risolve sempre in grossi regali ai privati. E le persone sono ridotte ad oggetti in balia della corrente senza punti di appoggio. E nello stesso discorso possiamo introdurre il tentativo di distruggere i diritti dei lavoratori e dei pensionati messo in atto da tempo ma ultimamente accelerato con i fatti di Pomigliano e di Melfi. Ed allora io mi chiedo e vi chiedo: ma si può essere contro i tagli alla sanità e poi essere d’accordo con Marchionne? Si può protestare contro i tagli alla sanità e poi non prendere posizione contro la privatizzazione dell’acqua o contro le devastazioni ambientali come la Tav, la creazione di inceneritori, il raddoppio di autostrade inutili o, ad es. l’aeroporto di Frosinone? Ebbene, è auspicabile innanzitutto che le vertenze sulla sanità nel lazio si uniscano e si organizzino per essere presenti contemporaneamente davanti alla regione lazio: quindi Ceccano, Pontecorvo, Frosinone, Montefiascone, etc., non per chiedere di non tagliare fondi alla sanità pubblica, ma per chiedere nuovi investimenti. E poi è importante che le diverse vertenze si uniscano: movimenti per la tutela dell’ambiente, per la difesa del lavoro, per la difesa dei diritti devono unire le forze perché l’avversario da combattere è lo stesso: il sistema liberista che mercifica tutto ciò che può essere soggetto a speculazioni private. Un appuntamento importante a cui tutti dovrebbero partecipare è a tal proposito la manifestazione nazionale del 16 ottobre a Roma indetta dalla Fiom. Solo se si riuscirà a compattare le lotte in un unico fronte esisterà qualche possibilità di ottenere qualcosa, e soprattutto si porteranno allo scoperto le incongruenze dei soggetti politici che contemporaneamente stanno dalla parte dei lavoratori e dalla parte dei padroni, dalla parte dei cittadini ma anche dalla parte degli speculatori che distruggono la dignità dei cittadini stessi. Voglio chiudere citando Ivan della Mea: “non facciamo confusione, se io sto con chi lavora io non sto con il padrone”.

Ancora tu, ancora qui, ancora noi

di Fausta Dumano


“Nessuna scuola mi consola” è il titolo di un libro di Chiara Valerio, è il leit motiv  di questa manifestazione, blocco notes, la redattrice di Aut , la location è quella di Piazza Gramsci dove c’è “IL POTERE PROVINCIALE” i protagonisti sono i “precari scuola” quella categoria precariamente giovane  a prescindere dall’età anagrafica . Flessibili lavoratori stagionali , collezionatori di punti e titoli , offerte promozionali del discount “Scuola Gelmini” un discount che offre qualità scadente (non per colpa dei docenti e degli Ata) per spingere verso la scuola privata . I “giovani precari” quelli storici hanno i capelli brizzolati e le prime rughe , eternamente fidanzati, sono stati scritturati per il  film “Domani sposi, oggi precari nel dondolio dei sogni e delle speranze”. Sogni calpestati come la loro dignità, volti smarriti , volti rassegnati, volti che si conoscono  e si salutano “Ancora qui, ma non dovevamo vederci più??” Hanno consumato le scuole delle scarpe negli anni per il diritto al lavoro, valige di cartone, hanno raggiunto località svariate nel loro pendolarismo, che non ha nulla a che fare con i viaggiatori per turismo. Alla dogana del “discount scuola” prendi tre paghi uno hanno trovato il “permesso a punti” una sorta di gioco dell’oca più ti avvicini alla casella “ETA’ PENSIONABILE” più trovi una sorpresa da doccia fredda “Resti fermo un giro.....” problemi tuoi se non hai i soldi neanche per mangiare . Troppo giovani per ottenere la stabilità nel discount, tropo anziani per riciclarsi in altri supermercati. A fianco dei precari la Cgil, l’Unicobas, e i Cobas , bandiere di Rifondazione Comunista, del Pdci  e dell’Italia dei Valori. Telecamere, fotoreporter della stampa, microfono aperto  ai precari storici, una delegazione incontra l’assessore provinciale “precaria” Quadrini, che partecipa all’operazione chirurgica dei tagli senza anestesia, tagli che producono ferite dolorose  che sventrano la scuola pubblica. Armi da guerra, una guerra che utilizza armi di distruzione al diritto all’istruzione, violando le più elementari norme di sicurezza, alunni stipati nelle aule..... Una scuola che va a rotoli.... Giovedì la protesta torna in piazza con una fiaccolata e lezioni creative, perché la scuola si regge sulla creatività e sulla fantasia......Ancora tu, ancora qui, ancora noi, la redattrice di Aut. Lunga carriera precaria prima della sospirata a tempo indeterminato, militante storica dei Cobas si guarda riflessa nel volto della coordinatrice provinciale degli Unicobas, scorrono le immagini di un film in bianco e nero “Come eravamo” Cassandre profetiche.... Ancora tu, ancora noi in piazza a sostenere la lotta dei precari, ancora tu a prendere la parola. Interventi sindacali, interventi politici . A giudicare dagli applausi la coordinatrice degli Unicobas e Guglielmo Maddè, l’operaio carismatico del Prc, sono promossi senza DEBITI in un pianeta pieno di debiti e di carenze che non assicura neanche gli obbiettivi minimi. Giovedì ancora in piazza a sostegno di una scuola che va a rotoli.

Il popolo si mobilita e trascina la politica

di Luciano Granieri.

Una  giornata veramente particolare quella di lunedì 20 settembre a Frosinone, una giornata di intensa attività politica, ovviamente come la intendiamo noi, fuori dalle aule e dentro le piazze. C’erano da rivendicare due diritti semplici, semplici, quello alla salute e quello all’istruzione. Si comincia a mezzo giorno davanti al nuovo ospedale di Frosinone intitolato a Fabrizio Spaziani. Nosocomio  aspirante alla qualificazione di Dea di II livello  che, nonostante le strutture  già pronte,  non è ancora funzionante né  è dato sapere quando potrà  aprire. Eppure la situazione del vecchio Umberto I  è drammatica soprattutto nel reparto medicina. Personale medico e paramedico insufficiente costretto a turni massacranti, malati lasciati al proprio destino, un pronto soccorso in cui, forse il soccorso si ottiene ma la prontezza è sicuramente una chimera, sono i flagelli di una struttura che ormai sta scoppiando.    La ragione che si adduce da parte  della Regione per giustificare il  ritardo nell’apertura del nuovo ospedale   è, tanto per cambiare,  la mancanza di fondi  necessari a retribuire   medici e infermieri. Eppure basterebbe stabilizzare  i sanitari precari che sono molti  e togliere qualche convenzione a cliniche private di amici e di amici degli amici. Ma come è noto la politica lacrime e sangue della sanità laziale ordita dalla giunta Polverini, dettata dal capo  Berlusconi e spalleggiata  dal tutore Alemanno , consiste nel togliere alla collettività e ai meno abbienti , per dare alle lobbies della finanza . Già  sabato 19, la comunità di Pontecorvo era scesa in piazza bloccando l’autostrada per protestare contro la chiusura, l’ennesima in Provincia, del locale ospedale. Ma al di là dei contenuti della manifestazione  bene illustrati dagli interventi in video, ci preme porre l’accento sull’eccezionalità  della protesta. E’ una delle poche volte in cui la politica segue la gente, si mobilita insieme al popolo  per l’ottenimento di bisogni primari . Come è noto la battaglia per l’apertura del nuovo ospedale Fabrizio Spaziani è stata concepita e sviluppata da movimenti e associazioni di cittadini. In questo frangente i rappresentanti erano  guidati dai rappresentati . Dunque nel corteo che ha attraversato i cortili del nuovo ospedale accanto alle associazioni e ai singoli cittadini, molti dei quali anziani, c’erano la Cgil con il proprio delegato alla funzione pubblica Beatrice Moretti, c’era la FIOM, i consiglieri regionali  d’opposizione Esterino Montino,  (PD) Ivano Peduzzi e Fabio Nobile (Fds), Francesco Scalia (PD), Luigi Nieri (Sel) e il sindaco di Frosinone Michele Marini.  Tutti dietro al POPOLO guidato da Guglielmo Maddè candidato alle ultime elezioni regionali  per Rifondazione Comunista. Notabili dirigenti di partito , amministratori pubblici, sindacati,  tutti insieme  a seguire il  POPOLO e  la FALCE E MARTELLO.  Certo il povero Maddè sbracciandosi lamentava il fatto che certa gente non era più adusa  alla piazza, ma riabituarsi è facile basta volerlo.  Pensando ai discorsi inconcludenti e sterili ascoltati  durante le giornate della  festa del PD, un evento di una tristezza unica, ci siamo resi conto, che le diatribe fra una corrente e l’altra, i veti incrociati sulle alleanze , sulle primarie  i ragionamenti sull’opportunità  di un  coordinatore regionale piuttosto che un altro, venivano spazzati via dalla volontà popolare che ha  altre necessità .  Forse il PD  ma anche gli altri partiti della diaspora della sinistra  dovrebbero trarre insegnamento  da questo lunedì 20 settembre, lasciar stare le alchimie, ascoltare i cittadini la cui agenda politica è fatta di bisogni, aspirazioni, speranze , e porre questa agenda politica alla base del proprio agire.
P.S.
Per quanto attiene alla manifestazione dei precari della scuola riferiamo in altro post.










domenica 19 settembre 2010

W L'Italia Liberata da Lega Ladrona

di Luciano Granieri.


Viva l’Italia, Repubblica Democratica Fondata sul Lavoro in cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche di condizioni personali e sociali. Viva l’Italia, Repubblica Democratica Fondata su Lavoro, in cui la scuola è aperta a tutti, l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento e la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO. Viva L’Italia ancora non liberata dal fascismo e che resiste all’ignoranza e alla barbarie di movimenti che giorno dopo giorno attentano alle regole fondamentali della Carta Costituzionale. Viva l’Italia che deve resistere agli attacchi di Lega Ladrona, novelli nazifascisti in camicia verde, che succhiano il sangue di tutti i cittadini per finanziare il loro federalismo,   che prevede il recupero dell’evasione fiscale del nord con le tasse pagate dal sud. Viva L’Italia che deve resistere alle “Scuole private della Padania libera” finanziate, in spregio al dettato costituzionale, dalla collettività,  e che deve combattere contro l’appropriazione indebita di Istituti  statali marchiati da simboli che nulla hanno a che vedere con L’Italia, Repubblica Democratica fondata sul lavoro.  Viva L’Italia che deve resistere ad un ministro dell’Istruzione IGNORANTE  il quale , tardivamente,  a malincuore, senza  condanne di sorta  ha rivendicato, cercando di non  disturbare, la riappropriazione alla collettività  di quella scuola sfregiata, consigliando  la rimozione di  simboli che nulla hanno  a che vedere con L’Italia, Repubblica  Democratica Fondata sul Lavoro.

RICORSO AL TAR DELLA MARANGONI

da RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO


Retuvasa, che il 17.09.10 insieme ad Anagni Viva, Comitato Osteria della Fontana e DAS si è costituita tramite i comuni avvocati di fiducia nel giudizio davanti al TAR del Lazio, promosso dalla Marangoni contro la decisione della conferenza dei servizi del 14.06.10 che ha bocciato il progetto di adeguamento dell’impianto attualmente dedicato all’incenerimento di pneumatici fuori uso all’attività di incenerimento di car fluff, guarda con serenità all’esito del ricorso. Siamo fiduciosi che il TAR confermerà quanto deciso in conferenza dei servizi, sulla base di motivazioni tecniche che riteniamo ineccepibili tanto dal punto di vista ambientale, quanto di salute pubblica e procedurale. Siamo anche fiduciosi sul fatto che Regione, Provincia e Comune, che hanno ben argomentato tali ragioni tecniche in sede di conferenza dei servizi, non avranno difficoltà a rappresentarle in sede di ricorso. Ricordiamo che la bocciatura del progetto di un impianto potenzialmente ad altissimo impatto ambientale come l’inceneritore di car fluff ad Anagni rappresenta una storica e imprescindibile inversione di tendenza rispetto alla pluridecennale logica di approvazione indiscriminata di fonti altamente inquinanti nella Valle del Sacco, sito di bonifica di interesse nazionale. La costituzione in giudizio nel ricorso Marangoni segue la nostra costituzione come parte civile nel processo per l’inquinamento della Valle del Sacco, in corso presso il Tribunale di Velletri, dove faremo la nostra parte insieme a Legambiente, WWF e Codici.

Anagni,19 Settembre 2010

Varcare le soglie della “poesia dell’arte”

di Fausta Dumano.



Non posso stare ferma devo sempre andare, dove non lo so, ma devo andare , a scoprire cosa c’è dietro la linea del confine illimitato, camminare per il centro storico di Frosinone è sempre un’avventura , superata la sensazione iniziale di trovarmi nella Kabul appena bombardata.....Blocco notes, la redattrice di Aut questa volta è stata catturata da una vetrina particolare, la location è Via Napoli a pochi metri dall’Accademia di Belle Arti “Mediterraneo” Articoli artistici, la deformazione culturale, da quando sto all’artistico, la parola Arte mi intriga. Tra tele e pennelli una sorpresa: il laboratorio artistico dell’artista Rocco Lancia. Un artista che non ha certamente bisogno di presentazioni, il direttore artistico di  Art Qube, l’orgnizzatore di insolite mostre "ALL'INSOLITO POSTO", protagonista delle INVASIONI di Nostra Signora Art.  Rocco Lancia nel laboratorio è circondato da giovani allievi , studenti di ogni fascia di età, perchè il maestro organizza corsi personalizzati, secondo i livelli d’età e i livelli di difficoltà. Un intreccio incredibile, un via-vai perchè il maestro è coinvolgente. Se avessi una giornata di 48 ore la tentazione di diventare un’allieva di Rocco Lancia sarebbe forte, per il momento resto incantata dalla sua capacità di trasmettere la tecnica. Osserva i bambini  la parte vitale del laboratorio , futuri artisti di Art Qube , perchè il maestro coinvolge sul campo . Un laboratorio attivo che emana quella miscela  deflagrante di sensazioni ed emozioni che mi attraversa il corpo, resto incantata ad ascoltare la lezione sul colore. Avrei tante domande da fare al maestro, ma non voglio interromperlo mentre crea con gli allievi. Blocco notes, le parole sono dei codici impietosi  che non rendono giustizia  alle emozioni che sprigiona il laboratorio basta varcare  la soglia ed entrare “Nella poesia dell’arte” essere trascinati dal vulcano delle iniziative , perchè il laboratorio è un cantiere in ebollizione . Mediterraneo un negozio artistico particolare , dove nessun oggetto si trova li per caso.....Le sorprese di questa città.