Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 21 settembre 2017

Il Comitato nazionale ANPI sull'escalation neofascista e le iniziative per il 28 ottobre

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato Provinciale di Frosinone



Riceviamo ed inoltriamo sollecitando tutti e tutte ad organizzare quanto possibile per informare e mobilitare l'opinione pubblica sulla gravità ormai raggiunta dall'impunità neofascista.

Non si contano più i casi di aperta violazione, da parte di organizzazioni razziste e antidemocratiche, delle regole e delle leggi che fondano la convivenza civile, di spregio e violenza sulle stesse Istituzioni (irruzioni rivendicate pubblicamente, blitz in luoghi istituzionali e privati, deliranti pubblicazioni di contenuti illegali e immorali, inneggianti al razzismo, alla supremazia di alcuni, alla sottomissione di altri e così via). 

Allo stesso tempo, non si vedono segnali seri e coerenti da parte delle Istituzioni deputate al mantenimento dell'ordine democratico e all'applicazione della Costituzione, che invece nicchiano, tollerano, a volte coprono quei figuri e le loro azioni.

Anche i cittadini democratici, disorientati probabilmente dalla grande confusione che regna nella politica, stentano ad assumere quel ruolo di lotta responsabile che più volte ha impedito che l'Italia sprofondasse in gorghi bui.

Insieme alla situazione italiana registriamo ormai da tempo la montata reazionaria in molti Paesi della stessa Europa che, se è vero che si è riscattata spazzando via il nazismo ed il fascismo, è anche vero che è e resta il ventre che li ha partoriti.

Il rischio pertanto non è teorico, né così lontano da essere improbabile. Le forme in cui si presentano i nuovi messaggi sciovinisti ed intolleranti sono in parte nuove, anche se persiste al fondo e con molta evidenza una concezione della storia e della società fondata sulla distruzione anche fisica dell'avversario, sull'intolleranza del presunto diverso, sull'uso dei bisogni e della disperazione per costruire il consenso intorno a proposte totalitarie, esclusive, in sostanza liberticide.

Il tutto, ovviamente, in nome di una vilipesa libertà di pensiero.

Il fascismo, lo ripetiamo, non è e non si mostra nei fatti come pensiero politico, ma come negazione del pensiero e del diritto altrui.

Ma oggi prende piede, come ampiamente previsto da molti negli anni passati, anche per l'incapacità politica dei gruppi dirigenti, e per il calcolo economico dei gruppi dominanti, di opporre la concretezza delle soluzioni democratiche alla crisi, trascinandola e facendola lievitare sulle spalle dei ceti bassi della società, da sempre facile preda delle illusioni muscolari dell'"uomo forte al comando".

Il quadro è davvero serio, non rendercene conto e sottovalutare oggi la necessità di ripresa del protagonismo democratico vuol dire preparare lacrime amare per un domani molto, molto vicino.

Ognuno faccia quello che può.

Noi daremo seguito alle determinazioni che verranno dagli organismi dirigenti nazionali, intanto produrremo iniziative già nei prossimi giorni sul territorio. 

Fraterni saluti.

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