Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 4 agosto 2014

Vai avanti tu che a me mi viene da ridere

Luciano Granieri


Immaginiamo che la deriva assolutistica e il deciso attacco alla Costituzione -basato sull’abolizione del Senato, la quasi sparizione dei referendum e delle leggi di iniziativa popolare, la  legge elettorale che riduce la Camera dei Deputati zerbino del Presidente del Consiglio, il quale ha potere di vita e di morte su presidente della Repubblica, CSM, Corte Costituzionale – fossero  stati avviati da un governo Berlusconi. Apriti Cielo!!! I riformisti avrebbero denunciato la svolta fascista.  Sulla scia della indignazione profusa a piene mani dai media asserviti, si sarebbero avviate raccolte di firme e forse anche manifestazioni di piazza, magari non troppo accese, diciamo meglio, raduni di piazza. E se l’ennesima brutta figura di questo governo, sconfessato dalla ragioneria dello stato sui provvedimenti relativi alla sortita pensionistica di oltre 4.000 insegnanti per mancanza di coperture, o sull’impraticabilità economica di altri provvedimenti inseriti nel decreto competitività, anziché avere come ambasciatrice la leggiadra figura di Marianna Madia, avesse visto come protagonista una Gelmini, o una Prestigiacomo, subito dalle parti riformiste si sarebbe gridato allo scandalo. Si sarebbe deriso   un governo composto da inconcludenti,  incompetenti ancelle  succubi del papi padrone Berlusconi. 

E avrebbero avuto ragione i democratici a lamentarsi.  Infatti lo sfacelo che  sta compiendo oggi, l'attuale esecutivo,   in nome del decisionismo, dell’agire a tutti i costi e in fretta, sta producendo effetti che neanche il più agguerrito dei governi Berlusconi sarebbe riuscito a generare. 

Quante volte Berlusconi ha tentato di ottenere i pieni poteri per il Presidente del Consiglio, con l’assoluta podestà su  CSM, Corte Costituzionale e nomina del Presidente della Repubblica? Quante volte Berlusconi ha provato a rendere il Parlamento zerbino del Presidente del Consiglio? Tante volte, eppure, nonostante i guasti che questi tentativi hanno prodotto nel tessuto istituzionale, un minimo di tenuta democratica era riuscita a sopravvivere. 

Oggi i giovani ragazzi di Renzi stanno surclassando le vecchie ciabatte post-fasciste animatrici dell’era iperliberista berlusconiana. Altro che presidenzialismo, roba vecchia. Il nuovo che avanza, oltre che conferire iper poteri al premier, porta in dote una camera alta (alta?) zeppa di nominati per lo più mandati dalle proprie segreterie a spurgare la loro fedina penale lordatasi nell’assise regionale. Se il vecchio di Arcore fosse stato sveglio come Renzi, a quest’ora i Fiorito, le Minetti, starebbero a lustrare il prestigio italico  da  un scranno senatoriale, e magari la giunta Polverini e quella Formigoni avrebbero continuato a far danni. Oddio non è che i presidenti attuali siano meglio, ma comunque queste intuizioni potevano venire in mente solo   ad un cervello sveglio, rampante e giovane. 

Siccome Berlusconi, avrà perso un po’ di smalto, sarà anche diventato un tantino rincoglionito,  ma scemo non è, ha pensato bene di mandare avanti il prode fiorentino. Pensate che colpo di genio:  trovare uno che fa al posto tuo  il lavoro sporco, improvvisamente diventato pulito, ossia  mettere in atto il piano di rinascita della P2, uno  osannato da tutti i media, che ti evita   la fatica  di combattere ogni giorno con i questionari di Repubblica,  o con i giornalisti rompicoglioni della nutrita contraerea mediatica democrat. Una volta poi  riscossi i profitti di questo asset politico strutturato dal giovine Renzi, scontate  nel frattempo le varie incombenze di interdizione dai pubblici uffici, probabilmente  ridotte da qualche altro regalo renziano,  ecco pronta la poltrona del Quirinale, magari con un cicisbeo alla presidenza del consiglio, con tanti saluti a Renzi e alla sua banda di sprovveduti innovatori.  

Le avvisaglie di questo inquietante scenario, che potrebbe sembrare pura fantasia, si leggono fra le righe dei quotidiani ogni giorno, basta mettere in relazione qualche articolo e tirare le somme. Prendiamo Repubblica di ieri: Pag.2 intervista a Renzi di Claudio Tito. A domanda del giornalista “Scusi  ma quello del Nazareno è davvero un patto scritto?” Il presidente del consiglio risponde:” Certo” e all’incalzare di Tito  che chiede cosa comprende il patto,  Renzi ribatte”Quello che si legge sugli atti parlamentari sulle riforme – e aggiunge -  Vi pare che io firmi una cosa con Berlusconi e la metta in cassetto? Questa è la tipica cultura del sospetto di una parte della sinistra”. Spostiamoci ora a pag.3 articolo di Carmelo Papa sulla strategia di Berlusconi dal titolo “ L’ex cavaliere attendista (rivolto a Renzi ndr)‘Lasciamolo logorare il voto non ci conviene’”. L’articolo si conclude in questo modo: Hanno raccontato che (Berlusconi) abbia sorriso, in questi giorni, anche sul dibattito aperto sul Patto del Nazareno, scritto o meno che sia, dei “misteri” che lo circonderebbero “Non siamo così sprovveduti da averlo messo per iscritto- taglia corto l’ex cavaliere- tra persone serie basta la parola data” Cà nisciun è fess, direbbe Totò (questa è un'aggiunta mia)

                                                                                                                                


 

domenica 3 agosto 2014

MAHMUOD, FAVOLA DI PALESTINA

Samantha Comizzoli


Un anno fa Mohammed Assaf, Palestinese, vinse il concorso canoro “Arab Idol”. Voi capite che per un Paese che per il resto del mondo non esiste, avere una vittoria (seppur canora) con il nome “Palestina” sia una cosa da urlo...
E urlarono quella notte a Nablus, ad Al Khalil, a Ramallah ed in ogni angolo della Palestina per la sua vittoria. Fu una festa che durò tutta la notte per le strade con le auto che suonavano le canzoni di Assaf.
Ieri, mi trovavo in un bar nel centro di Nablus con degli amici. Con noi c'è una ragazzo giovanissimo di Nablus che mi dice di essere un cantante. Si chiama Mahmuod Ibrahem. Ha fatto qualche concerto a Ramallah e a Jenin. Mi dice “non sono andato alle selezioni di Arab Idol di quest'anno per quello che sta succedendo, perchè preferisco stare qui a lottare contro il nazismo di israele”.
A quel punto, gli altri amici lo invitano a cantare, nel bar. Ok, chiedono al ragazzo che serve ai tavoli se si può, fanno abbassare per qualche minuto la musica di sottofondo del bar e lui inizia a cantare. Ho la telecamera con me e lo filmo. Lo filmo perchè se non documento la bellezza della Palestina, ne avrete come immagine quella che vi passano i media sionisti, quella dei luoghi pericolosi, della menzogna sionista.
Mahmuod finisce di cantare, vicino a noi c'è un tavolo di uomini che gli chiede “come ti chiami? Di dove sei? Hai già fatto concerti? Ok... vuoi fare un concerto a Nablus?”.
Mahmuod sorride felice.


E' una favola della Palestina, reale, come tutto il resto, come la violenza, il mostro, i martiri, i rapiti. Mahmuod non vuole lasciare questa terra, non gli interessa andare all'estero. Quindi, questo mio articolo non è affinchè qualche magnate lo scopra, ma solo per dargli onore, perchè il suo è il canto del coraggio. E' il canto della bellezza che Resiste al nazismo.

Il Senato non va abolito

Dionisio Paglia (Presidente del Comitato provinciale in difesa della Costituzione).

Le controriforme dell'Italicum e del Senato che il Governo Renzi vuole approvare, facendo ricorso a "tagliole" e "ghigliottine" per imbrigliare il dibattito parlamentare, consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati, aboliscono l'elezione dei senatori ed espropriano i cittadini della democrazia diretta.
Per indire un referendum non saranno sufficienti 500mila firme, ma ce ne vorranno 800mila; per le leggi di iniziativa popolare ci vorranno non più 50mila, ma 250mila firme.
Il bicameralismo perfetto, previsto dalla Costituzione vigente (scritta, è bene ricordarlo, dai padri costituenti dopo la lotta di liberazione dal Nazifascismo) può essere superato diversificando i ruoli delle due Camere, ma il Senato elettivo non va abolito. Possono essere individuate anche forme di rappresentanza di altri interessi, nel Senato, come quelli delle autonomie locali, della Cultura, dei Saperi, della Scienza, ma in forme tali da non alterare il delicato equilibrio delle funzioni e della rappresentanza. Si può ridurre la spesa del Parlamento unificando la gran parte dei servizi delle due Camere, ma anche riducendo il numero dei parlamentari, sia della Camera che del Senato.
Bisogna anche dire che concentrare tutti i poteri su una sola Camera, per di più composta anche col premio di maggioranza, lasciando altri compiti minori ad un organismo non elettivo, con una composizione spuria e fortemente discutibile e con funzioni altrettanto oscure, non appare rispondente al disegno costituzionale, dotato di una sua intima coerenza proprio perché fatto di poteri e contropoteri e di equilibri estremamente delicati; un disegno che in qualche aspetto può e deve essere aggiornato, ma non fino al punto di stravolgere quello originario. Senza dimenticare che questo Parlamento è stato eletto con il Porcellum (una legge con forti vizi di incostituzionalità) e quindi non è legittimato a cambiare la Carta Costituzionale.
Esprimo solidarietà ai senatori che in queste ore si stanno opponendo a questo disegno di deriva autoritaria e faccio appello a tutti i cittadini, a tutte le forze autenticamente democratiche affinché organizzino ovunque presìdi, sit-in di protesta, veglie in difesa della nostra Costituzione Repubblicana.

sabato 2 agosto 2014

La Bolivia dichiara Israele ‘Stato Terrorista

Marco Santopadre. fonte http://contropiano.org/

Con un gesto significativo ed eclatante, alcune ore fa il governo della Bolivia ha deciso di includere Israele nella propria lista di "Stati terroristi" per protestare contro il massacro in corso ormai da decine di giorni nella Striscia di Gaza e costato finora la vita a più di 1300 palestinesi, per lo più civili, donne e bambini inermi.
L'offensiva militare delle forze armate di Tel Aviv contro la popolazione della piccola enclave assediata "dimostra come Israele non sia il garante dei principi del rispetto della vita e dei diritti fondamentali che garantiscono la coesistenza pacifica della nostra comunità internazionale" ha dichiarato il presidente socialista boliviano, Evo Morales.
La Paz ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel 2009, dopo un'altra operazione militare nella Striscia; tuttavia, la Bolivia ha fino ad ora rispettato un accordo del 1972, firmato dall’allora giunta militare di estrema destra, che permetteva il libero ingresso dei cittadini israeliani nel Paese.

Ma ora La Paz ha deciso di interrompere l’accordo, il che vuol dire che i cittadini del cosiddetto ‘stato ebraico’ che vorranno entrare in territorio boliviano dovranno chiedere anticipatamente il visto d’ingresso e che in alcuni casi le autorità del paese potranno rifiutarlo. “A partire da ora Israele passa al gruppo di paesi i cui cittadini sono obbligati a richiedere un visto per entrare in Bolivia previa autorizzazione della Direzione Nazionale di Immigrazione che valuterà caso per caso” ha spiegato lo stesso presidente annunciando la decisione presa all’unanimità dal consiglio dei ministri di La Paz.
Il presidente Evo Morales ha annunciato l'iniziativa durante un incontro con un gruppo di docenti ed educatori nella città di Cochabamba. 
Già nei giorni scorsi lo stesso presidente aveva inviato all’Alto Commissariato dei Diritti Umani dell’Onu una richiesta di intervento contro Israele nei confronti della Corte Internazionale di Giustizia per ‘crimini contro l’umanità’ in riferimento al massacro in corso nella Striscia di Gaza e aveva annunciato un rafforzamento delle relazioni con l’Autorità Nazionale Palestinese dopo aver riconosciuto la Palestina tra i primi paesi al mondo indispettendo non poco Tel Aviv.


Per non dimenticare

Luciano Granieri


Non hanno memoria gli ebrei  di quello che le loro generazioni precedenti hanno sofferto durante la persecuzione nazifascista? Non hanno letto,  non hanno ascoltato qualche anziano superstite  raccontare  dei lager, dei bambini uccisi nelle camere a gas, delle donne violentante, violate e ammazzate,  di una  parte di umanità  sopraffatta da un’altra parte di umanità? 

“Per non dimenticare” si ripete ogni volta che si organizzano tristi pellegrinaggi  ad Auschwitz. Appunto,  per non dimenticare. Non dimenticare mai che esiste solo la razza umana. Non dimenticare, mai che arabi ed ebrei appartengono alla medesima razza umana e che il razzismo è odioso sia che  a subirlo siano  gli ebrei,  sia che  siano gli arabi, o  qualsiasi altra etnia. 

Se l’èlite israeliana e la parte del popolo che la segue, se  i signori delle armi, venditori di morte israeliani,  che usano le stragi a Gaza per promuovere i loro ordigni di ultima generazione,  avessero  avuto una vaga idea dello scempio di vite e di dignità umana che avveniva nei lager nazisti, non continuerebbe a martoriare e a perseguitare le vittime che popolano  Gaza, un grande campo  di sterminio a cielo aperto.  

Un grande lager dove donne e bambini continuano a morire schiacciati dalla crudeltà sionista che è pari alla crudeltà nazista. Perché è da vigliacchi nazifascisti  uccidere deliberatamente bambini, bombardare ospedali, radere al suolo presidi dell’Onu, che dovrebbero costituire zone franche per gente che non sa dove scappare, che non ha neanche il diritto di diventare  profugo e  non può scegliere, come tanti altri disperati in altre parti del mondo, di scappare dalla guerra. Gente che può solo vagare in attesa che arrivi giustiziarla  il siluro o la granata intelligente che è sempre troppo stupida.  

Per non dimenticare,  è la triste litania che usano gli americani, gli europei, noi italiani quando si commemora il dramma del popolo ebreo devastato dalla crudeltà nazifascista . Per non dimenticare è necessario tenere presente che la tragedia della persecuzione nazista non deve  più ripetersi. Invece si continua a sostenere, in nome del profitto, degli affari e del controllo di un’area economicamente strategica, la persecuzione sionista che è identica  se non peggiore di quella nazista.  

E lo si fa ignorando le istituzioni internazionali,  le leggi che perseguono i crimini di guerra. Quel complesso istituzionale internazionale, costituito proprio per evitare che certi drammi tornino a ripetersi  e che, anzichè reprimere e punire severamente chi commette crimini di guerra,  riesce a malapena a redarguire quelle vittime che oggi sono diventate orrendi carnefici. Ogni volta che ci accingiamo a commemorare certi eventi orribili che la Storia ci ha tramandato, impegniamoci  veramente a NON DIMETICARE.

Ospedale di Anagni. Inaugurato il nuovo reparto di emodialisi

Comitato salviamo l'ospedale di Anagni

La mattina del 30 luglio u.s. nella Sala GregorioXVI  del Palazzo Bonifacio  VIII  si è svolto un incontro pubblico di grande importanza, per l' inaugurazione del  nuovo reparto di Emodialisi dell' Ospedale di Anagni, alla cui realizzazione ha contribuito BancAnagni con l'acquisto di tutti gli arredi.
Erano presenti il Sindaco, dr. Fausto  Bassetta, il dirigente  della  ASL di Frosinone, dott.ssa Isabella  Mastrobuono, l' ing. Cataldo Cataldi, Presidente  emerito di BancAnagni oltre ai rappresentanti delle  autorità civili e  militari.
In una sala  gremitissima, il dott. Pier Giorgio Simeoni, primario di Nefrologia, ha sottolineato l' eccezionalità di questo Reparto che rappresenta un punto di eccellenza nella realtà sanitaria provinciale  e  regionale  per la cura delle  patologie renali, rivendicando il  ruolo di protagonista  che l' Ospedale di Anagni ha  avuto per decenni in questo campo, ponendosi quale punto di riferimento essenziale  nel territorio. E' del tutto evidente che la dotazione di strumenti all' avanguardia di cui ora si potrà usufruire, renderà questo reparto insostituibile per tutti i pazienti nefropatici, quanto e più di prima, e concentrerà un' attenzione rinnovata sul ruolo  più generale dell' Ospedale, oggetto negli ultimi anni di uno svuotamento e impoverimento di servizi che  hanno colpito perfino il Pronto Soccorso.
La dott. Mastrobuono, in un intervento chiaro e partecipe dell' importanza dell' avvenimento,  ha espresso un impegno fattivo per la rimodulazione dell' Ospedale, nel contesto del riassetto sanitario della provincia, riconoscendo l' esigenza della operatività di alcuni servizi e annunciando la riapertura di una Sala operatoria nel prossimo settembre.
Il Presidente  emerito di BancAnagni, ing. Cataldi, ha ricordato l'impegno pluridecennale dell' Istituto per migliorare l' efficienza della  struttura e si è augurato che l' Ospedale recuperi la sua  funzionalità, assicurando che  la  Banca continuerà  ad occuparsene.
Il Sindaco ha ribadito che il ripristino dei servizi necessari,  sociali oltre che terapeutici, rappresenta una priorità per la sua  Amministrazione. E che richiamerà, ancora una  volta, l' attenzione del presidente Zingaretti su tale importante questione nell' incontro in Regione del prossimo  6  agosto, insieme ai Sindaci dei comuni del comprensorio  nord  della provincia.
Autorità e cittadini si sono quindi recati in Ospedale per l' apertura ufficiale del Reparto di Emodialisi e la visita ha dimostrato a tutti di trovarsi di fronte ad un reparto all' avanguardia  per le attrezzature tecnologiche e per le strumentazioni informatiche  presenti.
A questo punto è apparsa a tutti  l' evidente situazione paradossale che l' Ospedale   vive: infatti, a fronte di  un reparto di prim' ordine, di alcuni servizi ambulatoriali, del laboratorio analisi e del  118, ufficialmente, per l' Amministrazione  regionale l' Ospedale di Anagni è un” fantasma “di cui  non si vuole  e non si deve  parlare.
E' dunque  più che indispensabile che il Comitato “Salviamo l' Ospedale” e tutte le altre  Associazioni continuino a battersi energicamente per spingere le forze politico/amministrative e i cittadini interessati a non cedere in alcun modo all' inerzia e promuovere  tutte le iniziative opportune.
Il Comitato Salviamo l’Ospedale ha, a questo scopo,  dato mandato all’avv. Simone Dal Pozzo a presentare ricorso contro la sentenza di merito del TAR del Lazio  del  5.2.2014, in cui il TAR dava torto al Comitato che si opponeva ai decreti Polverini di chiusura dell’Ospedale di Anagni.
Noi del Comitato riteniamo che, in questa fase, sia prioritario affermare la legittimità dell’esistenza dell’Ospedale civile di Anagni e,  per questo, intendiamo perseguire tutte le vie legali per raggiungere questo risultato.
Ricordiamo anche l'ultima iniziativa lanciata da BancAnagni che è di straordinaria importanza e a cui invitiamo tutti ad aderire.
La  Banca ha aperto con il versamento di 100.000 Euro una sottoscrizione pubblica per l' acquisto di un' apparecchiatura modernissima per la mammografia, del costo di circa 250.000 euro,  da donare all' Ospedale la cui ripristinata operatività risulterà ulteriormente significativa e necessaria, poiché tale  apparecchiatura sarà unica nella  provincia e anche a Roma è in dotazione in poche strutture, principalmente private.
Poter disporre di uno strumento del genere per la  prevenzione e la diagnosi del cancro alla  mammella, rappresenta per tutte le donne, giovani e  meno giovani, un sussidio sanitario infinitamente  grande.
Il Comitato “Salviamo L'Ospedale di Anagni “ ha invitato la  Banca, che ha  aderito, a proseguire la sottoscrizione che doveva  chiudersi  il 31 luglio e tale decisione renderà più facile raggiungere la somma necessaria
Esprimiamo, ancora una volta, la nostra gratitudine all' Istituto per il concreto sostegno offerto alla “causa Ospedale “ e confidiamo nella generosa partecipazione degli anagnini.
Rivolgiamo  l' invito anche a tutti i Comuni del Comprensorio ( i sindaci della Consulta)  affinché si impegnino a informare i loro concittadini esortandoli a sottoscrivere per poter contribuire al più presto all' acquisto, versando l’importo della donazione sul conto "salviamol'Ospedale" di BancAnagni  cod. IBAN:  IT 71 Y 08344 74290  000001860891.
Rivolgiamo l' invito in prima persona a tutte le donne!

Non tiriamoci indietro !

venerdì 1 agosto 2014

NEL DECRETO COMPETITIVITA' SULLE BONIFICHE SIAMO ALLA VERA FOLLIA "CONSAPEVOLE"

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Rete Stop Biocidio Lazio e Abruzzo
Coordinamento Nazionale Siti Contaminati



PER CANCEROGENI E TOSSICI ARRIVANO I LIMITI "VARIABILI": NEL DECRETO COMPETITIVITA' SULLE BONIFICHE SIAMO ALLA VERA FOLLIA "CONSAPEVOLE"

NEL PASSAGGIO AL SENATO IL DECRETO RINOMINATO "INQUINATORE PROTETTO" PEGGIORA ULTERIORMENTE

APPELLO AI DEPUTATI: TUTELATE LA SALUTE DEI CITTADINI, NON CHI CONTAMINA 


I limiti di legge per cancerogeni e tossici nei suoli potranno variare da zona a zona in Italia. Per fare l'ennesimo regalo agli inquinatori si escogitano soluzioni di ogni tipo che ormai rasentano la follia. 

Nel paese dell'ILVA, delle discariche di Bussi e Brindisi, del PCB di Brescia, con migliaia di persone che muoiono o nascono deformate per l'inquinamento come evidenziano le ricerche dell'Istituto Superiore di sanità, invece di introdurre normative stringenti e pretendere dai grandi gruppi responsabili dell'inquinamento nazioni di bonifica reali come si fa nei paesi civili da decenni, si preferisce alzare i limiti per gli inquinanti. 

Il Decreto 91/2014 "Competitività", da noi soprannominato "Inquinatore protetto", conteneva diversi regali agli inquinatori: dall'innalzamento dei limiti per gli scarichi a mare dei solidi sospesi per poli chimici e piattaforme all'incredibile procedura di "autocertificazione" del grado di contaminazione da parte degli inquinatori, con procedure di bonifiche "semplificate" del tutto opache e facilmente utilizzabili per nascondere la polvere tossica sotto al tappeto. Vi era anche l'innalzamento dei limiti per le aree militari, considerate tutte aree industriali nonostante migliaia di ettari dei poligoni siano aree a pascolo o a macchia mediterranea. 

Nel passaggio al Senato il testo è stato ulteriormente peggiorato! 

Infatti è stato concepito un durissimo colpo alla certezza dei limiti di legge per gli inquinanti, oggi validi uniformemente in tutto il paese, introducendo soglie variabili sulla base dei cosiddetti "valori di fondo" delle varie sostanze. Peccato che la maggioranza abbia dimenticato di aggiungere la parola "naturale" e così bisognerà tener conto non solo dei valori "naturali" di base di una certa sostanza, ad esempio il Cadmio, ma anche dell'apporto di fonti di inquinamento diffuse. Di conseguenza in un'area inquinata come la Val padana ci saranno limiti di legge per un inquinante diversi da quelli di aree poco abitate, che saranno più bassi. Valori a geometria variabile in cui a guadagnarci saranno gli inquinatori che così avranno limiti più larghi in molte aree del paese, con cittadini di serie a e di serie b a seconda del contesto territoriale. 

Non basta! Nel Decreto hanno aggiunto anche procedure per il riutilizzo dei materiali da dragaggio che permetteranno di scaricarli nelle lagune tenendo conto dei limiti per le sostanze pericolose per i suoli e non quelli molto più stringenti per i sedimenti delle aree marino-costiere dettati peraltro da norme comunitarie. Il tutto per sostanze pericolose come il mercurio (stiamo parlando di una differenza di quasi venti volte) o cancerogene come il benzo(a)pirene (in questo caso per migliaia di volte!). 

Invitiamo il Governo e i deputati a stralciare norme inemendabili e a modificare radicalmente quelle che in teoria possono essere utili a far partire le bonifiche senza che diventino l'escamotage per fare risanamenti solo sulla carta con vantaggi miliardari per i soliti noti. 

I cittadini possono scrivere ai deputati e ai ministri coinvolti per chiedere di varare norme volte veramente a disinquinare il territorio del Belpaese ( www.acquabenecomune.org).