Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 23 giugno 2011

Invalsi: la scuola non finisce mai... di stupire

di Maria Rosa Panté *

Quando sento parlare di tagli alla spesa pubblica rabbrividisco.
Perché so che il governo Berlusconi comincerà dalla scuola (e a seguire da tutti i servizi per i cittadini). Continueranno e si intensificheranno i tagli ai docenti, al personale ATA...
Minori spese disse una volta la Gelmini, su suggerimento di un suo collaboratore. Intanto i primi risultati della scellerata politica sono: più alunni per classe (fino a oltre 30 in barba a ogni norma di sicurezza) e meno docenti, cioè più ignoranza e più disoccupazione. Forse il governo pensa: meglio sudditi ignoranti che cittadini formati e informati, meglio lasciare a casa i docenti che son tutti di sinistra e non son voti persi per noi. (Sono cose già dette, ma giova ripeterle).
Quando sento parlare di ricorsi vinti, mi sento rattrappire.
Perché so che il governo Berlusconi è ontologicamente illegale. E infatti se la normativa europea prevede che dopo tre anni di precariato, ove sia dimostrata l'utilità del precario, questi debba essere assunto a tempo indeterminato, se anche un tribunale ha accolto i ricorsi di tantissimi docenti precari, subito spunta un decreto, nel calderone dei decreti, che annulla questa norma e che verrà approvato col voto di fiducia. E l'Europa? Speriamo che l'Europa non stia a guardare. Ma si sa l'Europa esiste solo per le guerre e la finanza che spesso sono un tutt'uno.
Quando sento dire basta con le classi pollaio (cioè sovraffollate), ancora una volta il ricorso di docenti e genitori è stato vinto, mi si gela il sangue.
Perché so che ignorare la legge è facile e questo governo sguazza negli escrementi della sua illegalità e nonostante il Consiglio di Stato abbia respinto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, le classi per qualche miracoloso ulteriore decreto saranno ancora di oltre 30 persone e molti docenti, nonostante i numerosi anni di servizio, si ritroveranno a cambiare istituto, città, luogo di lavoro, in un precariato perenne. E fortunati loro che ancora hanno il lavoro!
Quando la Gelmini (esempio massimo secondo me di proterva ignoranza) parla di merito mi si rizzano i capelli.
Han pestato tanto per il merito nella scuola, han pensato di far passare il merito attraverso la valutazione delle prove Invalsi (test per gli studenti che sondano le loro conoscenze in varie materie), gli insegnanti si sono ribellati, molti hanno pensato che lo facessero perché “nessuno mi può giudicare”. Può darsi, ma quest'ultima notizia, secondo me, rende giustizia alle proteste dei docenti. Dunque prove Invalsi per l'esame di terza media. Docenti che correggono secondo le indicazioni del Ministero i test. Finito il lavoro arriva una mail: “Scusate abbiamo sbagliato, si devono correggere le griglie di valutazione”. Insomma tutto da rifare.
Chi adesso potrà convincermi che devo affidare a gente così la valutazione del mio merito? Chi valuta il loro, a cominciare dal Ministro della Pubblica Istruzione?
E così quando sento parlare di scuola mi cadono le braccia, lo sconforto mi prende e lo sgomento. Ma queste scelte scellerate si pagano, ad esempio a Milano credo che anche la rete dei docenti e dei genitori, molto forte e attiva, abbia aiutato a cambiare rotta nel governo della città.
È ora che il famoso vento cambi anche per la scuola. E che sia impetuoso!

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* Maria Rosa Panté
Vive a Borgosesia (prov. di Vercelli) ed è insegnante. Collabora ai siti www.personaedanno.it; http://www.bibliomanie.it;/ Voci del verbo insegnare (Istituto Gramsci di Bologna); alla rivista online Griselda dell’Università di Bologna. Occasionalmente scrive per altre riviste soprattutto online. Ha pubblicato, nel 2004, una raccolta di liriche (...)

Manganello Day

Luciano Granieri

Stasera presso la società operaia di Frosinone  ci sarà una festa per celebrare la vittoria dei 4 SI  ai referendum. Fra le ultime amministrative e la tornate referendarie il popolo ha veramente molto da festeggiare.  Ci troviamo davanti a  successi  maturati grazie al coinvolgimento dei movimenti, della rete, pratiche propedeutiche ad un sistema di democrazia partecipata. Incubo che ritorna per l'èlite dopo 10 anni,  dai fatti del G8 di Genova. Ma  mentre il popolo festeggia, governo e poteri forti stanno già assemblando gli anticorpi per neutralizzare le decisioni   sancite  dalle urne. Spunta L' AGENZIA PER L'ACQUA,  un organismo pubblico di nomina politica che dovrebbe regolare il mercato il quale, non verrà mai tolto dalle mani delle multinazionali.  Con questa ennesima truffa il governo tenta di superare ciò che i due quesiti sulla distribuzione idrica  hanno ribadito e cioè che l'acqua "BENE COMUNE" non può essere gestita da privati né costituire oggetto di profitto. E' iniziato un sordido piano di sabotaggio sulla politica che il neo sindaco di Napoli De Magistris sta attuando per lo smaltimento dei rifiuti. Il governo ha bloccato il provvedimento  che prevedeva lo stoccaggio di rifiuti  in discariche site fuori dalla  Campania, la camorra minaccia i cittadini di interi quartieri, affinché non effettuino la raccolta differenziata. La stessa camorra insozza le strade con altri rfiuiti portati da fuori tramite convogli scortati dalle forze dell'ordine . Insomma   la controrivoluzione è già in atto anche in forma violenta, basta vedere come è andata a finire,  nei giorni scorsi, la protesta dei precari di fronte a Montecitorio. In altre parole sta accadendo che la voglia di democrazia espressa dallo'esito  dei referendum e delle amministrative, sta subendo un violento e subdolo  attacco dai centri di potere sconfitti dal POPOLO SOVRANO. Quando le èlite si sentono minacciate dalla vera democrazia si incattiviscono e incattiviscono i loro organismi di controllo, leggi forze dell'ordine. Non è dunque finita. Prepariamoci  a scendere di nuovo in piazza per contrastare una controrivoluzione violenta e vigliacca. Purtroppo prevediamo che i manganelli torneranno a sferzare l'aria e ad abbattersi sui manifestanti. In previsione di quanto probabilmetne  avverrà, proponiamo il video che segue. IL TEMPO DELLA RESISTENZA NON E' FINITO, anzi si farà ancora più aspro.




Come operano le forze dell'ordine durante una manifestazione? Manganellate e terribili pestaggi a discapito di inermi e indifesi cittadini che manifestano il proprio pensiero e opinione pacificamente. Un video scandaloso che narra della vigliaccheria, del servilismo e dell'abuso di poterein Italia, non più repubblica ma ormai regime inoltrato.


Premonitore di un evento di portate colossali. MANGANELLO DAY... STAY TUNED!

Maturità - Ottimi temi, dove si studiano?

Alessandro Robecchi da "il manifesto"


Non so se qualcuno abbia già avvisato l’Onu, ma il caso di tortura di massa perpetrato ieri ai danni di alcune decine di migliaia di giovani italiani non dovrebbe passare inosservato alle associazioni umanitarie. I temi di maturità sono sempre una buona occasione per tracciare lo stato dell’arte e da essi si possono evincere molte cose. Per esempio quale sia l’abilità degli studenti nell’uso delle nuove tecnologie (essi vengono perquisiti severamente prima dell’esame, anche se su Twitter si sapeva già molto prima delle nove), o cosa diavolo si fumano al ministero dell’Istruzione. A giudicare dai temi di ieri, roba buonissima. Ungaretti, per dire. Bella traccia, niente male: una poesia minore di un autore che di solito non si raggiunge con il programma nemmeno se il professore corre i cento metri come Bolt. In questo caso tutti pensano: mi salverà il tema storico. E anche qui, sorpresona: una lunga analisi di Hobsbawm sul “secolo breve”che però svisa negli anni Settanta, una di quelle cose di cui in un liceo non si parla quasi mai, se non per dire che gli anni di piombo, la violenza, la droga, eccetera eccetera. Insomma, molto scivoloso. A meno che uno non abbia fratelli maggiori, genitori particolarmente inclini all’amarcord o una sua speciale predisposizione, gli anni Settanta sono quelli che precedono gli Ottanta, un decennio incominciato trent’anni fa e ancora in onda sulle reti Mediaset.
Stupisce insomma, che l’esame non si sia tenuto con speciali divise arancioni e in recinti sorvegliati, stile Guantanamo. Ma poi, per magia, ecco la traccia su Fermi: siamo abbastanza sicuri che Fermi l’avrebbe svolta decentemente. Per quanto riguarda il tema politico, quello su destra e sinistra, lodevole l’intenzione. Per anni ci siamo sentiti dire che destra e sinistra erano concetti superati, fesserie, scemenze, invenzioni dei comunisti e la frase più in voga era “io non sono né di destra né di sinistra”. Ora, di colpo, riecco quelle vecchie, care categorie. Ma anche qui, urge un’azione umanitaria, perché nei materiali allegati alla traccia vengono fornite – insieme alle sagge e nobili parole di Bobbio – anche frasi celebri di Veneziani e Panebianco. E’ un chiaro caso di mobbing e molestia: costringere un ragazzo non ancora ventenne a leggere un pensiero di Veneziani – e metterlo sullo stesso piano di Bobbio, perdipiù – pare puro sadismo. Forse uno scherzo della Gelmini, forse nato da uno scarabocchio della ministra, di quelli che si fanno mentre si sta al telefono, magari con Bisignani, perché no?E poi, eccoci qui! Amore, odio, passione! Per fortuna che c’era Klimt, dato che con quel titolo ci si aspettava la Santanché.Restano due temi assai complessi. Il primo, di ambito scientifico-social-culinario, si occupa di cibo. Siamo quel che mangiamo? Ecco un tema che non si potrebbe svolgere che so, nel Darfur o in altri posti dove da mangiare non c’è niente, ma che qui risulta assai interessante. E poi, salvezza di tutti quelli che delle tracce precedenti non hanno capito nulla, la vecchia frase di Andy Wharol, quella sul fatto che “Ognuno può essere famoso per quindici minuti”. Giusto, chiedetelo a Lele Mora e ve lo dirà anche lui. Magari nell’ora d’aria.

Appello del consiglio comunale di Napoli al Presidente della Repubblica

La Milano di Pisapia,  Aut-Frosinone

CHIEDIAMO CORTESEMENTE a tutti coloro che leggono questo blog di contattare l'ufficio della Presidenza della Repubblica Italiana al seguente link https://servizi.quirinale.it/webmail/ copiando la lettera (che segue) del Consiglio Comunale di Napoli pubblicata oggi in data 22 giugno 2011.Il Presidente del Consiglio comunale Raimondo Pasquino ha convocato stasera, con i Vice Presidenti Coccia e Frezza, tutti i capigruppo consiliari per un esame della questioni rifiuti in Città.

I rappresentanti dell’intera Assemblea consiliare hanno firmato ed inviato al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano una nota i cui testo si trascrive integralmente.

N.B
Riempire tutti i campi e in particoar modo indicare la propria Mail per ottenere la risposta di messaggio inviato


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“Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei in quanto ha più volte dimostrato e dichiarato di avere particolarmente a cuore l’interesse della città di Napoli.

Le strade della nostra città versano in condizioni disperate, come è anche ampiamente documentato da molteplici servizi giornalistici, sia su carta stampata che in televisione. Quello che è stato meno ricordato è, invece, il complicato meccanismo di competenze e responsabilità dei diversi Enti in materia rifiuti.

L’Amministrazione comunale, appena insediatasi, ha sollecitato la costituzione di un tavolo istituzionale presso la Prefettura per arginare l’emergenza già nel breve termine ma, perchè sia efficace, è necessario l’intervento, con decreto legge, del Governo affinché si permetta il trasferimento fuori regione dei rifiuti, principalmente quelli che giacciono da giorni nelle nostre strade.

Siamo molto preoccupati poiché, dopo un rinvio di detto decreto, quest’atto è completamente scomparso non solo dall’agenda politica ma anche dall’attenzione dei media.

Le chiediamo, quali Consiglieri dell’assemblea cittadina, di sollecitare il Governo circa la gravità delle conseguenze di questo rinvio che, senza alcuna esagerazione, può portare ad una vera situazione di emergenza sanitaria ed economica nella terza città della Nazione.”
Il Presidente del Consiglio Comunale di Napoli : Raimondo Pasquino








mercoledì 22 giugno 2011

IL GOVERNO ALLO SBANDO NON SOPPORTA IL DISSENSO - CARICATA A FREDDO LA PROTESTA A MONTECITORIO

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS



Un governo allo sbando, delegittimato dal grandioso voto referendario del popolo italiano, si è preso una meschina rivincita questa mattina facendo caricare a freddo, senza alcuna giustificazione, la manifestazione di protesta che l’alleanza sociale e sindacale “Roma Bene Comune”, che raggruppa numerose strutture e organizzazioni romane tra le quali i COBAS, aveva indetto contro le politiche governative nella città e nel Paese e per la difesa del diritto al lavoro e alla casa, dei beni comuni e degli spazi pubblici.
La manifestazione era assolutamente pacifica ed esprimeva la rabbia popolare con slogan, striscioni, canti ironici e sbeffeggiamento della squallida congrega che, nel contempo, rappattumava i cocci governativi e fingeva di essere in ottima salute grazie al millesimo voto di fiducia strappato da Berlusconi ad una genia di parlamentari succubi e servili. Dunque, l’aggressione non può avere alcuna giustificazione, e rivela la vendicativa e isterica crisi di nervi che ha attraversato l’aula parlamentare e il governo Berlusconi.
Oltre alle “forze del disordine” in divisa, hanno agito anche alcune persone, non meglio identificate, in borghese che si sono scagliate a più riprese contro alcuni manifestanti. La risposta è stata comunque lucida e forte: dalla piazza è partito un corteo che ha portato la protesta per le strade del centro di Roma, aumentando via via il numero dei partecipanti, che poi sono successivamente tornati, una volta calmatesi le intemperanze poliziesche, a Montecitorio. E’ questo l’ennesimo segnale del fatto che il governo Berlusconi è oramai in netta minoranza nel Paese ed è allo sbando: ma nostro compito ora, sulla spinta del successo referendario e dell’ondata popolare in difesa dei beni di tutti/e e per tutti/e, è quello di porre fine al berlusconismo, alla folle idea, dominante anche nel centrosinistra, che si possa uscire dalla crisi con le privatizzazioni, il massacro della scuola e della sanità pubblica, dei beni comuni, del diritto all’abitazione e al reddito, alle pensioni, ad un salario decente. Dopo trenta anni di craxi-berlusconismo, facciamo vincere il “noi” sull’”io”, la solidarietà e la giustizia sociale sull’arrivismo, sulla competizione individuale sfrenata, sulla corruzione e la politica politicante. Paghi la crisi chi non l’ha mai pagata e chi ne ha tratto ulteriore ricchezza per sé e per la propria banda!



Un tuffo nella monnezza

Informare ControInformandoNewS 



Ecco l'ennesimo atto vandalico della camorra nei confronti di Napoli e dei napoletani. Via Toledo sommersa dai rifiuti trascinati con teloni dai Quartieri Spagnoli. Durante l'atto vandalico erano presenti Polizia Municipale e Polizia di Stato che non hanno mosso un dito per fermarli,ma l'hanno fatto col sottoscritto provando a sottrarmi la fotocamera con la quale ho ripreso queste immagini.
Non lasciamo De Magistris,Napoli e i napoletani Onesti soli... Uniti si può ! Combattiamo insieme la camorra ! La camorra è una montagna di merda !




La mobilitazione popolare generale è la leva per risolvere l’emergenza rifiuti
da   http://napoli.indymedia.org



Napoli è disseminata di cumuli di rifiuti, maleodoranti e malsani che con l’aggravante delle temperature estive rischiano di travolgere la popolazione con epidemie di salmonella e colera; un allarme sanitario che si somma al disastro ambientale determinato dalle innumerevoli discariche legali e soprattutto illegali disseminate su tutte la regione dove per decenni sono stati sversati veleni industriali d’ogni genere provenienti dal nord e dal resto d’Europa. Una devastazione che da un lato ha arricchito imprenditori dello smaltimento dei rifiuti, Criminalità Organizzata e personaggi istituzionali della Protezione Civile e degli Enti locali compiacenti con mazzette cospicue in cambio di silenzi e coperture; dall’altro ha reso il nostro territorio il più esposto del continente a mortalità per tumore, avvelenando terra, acqua, animali e cibo.
In questi anni sono nati ovunque comitati di lotta di cittadini di diversi territori che hanno combattuto in difesa della salute pubblica, conducendo vere e proprie contro aperture di nuove discariche, inceneritori, depositi di rifiuti chiamati “ecoballe”. Da Pianura a Terzino, da Chiaiano a Quarto, da Taverna del Re a Serre, lavoratori, studenti, pensionati, casalinghe si sono sollevati in difesa della terra e del futuro delle nuove generazioni. In questi giorni di nuovo ad Acerra e a Caivano popolazione ed amministrazione locale sono scese in strada per impedire l’ennesimo stupro: l’apertura di nuovi depositi. Sono nate Assise scientifiche autonome dai poteri istituzionali e non per studiare cause, effetti e soluzioni a questa devastazione. I disoccupati e precari organizzati in lotta da anni per un lavoro onesto e formati da anni per la pulizia ambientale hanno realizzato “scioperi al contrario” per realizzare sgombero delle strade da sporcizia varia e raccolta differenziata, a dimostrazione che sono competenti per essere impiegati immediatamente e che l’unica ragione per cui non si avvia una soluzione per l’emergenza rifiuti è l’assenza di una precisa volontà politica volta a tutelare le speculazioni affaristiche e politiche sul diastro ambientale in Campania.

La risposta a questa grande mobilitazione di civiltà e di cittadinanza attiva da parte di chi ha governato e governa sono state solo cariche selvagge su manifestanti, arresti, denunce e criminalizzazione. I roghi dei rifiuti in diverse zone della città e dell’hinterland sono frutto in parte dell’esasperazione della cittadinanza, in parte sono azioni compiute dalle stesse mani armate durante la campagna elettorale per accoltellare e picchiare studenti dei collettivi universitari e manifestanti pro De Magistris; la regia occulta su cui indaga la Digos è un segreto di pulcinella: l’intenzione è quella di rendere ingovernabile la città alla nuova giunta e i raid di questi giorni fanno il paio con il muro del governo Berlusconi, ormai alla frutta e ricattabile su tutti i fronti, sul decreto necessario a sbloccare i fondi per tamponare almeno la situazione.
De Magistris e il suo vice, anche assessore all’ambiente, stanno arrovellandosi per districarsi in questa difficile situazione: studiano carte e preparano richieste straordinarie all’Europa, consultano esperti ed ascoltano qualche comitato ambientalista, ricevono una delegazione di disoccupati organizzati in presidio a palazzo San Giacomo, progettano di partire subito con la raccolta differenziata anche se solo in alcune zone della città, denunciano la strumentalizzazione politica da parte del governo….ma questo non è e non può essere sufficiente! Questo modus operandi in cosa si differenzia dalla gestione della precedente giunta Iervolino? La decantata “democrazia partecipata” non è certo concedere udienza ai comitati attivi sul territorio nel lotte ambientali e nella lotta per il lavoro! L’unico effetto che si sortisce è di dare un’immagine “più di sinistra, più democratica” alla giunta, ma non certo quello di risolvere alcunché! Se De Magistris, Sodano e il resto della giunta pensano di risolvere in questo modo l’emergenza rifiuti, continueranno a dimenarsi per parare i colpi bassi del governo e della Criminalità Organizzata da un lato e dall’altro le mancate risposte a chi si è mobilitato per sostenere la svolta politica della città e che da sempre si mobilita in difesa del territorio e più in generale dei diritti della maggioranza, provocheranno una giusta reazione di mobilitazione popolare contro una giunta “fintamente di nuovo tipo”! E c’è da scommettere che PD e compagnia non alzeranno un dito per correr loro in soccorso!
Se De Magistris e la sua giunta non avranno il coraggio necessario di portare fino in fondo la rottura col vecchio sistema, i possibili scenari saranno due: commissariamento del Comune per incapacità di gestione della situazione o per evitare questo lo stesso De Magistris sarà costretto a fare accordi coi vecchi poteri trasversali, vale a dire quelli tanto cari a PD e PDL, a Criminalità Organizzata e intrallazzatori d’ogni risma! In entrambi i casi la mobilitazione reazionaria avrà terreno favorevole a mettere una parte della popolazione contro l’altra e già in questi giorni la popolazione di Acerra e di Caivano sono state costrette a schierarsi contro “la monnezza dei napoletani”! I cittadini di Napoli est, dove Caldoro e compari vorrebbero far sorgere il nuovo inceneritore non sazi del malfunzionante inceneritore di Acerra, contro il resto della città.
Per evitare tutto questo bisogna passare dalla resistenza all’attacco!
Invece che fare accordi al ribasso con Caldoro, De Magistris deve prendere una posizione pubblica chiara in merito allo sciopero al contrario realizzato il 12 giugno scorso dai disoccupati organizzati sotto il palazzo della Regione Campania e spingere anche così per il loro immediato impiego!
Il sindaco deve chiamare ad un incontro pubblico tutti i comitati ambientalisti e le assisi scientifiche, per discutere i progetti che già esistono e che servono per risolvere l’emergenza e bonificare il territorio. Sono queste le uniche forze che possono garantire i beni comuni, che hanno dimostrato già di avere la capacità di progettazione necessaria che serve!
De Magistris deve chiamare una mobilitazione unitaria di tutti i comuni interessati e colpiti loro malgrado dall’emergenza rifiuti, cittadini e istituzioni di Acerra e di Caivano, di tutte le organizzazioni ambientaliste e di lotta per il lavoro contro le manovre criminali della Banda Berlusconi in combutta con la Camorra, per imporre un serio e realizzabile progetto di smaltimento dei rifiuti che non solo sia di prospettiva ma per il quale i fondi esistono, basterebbe sbloccarli e investirne piuttosto che farli fagocitare da rendite parassitarie di vario tipo!
Il sindaco deve chiamare un’assemblea generale dei dipendenti delle società municipalizzate che si occupano di ambiente per spiegare loro la delibera di accorpamento di queste volta a tagliare le spese dei consigli di amministrazione ed a tutelare i lavoratori, per mobilitarli a partecipare attivamente all’impresa d risanare la città!
L’assessore al lavoro, Marco Esposito in verità ben poco conosciuto dalle larghe masse in lotta per un lavoro utile e dignitoso, ancora non ha proferito parola né sui disoccupati che chiedono di essere impiegati per la raccolta differenziata e che a loro volta hanno già elaborato dei progetti allo scopo, né sui dipendenti di ASìA in agitazione. Ha il dovere non solo di esprimersi, ma di adoperarsi immediatamente per una mobilitazione di questi e di altri a sostegno di progetti per un lavoro utile e dignitoso per ogni individuo!
Gli eletti al Consiglio Comunale che fanno parte della maggioranza devono sostenere il sindaco in questa opera di mobilitazione, invece che stare a guardare e al massimo dello sforzo stare a tenere buoni i malumori degli elettori e degli attivisti che ora rivendicano il diritto a partecipare alla vita istituzionale. Ciascuno di loro ha una rete di relazioni attivata per raccogliere voti, ora si tratta di mobilitarle per sostenere il progetto di cui sono diventati rappresentanti!
Gli stessi attivisti della lista Napoli è tua che giustamente non vogliono tornare a casa ma continuare a mobilitarsi, che hanno avviato un percorso di organizzazione per poter essere incisivi nella vita della giunta e del Consiglio Comunale devono rendere immediatamente attive la Commissione Ambiente e la Commissione Lavoro per cominciare la necessaria opera di controllo sui rispettivi assessorati e contribuire alla mobilitazione popolare per sostenere i progetti esistenti per la raccolta differenziata e per il lavoro elaborati da comitati di lotta e assisi, per imporre la soluzione all’emergenza rifiuti che ci serve!
Il Movimento a 5 Stelle che ha lanciato la parola d’ordine “fiato sul collo” alla nuova amministrazione, l’USB, i COBAS, la FIOM, le altre organizzazioni popolari, la società civile devono partecipare e contribuire a questo lavoro, abbandonando velleità da gruppetto di “duri e puri”!
Questi sono i primi concreti passi per mettere in piedi un’assise popolare, partecipata da cittadini e istituzioni, volta a discutere i problemi da affrontare e soprattutto a trovare le soluzioni più adatte a risolverli. Assise popolare per la quale molti già si sono detti favorevoli e che lo stesso De Magistris ha detto di auspicare per governare in modo nuovo.
Questa è la strada da imboccare velocemente e con determinazione per evitare che De Magistris e la sua giunta finiscano riassorbiti dal sistema dei politicanti, questa è l’unica strada realistica e fattibile, che mette al centro la mobilitazione per un lavoro utile e dignitoso per ogni individuo, unica misura che rende concreta la soluzione all’emergenza rifiuti e al risanamento ambientale delle nostre terre!
Questa è l’unica via che ha De Magistris per salvare la sua giunta e il suo mandato!
Questa è la strada per evitare che il vento di riscossa popolare che ha portato alla vittoria elettorale De Magistris venga interrotto e disperso, per farlo soffiare da Napoli verso il resto del paese!


Quei finti antagonisti di Casa Pound nostalgici del fascismo, da Marinetti a Salò, amici degli antisemiti

Saverio Ferrari - Liberazione - 16/06/2011

Casa Pound, nel composito e assai articolato mondo dell'estrema destra, rappresenta certamente l'unica realtà in crescita. La scelta di non aver dato vita a un'esplicita formazione politica costretta a misurarsi sul terreno del consenso elettorale l'ha tenuta al riparo dalla crisi che sta coinvolgendo tutte le sigle del neofascismo italiano, ridotte, come nelle comunali del maggio scorso, a raccogliere risultati assai miseri. Complessivamente, da Forza nuova alla Fiamma tricolore a La Destra di Francesco Storace, sotto l'1%. Casa Pound, ben più pragmaticamente, si è connotata come associazione e si è collocata nell'orbita del Pdl e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ricevendone legittimità, appoggi e sostanziosi aiuti. L'ultimo in ordine di tempo, l'acquisizione a quasi 12 milioni di euro del palazzo di via Napoleone III occupato da Casa Pound. La Capitale rappresenta, infatti, il luogo in cui si concentra la quasi totalità delle sue forze. Senza voler sottovalutare la situazione, i tentativi di costituire un circuito nazionale non hanno dato al momento i risultati sperati: sedi sono state aperte in diverse regioni, spesso con il supporto di esponenti locali del Pdl, ma non con la sufficiente presa nei territori di appartenenza, con adesioni più virtuali che reali nonostante il battage mediatico. Così dicasi per l'associazionismo che dovrebbe fiancheggiare Casa Pound, dalle scuole sportive ai gruppi ecologisti, a quelli escursionisti o di appassionati del paracadutismo e del motociclismo. Il proposito di aprire in forze a Napoli e a Milano, non ha portato, anche per via della mobilitazione antifascista, agli obiettivi desiderati. Un corpo dunque con una testa sproporzionata rispetto a membra ancora gracili. Questa la realtà.
Ipocritamente trasgressivi

Casa Pound gode comunque di buona stampa e considerazione, anche nel campo editoriale. Si pensi alla recente uscita per la Rizzoli del romanzo "Nessun dolore. Una storia di Casa Pound", scritto da un suo esponente di primo piano. Sulla sua natura, in questi anni, molto si è detto, anche a sproposito. C'è chi, anche a sinistra, ne ha confuso oltre misura le caratteristiche, considerando degna e utile l'interlocuzione. Si pensi alla deputata Paola Concia, al giornalista Luca Telese, fino a qualche rappresentante locale del Pd (a Varese) o di Sel (a Bari, con relativa precipitosa retromarcia, date le proteste). Sorprendente, in questo senso, l'assoluta disattenzione nei confronti delle definizioni che proprio quelli di Casa Pound danno di se stessi ("i fascisti del III millennio"), del sistema parlamentare propugnato (con il ritorno alla Camera delle corporazioni), o peggio, del modello di paese perseguito ("contro la società multirazziale"). Il fatto è che, dietro qualche suggestione, Casa Pound, senza grande fantasia punta a ricostruire, i percorsi che portarono all'ascesa del primo movimento fascista. Il cosiddetto "Turbodinamismo", nuova presunta corrente "culturale" da essi battezzata, non fa che scimmiottare il futurismo marinettiano, che il fascismo spalleggiò fino a Salò (l'ultima opera di Filippo Tommaso Marinetti fu "Ode alla X Mas"), mentre lo "squadrismo mediatico", fatto passare per provocazione artistica, non è poi altro che una rivendicazione politica di quello vero di un tempo. I riferimenti per denominare i propri strumenti e le proprie attività sono, a loro volta, tutti ben identificabili. La libreria La Testa di Ferro rimanda al giornale dei legionari che seguirono Gabriele D'Annunzio nella impresa fiumana e il sito Vivamfarka non fa che riportarci al romanzo-scandalo di Marinetti del 1909, Mafarka il futurista (sottoposto in quegli anni a processo per oltraggio al pudore), in cui si decantavano le gesta immaginarie di un re nero che amava la guerra e odiava le donne.

Ma così come Marinetti, con un linguaggio ultrarivoluzionario, sposò tutte le istanze della borghesia del Nord, a partire dalle imprese belliche in Africa da cui cercò di trarre vantaggi immediati, allo stesso modo Casa Pound, con il suo finto antagonismo "contro i poteri forti", si ritrova in definitiva a sostenere le posizioni del Pdl che di quegli stessi poteri è il rappresentante più coerente. Tra l'altro schierandosi, nel suo programma ufficiale, per il ritorno all'energia termonucleare e nel campo della giustizia a favore di drastiche restrizioni riguardo le intercettazioni telefoniche e ambientali.

In questo quadro, all'insegna di un giovanilismo ipocritamente trasgressivo e antisistema, va collocato il tentativo di contendere alla sinistra alcune figure simbolo, da Jack Kerouac a Rino Gaetano, da Bobby Sands a Peppino Impastato, fino Che Guevara (non nuovo a questo genere di operazioni da parte dell'estrema destra, tesa esteticamente a vedervi il combattente pronto all'estremo sacrificio a prescindere dalle idee). Niente più che un modo strumentale per cercare qualche superficie di contatto in più con le nuove generazioni.

Il tarlo dell'antisemitismo

Rispetto all'identità di Casa Pound sono però centrali due figure di riferimento, in primis proprio quella di Ezra Pound, da cui il nome dell'associazione, poeta americano a lungo in Italia, sostenitore del fascismo e per questo internato alla fine della guerra in un campo di concentramento alleato. Dalle sue teorie economiche Casa Pound ha anche recuperato alcune proposte, tra l'altro, quelle in favore del controllo statale del sistema bancario e per la "messa fuori legge dell'usura". Basterebbe leggersi i discorsi radiofonici di Ezra Pound, pronunciati alla radio italiana, tra il 1941 e il 1943, diretti ai cittadini americani e inglesi (solo pochi anni fa ristampati), per cogliere una visione del mondo all'insegna del complotto ebraico, secondo lo stesso Pound condotto attraverso il potere del denaro, l'usura e la massoneria. Una lettura classicamente antisemita. Non da meno l'esaltazione di Robert Brasillach, la cui effige è stata affissa sui muri di Roma solo un paio di anni fa. Brasillach non fu condannato a morte, in Francia nel 1945, per le sue idee e tantomeno per i suoi romanzi, ma per la sua attività di collaboratore dei nazisti. Pubblicava sul giornale "Je suis partout", di cui era caporedattore, identità e nascondigli di ebrei e oppositori politici, favorendone l'arresto.

Non c'è proprio nulla dunque di rivoluzionario né di antiborghese in Casa Pound, ma molto di già visto e conosciuto