Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 18 aprile 2012

Cassino:Bilancio dopo quasi un anno della guinta Petrarcone

Riccardo Palma segretario PRC Cassino


A distanza di quasi un anno di amministrazione Petrarcone, nonostante qualche piccolo segnale di cambiamento  come per esempio la proposta di una commissione d’inchiesta sui debiti comunali o  dell’adozione di un registro delle unioni civili o dei Gruppi di acquisto popolare, riteniamo di dover incalzare la maggioranza soprattutto su alcuni temi “sensibili”; ma il peso culturale e politico dell’UDC di questa maggioranza sembra essersi, in questi ultimi giorni, sbilanciato per contrastare qualsiasi provvedimento civilmente avanzato. Infatti, l’azione dell’UDC sembra essere tesa a non far passare alcuni provvedimenti volti al reale cambiamento. Parliamo per esempio della mozione presentata dal partito della Vela sul quoziente familiare che sembra essere stato presentato solo per contrastare l’approvazione del registro delle unioni civili di cui guarda caso si discute nella stessa giornata del 19 aprile 2012. Nel regolamento per l’istituzione del registro delle unioni civili è previsto che nell’ambito delle proprie competenze, il comune s’impegna ad assicurare alle coppie unite civilmente l’accesso ai procedimenti, benefici e opportunità amministrativa di varia natura alle medesime condizioni riconosciute dall’ordinamento delle coppie sposate e assimilate. Questo regolamento contrasta decisamente con l’adozione del quoziente familiare (chiamato quoziente Cassino, preso a fotocopia dal comune di Parma). Intanto diciamo  come forza politica che ha come pilastro fondante la Laicità delle istituzioni e che intende tutelare le fasce più deboli della cittadinanza, non possiamo che constatare che il suddetto strumento così come formulato non ci soddisfa assolutamente, in quanto non tiene conto dell'attuale situazione economica che ha prodotto impoverimento in tutti i livelli della società, dunque un servizio che per elargire le agevolazioni si basa sul numero dei figli più che sul reddito, ci sembra elitario, riduttivo e non considerativo di una realtà che in seguito alla crisi sta producendo sacche di povertà sempre più ampie. E nemmeno prende in considerazione un tema a noi molto caro: quello della tutela dei diritti civili, che sono sacrosanti e devono essere garantiti dall'istituzione, in questo caso dall'amministrazione comunale. Parliamo delle famiglie monogenitoriali o delle coppie di fatto, che pure sono cittadini ed hanno diritto di ricevere pari trattamento, ma anche di quei nuclei dove ci sono convivenze tra familiari (ad esempio tra genitori e figli con nipoti a carico) uniti comunque da un legame strettissimo non meno importante di quello matrimoniale classico.
Poi occorre dire peraltro che il modello proposto è stato sospeso fino al 31 maggio dal neo commissario del comune di Parma, Mario Ciclosi, perché troppo costoso per il bilancio comunale e perché non riesce a far recuperare equità rispetto ai redditi e ai patrimoni delle famiglie.  

A sostegno dell’adozione del quoziente familiare ci si appella spesso al modello francese, dimenticando però che oltralpe l'accesso è garantito a tutti, proprio in virtù del fatto che un po' ovunque, vige ad esempio l'istituzione del registro delle coppie di fatto, che per retaggio culturale in Italia sta invece incontrando parecchi ostacoli e che per noi è una priorità, non soltanto per i casi come il quoziente familiare, ma per l'estensione che può avere nell'accesso a tutti i servizi sociali.

Senza dimenticare che così come strutturato, il Quoziente familiare, rivela una forte incompatibilità con quanto indicato sul programma elettorale e sulle linee guida dove sono chiare le intenzioni di far prevalere la laicità sul welfare locale e le pari opportunità tra i cittadini.

Cogliamo l’occasione per parlare dell’operato dell’assessore Di Russo che in data 12 aprile ha convocato un tavolo tecnico sulle povertà tra amministratori e associazioni del territorio (associazioni tutte di stampo cattoliche).  Dimenticandosi per l’ennesima volta dell’appello che le abbiamo lanciato in diverse occasioni e già segnalato peraltro tra le nostre osservazioni alle linee guida che questa amministrazione si è dettata di adottare. Trattasi dell’Osservatorio sulla povertà. Abbiamo chiesto che nella composizioni vi fossero presenti, oltre alle ASL, all’Università, alla Magistratura, alle forze dell’Ordine, i rappresentanti del terzo settore, lo Organizzazioni sindacali, il Centro per l’impiego e gli altri servizi sociali del territorio. Non è bastato non averci ascoltato sui voucher che rappresentano uno scivolone politico che non ha eguali tanto che è sotto gli occhi di tutti i risultati che stanno producendo. Peraltro è previsto nella bozza sulla riforma del lavoro del governo Monti che non potrà più essere adottato il lavoro accessorio dagli enti locali – ci serviva un governo iperliberista per scardinare i voucher a Cassino – altro che provvedimenti da emulare in tutta Italia! Ma torniamo al punto, se si vuole effettivamente prendere in mano il problema della povertà a Cassino, occorre far partecipare tutti gli attori in campo e magari sostenere una nostra proposta che anticipiamo sulla stampa e poi vedremo da quale parte si sta, dalla parte dei poveri o dalla parte dei ricchi.  Ci riferiamo ad una mozione che il nostro consigliere comunale Vincenzo Durante avanzerà nei prossimi giorni in consiglio comunale per impegnare il Sindaco e tutta l’amministrazione comunale a chiedere il rifinanziamento del reddito minimo garantito alla regione Lazio ove l’UDC è in maggioranza. Saremo curiosi di sapere cosa pensa di questa iniziativa la nuova scuola di formazione politica di Montecassino. Lì si capisce che non è un discorso ideologico, ma di sostanza per chi crede che non è l’elemosima e ne tanto più gli interventi residuali che pagano ma interventi che garantiscano un minimo di dignità alle persone in carne ed ossa. Caro Velardocchia, che proclami un nuovo Welfare, ti diciamo invece diamoci da fare per restituire al servizio sociale la giusta connotazione di sussidiarietà e per far riaffermare la classica “presa in carico” per progetti individualizzati a partire dal ripristinare il progetto 7 adulti che propria questa amministrazione sembra abbia affossato contravvenendo alle promesse fatte in campagna elettorale.

25 aprile a Cassino

Alieni

Giovanni Morsillo


Ora ne siamo certi: Mario Monti viene da un altro pianeta. anzi, forse è ancora lì, e ci guarda da tanto lontano da non poter distinguere sui nostri volti l'espressione dei nostri travagli. Ci dice infatti di essere grato a noi per la consapevolezza con cui stiamo sostenendo gli sforzi per salvare il Paese; data la distanza fra la sua Eldorado e il nostro quotidiano sopravvivere, scambia la nostra rassegnata sofferenza, il nostro abbandonato cedimento alla forza ed alla protervia dei padroni per consapevolezza ed impegno solidale.
Vorremmo dirglielo, ma non siamo collegati con posti così lontani: la nostra solidarietà non si esprime con il dissanguarci volontariamente per garantire alle banche ed alla speculazione finanziaria di continuare ad accumulare vagoni di soldi, paccate come dice qualcuno più raffinato di noi, e quello che lui scambia per spirito solidale è soltanto misera rassegnazione di masse disorientate e senza prospettiva, quello che gli sembra tenacia è terrore del futuro che sappiamo già drammatico. Purtroppo è ancora la vecchia questione della lotta di classe, rimossa scaramanticamente (a volte anche farisaicamente) dai sedicenti gruppi di sinistra e invece portata alle estreme conseguenze dal padronato, sia sul fronte economico che conseguentemente su quelli sociale e politico. Conseguenze che prevedono l'annientamento delle forze avversarie, la riduzione in schiavitù dei prigionieri ancora produttivi e la soppressione degli altri (come potrebbe vivere un pensionato o un disoccupato con le "nuove" condizioni che ci stanno imponendo?), senza sconti e senza debolezze.
Monti è lontano dai nostri problemi, ha ben presenti quelli del pianeta Borsa nel quale vive, ma non dice queste fesserie per incompetenza o stoltezza: sa benissimo che questi richiami "alla motivazione" allungano i tempi della sopportazione, illudono cioè gli schiavi di essere considerati, di avere un posto nelle preghiere del padrone, e questi si danno una ragione, falsa ma tiepida, delle loro sofferenze, arrivando addirittura a pensare di essere loro i protagonisti della catarsi, della salvezza collettiva. Si illudono, e intanto cercano disperatamente i soldi necessari a pagare allo Stato l'affitto, la concessione della loro casa di proprietà, arrabattandosi fra prestiti e pensioni del nonno per sostenere l'IMU. 
Non gli chiederemmo, se solo potessimo fargli arrivare il nostro lamento, di risparmiarci l'insulto della compiacenza; solo vorremmo togliergli la speranza di poter contare ancora a lungo su di noi, e non tanto perché stiamo preparando chissà quale riscatto (con buona pace di Grillo e degli altri mestatori di tutte le sembianze), ma semplicemente perché non ce la facciamo già più. Oggettivamente.
Come dimostra il suicidio quotidiano di disoccupati (ma si parla solo degli artigiani, degli imprenditori, ça va sans dire) i nostri borsellini sono ormai tristemente vuoti, e non per eufemismo: stiamo ritirando i figli da scuola, tagliando le spese di riscaldamento e di alimentazione, i vestiti ormai si ricilano da tempo. Catastrofismo? Guardate i dati sui consumi, osservate chi è oggi cliente dei discount alimentari, ficcate il naso nei carrelli della spesa delle donne nei supermercati, leggete ogni tanto i dati sul consumo di benzina e generi di prima necessità, e poi ci dite se la catastrofe è inventata.
Ma se volete avere un metro di giudizio serio, guardate anche l'indirizzo dei provvedimenti lacrime e sangue del governissimo di destra-sinistra: tutti e solo sulle ormai fiacche spalle dei lavoratori, dei disoccupati, dei poveri, degli ultimi. Nulla, che sia nulla, a carico dei ladri, e non ci riferiamo solo ai politici, nulla da pagare per evasori e ricchissimi, quelli che ballonzolano sugli yacht intorno allo Stivale continuano a sputtanare miliardi estorti e occultati alla faccia dei poveri cristi. Nessun provvedimento contro le lobbies, niente che faccia pensare ad una attenzione del fisco verso i grandi e grandissimi capitali, addirittura convivenza dichiarata con i poteri criminali paralleli (metropolitana di Palermo, e non solo).
Da tempo sappiamo che quando i padroni parlano di Paese intendono le banche: Monti, Fornero, Passera e gli altri padroni del vapore ce lo confermano.
Saluti poveri.

Frosinone / Incontro tra i candidati a sindaco / TGR 17.04.2012

Tgr. Lazio

martedì 17 aprile 2012

Il ratto del PRG "Frusino 52"

Luciano Granieri



Durante la campagna elettorale tutte le forze in campo promettono cambiamenti. CAMBIAMENTO  è la parola d’ordine. Anche nei primi fuochi della contesa di queste amministrative del 2012 tutte i candidati a sindaco, anche quelli uscenti,   si impegnano a cambiare a proporre cose nuove.  Non so se è chiaro ai candidati nuovisti  i quali  già hanno preso posto sugli scranni consiliari  che per cambiare realmente il corso amministrativo della nostra città è necessaria una rivoluzione .  Mi riferisco  a una rivoluzione vera, quella che conduce alla presa del potere da parte di un movimento alternativo a quello che ha sempre governato Frosinone dal dopo guerra ad oggi. Infatti dall’inizio degli anni ’50   in poi  hanno retto il capoluogo ciociaro  non  il sindaco Domenico Ferrante, né Luigi Valchera, né tutti gli  altri primi cittadini succedutisi  fino ad oggi, Marzi e Marini compresi. I veri padroni di Frosinone sono sempre stati e lo sono tutt’ora I POTERI FORTI . Ovvero gruppi dediti alla speculazione delle rendite fondiarie  e finanziarie. Costoro hanno sempre manovrato sindaci e gruppi politici di maggioranza e opposizione. Sono riusciti a nascondere piani regolatori interi  disponendo a piacimento del territorio, rimpinzandolo di cemento senza tenere minimamente conto del bene dei cittadini. La storia comincia dal ratto del Piano regolatore Generale “Frusino 52” il primo piano regolatore del dopo guerra redatto dagli architetti Iacobelli e  Malpelli . Uno strumento urbanistico che prevedeva uno sviluppo organico della città. Redatto nel 1958, il piano riportava interventi di edilizia primaria e secondaria consoni ad una città a misura d’uomo, allora Frosinone contava  poco meno di 35.000 abitanti. Ad esempio in P.zza De Mattheis, al posto dell’ orrendo grattacielo che oggi domina la parta bassa della città, era prevista l’edificazione di una chiesa e di un portico , le zone di espansione erano delimitate nei minimi particolari, erano indicate precisamente le ubicazioni di  piazze e  giardini, erano specificate le altezze massime degli edifici. Il piano fu inviato per l’approvazione al Ministero dei Lavori Pubblici,  il quale diede parere positivo   con il vincolo di eliminare dal piano  il progetto di una tangenziale ed altri interventi che definì ”da respingere perché ispirati ad interessi privati “.  Anzi lo stesso Ministero ne gennaio del 1961 sollecitava l’approvazione del piano modificato. Ma quel piano non arrivò mai in consiglio comunale, fu fatto sparire nel nulla  e dal  ’61 al ’68 Frosinone in barba alle leggi vigenti rimase senza PRG. Nel frattempo i palazzinari di Frosinone scaricarono montagne di cemento nella parte alta (P.zza  Aonio Paleario, P. zza Diamanti, Via Brighindi) e nella parte  bassa (Via Marittima, Via Roma e Piazzale De Mattheis) della città . Nel 1968 in un comune guidato dal commissario prefettizio , fu presentato un nuovo PRG molto più gradito ai poteri forti. In questo nuovo documento era preventivato che nella città di Frosinone i residenti nel 1990 avrebbero raggiunto le 120.000 unità a fronte dei 35.000 del 1965. Un aumento sconsiderato di 85.000 abitanti al di fuori di ogni previsione logica , oggi la città ne conta poco più di 48.000 . Cosi, in virtù della norma che prevede 50 mq di aera edificabile per ogni abitante, i palazzinari si trovarono con 400 ettari di territorio completamente edificabile a disposizione per ogni scorreria speculativa, ben 330 ettari in più rispetto a quelli spettanti. Nonostante l’ipertrofia cementizia questo nuovo PRG prevedeva alcune regole basilari, ad esempio erano identificati luoghi in cui avrebbero dovuto sorgere parcheggi , pubblici e privati, zone a verde pubblico, aeree destinate a parco giochi e soprattutto, udite udite, era inibita la costruzione sull’aera delle terme romane per salvaguardare il sito archeologico. Inoltre  ogni lottizzazione privata si sarebbe dovuta realizzare solo dopo la messa a punto da parte del comune dei piani particolareggiati di edilizia pubblica   e a fronte dell’occupazione di suolo pubblico i privati avrebbero dovuto cedere al comune in  contropartita terreni destinata ad opere di edilizia secondaria e servizi alla città (strade di collegamento) e pagare, evidentemente, gli oneri concessori. Troppe regole per  i saccheggiatori della città i quali ancor prima che il nuovo PRG venisse approvato riuscirono ad  ottenere il rilascio di ben 800 licenze edilizie  destinate a costruire mega palazzi sui siti che il nuovo piano, destinava a verde pubblico, a parcheggi, non si salvarono neanche le terme  romane.  Ecco spiegata la morfologia urbanistica della nostra città. Un territorio in cui i parcheggi non ci sono, perché la dove dovevano esserci  sorgono palazzi, non ci sono aree verdi perché la dove dovevano essere ci sono altri palazzi, non è stato possibile redigere un piano di edilizia popolare, perché per le case popolari non vi era posto.  Oggi quindi per dotare la città dei servizi  necessari i POTERI FORTI dopo averne usurpato le aeree dedicate fagocitano altri  soldi pubblici provvedendo a restituire il maltolto   a suon di project   financing , parcheggio multipiano su tutti. Il piano da 120.000 abitanti è scaduto nel 1990, ma nessuna giunta ha avuto il coraggio di approvarne uno nuovo. Anzi il saccheggio del territorio e le speculazioni sono continuate anche negli ultimi quindici anni in cui a guidare la giunta sono stati Marzi , per due consiliature di seguito , e Marini con Ottaviani   seduto sugli scranni dell’opposizione durante il secondo mandato Marzi,opposizione che mai si è opposta in modo deciso  al sacco di Frosinone.  Il mega scatolone del Forum di piazzale Europa, una brutta storia di speculazione edilizia, sorto la dove doveva sorgere una piazza,  i vari project del parcheggio multipiano e del Matusa -Casaleno, le  ulteriori lottizzazioni di   Via Mastruccia e Via La Botte, altri palazzoni che stanno ulteriormente sfigurando  Via Aldo Moro nella martoriata zona B dimostrano che Marzi , Marini e anche Ottaviani  il quale  auspica   il rilancio del sistema dei project financing,  si candidano a governare la città senza avere la minima intenzione di scalzare il POTERE DELLA SPECULAZIONE FONDIARIA E  FINANZIARIA che fino ad oggi ha dettato le regole. Un capitolo a parte va dedicato alla riscossione degli oneri concessori, anche questa è una questione scandalosa .  Con la compiacenza delle varie giunte succedutesi fino ad oggi I POTERI FORTI, oltre a usurpare porzioni di territorio, si sono guardati bene dal pagare  al comune gli oneri concessori. Già nel 1981 l’evasione degli oneri contributivi urbanistici ammontava a svariati miliardi di lire, e oggi ormai non si riesce nemmeno a quantificare quale sia l’entità dell’ammanco considerato che al recupero delle tasse vere e proprie andrebbero aggiunte le sanzioni per omesso o ritardato pagamento. Dunque il candidato a sindaco che vuole davvero cambiare il modo di governare Frosinone  deve finalmente togliere dalle mani dei poteri forti il destini della città. Deve fare in modo che la politica amministrativa si indirizzi verso il bene dei cittadini.  Dunque in primo luogo è necessario redigere un piano urbanistico a metri cubi zero di cemento e risanare, per quanto possibile,  le ferite inferte da un quarantennio di anarchia edilizia, ma soprattutto  è fondamentale quantificare l’evasione dei tributi urbanistici, quanti di questi siano ancora esigibili e mettere in moto tutte le procedure necessarie per far pagare a questi signori tutto quanto hanno depredato ai cittadini. E’ un’ operazione titanica ma solo così si possono reperire le risorse necessarie a finanziarie  i servizi sociali  e pianificare politiche redistributive e di assistenza verso i cittadini più poveri ,  solo così si manda un segnale forte a chi di padre in figlio ha spadroneggiato sulla nostra città,  un segnale  che inequivocabilmente afferma che Frosinone  non è più loro ma è tornata in mano ai cittadini. Sono convinto che la nostra coalizione ( Sel, Rifondazione - INdipendenti la Colomba e  Frosinone Bene  comune),  unita nel supportare Marina Kovari a sindaco di Frosinone può vincere questa battaglia di civiltà.

I dati citati sono desunti dalla pubblicazione di Augusto Bartoli dal titolo “La grande truffa, quarant’anni di anarchia edilizia nel comune di Frosinone

lunedì 16 aprile 2012

L'insognata vince il concorso letterario di Mantova

Fausta "l'insoganta" Dumano


Mantova,15 aprile,come un papà nella sala d' attesa aspetto......ops, per la paletta,come è brava la giovane attrice mantovana, che presta voce  alla mia protagonista.''LAVORO OFFRESI, FUTURO VENDESI''Da adesso il precariato e il discount istruzione  sono entrati nella narrativa, la mia protagonista,un' insognata  prof.  vince il primo premio.
Un'insognata con tanti soldi nel cassetto, giornalista, critica letteraria, scrittrice, si inciampa con la prima supplenza nel mondo degli studenti , ne resta colpita e una calamita l' attrae nel discount. Diventa un' offerta punti,ragiona in punti, la seconda laurea vale tre punti, un marito dodici, un figlio minore 4.....Si innamora di un prof precario, ma due precarietà non fanno una certezza, sono due rette parallele , che si incontrano solo nell'ufficio  docenti smarriti alla ricerca di una cattedra. Perde l' uso dell' indicativo,  tempo dell' incertezza, mentre mastica il nuovo linguaggio aziendale, portfoglio, debiti, crediti, smarrisce il futuro anteriore,la certezza del futuro,........pensione per lei significa un luogo dove si paga poco per dormire....Dedico questo premio a VENERA  e MATTEO,capolavori  indiscussi della mia creatività, che riescono a strapparmi un sorriso insieme a mia sorella FRANCA, a GIULIO e PAOLO, quando quel killerino  sconosciuto mi attacca. Dedico questo premio a VICK, VITTORIO ARRIGONI, un mio caro amico, è l' anniversario della sua morte, abbiamo diviso insieme il sogno della PALESTINA LIBERA. Dedico questo premio ai precari della scuola, sono stata una precaria storica, agli scrittori migranti,che mi fanno sentire una 'PIVANO MODERNA'' quando scrivo recensioni sui loro libri. Dedico questo  premio a tutti gli artisti,che con la loro arte mi''insognano''e permettono alla mia scrittura di colorarsi........un pensiero speciale a MILTON, al SATY ci insognavamo di essere famosi e pure.....ricchi. Mentre felice ed emozionata scrivo debbo dei grazie,ai miei genitori, indimenticabili esempi di impegno culturale e civile,al prof ALFONSO CARDAMONE, primo lettore di ogni mio scritto,il cui giudizio , davanti ad una tazzina di caffè al ginseng,è insindacabile,se lui dà l' ok il racconto parte.......grazie a ROCCO LANCIA,i suoi quaderni d' autore portano fortuna,grazie ai miei studenti, che impediscono alla banalità e al grigiore della burocrazia scolastica di dirigere i miei movimenti,sono lo stimolo costante  all' aggiornamento, che mi permette di stare al passo dei tempi..Grazie alle mie amiche e amici, che inconsapevolmente diventano miei protagonisti.

SU AMBIENTE E QUALITA’ DELLA VITA, BOCCIATI 15 ANNI DI GOVERNO CITTADINO!

Marina Kovari


Frosinone, 16/04/2012: “I dati sulla qualità ambientale a Frosinone bocciano senza appello le amministrazioni cittadine degli ultimi 15 anni”, dichiara Marina Kovari, candidata sindaco per la coalizione S.E.L., P.R.C., Frosinone BeneComune.
Nel 1997, l’anno precedente all’insediamento della Giunta Marzi, il Capoluogo era all’89° posto su 103 capoluoghi come qualità dell’aria e inquinamento ambientale, secondo il Rapporto sull’Ecosistema urbano preparato da Legambiente. Dopo 10 anni e due Mandati amministrativi di Marzi, nel 1997 Frosinone è ancora ferma all’88° posto!! Praticamente nessun passo avanti sulla salute e sull’ambiente di Frosinone.
Ma le cose non sono certo migliorate con l’Amministrazione Marini, prosegue la Kovari. Nel 2011, Frosinone è al 41° posto su 45, nella classifica dei Comuni capoluogo classificati di piccola dimensione; in pratica, ancora una volta siamo bocciati praticamente su tutti i fronti, tranne forse l’energia solare fotovoltaica.
Chi ha governato la città, ha già dimostrato di non essere capace di affrontare e risolvere i problemi ambientali di Frosinone, una città con altissima incidenza di tumori al polmone e malattie respiratorie.
“Non che il Centro destra si presenti meglio”, ancora Kovari. Le Amministrazioni Iannarilli e Polverini si sono distinte per il “nulla” sul fronte ambientale con il Piano casa della Regione a “sfasciare” ancor più il già martoriato ambiente regionale.
Noi abbiamo una ricetta chiara e concreta per migliorare la qualità dell’aria di Frosinone. Il problema a affrontato su più fronti, con decisione e coinvolgendo direttamente il mondo delle imprese che operano su territorio, affinché la sfida ambientale diventi occasione di rilancio dell’economia e del lavoro e non un ulteriore limite per le imprese e i cittadini.
Il Comune dovrà ridurre “a zero” le sue emissioni e lo farà nei primi due anni di Governo e a costi contenuti:  riduzione decisa dei consumi energetici tramite Led, sensori di prossimità, lampade efficienza con il fotovoltaico a coprire le restanti esigenze elettriche. Cogenerazione, rigenerazione, coibentazione, solare termico e geotermico a coprire le esigenze termiche. Auto elettriche al posto di quelle circolanti.
Su fronte dei privati, ridurremo la pressione fiscale per quelle imprese presenti che adotteranno misure di riduzione dei consumi energetici elettrici e termici; azzereremo la pressione fiscale comunale per le imprese che riducono il loro impatto ambientale e per le nuove imprese che investiranno sul territorio. Imporremo alla società autostrade di ridurre a 110 Km orari la velocità sul tratto autostradale tra Ceprano ed Anagni, in questo modo il traffico autostradale ridurrà le sue emissioni inquinanti di molti punti percentuali.Queste alcune delle nostre proposte concrete.
Il mondo delle imprese costituisce un mondo decisivo per il rilancio del nostro territorio, con loro lanceremo la sfida dell’innovazione tecnologica e della qualità della vita come volano per la rinascita economica, sociale ed ambientale di Frosinone, senza perdere tempo con i mega progetti aeroportuali o interportuali, di cui incredibilmente si parla ancora oggi, conclude la Kovari.