Le rovine
"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Buenaventura Durruti
lunedì 4 agosto 2014
domenica 3 agosto 2014
MAHMUOD, FAVOLA DI PALESTINA
Samantha Comizzoli
Un anno fa Mohammed Assaf, Palestinese, vinse il concorso canoro “Arab Idol”. Voi capite che per un Paese che per il resto del mondo non esiste, avere una vittoria (seppur canora) con il nome “Palestina” sia una cosa da urlo...
E urlarono quella notte a Nablus, ad Al Khalil, a Ramallah ed in ogni angolo della Palestina per la sua vittoria. Fu una festa che durò tutta la notte per le strade con le auto che suonavano le canzoni di Assaf.
Ieri, mi trovavo in un bar nel centro di Nablus con degli amici. Con noi c'è una ragazzo giovanissimo di Nablus che mi dice di essere un cantante. Si chiama Mahmuod Ibrahem. Ha fatto qualche concerto a Ramallah e a Jenin. Mi dice “non sono andato alle selezioni di Arab Idol di quest'anno per quello che sta succedendo, perchè preferisco stare qui a lottare contro il nazismo di israele”.
A quel punto, gli altri amici lo invitano a cantare, nel bar. Ok, chiedono al ragazzo che serve ai tavoli se si può, fanno abbassare per qualche minuto la musica di sottofondo del bar e lui inizia a cantare. Ho la telecamera con me e lo filmo. Lo filmo perchè se non documento la bellezza della Palestina, ne avrete come immagine quella che vi passano i media sionisti, quella dei luoghi pericolosi, della menzogna sionista.
Mahmuod finisce di cantare, vicino a noi c'è un tavolo di uomini che gli chiede “come ti chiami? Di dove sei? Hai già fatto concerti? Ok... vuoi fare un concerto a Nablus?”.
Mahmuod sorride felice.
E' una favola della Palestina, reale, come tutto il resto, come la violenza, il mostro, i martiri, i rapiti. Mahmuod non vuole lasciare questa terra, non gli interessa andare all'estero. Quindi, questo mio articolo non è affinchè qualche magnate lo scopra, ma solo per dargli onore, perchè il suo è il canto del coraggio. E' il canto della bellezza che Resiste al nazismo.
Il Senato non va abolito
Dionisio Paglia (Presidente del Comitato provinciale in difesa della Costituzione).
Le controriforme dell'Italicum e del Senato che il Governo Renzi vuole approvare, facendo ricorso a "tagliole" e "ghigliottine" per imbrigliare il dibattito parlamentare, consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati, aboliscono l'elezione dei senatori ed espropriano i cittadini della democrazia diretta.
Per indire un referendum non saranno sufficienti 500mila firme, ma ce ne vorranno 800mila; per le leggi di iniziativa popolare ci vorranno non più 50mila, ma 250mila firme.
Il bicameralismo perfetto, previsto dalla Costituzione vigente (scritta, è bene ricordarlo, dai padri costituenti dopo la lotta di liberazione dal Nazifascismo) può essere superato diversificando i ruoli delle due Camere, ma il Senato elettivo non va abolito. Possono essere individuate anche forme di rappresentanza di altri interessi, nel Senato, come quelli delle autonomie locali, della Cultura, dei Saperi, della Scienza, ma in forme tali da non alterare il delicato equilibrio delle funzioni e della rappresentanza. Si può ridurre la spesa del Parlamento unificando la gran parte dei servizi delle due Camere, ma anche riducendo il numero dei parlamentari, sia della Camera che del Senato.
Bisogna anche dire che concentrare tutti i poteri su una sola Camera, per di più composta anche col premio di maggioranza, lasciando altri compiti minori ad un organismo non elettivo, con una composizione spuria e fortemente discutibile e con funzioni altrettanto oscure, non appare rispondente al disegno costituzionale, dotato di una sua intima coerenza proprio perché fatto di poteri e contropoteri e di equilibri estremamente delicati; un disegno che in qualche aspetto può e deve essere aggiornato, ma non fino al punto di stravolgere quello originario. Senza dimenticare che questo Parlamento è stato eletto con il Porcellum (una legge con forti vizi di incostituzionalità) e quindi non è legittimato a cambiare la Carta Costituzionale.
Esprimo solidarietà ai senatori che in queste ore si stanno opponendo a questo disegno di deriva autoritaria e faccio appello a tutti i cittadini, a tutte le forze autenticamente democratiche affinché organizzino ovunque presìdi, sit-in di protesta, veglie in difesa della nostra Costituzione Repubblicana.
sabato 2 agosto 2014
La Bolivia dichiara Israele ‘Stato Terrorista
Marco Santopadre. fonte http://contropiano.org/
Con un gesto significativo ed eclatante, alcune ore fa il governo della Bolivia ha deciso di includere Israele nella propria lista di "Stati terroristi" per protestare contro il massacro in corso ormai da decine di giorni nella Striscia di Gaza e costato finora la vita a più di 1300 palestinesi, per lo più civili, donne e bambini inermi.
L'offensiva militare delle forze armate di Tel Aviv contro la popolazione della piccola enclave assediata "dimostra come Israele non sia il garante dei principi del rispetto della vita e dei diritti fondamentali che garantiscono la coesistenza pacifica della nostra comunità internazionale" ha dichiarato il presidente socialista boliviano, Evo Morales.
La Paz ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel 2009, dopo un'altra operazione militare nella Striscia; tuttavia, la Bolivia ha fino ad ora rispettato un accordo del 1972, firmato dall’allora giunta militare di estrema destra, che permetteva il libero ingresso dei cittadini israeliani nel Paese.
Ma ora La Paz ha deciso di interrompere l’accordo, il che vuol dire che i cittadini del cosiddetto ‘stato ebraico’ che vorranno entrare in territorio boliviano dovranno chiedere anticipatamente il visto d’ingresso e che in alcuni casi le autorità del paese potranno rifiutarlo. “A partire da ora Israele passa al gruppo di paesi i cui cittadini sono obbligati a richiedere un visto per entrare in Bolivia previa autorizzazione della Direzione Nazionale di Immigrazione che valuterà caso per caso” ha spiegato lo stesso presidente annunciando la decisione presa all’unanimità dal consiglio dei ministri di La Paz.
Il presidente Evo Morales ha annunciato l'iniziativa durante un incontro con un gruppo di docenti ed educatori nella città di Cochabamba.
Già nei giorni scorsi lo stesso presidente aveva inviato all’Alto Commissariato dei Diritti Umani dell’Onu una richiesta di intervento contro Israele nei confronti della Corte Internazionale di Giustizia per ‘crimini contro l’umanità’ in riferimento al massacro in corso nella Striscia di Gaza e aveva annunciato un rafforzamento delle relazioni con l’Autorità Nazionale Palestinese dopo aver riconosciuto la Palestina tra i primi paesi al mondo indispettendo non poco Tel Aviv.
Per non dimenticare
Luciano Granieri
Non hanno memoria gli ebrei
di quello che le loro generazioni precedenti hanno sofferto durante la
persecuzione nazifascista? Non hanno letto,
non hanno ascoltato qualche anziano superstite raccontare
dei lager, dei bambini uccisi nelle camere a gas, delle donne violentante,
violate e ammazzate, di una parte di umanità sopraffatta da un’altra parte di umanità?
“Per non dimenticare” si ripete ogni volta
che si organizzano tristi pellegrinaggi
ad Auschwitz. Appunto, per non
dimenticare. Non dimenticare mai che esiste solo la razza umana. Non
dimenticare, mai che arabi ed ebrei appartengono alla medesima razza umana e
che il razzismo è odioso sia che a
subirlo siano gli ebrei, sia che siano gli arabi, o qualsiasi altra etnia.
Se l’èlite israeliana e
la parte del popolo che la segue, se i
signori delle armi, venditori di morte israeliani, che usano le stragi a Gaza per promuovere i loro
ordigni di ultima generazione, avessero avuto una vaga idea dello scempio di vite e di
dignità umana che avveniva nei lager nazisti, non continuerebbe a martoriare e
a perseguitare le vittime che popolano Gaza, un grande campo di sterminio a cielo aperto.
Un grande lager dove donne e bambini
continuano a morire schiacciati dalla crudeltà sionista che è pari alla
crudeltà nazista. Perché è da vigliacchi nazifascisti uccidere deliberatamente
bambini, bombardare ospedali, radere al suolo presidi dell’Onu, che dovrebbero
costituire zone franche per gente che non sa dove scappare, che non ha neanche
il diritto di diventare profugo e non può scegliere, come tanti altri disperati
in altre parti del mondo, di scappare dalla guerra. Gente che può solo vagare
in attesa che arrivi giustiziarla il
siluro o la granata intelligente che è sempre troppo stupida.
Per non dimenticare, è la triste litania che usano gli americani,
gli europei, noi italiani quando si commemora il dramma del popolo ebreo
devastato dalla crudeltà nazifascista . Per non dimenticare è necessario tenere
presente che la tragedia della persecuzione nazista non deve più ripetersi. Invece si continua a sostenere,
in nome del profitto, degli affari e del controllo di un’area economicamente
strategica, la persecuzione sionista che è identica se non peggiore di quella nazista.
E lo si fa ignorando le istituzioni
internazionali, le leggi che perseguono
i crimini di guerra. Quel complesso istituzionale internazionale, costituito
proprio per evitare che certi drammi tornino a ripetersi e che, anzichè reprimere e punire severamente chi commette crimini di guerra, riesce a malapena a redarguire
quelle vittime che oggi sono diventate orrendi carnefici. Ogni volta che ci
accingiamo a commemorare certi eventi orribili che la Storia ci ha tramandato,
impegniamoci veramente a NON DIMETICARE.
Ospedale di Anagni. Inaugurato il nuovo reparto di emodialisi
Comitato salviamo l'ospedale di Anagni
La mattina del 30 luglio u.s. nella
Sala GregorioXVI del Palazzo
Bonifacio VIII si è svolto un incontro pubblico di grande
importanza, per l' inaugurazione del
nuovo reparto di Emodialisi dell' Ospedale di Anagni, alla cui
realizzazione ha contribuito BancAnagni con l'acquisto di tutti gli arredi.
Erano presenti il Sindaco, dr.
Fausto Bassetta, il dirigente della
ASL di Frosinone, dott.ssa Isabella
Mastrobuono, l' ing. Cataldo Cataldi, Presidente emerito di BancAnagni oltre ai rappresentanti
delle autorità civili e militari.
In una sala gremitissima, il dott. Pier Giorgio Simeoni,
primario di Nefrologia, ha sottolineato l' eccezionalità di questo Reparto che
rappresenta un punto di eccellenza nella realtà sanitaria provinciale e
regionale per la cura delle patologie renali, rivendicando il ruolo di protagonista che l' Ospedale di Anagni ha avuto per decenni in questo campo, ponendosi
quale punto di riferimento essenziale
nel territorio. E' del tutto evidente che la dotazione di strumenti all'
avanguardia di cui ora si potrà usufruire, renderà questo reparto
insostituibile per tutti i pazienti nefropatici, quanto e più di prima, e
concentrerà un' attenzione rinnovata sul ruolo
più generale dell' Ospedale, oggetto negli ultimi anni di uno
svuotamento e impoverimento di servizi che
hanno colpito perfino il Pronto Soccorso.
La dott. Mastrobuono, in un
intervento chiaro e partecipe dell' importanza dell' avvenimento, ha espresso un impegno fattivo per la
rimodulazione dell' Ospedale, nel contesto del riassetto sanitario della
provincia, riconoscendo l' esigenza della operatività di alcuni servizi e
annunciando la riapertura di una Sala operatoria nel prossimo settembre.
Il Presidente emerito di BancAnagni, ing. Cataldi, ha
ricordato l'impegno pluridecennale dell' Istituto per migliorare l' efficienza
della struttura e si è augurato che l'
Ospedale recuperi la sua funzionalità,
assicurando che la Banca continuerà ad occuparsene.
Il Sindaco ha ribadito che il
ripristino dei servizi necessari,
sociali oltre che terapeutici, rappresenta una priorità per la sua Amministrazione. E che richiamerà, ancora una volta, l' attenzione del presidente
Zingaretti su tale importante questione nell' incontro in Regione del
prossimo 6 agosto, insieme ai Sindaci dei comuni del
comprensorio nord della provincia.
Autorità e cittadini si sono quindi
recati in Ospedale per l' apertura ufficiale del Reparto di Emodialisi e la
visita ha dimostrato a tutti di trovarsi di fronte ad un reparto all'
avanguardia per le attrezzature
tecnologiche e per le strumentazioni informatiche presenti.
A questo punto è apparsa a
tutti l' evidente situazione paradossale
che l' Ospedale vive: infatti, a fronte
di un reparto di prim' ordine, di alcuni
servizi ambulatoriali, del laboratorio analisi e del 118, ufficialmente, per l'
Amministrazione regionale l' Ospedale di
Anagni è un” fantasma “di cui non si
vuole e non si deve parlare.
E' dunque più che indispensabile che il Comitato
“Salviamo l' Ospedale” e tutte le altre
Associazioni continuino a battersi energicamente per spingere le forze
politico/amministrative e i cittadini interessati a non cedere in alcun modo
all' inerzia e promuovere tutte le
iniziative opportune.
Il Comitato Salviamo l’Ospedale ha,
a questo scopo, dato mandato all’avv.
Simone Dal Pozzo a presentare ricorso contro la sentenza di merito del TAR del
Lazio del 5.2.2014, in cui il TAR dava torto al
Comitato che si opponeva ai decreti Polverini di chiusura dell’Ospedale di
Anagni.
Noi del Comitato riteniamo che, in
questa fase, sia prioritario affermare la legittimità dell’esistenza
dell’Ospedale civile di Anagni e, per
questo, intendiamo perseguire tutte le vie legali per raggiungere questo risultato.
Ricordiamo anche l'ultima iniziativa
lanciata da BancAnagni che è di straordinaria importanza e a cui invitiamo
tutti ad aderire.
La
Banca ha aperto con il versamento di 100.000 Euro una sottoscrizione
pubblica per l' acquisto di un' apparecchiatura modernissima per la
mammografia, del costo di circa 250.000 euro,
da donare all' Ospedale la cui ripristinata operatività risulterà
ulteriormente significativa e necessaria, poiché tale apparecchiatura sarà unica nella provincia e anche a Roma è in dotazione in
poche strutture, principalmente private.
Poter disporre di uno strumento del
genere per la prevenzione e la diagnosi
del cancro alla mammella, rappresenta
per tutte le donne, giovani e meno
giovani, un sussidio sanitario infinitamente
grande.
Il Comitato “Salviamo L'Ospedale di
Anagni “ ha invitato la Banca, che ha
aderito, a proseguire la sottoscrizione che doveva chiudersi
il 31 luglio e tale decisione renderà più facile raggiungere la somma
necessaria
Esprimiamo, ancora una volta, la nostra
gratitudine all' Istituto per il concreto sostegno offerto alla “causa Ospedale
“ e confidiamo nella generosa partecipazione degli anagnini.
Rivolgiamo l' invito anche a tutti i Comuni del
Comprensorio ( i sindaci della Consulta)
affinché si impegnino a informare i loro concittadini esortandoli a
sottoscrivere per poter contribuire al più presto all' acquisto, versando
l’importo della donazione sul conto "salviamol'Ospedale" di
BancAnagni cod. IBAN: IT 71 Y 08344 74290 000001860891.
Rivolgiamo l' invito in prima persona a tutte le donne!
Non tiriamoci indietro !
venerdì 1 agosto 2014
NEL DECRETO COMPETITIVITA' SULLE BONIFICHE SIAMO ALLA VERA FOLLIA "CONSAPEVOLE"
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Rete Stop Biocidio Lazio e Abruzzo
Coordinamento Nazionale Siti Contaminati
Rete Stop Biocidio Lazio e Abruzzo
Coordinamento Nazionale Siti Contaminati
PER CANCEROGENI E TOSSICI ARRIVANO I LIMITI "VARIABILI": NEL DECRETO COMPETITIVITA' SULLE BONIFICHE SIAMO ALLA VERA FOLLIA "CONSAPEVOLE"
NEL PASSAGGIO AL SENATO IL DECRETO RINOMINATO "INQUINATORE PROTETTO" PEGGIORA ULTERIORMENTE
APPELLO AI DEPUTATI: TUTELATE LA SALUTE DEI CITTADINI, NON CHI CONTAMINA
NEL PASSAGGIO AL SENATO IL DECRETO RINOMINATO "INQUINATORE PROTETTO" PEGGIORA ULTERIORMENTE
APPELLO AI DEPUTATI: TUTELATE LA SALUTE DEI CITTADINI, NON CHI CONTAMINA
I limiti di legge per cancerogeni e tossici nei suoli potranno variare da zona a zona in Italia. Per fare l'ennesimo regalo agli inquinatori si escogitano soluzioni di ogni tipo che ormai rasentano la follia.
Nel paese dell'ILVA, delle discariche di Bussi e Brindisi, del PCB di Brescia, con migliaia di persone che muoiono o nascono deformate per l'inquinamento come evidenziano le ricerche dell'Istituto Superiore di sanità, invece di introdurre normative stringenti e pretendere dai grandi gruppi responsabili dell'inquinamento nazioni di bonifica reali come si fa nei paesi civili da decenni, si preferisce alzare i limiti per gli inquinanti.
Il Decreto 91/2014 "Competitività", da noi soprannominato "Inquinatore protetto", conteneva diversi regali agli inquinatori: dall'innalzamento dei limiti per gli scarichi a mare dei solidi sospesi per poli chimici e piattaforme all'incredibile procedura di "autocertificazione" del grado di contaminazione da parte degli inquinatori, con procedure di bonifiche "semplificate" del tutto opache e facilmente utilizzabili per nascondere la polvere tossica sotto al tappeto. Vi era anche l'innalzamento dei limiti per le aree militari, considerate tutte aree industriali nonostante migliaia di ettari dei poligoni siano aree a pascolo o a macchia mediterranea.
Nel passaggio al Senato il testo è stato ulteriormente peggiorato!
Infatti è stato concepito un durissimo colpo alla certezza dei limiti di legge per gli inquinanti, oggi validi uniformemente in tutto il paese, introducendo soglie variabili sulla base dei cosiddetti "valori di fondo" delle varie sostanze. Peccato che la maggioranza abbia dimenticato di aggiungere la parola "naturale" e così bisognerà tener conto non solo dei valori "naturali" di base di una certa sostanza, ad esempio il Cadmio, ma anche dell'apporto di fonti di inquinamento diffuse. Di conseguenza in un'area inquinata come la Val padana ci saranno limiti di legge per un inquinante diversi da quelli di aree poco abitate, che saranno più bassi. Valori a geometria variabile in cui a guadagnarci saranno gli inquinatori che così avranno limiti più larghi in molte aree del paese, con cittadini di serie a e di serie b a seconda del contesto territoriale.
Non basta! Nel Decreto hanno aggiunto anche procedure per il riutilizzo dei materiali da dragaggio che permetteranno di scaricarli nelle lagune tenendo conto dei limiti per le sostanze pericolose per i suoli e non quelli molto più stringenti per i sedimenti delle aree marino-costiere dettati peraltro da norme comunitarie. Il tutto per sostanze pericolose come il mercurio (stiamo parlando di una differenza di quasi venti volte) o cancerogene come il benzo(a)pirene (in questo caso per migliaia di volte!).
Invitiamo il Governo e i deputati a stralciare norme inemendabili e a modificare radicalmente quelle che in teoria possono essere utili a far partire le bonifiche senza che diventino l'escamotage per fare risanamenti solo sulla carta con vantaggi miliardari per i soliti noti.
I cittadini possono scrivere ai deputati e ai ministri coinvolti per chiedere di varare norme volte veramente a disinquinare il territorio del Belpaese ( www.acquabenecomune.org).
Iscriviti a:
Post (Atom)





