Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 16 giugno 2013

Ross-@: indietro non si torna

A cura di Luciano Garanieri. Contributi di http://www.libera.tv/ e http://www.contropiano.org/




Ci scusiamo per la forma di “appunti”, forse insufficiente a restituire il clima e la profondità di molti interventi. ma ci è sembrato prioritario dare una prima informazione in tempo reale.
Prima della discussione, aperta con una relazione di Giorgio Cremaschi (sarà anche questa pubblicata quanto prima, tenendo conto del dibattito odierno), sono stati letti i messaggi dei compagni “promotori” che non hanno potuto essere presenti ma che hanno ribadito la propria partecipazione al progetto e al percorso:  Nicoletta Dosio, Antonio Di Stasi, Antonio Moscato, Carlo Formenti.
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Pasquale Voza. La questione del debito pubblico già capita e studiata da Marx, citazione.(“Il debito pubblico, ossia l’alienazione dello Stato — dispotico, costituzionale o repubblicano che sia — imprime il suo marchio all’era capitalistica. L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che passi effettivamente in possesso collettivo dei popoli moderni è il loro debito pubblico. Di qui, con piena coerenza, viene la dottrina moderna che un popolo diventa tanto più ricco quanto più a fondo s’indebita. Il credito pubblico diventa il credo del capitale. E col sorgere dell’indebitamento dello Stato, al peccato contro lo spirito santo, che è quello che non trova perdono, subentra il mancar di fede al debito pubblico. Il debito pubblico diventa una delle leve più energiche dell’accumulazione originaria: come con un colpo di bacchetta magica, esso conferisce al denaro, che è improduttivo, la facoltà di procreare, e così lo trasforma in capitale, senza che il denaro abbia bisogno di assoggettarsi alla fatica e al rischio inseparabili dall’investimento industriale e anche da quello usurario.In realtà i creditori dello Stato non danno niente, poichè la somma prestata viene trasformata in obbligazioni facilmente trasferibili, che in loro mano continuano a funzionare proprio come se fossero tanto denaro in contanti. Ma anche fatta astrazione dalla classe di gente oziosa, vivente di rendita, che viene cosi creata, e dalla ricchezza improvvisata dei finanzieri che fanno da intermediari fra governo e nazione, e fatta astrazione anche da quella degli appaltatori delle imposte, dei commercianti, dei fabbricanti privati, ai quali una buona parte di ogni prestito dello Stato fa il servizio di un capitale piovuto dal cielo, il debito pubblico ha fatto nascere le società per azioni, il commercio di effetti negoziabili di ogni specie, l’aggiotaggio: in una parola, ha fatto nascere il giuoco di Borsa e la bancocrazia moderna.)- Bisogna essere al tempo stesso retroguardia politica e avanguardia culturale….
Franco Russo. Ricorda le proposte di referendum di indirizzo sul Fiscal Compact e i trattati europei, e su una legge di iniziativa popolare sulla rappresentanza sindacale; il giudizio totalmente negativo sull’accordo del 31 maggio è la vera discriminante; tanta sinistra e parti di Rifondazione però non firmano..
Sergio Cararo. Non bisogna guardare alla crisi solo dal lato dei partiti; il mondo del sociale può anche essere “brutto e contraddittorio”, ma la sinistra non può essere elitaria e antipatica… Bisogna comprendere a fondo l’”ideologia delle masse”, quella che concretamente esprimono in un certo momento. In Turchia, per esempio, si scende in piazza con la bandiera nazionale… Dobbiamo capire che le lotte avvengono anche su terreni e culture diverse da quello cui ci riferiamo. La scadenza elettorale delle europee non è decisiva…
Imma Barbarossa. Tenere presente a rispettare il ruolo delle persone… L’essenza del libertarismo.. Su Grillo: il male di fondo è il trasversalismo di un’ideologia che copre i poteri veri che stanno dietro la casta e l’apparente democrazia, che in realtà trasforma i sudditi non in cittadini ma in spettatori…
Franco Turigliatto…. Il nostro è un percorso lento, non come è avvenuto con Cambiare si può…. In Rifondazione Comunista ci sono tanti bravi militanti, ma la loro “non scelta” è un dato di fondo del loro modo di pensare pensare. C’è ancora una debolezza politica di Rossa nei territori… I nostri avversari ed il potere temono la rivolta popolare più di quanto noi ci crediamo…
Umberto Oreste. Ci si sta organizzando sul territorio. Ci sono circoli di Rifondazione che agiscono autonomamente. Ci vedremo come Campania in assemblea a Salerno il 28 giugno. I conflitti avvengono. Per esempio stamattina le cariche della polizia a Pomigliano… Ma ci sono anche momenti di mobilitazione unitaria, come per i migranti di Caserta e I disoccupati di Napoli, assieme… Ma le difficoltà esistono… Sulle elezioni europee nutro dubbi, sono troppo vicine; a meno di non essere parte di un fronte anticapitalista europeo, più forte, ampio e unitario di quanto ora non sia…
Mauro Casadio. La crisi della sinistra radicale è stata dovuta non solo a errori, ma alla mancata rifondazione del pensiero comunista… Ci vuole un’analisi nuova… L’Europa rappresenta progetto imperialista moderno per reggere la nuova competizione mondiale tra sistemi e aree monetarie… Anche gli USA fanno lo stesso, come dimostra il fatto che fanno rientrare le produzioni delocalizzate…. Le classi dominanti europee operano su base continentale, hanno costruito gabbie salariali europee, e i salari italiani (greci, portoghesi, spagnoli, ecc) ne diventano vittima … Dall’Afghanistan fino all’Africa c’è una fascia ove non ci sono più gli stati…. Una proposta di lavoro e discussione teorica: fare i Quaderni di Rossa..
Jacopo Venier. Non bisogna sottovalutare la scelta di stare sul terreno politico, che significa misurarsi con il mondo politico. Esempio; sull’Europa è chiaro il no al fiscal compact etc, meno chiaro è se siamo su base nazionale o per un’altra Europa… Le relazioni internazionali sono necessarie.. Se partiamo davvero dal parlare il linguaggio della verità ,allora ci vogliono proposte concrete per affrontare il conflitto generazionale… Il nostro essere “retroguardia” non vuol dire arroccarsi nelle istituzioni, ma neanche l’opposto, ovvero ignorarle… La questione della “speranza”: come inganno no, ma la fiducia nella possibilità di cambiare serve… Occorre far sapere che siamo forti… Noi non dobbiamo pensare a andare in tv, ma a costruire una nostra rete di comunicazione e informazione..
Emidia Papi. Sì al promemoria di Giorgio, di taglio garibaldino…. Bisogna mantenere la piattaforma di Bologna, perché va bene. La questione di fondo è la costruzione del blocco sociale. A Roma, per dirne una, Marino ha preso più voti nei quartieri bene che in quelli popolari…. C’è stato nei giorni scorsi un omicidio a Roma, in un quartiere popolare di vecchi occupanti di case; costoro sul referendum Europa ci risponderebbero a pernacchie…. Oggi il blocco sociale non è in grado di individuare il nemico…. C’è stata una devastazione culturale e la frantumazione degli interessi… Vedo tre blocchi: destra guidata dai furbetti del quartierino, PD che copre il lavoro tutelato e il ceto medio, Grillo che ha cercato di rappresentare i precari e chi sta fuori… Rossa deve stare nelle lotte e promuoverle, non solo “dare solidarietà” a quelle che si verificano autonomamente..
Andrea Ricci. Sì ai punti di fondo del progetto politico, anche con la critica al l’opportunismo della sinistra radicale…. è ancora debole invece la posizione sull’Europa… Bisogna avere una posizione precisa sull’euro… La crisi non è affatto risolta, la bolla in Borsa si è gonfiata di nuovo… E c’è un connubio con crisi sociale… La questione dell’Euro è politica e viene usata per legittimare le classi dirigenti italiane… Nel ’92 l’uscita dallo SME fu a tempo, per fare poi ingresso nell’Euro.. Oggi non sarebbe così.. Uscire dalla moneta significa andare in mare aperto, e questo ci pone davanti all’interrogativo: noi lavoriamo per il crollo o dobbiamo aspettare di essere forti? La decisione è comunque necessaria …. Ci vuole un sito web adeguato per comunicare…
Nando Simeone… Il punto centrale è essere alternativi al centrosinistra… D’accordo con Casadio su analisi dell’imperialismo europeo, che ha al centro la distruzione dello stato sociale… Bisogna valorizzare il movimento di lotta in atto dal 2011, con eccezione Francia e Italia… Valorizzare occupy USA anche se elitario, le rivoluzioni arabe e soprattutto Turchia ove la lotta usa modalità dei movimenti come l’acampada… Rossa è importante perché unisce diverse collocazioni sindacali… Ma no al sindacato unico di Rossa, meglio un fronte sindacale antagonista… C’è un rischio a centrare tutto sull’Euro; si parte dalla questione sociale e casomai si arriva all’Euro… Bisogna mantenere un’ottica sovranazionale… C’è autorganizzazione dei movimenti, come gli insegnanti lo scorso anno che hanno ottenuto l’unico risultato positivo… Sulle elezioni, evitiamo il passaggio distruttivo delle aspettative come a Roma… Si fanno solo se servono…
Aldo Romaro. In Veneto non ci sono neanche più le macerie: tutto è rimasto spianato. Le adesioni sono ancora poche, ci vuole organizzazione per reggere… Bigona misurarsi con la classe reale, che è “brutta sporca e cattiva”… L’euro è un progetto politico. se era il dollaro non avremmo avuto problemi a creare uno schieramento contro… Dobbiamo scegliere, ma lavorare per organizzare: non solo lotte, nel sociale c’è di tutto, anche il mutualismo…
Nico Vox. Troppe certezze negli interventi… Quanti lavoratori conoscono l’accordo del 31 maggio ?.. Come lo si spiega… Secondo me con brutale chiarezza: o si accetta la tomba o si organizza la ribellione.. Bisogna misurarsi con le altre esperienze… Grecia Turchia Spagna …. Mancano ancora i giovani..
Fabrizio Burattini… Sono d’accordo… è necessario decidere una posizione chiara sull’ Euro. Ma rischiamo di illudere se centriamo tutto sull'Euro… Tatticamente sarebbe un errore apparire come una ruota di scorta di sinistra ai 5 stelle, che hanno parlato a volte di referendum su Unione europea… Le elezioni europee non sono una scadenza ghigliottina.. Dobbiamo organizzarci davvero, consapevoli delle difficoltà… Occorre chiarezza con le altre forze della sinistra radicale e chiarezza sul fare dell’accordo del 31 maggio una discriminante ..
Patrizia Turchi. Indietro non si torna, ma attenzione a non dare paura del vuoto alle persone… Va bene la proposta politica, anche un partito, rigorosa… Va costruita identità di classe e va prodotta egemonia… ALBA, per esempio, ha già delineato la sua collocazione…. Giusto organizzare incontri tematici (Costituzione, attacco art 138, ecc) Sull’Europa dobbiamo essere referente politico anticapitalista… Non accodarsi semplicemente a una campagna anti Euro.. Alle elezioni europee ci vorrebbero liste in tutto il continente, magari con capolista Ken loach….. La doppia appartenenza è un tema scivoloso.
Fabrizio Tomaselli. Non serve più discutere delle divisioni di sessanta anni fa… E no all’elettoralismo tanto per fare. Si affronta semmai come un passaggio… Blocco sociale e “movimenti sociali a km 0” sono realtà spesso indistinte; ciò che decide è la radicalità delle pratiche e non la costruzione di ipotetici bisogni… Per esempio: andarsi a prendere una casa…. Tutte cose per cui ci vuole l’organizzazione, comunicazione e …soldi. Sulla questione elettorale: ricordiamo che alle europee ci vogliono tante firme, non è che sia una cosa che si fa senza organizzazione…
Francesco Piccioni. Rossa deve dimostrare di essere una novità. Il progetto di unità non è un appello, ma richiede l’individuazione dell’avversario per concentrare forze altrimenti impotenti… Occorre un discorso chiaro e obiettivi su cui unire… Ad esempio: l’Euro è una domanda ineludibile: dobbiamo decidere… Ci vuole una struttura comunicativa comune, che superi le microstrutture…. Per questo tipo di movimento occorrono servono attivisti, non specialisti in “rappresentazione”. Abbiamo visto sindacati trasformarsi in centri servizi e partiti in comitati elettorali… Le elezioni: dobbiamo ricordare che sono “il tempo del raccolto”, ma solo se prima si è seminato; altrimenti il risultato è scontato… Ci vuole organizzazione a livello territoriale, partirei con l’obiettivo di fare le assemblee per definire anche dei coordinamenti a livello regionale… L’obiettivo e la tensione deve essere a parlare a chi è fuori dai nostri giri…
Eleonora Forenza. Io mi sento dentro la sconfitta, sulle condizioni materiali e sul senso comune sull’assenza di classe per sé… Indietro non si torna significa anche capire lo sfruttamento di oggi, non tornare ad analisi di prima del femminismo e di altre maturazioni e intrecci… Unità delle forze antagoniste è l’obiettivo… Le elezioni europee e i referendum sull’austerità: tutti i movimenti anti-austerità hanno radici nazionali e si proiettano sull’Europa… Nuove forme di precarizzazione e i “pride” fanno parte delle nostre pratiche? Come dirigente di partito sento il rapporto tra organizzazione e pratica… È il partito il problema… Rossa deve essere una casa comune, un’organizzazione di pratiche e non un partito…
Luigi Marinelli. Indietro non si torna significa anche impossibilità di tornare al modello socialdemocratico, che per alcuni versi non è mai esistito ma di cui tutti sentono una qualche nostalgia… Anticapitalisti dunque, ma se ne è parlato poco… Bisogna superare l’”europeismo” residuale nella sinistra, che va sostituito con l’internazionalismo di questo secolo… Sull’Euro: è la divisa della macchina di guerra europea.. L’organizzazione del blocco sociale è un impegno a tutto tondo, teorico e pratico, non un semplice discorso… Su Rossa è mancato fin qui un approfondimento sull’organizzazione territoriale… Ci vuole almeno una dimensione regionale, per ora…
Francesco Musumeci. Il “che fare?” per noi parte sempre dalla crisi… Il capitale può superare la sua crisi se non si fa avanti un soggetto alternativo… Senza risposte adeguate si va a una ripresa della destra… Bisogna lavorare dal basso per ricongiungerci… è stata importante, per esempio, la riunione a Milano sulla Palestina… Dico spesso che la sinistra fa come i porcospini quando è freddo: ci si avvicina, ma poi ci si respinge… Meglio essere le “vecchie talpe”, e riemergere.. Noi comunisti siamo costretti a vincere, paradossalmente… E infine condivido l’esigenza di una “zona comune di comunicazione”…

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