Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 19 settembre 2010

Varcare le soglie della “poesia dell’arte”

di Fausta Dumano.



Non posso stare ferma devo sempre andare, dove non lo so, ma devo andare , a scoprire cosa c’è dietro la linea del confine illimitato, camminare per il centro storico di Frosinone è sempre un’avventura , superata la sensazione iniziale di trovarmi nella Kabul appena bombardata.....Blocco notes, la redattrice di Aut questa volta è stata catturata da una vetrina particolare, la location è Via Napoli a pochi metri dall’Accademia di Belle Arti “Mediterraneo” Articoli artistici, la deformazione culturale, da quando sto all’artistico, la parola Arte mi intriga. Tra tele e pennelli una sorpresa: il laboratorio artistico dell’artista Rocco Lancia. Un artista che non ha certamente bisogno di presentazioni, il direttore artistico di  Art Qube, l’orgnizzatore di insolite mostre "ALL'INSOLITO POSTO", protagonista delle INVASIONI di Nostra Signora Art.  Rocco Lancia nel laboratorio è circondato da giovani allievi , studenti di ogni fascia di età, perchè il maestro organizza corsi personalizzati, secondo i livelli d’età e i livelli di difficoltà. Un intreccio incredibile, un via-vai perchè il maestro è coinvolgente. Se avessi una giornata di 48 ore la tentazione di diventare un’allieva di Rocco Lancia sarebbe forte, per il momento resto incantata dalla sua capacità di trasmettere la tecnica. Osserva i bambini  la parte vitale del laboratorio , futuri artisti di Art Qube , perchè il maestro coinvolge sul campo . Un laboratorio attivo che emana quella miscela  deflagrante di sensazioni ed emozioni che mi attraversa il corpo, resto incantata ad ascoltare la lezione sul colore. Avrei tante domande da fare al maestro, ma non voglio interromperlo mentre crea con gli allievi. Blocco notes, le parole sono dei codici impietosi  che non rendono giustizia  alle emozioni che sprigiona il laboratorio basta varcare  la soglia ed entrare “Nella poesia dell’arte” essere trascinati dal vulcano delle iniziative , perchè il laboratorio è un cantiere in ebollizione . Mediterraneo un negozio artistico particolare , dove nessun oggetto si trova li per caso.....Le sorprese di questa città.


sabato 18 settembre 2010

COMUNISTI RIVOLUZIONARI OGGI, CIOE' TROTSKISTI

di Claudio Mastrogiulio , Pdac Lega Internazionale dei lavoratori




Si è tenuto a Rimini, dal 10 al 12 settembre, il convegno sull'attualità del trotskismo organizzato del Partito di Alternativa Comunista in collaborazione con le altre sezioni europee della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale. Quello del seminario estivo di formazione su più giorni è da sempre un appuntamento fisso del Pdac. Oggi ancora più importante in una situazione generale, quella attuale, in cui a fronte della micidiale guerra sociale mossa dal padronato contro il mondo del lavoro e dei giovani, è sempre più urgente contrapporre un’adeguata risposta di classe. Risposta che potrà venire (questo il filo rosso del seminario) essere solamente dotandosi dello strumento del partito rivoluzionario. 
Quest'anno la tre giorni di studio e dibattito ha coinvolto, oltre a militanti e simpatizzanti, anche un discreto numero di compagni e compagne che partecipavano per la prima volta a una assemblea del Pdac, interessati a conoscere il partito. Il risultato è stato che la sala era colma, con tutti i posti esauriti


L'attualità del troskysmo per le lotte di oggi 


Il seminario di quest’anno, partendo dal settantesimo anniversario dell’assassinio per mano stalinista di Trosky, ha mostrato l’assoluta attualità, a distanza di un lasso temporale così importante ed a dispetto della sistematica opera di demolizione e falsificazione praticata dallo stalinismo e dal riformismo, del pensiero e dell’opera di Trosky. Tutto ciò ovviamente non con l’intento di santificare la figura del rivoluzionario russo, finendo magari per caricaturare il suo insegnamento e la portata storica del compito dei rivoluzionari, ma avendo al contrario ben presente come il processo di ricostruzione storica sia assolutamente necessario per un’analisi del presente. 
Per quanto riguarda il seminario, si è sviluppato intorno a una serie di relazioni, dai temi intrecciati.
La prima relazione è stata un’introduzione alla vita ed alle opere di Trosky, di Davide Margiotta, in cui si è descritta la figura del rivoluzionario sullo sfondo dei poderosi avvenimenti che ne hanno caratterizzato l’esistenza.
La seconda relazione, ad opera della compagna Patrizia Cammarata, ha presentato e descritto nei dettagli le circostanze trattate nel film su Trotsky, proiettato successivamente, con immagini d’archivio e l’intervista allo storico Pierre Broué.
La terza relazione, tenuta da Ruggero Mantovani, dal titolo “Trosky e il bolscevismo: dal 1903 alla vittoria dell’ottobre 1917”, ha trattato l’arco temporale che va dal secondo congresso del Posdr e la contestuale scissione tra bolscevichi (maggioranza in russo) e menscevichi (minoranza in russo), alla vittoria del proletariato russo sul governo borghese di Kerensky nell’ottobre del 1917.
La quarta relazione è stata di Fabiana Stefanoni, dal titolo: “Trosky contro lo stalinismo: dall’ultima battaglia con Lenin all’Opposizione di sinistra”. Fulcro di questa relazione l’analisi della concreta divaricazione tattica e strategica esistente tra la migliore tradizione del bolscevismo (Lenin e Trosky) e la sua sistematica negazione, vale a dire lo stalinismo.
A seguire, Alberto Madoglio si è occupato di “Trosky contro il fascismo e i fronti popolari (1927-1933)”, ricostruendo la politica stalinista di capitolazione nei confronti del nazismo prima (tattica del social-fascismo, che ha aperto la strada all’affermazione di Hitler in Germania nel 1933) e delle potenze capitalistiche mondiali liberali poi (politica dei fronti popolari in Francia e Spagna). Un tema, quest'ultimo, di grande attualità: essendo alle viste l'ennesima riproposizione di questa politica di collaborazione di governo con l'avversario di classe da parte della nostrana sinistra governista.
La sesta relazione, di Valerio Torre, dal titolo “Trosky e la battaglia per la Quarta Internazionale (1933-1940)”, ha trattato quella che lo stesso Trosky definì come la più importante delle battaglie che nella sua esistenza aveva combattuto. Una battaglia, quella contro lo stalinismo, che lo condusse, insieme ad altri, alla costituzione della sua creatura politica più significativa ed al contempo più sofferta; quella Quarta Internazionale nel cui solco e nelle cui ragioni storiche la Lit -Lega Internazionale dei Lavoratori coglie oggi le potenzialità per la nascita e lo sviluppo del partito rivoluzionario mondiale.
La settima relazione, tenuta da Francesco Ricci, dal titolo “Trosky, il partito e il programma rivoluzionario: ieri e oggi”, ha preso in considerazione l’effettiva attualità del troskysmo e del partito d'avanguardia. Un’attualità, ancor più nel quadro di una crisi capitalistica senza precedenti, che consente di ritenere necessario lavorare affinché vengano a crearsi le condizioni per la nascita e la crescita di quel partito rivoluzionario del proletariato che ancora oggi non c’è.
La relazione conclusiva, “Costruire la Quarta Internazionale oggi, costruire la Lit”, è stata tenuta dal compagno Felipe Alegria, dirigente del Prt, sezione spagnola della Lit, ed ha esplicitato il senso della battaglia odierna della Lega Internazionale dei Lavoratori come strumento per la ricostruzione della Quarta Internazionale.


Un dibattito con decine di interventi... e infine una "festa trotskista"
L'appuntamento seminariale è stato quindi un momento di riflessione collettiva utile per comprendere quanto fondamentale sia dotarsi di una solida formazione politico-teorica per poter rispondere all’immane compito che ci siamo prefissi: contribuire, consapevoli della preziosità del nostro patrimonio militante, alla crescita di un partito rivoluzionario su scala nazionale ed internazionale, nel vivo delle lotte di questi mesi. E in questo l’insegnamento di Trosky è assolutamente indispensabile. 
Il convegno di quest'anno è stato particolarmente importante anche perché è stato, di fatto, l'unico appuntamento di carattere nazionale (e con presenze internazionali) organizzato in Italia per il settantesimo anniversario della morte del grande rivoluzionario bolscevico. A quanto pare, nonostante altre organizzazioni rivendichino in qualche modo Trotsky, e per di più si definiscano sulla stampa come "maggiormente rappresentative" (chissà cosa vuol dire), nei fatti solo il Pdac è stato in grado di organizzare in Italia un convegno di tre giorni su Trotsky: un convegno con oltre cento lavoratori e giovani che hanno pagato di tasca propria soggiorno e viaggio.
Da segnalare, infine, che il seminario non è stato solo una sequenza di relazioni ma ha coinvolto attivamente i presenti in un dibattito con alcune decine di interventi che si sono succeduti nel pomeriggio di sabato. Tra questi, moltissimi giovani e giovanissimi (tra gli altri, salutati da forti applausi, gli interventi di alcuni compagni tra i quindici e i diciotto anni che hanno aderito al Pdac dopo una breve esperienza nel Prc); interventi di attivisti delle lotte politiche e sindacali di questi mesi, provenienti dalle diverse regioni del Paese. Ma, significativamente, l'ospite più applaudito è stato Ciro D'Alessio, degli operai in lotta della Fiat di Pomigliano, che ha portato una testimonianza dallo scontro di classe simbolicamente più importante di questa fase. Presenti anche compagni e compagne da altre sezioni della Lit: non solo dall'Europa ma persino dalla nostra sezione brasiliana, il Pstu.
E il sabato, meritato riposo dopo ore di studio e di dibattito: musica e canti (che hanno rivelato le capacità canore di alcuni relatori...) in una serata che, visto il senso del seminario, non poteva essere denominata altrimenti che festa comunista rivoluzionaria, cioè "festa trotskista".





Urla di silenzio

di Fausta Dumano.


Saletta Biondi, la galleria d’arte di Frosinone  apre i battenti dopo la pausa estiva con una mostra del giovane artista Giordano Colafrancesco. “Stati d’animo” è il titolo della mostra, il filo conduttore delle tele su tempera, principalmente, che colorano la fredda saletta. Una città Frosinone che ha il liceo artistico e l’Accademia meriterebbe di più.... come luoghi “d’arte” ma gli assessori alla cultura su questo argomento sono miopi.... e muti. Giordano è un studente all’ultimo anno dell’Accademia, un ex studente del Liceo Artistico . La passione per l’arte è “sbocciata” da piccolo, un artista poliedrico dalla musica al “Teatro di Guglielmo Bartoli” , l’artista di strada più carismatico del territorio. Anche la poesia è una passione di Giordano , che ha già pubblicato una raccolta. Un viaggio in Finlandia ha influenzato la sua anima, l’ha colpito e  i colori della Finlandia sono entrati nelle tele. Blocco Notes, la redattrice di Aut è attratta  dalla disposizione delle opere, dal “totem destrutturato” . Il giovane Giordano è un artista “orso”   molto chiuso, timido che cerca di celare la sua timidezza con quel brindisi augurale organizzato dagli amici . La saletta pullula di giovani artisti. Giordano non parla, lascia che a parlare siano le sue tele, che attraversano il dentro intricato della sua ingarbugliata anima. Blocco Notes , Giordano mi conduce nel labirinto, in un viaggio onirico verso l’isola che non c’è, ma che esplode dentro di noi con urla silenziose che si materializzano in una tela emblematica “Gli urli di Giordano” , ma nel silenzio del dentro l’alba giunge con “i colori luminosi” un “Cristo in preghiera”  Il riposo del guerriero. Ogni tela è uno stato d’animo  dell’artista , ogni opera pone interrogativi, un sussulto, una forte emozione, poi la calma, ma è una calma apparente perché Giordano ti scaraventa un’esplosione di colori . Il filo di Arianna per seguire il viaggio è intrecciato, proprio con la disposizione delle opere, si resta intrappolati nel centro.....Il gioco di colori cambia secondo l’angolazione con cui si percorre il viaggio . Blocco Notes, parole cancellate, parole strappate nel tentativo di comunicare le urla dell’artista che  nella solitudine del corpo dà voce alla sua anima. Un’artista che esprime l’inquitudine della società, che sembra calarsi nei personaggi rassicuranti, materni, nei paesaggi del sogno. La mostra resterà aperta fino al 22 settembre.






I labirinti di linee e colori  che traspaiono dalle opere  di Giordano Colafrancesco ci hanno richiamato alla mente i fraseggi di Lennie Tristano. Il pianista di Chicago, figlio di immigrati italiani di Aversa, ha attraversato con la sua personalità schiva tutte le forme del jazz;  dal bebop all ’avanguardia, passando per il cool e il postbop. E nessun jazzista interpreta meglio la poetica di Tristano come  l’amico Gerardo Iacoucci. Il pianista, compositore e direttore d’orchestra  di Veroli, docente di jazz presso il coservatorio Licinio Refice di Frosinone dal 1976, pur nella grande varietà improvvisativa del suo linguaggio, è uno dei migliori interpreti della musica di  Tristano . Nel brano che accompagna la clip “Indipendent lines” eseguito con il contrabbassista Stefano Canterano,  tratto dal CD  “Omaggio a Lennie Tristano” Gerardo Iacoucci, pur nella sua libera interpretazione, ci da un saggio degli intrecci  improvvisativi tipici della musica di Lennie,  i quali sembrano legarsi benissimo agli intrecci pittorici dell’artista   Giordano Colafrancesco.

Luc Girello.

venerdì 17 settembre 2010

LA TURBOGAS DI COLLEFERRO: UN SORPRENDENTE ITER AUTORIZZATIVO

da Rete per la Tutela della Valle del Sacco  http://www.retuvasa.org/

Può essere autorizzato un impianto con significativo impatto ambientale senza che la popolazione del territorio dove è ubicato sia a conoscenza di quanto sta succedendo? Certo, per esempio a Colleferro.
Il 26 Giugno abbiamo partecipato all’incontro pubblico intitolato “Turbogas: una centrale nel silenzio”. Titolo appropriato. Il silenzio delle amministrazioni a tutti i livelli: comunale, provinciale, regionale. Quelle amministrazioni che dovrebbero garantirci uno stato di diritto e l’esercizio concreto della democrazia. Democrazia è però una parola troppo lontana dai pensieri di chi amministra la nostra città; non menzioniamo neppure la democrazia partecipata.
Ci siamo trovati a valutare la possibile minaccia di una centrale a turbogas o cogenerazione a ciclo combinato quando i giochi erano già consumati. Qualcuno ha pensato bene di chiederci: “perché non siete intervenuti prima?” Le risposte sono due. Primo: non sapevamo nulla di quanto stesse avvenendo. Secondo: forse dovrebbero essere in primo luogo le istituzioni a dover informare un minimo la cittadinanza e a occuparsi di quanto è buono o meno per essa. Ora però abbiamo ricostruito i vari passaggi dell’iter amministrativo della centrale a turbogas. Crediamo sia bene i cittadini siano al corrente di come e da chi essa è stata approvata. 
La società Secosvim, controllata al 100% da Avio (Bilancio AVIO 2008), deposita gli elaborati di progetto il 20 Febbraio 2009 presso l’area Valutazione Impatto Ambientale della Provincia di Roma, il Comune di Colleferro e il Comune di Artena. Ottempera ai doveri di pubblicità il giorno stesso, sulla cronaca di un quotidiano locale a tiratura nazionale.
A questo punto, per legge, gli atti possono essere consultati per 60 giorni, termine entro il quale si possono far pervenire osservazioni al progetto. Ed ecco la prima anomalia: non ci risulta, quantomeno on-line, che il Comune di Colleferro abbia provveduto a pubblicare un avviso pubblico circa il progetto in corso di approvazione. In tale caso, si è trattato di una grave dimenticanza o di una omissione premeditata? E cosa doveva fare un cittadino per essere informato, un abbonamento annuale al quotidiano di cui sopra?
L’iter autorizzativo si avvia il 27 Maggio 2009, con la disamina di tutti i pareri legati alla Valutazione di Impatto Ambientale: paesaggistico, difesa del suolo, conservazione della qualità dell’ambiente, promozione della sostenibilità ambientale, vincoli idrogeologici, tutela dele acque, situazione emergenziale della Valle del Sacco con pronunciamento del relativo Ufficio Commissariale.
Il 23 Novembre 2009 si registrano pareri favorevoli all’unanimità, pur con le prescrizioni di rito. L’area VIA della Provincia esprime dunque anch’essa parere favorevole.
Non si perde un minuto. La pratica passa immediatamente al livello superiore, all’Ufficio Autorizzazione Integrata Ambientale (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Provincia di
Roma, Dipartimento Tutela Aria ed Energia. Ne dà notizia il solito quotidiano il 26 Novembre 2009.
Il 30 Novembre 2009 il Comune di Artena chiede un rinvio della Conferenza dei servizi che dovrà prendere la decisione finale riguardo alle autorizzazioni. Rinvio negato dalla Provincia di Roma, che adduce l’impossibilità di una nuova convocazione e chiede la trasmissione di un parere scritto sulla pratica da esaminare.
Il Comune di Colleferro formula le sue prescrizioni il 17 Dicembre 2009, dopo aver richiesto il parere di compatibilità ambientale alla Regione Lazio, non ancora pervenuto alla Conferenza dei servizi della settimana precedente. Quante dimenticanze…
Altro fatto sorprendente. Un ente di controllo cardine come ARPA Lazio non formula in tempo il parere per quanto riguarda il Piano di monitoraggio e controllo degli impianti e delle emissioni. Ma come? Si rilasciare un’autorizzazione senza il parere di uno dei principali enti di controllo?  
Ed ecco che, con determina n° 8998 del 22 Dicembre 2009, viene concessa l’AIA dalla Provincia di Roma. Del procedimento così concluso i cittadini sanno poco o nulla.
L’AIA prende atto e specifica che l’impianto non è regolato da un Sistema di Gestione Ambientale e che quindi le attività di vigilanza e controllo di rispetto dei limiti di emissione e delle altre prescrizioni competono all’ARPA Lazio. Ma se l’ARPA Lazio non ha avuto il tempo di formulare un parere nei dieci mesi dell’iter burocratico, è possibile pensare che sarà in grado di effettuare i controlli necessari per una corretta gestione?
Tornando al Comune di Colleferro, le prescrizioni formulate sembrano inconsistenti, in quanto vengono richieste: non meglio specificate e quindi forse fantomatiche misure supplementari più rigorose al fine di assicurare il rispetto delle norme di qualità ambientale; la trasmissione da parte della Secosvim a cadenza da concordare dei dati relativi alle emissioni in atmosfera (è il minimo che si poteva richiedere…); un “certificato verde”, rappresentato dal fatto che la Secosvim dovrà concordare con l’Amministrazione comunale l’ubicazione di un’area di almeno un ettaro da sottoporre ad interventi di compensazione ambientale (superficie boscata).
Fin troppo facile ironizzare sul brillante operato della nostra Amministrazione, che andrebbe sicuramente sostenuta con una nuova campagna: Trova l’ettaro e se ci riesci piantala! Se la ricerca dovesse dare esiti negativi, si potrebbe mutuare la superficie boscata con aree verdi sui giardini delle terrazze delle nuove edificazioni spesso autorizzate - ci sembra – con una certa consuetudine dall’amministrazione comunale. Si potrebbe dunque promuovere anche la campagna Un albero in casa.
Certo, ironizzare sulla nostra amministrazione comunale è ormai come sparare sulla Croce Rossa.  
Ma non va dimenticato che la responsabilità principale del rapidissimo iter autorizzativo della centrale a turbogas ricade sulla Provincia di Roma. Il regalo di un impianto approvato a tempo di record prima della fine del 2009.
Perché tutta questa fretta? Lo intuiamo, ma ci riserviamo di spiegarlo in un prossimo comunicato stampa. E’ stato già lungo descrivere i passaggi salienti dell’iter autorizzativo. 

La "squola di Gelmini & Tremonti




giovedì 16 settembre 2010

Manifestazione per la tutela dei precari della Scuola

Per L'Assoc. 20 Ottobre  : Oreste Della Posta



L'Associazione Politico Culturale 20 OTTOBRE sarà presente alla manifestazione indetta  per  la tutela dei precari che si terrà il giorno 20 Settembre 2010 alle ore 15 presso l'Amministrazione Provinciale di Frosinone.
I tagli, che il Ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini, ha fatto, hanno colpito anche la nostra provincia,infatti risultano nella scuola una perdita di 247 di personale ata(bidelli) e 420 insegnanti. Quindi per un totale di 667  posti di lavoro mancanti.
E non passa giorno che non si legge sui giornali di una perdita di posti di lavoro nel settore all'assistenza agli anziani,all'assistenza alle persone disabili per i tagli gli alla spesa effettuati dal Governo e di conseguenza dalla Regione lazio.
Tutto questo con aumento della disoccupazione a scapito di una peggiore qualità della vita.
Questo è gravato dal fatto che tutti gli indicatori economici, nella nostra Provincia stanno peggiorando, quindi si andrà avanti verso  un autunno che prevede ulteriori perdite di posti di lavoro nel settore manifatturiero.
Per tanto l'Associazione 20 OTTOBRE fà appello alle forze sane della nostra società, volontariato,chiesa cattolica e ai partiti, di aderire a tale iniziativa perchè difende i precari,affinchè si superi tale situazione.

Processo Damasco 2 “La Regione Lazio si costituisca parte civile”

da  Ufficio Stampa Fds Regione Lazio
Valeria Russo.


“Dando seguito ad una sollecitazione del Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno, abbiamo presentato oggi al Consiglio regionale una mozione per impegnare la Giunta a costituirsi parte civile davanti al Tribunale di Latina nel processo “Damasco2” contro il clan Tripodo”.  È quanto affermano Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, capogruppo e consigliere regionale della Federazione della Sinistra.

“Vorremmo sperare – continuano - che la presidente Polverini, differentemente da quanto ha fatto con la Agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata, da lei bloccata da mesi, proceda subito a costituirsi parte civile senza farsi bloccare dal fatto che membri della maggioranza che la sostiene vi sono implicati”.

“Rassicuriamo invece Storace – proseguono i consiglieri - che ha tuonato ieri contro la nostra proposta di istituzione di una commissione regionale antimafia: non abbiamo scoperto oggi la mafia e non vogliamo trasformare i consiglieri regionali in carabinieri, ma far assumere alla Regione le sue responsabilità nella lotta al crimine organizzato”.

“Non da oggi, e non da soli, abbiamo denunciato che le mafie sono stabilmente radicate nel Lazio. Lui invece, che ha governato cinque anni, non se ne era mai accorto. Per questo ribadiamo la nostra proposta di istituire una commissione che proceda alla revisione della legislazione regionale nella direzione della lotta alle mafie, a partire, ad esempio, dalle normative sugli appalti”.