Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 5 novembre 2017

Israele sta utilizzando in segreto uno studio legale USA per combattere gli attivisti del BDS in Europa e in Nord America

Chaim Levinson e Barak Ravid


 Il governo israeliano ha assoldato avvocati per contrastare il BDS; la natura dell’incarico è mantenuta segreta e definita come “estremamente delicata”.

Secondo documenti ottenuti da Haaretz, il governo [israeliano] ha utilizzato in segreto un ufficio legale USA perché lo aiuti a lottare contro il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni in Europa, Nord America e altrove.

Il governo ha ingaggiato l’ufficio “Sidley Austin”, con sede a Chicago, per predisporre pareri legali e occuparsi di procedimenti giudiziari. I ministeri della Giustizia e degli Affari Strategici hanno rifiutato di rivelare la natura di queste attività, per le quali lo Stato ha pagato centinaia di migliaia di dollari negli ultimi due anni. I ministeri definiscono le attività “estremamente delicate dal punto di vista diplomatico”.

Circa due anni fa il consiglio per la sicurezza [israeliano] ha affidato al ministero degli Affari Strategici il coordinamento della lotta contro la “delegittimazione” e ha stanziato notevoli risorse per questo impegno. Il ministero degli Affari Strategici ha trasferito una parte dei fondi al ministero degli Esteri in varie parti del mondo e una parte dei soldi è stata data alle organizzazioni ebraiche all’estero per un lavoro di pubbliche relazioni nei campus e altrove.

Ma il ministero degli Affari Strategici sta anche operando su queste questioni in modi che non sono stati resi pubblici. Nel passato il direttore generale del ministero, Sima Vaknin, ha detto alla Knesset che esso è coinvolto nella “raccolta di informazioni e nell’attacco”.

Lo scorso anno l’avvocato Eitay Mack, a nome di attivisti dei diritti umani, ha chiesto a ministri del governo di ottenere informazioni su tutti i contratti firmati con enti stranieri coinvolti in attività contro il BDS. Il ministero degli Esteri ha affermato di non avere simili impegni contrattuali, mentre il ministero della Giustizia ha fornito documenti censurati.

Questi documenti dimostrano che il dipartimento con funzioni speciali nell’ufficio del procuratore di Stato, che – in collaborazione con il ministero degli Affari Strategici – è responsabile nella gestione di argomenti legati alla sicurezza nazionale, all’inizio del 2016 ha lanciato un bando di gara per uffici legali internazionali.

Si trattava di “preparare documenti e pareri legali, presentare procedimenti giudiziari (cause o comparizioni) per quanto necessario a combattere il fenomeno del BDS, in particolare riguardo ad appelli ed iniziative per imporre boicottaggio e sanzioni contro le imprese e gli affari di Israele, e contro imprese straniere che hanno attività commerciali in Israele.”

Nel documento la descrizione dettagliata dei servizi è stata censurata. Il ministero della Giustizia ha affermato che i dettagli sono stati omessi perché la loro pubblicazione avrebbe portato a “danni per le relazioni estere del Paese e per la possibilità da parte di questi soggetti di fornire il servizio richiesto.”
Nel febbraio 2016 il ministero della Giustizia ha contrattato un ufficio legale, ma in maggio il ministro ha chiesto di modificare la scelta, dopo che riguardo a quella originaria era stato riscontrato un possibile conflitto di interesse.

Poi è stato approvato un contratto con un altro ufficio legale per 290.000 euro, con l’opzione di aumentare la cifra di altri 200.000 euro per un ulteriore incarico. In seguito è stata approvata un’altra estensione del contratto originale, questa volta per altri 437.000 euro, con un valore totale del contratto di 925.000 euro, ossia 4 milioni di shekel.

A causa della delicatezza dell’argomento per le relazioni estere di Israele la commissione delle gare d’appalto ha deciso di non rendere pubblici i contratti nel sistema informativo “Manof” del governo.
La segretezza che circonda i contratti suscita il sospetto che il lavoro riguardi non solo la stesura di pareri giuridici, ma anche la predisposizione di cause legali contro i sostenitori del BDS, in quanto Israele non vuole apparire come promotore di queste azioni, per evitare la sensazione che stia interferendo negli affari interni di altri Paesi.

“C’è il pericolo di una china scivolosa nella segretezza, che nasconde le attività israeliane contro il BDS nel mondo,” ha detto Mack ad Haaretz. “E’ estremamente preoccupante che la terminologia militare utilizzata da importanti funzionari del ministero degli Affari Strategici venga utilizzata nella lotta all’estero contro civili che criticano lo Stato di Israele.”

“Proprio come per Israele è difficile presentare positivamente l’occupazione, il regime del Sud Africa aveva difficoltà a far accettare l’apartheid,” afferma. “Pretoria lanciò un’operazione segreta di disinformazione e persecuzione degli attivisti anti-apartheid, il cui smascheramento portò alle dimissioni del primo ministro e all’apertura di un’inchiesta penale e a un procedimento civile negli USA. Speriamo che lo Stato di Israele non sfrutti la segretezza per superare i limiti del codice penale.”

Il denaro viene erogato come stanziamento di bilancio per contratti internazionali. Il rapporto del ministero della Giustizia su tali contratti mostra che il governo ha assoldato “Sidley Austin” nel marzo 2016 per servizi di consulenza, senza emanare un bando per una gara d’appalto. Nella prima metà del 2017 l’ufficio legale ha ricevuto in pagamento 219.000 dollari [circa 188.000 euro, ndt.]. Nessun altro studio legale è stato pagato in base allo stesso capitolo di spesa del bilancio.

“Sidley Austin” non ha risposto alle domande riguardo a se stesse lavorando per il governo israeliano.

“Sidley Austin” è uno dei principali studi legali americani e conta su 1.900 avvocati. E’ l’ufficio in cui una giovane avvocatessa, Michelle Robinson, ha incontrato uno stagista estivo di nome Barak Obama. Lo studio ha quattro sedi in Europa: a Bruxelles, Londra, Monaco e Ginevra.

( Fonte: zeitun.info )

giovedì 2 novembre 2017

ALLEANZA POPOLARE PER L'UGUAGLIANZA E LA DEMOCRAZIA - QUALE PROGRAMMA ?

Umberto Franchi




Cosa deve essere concretamente sul piano  delle scelte programmatiche radicali?


I questi giorni , su questa lista, abbiamo parlato molto della possibilità di fare una lista unitaria con tutte le forze politiche  ed i  movimenti sociali e civili , creata dal basso... 



abbiamo detto nessun veto ai partiti esistenti alla sinistra del PD dicendo che però deve essere chiaro che per la prospettiva della nuova formazione non dovrà esserci :



- nessun centrosinistra ne alleanza con il PD;



- nessuna candidatura di persone compromesse nel passato con i governi di centrosinistra;



- un programma radicale.

sono pienamente d'accordo solo se stabiliamo bene cosa significa programma radicale...

A mio parere significa almeno definire questi punti centrali:

1) ripristino diritti sindacali a partire dall'art. 18;

 2) riforma delle pensioni con :  il ripristino della possibilità di andare in pensione con 40 anni di contributi ed il sistema retributivo pari all'80% del salario lordo, nonchè ripristino dell'aggancio delle pensioni al costo della vita rimborsando quanto è stato tolto ed abolendo il sistema contributivo;

3) abolizione della legge JOBS ACT, ablizione della Legge n. 30 (Biagi) sul precariato;

4) ripristino di un sistema di recupero salariale automatico legato al costo della vita;

5) definizione di intense risorse da destinare ad un piano di prevenzione e risanamento ambientale dei territori;

6) ripristino  del servizio Sanitario Nazionale in base alla legge del 23 dicembre 1978 n. 833;

7) definizione di risorse sostanziali a sostegno di un reddito di cittadinanza;

8) impegno per la definizione di una legge elettorale democratica  compatibile con la Costituzione.

Ecco vorrei che in vista dell'assemblea nazionale del 18 novembre 2017 si discutesse del programma facendo misurare gli interlucotori dei partiti e movimenti proprio su questo... ed allora si potrà capire se veramente è possibile fare una lista unitaria o non è possibile.

mercoledì 1 novembre 2017

No alla manifestazione fascista del 4 novembre, no alle manifestazioni fasciste.

Anpi Roma



Roma è antifascista tutti i giorni

Per il 4 novembre i fascisti di Forza Nuova ripropongono la manifestazione della marcia su Roma vietata il 28 ottobre, vestendola con panni diversi legandola con le celebrazioni delle Forze Armate.
Nel vietare quella manifestazione il Ministro degli Interni si è espresso con fermezza sulla impossibilità che quella manifestazione potesse essere autorizzata. Lo stesso la Sindaca di Roma, che ha reiterato questa posizione nel corso del convegno indetto dall'ANPI Nazionale il 28 ottobre scorso, proclamando Roma “città fieramente antifascista”.
Riteniamo che la stessa fermezza debba essere mantenuta anche per il 4 novembre, perché non è la data che conta ma chi indice le manifestazioni, considerata la matrice nazifascista di Forza Nuova.
Il fascismo è stato:

42 fucilati su sentenza del Tribunale Speciale.

4.596 condanne per 28.000 anni di carcere e confino politico ad oppositori.

Fra il gennaio e il giugno 1921 furono distrutte dai fascisti:17 giornali e tipografie,59 Case del Popolo,119 Camere del Lavoro,83 sedi di Leghe contadine,141 sezioni Comuniste o Socialiste,110 circoli culturali.

Tra il 1921 e il 28 ottobre 1922 lo squadrismo fascista uccise circa 3.000 persone in Italia.

80.000 libici condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani.

700.000 abissini barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive "operazioni di polizia".

I combattenti antifascisti caduti nella guerra di Spagna.

350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale.

I combattenti degli eserciti avversari ed i civili che soffrirono e morirono per le aggressioni fasciste.

45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio,15.000 dei quali non fecero più ritorno. Fra i deportati 7800 erano ebrei italiani, la maggior parte non tornò.

640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti che si rifiutarono di aderire alla repubblica nazista di Salò.

600.000 prigionieri di guerra italiani che languirono per anni, in tutte le parti del mondo.
110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all'estero.

Migliaia di civili sepolti vivi tra le macerie dei bombardamenti delle città.

Il fascismo non è un’opinione, è un crimine, le manifestazioni fasciste devono essere vietate.

Gli organi preposti facciano il loro dovere istituzionale. In tutte le Istituzioni l'antifascismo deve essere un valore fondante, le manifestazioni fasciste siano vietate perché contrarie alla Costituzione, e non per meri motivi di ordine pubblico.


E’ giunto il momento della tolleranza zero: di fascisti, con camicie nere o di ogni altra veste o forma, non ne vogliamo più sapere!

Rifondazione Comunista sulle mancate stabilizzazioni FCA

Federazione Provinciale di Frosinone del Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea.

Giuseppe Di Pede Responsabile lavoro segreteria provinciale PRC

Quanto accaduto allo stabilimento FCA di Cassino, in merito alla mancata stabilizzazione di 530 Lavoratori è l’epilogo e il fallimento delle riforme sul Lavoro  targate “Marchionne – Renzi – PD”.

Questa è la strategia che per il mondo del lavoro i padroni e il pd hanno studiato e messo in campo, il JOBS ACT, che ha una sola ricetta: “quando mi servi ti assumo e ti sfrutto a dovere, poi quando non mi servi più ti mando a casa!!!

 Alla faccia dei grandi numeri dell’occupazione sbandierati dal governo nei giorni passati !!!

Infatti, L’Italia è un Paese in cui aumentano i contratti a tempo, che poi trovano inevitabilmente la fine , un paese in cui la disoccupazione giovanile è record in Europa, un paese che emigra all’estero per cercare lavoro e fortuna altrove come non mai dal dopoguerra ad oggi, ci dispiace per Salvini, ma nel 2016 sono più i cittadini italiani che sono emigrati che i migranti che sono arrivati, è un paese che sta morendo e purtroppo il governo sta girando un film diverso.

Rifondazione Comunista è d’accordo con la FIOM di Cassino, che da tempo  chiedeva con forza un tavolo sindacale per arrivare alla stabilizzazione di tutti i contratti precari presenti nello stabilimento, la risposta di FCA è stata la non riconferma di 530 Lavoratori su 830, comunicando la sentenza ai diretti interessati l’ultimo giorno di lavoro.

Rilanciamo con forza la proposta di un tavolo di confronto nazionale tra le il governo, le istituzioni locali, i sindacati e l’azienda per un futuro produttivo ed occupazionale di FCA.

Noi del PRC della provincia di Frosinone, in occasione della presenza dei “ Messia” RENZI-MARCHIONNE presso lo stabilimento FCA  di Cassino per la campagna elettorale referendaria, eravamo presenti in massa ad accoglierli al  presidio “No Welcome Renzi e Marchionne” ed avevamo denunciato con forza che le sirene occupazionali erano solo promesse elettorali, e non ci sbagliavamo!!!

Inoltre avevamo sollecitato le istituzioni locali a fare squadra al fine di fermare il dramma occupazionale di questa provincia, ma in cambio arrivarono solo lodi e inni all’accoppiata Marchionne – Renzi.

Oggi quell’appello lo rilanciamo con forza, e sarà proprio il nostro partito a fare un punto importante sul lavoro in questa provincia, a cui chiameremo tutti a capire se veramente si ha la voglia di cambiare rotta, o se saremo destinati al declino.

Chiediamo ad FCA di stabilizzare subito tutti i non riconfermati,  alle istituzioni  ai parlamentari ai senatori e ai  consiglieri regionali del territorio, di smetterla di fare i proclami e le sfilate con il Sig. Marchionne e di battersi da subito per la stabilizzazione di tutti i precari e per il futuro occupazionale di FCA e di questo territorio.

Rifondazione Comunista non resterà a guardare, si mobiliterà al fine di tenere alta la guardia e che questa brutta vicenda non resti un caso da archiviare.

Un’altra conferma che serve URGENTEMENTE una forza politica forte e di SINISTRA, che rimetta in campo i temi dei diritti del Lavoro e si batta fortemente contro lo sfruttamento e la precarietà, mettendo in campo un programma serio per ridare dignità a tutte e a tutti.

Anagni, ricorso al TAR delle Associazioni e Comitati sul rinnovo autorizzazione inceneritore pneumatici Marangoni.

COMITATI E  ASSOCIAZIONI
DEL COORDINAMENTO   AMBIENTE  DI ANAGNI


I Comitati e Le associazioni del Coordinamento  Ambiente di Anagni e del territorio ritengono doveroso e necessario informare i cittadini di essere impegnati  nel ricorso al TAR del Lazio  contro l’ autorizzazione alla  riattivazione del termocombustore della   Marangoni,  con la Determinazione Regionale del 27.07.2017.

La decisione regionale, grave in sé, lo è ancor più perché riguarda un territorio con un tasso di inquinamento così  elevato  da essere incluso tra i principali siti nazionali  ( SIN ) da sottoporre  a  bonifica, inoltre, tale decisione non ha tenuto in alcun conto l’ opposizione  dichiarata dal Comune di Anagni alla  richiesta  della  Marangoni, in sede di Conferenza dei Servizi, nella quale sono state completamente ignorate le ampie e articolate osservazioni prodotte dai Comitati e dalle  Associazioni.

Pertanto i Comitati e le  Associazioni :  Anagni Viva – Retuvasa  -  DAS –  Comitato Osteria della  Fontana – Comitato San Bartolomeo – Comitato 14 luglio  –  Comitato  Residenti   Colleferro, assistiti   legalmente dall’ avv.  Vittorina Teofilatto, del Foro di Roma, hanno predisposto  specifiche e  documentate osservazioni  di carattere  scientifico e tecnico e altrettante  argomentazioni  di carattere giuridico che  espongono le ragioni di opposizione alla  delibera  regionale, considerando anche le conseguenze che il riavvio  dell’ impianto avrebbe sulle  condizioni ambientali e  sanitarie del territorio e della  popolazione residente, già gravemente compromesse.

Anche il Comune di Anagni  intende presentare il  ricorso al TAR e lo faranno  altre Associazioni del territorio, Legambiente Lazio e il Circolo di Anagni  che si presenterà “ad adiuvandum”  il ricorso dell’ Amministrazione.



LE  ASSOCIAZIONI e I COMITATI

Anagni Viva
Retuvasa
Das
Comitato Osteria della  Fontana
Comitato San Bartolomeo
Comitato 14 luglio
Comitato Residenti Colleferro

Due appuntamenti per la ripubblicizzazione dell'acqua.

La redazione


Domani 2 novembre alle ore 18,00 presso l'associazione Oltre l'Occidente alle ore  si svolgerà l'assemblea del comitato Acqua Pubblica Frosinone con all'ordine del giorno:  Approvazione regionale dei decreti attuativi della legge 5 e pressioni sui sindaci affinchè, dopo la risoluzione del contratto con Acea Ato5 si scelga la soluzione pubblica .




Venerdì 3 novembre  con orario effettivo, ore 15,00, convocazione del Consiglio Comunale di Ferentino con al primo punto la  richiesta dei consiglieri Maddalena, Bernardini, Valeri e Beretta  dell'impegno da parte del Comune a sollecitare  la Regione sull'attuazione della regionale 5  sulla tutela, governo e gestione pubblica delle acque. 






Alcuni appelli dei membri del comitato acqua pubblica






martedì 31 ottobre 2017

Treno pieno di signori

Luciano Granieri



E’ vita grama per i pendolari , ogni giorno  sono costretti a tribolare con i treni.  Fortunatamente la settimana scorsa ha avuto termine il tour elettorale di Matteo Renzi che con il suo convoglio (PD Direzione Italia) spesso ha intasato le linee di lavoratori e studenti in viaggio per raggiungere  il posto di lavoro o di studio. 

E’ una mania quella del treno.  Anche Salvini sta girando la Sicilia a mezzo strada ferrata  per fare campagna a favore del candidato alla presidenza della Regione Nello Musumeci. Lui però i pendolari non li perseguita ritardando il loro viaggio con un treno personale  come Renzi. No, lui i pendolari li sfinisce  viaggiando insieme a loro.

 Ma torniamo al segretario del Pd. Il suo pellegrinaggio ferroviario è stato organizzato, per ascoltare le esigenze delle persone presso le stazioni e le città . Queste erano le  intenzioni dichiarate. A giudicare dagli insulti e dagli improperi raccolti da Renzi durante il viaggio la conclusione più logica del percorso avrebbe dovuto portare alle dimissioni del segretario piddino. In realtà l’ex presidente del consiglio ha usato l’intercity come un bunker per indirizzare e un po’ di bombe a bersagli mirati. 

Non bombe  proletarie, il proletariato è stato distrutto ben prima. 

La prima granata è partita verso l’attuale premier Gentiloni con la mozione di sfiducia al governatore di Bankitalia  Visco, l’altra ha colpito il Parlamento  reso silente , da  otto fiducie,   fra Camera e Senato, innanzi alla necessità di approvare la legge elettorale. Ma soprattutto dalla cabina del manovratore si sono levate  le minacce e i propositi di vendetta  verso i parlamentari che non hanno riverito abbastanza il capo.

 Dall’agiato scompartimento della segreteria è partito il monito. Per governare è necessario superare il 40% dei consensi, quindi le prossime candidature saranno decise in base agli attributi vincenti mostrati dagli aspiranti candidati. Le primarie sono escluse. Il messaggio è chiaro: siccome il capo è un vincente, solo lui sarà in grado di selezionare una pattuglia di candidati vincenti. 

Sulle qualità di vincitore di Matteo Renzi, alla luce della sua storia politica ci sarebbe molto da dire. Dopo le elezioni europee, drogate dalla prebenda degli 80 euro, Il Pd guidato dal protervo rignanese ha preso schiaffi   da  tutte le parti. Enorme la debacle nelle varie tornate amministrative  dove, per tenere  Milano, ha dovuto candidare uno di destra. A Palermo per vincere  si è barricato  dietro le insegne Orlandiane rinunciando praticamente al simbolo. Epocale la batosta subita nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. 

Il partito ha continuato a perdere pezzi,  importanti, vedi il Presidente del Senato Grasso, e  militanti. Non è andata meglio per il governo guidato da Renzi, in cui le leggi licenziate sono state  sistematicamente falcidiate dalla Corte Costituzionale. Infine rimane l’ultimo dilemma.  Perché un vincente, impone a tutti i costi,  con grandi strappi istituzionali,  una legge elettorale  in base alla quale il suo partito è destinato all’ennesima Caporetto?  

Al nord i collegi uninominali saranno ad appannaggio quasi esclusivo dei fratelli serpenti Berlusconi-Salvini  pronti ad una reunion ad hoc. Conseguentemente,  visto che i candidati ai collegi uninominali sono in realtà dei mega capilista bloccati  che trascineranno anche i nominati dei collegi plurinominali, nella ex Padania,ed anche più sotto, per il Pd non ci sarà  speranza. Neanche al sud, probabilmente,  ci sarà trippa per gatti, con una destra che appare rafforzata, e il M5S quantomeno in tenuta.  Al centro, nelle scolorite regioni rosse, forse si potrà raccattare qualche briciola ma sarà  assolutamente insufficiente a recuperare il cappotto prossimo venturo imposto dai pentastellati e dalla razzista brigata Salvinian-Berlusconiana.  

La domanda nasce spontanea. Quale logica spinge uno che vuole vincere a crearsi le migliori condizioni per perdere?  Alcune ipotesi: Dopo le elezioni  visto che le coalizioni costruite su una base  di tipo  meramente   elettoralistico   saranno destinate a sciogliersi,  il Pd è sicuro di governare con l’avversario elettorale,  Forza Italia. Rimane il piccolo problema che, nel caso, a dare la carte sarà il partito vincente e questo, presumibilmente non sarà quello  di Renzi.  

Altro scenario: L’obbiettivo non  è vincere le elezioni, ma rimanere in Parlamento  facendo governare qualcun altro, con un appoggio esterno. Le finalità sarebbero duplici, da un lato ottenere posti chiave in strutture di secondo livello, dall’altro logorare con continue trattative parlamentari  il malcapitato gruppo a capo dell’esecutivo.

 Altra ipotesi , e questa ci pare la più consona al personaggio:  sfruttare  il potere di vita o di morte che la legge assegna ai capi partito  sugli  aspiranti candidati. Una occasione troppo ghiotta per farla pagare agli infedeli e consolidare le truppe cammellate.  Un’ opportunità che Renzi non potrebbe mai farsi sfuggire, anche  con il rischio di deviare   il Pd , su una linea morta, come direbbe il poeta. 

Mi rendo conto che ai poveracci come noi questo discorso interessa il giusto. Tali  tatticismi non aiutano ad arrivare alla fine del mese. Stiamo timidamente guardando alle manovre dei  cosiddetti "civici"  radunati attorno ad  Anna Falcone  e Tomaso Montanari. I quali,   per ora, si stanno annusando con le varie anime strutturate della sinistra, diciamo così, costituzionalista. Una buona dose di tatticismo, purtroppo,  è presente anche qui, senza contare che la nuova legge elettorale non  concederà  a questi volonterosi di andare oltre la testimonianza . 

Rimane l’alternativa di salire su quella locomotiva  che il macchinista anarchico  di gucciniana memoria ,per riparare a qualche torto, lanciò contro il treno pieno di signori. E’ una scelta coraggiosa, complicata da condividere, richiede tempi lunghi per la sua realizzazione, sicuramente non compatibili con l’imminente tornata elettorale.  

Ma solo se si riuscirà a costruire quel treno, pezzo per pezzo, e a convincere il maggior numero di passeggeri a salirci sopra si potrà costruire una prospettiva di cambiamento che consentirà ai “contadini curvi” di togliere il potere ai signori, quelli che stanno sull’altro treno in mezzo al velluto e agli ori.