Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 5 maggio 2011

GAZA, STIAMO ARRIVANDO. CON VITTORIO NEL CUORE

Il Coordinamento Nazionale della Freedom Flotilla Italia – Stay Human

Con l’approssimarsi della manifestazione nazionale del 14 maggio, vogliamo rivolgere un appello a tutte le associazioni, le forze politiche e le personalità che hanno aderito al progetto della Freedom Flotilla per far cessare l’assedio di cui i Palestinesi della Striscia di Gaza sono vittime da anni.
Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri egiziano sull’ipotesi di un’apertura permanente del valico di Rafah ci incoraggiano ancora di più nel nostro progetto di raggiungere la Striscia via mare, sfidando il blocco israeliano insieme a tutte le organizzazioni della coalizione internazionale della Freedom Flotilla 2 – Stay Human
Il governo israeliano sta decidendo come affrontare la Flotilla, in un quadro regionale segnato da profondi sconvolgimenti, fra i quali la rinnovata unità delle forze politiche palestinesi, dopo anni di divisioni, unità che preoccupa oltre ogni misura l’occupazione israeliana. Non dimentichiamo come l’unità della resistenza sia stato un obiettivo per cui si sono mobilitati tanti giovani palestinesi, e come a questo obiettivo abbia dedicato le sue energie il nostro compagno, fratello ed amico Vittorio Arrigoni. Vittorio sarà sempre con noi, nei nostri cuori, nelle piazze, sulle nostre navi ed in tutte le nostre battaglie per la liberazione della Palestina e per una pace giusta in Medio Oriente.
I dirigenti israeliani si sono rivolti all’ONU ed ai governi, pretendendo che impediscano la partenza delle nostre navi, e il governo italiano ha prontamente risposto all’appello di Tel Aviv.
L’assalto dell’esercito israeliano alla prima Freedom Flotilla, lo scorso anno, è costato la vita a nove attivisti. Anche oggi, il governo israeliano rivendica la legittimità dell’assedio e nega la crisi umanitaria in cui versa Gaza a causa dell’assedio, e attribuisce alla flotilla intenti terroristici, preparando così il terreno per nuove iniziative di forza, immaginando che, come è sempre avvenuto in questi anni, alle blande condanne dei governi non farà seguito alcuna sanzione.
Il solo strumento di difesa che abbiamo è la solidarietà della società civile e delle forze democratiche. Vorremmo che questa solidarietà si manifestasse in tutta la sua ampiezza nella manifestazione del 14 maggio, ed è per questo motivo che chiediamo a tutti di esercitare il massimo sforzo affinché quel giorno vi sia la più ampia e determinata partecipazione. Chiediamo a tutte le organizzazioni di farci pervenire la propria adesione e di impegnarsi per far confluire a Roma il maggior numero di persone. Sono già in molti ad essersi attivati, a dimostrazione di quanto sia forte il bisogno di manifestare la propria solidarietà ai Palestinesi, ma c’è ancora molto da fare.
Il momento critico che sta attraversando la democrazia italiana, segnato prepotentemente dalla guerra e dalla volontà di impedire importanti consultazioni popolari, rende necessario mettere in campo la forza dei movimenti e della società civile.
La manifestazione del 14 maggio è un appuntamento importante per gli amici del popolo palestinese e della pace, per tutti quelli che credono nella democrazia, nella libertà, nella giustizia sociale e nei diritti umani. Un appuntamento da non mancare.

mercoledì 4 maggio 2011

l' insognata.le terme e........la santa dei desideri impossibili......

Fausta Dumano


 A casa dell' insognata non ci sta mai un momento di pace, perchè la realtà che la circonda supera sempre la sua fantasia....l' insognata è una migrante, quindi fa sempre scoperte nuove.....è una città particolare, dove gli amministratori  per tutelare i siti archeologici li proteggono con una filosofia intelligente.......proteggerle dalla vista, dalla speculazione del turismo e dagli agenti atmosferici,per questo motivo la città sotterranea è ben protetta ci si costruisce sopra......trattasi di un modello da prendere come esempio.....niente atti di vandalismo, niente stress da file di turisti, niente spese di personale ,niente spese per la manutenziione.SCOPERTE SEMPRE NUOVE PER LA MIGRANTE......3 MAGGIO....apre facebook, il suo mondo parallelo, amici vicini e lontani le chiedono come festeggia il tre maggio....l' insognata si sente ignorante , nell' universo  la sua città, quella dove vive è famosa per la santa del giorno. Apre il sito del comune, la santa secondo la tradizione ha scoperto la croce, chiaro simbolo, di conseguenza è la protettrice dei desideri irrealizzabili....una cosa destinata ad essere una chimera, un' utopia avviene pertanto nel giorno di santa....(bip bip)Appena l' insognata ha cominciato a scrivere l' incipit di un racconto sulla processione alla santa dei desideri , subito ilaria, paolo hanno replicato ''CHE FANTASIA CHE TIENI''da TORINO è giunto in soccorso un amico ciociaro che ha linkato il sito del comune......siccome la pagina dell' insognata è più famosa del sito del comune sono arrivati tanti turisti in città a cercare la processione..........hanno trovato dei lumini e dei cartelli che invocavano santa ......(bip bip)a tutelare la zona delle terme ......da oggi santa bip bip ha un desiderio in più visitare le terme romane

Sì allo sviluppo sostenibile, no all’aeroporto di Frosinone


Dopo oltre 15 anni, l’aeroporto di Frosinone continua a turbare ogni serio proposito di rilancio in termini di green economy per il Frusinate e l’intera Valle del Sacco. Eppure, l’assurdità di tale progetto, insostenibile dal punto vista tecnico, economico e ambientale, era emersa in piena luce nel corso della conferenza dei servizi regionale del 28.10.09, promossa de facto dall’ex assessore al demanio nonché ex presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia. Una bocciatura inappellabile. Ridicola dunque l’affermazione ufficiale dello stesso Scalia, in data 29.04.11, per cui “Nella prima -ed unica- riunione del 28 ottobre 2009 (ho i verbali, per chi li volesse consultare) l'Enac e la Difesa fecero solo delle osservazioni, peraltro compatibili con la nostra richiesta di realizzare un aeroporto da 3 milioni di passeggeri”. In base ai verbali citati, risulta infatti che nel corso dell’unica conferenza dei servizi che si tenne - in quanto oltre alla clamorosa bocciatura dello
studio di fattibilità proposto vi erano delle incongruenze procedurali - l’ENAC ripresentò per
l’ennesima volta le insormontabili ragioni riguardo l’inconsistenza del progetto aeroportuale, a causa dell’interferenza delle rotte di volo dell’aeroporto candidato con quelle di Fiumicino, Ciampino e Grazzanise; di ragioni di sicurezza determinate dall’orografia e dalle condizioni meteo climatiche della Valle del Sacco; di motivazioni ambientali secondo cui, per esprimerci in termini intuitivi quanto efficaci, la Valle del Sacco e il sito aeroportuale prescelto sono una “camera a gas” soggetta a frequenti fenomeni di inversione termica. Ragioni a cui non rispose a tono il progettista della Tecno Engeneering. L’Aeronautica Militare ribadì l’incompatibilità della scuola elicotteristica di volo - com’è noto struttura d’eccellenza a livello nazionale – con un aeroporto civile. Il progettista della Tecno Engeneering non trovò di meglio che appellarsi a un’inesistente precedente disponibilità da parte del Ministero della Difesa. Tacendo infine di altre osservazioni del
Ministero delle Infrastrutture, del Ministero dell’Ambiente, della ASL di Frosinone, della stessa Rete Ferroviaria Italiana. Per quanto riguarda affermazioni ufficiali del presidente della società Aeroporti di Frosinone, Gabriele Picano, in data 28.04.11, non possiamo non riscontrare lo stesso gioco più volte adottato da Francesco Scalia. Aumentare o diminuire a fisarmonica il numero dei passeggeri per imbonire il possibile impatto ambientale. Egli parla di 400.000 passeggeri quando lo stesso sito AdF chiarisce che l’aeroporto regionale prevede 400.000 passeggeri nella fase iniziale e 2 milioni a regime. Se poi fosse effettivo il ripiegamento su un semplice aeroporto leggero (aero taxi e light jet), è evidente che crollerebbe la sostenibilità economica, peraltro del tutto discutibile per lo stesso aeroporto
regionale. D’altro canto, come anche agli onori della cronaca nazionale, l’aeroporto di Frosinone nel 2009 suscitò molto interesse in faccendieri vicini alla camorra. Un aeroporto aero taxi o light jet avrebbe forse l’unico effetto di agire nel tempo come trojan horse per un aeroporto regionale che, se decollasse davvero, non potrebbe che produrre i danni segnalati dall’Enac in termini di rotte di volo, sicurezza e inquinamento. L’aeroporto di Frosinone serve dunque solo come paravento per giustificare progetti di speculazione edilizia su centinaia di ettari di territorio, ricadenti sulle spalle di centinaia di cittadini espropriati a prezzi da fame. La stessa ipotesi di una traslazione della stazione di Frosinone dal centro cittadino ai pressi del “Moscardini” con linea aeroportuale dedicata
è funzionale alla speculazione edilizia, non certo a un miglioramento dell’offerta ferroviaria per le migliaia di pendolari ciociari afflitti dal calvario quotidiano della Roma-Frosinone-Cassino. Il presidente della società di gestione AdF, nonché presidente della Provincia, Antonello Iannarilli, ha dichiarato che in settimana apporrà la sua firma al documento necessario alla Valutazione Ambientale Strategica da parte del proponente (ovvero la stessa AdF), il cui iter peraltro sembra procedere con una selva di irregolarità amministrative, prima tra tutte la mancata consultazione del “pubblico interessato”, tra cui le associazioni ambientaliste, senza la quale la VAS smarrisce il suo stesso DNA. Lo invitiamo dunque a ripensarci. Tenendo conto tra l’altro che ha dimostrato di saper voltare pagina nei confronti del precedente governo provinciale sulla questione Acea Ato 5. Le risorse destinate al territorio vanno impiegate invece per progetti di green economy come quello proposto dalla Fondazione Kambo – magari discutibile in alcuni punti, ma non certo nella filosofia e nella capacità di coinvolgere tutte le componenti della società - inspiegabilmente abbandonato. Nell’ambito di un tale disegno di struttura può aver posto - questo è l’unico elemento sensato e scorporabile dell’intero progetto AdF - un eliporto civile che si ponga come punto di eccellenza per il soccorso sanitario e ambientale, in sinergia con le aziende elicotteristiche operanti sul territorio e con la scuola elicotteristica di volo dell’Aeronautica Militare. Ci appelliamo infine al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e all’Assessore all’Ambiente Marco Mattei perché investano oculatamente le risorse del Lazio destinate a un territorio che ne ha molto bisogno, congelando l’entrata della Regione nel capitale sociale di AdF. Ci appelliamo a tutte le forze politiche regionali, provinciali e comunali perché sostengano la nostra azione. Chiediamo l’immediata convocazione di un’audizione tematica in Commissione Trasporti regionale.

Ferentino, 04.05.11

Le Associazioni:

Cittadini No Aeroporto Ferentino-Frosinone

Legambiente Lazio – Il Presidente Lorenzo Parlati

WWF Lazio – Il Presidente Vanessa Ranieri

Rete per la Tutela della Valle del Sacco – Il Presidente Alberto Valleriani

CODICI Federazione di Frosinone – Il segretario provinciale Luigi Gabriele

Verdi Ambiente e Società – Il presidente nazionale Guido Pollice

martedì 3 maggio 2011

Paura del POPOLO SOVRANO

Luciano Granieri


I referendum fanno paura. Questo è ormai assodato. Si sta cercando in tutti i modi di zittire il popolo che è sovrano solo quando fa comodo al palazzo. Il Governo, da tempo sta disseminando di trappole  il corso referendario per annullarne  gli effetti. Si è iniziato con la data della consultazione   disgiunta dalle ELEZIONI amministrative, si è proseguito con    una “MORATORIA ABROGATIVA” , trappola nascosta nel decreto “OMNIBUS”, per fermare il quesito contro il nucleare, si continuerà con una probabile  sciabolata inserita sempre nell’omnicomprensivo “OMNIBUS” tesa a decapitare i quesiti sull’acqua pubblica. Il primo obbiettivo, si dice, sia  quello di disinnescare il referendum sul legittimo impedimento, il quale non può essere annullato con sotterfugi legislativi e dunque è indispensabile il non raggiungimento del quorum, traguardo  molto  più semplice da raggiungere se gli altri quesiti vengono annullati. Ma esistono altre ragioni per cui conviene alla casta neutralizzare  tutta la consultazione referendaria, Sull’acqua, ad esempio, molti squali all’interno di confindustria già stanno facendo i conti sugli immensi profitti che potranno  realizzare sulla gestioni idrica e spingono Berlusconi affinché nessun popolo sovrano si metta di mezzo. Stesso discorso per il nucleare. Quanti palazzinari si stanno leccando i baffi al solo pensiero delle colate di cemento che avranno da gettare per costruire le strutture destinate ad ospitare centrali dal futuro comunque incerto  ? Speriamo nella Cassazione che, a decreto approvato, dovrà valutare se la nuova normativa sul nucleare , che modifica la precedente, avrà  assunto “i principi ispiratori” e i “contenuti normativi essenziali” che si pongono  a fondamento della richiesta di referendum abrogativo. Una speranza c’è . L’emendamento del Governo su cui si dovrebbe spostare il giudizio del corpo elettorale è composto da otto commi cinque di questi abrogano tutte le norme su cui è stato richiesto il referendum, nel  primo comma invece si legge che ” Non si procede alla definizione e attuazione del programma  nucleare solo momentaneamente in attesa di  acquisire ulteriori evidenze scientifiche e in attesa delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea” Questo assunto appare incompatibile con la richiesta dei promotori del referendum che invece vogliono l’abbandono definitivo di ogni politica nucleare in Italia. Secondo  Gaetano Azzariti  professore ordinario di "Diritto  costituzionale" presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Roma “La  Sapienza” “La particolare struttura della disposizione normativa proposta dal Governo permetterebbe quindi un trasferimento del quesito rispettoso dei diversi principi ispiratori. Basterebbe operare il trasferimento solo sul primo comma. In tal modo il corpo elettorale sarebbe chimatato a scegliere tra la sospensione momentanea delle politiche nucleari, così come ritenuto necessario dal Governo, e il definitivo abbandono di ogni politica nucelare, così come richiesto dai promotori del referendum.” In buona sostanza si dovrebbe tenere il referendum solo sul primo comma della nuova normativa per sancire il definitivo e non temporaneo effetto dei commi successivi che rinunciando ad ogni politica nucleare, rispettano il principio ispiratore dei referendum. Vedremo se sarà questa la decisione della Cassazione. Nel frattempo la paura come detto, fa novanta e continuano le azioni atte a comprimere ogni tentativo di DIFFONDERE  il merito dei referendum. Ad esempio nel concertone del primo maggio, l’organizzazione ha deciso di far firmare agli artisti, prima della esibizione , una liberatoria in cui si impegnavano a non parlare dei referendum e a non dare indicazioni di voto “Una  normale applicazione della legge sulla par condicio” si giustificava l’organizzatore Marco Godano,  non tenendo conto che il comitato di vigilanza Rai, ancora non ha definito le regole per la comunicazione referendaria a causa  dell’ostruzionismo dei membri in quota alla maggioranza, per cui è difficile rispettare regole che ancora non esistono . Infatti il pensiero del cast era un altro. Si bollava questa liberatoria come “il tentativo di mettere la sordina a cantanti e attori” . Erriquez, il cantante della Bandabardò si è arrabbiato sul serio affermando di essere di fronte “a un vero e proprio atto di censura” . Fortunatamente esiste la rete per cui nel corso del concerto gli artisti hanno potuto egualmente esprimersi nel video che di seguito pubblichiamo.  




Consigli elettorali

ANPI Frosinone


L’ANPI  invita i sui soci e tutti i cittadini che si richiamano ai valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace, che hanno animato la Lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica:
- a prendere parte alle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio per contrastare con efficacia l’astensionismo affinché, con una grande partecipazione al voto, in particolare delle nuove generazioni, esso si confermi come una essenziale conquista democratica;
- a dedicare il proprio voto, in presenza di una grave crisi della democrazia e dei continui attacchi cui è soggetta, a quelle forze politiche ed a quei candidati per i quali l’Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile e che in coerenza con valori, i principi e gli obiettivi della Costituzione, ispirano i loro programmi e la loro azione all’esigenza di un rinnovamento politico e sociale del Paese ed in particolare della realizzazione di un futuro dignitoso e sereno per le nuove generazioni.

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L’ANPI invita i suoi soci e tutti gli antifascisti e i democratici a 
partecipare al voto referendario del 12 e 13 giugno e a dare 
indicazioni coerenti col dettato Costituzionale, coi principi di libertà, 
giustizia, uguaglianza. A favore quindi della tutela dei beni pubblici, 
contro tutti i provvedimenti che possono mettere a rischio la salute 
e la sicurezza dei cittadini, e contro quelli che contrastano con 
l’esigenza e la necessità di una giustizia uguale per tutti.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

Liberati dei CARC

di Fabiola D'Aliesio candidata al Consiglio Comunale con la Lista Napoli è Tua



Il Pd a De Magistris:«Lìberati dai Carc»
La replica dell'ex pm: «Mai. Piuttosto siano Orlando
e Morcone a prendere le distanze da Bassolino»







Napoli, 28.4.11

Sui tentativi di intimidazione, in perfetto stile camorristico, del PD nei confronti di 
Luigi De Magistris, del Partito dei CARC e del Sindacato Lavoratori in Lotta. 

Il cambiamento fa paura al PD e a tutti gli affaristi e politicanti, perché il cambiamento è possibile: dipende dalla organizzazioni operaie e popolari della nostra città! Avanti tutta! Oggi è stata diffusa la notizia dell'attacco pubblico sferrato dal commissario provinciale del PD, Andrea Orlando, e dal segretario regionale, Enzo Amendola, nei confronti di Luigi De Magistris, del Partito dei CARC e del Sindacato Lavoratori in Lotta. Luigi De Magistris ha già risposto in maniera chiara, rimandando al mittente  l'attacco e i "consigli" di stampo camorristico di Orlando e Amendola. Io aggiungo che le vere "frange violente" sono quelli che hanno ridotto la nostra città a una discarica a cielo aperto, condannano migliaia e migliaia di persone alla disoccupazione, a morire di lavoro, di malasanità, di disperazione, avvelenano l'ambiente in cui viviamo! Sono quelli che hanno mandato le forze dell'ordine a malmenare le mamme vesuviane, sono i Trocina che massacrano i disoccupati che rivendicano un lavoro. I veri violenti sono quelli che sostengono i bombardamenti "umanitari" della popolazione in Libia, in Afghanistan, in Palestina, sono i responsabili dei campi di concentramento e delle stragi di immigrati nel Mediterraneo! Di questa schiera fanno parte i partiti degli Orlando e degli Amendola, dei Lettieri e i loro soci! Invece quanti lottano e si battono senza se e senza ma per mettere fine a questi crimini e a questa barbarie non sono dei violenti, ma gli unici e veri fautori di una civiltà e di una giustizia degne di questo nome! La questione è molto semplice: la lista Napoli è Tua fa paura al PD, ai poteri forti e alla rete di malaffare che ha costruito e su cui fin qui si è retto! Grazie all'azione delle organizzazioni operaie e popolari che compongono e che sostengono la lista Napoli è Tua essa può infatti avviare un reale cambiamento della nostra città, se costruiremo un'Amministrazione Comunale d'emergenza che diventi centro di mobilitazione e organizzazione per la conquista di un lavoro utile e dignitoso per tutti (condizione questa centrale e imprescindibile per risolvere realmente tutti gli altri problemi)! I tentativi di intimidazione che il PD, in perfetto stile camorristico, sta facendo nei confronti di Luigi De Magistris hanno un obiettivo chiaro: cercare di mettergli paura, fargli fare un passo indietro e spingerlo a dissociarsi e a far fuori dalla lista Napoli è Tua le componenti popolari, al fine di impedire che essa diventi centro di mobilitazione per il cambiamento della città e ridurla ad una lista qualsiasi, un'altra semplice e innocua appendice del teatrino della politica borghese! Lancio l'appello a tutti i candidati della Lista Napoli è Tua e delle altre liste popolari (Napoli non si piega, Movimento a 5 stelle, PCL) e a tutte le forze popolari e progressiste della nostra città a prendere posizione pubblicamente contro questo attacco: oggi il PD attacca il Partito dei CARC e il Sindacato Lavoratori in Lotta, domani, se non risponderemo in maniera unitaria e compatta, attaccherà il Presidio di Chiaiano e il candidato presidente all'VIII municipalità Ivo Poggiani, Lucia De Cicco della Terra dei Fuochi candidata al consiglio comunale, per poi "passare a rassegna" tutte le altre componenti progressiste della lista! Questo attacco tocca
tutti coloro che, al di la delle liste di appartenenza, lottano per il cambiamento reale della nostra città, mette a repentaglio l'agibilità politica di tutti coloro che non sono allineati ai voleri della casta!



lunedì 2 maggio 2011

TUTTI I DUBBI SULL'UCCISIONE DI BIN LADEN: PERCHE' GETTARE IL CORPO IN MARE? PERCHE' SI DICE CHE LA FOTO DEL CADAVERE SIA FALSA?

Partigiani del Terzo Millennio


Sono passate poche ore dall'uccisione di Osama bin Laden, e immancabile, viene a galla la teoria del complotto. Perché gli americani lo hanno ucciso, anziché farlo prigioniero? Perché l'America si espone alla reazione «tremenda» preannunciata dal figlio Omar, sebbene ultimamente si dicesse che il leader afghano fosse diventato «ininfluente»? Perché gli americani hanno già gettato il suo corpo in mare? Perché si dice che la foto del cadavere sia falsa? E' un caso che i giornali americani non la pubblichino?

Sono queste le domande che corrono da una parte all'altra del mondo, attraverso il web, per il momento tutte senza risposta. Ma molti osservatori non possono fare a meno di notare che gli Stati Uniti sembrano gestire la comunicazione delle prime ore sulla morte del leader di Al Qaeda con avventatezza. I dubbi di molti analisti erano infatti largamente prevedibili. E se è vero che operazioni del genere sono sempre registrate, essendo già passate diverse ore dall'annuncio dell'uccisione, se c'è un video sarebbe anche ora di farlo saltar fuori. 

In effetti, la Casa Bianca ha fatto sapere di non aver ancora deciso se rendere pubbliche le foto che mostrano il corpo di Osama bin Laden dopo l'uccisione con colpi sparati alla testa. Fonti del Pentagono hanno sottolineato che, anche con le ferite alla testa, il volto di Osama bin Laden è riconoscibile. Sarebbero inoltre in corso rilevazioni scientifiche sul DNA da campioni prelevate dal corpo del leader di Al Qaida. I risultati saranno comparati col DNA di familiari di Osama bin Laden già in possesso delle autorità americane. 
Gli Stati Uniti nel frattempo si muovono sul piano operativo: hanno diffuso un'allerta alle ambasciate americane nel mondo, mettendole in guardia da possibili attacchi di rappresaglia di al-Qaeda per l'uccisione di Osama Bin Laden. 

Già alle 6 di stamane (ora italiana) le agenzie cominciano a battere la notizia secondo cui "gli Usa faranno in modo da garantire che il corpo di Osama Bin Laden, di cui sono in possesso, riceva trattamento conforme alla tradizione dell'islam" (la salma va lavata, avvolta in un sudario e sepolta entro 24 ore). Ciò nonostante, gli Usa decidono di gettare il corpo in mare. 

Una "sepoltura" che cancella tutte le tracce e che alimenta le teorie cospirative secondo cui Osama non sia mai stato ucciso. E, soprattutto, «completamente contraria alle regole dell'Islam», come hanno dichiarato fonti della Grande Moschea di Parigi, «assai sorprese» dall'annuncio della sepoltura in mare. Questa peraltro non è stata ancora confermata ufficialmente: un alto dirigente dell'Amministrazione Obama si è limitato ad affermare che il corpo «è stato trattato secondo la pratica e la tradizione islamica, si tratta di una questione che prendiamo molto sul serio». 

Alle 7.46 ora italiana le tv pachistane mostrano il volto sfigurato del cadavere del leader talebano. Ma il movimento talebano pachistano Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp) smentisce la notizia della morte. Il Ttp è il principale gruppo talebano considerato responsabile per le principali stragi terroristiche degli ultimi anni e legato ad al Qaida. Pochi minuti dopo, sui siti islamisti si moltiplicano gli annunci che promettono vendetta per la morte del capo di Al Qaida. «Oh Dio, fai che la notizia non sia vera, Dio maledica Obama», afferma un messaggio pubblicato su un forum in lingua araba. «Oh americani, è ancora legale per noi tagliarvi il collo». «Osama potrà essere stato ucciso, ma il suo messaggio della Jihad non morirà mai», afferma un altro messaggio. 

Possibile che gli Stati Uniti si siano esposti alla vendetta preannunciata dal figlio di Osama, Omar bin-Laden, che aveva dichiarato che se suo padre fosse stato ucciso "il mondo diventerà molto, molto cattivo"? Non a caso, il Regno Unito si è svegliato oggi con il messaggio del premier David Cameron che ha precisato in tv: «La morte del capo di al Qaida è un grande sollievo ma non segna la fine della minaccia terrorista: dobbiamo essere particolarmente vigili nelle prossime settimane».

Alle 9.27 ora italiana, la Cnn annuncia che il corpo di Osama è stato gettato in mare, secondo il rito della tradizione islamica. Ma poche ore prima non era stato detto ai giornalisti che lo avrebbero potuto vedere? In realtà, la decisione statunitense viene giustificata con il «rifiuto delle autorità pachistane e saudite di prendere in consegna il corpo di Osama Bin Laden». Motivo: «Non è un cittadino pachistano e quindi non c'è motivo perchè il suo corpo sia consegnato ai pachistani», ha detto la fonte secondo la quale lo stesso rifiuto è stato espresso anche dall'Arabia Saudita. 

Passano pochi minuti e comincia a girare la notizia che la fotografia del volto sfigurato sia falsa. In effetti, è stata la televisione pachistana GeoTv in lingua urdu a diffondere per prima la fotografia del volto sfigurato e sanguinante di un uomo ucciso, affermando che si trattava del leader di Al Qaida, Osama bin Laden (salvo poi ammettere, qualche ora dopo, che fosse un falso). La televisione satellitare francese BFMTV è stata tra le prime a rilanciare l'immagine del cadavere, che poi hanno fatto rapidamente il giro del globo, senza però che ci fosse alcuna conferma del fatto che fosse autentica. La televisione francese, illustrando la foto, dice: «gli americani hanno appena fornito la prova (della morte di bin Laden) con questa immagine». E molte televisioni italiane ed europee le hanno ridiffuse, senza dubitarne l'autenticità. 

Ma le reti televisive americane, al contrario, non diffondono la foto. Sul sito internet Le Post si avanza l'ipotesi che si tratti di un fotomontaggio. Zoomando sull'immagine infatti si nota una netta differenza tra la parte alta del viso e la parte bassa: una parte del volto di bin Laden, bocca, mento e barba potrebbe essere stata incollata al cadavere di un altro uomo. Secondo un giornalista della France Presse, Francois Bougon, - continua il sito internet - questa foto circolerebbe sul web dal novembre 2010. Il sito Peacereporter, poi, afferma senza mezzi termini che la prima foto di Bin Laden ucciso è un falso ottenuto col fotoshop. Si tratta - dice Peacereporter - di una immagine evidentemente elaborata con un programma di editing di immagini, ripresa dal sito «unconfirmedsources». Il nome del file, peraltro, 20060923-torturedosama.jpg, secondo Peacereporter dovrebbe bastare a chiarire l'equivoco: si tratta di una foto del 23 settembre 2006 il cui nome è «Osama torturato». Scaricando tuttavia la foto da siti che l'hanno ripresa, risulta che l'immagine ha effettivamente quella didascalia. La sequenza numerica va letta come una data: 2006 (anno) 09 (mese) 23 (giorno).

Alle 9.38 ora italiana fonti americane ufficiali confermano: Osama è stato sepolto in mare. Portandosi dietro un oceano di misteri.