"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Per una volta mi trovo d'accordo con la dichiarazione di Mons. Lombardi, portavoce del Vaticano. Non so se devo pormi qualche domanda io o se devono farlo loro, ma stavolta siamo d'accordo. Sulla morte non ci si rallegra, dice l'alto prelato, ed io, che avevo pensato la stessa cosa già appena appresa la notizia, trovo conforto in quella frase. Certo, detta da un ecclesiastico ha un valore diverso, pronunciata da antimperialisti diventa immediatamente un sostegno al terrorismo. E allora, invece di dire che non ci si rallegra, diremo, ed è la verità, che Bin-Laden paga una scelta scellerata e sommamente violenta, ma questo non ci tranquillizza.
Solo, ci chiediamo: chissà se qualche giampaolopansa, in qualche posto del variegato mondo intellettuale italiano, sentirà il bisogno, anche stavolta, di scrivere un libro da intitolare, che so, "Il sangue dei vinti"? La sensazione è che stenterebbe a diventare un best-seller, perché difficilmente avrebbe il lancio pubblicitario della macchina propagandistica del potere. Sì, non c'è dubbio: anche se il giampaolopansa di turno (nome di pura fantasia, s'intende) avesse la tentazione di scriverlo, rinuncerebbe subito non appena fatta una rapida indagine di mercato (non fra i lettori, fra gli sponsor!)
L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.
SANDRO PERTINI
L'ulteriore impegno dell'Italia in Libia (…) costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio Supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento.
Ancora una volta i Comandi e vari comparti delle nostre Forze Armate sono chiamati a fare la loro parte con la professionalità e la dedizione che li distinguono.
Il PD di Frosinone deve esprimere la propria posizione nei confronti del crimine ambientale che si vuole perpetrare in questa già disastrata provincia: il cosiddetto aeroporto !!!!! Dietro questa operazione, che qualunque serio studio di impattoambientale dovrebbe bocciare data la particolare conformazione del nostro territorio (come dimostra l'alta percentuale di PM10 che non si riesce a smaltire in tutti i paesi circostanti l'aeroporto, oggi e senza aerei ) si celano i soliti interessi speculatori dei signori del cemento.A fronte, forse, di qualche posto di lavoro l'aerporto disincentiverà l'attrazione di nuovi abitanti a Frosinone che diventerà una città ancora più invivibile: ai prioblemi del traffico, delle PM10, del disastro ambientale della valle del Sacco si aggiugerà la beffa dell'inquinamento acustico che renderà difficile scambiare due chiacchiere in santa pace in qualunque zona della nostra città e l'ulteriore peggioramento della qualità dell'aria già oltre i limiti di sicurezza. Piuttosto portiamo avanti il progetto Andreas Kipar sul risanamento ambientale della valle del Sacco presentato qualche mese fa e lasciato riposare nei cassetti dall'amministrazione provinciale, fatto stigmatizzato anche dal Vescovo di frosinone Spreafico. Lo stesso architetto, nel corso della presentazione del master definì una stupidaggine la realizzazione dell'aeroporto a Frosinone. Spero che su questa questione venga presto formalizzato un documento della sezione del PD di Frosinone.
MA VAAA???? A SCALIA GLIELO AVETE DETTO?
Luciano Granieri
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Ops per la paletta.......ma non era un cavallo di battaglia del pd l' aeroporto?......La mia bisnonna è confusa....
Come già i naviganti più assidui sanno, Aut si avvale della collaborzione di una reporter ufficiale da Bergamo. La compagna Mapi Trevsani ci invia puntualmente, e di questo la ringraziamo, le immagini degli eventi resistenti che accadono nela sua città. Nella clip che segue è documentato il corteo svoltosi in occasione del primo maggio. Confrontando le foto, con gli eventi che hanno avuto luogo dalle nostre parti (Isola Liri) appare chiaro come la cosiddetta base da Bergmo tende a unificare le istanze. Mai da noi si sono viste manifestazione che mettevano Insieme le ACLI e la FIOM passando per il PD, i forum per l’acqua pubblica. Sarà che al nord la morsa leghista rende le persone civili più combattive, certo è che una mossa noi cicioari dovremmo darcela. Venendo alla clip sono d’obbligo alcune precisazioni :
IL PRIMO BRANO DI DANIELE SEPE RIPORTA IL DIALOGO FRA UN VECCHIO METALMECCANICO, CHE PARLA IN NAPOLETANO, E IL FIGLIO PIDDINO CHE PARLA ITALIANO MA CON STILE PIDDINO, PER L'APPUNTO. RISULTA INDISPENSABILE LATRADUZIONE DAL NAPOLETANO, MA SOPRATTUTTO DAL PIDDINO.
Il secondo brano “L’altraitalia” dei Modena City Ramblers pur se con cadenza modenese è cantato in un italiano comprensibile.
Padre: Uah! che giorno, e come mi brucia la fronte, vieni qua, siediti che adesso ti racconto, abbiamo urlato, erano male intenzionati, ci siamo picchiati alla rinfusa, un padre vicino ad un altro padre, un fratello, un passo che muove un'altro passo, di fretta nella ressa la massa operaia, compagni tra la polizia che porta guai, fuori l'ambasciata americana il caos, il corteo è stato inseguito con i manganelli, il bello è, che nel parapiglia colpivano dove capitava, sul destino di duemila famiglie, figlio, mi ascolti, di questi tempi l'opeaio non vale niente, è una vita di stenti a questi uomini spregevoli abbiamo detto senza paura "ladri sono tornati i minatori"
Figlio: Ma papà alla tua età, i tempi cambiano questo non si fa, le nuove idee possono elaborare modelli nuovi di sicurezza sociale, viaggiare, globalizzare, democraticamente partecipare , fuori dai recinti dobbiamo guardare, portare alla ribalta non ribaltare
Padre:Ragazzo ma mi hai capito? Aspetta che ricominciamo, a terra sei caduto e ti si è formata la guerra in testa! Roma abbiamo laciato con il traghetto per la sardegna, tutti a piangersi il lavoro con le bestemmie, ieri le miniere, oggi l'alluminio, ci buttano fuori e per le famiglie è uno sterminio, a Porto Vesme domani mattina occupiamo lo stabilimento, ecco il trattamento, questo impero di furfanti vive sulla precarietà, pasasndosi la responsabilità di quà e di là "sentite adesso dovete pagarla l'elettricità" e la multinazionle fa il ricatto e non ci stà, il governo fa blà blà, niente si muove, Papi nell'alcova e noi fuori dall'Alcoa, teniamo pure il cappellaio a corte, attento, un Cappellacci alla corte e chi t'è mmuorte
Figlio: E dai papà per carità, brutalità non è la modalità, la nuova sinistra e il futuro politico, fa un discorso e un precorso autocritico, non ideologico, non demagogico, cambiare con i tempi è fisiologico, no manganelli, nuovi modelli, si fa politica ad alti livelli
Padre: Ti sei rimbecillito, davvero non hai idea, per te la scala mobile è quella dell'Ikea, i '70 le 150 ore, io ora con te me la sbrigo e mi ci vuole un quarto d'ora, il sudore , lo statuto dei lavoratori, ti tolgo la paghetta e ti fai il culo, le manifestazioni, la militanza, sei troppo stronzo!
Figlio: Polemiche a parte, noi giovani democratici di sinistra, parteciperemo in maniera massiccia per vivificare democraticamente le prossime elezioni, portando alla ribalte l'espressioni, i volti e le personalità che possono incarnare il vero spirito del giovane democratico italiano, che vive per e nella società contemporanea...
Padre: Ma vedi un po' questo e gli do anche da mangiare ! La laurea in scienze politica a che ti è servita, nottate a fare "l'alternativo" la mattina si sveglia alle undici, se ci fosse tua madre, ma sai che ti dico,vai a lavorare, vai a rubare
Blocco notes,scarpe da ginnastica, l' insognata con il fiatone raggiunge il corteo , a ''lisera''ISOLA DEL LIRI,'' sono mattinieri quelli del primo maggio,che faticaccia per lei che tira l' alba....ma il primo maggio a ''LISERA'' è UN APPUNTAMENTO DEL CUORE.....quella giornata di amarcord, di ricordi del tempo,il 77, gli indiani metropolitani e le femministe....primo maggio dell' unità sindacale, quella dei confederati, poi il sei maggio nemici più di prima, ma ''lisera è lisera'', qualche bandiera rossa della cgil ricorda ai balconi il primo maggio che fu....insognata scatta le foto, saluti e abbracci...ricordi, emozioni,la banda per par condicio suona bella ciao e fratelli di italia, come eravamo....avresti mai pensato che a ''lisera''il corteo sfilava con le auto, avresti mai immaginato che nell' isola rossa dei ''comunisti''il corteo .......pensionati , qualche bimbo,le fabbriche sono chiuse, la classe operaia non è andata..in paradiso, ma in cassa integrazione, licenziata.......bandiere della cisl uil cgil , manca la fiom, mancano i lavoratori e i disoccupati......ma lisera è lisera , la tradizione del tempo che fu.....si legge nello spaesamento della mia generazione In piazza il comizio, il sindaco sottolinea la crisi del lavoro, ringrazia tutti,la speaker dell' unità sindacale legge un comunicato , frutto evidente dei compromessi sindacali nel linguaggio, ops per la paletta l' insognata nell' ascoltare la speaker si confonde, le sembra come quando ascolta la tv, quella di stato......La speaker ringrazia l' onorevole,i gonfaloni delle città, anzi elegge anche un cittadino alla carica di onorevole, ma nessuno accenno alla presenza della fds,la sua geografia politica si ferma al pd...fds è un suono troppo complicato da pronunciare, le bandiere del prc sventolano,ma la speaker dell' unità sindacale non vede quelle bandiere , proprio come avviene nei telegiornali .Nonostante lo striscione della fds sia ad un tiro di schioppo dal suo naso,per giunta l' onorevole del pd , che ringrazia ,è circondato dagli estremisti ''della fds''L' INSOGNATA.......aspetta ancora, in piazza c'è GARIBALDI,l'esponente vulcanico dell' anpi, GIOVANNI MORSILLO......lei si insognava che parlasse, .....ma dietro le quinteanche l' intervento dell' ANPI........è sfumato....OPS.....QUALCUNO fa notare la gaffe politica alla speaker dell' unità sindacale'' SI RINGRAZIA CERVONI''.......quella parola FDS è proprio dura da far scendere giù......Emozioni, ricordi salgono in macchina si va al primo maggio degli antagonisti, mentre in macchina scorrono le immagini di un film in bianco e nero''lisera comunista dei ricordi''Quaccuarone COMMENTA :'' UNA VOLTA CI SI SALUTAVA CON IL PUGNO CHIUSO A LISERA''.......L' INSOGNATA è entrata nella diretta della tv.....la speaker del palco è come la cronista che vede in tv......in macchina ascolta un vecchio nastro di un operaio che sul palco a LISERA......RICORDAVA LA PORTELLA DELLA GINESTRA......ma la storia a scuola non si studia .........buon primo maggio a chi si insogna un altro mondo è possibile,buon primo maggio agli invisibili della fds, che con dignità sono rimasti in piazza, mentre lei avrebbe srotolato lo striscione.....
Brani: Bella Ciao nella versione originale delle mondine padane.
Maggio: di Riccardo Tesi
“L’estetica del lavoro è lo spettacolo della merce umana”. Così inizia il pezzo Zyg ( Crescita Zero) degli Area. Siamo nel 1974. Era un epoca in cui il lavoro era un concetto che si poteva anche qualificare in base a categorie estetiche.
Era l’estetica della dignità umana, della partecipazione alle dinamiche di organizzazione della comunità. L’organizzazione sociale e il suo sviluppo partivano dalle conquiste dei lavoratori, dall’apprezzamento dell ’estetica, della cultura e dal progredire della qualità della vita. Ma già nella seconda parte della frase gli Area facevano riferimento alla merce umana come spettacolo, perfigurando quello che sarebbe avvenuto nel decennio successivo. La merce non dà spettacolo e men che meno può avere una valenza estetica. La merce è oggetto del mercato e il suo valore non concerne aspetti qualitativi o estetici ma esclusivamente quantitativi i. Meno si paga una merce, più il suo utilizzo e sfruttamento rendono in termini di profitto a chi la ha acquistata. A questo scopo chi richiede una merce, con l’obbiettivo di pagarla il meno possibile tenta di dequalificarla. E se la classe sociale che richiede merce è infinitamente più potente di chi la offre è chiaro che l’oggetto del mercato è destinato ad una continua e devastante dequalificazione. Oggi la merce lavoro non esiste. Esiste la merce umana. Il capitalismo compra donne e uomini che devono dedicare tutta la propria vita a produrre profitto per il capitale. In questo senso il tempo da dedicare al lavoro si dilata sempre più fino ad occupare il tempo totale della vita. Chi ha un’occupazione deve preoccuparsi di mantenerla anche a costo di sacrificare momenti che dovrebbero servire all’ esercizio delle proprie prerogative socio-culturali (studiare, informarsi, svagarsi) . Chi non ha occupazione spende l’intero tempo di vita a cercarla, subendo umiliazioni e perdendo la stima in se stesso. Lontani sono i tempi in cui gli operai lottavano per le 150 ore. Ovvero lottavano per avere tempo retribuito da dedicare alla loro formazione culturale. Oggi non esiste cultura, non esiste promozione sociale, esiste solo l’incombenza di elemosinare un lavoro qualsiasi esso sia. Il lavoro come privilegio e non come diritto, come merce da offrire svendendola il più possibile, ha determinato rapporti di odiosa sudditanza a chi detiene mezzi di produzione e capitali. Da qui la sudditanza invade tutti i rapporti sociali, per cui dopo la parentesi di emancipazione degli anni ’70, il lavoratore, il cittadino è tornato ad essere suddito. Oggi ci si è di molto allontanati dal concetto di democrazia come partecipazione. Oggi essere democratici significa essere asserviti, chi non si adegua è un pericoloso sovversivo. Più si hanno motivi per dire grazie e più si avanza nella scala sociale. Penso sia giunta l’ora di dire basta!!!! Riprendiamo la vita nelle nostre mani, Torniamo ed essere artefici del nostro destino senza dover dire grazie a chicchessia. Torniamo a essere una società dove il lavoro diventa promozione sociale e non materia di sfruttamento. La gente che comincia sempre più convintamente a scendere nelle piazze ci dà speranza. Forse i sudditi sfruttati, sempre più numerosi, cominciano a capire che proprio dal lavoro come diritto parte la lotta per acquisire dignità umana. Speriamo che tale consapevolezza cresca sempre più nel sentire delle masse. E’ con questo auspicio che auguriamo a tutti BUON PRIMO MAGGIO.
Brani: Contessa eseguito dai Modena City Ramblers Zyg (Crescita Zero) eseguito dagli Area