Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 18 giugno 2013

La disoccupazione al centro della “crisi”


Il lavoro al centro dello sviluppo è una iniziativa nazionale di 3 giorni organizzata dalla Fondazione Studi
Consulenti del Lavoro e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine  e si svolge presso la Fonte Anticolana Fiuggi il 20-21-22 giugno 2013




























I lavoratori della Videocon e quelli della Frosinone Multiservizi accoglieranno con baci e abbracci questo nuovo mirabile governo che ha un occhio di riguardo agli operai, ai lavoratori dei servizi, ai disoccupati, a coloro che percepiscono redditi da fame, ai pensionati. Un Governo che pensa al futuro, dopo aver inquinato e devastato il territorio, ridotto i servizi, tagliato i posti di lavoro ora nega anche il reddito della CIG a lavoratori che da anni sono in attesa del reinserimento nel mondo del lavoro dopo che si è permesso il saccheggio e il depauperamento delle risorse.
Il 20 giugno ’13 dalle ore 10 dalla Fonte di Bonifacio alle 10 partirà un corteo fino alla Fonte Anticolana dove i lavoratori chiedono un incontro ai rappresentanti del governo volto alla rappresentazione della gravissima situazione locale. Saranno accolti D’Alia e Zanonato (Ministri) – Damiano (presidente Commissione Lavoro Camera) – Santelli (sottosegretario al lavoro) – Brunetta (parlamentare)



Dal loro “decreto del fare” alla nostra “POLITICA DEL FARE”
17/06/2013
Il cosiddetto “decreto del fare” del governo Letta si sta rivelando per quello che è in realtà: un miscuglio di briciole sparse qua e la e una serie di provvedimenti che non hanno alcun valore economico in termini di sviluppo o di risanamento.
Se sono queste le misure che il governo Napolitano/Letta/Berlusconi/Epifani ha studiato per rilanciare l’economia, siamo certi che i risultati saranno praticamente pari a zero.
Gli unici ad essere contenti saranno sicuramente i possessori di barche ai quali verranno ridotte le tasse, ma sicuramente questo provvedimento non avrà grandi riflessi sulle sorti del paese.
Il signor Letta non vuole riconoscere apertamente che il suo spazio di manovra e quello del governo che guida sono limitati da quanto stabilito dalla Comunità europea, dalla BCE e da tutte quelle istituzioni pubbliche e private che si stanno mangiando le ricchezze e le risorse dell’intero pianeta.
Bisogna essere chiari sino in fondo: o si sfondano quei parametri dettati da accordi comunitari e tra stati che stanno comprimendo le economie di gran parte dei paesi europei, si supera il vincolo del debito rivendicando l’autonomia e la sovranità dei singoli stati e si avvia una politica economica di sviluppo attraverso il ruolo prioritario e trainante dello stato, oppure qualsiasi “decreto del fare” si trasformerà in carta straccia.
Carta straccia e fumo per nascondere le vere manovre economiche e finanziarie che mentre la crisi si fa sempre più feroce per milioni di famiglie, stanno disegnando nuovamente una enorme ridistribuzione di risorse e di ricchezza dai più poveri ai più ricchi.
Il rilancio dell’economia, su basi diverse e più solide di quelle attuali, si costruisce soltanto attraverso un rinnovato ruolo dello stato che dovrebbe intervenire direttamente nell’economia reale e non salvando banche e regalando soldi alle industrie che nella maggioranza dei casi non li investono ma li “trasformano” in rendite finanziarie.
Un intervento massiccio e calibrato su settori che possano realmente rilanciare l’economia attraverso politiche ambientali e di risanamento e messa in sicurezza del territorio, di sviluppo del turismo, dei beni culturali, della valorizzazione dei beni comuni, del rilancio della ricerca e della scuola pubblica, della lotta all’abusivismo e all’evasione ecc.
Un intervento che però deve comprendere anche azioni di carattere industriale, utilizzando anche lo strumento della nazionalizzazione per garantire il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali e l’intervento economico diretto in aziende e settori strategici.
Questi sono obiettivi concreti e realizzabili, sono strumenti attraverso i quali si ricostruisce un sistema industriale, turistico, alimentare, culturale forte e compatibile con il nostro territorio e le nostre esigenze occupazionali e di lotta alle disuguaglianza e all’enorme squilibrio esistente tra chi ha tutto e chi non ha più nulla.
Tutto il resto sono chiacchiere e inutili imbellettamenti di una situazione che sta portando l’intero paese allo sfascio e milioni di donne e uomini alla povertà, in nome di un’Europa che è guidata esclusivamente dalla BCE e dalla finanza internazionale, in nome di un “dio mercato” che ha mutato culturalmente, prima ancora che economicamente, la testa e le abitudini di centinaia di milioni di abitanti di questo pianeta.
E allora è necessario che siano le lavoratrici ed i lavoratori, i disoccupati, gli studenti e i pensionati a cominciare a praticare la “POLITICA DEL FARE”, del fare conflitto sociale!

lunedì 17 giugno 2013

Il risultato degli infausti...miracoli

Luciano Granieri, foto inviata da Anna Rosa Frate


La lettera di licenziamento


































Ecco il risultato di un miracolo alla "BEATA QUARTINA"   compiuto dal Sindaco Ottaviani. La sparizione di 150 posti di lavoro. A dire il vero il miracolo si è materializzato  anche grazie alle giunte precedenti di centro sinistra del comune di Frosinone, della Provincia guidata da Iannarilli, del Comune di Alatri , che rimpinzando l'organico della Multiservizi di dirigenti strapagati, dalla dubbia se non nulla  utilità, hanno portato al fallimento una società per  cui il lavoro era assicurato . Fra  Alatri, Frosinone e l'intera provincia, infatti, non sono mai mancati  una strada da riparare, un giardino pubblico da curare, un cimitero da manutenere, dei bambini da accompagnare a scuola . Poi il miracolo finale alla "Beata Quartina" del sindaco Ottaviani, che non ha voluto sentire ragioni e ha affidato a ditte private l'erogazione dei servizi che i lavoratori Multiservizi, quelli che lavoravano, non i raccomandati, avevano sempre assicurato alla comunità . Ottaviani  non ha accettato le proposte della nuova giunta regionale guidata da Zingaretti per salvare i lavoratori. Proposte cui erano favorevoli sia il commissario Provinciale Patrizi che il sindaco di Alatri Morini, azionisti pubblici inseme al comune di Frosinone. Ed ecco compiersi il miracolo della sparizione del lavoro  che porta 150 famiglie alla disperazione della disoccupazione. Sia fatta la volontà della " BEATA QUARTINA"

I miracoli del sindaco Ottaviani.

Luciano Granieri





Progetto della Torre della Pace
Ma veramente!!!!  Non sarà che il sindaco Ottaviani  anziché fare i miracoli, porta iella? Alla festa dei santi patroni dell’anno scorso, invitò a cantare Max Gazzè.  Il giorno del concerto un nubifragio travolse Frosinone costringendo gli organizzatori ad annullare il concerto. Promise  poi ai lavoratori della Multiservizi  che  ci avrebbe pensato   lui,  con l’aiuto del fido collaboratore  Piacentini,  a salvarli  dal licenziamento, altro che le promesse della giunta precedente. Oggi ai lavoratori della Multiservizi stanno arrivando le lettere di licenziamento.  Questo inverno fece chiudere  le scuole in vista di una nevicata eccezionale che avrebbe investito il Capoluogo. Il giorno della chiusura decisa dal sindaco non nevicò, in compenso la coltre bianca scese copiosa nella giornata successiva quando Ottaviani fece riaprire le scuole. Quando l’ascensore inclinato si bloccò il sindaco prontamente disse:” non ci sono i soldi, ma faremo ripartire l’ascensore in poco tempo. Da quel momento l’ascensore è rimasto quasi sempre fermo al palo flagellato da continui guasti.  La settimana scorsa si è verificato l’ennesimo incidente dell’impianto con la cabina che ha travolto le barriere del fermo corsa e con un gran botto è finita sulla sede stradale.  Che dire poi della decisione di accedere ai fondi stanziati da governo Monti per finanziare opere urbanistiche di rilievo. Appena fatta la richiesta è crollato miseramente il viadotto Biondi. Non solo, qualche settimana dopo che il sindaco, a proposito del cappuccio di cemento posto sulla frana,  aveva sostenuto    che l’intervento avrebbe bloccato il fenomeno franoso, questo è ripreso come e più di prima crepando la sfoglia di cemento che doveva fermare i crolli. E poi…. Il Frosinone è rimasto in serie C,  il Latina è stato promosso in B ( nessun sindaco di Frosinone ha mai dovuto subire l’onta di vedere i dirimpettai bufalari arrivare in serie B, altro miracolo di Ottaviani),  la Roma ha  perso il derby di coppa  Italia con la Lazio, la Lazio ha vinto la coppa Italia con la Roma…. E se non so’  disgrazie queste?  Lo so il calcio non c’entra, ma se fossi  con i facchini che dovranno trasportare la torre della pace durante la prossima festa patronale,  farei i debiti scongiuri, mi consumerei i coglioni a furia di grattare!!!!

domenica 16 giugno 2013

Ross-@: indietro non si torna

A cura di Luciano Garanieri. Contributi di http://www.libera.tv/ e http://www.contropiano.org/




Ci scusiamo per la forma di “appunti”, forse insufficiente a restituire il clima e la profondità di molti interventi. ma ci è sembrato prioritario dare una prima informazione in tempo reale.
Prima della discussione, aperta con una relazione di Giorgio Cremaschi (sarà anche questa pubblicata quanto prima, tenendo conto del dibattito odierno), sono stati letti i messaggi dei compagni “promotori” che non hanno potuto essere presenti ma che hanno ribadito la propria partecipazione al progetto e al percorso:  Nicoletta Dosio, Antonio Di Stasi, Antonio Moscato, Carlo Formenti.
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Pasquale Voza. La questione del debito pubblico già capita e studiata da Marx, citazione.(“Il debito pubblico, ossia l’alienazione dello Stato — dispotico, costituzionale o repubblicano che sia — imprime il suo marchio all’era capitalistica. L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che passi effettivamente in possesso collettivo dei popoli moderni è il loro debito pubblico. Di qui, con piena coerenza, viene la dottrina moderna che un popolo diventa tanto più ricco quanto più a fondo s’indebita. Il credito pubblico diventa il credo del capitale. E col sorgere dell’indebitamento dello Stato, al peccato contro lo spirito santo, che è quello che non trova perdono, subentra il mancar di fede al debito pubblico. Il debito pubblico diventa una delle leve più energiche dell’accumulazione originaria: come con un colpo di bacchetta magica, esso conferisce al denaro, che è improduttivo, la facoltà di procreare, e così lo trasforma in capitale, senza che il denaro abbia bisogno di assoggettarsi alla fatica e al rischio inseparabili dall’investimento industriale e anche da quello usurario.In realtà i creditori dello Stato non danno niente, poichè la somma prestata viene trasformata in obbligazioni facilmente trasferibili, che in loro mano continuano a funzionare proprio come se fossero tanto denaro in contanti. Ma anche fatta astrazione dalla classe di gente oziosa, vivente di rendita, che viene cosi creata, e dalla ricchezza improvvisata dei finanzieri che fanno da intermediari fra governo e nazione, e fatta astrazione anche da quella degli appaltatori delle imposte, dei commercianti, dei fabbricanti privati, ai quali una buona parte di ogni prestito dello Stato fa il servizio di un capitale piovuto dal cielo, il debito pubblico ha fatto nascere le società per azioni, il commercio di effetti negoziabili di ogni specie, l’aggiotaggio: in una parola, ha fatto nascere il giuoco di Borsa e la bancocrazia moderna.)- Bisogna essere al tempo stesso retroguardia politica e avanguardia culturale….
Franco Russo. Ricorda le proposte di referendum di indirizzo sul Fiscal Compact e i trattati europei, e su una legge di iniziativa popolare sulla rappresentanza sindacale; il giudizio totalmente negativo sull’accordo del 31 maggio è la vera discriminante; tanta sinistra e parti di Rifondazione però non firmano..
Sergio Cararo. Non bisogna guardare alla crisi solo dal lato dei partiti; il mondo del sociale può anche essere “brutto e contraddittorio”, ma la sinistra non può essere elitaria e antipatica… Bisogna comprendere a fondo l’”ideologia delle masse”, quella che concretamente esprimono in un certo momento. In Turchia, per esempio, si scende in piazza con la bandiera nazionale… Dobbiamo capire che le lotte avvengono anche su terreni e culture diverse da quello cui ci riferiamo. La scadenza elettorale delle europee non è decisiva…
Imma Barbarossa. Tenere presente a rispettare il ruolo delle persone… L’essenza del libertarismo.. Su Grillo: il male di fondo è il trasversalismo di un’ideologia che copre i poteri veri che stanno dietro la casta e l’apparente democrazia, che in realtà trasforma i sudditi non in cittadini ma in spettatori…
Franco Turigliatto…. Il nostro è un percorso lento, non come è avvenuto con Cambiare si può…. In Rifondazione Comunista ci sono tanti bravi militanti, ma la loro “non scelta” è un dato di fondo del loro modo di pensare pensare. C’è ancora una debolezza politica di Rossa nei territori… I nostri avversari ed il potere temono la rivolta popolare più di quanto noi ci crediamo…
Umberto Oreste. Ci si sta organizzando sul territorio. Ci sono circoli di Rifondazione che agiscono autonomamente. Ci vedremo come Campania in assemblea a Salerno il 28 giugno. I conflitti avvengono. Per esempio stamattina le cariche della polizia a Pomigliano… Ma ci sono anche momenti di mobilitazione unitaria, come per i migranti di Caserta e I disoccupati di Napoli, assieme… Ma le difficoltà esistono… Sulle elezioni europee nutro dubbi, sono troppo vicine; a meno di non essere parte di un fronte anticapitalista europeo, più forte, ampio e unitario di quanto ora non sia…
Mauro Casadio. La crisi della sinistra radicale è stata dovuta non solo a errori, ma alla mancata rifondazione del pensiero comunista… Ci vuole un’analisi nuova… L’Europa rappresenta progetto imperialista moderno per reggere la nuova competizione mondiale tra sistemi e aree monetarie… Anche gli USA fanno lo stesso, come dimostra il fatto che fanno rientrare le produzioni delocalizzate…. Le classi dominanti europee operano su base continentale, hanno costruito gabbie salariali europee, e i salari italiani (greci, portoghesi, spagnoli, ecc) ne diventano vittima … Dall’Afghanistan fino all’Africa c’è una fascia ove non ci sono più gli stati…. Una proposta di lavoro e discussione teorica: fare i Quaderni di Rossa..
Jacopo Venier. Non bisogna sottovalutare la scelta di stare sul terreno politico, che significa misurarsi con il mondo politico. Esempio; sull’Europa è chiaro il no al fiscal compact etc, meno chiaro è se siamo su base nazionale o per un’altra Europa… Le relazioni internazionali sono necessarie.. Se partiamo davvero dal parlare il linguaggio della verità ,allora ci vogliono proposte concrete per affrontare il conflitto generazionale… Il nostro essere “retroguardia” non vuol dire arroccarsi nelle istituzioni, ma neanche l’opposto, ovvero ignorarle… La questione della “speranza”: come inganno no, ma la fiducia nella possibilità di cambiare serve… Occorre far sapere che siamo forti… Noi non dobbiamo pensare a andare in tv, ma a costruire una nostra rete di comunicazione e informazione..
Emidia Papi. Sì al promemoria di Giorgio, di taglio garibaldino…. Bisogna mantenere la piattaforma di Bologna, perché va bene. La questione di fondo è la costruzione del blocco sociale. A Roma, per dirne una, Marino ha preso più voti nei quartieri bene che in quelli popolari…. C’è stato nei giorni scorsi un omicidio a Roma, in un quartiere popolare di vecchi occupanti di case; costoro sul referendum Europa ci risponderebbero a pernacchie…. Oggi il blocco sociale non è in grado di individuare il nemico…. C’è stata una devastazione culturale e la frantumazione degli interessi… Vedo tre blocchi: destra guidata dai furbetti del quartierino, PD che copre il lavoro tutelato e il ceto medio, Grillo che ha cercato di rappresentare i precari e chi sta fuori… Rossa deve stare nelle lotte e promuoverle, non solo “dare solidarietà” a quelle che si verificano autonomamente..
Andrea Ricci. Sì ai punti di fondo del progetto politico, anche con la critica al l’opportunismo della sinistra radicale…. è ancora debole invece la posizione sull’Europa… Bisogna avere una posizione precisa sull’euro… La crisi non è affatto risolta, la bolla in Borsa si è gonfiata di nuovo… E c’è un connubio con crisi sociale… La questione dell’Euro è politica e viene usata per legittimare le classi dirigenti italiane… Nel ’92 l’uscita dallo SME fu a tempo, per fare poi ingresso nell’Euro.. Oggi non sarebbe così.. Uscire dalla moneta significa andare in mare aperto, e questo ci pone davanti all’interrogativo: noi lavoriamo per il crollo o dobbiamo aspettare di essere forti? La decisione è comunque necessaria …. Ci vuole un sito web adeguato per comunicare…
Nando Simeone… Il punto centrale è essere alternativi al centrosinistra… D’accordo con Casadio su analisi dell’imperialismo europeo, che ha al centro la distruzione dello stato sociale… Bisogna valorizzare il movimento di lotta in atto dal 2011, con eccezione Francia e Italia… Valorizzare occupy USA anche se elitario, le rivoluzioni arabe e soprattutto Turchia ove la lotta usa modalità dei movimenti come l’acampada… Rossa è importante perché unisce diverse collocazioni sindacali… Ma no al sindacato unico di Rossa, meglio un fronte sindacale antagonista… C’è un rischio a centrare tutto sull’Euro; si parte dalla questione sociale e casomai si arriva all’Euro… Bisogna mantenere un’ottica sovranazionale… C’è autorganizzazione dei movimenti, come gli insegnanti lo scorso anno che hanno ottenuto l’unico risultato positivo… Sulle elezioni, evitiamo il passaggio distruttivo delle aspettative come a Roma… Si fanno solo se servono…
Aldo Romaro. In Veneto non ci sono neanche più le macerie: tutto è rimasto spianato. Le adesioni sono ancora poche, ci vuole organizzazione per reggere… Bigona misurarsi con la classe reale, che è “brutta sporca e cattiva”… L’euro è un progetto politico. se era il dollaro non avremmo avuto problemi a creare uno schieramento contro… Dobbiamo scegliere, ma lavorare per organizzare: non solo lotte, nel sociale c’è di tutto, anche il mutualismo…
Nico Vox. Troppe certezze negli interventi… Quanti lavoratori conoscono l’accordo del 31 maggio ?.. Come lo si spiega… Secondo me con brutale chiarezza: o si accetta la tomba o si organizza la ribellione.. Bisogna misurarsi con le altre esperienze… Grecia Turchia Spagna …. Mancano ancora i giovani..
Fabrizio Burattini… Sono d’accordo… è necessario decidere una posizione chiara sull’ Euro. Ma rischiamo di illudere se centriamo tutto sull'Euro… Tatticamente sarebbe un errore apparire come una ruota di scorta di sinistra ai 5 stelle, che hanno parlato a volte di referendum su Unione europea… Le elezioni europee non sono una scadenza ghigliottina.. Dobbiamo organizzarci davvero, consapevoli delle difficoltà… Occorre chiarezza con le altre forze della sinistra radicale e chiarezza sul fare dell’accordo del 31 maggio una discriminante ..
Patrizia Turchi. Indietro non si torna, ma attenzione a non dare paura del vuoto alle persone… Va bene la proposta politica, anche un partito, rigorosa… Va costruita identità di classe e va prodotta egemonia… ALBA, per esempio, ha già delineato la sua collocazione…. Giusto organizzare incontri tematici (Costituzione, attacco art 138, ecc) Sull’Europa dobbiamo essere referente politico anticapitalista… Non accodarsi semplicemente a una campagna anti Euro.. Alle elezioni europee ci vorrebbero liste in tutto il continente, magari con capolista Ken loach….. La doppia appartenenza è un tema scivoloso.
Fabrizio Tomaselli. Non serve più discutere delle divisioni di sessanta anni fa… E no all’elettoralismo tanto per fare. Si affronta semmai come un passaggio… Blocco sociale e “movimenti sociali a km 0” sono realtà spesso indistinte; ciò che decide è la radicalità delle pratiche e non la costruzione di ipotetici bisogni… Per esempio: andarsi a prendere una casa…. Tutte cose per cui ci vuole l’organizzazione, comunicazione e …soldi. Sulla questione elettorale: ricordiamo che alle europee ci vogliono tante firme, non è che sia una cosa che si fa senza organizzazione…
Francesco Piccioni. Rossa deve dimostrare di essere una novità. Il progetto di unità non è un appello, ma richiede l’individuazione dell’avversario per concentrare forze altrimenti impotenti… Occorre un discorso chiaro e obiettivi su cui unire… Ad esempio: l’Euro è una domanda ineludibile: dobbiamo decidere… Ci vuole una struttura comunicativa comune, che superi le microstrutture…. Per questo tipo di movimento occorrono servono attivisti, non specialisti in “rappresentazione”. Abbiamo visto sindacati trasformarsi in centri servizi e partiti in comitati elettorali… Le elezioni: dobbiamo ricordare che sono “il tempo del raccolto”, ma solo se prima si è seminato; altrimenti il risultato è scontato… Ci vuole organizzazione a livello territoriale, partirei con l’obiettivo di fare le assemblee per definire anche dei coordinamenti a livello regionale… L’obiettivo e la tensione deve essere a parlare a chi è fuori dai nostri giri…
Eleonora Forenza. Io mi sento dentro la sconfitta, sulle condizioni materiali e sul senso comune sull’assenza di classe per sé… Indietro non si torna significa anche capire lo sfruttamento di oggi, non tornare ad analisi di prima del femminismo e di altre maturazioni e intrecci… Unità delle forze antagoniste è l’obiettivo… Le elezioni europee e i referendum sull’austerità: tutti i movimenti anti-austerità hanno radici nazionali e si proiettano sull’Europa… Nuove forme di precarizzazione e i “pride” fanno parte delle nostre pratiche? Come dirigente di partito sento il rapporto tra organizzazione e pratica… È il partito il problema… Rossa deve essere una casa comune, un’organizzazione di pratiche e non un partito…
Luigi Marinelli. Indietro non si torna significa anche impossibilità di tornare al modello socialdemocratico, che per alcuni versi non è mai esistito ma di cui tutti sentono una qualche nostalgia… Anticapitalisti dunque, ma se ne è parlato poco… Bisogna superare l’”europeismo” residuale nella sinistra, che va sostituito con l’internazionalismo di questo secolo… Sull’Euro: è la divisa della macchina di guerra europea.. L’organizzazione del blocco sociale è un impegno a tutto tondo, teorico e pratico, non un semplice discorso… Su Rossa è mancato fin qui un approfondimento sull’organizzazione territoriale… Ci vuole almeno una dimensione regionale, per ora…
Francesco Musumeci. Il “che fare?” per noi parte sempre dalla crisi… Il capitale può superare la sua crisi se non si fa avanti un soggetto alternativo… Senza risposte adeguate si va a una ripresa della destra… Bisogna lavorare dal basso per ricongiungerci… è stata importante, per esempio, la riunione a Milano sulla Palestina… Dico spesso che la sinistra fa come i porcospini quando è freddo: ci si avvicina, ma poi ci si respinge… Meglio essere le “vecchie talpe”, e riemergere.. Noi comunisti siamo costretti a vincere, paradossalmente… E infine condivido l’esigenza di una “zona comune di comunicazione”…

Raduno Nazista a Miano

Italia Libera civile e laica= Italia antifascista



EVERYWHERE TAKSIM EVERYWHERE RESISTANCE!

http://taksimdayanisma.org/  




Taksim Solidarity generated this announcement through meetings and forums that took long hours till the early morning.
Our resistance that started in order to prevent the demolition of Gezi Park and save its trees has spread to Istanbul and to the entire country with the anger of thousands of citizens accumulated over the 11 years of AKP rule. Hundreds of people completed the 18th day of the resistance.
We witness a resistance, the most expansive struggle to claim our rights in the history of our country, which has been exposed to intense police violence since day one. We are going through a period in which the rights of people, including right to life, are trodden. However, this cruelty have united the crowds instead of disintegrating them, has strengthened the solidarity of the people who get to know each other through this struggle. Under heavy gas bombardment, which suffocated every living being, more and more people filled the streets and turned this resistance into a major social movement.
The government’s fist reaction towards the crystal clear and righteous demands, which have been voiced since the very first day of the resistance was to ignore them entirely. Then, they attempted to divide the resistance, provoke people and damage the legitimacy of the movement. In both national and international public opinion, the government has failed in these attempts. At the end of the day, it was the legitimacy of the government, not the resistance, that eroded. Therefore, with the pressure of our righteous resistance, the AKP government was pushed to address the solidarity and start a dialogue. Nonetheless, this is just the beginning, our struggle continues.
During the first 18 days of the resistance four citizens lost their lives due to police violence: Ethem Sarısülük, Mehmet Ayvalıtaş, Abdullah Cömert and Mustafa Sarı. Many were wounded, lost their eyes, vision, and even limbs. We feel the pain of those who were killed and remember that they were killed in pursuit of their most basic democratic rights. We repeat that no serious legal action has yet been taken against those who perpetrated and oversaw the actions that lead to the killing of our friends, and we restate that we will make sure those who are responsible for the violence are brought to justice. Furthermore, many people are still in custody due to the arbitrary policies of the security forces concerning custody durations. On behalf of the people resisting in Gezi Park and Taksim Solidarity, we call for the release of those who were taken into custody because of their involvement in the uprisings across the country.
During this time we have seen that we were able to unite, converse, create commons, and struggle together despite the violence inflicted upon us. What was considered to be the weakness of pluralist democracy allowed us to stand tall in resistance against majoritarianism. Against the government’s power, which is dependent on capital and ecological destruction, hundreds of thousands gathered in Gezi Park to defend the trees and thus defended their own lives and freedoms. The Gezi Park Resistance as a space of freedom has shown great resolve in keeping a peaceful conduct against police violence.
As people resisting in Gezi Park and Taksim Solidarity the most important thing we have learned so far is that the resistance cannot be contained within time or space, and that it will continue in every aspect of life, in every part of the city and the country, in every square meter and every moment.
On the 18th day of our resistance, on Saturday June 15th, we will continue our occupation for the park and all the living creatures within it, our trees, our life spaces, our private lives, our freedoms, and our future. We will pursue this struggle until our demands are met.
This resistance will be the reflection of the collective will of Taksim Solidarity and a symbol of our comprehensive struggle. From this day forward, we will continue to fight against all kinds of injustice and suffering in our country with the dynamism and strength generated by our struggle which has spread across the country and perhaps the world. We are stronger, more organized and more hopeful than we were 18 days ago.
THIS IS JUST THE BEGINNING, RESISTANCE WILL CONTINUE!
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Oreste Scalzone
L’ultimatum di questo pomeriggio è stato effettivo, le parole di Erdogan non sono state smentite dai fatti, nessun albero nè pianoforte, nè corteo di mamme a sostegno dei propri figli in lotta è riuscita a bloccare la furia inguardabile della polizia turca e di tutti i mezzi a sua disposizione.
La carrellata di immagini che da qualche ora (mentre scrivo è quasi l’una di notte) lascia senza fiato: la piazza e il parco sgomberati con violenza e così ogni rifugio trovato dai manifestanti, come il Divan Hotel, l’ospedale tedesco, l’Hilton, il Ceylan Hotel, Il Marmara e altri alberghi della zona principale degli scontri, intorno a Taksim.
Tutti i feriti che si erano rifugiati, così come tutto il personale paramedico che da giorni si da il cambio in piazza e negli ambulatori da campo sorti in diversi luoghi e spazzati via in queste ore, sono in una situazione drammatica, intrappolati all’interno delle hall di alcuni alberghi, dove da ore tirano gas lacrimogeni e urticanti anche all’interno, come si può vedere dalle immagini.
Gli idranti nel frattempo hanno cambiato colore: ora son comparse coloratissime strisce rosse d’acqua a tagliare le cariche e i cortei.
La reazione della pelle è sconcertante.

Mentre scrivo ci sono decine di migliaia di persone che stanno provando ad avvicinarsi alla zona: il ponte sul Bosforo, che separa i due continenti è un fiume impressionante e fitto di persone che non sembrano muovere un passo indietro davanti allo schieramento di polizia; stessa scena sull’autostrada E-5 e in tutti i quartieri della città, con barricate in ogni dove.

L’ingresso del Divan Hotel (REUTERS/Yannis Behrakis)
Poi Adana, Bursa, Eskişehir, Ankara (che porta in piazza numeri da lasciar senza fiato), Çanakkale, Edirne, Izmir: non c’è punto del paese che non si sta inondando di persone, di rumore, di resistenza, di lotta e di una determinazione che supererà anche questa lunga notte.
Che a vedere da come hanno deciso di iniziarla, vorrebbero fosse l’ultima di Taksim, e di Gezi Park, che ha messo radici in ogni dove e non sarà facile estirparle.
[LE IMMAGINI CI RACCONTANO CHIARAMENTE CHE BASTA RESPIRARE PER UN PO' QUEI GAS PER SANGUINARE   COSA STANNO TIRANDO?
COSA C'E' NEI LACRIMOGENI? COS'E' IL ROSSO COMPARSO NELL'ACQUA SPARATA DAGLI IDRANTI? ]             
                                                                                                           

Cosa stanno tirando sui manifestanti di piazza Taksim? Perché basta respirare per avere una mascherina piena di sangue? Cosa c’è in quei lacrimogeni? Di cosa state bombardando chi protesta da venti giorni?

 


L’acqua degli idranti oggi era rossa e lasciava tutto ciò…

In questi quasi 20 giorni di lacrimogeni in piazza Taksim son stati contati: 8 cani, 63 gatti e più di mille uccelli morti.

Molti i bimbi nel Divan Hotel, intrappolati e gasati

L’idrante rosso, da oggi nelle piazze turche

"Consulta dell'Ambiente di Piedimonte San Germano"

"Consulta dell'Ambiente di
Piedimonte San Germano"

Lo scorso 30 Aprile 2013, l’intero Consiglio Comunale della Città di Piedimonte San Germano, ha deliberato all’unanimità il punto n.° 09 all’ordine del giorno, così deliberando la nascita della “I° Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano”. Essa costituisce un momento istituzionale d'incontro e di libero confronto, tra l’Ente Locale, gli organismi di volontariato presenti nel territorio e i singoli cittadini. Attraverso la Consulta, l’Amministrazione Comunale, intende promuovere l’autonomo sviluppo delle associazioni di volontariato e favorirne l’originale apporto alle iniziative dirette al conseguimento di finalità significative nel campo sociale, sanitario, ambientale, culturale e della solidarietà civile, per affermare il valore della vita quale bene inalienabile ed indisponibile, migliorarne la qualità e affermare compiutamente i valori espressi nei principi fondamentali della Costituzione Italiana. La “Consulta dell’Ambiente della Città di Piedimonte San Germano”, intende dar voce alle competenze presenti nella comunità in materia di ambiente, salute pubblica e disciplina del territorio, promuovendone la partecipazione e la libera espressione. Viene istituita presso il Comune di Piedimonte San Germano e si configura come organismo consultivo e propositivo in riferimento alle azioni programmatiche e progettuali in campo ambientale. Rappresenta, dunque, un’importante sede di confronto e scambio di informazioni tra soggetti aventi scopi: di tutela dell’ambiente e della natura, di promozione ed educazione alla sostenibilità ambientale, di tutela della salute pubblica e di tutela degli animali e del patrimonio archeologico, con sede nel territorio comunale od operanti su di esso. Ha quale finalità prevalente, la valutazione degli aspetti generali riguardanti la tutela della salute della comunità pedemontana, relativamente agli insediamenti di vasta rilevanza che insistono sul territorio comunale e/o limitrofi. L’attività della “Consulta dell’Ambiente” si realizza: informando capillarmente la popolazione, garantendo la partecipazione di chiunque voglia aderire, promuovendo la sensibilità delle comunità vicine e degli organi istituzionali preposti, seguendo costantemente le procedure intraprese dalle autorità comunali, riservandosi di utilizzare le vie ritenute più idonee per il perseguimento dei fini prefissati, formulazione di pareri e giudizi non vincolanti, elaborando proposte che potranno entrare a far parte delle scelte dell’Amministrazione comunale con confronto diretto, attraverso la convocazione di riunioni su specifici temi, ascoltare bisogni, esigenze ed idee di cittadini attraverso appositi strumenti predisposti dalla Consulta (questionari, interviste, incontri, ecc.). Analizza e approfondisce particolari problematiche, avvalendosi anche di pareri d’esperti, organizzando convegni e congressi, mostre fotografiche, proiezioni, videoconferenze, seminari ed eventi su temi specifici.