Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 27 ottobre 2011

Se questa è mensa

   Al Sindaco
    All’Assessore della Pubblica Istruzione
    Al Responsabile della “Serenissima Ristorazione”
    Alla Dott.ssa Menichetti
    Al Dirigente Scolastico IV Circolo

SERVIZIO MENSA PRESSO LA SCUOLA AI CAVONI (IV CIRCOLO)

In seguito alle continue lamentele dei genitori i cui bambini usufruiscono del servizio mensa e delle insegnanti stesse. E’ stato fatto un sondaggio su “il perché i bambini non mangiano” e “perché quelle volte che mangiano quando escono hanno fame”. E’ stato evidenziato  :
1)       Quantità dei pasti non sufficiente. La suddivisione di ogni piatto non è equa per tutti. Molto spesso quando ci sono i “minestroni” capita che è più brodaglia che carboidrati; oppure nel piatto “primavera” i pezzi di mozzarella sono pochissimi… Bisogna fare più attenzione nella suddivisione dei pasti e dare il dovuto ad ogni bimbo.  
2)        Qualità dei pasti. Ci sono alcune portate come la mozzarella, le verdure sembrano non fresche ed i bambini non li mangiano perché hanno un cattivo sapore. Le zucchine per esempio quando si apre la confezione emana un brutto odore e già questo spinge il bimbo a non assaggiarla
3)       La presentazione dei pasti. Le portate non sono ben presentate, nei piatti c’è troppo un misto di cose ed il bambino non è neanche stimolato a mangiare. Es. giovedì 20 ottobre è stato servito come secondo “l’insalata di pollo”, nel piatto c’erano tanti pomodori tagliati, qualche patate a fette (crude), una spruzzatina di carote e n. 3 pezzi tagliati di petto di pollo. Un piatto presentato in questo modo esorta il bambino a rimanere digiuno.
4)     Più condimento. Nelle portate sembra mancare olio, sale, quello che insaporisce il pasto.
5)    Piatto unico. La scelta del piatto unico non sembra una buona idea perché non li sazia. Se poi a un bimbo non piace quel tipo di menù rischia il digiuno.
6)       La scelta. C’è bisogno assolutamente della scelta perché se non piace la prima portata hanno la possibilità di sceglierne un’altra e quindi non digiunare.
7)       Varietà nel menù.
8)      Latte. E’ stato tolto il latte e sostituito con che cosa? Con l’acqua? Non mi sembra che l’acqua ha lo stesso valore nutritivo del latte. In questo caso ne avrebbero proprio bisogno così vanno a parare da qualche parte.
9)      Apertura delle confezioni. Chi deve aprire le confezioni? Molto spesso capita che i piatti non vengono aperti e quindi i bambini non possono mangiare.
1   0       Mancanza di proteine. Con il menù estivo le proteine si sono viste poco.

Con quello che paghiamo il servizio è veramente scarso. E i nostri bimbi tornano a casa affamati. Come possono queste creature affrontare la loro giornata di lavoro se non vengono neanche nutriti


Maria Cozzolino 
Scuola Cavoni ( IV Circolo )

Diamoci da fare perché vinca la Vita!

Alex Zanotelli
Napoli: Hasta la victoria, siempre!
26 ottobre 2011 

E’  un momento questo di gioia e di festa per Napoli perché è diventata la capitale italiana dell’acqua pubblica, la Parigi d’Italia. Infatti oggi 26 ottobre 2011, il Consiglio Comunale di Napoli , in seduta pubblica e solenne al Maschio Angioino, vota la ripubblicizzazione del servizio idrico, che sarà gestito da un Ente di Diritto Pubblico, “Acqua Bene Comune Napoli” in sostituzione dell’Arin Spa. Napoli diventa così la prima grande città italiana che decide di “obbedire”al Referendum sull’acqua (12-13 giugno 2011), ripubblicizzando la propria acqua e ripudiando la formula della Spa. E’  una grande lezione che questa città così bistrattata dona a tutto il
paese. Per questa vittoria siamo grati al nostro sindaco L.De Magistris e al prof. A. Lucarelli, assessore ai Beni Comuni, ma soprattutto dobbiamo dire grazie alla tenacia e alla grinta dei Comitati Campani per l’acqua pubblica. Sono loro i veri artefici di questa straordinaria vittoria: è la cittadinanza attiva di questa città e regione, che si è impegnata a fondo e per lunghi anni, per difendere la Madre, l’acqua, la madre di tutta la vita. Infatti è dal 2004, quando i 150 comuni di Napoli e Caserta avevano votato la privatizzazione dell’ acqua, che i comitati si sono battuti per ottenerne la ripubblicizzazione. Uno straordinario impegno dei comitati è riuscito, in meno di due anni, a rovesciare quella decisione. Il 31 gennaio 2006 i sindaci di Napoli e Caserta ne votarono la ripubblicizzazione. Fu però una vittoria di Pirro, perché non fu mai tradotta in atto amministrativo per la netta opposizione di Bassolino-Iervolino. Ma il movimento non si è mai arreso e, aiutato da notevoli figure come il prof. A. Lucarelli e l’avv. M. Montalto, è riuscito a contenere le forze privatizzatrici. La svolta è arrivata con l’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli (l’acqua
pubblica era uno degli obiettivi della sua campagna elettorale) e con la vittoria del Referendum sull’acqua . Infatti il primo atto da sindaco è stato quello di scegliere il prof. A. Lucarelli come Assessore ai Beni Comuni (il primo in Italia!) con delega sull’acqua. Ed è Lucarelli che ci ha
portato a questa grande vittoria. Dobbiamo celebrare, fare festa, sia per la vittoria del Referendum, sia per questa vittoria tutta napoletana. Invece incomprensioni, sospetti, intolleranze hanno preso il sopravvento nel movimento. Questo è grave perché siamo lo straordinario popolo dell’ acqua che ha vinto con il referendum, una vittoria che tutto il mondo ci invidia. Smettiamola di guardarci l’ombelico, rimbocchiamoci le maniche: il lavoro che ci attende è enorme. E lo faremo se sapremo stare uniti, lavorare insieme, fare rete. Quando inizieremo a premere su Milano, Torino, Genova, Roma  perché si ripeta il “miracolo” di Napoli? Tocca a noi, ai comitati locali, al Forum nazionale. E’ un compito immenso quello che ci attende:tradurre localmente il Referendum, in barba ai
partiti, in barba ai potentati economico-finanziari. Per continuare l’impegno sull’acqua, il FORUM nazionale dei comitati dell’ acqua ha indetto una manifestazione nazionale a Roma, il 26 novembre e in questa occasione, lancerà una campagna di “Obbedienza civile”: si invitano tutti i cittadini/e ad “obbedire” alle decisioni referendarie. Una di queste è che non si può guadagnare sull’acqua , per cui chiederemo a tutti i cittadini/e di autoridursi le bollette del 7%.Infatti quel 7% , dato per la remunerazione del capitale, è stato abolito dal Referendum. Il lavoro che ci attende è immenso ,e interesserà non solo l’Italia, ma anche l’Unione Europea.  Per questo, proprio sull’onda della grande vittoria napoletana, il 10-11 dicembre 2011 si terrà a Napoli il primo incontro della Rete Europea dei comitati per l’acqua pubblica. Questo per portare un milione di firme al Parlamento Europeo perché dichiari l’acqua un bene comune (A Bruxelles le multinazionali fanno una pressione enorme sul Parlamento perché dichiari l’acqua una merce). 
Ma il nostro deve essere un impegno mondiale. Dobbiamo prepararci ad andare a marzo a Marsiglia dove si terrà il Consiglio Mondiale dell’ acqua che è nelle mani della Banca mondiale e delle multinazionali dell’ acqua. Noi dobbiamo forzare l’ ONU a convocare il suo Consiglio Mondiale dell’Acqua per proclamare al mondo che l’acqua è un diritto fondamentale umano,è un bene
comune che deve essere gestito come “ patrimonio dell’umanità. Con i cambiamenti climatici in atto, con gli scioglimenti di ghiacciai e nevai, con sempre meno acqua potabile disponibile per una crescente popolazione , rischiamo di avere ,oltre ai 50 milioni di morti per fame, 100 milioni di morti per sete all ’anno. L’impegno per l’acqua è un impegno per la vita. Nel nostro pianeta ogni forma di vita può nascere e svilupparsi solo in presenza di acqua-ha scritto molto bene Roberto Lessio - che si tratti di un germoglio di un seme nella terra, dell’incubazione di un uovo,della
fecondazione e dello sviluppo di un embrione in utero. L’acqua è il punto di congiunzione tra il nulla, la vita e il Creato. 

Diamoci da fare perché vinca la Vita!



mercoledì 26 ottobre 2011

FROSINONE: RINVIO A GIUDIZIO PER IL DIRETTORE PROVINCIALE DELL’ARPA

Alessandra De Giorgi Dipartimento Comunicazione CODICI



CODICI E RETUVASA PARTE CIVILE NEL PROCEDIMENTO PENALE

Codici: sorprendente la mancata costituzione dell’ARPA

Si è tenuta oggi presso il Tribunale di Frosinone l’udienza preliminare del procedimento penale contro il Direttore provinciale dell’Arpa, Addimandi.
Codici e Rete per la tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) sono stati ammessi come parte civile. Nel corso dell’udienza è stato disposto il rinvio a giudizio del Direttore.
Addimandi avrebbe abusato del suo ufficio, modificando il valore dello Zinco nel corso di verifiche inerenti lo scarico di acque reflue dell’impianto della Eurozinco Spa. Avrebbe quindi alterato il “registro dei risultati” riportando al parametro “Zinco” il risultato di “0,49 mg/l” in luogo di quello effettivamente accertato di “1,490 mg/l”.
Il fatto è estremamente grave, superare il limite di 0,5 mg/l equivale a commettere un
reato punibile con l’arresto; inoltre il fatto che proprio chi sia deputato ai controlli arrivi a “falsificare le carte”, per lasciare impuniti gli inquinatori, venendo meno al suo ruolo pubblico di tutela dell’ambiente e della pubblica salute, lascia francamente sgomenti.
“Siamo soddisfatti perché la costituzione come parte civile rappresenta un primo passo per il raggiungimento di una giustizia ambientale che spesso nel nostro Paese è fortemente ostacolata e difficile da raggiungere – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici e Alberto Valleriani, Presidente di Retuvasa.
“Rimane tuttavia sorprendente l’assenza dell’Arpa e la sua mancata costituzione come parte civile – conclude Giacomelli – Chiederemo spiegazioni in merito”.

Frosinone, 26 ottobre 2011



 




 
 

Valsusa storie di ordinaria intimidazione

Simonetta Zandiri

Sembra surreale, ma non lo è. Succede davvero, in Valsusa. Storie di ordinaria intimidazione, trasformata in repressione. Lascio anonimo l'autore del racconto, ma è una storia vera e, purtroppo, è solo l'inizio.


"Capita un giorno, mentre rientri a casa dopo una settimana di lavoro, di imbatterti in 2/3 blindati della polizia di stato che stanno percorrendo la tua stessa strada andando verso Chiomonte. Solito orario, è il cambio turno. Situazione (non) "normale" dalle nostre parti negli ultimi mesi questo continuo via vai di mezzi blu, neri o grigio verdi che cambiano i turni "incontrandoti" con una precisione tale che neppure se ti dessi appuntamento saresti così preciso nell'incrociarti . Quello che non dovrebbe capitare in questa (non) "normalità" è che in una sera in cui la stanchezza della settimana lascia spazio ai pensieri verso il week end tanto atteso e guidi sereno verso casa ad un certo punto noti che i 3 mezzi alla tua sinistra in sorpasso appena vedono che sei un NO TAV con i tuoi adesivi orgogliosamente in mostra sulla tua auto che fanno?...rallentano, ti affiancano, ti guardano per un attimo e tirando giù il finestrino ti salutano mostrandoti un bel "dito medio in divisa blu" ...ma come??? ti chiedi stupefatto, indispettito e stralunato...queste cose accadono alle volte tra automobilisti indisciplinati! tra cafoni vorrei aggiungere in quel momento! un funzionario dello stato per lo più in servizio, non diresti mai che potrebbe commettere una bassezza del genere! Invece succede e rimani incredulo, senza parole, sono frazioni di secondo, ti rendi conto dell'offesa subita proprio da coloro dovrebbero difendere il tuo interesse e tutelare noi cittadini...e ti chiedi: ma con che arroganza fai questo?? e perchè? quindi un "va a quel paese" mentre prosegui per la tua strada ti sembra il minimo per ringraziare quel "caloroso" saluto. Punto, e accapo, pensi che la tensione forse è un po' alta da parte di tutti in questo periodo, passato lo stupore di quel gesto non ci pensi più e vai avanti nel tuo cammino quotidiano . Invece no, "qualcuno" che ha deciso di "investire" tempo e soldi (nostri) decide dopo quasi un mese dall'accaduto quando tu te ne sei completamente dimenticato, di ribaltare le carte del gioco....per fini politici forse? E così capita che un giorno ti suona il telefono e all'improvviso ti ritrovi catapultato in una realtà completamente diversa, che non conosci affatto, che non sai gestire da solo perchè non ti era mai capitato di ritrovarti all'interno di un ufficio della sezione investigativa della digos di Torino a sentirti dire che quel giorno tu hai oltragiato un pubblico ufficiale facendo lui un gesto offensivo! ti scrutano, ti chiedono, ti parlano mentre tentano di carpire chissà cosa perfino dai tuoi movimenti e ti dicono che quello che ha oltraggiato facendo il dito medio non è la persona in divisa che si sporgeva da quel finestrino, ma sei tu.!!!
Da oggi sono indagato per il reato di "oltragio a pubblico ufficiale" di cui l'art 341 bis del codice penale per un atto che HO RICEVUTO da chi in quel momento andava a rappresentare quello che mi sforzo ancora di voler chiamare lo stato italiano. Inizia un nuovo percorso della mia vita e della mia lotta che in un certo senso avevo anche pensato di dover mettere in conto ma non per una cosa così sciocca e priva di significato. Già...il significato...forse sciocco per me ma evidentemente non sciocco per chi ha deciso che ogni teatrino da montare può essere utile a cercare di metterci i bastoni tra le ruote.
Non dimentichiamoci mai che dobbiamo RESISTERE PER CONTINUARE AD ESISTERE!"

Racconto anonimo ma vero. Succede, purtroppo, in Valsusa.

martedì 25 ottobre 2011

Torniamo a dar fiato alla partecipazione

Giuseppina Bonaviri  Segretaria IdV città di Frosinone

Per dare vigore ed autorità al cambiamento nel nostro territorio come nella nazione è ora di invertire la marcia. l’Italia dei Valori, con le sue battaglie e proposte diviene luogo naturale dove definire un  nuovo modello di intervento ritenendo che il rinnovamento di un processo politico deve essere inclusivo. Tenere insieme istituzioni, esecutivi politici, tessuto sociale, movimenti, indignazione per evitare sommatorie scontate e reazioni devastanti. Non può esistere modernizzazione senza consapevolezza. Il primo tema diviene allora il confronto. Se teniamo a cuore la nostra città, il nostro paese sarà importante da subito attivare processi di sintesi entrando nel merito delle questioni ( urbanistica, ambiente, salute e sanità, welfare, lavoro, famiglie, legalità) e posizionando al centro la partecipazione e l’informazione trasparente, il merito anzicchè le clientele. Le amministrazioni più illuminate e lungimiranti, non da meno la nostra quale capoluogo di provincia, necessitano di scelte che non possono passare dalla semplice individuazione di un nome imposto o deciso a tavolino con giochini di prestigio o ancora da strane alleanze. Rovesciare questa logica  appare urgente partendo dal progetto, non dal candidato -che sarà scelto democraticamente- per produrre riflessioni sintoniche su una piattaforma programmatica dove enti, amministrazioni, palazzi comunali e logiche connesse non rimangano fortino per pochi ma sede di tutti, siti dove responsabilità ed autorevolezza facciano da guida maestra, in grado di dare immediate risposte ai diritti lesi di disoccupati, precari, stranieri, famiglie. Siti dunque dove contino le regole non l’appannaggio ed il tornaconto di coloro che “più portano più pigliano”. Contrapporsi insieme a queste logiche affinché i prossimi amministratori da noi scelti non abbiano a sentirsi soli e, dopo l’approvazione di una sventurata manovra nazionale, solo in qualità di referenti di una anagrafe o di una mappa predeterminata di strutturine debitorie ma tornino ad essere i veri depositari di un grande tesoro che, portato alla luce, va tutelato e protetto, amato in quanto ricchezza comune e storia di una intera comunità.

La Casa di cristallo

Giuseppina Bonaviri  Segretaria IdV città di Frosinone

C’è tanta voglia di partecipazione.
Ci sono interi settori sociali che vogliono contare non rimanendo patrimonio di una politica che non li rappresenta più in un momento in cui cambiamento, riforme, governabilità, stile di vita appaiono scelte fondamentali per il nostro tempo.
Ci sono nuove soggettività da affermare.
Ci sono tanti silenzi a cui dare finalmente voce: riconsegniamo la parola a chi vuole esserci irriducibilmente.
Serve una svolta radicale, basta con lo spirito di appannata conservazione (veti, privilegi, nominati, conflitti di interessi) basta con l’opulenza dei poteri padronali, con gli arrampicatori frustrati a caccia di candidature, i lacchè, con i bassi profili. La soluzione non può essere l’antipolitica. I partiti non resistano al richiamo che echeggia ovunque e tornino ad essere guida. Diritti civili, Costituzione, libertà di mercato, crescita, risanamento, questione morale, equità sono i cardini da cui ripartire.
Viene naturale fare un appello, accorato, in un momento-luogo in cui crisi economica, sociale, etica ci avviluppa e strangola.
Come figlia d’arte mi rivolgo agli intellettuali della nostra terra- come mio padre fu, poeta e narratore del mondo- che instancabilmente, coraggiosamente proseguono le loro battaglie di contaminazione culturale fuori da ghetti e monopoli.
Voglio rivolgermi poi ai tanti amici dei movimenti referendari che lottano quotidianamente nelle strade delle nostre città, alle associazioni pro-legalità, ai gruppi ambientalisti, ai giovani della rete e dei movimenti che sperano che qualcosa di nuovo avvenga, alle donne che con il loro coraggio e la loro determinazione rimangono baricentro e cerniera tra tradizione e nuovi saperi.
Occorre osare con ambizione ed equilibrio, con audace leggerezza.
Ognuno di noi può giocare un ruolo irripetibile nel rispetto e nella valorizzazione del pluralismo. Chiediamo -a chi ancora dei nostri amministratori sapesse ascoltare- una casa comune che, luogo aperto e flessibile di consultazione possa diventare circolazione di liberi saperi, stimolo per l’organizzazione del confronto e della consapevolezza, per la diffusione delle conoscenze, delle autonomie, delle competenze tutte rigorosamente da tutelare.
Una “casa di cristallo” per repertare sviluppo, sapere, benessere.
Con la nostra presenza, con smalto e dinamismo critico costruiamo, allora, quelle azioni necessarie a realizzare il nostro destino consapevoli che non può esiste libertà senza futuro.



Un ignobile articolo sul sito di Contropiano

Piero Bernocchi

Carissimi/e,

non pensavo più di usare questa lista. ma oggi è successa una cosa che a noi pare di una gravità inaudita e, almeno per quel che mi riguarda, senza precedenti. E' la risposta più brutale e ignobile a chi in questi giorni, a partire da Anna e da tanti/e altri di voi, si domandava se fosse ancora possibile ricostruire una qualche unità all'interno del Coordinamento 15 Ottobre. Nel sito di Contropiano, giornale della Rete dei Comunisti (è un segreto di Pulcinella che questa formazione costituisce da sempre il "braccio politico" della RdB, oggi parte costituente principale dell'Usb) - che nelle settimane scorse aveva continuamente pubblicato e diffuso resoconti delle nostre riunioni per il 15 che accusavano i promotori di S.Giovanni di essere al servizio del centrosinistra per depotenziare e riassorbire la protesta - è comparso questo ignobile scritto, una vera dichiarazione di guerra nei confronti miei, di Luca Casarini e delle rispettive "formazioni politiche".
In esso il sottoscritto e Casarini (e "le loro formazioni politiche") sono dichiarati "nemici di classe...personaggi e forze politiche simili a Noske e a quelli che hanno armato prima e poi protetto le mani degli assassini di Karl e Rosa (n.d.s. Liebknecht e Luxemburg) e che hanno fatto scempio degli spartachisti..che hanno dato un pieno appoggio alla guerra imperialista in Libia..e che lo hanno tradotto sul piano nazionale nel partito della delazione al servizio delle classi dominanti..e che vanno combattuti (n.d.s. manu militari?) in ogni contesto di classe come agenti attivi della borghesia imperialista". C'è poi la accusa, già fatta circolare ossessivamente in questi giorni, sui posti nel "sottobosco politico governativo" che ci sarebbero stati promessi dal centrosinistra, e che è stata il leit-motiv di coloro che, sulla base di questa folle tesi, per un mese hanno bollato la proposta di concludere a P.S.Giovanni come scelta di "collaborazione di classe" e di resa alla borghesia e al centrosinistra.
La pubblicazione del lurido scritto mi pare una testimonianza decisiva e inappellabile sul ruolo svolto da questa gente nell'ultimo mese e sull'insanabilità del conflitto scagliatoci contro in tale periodo. L'aggressione è personificata ma è diretta alle nostre "formazioni politiche". Per quel che mi riguarda neanche i gruppi armati degli anni'70 e '80, malgrado io non ci andassi leggero nei loro confronti, avevano mai scritto o fatto circolare cose di tale virulenza nei miei confronti, che ovviamente invitano alla aggressione fisica anche in forme pesanti, come meriterebbero "assassini alla Noske" o "nemici di classe" con le mani sporche di sangue delle Rose e Karl odierni. Mi pare ovvio che, come COBAS, noi ne trarremo le immediate conseguenze in ogni sede, troncando ogni rapporto con gente del genere e invitando alla massima vigilanza nei confronti di chi osa farci minacce di tale gravità. Ma mi pare altrettanto scontato che nessuno/a può sottovalutare la faccenda. Se gente che è stata nel Coordinamento pubblica materiale infame come questo, che di fatto invita a "combattere" (data la furia e le accuse, questo significa "con ogni mezzo") i Noske odierni, non può non sapere che sta facendo una dichiarazione di guerra nei nostri confronti, mio, di Casarini, dei Cobas, di Global Project, di Uniti per l'alternativa e, aggiungerei, di tutti coloro che si sono battuti per una gigantesco corteo di massa verso S.Giovanni, con accampate connesse. Domani scriveremo una risposta dettagliata in merito come COBAS e la diffonderemo tra voi e in ogni lista utile. Per il momento, spero che la vostra indignazione sia pari alla mia e alla nostra.
Un abbraccio, Piero