Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 7 ottobre 2014

Meglio votare il Jobs Act, discutere di Juve-Roma, o discettare di Perugia-Frosinone ?

Luciano Granieri

Il fatto che gli eventi  relativi   alla partita di  calcio Juve-Roma  siano finite in Parlamento, con la presentazione bipartisan di interrogazioni  parlamentari da parte di esponenti politici, ha suscitato molta  sorpresa e indignazione . Non si  capisce come il Parlamento possa essere interessato da simili futili querelle quando il Paese è flagellato da povertà, disoccupazione, disagio sociale. E’ un’obiezione legittima e sacrosanta. Resta il fatto che interrogazioni parlamentari, anche inerenti a stupidaggini come una partita di calcio, almeno hanno il merito di suscitare nelle Camere il  dibattito su un tema concreto. 

Infatti è da molto tempo che in Parlamento, non solo non si discute, ma spesso si è chiamati ad esprimersi sul nulla. Ad esempio, domani  a Palazzo Madama,  i Senatori dovranno  votare l’ennesima fiducia su una legge fantasma di cui esiste solo il nome, rigorosamente in inglese, Jobs Act e poco altro. Domani, non solo non è prevista alcuna discussione (prendere o lasciare), ma non è previsto neanche un testo   da approvare. 

Si chiederà cioè ai Senatori di conferire la fiducia al governo, affinchè metta in piedi una legge sulla precarizzazione del lavoro che rispetti i comandamenti scritti nella lettera , inviata il 5 agosto del 2011 al Governo italiano, dall’allora presidente della BCE  Jean Claude Trichet e dal suo successore Mario  Draghi. L’esecutivo  quindi chiederà la fiducia su un mandato a compiere il lavoro che né Berlusconi, né Tremonti, né Letta sono riusciti a portare a termine. 

Non importa che sia indicato  un programma specifico, è sufficiente approvare la semplice intenzione di rivedere le norme sulle assunzioni e i licenziamenti dei lavoratori  così come prescritto dalla missiva della BCE, leggi abolizione dell’art.18. Basta semplicemente fare uscire dal Senato un buon proposito da sfoggiare  al summit UE sul lavoro che si svolgerà  a Milano, poi Dio provvederà.  Sulla seduta di domani si stanno scatenando forti contrasti, per nulla, fra il PdR (Partito di Renzi) e le cellule impazzite del Pd che strillano di complotti orditi con  la destra cialtrona di Berlusconi e quella cogliona di Alfano, ma poi , ne siamo certi, seguiranno il gregge . 

Tutto sto’casino per un maxi-emendamento etereo  in cui si accenna al riordino delle forme contrattuali  esistenti,  inserendo una tipologia  di contratto a tempo indeterminato, con tutele crescenti, che sostituisca la giungla delle forme oggi in vigore. Si accenna a tutele crescenti senza indicarne la tempistica nè la natura. Si sa solo che dell’art.18 rimarrà esclusivamente  la reintegra in caso di licenziamento per discriminazione. Nulla si conosce del tipo  di discriminazione. Sarà  di razza o di genere, oppure di ideologia politica. Mistero. La reintegra per motivi disciplinari, contentino dato dalla direzione Pd ai dissidenti moderati, pare  sia sparita dal maxi emendamento. 

Si fa cenno poi alla revisione delle protezioni sociali da estendere a chi attualmente ne è sprovvisto, i licenziati da lavoro precario . Pure su questo tema tutto è oscuro. Di cosa si parla? Di salario minimo garantito? Di reddito di cittadinanza? Di reddito universale?  Alla protezione diretta si affiancherà qualche forma di protezione indiretta? (buoni scuola, bonus per la casa, accessi agevolati al servizio sanitario) . Di quanto sarà il sussidio 500, 600, 1000 euro? E’ importante saperlo perché i costi variano dai 25 miliardi dal salario minimo fino ai 70 miliardi ed oltre per  il reddito universale. Chi paga? I lavoratori dipendenti attraverso la previdenza sociale come oggi, oppure la popolazione intera  attraverso la fiscalità generale? E tutto ciò che conseguenze avrà nel Documento economico e finanziario  di prossima stesura? Dove si trovano le coperture? 

Di questo i senatori dovrebbero dibattere e votare domani. Ma il maxi-emendamento non propone neanche uno dei temi descritti. E allora è meglio continuare a discutere di Juve-Roma , un evento reale. Anzi allerterei i Parlamentari della nostra Provincia sulla partita di  domenica prossima fra il Perugia e il Frosinone. Dal momento che è in gioco la testa della classifica di serie B, magari un rigore rubato o un gol annullato ai Canarini potrebbe costituire altra materia di interrogazione parlamentare. Chissà, Scalia, piuttosto che la Spilabotte potrebbero sfruttare la ghiotta occasione di impegnare ancora il Parlamento su cose stupide ma concrete.

Frosinone Multiservizi: nuovo incontro regionale

Lavoratori ex Multiservizi in presidio permanente dal 7 aprile sotto il Municipio di Frosinone


Dopo l’ultimo incontro del 28 luglio tra enti, parti sociali e Regione per l’annosa vicenda della nascita di una nuova società pubblica (newco) dove ricollocare ca 240 (leggasi DUECENTOQUARANTA) lavoratori della ex Frosinone Multiservizi, finalmente oggi 7 ottobre, al sesto mese di presidio sotto il municipio frusinate da parte dei lavoratori, si è svolto un nuovo incontro tra le parti.
Erano presenti le parti sociali, gli enti (Frosinone con Piacentini, Martini e Benedetti, la Provincia con il Presidente uscente, Alatri con DI Fabio) tutti accompagnati da almeno un amministrativo. La Regione era rappresentata da Caligiuri, della segreteria dell’assessorato, mentre erano assenti, pur sollecitati, i consiglieri regionali. Era presente Migliorelli della segreteria di Buschini.
Le parti sociali non mancavano di sottolineare che durante l’estate il lavoro da svolgere è stato disatteso, tanto da doversi reincontrare senza passi avanti. Eppure i lavoratori avevano incontrato gli enti ed ottenuto impegni ancor più cospicui dal punto di vista economico, attraverso un confronto tecnico per superare gli ostacoli di natura procedurale. Essi si sono anche incontrati con i due candidati alle proviunciali, Pompeo e Pittiglio sotto la tenda con i quali si è raggiunta una intesa di prosecuzione delle volontà di Patrizi anche quando uno di loro lo sostituirà, probabilmente a gennaio.
A rompere gli indugi con chiarezza e con una fattiva proposta arrivava Patrizi che ribadiva la necessità di un piano industriale serio, ora che le deleghe da parte del governo sono chiare; la Provincia si fa carico di riconvocare il tavolo tecnico subito dopo la tornata elettorale di domenica. Di Fabio sosteneva questo percorso indicando la necessità di un cronoprogramma e individuando una data di partenza della società non oltre il 1/1/2015; in altro modo si ricorrerà alle esternalizzazioni dei servizi! Concludeva Piacentini che ribadiva la volontà della nuova società, senza ovviamente dare troppa soddisfazione e certezze agli astanti: nonostante l’esternalizzazione di uno dei servizi facenti parte del piano economico già presentato, l’importo per la nuova società rimane fissato in €.2,5 IVA inclusa; rimane dubbioso l’intervento regionale per la viabilità; il Comune deve muoversi con circospezione visto il piano di riequilibrio economico finanziario, sottostando a valutazioni del ministero per tutte le procedure da attivare.
E quindi dopo le prime riunioni del 25, 30 luglio, 1°, 9 e 26 agosto 2013 a Frosinone dove si sancì l’accordo su una bozza di piano d’impresa con volontà e risorse da impegnare nella futura newco; la redazione di un generico piano economico dai tre enti dove vennero elencati gli esuberi; il confronto con i lavoratori che presentarono un proprio piano d’impresa. Dopo le verifiche regionali dall’8 ottobre ‘13 quando il presidente Zingaretti in persona incontrò gli enti ribadendo gli impegni della Regione per una soluzione della vertenza verso la costituzione della newco, con la disposizione dei fondi per la viabilità per la Provincia di Frosinone, la gestione degli esuberi ed un aiuto per l’avvio della società affiancando gli enti nelle diverse problematiche che si sarebbero presentate anche dopo lo stesso avvio. Dopo gli incontri del il 21 gennaio del 14 febbraio in Regione; dell’11 Aprile in tenda con il Presidente Zingaretti; del 28 aprile in regione fino a quella del 28 luglio, ecco tornare la vicenda a Frosinone la settimana prossima dove si dovrà redigere un reale piano industriale con il coordinamento di Patrizi.
Rimangono da definire un tavolo di confronto con le parti sociali sui possibili ammortizzatori sociali, e sugli eventuali esuberi. Nel mentre i lavoratori, Il 60% dei quali ad oggi è privo di reddito, l’altro 40% non supera 550 euro, ancora senza TFR, che sembra tuttavia essersi sbloccato dalle pastoie tecniche, sono coinvolti nelle innumerevoli cause contro le cooperative e si stanno preparando per opporsi al tentativo di fallimento della società Frosinone Multiservizi, udienza fissata per il 21 ottobre.  

Frosinone 7 ottobre.


Il primo incontro di Zingaretti con i lavoratori Multiservizi. video Luciano Granieri

11 OTTOBRE: STOP TTIP DIFENDIAMO DIRITTI E BENI COMUNI

Stop TTIP Italia

Società civile, sindacati, contadini associazioni e gruppi di attivisti di base di tutta Europa lanciano insieme un appello per fare dell’11 Ottobre una giornata di azione per fermare i negoziati TTIP, CETA, TISA e tutti gli altri negoziati di liberalizzazione commerciale in corso e per promuovere politiche commerciali alternative, che mettano i diritti, il governo dei popoli e l’ambiente al primo posto.
 Il TTIP (Partenariato Transatlantico sugli scambi e sugli investimenti tra Usa e Ue) e il CETA (Accordo commerciale comprensivo tra Canada e UE) sono gli esempi più significativi di come le politiche commerciali e di investimento si stanno negoziando in modo antidemocratico e nel solo interesse delle grandi imprese. I negoziati in corso sono segreti, con poche informazioni disponibili per un controllo pubblico del loro andamento, consentendo così alle lobby corporative una sempre maggiore influenza su di essi.
 Qualora tali accordi vadano avanti, le multinazionali avranno il diritto esclusivo di citare in giudizio i governi di fronte ad arbitrati commerciali internazionali indipendenti dai sistemi giuridici nazionali ed europei. Essi ridurranno gli standard di salute e di sicurezza nel tentativo di “armonizzare” le regole al di qua e al di là dell’Atlantico e minando la capacità di governi nazionali e autorità locali di impedire le pratiche commerciali (ma non solo) pericolose come il fracking o l’uso di OGM. Questi trattati inducono la svendita dei servizi pubblici essenziali e forzano i diritti sociali e quelli dei lavoratori ad una corsa al ribasso.
 L’Unione europea è il laboratorio in cui le lobby corporative sperimentano la possibilità di sottrarre ai popoli ed ai cittadini ogni facoltà decisionale, trasferendola ad organismi sovranazionali oligarchici a quelle lobby asserviti. Queste politiche sono strettamente legate al progressivo smantellamento degli standard sociali e spingono verso la privatizzazione dei servizi pubblici, in nome di slogan quali “austerità”, “crisi politica” e aumentare la “competitività”.
 La giornata di azione renderà il nostro dissenso pubblicamente visibile per le strade d’Europa. Porteremo il dibattito su queste politiche nell’arena pubblica, da cui la Commissione europea e i governi europei cercano di tenerlo lontano. Promuoveremo le nostre alternative per politiche economiche diverse.
 Siamo solidali con i cittadini e gruppi di tutto il mondo che condividono le nostre preoccupazioni per l’ambiente, i diritti sociali, la democrazia. TTIP / CETA / TISA e altri analoghi accordi commerciali saranno fermati dall’energia con la quale noi cittadini d’Europa, Canada e Stati Uniti riusciremo a far sentire la nostra voce.
Invitiamo le organizzazioni, gli individui e le alleanze a partecipare alla giornata organizzando azioni autonome decentrate in tutta Europa. Accogliamo con favore la diversità delle tattiche e le azioni di solidarietà da tutto il mondo che ci aiuteranno a informare, coinvolgere e mobilitare il maggior numero di persone possibile a livello locale.
 Possiamo vincere questa battaglia. Insieme, sconfiggiamo il potere delle corporations!

lunedì 6 ottobre 2014

Moriremo juventini

Luciano Granieri

Il punto di vista di un marxista romanista.

Il furto subito ieri dall’As Roma per mano  della Juventus, detta “Rubbentus”, complice l’arbitro Rocchi, è stato talmente eclatante da suscitare reazioni  perfino in Parlamento . Sull’esito della partita, che ha visto la juve imporsi grazie a tre reti irregolari, il parlamentare del Pd Marco Miccoli ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia Padoan e un esposto alla Consob con le seguenti motivazioni: ”Ricordo che Roma e Juventus sono società quotate in borsa, e quindi gli incredibili errori arbitrali (oltre a falsare il campionato e minare la credibilità del Paese) incidono anche sugli andamenti della quotazioni borsistiche. Ritengo  anche–prosegue il parlamentare - che la partita di ieri, trasmessa in tutto il mondo, abbia dato una pessima immagine del Paese. Meritocrazia e qualità vengono messi in secondo piano a favore di decisioni errate Più che dell' articolo 18, sono sicuro che gli imprenditori stranieri siano messi in fuga soprattutto da questa arbitrarietà e mancanza di certezza nell'applicazione delle regole, assolutamente impensabile in qualsiasi altra parte del mondo civilizzato. A Roma c'è l'americano Pallotta che continua ad investire in Italia. Speriamo che ieri non abbia visto la partita. O, almeno, che l'abbia dimenticata in fretta..”  Pure il capogruppo di Fratelli d’Italia, Rampelli presenterà la sua interrogazione parlamentare al sottosegretario alla presidenza del consiglio  Delrio che detiene la delega allo sport.  Si è sollevato anche il giornalista Marco Travaglio juventino Doc il quale nel corso della trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 “Un giorno da pecora” così si è espresso: “ La Juve ieri ha rubato su tutto, non c’è un gol che sia regolare. La partita è  stata rovinata da un arbitro servile.  Devo dire che non mi vergognavo così dai tempi di Moggi. Credo che ieri sera avesse i lucciconi agli occhi”, dice, “nel vedere i suoi allievi superare il maestro”. Alla domanda su chi sarebbero gli allievi, risposta precisa: “Andrea Agnelli . Personalmente come tifoso romanista mi sento anch’io alquanto indignato, ma in fondo anche rassegnato. Come dice il Capitano, sono anni che la juve vince così. Come marxista  la cosa  mi interessa il giusto. In fondo si tratta di diatribe capitalistico borghesi cha hanno il solo scopo di anestetizzare le coscienze della gente e distoglierle da problemi ben più gravi. Esistono in realtà  elementi che uniscono il "romanista" e il "comunista" sono : senza dubbio la sfiga,  e l’utopia ,( da un lato della vittoria del proletariato, dall’altro della vittoria attraverso il bel gioco). Ma tornando alle coscienze, forse non tutto è perduto. Si potrebbe finalizzare  l’indignazione, il malcontento e la rabbia per un furto sportivo, ad una  sollevazione di piazza. Insomma se non si agita il conflitto contro la disoccupazione, l’impoverimento costante del popolo a favore dei potentati capitalistico finanziaria,  se non si occupano le piazze contro la devastazione della sanità e della scuola pubblica, forse potrebbe risvegliare il torpore della gente la reiterazione di un furto sportivo. L’insopportabile sopruso esercitato  da una squadra, “la Juve”, che da sempre incarna l’immagine padronale del potere. Ciò che non può il disagio sociale, forse potrebbe ottenerlo  l’ingiustizia sportiva.  Intanto uno comincia a protestare per le sciocchezze, poi abituandosi, hai visto mai si risvegliasse la coscienza di classe!  E’ un bel pensiero. Ma ad un’attenta analisi anche questa è utopia.  Se in un Paese in cui  le istituzioni dialogano con la mafia un tifoso su tre è della juve c’è poco da protestare!  Non so se moriremo democristiani,  certamente moriremo juventini.


Lista Tsipras. Gli europarlamentari piegano la testa con Israele

Alessandro Avvisato. fonte Contropiano.org

Abbiamo ricevuto una nota degli europarlamentari della Lista Tsipras che merita una doverosa replica. Qui di seguito il loro comunicato:

TSIPRAS: RITIRO DELLA CANDIDATURA DI ALAA ABDEL FATTAH AL PREMIO SAKHAROV 2014

Alla luce delle allarmanti e violente dichiarazioni del candidato Alaa Abdel Fattah, il Gue e noi parlamentari italiani della Lista Tsipras ritiriamo la sua candidatura al Premio Sakharov per la libertà di pensiero, avanzata a suo tempo dal gruppo Gue-Ngl (Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica) al quale apparteniamo.
L'attivista e blogger egiziano, considerato tra le anime della rivolta di piazza Tahrir, incarcerato quattro volte dai diversi governi che si sono succeduti in Egitto, è stato ritenuto meritevole del premio Sakharov per il suo impegno nella difesa della libertà d’espressione. Tuttavia una sua affermazione, resa nota nei giorni scorsi dal quotidiano israeliano “The Times of Israel”, impone il ritiro della candidatura.
In un tweet del novembre 2012, di cui il giornale ha pubblicato lo screenshot, Alaa Abdel Fattah ha scritto, a proposito della questione palestinese: “C’è un buon numero di israeliani che è necessario uccidere, e a quel punto il problema sarà risolto”.
Si tratta di una frase inaccettabile e senza appello, espressa in inglese e dunque non soggetta a errori di traduzione.

Barbara Spinelli, Eleonora Forenza e Curzio Maltese
L'Altra Europa con Tsipras


Dunque è bastato questo e la consueta campagna demonizzatrice degli apparati ideologici di stato israeliani per imporre una repentina marcia indietro degli europarlamentari della Lista Tsipras su una loro proposta avanzata solo due giorni prima.

Diciamo subito che non vorremmo mai essere tra i vincitori del Premio Sacharov per quello che rappresenta e per come è nato, ma il fatto che dopo aver candidato un dissidente politico egiziano al premio sia sufficiente il solito giochetto degli apparati israeliani per ritirarla, è un segnale di subalternità che fa impressione.
La campagna israeliana contro la candidatura di Abdel Fattah era cominciata pochi giorni anche sui giornali italiani come il Giornale, Libero etc.. Non poteva mancare l'Osservatorio sull'antisemismo (che continua a negare che anche gli arabi sono semiti ndr) che ha scritto: “Quale la soluzione del blogger per i conflitti in Medio Oriente? Questa: «Israele deve finire». Ecco, con un pedigree così sarebbe scandaloso che il nome del blogger egiziano possa essere associato a quello di Sacharov. La lista Tsipras non ha cominciato nel modo più brillante la sua azione in Parlamento. Una buona occasione per ammettere lo scivolone e riscattarsi”. Detto? Fatto!!
Su quanto accade in Medio Oriente e in Palestina soprattutto, si continua a giocare alle anime belle, come se fosse un dibattito tra opinioni diverse ma poi si piega sistematicamente le testa di fronte ai diktat israeliani. Un atteggiamento questo niente affatto condiviso dalle migliaia di persone che sono scese in piazza a Roma sabato 27 settembre per la Palestina e che hanno affermato l'esatto contrario.
In questi anni gli apparati israeliani hanno prodotto decine di operazioni disinformative come quella che in questa occasione vede oggetto Alaa Abdel Fattah. Che queste siano sufficienti a tenere già sotto botta i rappresentanti della sinistra europea è un pessimo segnale.
Cari europarlamentari, cambiate pure le vostre posizioni e abbassate la testa, ma non in nostro nome.

Colleferro, la discarica sta inquinando le falde e Arpa Lazio chiede notizie della bonifica.

Rete per la Tutela della Valle del Sacco
Comitato Residenti Colleferro
Raggio Verde

L’Arpa Lazio (Agenzia Regionale per l’Ambiente del Lazio), a luglio 2014 nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo di Legge, certifica che la falda sottostante la discarica di Colle Fagiolara è inquinata da metalli e sostanze clorurate. Di questa situazione si era già al corrente, sin dalle Conferenze di Servizi del 2009 e del 2010, alle quali erano presenti Comune di Colleferro,  Centro di Ricerca e Dipartimento Di Scienze di Sanità Pubblica dell’Università La Sapienza di Roma, Arpa Lazio, Ufficio Commissariale per l’Emergenza nella Valle del Sacco, Agensel (allora gestore delle discarica di Colle Fagiolara).

Tale è la gravità della situazione che le conclusioni della Conferenza di Servizi del 9 luglio 2009 prescrivono ad Agensel di: “…comunicare immediatamente le misure adottate per la messa in sicurezza di emergenza; presentare entro 30 gg dalla data odierna il Piano di Caratterizzazione, con requisiti di cui all’Allegato 2 alla parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006.”

La Conferenza di Servizi del 2010, pur prendendo atto che il Centro di Ricerca dell’Università La Sapienza di Roma ha attestato che la presenza di Ferro e Manganese, oltre i limiti consentiti, non è determinata dal percolamento della discarica, prescrive ad Agensel di installare ulteriori piezometri per il prelievo delle acque di campionamento dalla falda superficiale, intermedia, profonda.

Le analisi delle acque di falda attraverso i piezometri di ispezione vengono effettuate approfonditamente da Arpa Lazio nel 2011, che certifica la presenza, oltre i valori consentiti dalla Legge, di Manganese, 1,2 Dicloropropano, 1,4 Diclorobenzene ed una concentrazione di Tetracloroetilene prossima al limite. Risultanze che vengono ribadite, sempre da Arpa Lazio, nel 2013, nell’ambito dell’attività di verifica e di rispondenza alla Circolare del Ministro Orlando sul divieto di conferimento nelle discariche di rifiuti non trattati.

Come già anticipato, nel luglio 2104, l’Arpa Lazio, nel riesaminare la questione dei valori limite rende noto che dall’indagine risultano utilizzabili solamente 6 piezometri su 20 e che le pompe per il prelievo non sono conformi ai manuali ISPRA ed EPA.
Ma la nostra attenzione si concentra sulle conclusioni di tale indagine in quanto viene evidenziata la presenza, oltre i limiti consentiti, di sostanze come il Ferro, il Nichel, il Dicloropropano e conclude  “… si coglie l’occasione per richiedere al Comune di Colleferro e agli altri enti competenti lo stato di avanzamento del procedimento di bonifica avviato con la citata comunicazione Agensel”.

Nel frattempo, a luglio 2013, Agensel è stata rilevata da Lazio Ambiente SPA, che nelle relazioni di bilancio di fine anno non sembra prendere in minima considerazione l’ipotesi di risolvere il problema dell’inquinamento della falda, ma si preoccupa essenzialmente di mantenere gli equilibri economici, ribadendo la necessità di costruire l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB).
  
L’Arpa Lazio parla di bonifica, non di profitti; questo significa che il sito non può accogliere rifiuti di nessuna natura, nemmeno quelli di scarto derivanti dagli impianti di TMB. Ne consegue che è necessario chiudere la discarica e bloccare anche la procedura di Autorizzazione richiesta da Agensel già dal 2010.
Non ci sorprende constatare, anche in questa circostanza, la leggerezza generalizzata nell’affrontare la grave situazione, da parte del Comune di Colleferro e degli enti preposti, tutti a conoscenza di quanto stava accadendo.  La disinvoltura di amministratori irresponsabili, infatti, mette in conto il “prezzo” di pesantissime ripercussioni, facendole divenire come necessarie per mantenere in vita un sistema decaduto sotto tutti i profili. Ora, come sempre con cognizione di causa, le associazioni, i comitati  e i cittadini rifiutano tale modo di governare il territorio e ribadiscono la richiesta di chiusura della discarica, non sotto slogan mascherati da intenti nascosti.
In divenire, è inconcepibile ed inaccettabile la presa d’atto della Regione Lazio che ha ritenuto opportuno premiare il Comune di Colleferro con un contributo di 1,5 milioni di euro a fronte del minore conferimento in discarica tra gli anni 2012 e 2013, a copertura del “buco” di bilancio derivante dal ristoro ambientale. Nella determina di contributo in effetti non si riscontra alcunché riguardo alla necessità di utilizzare tali fondi per la reale emergenza proveniente dalla discarica e cioè la contaminazione in essere.

Riteniamo, quindi, prioritaria la chiusura del sito e la sua messa in sicurezza, il fermo del conferimento di rifiuti e il blocco autorizzativo del TMB, l’installazione dei piezometri mancanti e la verifica costante dello stato delle acque. In caso contrario, la contaminazione si estende, si propaga e noi non vogliamo coprire l’incapacità amministrativa di un Comune e di una Regione.

L’economia del “profitto” del  rifiuto sta crollando sotto i colpi derivanti dalle necessità di bilancio ai vari livelli, tra società pubblico-private ed enti locali, con l’unica direttiva, non comunitaria, di perseguire pratiche illegali, nascondendo ciò che ormai è di evidenza pubblica e dando il colpo finale all’ecosistema della Valle del Sacco già devastato da pratiche illegali molto simili alle attuali.


Colleferro, 6 ottobre 2014

domenica 5 ottobre 2014

IL MOVIMENTO CONTRO ACEA E SINDACI

Angelino Loffredi

Il movimento nato per contrastare le politiche gestionali dell’Acea e la sudditanza di  tantissimi sindaci della nostra provincia è vivo e tira fuori gli artigli. Dopo le iniziative di agosto e settembre avviate a Ceccano anche e ancora di più ieri 3 ottobre ho visto tantissimi cittadini che combattono, chiedono e non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Di fronte ad un pubblico numeroso che gremiva ogni angolo del Cinema Teatro Antares, Domenico Aversa e Mario Antonellis, con molta pazienza e altrettanto puntiglio, hanno illustrato la gestione dell’Acea negli ultimi dieci anni. Lo hanno fatto scavando in profondità entrando nel merito di ogni singola scelta e accompagnando le osservazioni da grafici illustrativi. Grafici, notizie, considerazioni varie che provenivano proprio dalle fonti Acea. Fatti e situazioni quindi disponibili anche per quei sindaci che avrebbero dovuto dimostrare autonomia, indipendenza e essere i veri rappresentati della popolazione criticando, facendo conoscere e mettersi alla testa del movimento. Così, purtroppo,non è stato perché invece di sindaci rappresentanti abbiamo visto uomini signorsì, pronti ad avvallare, eludere, a trovare mille giustificazioni pur di non muoversi. In sostanza le notizie sentite hanno permesso di rilevare l’inconsistenza della stampa locale, in ogni momento narcotizzata dalla multinazionale, la mala gestione dell’Acea e le responsabilità dei sindaci indicate chiaramente come persone inette, incapaci e  disponibili. Insistentemente per tutta la durata dei due interventi e ancora di più dopo le considerazioni del sindacalista Mariano Ranieri, Aversa e Antonellis hanno  chiaramente detto che il problema è politico. Dietro questa espressione c’è da credere e ne sono convinto che le forze politiche in  tutti questi anni non hanno mai mostrato di avere una propria soggettività, una idea, un progetto ma si sono sempre affidate, ubbidendo supinamente al grande capitale, a quello che viene chiamato mercato. Un mercato che si dimostra essere senza regole, senza bilanciamenti e contrappesi e che mostra sempre più caratteristiche di prevaricazione e rapina. Le critiche sentite alla politica, al ceto politico hanno trovato un riscontro chiarissimo: a fronte di tanta presenza di cittadini ho visto fra coloro che hanno avuto esperienze amministrative solo Giancarlo Savoni, Mario Maura, Antonello Ciotoli, Luciano Natalizi, Angelo Di Mario, Umberto Terenzi . Ma la cosa più sconcertante è stata l’assenza di coloro che vogliono candidarsi al consiglio comunale o a sindaco di Ceccano e che preferiscono mantenere aperta una competizione elettorale solamente visiva sulle pagine dei giornali, rinunciando a prendere posizione attorno a tale spinosa questione. E’ gravissimo, inoltre che i due candidati alla presidenza della provincia, Pittiglio e Pompeo, non abbiamo avvertito la sensibilità di inviare un messaggio di impegno a rimuovere, innovare, cambiare quanto malamente fatto finora presso l’Amministrazione provinciale con il sistematico fiancheggiamento alle politiche dell’Acea. Di fronte alla parola d’ordine lanciata dal Comitato dell’acqua: disobbedienza civile, “ovvero le bollette non si pagano”, mi sembra necessario

riprendere e lanciare un avvertimento di un vecchio senatore romano rivolgendolo ai nuovi e vecchi politici “fino a quando abuserete della nostra pazienza” ?