Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 10 febbraio 2013

"Il fascismo non è politica; esso è la negazione della politica".- Sandro Pertini

ANPI - Frosinone


Il vilipendio della memoria, il turpiloquio, l'arroganza priva di ogni rispetto  non solo politico ma umano è la cifra distintiva del fascismo, in qualsiasi veste si presenti. E' aberrante che l'Italia che ripudia il fascismo nella sua Costituzione permetta a formazioni che dichiarano con i fatti oltre che con le parole di appartenere al lugubre strascico che il fascismo ha lasciato a sporcare il mondo. Una volta ceduto rIspetto al dovere dell'antifascismo istituzionale non può meravigliare (e non meraviglia certo gli uomini delle istituzioni compiacenti) che essi ne approfittino nei modi che conoscono, ossia con prepotenza.
Campagne elettorali come l'attuale, tutte concentrate solo su temi contingenti e giocate sulle promesse in merito a IMU e spread e senza alcun riferimento valoriale non promettono un futuro migliore.
Occorre, lo diciamo da sempre, una forte rimessa in gioco della coscienza civile del nostro popolo, che siamo convinti ne sia ancora portatore. Occorre cioè andare oltre i singoli episodi, non attendere queste provocazioni di bassa cucina squadristica per riprendere il filo della costruzione di una civiltà democratica, ossia antifascista.
I tre Martiri toscani, fucilati al Curvone di Frosinone subiscono oggi una nuova infamia, sebbene il loro sacrificio non possa essere offuscato da ignobili pantomime. Così come non basta ai fascisti di oggi violare le lapidi ed i cippi partigiani in tutta Italia per ottenere consenso né rivincite impossibili.
L'Anpi invita tutti coloro che non intendono tacere a promuovere iniziative di conoscenza e divulgazione della nostra storia, unico mezzo per contrastare ogni revisionismo al servizio di una certa concezione del potere, della società, dell'umanità stessa. E' necessario essere presenti continuamente nelle scuole, nelle piazze e nei luoghi di aggregazione per marcare il discrimine fra valori irrinunciabili e tentativi di reazione, considerando le parole di Sandro Pertini come guida: "Il fascismo non è politica; esso è la negazione della 
politica".Ringraziamo gli studenti medi di Frosinone e la loro organizzazione e tutti coloro che, in forma privata o organizzata, faranno sentire la loro voce e riterranno di voler produrre iniziative in tal senso non solo nell'immediato, ma in modo costante e duraturo. La democrazia non si difende una volta per tutte, 
essa è sempre minacciata e offesa e sempre richeide attenzione ed impegno per resistere e fortificarsi.
L;'Anpi è disponibile a collaborare, nei limiti delle sue forze, a tali iniziative, promuovendo essa stessa occasioni unitarie di lavoro.


ORA E SEMPRE RESISTENZA!




Video di Luciano Granieri

Il partigiano Collalti racconta le sue storie di resistenza ad alcuni studenti, nei pressi della stele che ricorda i martiri toscani a Frosinone.

10 febbraio - "Giorno del ricordo"... FOIBE ? VOGLIAMO PARLARNE ? OK…

Italia Libera, Civile e Laica = Italia Antifascista




ATTENZIONE ! Questo video non fa assolutamente apologia delle Foibe. Anzi ! Dobbiamo ricordare le vittime delle foibe (ci furono civili ma pure partigiani ammazzati ! I criminali fascisti vivi o morti sono da maledire sempre ! Nessuno rispetto per gli aSSaSSini, primi responsabili delle foibe). Dobbiamo ricordare come in Germania ricordano le vittime del bombardamento alleato di Dresda nel febbraio 1945. Destra e sinistra uniti ricordando le vittime di quel massacro e contemporaneamente mandando a fanculo l’estrema destra che recupera il triste evento. Ed in Italia ?

Chi condanna le foibe e che contemporaneamente ha nostalgia per la DITTATURA FASCISTA (in gran parte responsabile delle foibe per di più) NON HA NESSUNA CREDIBILITÀ E LEGITTIMAZIONE e deve solo vergognarsi ! Esattamente come quelli che sono indignati per quel che è successo al dittatore a Piazzale Loreto senza condannare la sua dittatura, i suoi crimini !!! 


1) " Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani" 
(Benito Mussolini, 1920)

2) "So che siete dei buoni padri di famiglia; questo va bene a casa, ma non qui, qui non sarete mai abbastanza ladri, assassini, stupratori".
(Generale fascista Mario Roatta ai soldati italiani in Montenegro. Il 18 marzo 1942 venne nominato comandante della 2a Armata in Croazia dove ordinò nella guerra partigiana di "...applicare le sue disposizioni senza false pietà", dando così inizio ad una vera e propria azione di terrore contro i civili che davano supporto logistico alle bande partigiane. Vennero devastati numerosi villaggi.)

3) « SI AMMAZZA TROPPO POCO !»
(da leggere qui ben altro molto interessante :http://www.criminidiguerra.it/DocumRob.shtml )

4) Bilancio delle vittime slovene in 29 mesi di terrore fascista, nei 4.550 Km quadrati di questo territorio:

Ostaggi civili fucilati .......................n. 1.500
Fucilati sul posto.............................n. 2.500
Deceduti per sevizie...........................n. 84
Torturati e arsi vivi..........................n. 103
Uomini, donne e bambini morti nei campi di concentramento..............................n. 7.000
Totale.........................................n. 13.087

I criminali di guerra che ordinarono ed eseguirono questa carneficina non furono neppure differiti ad un tribunale del nostro paese. Non un solo processo.

5) Foibe, è il caso di parlarne
("Le prime foibe nascono da qui, nascono da un odio sedimentato da oltre vent'anni di soprusi e violenze perpetrate dal regime fascista contro le popolazioni istriane...".)

6) Foibe. Una verità rovesciata 

7) Foibe: cause ed effetti





8) VIDEO : Cosa c'è stato PRIMA delle foibe?




9) Le Foibe e la questione di Trieste

10) I crimini dell’esercito italiano in Jugoslavia

11) I crimini del fascismo contro i popoli jugoslavi

12) 1941-1943: i regimi d'occupazione italiani in Jugoslavia

13) I campi italiani
1941-43: i campi di concentramento nella Jugoslavia occupata
  
14) VIDEO : Crimini di guerra dell'Italia fascista in Yugoslavia



15) VIDEO : "Italiani tutti buoni, anche i fascisti..."




16) CRIMINI DI GUERRA (Lista dei ricercati confermati
da Nazioni Unite - Commissione per i crimini di guerra)

17) Crimini impuniti

18) Elenco dei criminali nazistifascisti in Italia (formato pdf)


PENSIERO DELLA PAGINA : 

La democrazia ha pure lei dei nemici e tra questi l'estrema destra (secondo Bruxelles è il primo nemico insieme al terrorismo) ! Una volta al potere l’estrema destra aSSaSSina la Democrazia ! 

I fascisti devono assumere il fatto che hanno nostalgia per una DITTATURA e non fare le vittime in nome di Valori umani e civili... VALORI NOSTRI ! Fare la vittima in nome della Democrazia e dell'articolo 21 della Costituzione mentre vomitano sia sulla Democrazia che sulla Costituzione nata dall’antifascismo !

I fascisti sono nemici della Democrazia, dei Diritti Umani, della Costituzione italiana la migliore al mondo che garantisce i migliori diritti umani e civili a TUTTI !

I fascisti sono oggi liberissimi con i migliori diritti (grazie ai loro nemici gli eroici Partigiani, padri della Costituzione) e hanno nostalgia per una DITTATURA dove quelli come noi per 20 anni sono stati umiliati perseguitati esiliati torturati aSSaSSinati !

NESSUNO SPAZIO ! NESSUNA TOLLERANZA PER I FASCISTI !
SEMPRE PRESENTI CONTRO I NEMICI DELLA DEMOCRAZIA E CONTRO I NOSTALGICI DELLA DITTATURA !


L’aeroporto elettorale


COMITATO NO AEROPORTO FROSINONE-FERENTINO – CODICI – ITALIA NOSTRA – RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO

Gli aeroporti di Viterbo e Grazzanise, per anni tra i punti di riferimento della pianificazione ENAC del traffico del bacino laziale-campano, sono stati ora esclusi dall’Atto di indirizzo del Piano dello sviluppo aeroportuale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine di destinare risorse adeguate a due degli 11 aeroporti della Core Network, Roma Fiumicino e Napoli Capodichino, che potranno dunque contare su un intervento infrastrutturale di respiro nazionale. È evidente che, sotto la stretta dei cordoni di borsa, si consolida e sistematizza il principio “via i piccoli scali non indispensabili”. Corollario di tale decisione è però, senza ombra di dubbio, il carattere ulteriormente fantasmagorico di un aeroporto a Frosinone. Stupisce dunque il buon senso che nel Frusinate, invece di inserire al primo posto dell’agenda elettorale il potenziamento della indispensabile quanto vergognosamente bistrattata linea ferroviaria Roma-Cassino, il candidato al Senato Francesco Scalia prenda la palla al balzo per rispolverare il cavallo di battaglia aeroportuale.
Poco importano a Scalia la logica dell’insostenibilità economica, tecnica e ambientale di una tale opera, sempre più evidente nel tempo. Poco importano le indagini della Corte dei Conti (ricordiamo solo la sentenza 41/2011) sulle inconcludenti attività della società ADF (Aeroporto di Frosinone), onerose per le finanze pubbliche. Poco importa che il programma del candidato alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non presenti, opportunamente, alcun cenno all’aeroporto di Frosinone.
Ma sorprende anche che, nonostante l’evidente fallimento del progetto, la Provincia di Frosinone, prima presieduta da Antonello Iannarilli ed ora da Giuseppe Patrizi, nonostante detenga la maggioranza di ADF, non abbia messo in liquidità la società stessa, anche in considerazione delle dimissioni dell’ex presidente Picano. Perché tenere ancora in piedi un “carrozzone” del genere?
Questo territorio ha bisogno, con l’ausilio della Regione e dal Parlamento, di autentico sviluppo ecocompatibile e di green economy, non di sparate elettorali e di ossessioni aeroportuali.
Auspichiamo dunque, durante questa campagna elettorale, una chiara presa di posizione a riguardo di tutte le forze politiche circa il definitivo scioglimento della società ADF (più un taxi, che una società aeroportuale, su cui sono saliti per salpare verso altri lidi tanti soggetti) e il definitivo ritiro della colossale quanto inutile Variante urbanistica aeroportuale intermodale. 

Francesco Bearzi - Coordinatore provinciale RETUVASA
Luigi Gabriele - Coordinatore provinciale CODICI
Marco Maddalena - Comitato No aeroporto Frosinone-Ferentino
Giulio Zinzi - Presidente Italia Nostra Ciociaria

Frosinone, 09.02.13



venerdì 8 febbraio 2013

2 febbraio No padroni Day a Maranello

Coordinamento "No Austerity"


 La sala prenotata a Maranello per il secondo appuntamento di No Austerity - organizzato questa volta con la collaborazione del Coordinamento in sostegno delle lotte delle cooperative - era troppo piccola: molti dei presenti hanno dovuto assistere al dibattito in piedi. Il risultato, in termini di partecipazione, è andato al di là delle nostre aspettative. Ma non è questo l'elemento più importante: la proposta di unire e coordinare le esperienze di lotta su una piattaforma di classe è stata accolta e condivisa da tanti lavoratori e realtà di lotta del territorio emiliano e delle regioni del nord.
 
Le relazioni iniziali e le proposte di No Austerity
 
L'assemblea del 2 febbraio è stata organizzata non a caso a Maranello (Mo), città simbolo dell'industria automobilistica, proprio nei giorni in cui Montezemolo presentava al mondo il nuovo modello della Ferrari. Tra i promotori di No Austerity ci sono, infatti, anche gli operai in lotta della Ferrari di Maranello: i delegati Fiom (che oggi non hanno più diritto alla rappresentanza in fabbrica) e la neonata Cub in Ferrari. Il dibattito è stato introdotto da Paolo Ventrella, delegato Fiom in Ferrari, che ha spiegato l'importanza di No Austerity, rimarcando la necessità di estendere e rafforzare questo coordinamento. Ventrella si è anche soffermato sugli effetti deleteri del contratto Fiat (che è stato applicato anche in Ferrari) e del contratto aziendale nella sua fabbrica: aumento dei ritmi di lavoro, disciplinamento in fabbrica, discriminazione (attraverso decurtazioni salariali) di chi si ammala e delle donne che vanno in maternità. Ha concluso il suo intervento con un appello alle realtà sindacali, politiche e di lotta rappresentate in sala ad aderire a No Austerity e con un appello più generale a rafforzare questo importante strumento di coordinamento delle lotte. 
Dopo l'intervento di Paolo, è stata data la parola a Mohamed Arafat, in rappresentanza del Coordinamento in sostegno delle lotte delle cooperative. L'intervento di Arafat, egiziano, tra i principali protagonisti delle lotte dei lavoratori del settore della logistica (Arafat è il portavoce della lotta dei facchini dell'Ikea di Piacenza), ha suscitato molto entusiasmo e strappato numerosi applausi. Arafat ha raccontato la dura lotta dei lavoratori delle cooperative, in gran parte immigrati, che, organizzandosi con il Si.Cobas, sono riusciti, partendo da una situazione di pesante ricatto e supersfruttamento, a mettere in difficoltà i padroni. Arafat ha spiegato che la loro forza è stata quella di non accettare nessun compromesso al ribasso, di non piegare la testa di fronte alle minacce ma di rispondere a chi faceva loro la guerra con un'altra guerra, la guerra di classe. Già oggi i lavoratori della logistica, grazie a questo atteggiamento combattivo, hanno conseguito importanti risultati. Arafat ha sottolineato a sua volta l'importanza di un più stretto coordinamento delle lotte dei lavoratori di diversi settori.
Dopo Arafat, è intervenuto Davide Molinari, che è stato invitato ad intervenire all'assemblea in rappresentanza del Collettivo Autonomo Studentesco di Modena. No Austerity, infatti, fin dalla sua fondazione, ha posto l'esigenza di coordinare le lotte dei lavoratori con quelle degli studenti che hanno dato vita, in questi anni, ad alcuni dei momenti di conflitto più duri e significativi. Molinari ha raccontato la loro esperienza di lotta, sia a livello locale che nazionale, citando ad esempio esperienze di resistenza popolare come quella della Val di Susa.
Infine, prima del dibattito, Fabiana Stefanoni nel suo intervento ha sottolineato l'importanza di No Austerity e della giornata del 2 febbraio a Maranello, non ha caso chiamata "No padroni day": una giornata che è stata pensata in contrapposizione a quanto è avvenuto, nei giorni precedenti, a Grugliasco, dove i padroni (Marchionne e Montezemolo) sono stati applauditi dagli operai, sollecitati dai dirigenti della Fiom. A Maranello, invece, gli operai contestano i padroni perché No Austerity si basa su una discriminante di classe, cioè sulla consapevolezza che lavoratori e padroni hanno interessi contrapposti: tanto più in questo momento storico caratterizzato da una profonda crisi del sistema, i padroni mirano a ridurre al minimo i diritti dei lavoratori per incrementare i propri profitti, ed è quello che sta accadendo anche in Fiat.
Infine, la Stefanoni, a nome del Coordinamento nazionale di No Austerity, ha posto alla discussione dell'assemblea alcune proposte:
 
1. costruire una prossima assemblea di No Austerity ad Avellino insieme con gli operai della Irisbus (di cui è stato letto e molto applaudito il saluto);
2. partecipare alle prossime iniziative di lotta degli operai delle cooperative, portando una solidarietà concreta ai lavoratori;
3. promuove iniziative cittadine a sostegno degli operai della Fiat (che a Modena sono più di 5000, tra Ferrari, Fiat-Cnh, Maserati);
4. attivarsi per promuovere la partecipazione all'incontro sindacale internazionale di Parigi del 22, 23, 24 marzo, promosso da 60 organizzazioni del sindacalismo combattivo di tutto il mondo.
 
Un dibattito vivace e nuove adesioni
 
Il dibattito a Maranello è stato vivace, con più di venti interventi che hanno portato un contributo sia all'elaborazione del percorso di No Austerity sia allo sviluppo di nuovi percorsi di collaborazione. Significative le nuove adesioni a No Austerity dal territorio modenese: lavoratori e lavoratrici della Cooperativa Gulliver, della scuola, delle fabbriche di Modena e Maranello, immigrati delle zone terremotate, ecc.
Ma le nuove adesioni non sono venute solo da Modena: sono intervenuti in assemblea, dando il loro sostegno a No Austerity, anche immigrati dei coordinamenti di lotta del Veneto, precari del Coordinamento Scuola di Mantova (questi ultimi hanno proposto un ordine del giorno in solidarietà degli operai della cartiera Burgo), lavoratori immigrati di Piacenza (molto applaudito l'intervento di Fouad, tra i protagonisti delle lotta all'Ikea), ecc. In sala erano presenti - e molti di loro sono intervenuti - anche compagni in rappresentanza di realtà di lotta e sindacali che già hanno aderito, in occasione della prima assemblea a Cassina de Pecchi, al coordinamento delle lotte: operai della Ferrari, membri del direttivo della Cub di Vicenza, Moustapha Wagne ed Ejeh del Coordinamento Migranti di Verona, dirigenti della Fiom di Cremona, attivisti della Rete 28 aprile, studenti del Collettivo Studenti Scuola Pubblica, operai Fiom e Cub di Bergamo e della Cub di Parma, studenti dei collettivi bolognesi.
Sono poi intervenuti nel dibattito, portando il loro saluto all'assemblea e ponendosi in dialogo con No Austerity, anche delegati Fiom e attivisti della Maserati e della Fiat Cnh di Modena. Presenti in sala anche compagni della Toscana e in particolare rappresentanti del movimento antagonista fiorentino (a cui No Austerity ha proposto un percorso di collaborazione), compagni del movimento antagonista modenese (Centri sociale Guernica e Libera), operai dell'Acciaieria Arvedi di Cremona.
Tra le organizzazioni politiche presenti e che sono intervenute, ricordiamo Alternativa Comunista (che ha ribadito la sua adesione a No Austerity), la Lista Civica Maranello (che, insieme al Codacons di Modena, ha dato la sua disponibilità alla collaborazione), il circolo Gramsci del Prc di Modena (che invece ha dichiarato la sua indisponibilità ad aderire a No Austerity per imprecisate divergenze politiche: ai compagni del Prc di Modena in vari interventi è stato chiesto di mettere da parte atteggiamenti di chiusura e di portare invece il loro contributo alla costruzione di No Austerity).
Sono stati letti due importanti saluti arrivati all'assemblea, da parte di compagni che non hanno potuto partecipare per ragioni di distanza ma che hanno fatto sentire la loro presenza da lontano con due calorose lettere di saluto: la già citata lettera degli operai di Resistenza Operaia Irisbus di Avellino e il saluto del Coordinamento Pugliese Lavoratori in Lotta.
 
Le decisioni dell'assemblea
 
Ribadendo l'importanza della democrazia nell'organizzazione della discussione all'interno di No Austerity, l'assemblea di Maranello si è conclusa con la votazione di alcune proposte (che sono state approvate all'unanimità), alcune delle quali presentate nella relazione della Stefanoni, altre emerse nel corso del dibattito:
 
1) organizzare una prossima assemblea di No Austerity ad Avellino, insieme con gli operai della Fiat-Irisbus e cercando di coinvolgere le realtà di lotta (operaie, studentesche e di movimento) del territorio campano e del sud;
2) portare sostegno e solidarietà attiva alle iniziative di lotta dei lavoratori delle cooperative (di cui daremo comunicazione anche sul nostro sito), sia partecipando ai picchetti e alle manifestazioni che verranno organizzati nei prossimi mesi sia sostenendo la cassa di resistenza per le lotte delle cooperative.
3) Sono stati poi approvati, sempre all'unanimità, quattro ordini del giorno: uno in solidarietà ai lavoratori del gruppo Fiat di Modena e contro la discriminazione salariale in Ferrari; un ordine del giorno in solidarietà agli operai della cartiera Burgo di Mantova (che rischiano il licenziamento di massa), un ordine del giorno (proposto dai rappresentanti del Collettivo Scuola Pubblica di Vicenza) di partecipazione e sostegno alla giornata di mobilitazione nazionale studentesca del 15 febbraio, infine un ordine del giorno in solidarietà con gli immigrati terremotati della bassa modenese.
L'assemblea di Maranello ci ha confermato ancora una volta della necessità urgente di un organismo di coordinamento delle lotte come No Austerity, al fine di unificare dalla base, rafforzare e rendere vincenti le nostre lotte.
Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, agli immigrati, agli studenti, alle organizzazioni sindacali, politiche e di lotta a contribuire alla costruzione di No Austerity. Uniti si vince!
 
 

GLI ORDINI DEL GIORNO
APPROVATI ALL'UNANIMITA'
 
Ordine del giorno sugli operai del gruppo Fiat di ModenaL'assemblea esprime la propria solidarietà ai lavoratori del gruppo Fiat di Modena, che hanno subito l'accordo Fiat nonostante la bocciatura del contratto da parte non solo dei delegati della Fiom ma persino degli stessi delegati di Fim e Uilm. In modo particolare condanniamo il meccanismo di discriminazione salariale frutto di un accordo in Ferrari tra Montezemolo e Fim e Uilm, accordo che prevede un taglio salariale ai danni di chi si ammala, di chi si infortuna, di chi usufruisce della legge 104. Una discriminazione salariale che colpisce in modo infame anche le donne in maternità obbligatoria, che vengono considerate dal contratto aziendale Ferrari delle "assenteiste".
 
Ordine del giorno sugli operai della cartiera Burgo di MantovaDa tre settimane è iniziata la lotta dei 180 operai della cartiera Burgo di Mantova che, come una doccia fredda, hanno ricevuto la notizia dell'imminente chiusura dell'azienda. Dopo tre inutili incontri con le rappresentanze sindacali e istituzionali, hanno visto sfumare la speranza di tenere aperta la fabbrica che dalla settimana prossima chiuderà i cancelli. Le stesse organizzazioni sindacali si sono dimostrate inequivocabilmente conniventi con i padroni, cercando di sedare quegli operai che hanno compreso quanto sia inevitabile una radicalizzazione della lotta e hanno proposto l'occupazione della fabbrica. L'assemblea di No Austerity esprime la propria solidarietà agli operai della Burgo e condivide la necessità di occupare la fabbrica e radicalizzare la lotta.
 
Ordine del giorno sulla manifestazione studentesca del 15 febbraio Ancora una volta ci si prepara a scendere in piazza e ancora una volta sono gli studenti che autonomamente hanno convocato una giornata di mobilitazione nazionale alla vigilia delle elezioni, venerdì 15 febbraio 2013. In quella giornata saranno tante le piazze italiane invase da studentesse e studenti che non vedono nella farsa delle urne la possibilità di uscire dalla crisi. Dai cortei del 5 e 12 Ottobre, passando dallo sciopero europeo del 14 Novembre e arrivando alla giornata del 6 Dicembre, gli studenti si sono fatti sentire contro l'austerità e le riforme scolastiche promulgate dagli ultimi governi succedutisi (sia centrosinistra che centrodestra che tecnici). Non avendo ancora raggiunto l’obiettivo, si ritorna nelle strade e il Coordinamento No Austerity è affianco a tutti gli studenti che scenderanno in piazza. Siamo solidali e complici con la lotta delle giovani generazioni, una lotta per una scuola e un’università pubbliche che garantiscano a tutti gli studenti un diritto allo studio che oggi viene in gran parte negato. La nostra lotta è anche la lotta degli studenti in quanto futuri disoccupati o, nella migliore delle ipotesi, futuri precari da sfruttare. Per questo appoggiamo la giornata di mobilitazione nazionale studentesca del 15 febbraio 2013. Lavoratori e studenti uniti nella lotta!
 
Ordine del giorno sugli immigrati delle zone terremotate No Austerity esprime la propria solidarietà a Samuel Anane (lavoratore del Ghana immigrato a Concordia in provincia di Modena) e a tutti gli altri immigrati che, come lui, sono costretti a vivere nelle zone terremotate in condizioni disumane. Si tratta di immigrati che, oltre ad aver perso il posto di lavoro dopo il crollo delle fabbriche e oltre a essere privi di un tetto, oggi sono ai limiti della sopravvivenza e rischiano di diventare clandestini. A tutto questo si aggiunge un clima di pesante razzismo: nelle zone terremotate spesso gli immigrati diventando i capri espiatori di una situazione che, al di là della catastrofe naturale, è stata aggravata dagli interessi di un pugno di capitalisti senza scrupoli, che hanno costruito case e fabbriche di cartapesta.  

Il TAR blocca i rifiuti di Roma diretti a Colfelice


RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO – RAGGIO VERDE


“Salutiamo con soddisfazione la decisione del TAR Lazio, che ha accolto oggi la richiesta di sospensiva sulle prescrizioni del Decreto Clini volte a risolvere l’emergenza rifiuti della Capitale utilizzando l’impiantistica delle province presentata dal Comune di Albano, Provincia di Frosinone e SAF” – così Alberto Valleriani, presidente, e Francesco Bearzi, coordinatore provinciale Frosinone della Rete per la Tutela della Valle del Sacco. “Si evita così un carico ambientale ulteriormente insostenibile per l’area gravitante intorno al TMB di Colfelice, gestito da SAF. Peraltro, insieme all’associazione Raggio Verde, abbiamo avviato l’azione conoscitiva volta a stabilire se la qualità del cdr prodotto e l’idoneità del trattamento sia adeguatamente verificata dall’ente preposto, ARPA Frosinone. C’è invece poco da gioire per le conseguenze dell’emergenza, da addebitarsi alle istituzioni che per anni e anni hanno fatto di tutto per produrne le condizioni”.

Valle del Sacco, 8 febbraio 2013 

Che fretta c'è? Rinviate alla prossima legislatura la discussione sui rifiuti nei cementifici

Rete per la tutela della Valle del Sacco

Dalle mailing list nazionali è partita una mail a chi nella Commissione della Camera dovrà decidere sul regolamento dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) da utilizzare nei cementifici, quindi anche Colleferro.
Di sotto il testo in cui modificare le generalità di chi invia. 

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Oggetto: Che fretta c'è? Rinviate alla prossima legislatura la discussione sui rifiuti nei cementifici
Stimati commissari,
in vista della riunione del prossimo 11 febbraio, nella quale sarete chiamati ad esprimere un parere in merito allo"Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale"
v'invito a considerare che:
·  il provvedimento viene giustificato con la "continua crescita della quantità di rifiuti [che] costituisce un problema ambientale e territoriale comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia e, in particolare, per alcune aree del nostro Paese che fanno ancora ampio ricorso allo smaltimento in discariche, di cui molte fra l’altro in via di esaurimento", mentre i dati dell'Ispra certificano che i rifiuti solidi urbani prodotti in Italia nel 2010 sono inferiori a quelli prodotti nel 2006, con un ulteriore calo nel 2012 legato alla situazione di crisi attualmente in atto;
·  la destinazione dei rifiuti a pratiche di incenerimento è contraria alla recente raccomandazione del Parlamento europeo (A7-0161/2012, adottata a Maggio 2012) di rispettare la gerarchia dei rifiuti e di intraprendere con decisione, entro il prossimo decennio, la strada dell’abbandono delle pratiche di incenerimento di materie recuperabili in altro modo;
·  attraverso la trasformazione in CSS, i rifiuti solidi urbani, per cui vige il principio della gestione e della "chiusura del ciclo" a livello territoriale, vengono trasformati in rifiuti speciali, il cui sistema di tracciabilità,Sistri, è ancora un miraggio, un problema evidenziato anche nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse;
·  i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti con e senza l’uso dei rifiuti come combustibile e i limiti di legge per le emissioni di questi impianti sono enormemente più permissivi e soggetti a deroghe rispetto a quelli degli inceneritori classici; ad esempio, considerando solo gli NOx, per un inceneritore il limite di legge è 200 mg/Nmc, mentre per un cementificio è tra 500 e 1800mg/Nmc;
·  la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia emissiva di questi impianti, in particolare in merito alla emissione di diossine/composti organici clorurati e metalli pesanti. La produzione di diossine è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati. Da un'analisi comparata dei decreti legislativi 152/2006 e 133/2005, inoltre, risulta che il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 0,01 milligrammi/mc nei cementifici;
·  nella prossima legislatura potrebbe essere approvato il ddl promosso dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania in merito al contenimento del consumo di suolo agricolo, che comporta, tra l'altro, una moratoria triennale rispetto all'edificazione di nuovi terreni agricoli, con una conseguente riduzione del fabbisogno di cemento pro-capite e quindi dell'attività dei cementifici, e ciò potrebbe comportare un'auspicabile nuova configurazione dell'intero comparto produttivo;
per quanto sopra esposto vi chiedo di esprimere un parere negativo, e di far pressione sull'esecutivo affinché il provvedimento venga discusso in maniera più ampia durante la prossima legislatura.
Luogo:
Data:
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giovedì 7 febbraio 2013

Aspettando "Trane"

a cura di Luciano Granieri

dal libro "Stasera jazz" di Arrigo Polillo.


"  ll quartetto di John Coltrane con McCoy Tyner, Elivin Jones e Jimmy Garrison, venne per la seconda volta a Milano nell’ottobre del 1963. Le emozioni cominciarono subito all’aeroporto, quando ci accorgemmo che fra i passeggeri appena arrivati da Amsterdam non c’era –contrariamente alle previsioni – proprio nessuno che assomigliasse a Coltrane e compagni. Avevamo purtroppo poco tempo a disposizione: l’aereo che avrebbe dovuto portare i nostri eroi era atterrato a Linate verso le due e mezzo del pomeriggio, e il primo dei due concerti sarebbe dovuto cominciare due ore dopo.
Accertato che il successivo aereo da Amsterdam  sarebbe arrivato verso e cinque e mezza, prendemmo le misure necessarie per fronteggiare la difficile situazione: uno di noi corse in teatro per essere pronto a comunicare al pubblico quanto gli avremmo fatto sapere per telefono: e cioè che l’inizio del concerto sarebbe stato posticipato all’ora x, oppure che sarebbe strato annullato. Gli altri, fra cui io, rimasero all’aeroporto per cercare di sapere in anticipo se fra i passeggeri del successivo volo ci fossero i nostri amici, e per poi accompagnarli al teatro. Fu Barazzetta che, valendosi di sue conoscenze, riuscì ad ottenere ciò che ci venia dichiarato impossibile, e cioè farsi confermare  - quando già l’aereo era in volo –  che su di esso viaggiavano i Signori John Coltrane  e C. (Ricordo ancora chiarissimamente l’emozione con cui apprendemmo al telefono ch i quattro passeggeri da noi ricercati erano in volo verso Milano…). Come Dio volle, i nostri atterrarono a Linate. Li caricai sulla macchina e mi avviai a tutta velocità verso  teatro, dove il pubblico, tenuto al corrente di quanto stava succedendo, era in paziente attesa da n paio d’ore (nessuno aveva chiesto l rimborso del biglietto, che pure avevamo offerto: per Trane valeva la pena aspettare..). Mentre guidavo i miei nervi erano tanto tesi che ebbi un lapsus: invece di dire che il  pubblico stava aspettando da ore (hours) in teatro, dissi ai quattro che aspettava da anni (years), otenendo come risposta una fragorosa risata che mi rivelò che, fra i cinque uomini che si pigiavano nell’automobile, l’unico veramente preoccupato ero io. Po feci a Coltrane questo discorsetto: “Ormai non c’è tempo per un intervallo sufficientemente lungo per andare al ristorante, fra un concerto e l’altrp. Al massimo possiamo fare un intervallo di mezz’ora durante il quale potrete mangiare delle bistecche  che faremo portare in camerino”. Mi confortò tranquillo “Okay”: evidentemente il nostro si immedesimava nella situazione, anche se sembrava calmissimo.
Arrivato in teatro divenne ancora più calmo: si cambiò d’abito (suonava sempre in smoking) con grande lentezza, fece un po’ di toilette, e poi si rilassò per alcuni minuti; e i sui uomni feero altrettanto. In quel modo si perse un’altra mezz’ora e si arrivò alle sete. E’ vano aspettarsi da un musicista di jazz americano dei movimenti affrettati prima del concerto; alcuni minuti di relax (a base di sigarette più o meno “pesanti”) prima di suonare sembrano assolutamente indispensabili.
Ma torniamo a Trane e i suoi. Quella sera ci regalarono dello splendido jazz suonando quasi senza soluzione di continuità per più di quattro ore. Ci fu il previsto intervallo di mezz’ora per la bistecchina in camerino, ma per il resto: non-stop. Se si pensa che un assolo di Coltrane poteva continuare senza interruzione per tre quarti d’ora si può avere un’idea del tour de force a cui i quattro si sottoposero.
Eppure alla fine dei due concerti, il leggendario sassofonista sembrava fresco esattamente come era in principio. Come allora (quanto tempo era passato dal primo My favourite things della giornata? A me sembrava un’eternità) rispondeva quietamente, con un dolce, paziente sprriso sulle labbra, a qualunque domanda gli venisse rivolta. Era un uomo “serafico”: qesto è l’aggettivo giusto. Proprio il contrario della sua musica, tumultuosa, ubriacante.
Quel sorriso mi diede il coraggio di rivolgergli alcune domande formali nella speranza di ottenere risposte sufficienti per cavarne un’intervista. Poi però troncai corto, perché provai della compassione per gli altri  tre uomini  che, dopo aver fatto un viaggio da Amsterdam a Milano e aver dato due concerti di fila, il tutto nel giro di sei ore o giù di lì, avevano il diritto di andare a dormire. Tuttavia feci in tempo  a ottenere qualche riposta, e la ricordo bene. Tra l’altro rammento la scarsa importanza che Coltrane annetteva a un suo  disco che a me pareva ottimo, Olè Cotrane, e ricordo soprattutto l’incredibile modestia di cui, con ogni sua risposta dava prova. A un certo punto mi disse di avere un contratto con la Impulse che lo obbligava a registrare tre LP all’anno. “E’ un problema serio” mi disse a questo proposito. “ Per registrare tre dischi bisogna  avere inventato tanta di quella musica! Nei dischi bisogna mettere solo il meglio di quanto si è inventato e suonato durante l’anno, e i non so proprio come farò…”  Rividi l’ultima volta Coltrane, ancora con i sui tre amici , al Festival del jazz di Juan les Pins, nel luglio del 1965. Gli sentii suonare un magnifico A Love Supreme (era la prima volta che ascoltavo da lui questo pezzo oggi famoso, perché allora il disco non era ancora arrivato in Italia) e poi andai fra le quinte a salutarlo e a congratularmi con lui. “Guarda chi c’è” disse a Tyner, col sorrisetto serafico che conoscevo già. E’ inutile aggiungere che, nonostante l’impegnativa impresa (A Love Supreme durava circa  tre quarti d’ora), era fresco come una rosa."
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Vogliamo proporre a tutti gli appassionati di jazz e ai nostri naviganti le gesta dei quattro personaggi protagonisti del racconto di Polillo. I video che seguono infatti vedono, John Coltrane –sax tenore e soprano, McCoy Tyner - pianoforte, Elvin Jones – batteria e Jimmy Garrison al contrabbasso,  impegnati nell’esecuzione di tre brani emblematici della poetica jazzistica del quartetto. Il set fu registrato a San Francisco nel dicembre del 1963  e faceva parte di un ciclo televisivo prodotto dal giornalista e critico musicale Ralph J.Glesason, denominato Jazz Casual. I brani in questione sono “Afro Blue” scritto da Mongo Santamaria, un pezzo in tre quarti. Una struttura ritmica molto congeniale al quartetto del sassofonista di Hamlet North Carolina, basti pensare che la stessa forma ritmica  è la base di My Favoirute Things il brano tratto dall’omonimo valzer di Roger e Hammerstein,  utilizzato come colonna sonora di “Tutti insieme appassionatamente”, che segnò uno dei capolavori assoluti di Coltane. L’improvvisazione che Coltrane sviluppa in Afro Blue, prima con il soprano e poi con il tenore,  è costruita secondo la logica modale.  Un  linguaggio che sposta il fluire della melodia al di fuori del contesto definito dagli accordi.  Segue “Alabama” una composizione dello stesso Coltrane, un brano dall’atmosfera mistica, austera. Dopo l’enunciazione del tema, l’improvvisazione si snoda uscendo dal recinto  degli accordi per svilupparsi ancora una volta su un binario modale. Il terzo pezzo è Impression,  sempre di Coltrane. Una favolosa cavalcata improvvisativa in cui tutti i musicisti si esprimono su livelli straordinari. McCoy Tyner sfodera una assolo straordinario, grappoli di note si susseguono in modo brillante. La mano sinistra sfodera un  tocco poderoso, sempre alla scoperta di nuove armonie, e la  destra è impegnata a impreziosire il tutto con arpeggi veloci e finissimi. Impressionante è la parte in cui restano soli Coltrane e Jones a rincorrersi con brillanti suggestioni. Elvin Jones è immenso mostra una libertà ritmica inusitata, intensa, capace di fondersi perfettamente con l’esuberanza improvvisativa di Coltrane, l’assolo di Garrison è una perla, il suo contrabbasso sembra a tratti un’orchestra.  Ascoltando questi tre brani si può facilmente intuire la ragione per cui il pubblico di Milano rinunciò a farsi rimborsare il biglietto e attese pazientemente due ore per l’esibizione del quartetto di Coltrane. John Coltrane, pur nella tranquillità e mitezza del suo carattere, riuscì ad esprimere una musica dalla forte connotazione politica   e di lotta per i diritti sociali e civili dei neri e di tutte le categorie sociali emarginate . Il suo stile, forgiato dall’esperienza del Rythm and Blues, del Be Bop, dall’aver avuto compagni di viaggio come Miles Davis e Thelonius Monk  e dall’improvviszione modale, evoca i canti di lavoro degli schiavi neri e la rabbia che esplodeva nei ghetti. Non c’è dubbio che Cotrane fu il degno continuatore di quella rivoluzione espressiva iniziata da Charlie Parker.
Good  Vibrations.

Luciano Granieri