Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 3 dicembre 2010

La Deco (Scala) di Castrocielo cesserà l'attività

di Pietro Ferone



“Quanto sta accadendo allo stabilimento Deco (Scala) di Castrocielo è veramente drammatico. Esprimo tutta la mia solidarietà e quella del partito che rappresento a tutti i lavoratori dello stabilimento”.
A parlare è Pietro Ferone, segretario cittadino del PdCI di Aquino in merito alle vicende che vedono protagonisti i vertici Deco e vittime inerti delle decisioni di 41 lavoratori dello stabilimento.
“La notizia di questi giorni è drammatica: non si può così abbandonare un sito e lasciare senza un lavoro ed una prospettiva i lavoratori”. I vertici Deco infatti hanno deciso, in questi giorni che si è avviata da martedì 1c dicembre  le procedure di mobilità e entro il 31 dicembre lo stabilimento cesserà l’attività.
“E’  assurdo pensare che possano accadere tali episodi. Tra quei lavoratori ci sono persone che con la mobilità non mature annoi il diritto alla pensione e per loro sarà drammatico trovare un altro lavoro. Questo – dice Ferone – è l’ennesimo episodio di stabilimenti che abbandonano la nostra provincia e la nostra Regione lasciando senza lavoro i dipendenti , ed è segno evidente che la Provincia di Frosinone ed il Lazio stanno attraversando una crisi senza precedenti. Ed in tutto questo Iannarilli e Polverini nulla stanno facendo per rendere attrarre investimenti e valorizzare le risorse locali. Provincia e Regione sono completamente assenti e insensibili alle esigenze dei lavoratori.. faccio appello a tutti le forze politiche, ai sindacati perché si apra presto un confronto serio per mettere in atto politiche condivise da tutti per la valorizzazione del nostro territorio e perché episodi come quelli della Deco non si verifichino più.”

“E poi dicono che la mafia nel Lazio non c’è…”

da Valeria Russo Ufficio Stampa Fds Regione Lazio.



Incontro pubblico
organizzato dal Gruppo consiliare della Federazione della Sinistra Lazio


“E poi dicono che la mafia nel Lazio non c’è…”
61 cosche insediate
2ª regione per ecomafie
2ª regione per reati di usura
4ª regione per beni confiscati
4ª regione per reati di estorsione



Sabato 4 dicembre, ore 9.30/14.00
Regione Lazio, sala Tirreno
Via Rosa Raimondi Garibaldi 7, Roma



Ore 9.30
Anteprima del documentario “La Quinta Mafia”
di Antimo Lello Turri, prodotto da Libera-Lazio
Presentazione di Fabio Alberti (FdS Regione Lazio)

Ore 10/12
Per non far finta di non vedere
Introduce Fabio Nobile, consigliere FdS Regione Lazio
Elvio Di Cesare, Associazione Antonino Caponnetto Lazio
L’insediamento delle cosche nel Lazio e le responsabilità della politica e delle istituzioni
Lorenzo Mazzoli, Segr. Gen. Funzione Pubblica Cgil Lazio
La sanità a rischio
Mario Catania, Osservatorio Peppino Impastato Frosinone
Mafia in salsa ciociara
Simona Ricotti, Associazione Caponnetto Civitavecchia
Fronte del porto
Dario Gargiulo, Prc Latina-Minturno
Le mani sui rifiuti
Marco Omizzolo, Coord. Legambiente prov. Latina-Sabaudia
Il Litorale nel mirino
Serena Tarabini, Action Roma
Criminalità e rendita immobiliare

Ore 12/14
Per una legislazione regionale antimafia
Tavola rotonda coordinata da Anna Scalfati, giornalista Tg3
Intervengono
Antonio Turri, responsabile Libera Lazio, Marco Carletti, segr. Fillea-Cgil Roma e Lazio, Bianca La Rocca, SOS Impresa, Cosimo Bianchini, segretario generale SILP Lazio, Luisa Laurelli, già presidente della Commissione Sicurezza Regione Lazio, Enrico Fontana, Equorete, Giovanni Russo Spena, già membro della Commissione Parlamentare antimafia
Conclude
Ivano Peduzzi, capogruppo FdS Regione Lazio

Alla conclusione del convegno sarà offerto un buffet con i prodotti di Libera Terra coltivati sulle terre sequestrate alla criminalità


giovedì 2 dicembre 2010

Bergamo dice no al Coprifuoco

di Carla Ferlito 


Fra le tante manifestazione in giro per il Paese abbiamo dimenticato quella svoltasi a Bergamo il 25 novembre  scorso. Il comune di destra della città orobica ha comandato il coprifuoco in una delle vie più  multietniche di Bergamo, Via Quarenghi . L'ordinanza prevede la  chiusura di Bar e ristoranti  entro le ore 20,00 e li divieto assoluto per questi esercizi di vendere alcolici dalle ore 16,00. Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista  Ezio Locatelli, rappresentante dell'unica forza politica scesa in piazza insieme a centinaia e centinaia di giovani, si è detto   preoccupato per questa ordinanza poiché ”quanto più si riducono gli spazi di vita e di socialità, servizi di pubblica utilità quanto più si contribuisce a diffondere fenomeni di disgregazione sociale ed insicurezza. Che è esattamente quello che sta facendo l’amministrazione di destra in Via Quarenghi così come in altri quartieri per scopi meramente propagandistici ed elettorali". Ringraziamo la compagna Carla Ferlito che ci ha inviato sul nostro canale Youtube il video che segue


La redazione.



1 dicembre 1951. Una tragedia cittadina

di Angelino Loffredi



Era un pomeriggio di sabato, umido e triste. Il sole era  gia scomparso dal cielo e velocemente scendeva la sera quando cinque  ragazzi, insieme ad altri, escono dalla scuola: una misera stanza, fredda ed umida, di proprietà Cristofanilli, situata lungo via morolense, proprio davanti l’attuale ingresso alla strada Asi,.
Si dirigono felici verso casa assaporando già il giorno della festa domenicale: un giorno per loro senza scuola, da scorazzare liberamente fra i prati.
Le loro abitazioni si trovano nell’estrema periferia di Ceccano, a ridosso del comune di Patrica. Il tratto da percorre è di circa un chilometro. Lungo la strada si mostrano allegri, indecisi se accelerare il passo o fermarsi a giocare per  recuperare un po’ di vivacità compressa in quelle lunghe ore di lezione sacrificati in una pluriclasse e sempre sotto la minaccia dell’arrivo di qualche imprevista bacchettata.
Mentre i ragazzi sono già in marcia, dalla casa colonica di uno di questi scolari, Nicolina Maura, madre di Giuseppe Ciotoli, sta uscendo per andare incontro al gruppo con un concone sulla testa ed il  figlio piccolo, Antonio in braccio. Compito che svolge abitualmente in concomitanza con l’uscita dalla scuola del figlio.
Di solito la madre si riunisce al figlio ed agli altri ragazzi proprio quando il concone si è riempito d’acqua della fontana della Botte, situata nelle vicinanze. Tutti insieme poi sereni e tranquilli possono  fare il tratto di strada che li separa da casa.

Quel giorno Nicolina mentre si sta avvicinando alla fontana ha la sensazione di sentire in lontananza le voci gioiose dei ragazzi che stanno arrivando. E’ solo un attimo, una rapida percezione perché subito si vede un lampo in cielo accompagnato da un grande scoppio. La tragedia si consuma in località chiamata Vigna Leone. In un batter d’occhio i cinque bambini: Francesca Cristofanilli di undici anni, Domenico Mastrogiacomo di otto anni, Giuseppe Ciotoli di dieci anni, i fratelli Vincenzo e Giuseppe Di Pofi, rispettivamente di dieci e di dodici anni, rimangono per terra, su pochi metri quadrati, senza vita.
Sono le 16,30.
Cosa è successo ? “ La Stampa Sera “ scrive dello scoppio di un ordigno di guerra mentre il giornale  “ L’Unità “ ipotizza lo scoppio di una mina anticarro. Salvatore di Pofi, fratello dei due innocenti deceduti e che all’epoca aveva sedici anni, è convinto invece che si sia trattato dello scoppio di una granata ad elica, arma diffusamente presente nei  terreni circostanti. Anzi prospetta un’ipotesi ancora più inquietante e di cui solo successivamente è venuto a conoscenza:  i ragazzi anche nei giorni precedenti avrebbero  visto e toccato l’ordigno.
Nessuno saprà raccontarci la verità in modo circostanziato. Di certo rimane solo un cratere sulla strada, profondo trenta centimetri e cinque corpicini inermi e senza vita.
Tutti gli abitanti del luogo escono dalle case. Hanno immediatamente capito cosa è avvenuto e pur non essendoci la luce elettrica, aiutati dai lumi e da altre luminarie si impegnano a raccogliere ed a sistemare i corpi. Una contrada intera si adopera per questo triste lavoro.
Ad un certo momento arriva un camion. I corpi vengono caricati e portati nella Cappella del Cimitero. Solo il giorno successivo i resti mortali verranno messi a disposizione delle famiglie ma non verranno  portati a casa.

La città di Ceccano è in lutto, attonita e annichilita da una tragedia così grande ed inaspettata. Il giorno del funerale migliaia di persone e tutte le scolaresche cittadine si accalcano lungo il percorso che dalla Chiesa di San Giovanni porta al Cimitero.
Vicinissimi nelle abitazioni, uniti nella vita, nei giochi, nello studio e nella morte, insieme anche nella sepoltura; le famiglie inconsolabili infatti li hanno voluti anche nel sito funebre uno a fianco all’altro. Il Comune, attraverso il Commissario Prefettizio dell’epoca, ha messo a disposizione di tutti gratuitamente  l’area cimiteriale.
Ancora oggi chi va a visitarli  non deve disperdersi in un lungo percorso  per depositare qualche fiore e ravvivare qualche ricordo.
Sulla lapide di uno di questi bambini una mano pietosa ha scritto alcune semplici considerazioni:
                                    Correvo mamma a te pure quel giorno
                                    del primo libro mio felice e fiero
                                    no più non aspettare il mio ritorno
                                    m’avvolse morte col suo manto nero
                                    dal duro cuor degli uomini chiamata
                                    dei bambini sulla via s’era fermata
                                    Mamma per l’innocente sangue mio
                                    oh  dia pace e perdono al mondo iddio



La tragedia raccontata avveniva il 1° dicembre del 1951. Circa sessanta anni fa. Un tempo che può essere ritenuto lontano e nello stesso tempo vicinissimo per  la  violenza, le profonde  lacerazioni che attraversano l’umanità; per l’ eccezionale  forza  ancora messa in azione dalla cultura della morte, attraverso la quale, proprio in questi giorni,  qualcuno  vorrebbe indicare i fabbricanti di armi impunibili se truffano o corrompono e addirittura  imporli  come  benefattori dell’umanità o salvatori della Patria.

10 100 1000 BACI CONTRO L'OMOFOBIA. FLASH MOB L'8 DICEMBRE A ROMA E MILANO.

di  Ilaria Capogrossi-  Raffa Kinney- Stefano Bersani-


Il continuo dilagare dell'omofobia in Italia ci ha spinto a scendere in piazza e metterci veramente la faccia. E' cosi che, prendendo spunto dall'aperta Barcellona, abbiamo deciso di organizzare un flash mob a Roma e Milano per mercoledi 8 dicembre. L'evento è nato su facebook ed è stato ideato dalla pagina"I'm Gay Any Problems? (vinciamo L' Omofobia)".
Un bacio collettivo per cercare di frenare questa omofobia che attanaglia l'Italia ogni giorno di più. La comunità LGBT continua ad essere preda dei duri attacchi di una chiesa "chiusa" e di un governo, che invece di tutelarci ci deride. Stanchi di essere trattati come persone malate, etichettati come diversi e paradossalmente come delinquenti, stanchi di questo razzismo facciamo appello all'Italia antiomofoba e democratica, affinché l'8 dicembre scenda in Piazza con noi. Etero gay, single fidanzati, tutti uniti nella lotta contro l'omofobia, per far vedere alla gente che un'altra Italia senza omofobia è possibile. 
L'appuntamento è per Mercoledi 8 Dicembre a Roma in Piazza di Spagna a Milano in Piazza Duomo, il bacio collettivo partirà intorno alle 17:00, per info comunque potete contattarci su facebook!
Omofobi??? Un bacio vi seppellirà!



 http://www.facebook.com/pages/Im-Gay-Any-Problems-vinciamo-L-Omofobia/143609482329888



Le dieci proposte per l'ecologia al governo

di Giulio Marcon  da www.sbilanciamoci.info



Dalle energie rinnovabili alla mobilità sostenibile, dalla lotta ai cambiamenti climatici alla fiscalità ambientale, dall'altra economia al disarmo i leader del centro sinistra sono chiamati da Sbilanciamoci! a pronunciarsi sui concreti impegni che intendono prendere per portare “l'ecologia al governo”. Forum a Roma il 10 dicembre
1. Combattere i cambiamenti climatici. Chiediamo di applicare il Protocollo di Kyoto recuperando i ritardi accumulati dell’Italia attraverso l'attivazione immediata del fondo preposto con una predisposizione di almeno 200 milioni di euro. E' necessario ridurre le emissioni di gas serra nel loro insieme dell’ 80% entro il 2050 rispetto al 1990. Proponiamo di incentivare (come previsto dal Patto dei Sindaci) la pianificazione di comunità locali ad emissioni zero, come contributo al raggiungimento dell'obiettivo dell’Unione europea di energia prodotta al 100% da fonti rinnovabili al 2050. Va promosso un piano nazionale per la raccolta differenziata, che consenta di avvicinarsi all’obiettivo tendenziale “rifiuti-zero”.
2. Promuovere la mobilità sostenibile. E' necessario rifinanziare la legge 211/92 per il trasporto rapido di massa per ampliare la realizzazione di reti tramviarie e metropolitane e destinare risorse per nuovi veicoli elettrici, a metano, ibridi. Va ripristinato e rifinanziato ilFondo triennale per la mobilità sostenibile istituto con la Legge Finanziaria 2007 al fine di creare servizi innovativi di mobilità. Proponiamo la produzione di 1000 treni per migliorare il trasporto pendolare, assicurando certezza delle risorse per i servizi di trasporto ferroviario regionale. Chiediamo l'impegno a introdurre una tassa sul traffico pesante su gomma. Infine anche in ambito urbano vanno promossi sistemi distributivi efficienti e con veicoli elettrici ed a metano, per “risparmiare traffico”.
3. Energie pulite. Chiediamo un impegno perchè venga adottato un Piano nazionale per l'efficienza energetica. Si propone di abbattere l'IVA per l'installazione del solare termico e di consentire la totale detrazione dalla dichiarazione dei redditi delle spese effettuate per l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Chiediamo un investimento di 500 milioni di euro per 100mila nuovi impianti. Un investimento del genere potrebbe avviare 50 nuove imprese e creare almeno 3000 nuovi posti di lavoro. Occorre fissare adeguati incentivi per lo sviluppo dell'eolico, ma è necessario nel contempo fissare regole efficaci e trasparenti per il rispetto del paesaggio. Siamo contro il nucleare: i fondi già stanziati vengano destinati ad interventi di efficienza energetica e sostegno allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
4. Opere verdi invece di grandi opere. Siamo contrari a qualsiasi nuovo condono.Vogliamo una pianificazione urbanistica/territoriale orientata a risparmiare suolo, a migliorare i servizi nelle città: piani regolatori ad espansione zero. Obiettivo fondamentale deve essere anche la messa in sicurezza di oltre 10mila scuole pubbliche italiane che non rispettano la legge 626 e le altre normative sulla sicurezza. Siamo contro il Ponte sullo Stretto e le grandi opere. Vanno abbandonati progetti che non risolvono i problemi di mobilità del paese, che sprecano ambiente, territorio e risorse economiche. Nel campo dei lavori pubblici vanno eliminati gli attuali abusi per gli appalti “in deroga” a trattativa privata, che evitano concorrenza e trasparenza. Ribadiamo la nostra opposizione alla privatizzazione dei servizi pubblici legati alla gestione della distribuzione dell'acqua. Ribadiamo il nostro no al consumo di suolo e l'impegno a favore del riassetto idrogeologico. E' necessario un impegno chiaro a modificare la normativa sul finanziamento dei comuni per impedire che questo avvenga per lo più attraverso oneri di urbanizzazione.Dopo anni di taglia ai finanziamenti ai parchi e alle aree protette chiediamo per i parchi unostanziamento di almeno 100 milioni di euro per i parchi per il 2011.
5. Fiscalità ambientale e spesa pubblica. Contro l’evasione fiscale proponiamo di ripristinare i provvedimenti della scorsa legislatura cancellati da Tremonti. Proponiamo inoltre l'introduzione di una tassa patrimoniale del 5 per 1000 per i patrimoni sopra i 3 milioni di euro, l'innalzamento della tassazione delle rendite al 23% Si propone la reintroduzione della carbon tax e la la tassazione dei veicoli in base all'emissione di CO2. Sosteniamo lacampagna 0,05% per la tassazione delle transazioni speculative. Proponiamo che sia incentivata -oltre la scelta volontaria- la pratica nella Pubblica Amministrazione di acquisti di beni e servizi socialmente ed ecologicamente responsabili, fino al 100% delle forniture. Proponiamo di favorire il passaggio della Pubblica Amministrazione per l'utilizzo dei software da un sistema di licenze all'open source, scelta che permetterebbe non solo un notevole di risparmio di risorse (2mld di euro l'anno).
6. Politica industriale e finanziaria. Abbiamo bisogno di indicatori di benessere e di sostenibilità ambientale (come l'impronta ecologica e il cruscotto della sostenibilità) che siano chiaramente definiti e utilizzati nei principali strumenti economici e finanziari. Chiediamo che gli investimenti in ricerca ed innovazione – come per la scuola e l'università- raggiungano per lo meno la media europea. Proponiamo la creazione -attraverso un finanziamento di 65 milioni di euro- di 50 distretti di economia verde e un fondo nazionale di 500 milioni di euro a favore di imprese che intraprendano la riconversione ecologica delle loro attività industriali. Proponiamo che la Cassa Depositi e Prestiti possa diventare uno strumento finanziario pubblico per il sostegno della riconversione ecologica dell'economia: una sorta di banca pubblica di investimenti per la green economy. Si impone anche una riconversione del sistema produttivo dell’automobile. Serve un Piano industriale promosso del Governo che coniughi le esigenze di mobilità e servizi con il sistema di produzione ed innovazione dei veicoli. Proponiamo anche una serie di interventi riguardo agli animali e alla loro tutela: vincolare almeno il 33% dei fondi alla ricerca per i metodi alternativi e approvare incentivi per nuovi posti di lavoro: nella medicina veterinaria e nelle scienze naturali e biologiche, per gli etologi, i dog sitter, gli educatori cinofili. Proponiamo una legge nazionale di sostegno all'altra economia con uno stanziamento di 120 milioni di euro che sia finalizzato alla creazione di 80 distretti di economia solidale.
7. Legalità ambientale e democratica. E' necessario rilanciare la lotta per la legalità dando maggiori risorse alle forze di sicurezza, difendendo l'indipendenza della magistratura,aggravando la punibilità dei reati contro la pubblica amministrazione, prevedendo divieti di legge più stringenti per impedire ai condannati in via definitiva di avere cariche pubbliche e politiche. Va rilanciata la lotta contro le ecomafie trasponendo nel nostro codice penale la direttiva dell'Unione Europea che introduce i delitti contro l'ambiente e inserendo i delitti ambientali commessi nell'ambito delle attività imprenditoriali tra quelli previsti dal dlgs 231/2001 che prevede sanzioni alle aziende. Proponiamo un piano pluriennale di abbattimento degli ecomostri, almeno 50 all’anno, con la contestuale riqualificazione dell’area. Proponiamo di raddoppiare le pene previste per il traffico illegale di animali, ogni tipo di zoo mafia e bracconaggio. Proponiamo il divieto d’ingresso ai cacciatori nei fondi privati.

8. Un mondo in pace: con i popoli e la natura. Bisogna rispettare gli impegni presi a livello internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio: serve una road map che permetta in cinque anni di raggiungere la destinazione dello 0,7% del PIL all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Chiediamo il ritiro delle truppe italiane dalla missione (di guerra) in Afghanistan, che farebbero risaprmiare 750 milioni al nostro paese più utilmente destinabili alla cooperazione allo sviluppo e alle autentiche missioni di pace. Chiediamo uno stanziamento immediato di 200 milioni di euro per evitare la morte del Servizio civile nazionale. Inoltre risorse dovrebbero essere stanziate, anche per istituire un primo contingente di Corpi civili di pace nelle aree di conflitto. Chiediamo la riduzione delle spese militari di almeno il 20% (oltre 4 miliardi di euro) da destinare agli interventi contro la crisi. Chiediamo la cancellazione del lo stanziamento per la costruzione del cacciambombardiere JSF (13,5 miliardi nei prossimi 16 anni).
9. Diritti. Chiediamo una legge organica per il diritto d'asilo, fermando altresì i i respingimenti e le deportazioni collettive, da tempo denunciati dall’Alto Commissario delle nazioni unite per i rifugiati e dalla Commissione Europea. E’ necessario abrogare la legge Bossi/Fini ed il “pacchetto di sicurezza” introdotto da Maroni. E' necessario riconoscere ildiritto di voto per i cittadini stranieri che risiedono da cinque anni in Italia. Contro l’omofobia e la transfobia bisogna estendere la legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Chiediamo la revoca del DDL “Lavoro” 1667-B che peggiora le protezioni giuridiche dei lavoratori (che in caso di controversie dovranno avvalersi dell'arbitrato invece che del giudice) dai datori di lavoro. Per i diritti degli animali chiediamo di attivare programmi per la conoscenza e il rispetto degli animali, previsti dalla Legge 189 del 2004 e mai attuati, realizzare campagne d’informazione e intervento per la prevenzione del randagismo, dismissione dell’uso degli animali negli spettacoli e incentivazione degli spettacoli umani.
10. Politiche agricole. Dopo decenni di dominazione delle imprese transnazionali e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sulle scelte di politica agricola ed alimentare, è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsi della propria politica agricola ed alimentare: è l’ora della sovranità alimentare. La nuova Politica Alimentare e Agricola Comune deve considerare il cibo come un diritto umano universale e non come una merce. La PAC non deve danneggiare i sistemi agricoli ed alimentari dei paesi terzi. Deve dare priorità al mantenimento di un’agricoltura che coinvolga un alto numero di contadini su tutto il territorio europeo, nel soddisfacimento della duplice funzione di produzione di cibo e di salvaguardia dell’ambiente rurale. Deve rispettare l’ambiente, proteggere le risorse del suolo e dell’acqua, la biodiversità, il benessere animale. Deve garantire che l’agricoltura e la produzione animale restino liberi da OGM, incoraggiare l’uso delle sementi contadine e promuovere la diversità delle specie domestiche che costituiscono il patrimonio culturale locale.
* Giulio Marcon è portavoce della campagna Sbilanciamoci!. Il Forum "L'ecologia al governo" si svolgerà 
il 10 dicembre dalle ore 9.30, alla Sala Conferenze di Piazza Montecitorio 123/a, a Roma.
Saranno presenti: Daniel Cohn Bendit, Presidente del Gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo; Monica Frassoni, Presidente del Partito Verde Europeo; Pierluigi Bersani, Segretario del PD; Nichi Vendola, Portavoce nazionale di SEL; Antonio Di Pietro, Presidente dell'Italia dei Valori; Francesco Rutelli, Presidente dell'API; Angelo Bonelli, Presidente della Federazione dei Verdi; Paolo Ferrero, Segretario del PRC; Mario Staderini, Segretario del Partito Radicale, Roberto Della Seta, Esecutivo Ecologisti Democratici.
A confrontarsi con i leader del centro-sinistra i leader delle principali organizzazioni ambientaliste italiane: Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente; Stefano Leoni, Presidente del WWF-Italia; Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace-Italia; Andrea Ferrante, Presidente dell'AIAB; Gianluca Felicetti, Direttore della Lav. Interverranno inoltre: Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci!; Antonio Tricarico, Presidente della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale; Vincenzo Scudiere, segretario confederale della CGIL.
Il programma completo si puo' scaricare qui

Per registrarsi al Forum: www.sbilanciamoci.org/

Mobilitazione Nazionale per l'acqua Pubblica

dai Movimenti per l'acqua pubblica






ROMA, 4 DICEMBRE
DALLE ORE 11 ALLE ORE 18
PIAZZA SS.APOSTOLI


I
l 4 dicembre 2010 in tutta Italia i movimenti per l'acqua pubblica torneranno in piazza. Iniziative in tutte le regioni daranno vita a nodi pulsanti di una rete che, da nord a sud, difende dalla privatizzazione un bene primario come l'acqua in connessione con i movimenti che saranno a Cancùn per discutere di cambiamenti climatici.

A Roma saremo in piazza l'intera giornata a Piazza SS.Apostoli dove arriveranno tutti i comitati territoriali della regione Lazio per chiedere una moratoria sulle scadenze del decreto Ronchi, il blocco dei processi di privatizzazione in corso ed il diritto al voto referendario entro il 2011.

Invitiamo tutti e tutte ad unirsi a noi in questa giornata di mobilitazione, di divertimento e di lotta, presso lo stand del Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica Frosinone come da programma riportato di seguito.
 
L'acqua è un diritto. La privatizzazione ce lo toglie. Fermiamoli.
Dalle 11 alle 18::: Banchetti informativi, artisti di strada, interventi delle vertenze regionali

Ore 12::: Eco-baleno: frammenti di spettacolo sull'acqua per bambini

Ore 13::: Pranzo sociale a cura della trattoria del CSA La Torre

Ore 15::: Murga con Patas Arriba e la Murga de los Adiquines

Ore 16:::"La memoria dell'acqua" reading a cura di Controchiave

Ore 17::: "Acqua all'arsenico" di e con Ulderico Pesce

Ore 17.30::: Collegamento da Cancun

Ore 18::: Proiezione del video "L'acqua" dei Radici nel Cemento