Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 24 maggio 2012

Premio Roberto Cocco edizione 2011-2012

Claudio Martino


Per domani, venerdì 25 maggio 2012, con inizio alle ore 11, presso la Villa Comunale di Frosinone, è prevista la premiazione del concorso “Premio Roberto Cocco per la sicurezza e l’educazione stradale” (edizione 2011-2012).
Nella stessa mattinata, prima della premiazione (a partire dalle 9.30 circa), con la presenza dell’ispettore superiore della Polizia locale di Frosinone Pietro Giannitti come giudice di gara, si scontreranno, tra di loro, per il primo ed il secondo premio della sezione “Quiz” del Premio Cocco, le due classi che, all’interno del secondo circolo didattico di Frosinone e della scuola media “Frosinone tre” si sono meglio classificate.

mercoledì 23 maggio 2012

Fuoriusciti

                                                       COMUNICATO STAMPA


Il comunicato che segue era stato preparato prima del turno di ballottaggio,  ma è stato inviato solo adesso perchè il nostro senso di responsabilità e la nostra correttezza politica  ci hanno  imposto di non creare disturbo alla competizione elettorale ancora  in corso. Ci dispiace, nonostante tutto,  che il risultato del ballottaggio e le successive vicende giudiziarie che hanno coinvolto Michele Marini, abbiano confermato la coerenza della nostra scelta.  Sarebbe stato quantomeno  imbarazzante trovarci ad appoggiare un sindaco inquisito. E i nostri compagni di Sel come avrebbero potuto più parlare di "codice etico"? Ribadiamo comunque che mai come in questo frangente ci dispiace aver  avuto ragione.
                                                                                      

Penso che la politica non consista  nell’ adattamento ai rapporti di forza e  all’ ideologia dominante , ma nel lavoro per modificare la realtà e la sua rappresentazione simbolica. Come ha fatto il Partito Comunista Italiano, che non verrà ricordato per gli anni del governo di unità nazionale ma per la gigantesca trasformazione sociale politica e culturale che - dall’ opposizione – ha contribuito a determinare nel secondo dopoguerra”. Questo è quanto afferma il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero in un recente articolo comparso su il quotidiano “il manifesto” Queste  parole sono da noi condivise pienamente, sembra invece che la nostra segreteria provinciale in base alle ultime vicende relative al secondo turno di ballottaggio per le amministrative a Frosinone sia distante anni luce da tali concetti.  All’inizio della campagna elettorale l’alleanza  di Rifondazione con Sel e Frosinone BeneComune  a sostengo della candidata a sindaco Marina Kovari  e il programma  basato sulla netta presa di distanza sia dal centro sinistra che dal centro destra, venivano  completamente avallati e approvati  dalla segreteria provinciale. In sede di ballottaggio fra Michele Marini e Nicola Ottaviani  la lista di Rifondazione e il circolo cittadino, in continuità con quanto espresso al primo turno ribadiva pubblicamente la sua posizione: né con il centro sinistra né con il centro destra, ovvero né con Marini né con Ottaviani.  In questa fase però  la direzione provinciale , sconfessava l’operato della sezione cittadina del partito e della lista che aveva concorso  alle elezioni . A seguito della partecipazione ad una riunione  indetta da dirigenti provinciali di altre forze politiche, che fino a poche ore prima erano nostra avversarie, a parte Sel,  la direzione provinciale di Rifondazione Comunista  firmava un comunicato congiunto  con queste forze, nel  quale invitava i propri elettori e militanti a votare al ballottaggio  il sindaco uscente Michele Marini  in quanto espressione di una coalizione di centro sinistra.  Giudichiamo  tale atteggiamento oltre che irriguardoso e palesemente contraddittorio, anche di totale insipienza politica se non di  malafede verso i propri elettori. Infatti  posto che, folgorati sulla via dell’INTERESSE particolare, si sia voluto appoggiare Michele Marini, ignorando bellamente quanto prima sostenuto, il messaggio utilizzato per comunicare la decisione sia stato di totale sprovvedutezza. Sarebbe stato molto più coerente , spiegare il proprio sostegno  al sindaco uscente ritenendolo più presentabile come persona ,  e più incline all’ascolto e ad una maggiore apertura verso i cittadini,  rispetto al suo avversario Ottaviani, anziché  far passare la panzana che i partiti a sostegno del sindaco uscente come l’Udc, Fli,  Cristiano popolari, oltre al Pd che a livello  nazionale appoggia il governo ultraliberista del Prof. Monti avversato dal nostro partito ,  fossero aggregazioni di centro sinistra.  Riteniamo l’atteggiamento tenuto dalla segreteria Provinciale del tutto lesivo verso il partito della Rifondazione Comunista e della grande dignità storica che il suo simbolo esprime. Riteniamo che la nostra segreteria provinciale guidata da   Ornella Carnevale  abbia avvallato una politica “di adattamento ai rapporti di forza  e non orientata al lavoro per cambiare la realtà e la sua rappresentazione simbolica”  cioè l’esatto contrario di quanto espresso dal segretario nazionale Paolo Ferrero. Questo episodio è l’ultimo e il più grave  di  tanti altri che hanno visto protagonista, non solo la segreteria provinciale ma anche  altri organi direttivi, regionali e nazionali  tesi a  rendere  difficile la vita del circolo Carlo Giuliani di Rifondazione Comunista di Frosinone il quale,  a seguito di un profondo cambiamento degli organi direttivi e grazie all’ingresso di nuovi iscritti aveva connotato la sua politica verso modalità più radicali pur  sempre in linea con i programmi del partito . Ricordiamo   i  tentativi di sovvertimento del risultato  congressuale  del circolo che vide  vincente la mozione minoritaria e livello nazionale, ricordiamo ancora  il quasi  sabotaggio  di una campagna elettorale, sovvenzionata con la miseria di 500 euro,  perché non proprio  in linea con i desiderata occulti della dirigenza che avrebbe auspicato  un accordo con il centro sinistra frusinate  se questo non si fosse disgregato sotto il peso delle inchieste giudiziarie.  Analizzando questi fatti abbiamo tratto la conclusione  che la dirigenza provinciale, ma anche regionale e nazionale del partito della Rifondazione Comunista, non tiene in gran conto i circoli cittadini  se questi non si adeguano  al  metodo per cui in piazza si dicono cose  che puntualmente vengono sconfessate quando si tratta di partecipare alle elezioni. Ci rendiamo conto che la sciagurata congrega della Federazione della Sinistra, nella quale  Rifondazione è confederata  con i Comunisti Italiani ed altri sedicenti movimenti di sinistra, indigesta alla maggior parte degli iscritti,  è una operazione posticcia  ordita per  rientrare in parlamento e riappropriarsi  del finanziamento pubblico (oggi si chiama rimborso elettorale). Abbiamo preso atto con rammarico  che il partito in cui militavamo è un comitato d’affari elettorale come gli altri. Dunque questa  esperienza non ci interessa più. In una situazione grave come quella di oggi non ci possiamo più permettere di perdere tempo dietro a strane alchimie, a miseri  giochetti di potere e ripicche personali . Riteniamo quindi necessario uscire dal partito per tornare a parlare di politica nelle piazze con la gente, per essere liberi di promuovere la nostra idea di società basata sulla solidarietà, sulla condivisione sociale, in poche parole L’IDEA DI UNA  SOCIETA’ COMUNISTA.

Andrea Cristofaro (segretario del circolo)
Luciano Granieri (direttivo del circolo)
Maria Lucia Giovannangelo
Giuseppina Sannai
Samuel Cristofaro
Barbara Torre
Valentina Campoli
Giuseppe Antonio Cristofaro
Viktoriya Doroshenco
Alfio Pandozzi
Giuseppe D’Alessandris
Anna Segneri


C'era una volta il Prc...ed era un partito di lotta e di speranza

LETTERA APERTA AL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, FEDERAZIONE DI FROSINONE, REGIONALE LAZIO, NAZIONALE,

da compagni del circolo Carlo Giuliani di Frosinone (segretario del circolo con tutto il direttivo ed altri compagni iscritti al circolo)





Gli eventi succedutisi in Italia nell’ultimo anno (il modello Marchionne, l’attacco ai diritti dei lavoratori, la caduta del governo Berlusconi, la scelta del parlamento italiano di abdicare dalle sue funzioni politiche a favore del governo delle banche, la vicenda della Tav, Fincantieri, l’attacco all’articolo 18…..) hanno determinato un forte cambiamento nella società italiana, finita definitivamente, con la complicità del presidente della Repubblica e del parlamento intero, alla mercè del potere finanziario della BCE e del FMI. La situazione sociale ed economica che si è venuta a creare ha creato le condizioni ideali per la costruzione di un vero polo di sinistra e comunista alternativo a quel centrosinistra che si sta rendendo responsabile dell’attuazione in Italia di quella macelleria sociale imposta dalla BCE e preparata dal governo Monti. Ma la strategia del Prc durante questo periodo è risultata insufficiente ed ambigua: è stato affrontato un congresso nel quale le correnti maggioritarie del partito hanno imposto un documento che ormai era superato dai fatti, tanto che durante il congresso nazionale la linea della maggioranza si è dovuta adeguare, screditando di fatto il documento che aveva vinto il congresso: non più alleanza democratica con chi ci sta per sconfiggere Berlusconi, ma una imprecisata opposizione al governo Monti: diciamo imprecisata perché da un lato si proclamava l’opposizione al governo e dall’altra si rivendicavano alleanze a livello locale con coloro che appoggiano il governo stesso. E rimaneva la forte contraddizione della Federazione della Sinistra, soggetto questo che aumenta non di poco le incongruenze del messaggio politico che viene dal Prc: non si può concepire un soggetto politico dal quale provengono quotidianamente posizioni politiche differenti ed anche opposte fra loro, da parte dei soggetti in esso federati. E’ evidente che il Prc più che lavorare per costruire un forte soggetto di sinistra che diventi punto di riferimento per le lotte contro il sistema della BCE e del FMI e per proporre una via di uscita dal capitalismo, sta lavorando per coltivare alleanze ed equilibri con i partiti che stanno appoggiando Monti, giustificando tale appoggio come un errore di percorso. E così si organizza la manifestazione nazionale della Fds contro il governo, dimenticandosi che dappertutto in Italia, tranne che in rari e lodevoli casi, il Prc e la Fds si sono presentati alle elezioni in alleanza proprio con partiti che appoggiano il governo Monti. Le incongruenze della strategia del partito infatti sono puntualmente emerse durante le ultime amministrative. In 23 comuni capoluogo su 26 il prc (o la fds a seconda dei casi) si è presentata in coalizione con il centrosinistra. In tanti casi il centrosinistra era allargato all’Udc e al terzo polo. A Frosinone, coerentemente con la strategia portata avanti nell’ultimo anno, forte anche dell’aumento di iscritti attratti dalla linea politica intrapresa, il circolo Carlo Giuliani ha lavorato per presentarsi alle elezioni al di fuori di quel centrosinistra che niente di buono ha fatto per la città di Frosinone, centrosinistra rimasto oltretutto invischiato in diverse indagini giudiziarie per vicende di corruzione e sospetto di collegamenti con la camorra. Sono stati evidenti i tentativi di boicottare la nostra azione da parte della segreteria provinciale, con frequenti intromissioni dall’esterno da parte della segreteria regionale. Emblematica la situazione venutasi a creare dopo la nostra fuoriuscita dalla maggioranza del comune di Frosinone per motivi politici, con il consigliere che continuava a fare riunioni di maggioranza e ad appoggiare la maggioranza, godendo fra l'altro dell'appoggio della dirigenza provinciale che ha fatto in modo che la condanna di tale comportamento da parte del collegio di garanzia provinciale non fosse presa in considerazione. La segreteria provinciale (pensiamo volutamente) non ha convocato nessun Cpf che avesse all'ordine del giorno le elezioni di Frosinone, ma ha preferito partecipare ai tavoli del centrosinistra insieme al terzo polo e a quelli della fds, senza cercare un dialogo con il circolo, che invece alla luce del sole stava preparando le amministrative dialogando con vari soggetti della sinistra Frusinate. Come era prevedibile la Fds si è frantumata, con il Pdci che ha messo un candidato nella lista civica di un candidato a sindaco che aveva anche l’appoggio della destra di Storace, e così la nostra segreteria provinciale, avendo fatto fino a quel momento solo un’azione di attesa su ciò che facevano gli altri, è rimasta senza interlocutori e senza una linea a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Ha quindi ha dovuto appoggiare la nostra linea politica, rinfrancata comunque dalla scelta di Sel di rompere con il centrosinistra e unirsi al nostro percorso, e finalmente è stato convocato un cpf che prendesse una decisione in merito. Tutto è bene ciò che finisce bene? No, perché qui cominciano gli intoppi: per le amministrative di un comune capoluogo dal regionale arriva un contributo in soldi pari a 500 euro. Ciò la dice lunga su quanto il regionale abbia interesse a finanziare una lista che non è alleata con l’amato Pd: basti pensare al fatto che per il pullman organizzato per la manifestazione del 12 maggio il regionale ha elargito alla federazione di Frosinone 500 euro. Quindi per il regionale la nostra campagna elettorale vale quanto il pullman per la manifestazione di Roma: e questo è tutto dire. Ciò che rimane comunque inaccettabile è l’atteggiamento della segreteria provinciale che per il ballottaggio si affretta a dimostrare la fedeltà al centrosinistra prima con un comunicato congiunto con Sel-Idv-Prc-Pdci-Pd e poi partecipando ad una riunione in cui si sancisce la nuova alleanza di centrosinistra allargata a Udc,Cristiano Popolari e Terzo Polo. Piccolo particolare: il circolo aveva fatto un comunicato in cui si dichiarava né con il "centrosinistra" (Pd-Udc-CristianoPopolari-TerzoPolo), né con il centrodestra al ballottaggio. Ora ci chiediamo: chi ha preso la decisione di appoggiare Pd e i suoi alleati di destra? Non è stato svolto nessun Cpf, e a noi risulta che l’unico organismo che poteva prendere una decisione di tal portata fosse proprio il cpf. Quindi è stata la segreteria provinciale a decidere la cosa: e per quale motivo non è stato contattato il circolo? Quali sono le impellenti necessità che spingono il Prc provinciale a dimostrare con tanta solerzia la propria fedeltà al centrosinistra? E ricordiamo che qualche giorno prima era uscito un comunicato della Fds regionale che ribadiva l’appoggio al ballottaggio a tutti i candidati del centrosinistra: è quindi la Fds regionale che detta la linea del Prc? Anche quando alle elezioni, come a Frosinone, la Fds non è presente? E quando, ricordiamo, il regionale non avrebbe nessun potere decisionale in quanto le elezioni comunali sono di pertinenza esclusivamente dei circoli e del provinciale? Tanto per completezza di informazione, è notizia delle ultime ore che il candidato a sindaco del Pd-Udc-TerzoPolo-CristianoPopolari, che ha appena perso il ballottaggio nonostante l'entusiasta appoggio della nostra segreteria provinciale, è indagato per corruzione, per aver favorito alcuni imprenditori nella gara d'appalto per l'adeguamento di un'importante arteria stradale di Frosinone, del valore di diverse decine di milioni di euro.Non è accettabile da parte della dirigenza del partito un comportamento così arrogante nei confronti dei compagni che lavorano nei territori e allo stesso tempo così subalterno e remissivo alle istanze che provengono dal regionale: la nostra natura ci spingerebbe come abbiamo sempre fatto a lottare per far valere le nostre ragioni, ma siamo stanchi, e non lo facciamo. Se avessimo alle spalle un partito con una linea precisa e coerente, probabilmente saremmo ancora in prima linea dentro il Prc, ma purtroppo questo partito non esiste, e i compagni attivi localmente si ritrovano spesso a diventare merce di scambio per assicurare equilibri nelle trattative del partito con le segreterie provinciali e regionali dei partiti di centrosinistra, in obbedienza a mere logiche di spartizione di finanziamenti e di poltrone, che con la politica non c'entrano niente. Non ha più senso per noi lottare contro i mulini a vento dentro il Prc scontrandoci con quella mediocrità ottusa che lo sta portando alla rovina e di cui siamo ormai stufi. Da questo momento non facciamo più parte del Partito della Rifondazione Comunista.



Frosinone, 22-05-2012



Andrea Cristofaro (segretario del circolo)

Luciano Granieri (direttivo del circolo)

Maria Lucia Giovannangelo

Giuseppina Sannai

Samuel Cristofaro

Barbara Torre

Valentina Campoli

Giuseppe Antonio Cristofaro

Viktoriya Doroshenco

Alfio Pandozzi

Giuseppe D’Alessandris

Anna Segneri


La compagna Laura Scappaticci, membro del direttivo del circolo, avendo vissuto in prima persona le vicende su descritte, condivide il documento nella parte che denuncia le ingerenze e le manovre poco democratiche della segreteria provinciale. Non ritenendo comunque che questa situazione sia specchio di tutto il partito ma solamente un’anomalia locale, in solidarietà ai compagni firmatari del documento si dimette dal direttivo del circolo ma non esce dal prc.






Sgurgola il turismo dell'immondizia

 Olga Kozarova (presidente del Circolo Legambiente Monti Lepini Sgurgola)

Sgurgola è un paese che, mentre cerca il riscatto nel turismo, offre i cassettoni con i rifiuti. Ma noi il turismo dell’immondezzaio NON lo vogliamo! I tempi stanno cambiando. Lentamente, ma qualcosa si sta muovendo in tutto il territorio della Valle del Sacco. Tanti paesi sono passati alla raccolta differenziata porta a porta, hanno tolto i cassettoni dalle strade e cercano di rieducare i cittadini verso un nuovo comportamento ambientale. Si fa fatica, ma con mille difficoltà si cerca di andare avanti. A Sgurgola non si è iniziato per niente. I furbetti dei paesi limitrofi fanno le gite nel nostro paese per riempire i cassettoni con la loro mondezza…nulla di più facile! Così stiamo diventando la meta turistica per la gente incivile e furba. Il nostro incontro di sabato era già il secondo di questo tipo. Il primo si è svolto a novembre. In entrambe le occasioni ha partecipato, su nostro invito, il primo cittadino di Sgurgola. Abbiamo rivolto a lui le nostre richieste di far cambiare il ciclo della raccolta dei rifiuti nel nostro paese. Dopo sei mesi nulla è cambiato, così ci siamo permessi di preparare una stima dei costi del sistema porta a porta a Sgurgola e l’abbiamo consegnata al Sindaco. Ringrazio l'avvocato Teofilato di CODICI, la quale nel suo intervento ha riportato l'attenzione alla problematica dell’amianto; ringrazio i ragazzi dell'UGI di Colleferro, che hanno dato una testimonianza di come i giovani non sono sempre passivi, e lottano concretamente per costruirsi un futuro migliore. Anche l'intervento di Rosa Maria di RETUVASA è stato essenziale. Ha fatto notare la gravità dello sciagurato progetto Piano rifiuti Lazio della giunta Polverini, che è un altro attacco alla Valle del Sacco ed alla salute dei suoi abitanti. Ci rendiamo sempre più conto che bisogna partire dal basso e dare più informazioni possibili alla popolazione, ma in modo molto semplice. Poiché noi tutti siamo produttori di rifiuti, bisogna rieducare le persone alla raccolta differenziata. Occorre spingere le amministrazioni locali per metterci nelle condizioni di poterlo fare, e di conseguenza proteggere il territorio dalle scelte sciagurate tipo inceneritori e discariche. Il lavoro è lungo e a volte sembra di parlare con un muro. Ma per noi è importante il dialogo con i cittadini. Lo scopo dell’evento INCONTRIAMOCI (che è un proseguimento delle nostre altre iniziative) è di far capire che i rifiuti sono un problema grave del presente ma anche del futuro; vogliamo svegliare le coscienze dei singoli e chiedere politiche diverse nella gestione territoriale. Toccando con mano la realtà quotidiana ci rendiamo conto che queste tematiche così banali e ovvie tante volte sono sottovalutate. Continueremo la nostra campagna di sensibilizzazione e, insieme con i comitati e le associazioni del territorio, porteremo avanti la battaglia contro quelle politiche che mettono a rischio il futuro dei nostri figli. 

martedì 22 maggio 2012

Ringraziamenti

Francesca Bucciarelli



COMUNICATO PRC


A nome del circolo 5 aprile di Ceccano voglio dire grazie a tutti i cittadini che hanno fatto in modo che la sinistra vincesse con un riultato così netto. Ringraziamo il nuovo sindaco di Ceccano Manuela Maliziola che durante questa difficilissima campagna elettorale non si è risparmiata, ha fatto assemblee, comizi, porta a porta senza tregua con entusiasmo e competenza. I miei ringraziamenti personali vanno a tutti i compagni che hanno collaborato durante questi duri mesi e i miei auguri vanno al Consigliere Umberto Terenzi che, sono certa, saprà onorare il compito che gli è stato affidato dai cittadini con l’impegno e la passione che lo hanno sempre contraddistinto. Oggi ha vinto la politica, ha vinto la sinistra e i principi della sinistra come la difesa dei beni comuni ( acqua, sanità, scuola..) dei diritti dei lavoratori, dell’equità sociale. Hanno vinto i contenuti, i programmi contro una destra che ha dimostrato di non avere altro oltre l’arroganza, senza proposte concrete per la città e che ha basato la propria campagna elettorale solo sul binomio “vecchio” “nuovo”, argomento che si è verificato essere poco convincente al quale i cittadii non hanno dato credito. Da subito saremo a disposizione, come abbiamo sempre fatto, per collaborare alla formazione della nuova Giunta che accompagnerà Manuela Maliziola durante il suo percorso mettendo a disposizione le nostre competenze e capacità.

Grilletti

Giovanni Morsillo


Populismo: è la parola più usata ed abusata di questa tornata elettorale. Non che sia nuova, ma stavolta ha assunto la funzione di barriera, peraltro assai inconsistente, contro il consenso montante ai candidati del movimento di Beppe Grillo. E di populismo ce n'è a bizzeffe nei suoi comizi-show, dagli insulti da caserma alle maggiori cariche istituzionali fino al miscuglio indefinito di geniali banalità servite in contenitori assai opachi dove tutto fa insalata. Ambiente, disoccupazione, corruzione, informazione, tutto un brodone senza capo né coda, che sguazza nella confusione, la accresce e se ne nutre. Fin quando dura, sarà il nuovo mantra del maldestro "rialzare la testa", la farsa di un nuovo che avanza, ma che in realtà non muove un passo dal vecchio lamentoso "dagli all'untore" cui siamo abituati dalla storia di tutte le repubbliche che abbiamo attraversato. Era già successo con la Lega, ci hanno messo una ventina d'anni (sempre questo Ventennio, fosse un problema di cabala?) ma sono crollati su sé stessi.
Non che le classi dirigenti che si sono succedute non meritino il ludibrio, anzi! Ma esse vanno combattute e possibilmente battute proprio per difendere le istituzioni che hanno occupato ignobilmente e farle funzionare secondo gli scopi per cui furono ideate, non per demolirle e sostituirle con le chiacchierate e le invettive via web. Ma cosa farà il Movimento lo vedremo, non è questo il punto oggi, checché ne pensi Rosy Bindi.
Quello che importa adesso è fare il punto sullo stato dell'arte, non tanto per fotografare quanto accade nel corpo elettorale (che poi corrisponde ai contirbuenti, ai lavoratori con o senza lavoro, ai genitori degli studenti, ai figli degli anziani abbandonati, ecc. ecc.) quanto per capire se i relitti oggi aggrappati ai seggi parlamentari, alle segreterie di partito, alle dirigenze locali e nazionali dello stato e dell'economia abbiano chiaro il rischio.
Vogliamo essere chiari: Beppe Grillo è un matto, un guitto della migliore tradizione (Dario Fo ci ha insegnato a declinare questi termini nella loro accezione più nobile, e così li pensiamo per Grillo); un comico simpatico che imita i politici millantando di essere il nuovo mentre ripete le stesse cose da oltre quarant'anni. E' un matto, quindi, ma un matto buono, divertente, non è un violento né un golpista. Ma i suoi elettori, da quanto si sente in giro (dagli analisti, ovviamente, non dai giornali a pagamento) lo votano (anche) perché abbondantemente esausti da decenni di spettacoli idecenti e a caro prezzo che la "vecchia" politica ci ha propinato e obbligato ad ingerire. Non solo voto di protesta, certo, ma speranza in un cambiamento , magari radicale quanto indefinito nei "programmi" (?) del genovese arrabbiato. Fra la speranza e la fiducia ce ne corre, certo, e una delle differenze principali è la partecipazione, che ovviamente è cosa diversa dalla delega. Chissà quanto durerà il grillismo, visto che sta crollando l'ambiente stesso in cui è nato, non potrà cioè approfittare come la Lega o il  berlusconismo del terreno di coltura costituito dal sistema stesso che dicevano di voler rivoltare e soprattutto delle risorse che quel sistema metteva a disposizione.
Ma la domanda ancora più rilevante è: se invece del simpatico sfasciacarrozze genovese venisse fuori qualcun altro con tendenze più concrete, uno che magari potesse godere di appoggi in parti dello Stato e della sicurezza che in passato tanto fecero per cambiare l'ordine costituito in senso autoritario, qualcuno cioè in grado di offrire una scena di ordine e disciplina più attraente della farsa di cui sopra, siamo sicuri che non otterrebbe non solo la forza, ma anche i consensi popolari necessari al suo progetto reazionario? Quanto si sentivano sicuri gli italiani nel 1922? e i tedeschi nel 1933?
Quel che resta dei gruppi dirigenti dei partiti democratici, dovrebbe avere la preoccupazione di leggere questi aspetti delle frane elettorali, compreso l'astensionismo, e mettere in moto processi di reale rinnovamento, non solo degli uomini ma delle politiche, ossia dei metodi, ritrovando la capacità di rischiare promuovendo la partecipazione, il protagonismo dei cittadini, la rappresentanza al posto del leaderismo. Non c'è da sforzarsi per avvicinare la politica alla gente: bisogna, ed è urgente, restituire la politica alla gente, farla decidere.
La sensazione, invece, è che si tenti nuovamente di affrontare il problema sul piano del marketing, non a caso Alfano ha già sparlato di "nuova offerta politica". Che lo faccia lui, che è figlio dell'ideologia mercantilista, non stupisce. Se gli vanno dietro quelli che dovrebbero proporre l'alternativa, è la rovina.
 
Saluti svegli

La pillola rossa e la pillola blu

Convegno a Frosinone, salone di rappresentanza
dell'amm.ne prov.le - 26 maggio 2012 ore 9

La natura dell’euro:
la pillola rossa o la pillola blu

Il sito ecodellarete.net ha organizzato un convegno dedicato ai temi dell’Euro e dell’Unione europea, che si svolgerà a Frosinone, sabato 26 maggio, nel Palazzo della Provincia, Piazza Gramsci 1. Il convegno inizierà alle ore 9. Dopo la sospensione per il pranzo, riprenderà alle ore 15.
Il titolo –  "La natura dell'euro: la pillola rossa o la pillola blu" – strizza l'occhio al film Matrix, citando una delle scene più famose, quella nella quale Morpheus, il capo della resistenza, offre a Neo la possibilità di scegliere tra due opzioni: conoscere la verità, con tutto il carico di dolore e sofferenza che ciò comporta, oppure continuare a "vivere dentro Matrix".
Saranno relatori Alberto BagnaiStefano D’AndreaSergio Di Cori ModiglianiGioele MagaldiMoreno Pasquinelli, Piero Valerio.  

Presenterà il convegno Fiorenzo Fraioli di Eco della rete. ModereràMassimo De Santi.

La situazione nell'eurozona sta virando verso il peggio. E' ormai chiaro a tutti che il progetto deve essere ripensato in profondità, sia sul piano economico che su quello politico. Sul piano economico (trattato di Maastricht) l'aver rinunciato ai meccanismi di aggiustamento macro-economico assicurati dal cambio flessibile tra le monete nazionali, imponendo come vincolo esterno l'adesione a una moneta unica, non ha prodotto la mitica convergenza dell'inflazione promessa dagli economisti liberisti-monetaristi. La situazione è aggravata dal fatto che la BCE, nell'architettura europea, è un'entità indipendente dal potere politico, cioè dal voto dei cittadini. Sul piano politico il trattato di Lisbona ha preso il posto della promessa costituzione europea, ripetutamente respinta in numerosi referendum. L'escamotage di rinunciare alla stesura di una Costituzione, ripiegando su un semplice trattato, ha consentito la sua approvazione attraverso votazioni solo nei parlamenti nazionali. Il trattato di Lisbona sottrae sovranità agli Stati europei, per devolverla a istituzioni talmente poco democratiche che qualcuno ha potuto affermare che, se un paese con una costituzione come quella delineata in quel trattato chiedesse di entrare, la sua richiesta dovrebbe essere respinta.