Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 25 settembre 2014

Movimento della Pantera - 1990

Un documentario a cura di Nando Simeone e Alessio Arignoli


Un video che ripercorre, a distanza di  anni, alcuni passaggi ed episodi del movimento della Pantera a Roma e Palermo, con documentazione originale e registrazioni di servizi dell'epoca. Non solo per non dimenticare, ma anche per sottolineare il valore profetico di una lotta che si è tentato in tutti i modi di rimuovere dall'immaginario collettivo.

  

Così, tanto per ricordare da dove sono iniziati gli attacchi alla istruzione pubblica
Luciano Granieri

mercoledì 24 settembre 2014

Elargizioni di II livello

Luciano Granieri

Tutte le nefandezze della legge Delrio sulla riorganizzazione delle Provincie si sono manifestate nella miserrima vicenda delle   candidature, per le elezioni di presidente e consiglio  della nostra  Provincia. Un triste campionario di lotte fratricide, di sordidi opportunismi, ha invaso  giornali,  social-media. Vecchi e nuovi attori del panorama  politico-affaristico locale si sono uniti in una indegna recita da fratelli coltelli  senza pudore e senza vergogna. Sono sicuro che gli stessi squallidi scenari si riprodurranno anche in altre realtà provinciali. Frosinone non sarà né la prima né l’ultima. 

Non oso pensare a cosa potrebbe accadere, qual’ora dovesse andare in porto la disgraziata riforma del Senato non elettivo! Un seggio senatoriale, lavacro di fedine penali, per coloro i quali (consiglieri regionali e sindaci) dovessero approdarvi, con la possibilità di incidere sull’elezione del Presidente della Repubblica, sarà oggetto del desiderio di molti. Altro che trattativa fra una poltrona di presidente e la guida di un ente intermedio!  Quello che è accaduto per la Provincia, in confronto a ciò che potrebbe succedere  nelle elezioni di II livello al Senato, rischia di diventare una innocua disputa fra indisciplinate e innocenti mammolette. 

Ma torniamo alle faccende locali. Ora che le squadre sono formate i candidati definiti, come si svolgerà la campagna elettorale? A parte la compagine “Acqua, Rifiuti, Sanità, Lavoro", che già nel nome ha insito una sorta di  programma, le altre variegate e deideologizzate  liste,   raccolte  da Scalia a sostegno di Antonio Pompeo, e quella dello schieramento antagonista, facente capo all’altra anima del Pd in  appoggio ad Enrico Pittiglio, non hanno reso noto alcun obbiettivo programmatico. Sulla carta, considerando gli schieramenti politici  di sindaci e amministratori chiamati al voto, la vittoria  del primo cittadini  di Ferentino Antonio Pompeo dovrebbe essere scontata. 

Ma non è  da escludere  che la campagna elettorale possa giocarsi su altri  e ben più intricati terreni. Cioè la capitalizzazione in  consenso  dell’immenso patrimonio, di beni e servizi pubblici,  nella disponibilità dell’ente provinciale. Un affare prolifico che fa gola a molte organizzazioni imprenditoriali pronte a mobilitare i propri sindaci di riferimento per strappare il vantaggioso appalto,  o la  ricca gestione di un determinato servizio. Non sono cosette da nulla. Si va dalla viabilità provinciale all’edilizia scolastica, all’erogazione dell’acqua. Toccherà al candidato presidente  confezionare l’offerta migliore in grado di  aggregare il consenso del maggior numero di consiglieri comunali e sindaci  a loro volta capaci  di strappare gli appalti migliori per i loro sponsor elettorali. Della serie “Se mi voti, mi fai votare e vinco, l’appalto sulla manutenzione della viabilità provinciale sarà nella disponibilità dei tuoi amici palazzinari  che  già sono padroni nella tua città e ti ringrazieranno ulteriormente  impegnandosi a farti diventare deputato” 

La conseguenza per noi "popolo monnezza", privati del diritto di voto, è  scontata: aumento di tariffe e abbattimento della qualità del servizio. Qualcuno potrà obbiettare certe trattative esistevano anche prima, quando cioè per il consiglio provinciale votavano i cittadini. E’ vero. Ma almeno con le vecchie regole  anche il "popolo monnezza" poteva rimediare  qualche osso spolpato da rosicchiare. Che so’ un buono di benzina, piuttosto che una bolletta pagata, o anche i semplici  50 euro comparsi magicamente sotto il piatto della cena elettorale. Oggi non più. C’è la crisi e anche le briciole servono per assicurarsi consensi ben più influenti. Ma non sarà che tutta stà moina delle elezioni di II livello (per la Provincia e per il Senato)  è stata architettata non per restringere l’ agibilità democratica, ma per risparmiare su buoni di benzina, bollette, e cene popolose elettorali ?
  




Lettera ai sindaci partecipanti al tavolo ambiente

Egr.Sig.ri Sindaci dei Comuni di
Acuto
Anagni
Bellegra
Cave
Genazzano
Paliano
Piglio
Olevano Romano
Rocca Santo Stefano Roiate
San Vito Romano
Segni
Serrone
Valmontone

Oggetto: comunicazione per la riunione del Tavolo Ambiente del 23 Settembre p.v. in Valmontone

Con la presente le Associazioni:
-Laboratorio Comune Alta Valle del Sacco;
-Comitato LIP Valle del Sacco;
-Osservatorio Peppino Impastato di Frosinone;
-Gruppo disoccupati di Ceccano;
-Famiglia Futura di Ceccano;
-Comitato Residenti Colleferro
in occasione della riunione in oggetto, comunicano quanto segue:
1 – Le intenzioni della Regione Lazio per la gestione dei rifiuti stanno emergendo con chiarezza e rischiano di provocare danni enormi ed irreparabili all’ambiente della Valle del Sacco, di aggravare lo stato di salute della popolazione, e di compromettere definitivamente il tessuto produttivo –in specie del settore agricolo- del nostro territorio.
In realtà, la “risorsa rifiuti” è tale solo sulla carta poiché il nodo è la gestione del ciclo dei rifiuti; in tal senso gli indirizzi della Regione Lazio, preoccupata esclusivamente di risolvere la “pretesa” emergenza della Capitale, penalizzano enormemente la Valle del Sacco dove saranno con tutta probabilità collocati i nuovi impianti di trattamento dei rifiuti tesi a soddisfare il fabbisogno di Roma.
Confermano quanto sopra il moltiplicarsi delle richieste di autorizzazione all’apertura di nuovi impianti di tutte le tipologie dal compostaggio al termovalorizzatore, la mancata attivazione del procedimento di VAS sul fabbisogno impiantistico (Del.Cons. Regionale 8/2013), che tarda da oltre un anno, e la recente normativa (art.14 comma 1 del DL 91/2014) che attribuisce al Presidente della Regione Lazio poteri straordinari ed enormi circa la gestione ed il trattamento dei RSU, con la quale potrà essere autorizzato l’esercizio dei predetti impianti, con amplissima deroga alle normative di salvaguardia dell’ambiente e con enorme discrezionalità da parte dell’amm.ne regionale.
Inoltre, contribuisce a delineare il preoccupante quadro la recentissima normativa (art. 35 del DL 133/2014) introdotta dal c.d. “sblocca Italia” conferisce poteri eccezionali al Governo in materia di trattamento dei rifiuti urbani, con ampia discrezionalità sugli impianti realizzare.
Ed ancora, le recenti modifiche introdotte alla LR 24/1998 attraverso il Piano Casa, che consentono la collocazione di impianti di trattamento dei rifiuti in zone sottoposte a vincolo paesistico, anche in deroga alle classificazioni di zona dei PTP e dei PTPR, e che rischiano di depauperare e danneggiare irreversibilmente una delle ultime risorse del nostro territorio: la produzione enogastronomica di eccellenza.
2 – Per fronteggiare tale situazione riteniamo sia necessaria una strutturata e costante collaborazione fra le associazioni, comitati ed organizzazioni dei cittadini da una parte, e le amministrazioni comunali dall’altra, collaborazione intesa non come mera consultazione ed audizione dei rappresentanti della società civile, ma come concreta partecipazione alle scelte e decisioni dei sindaci e degli enti locali, utilizzando tutte le sinergie possibili peraltro incoraggiate e favorite dalle normative esistenti in tema di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa dei Comuni.
In questo senso, si auspica e si insiste affinchè lo Statuto del Tavolo Ambiente, la cui redazione è stata preannunciata nell’ultimo incontro svolto ad Anagni nel Luglio scorso, tenga conto del ruolo delle associazioni dei cittadini come parte attiva del medesimo Tavolo, nella prospettiva innanzi indicata.
3 – Quale prima e concreta iniziativa, le associazioni intendono presentare e sottoporvi la proposta di delibera congiunta già elaborata ed articolata dal Laboratorio Comune Alta Valle del Sacco ed allegata alla presente, che i Sindaci possono proporre all’approvazione dei rispettivi Consigli Comunali e che costituirebbe azione di indirizzo politico-amministrativo con la quale esplicitare formalmente alla Regione Lazio la contrarietà dei rappresentati istituzionali del territorio e dei cittadini all’attività ed agli indirizzi nel settore dei rifiuti.
Le associazioni, inoltre, intendono richiedere formale audizione alla Commissione Ambiente del Consiglio Regionale e raccogliere la disponibilità dei Sindaci a partecipare congiuntamente alla detta audizione.
4 - Infine, si sottopongono al Tavolo dei Sindaci una serie di priorità che riteniamo debbono obbligatoriamente essere affrontate onde dimostrare –con atti e provvedimenti concreti- sia la reale efficacia del Tavolo che la determinazione e volontà di risolvere le questioni ambientali che affliggono il nostro territorio.
4.1 – L’art.205 Dlgs 152/2006 ed il Piano di Gestione dei Rifiuti del Lazio, hanno imposto a tutti i Comuni il raggiungimento della percentuale minima di Raccolta Differenziata dei rifiuti del 65% entro il 31.12.2012.
Il mancato raggiungimento di tale percentuale comporta, oltre che un grave danno ambientale, un pregiudizio economico per i cittadini ed un danno erariale alle casse degli enti locali direttamente addebitabile agli amministratori dei Comuni, come argomentato e sancito dalla recente sentenza della Corte dei Conti n.83 del 27 Maggio 2013.
Orbene, molti dei Comuni della Valle del Sacco non hanno raggiunto né la percentuale del 65% prevista al 31.12.2012, né i livelli intermedi cui alla Legge 296/2006, art.1 comma 1108, ovvero almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007, il 50% entro il 31 dicembre 2009 ed il 60% entro il 31 dicembre 2011.
Pertanto, invitiamo i Sindaci del Tavolo Ambiente a verificare i livelli di RD nei loro Comuni e ad attivarsi con urgenza affinché le percentuali raggiungano le quantità previste dalla normativa vigente.
Occorre sottolineare che la necessità di raggiungere le percentuali indicate si impone al fine di perseguire una corretta gestione del ciclo dei rifiuti che, attraverso la prevenzione, il riciclo e il riuso, conduca ad una sostanziale riduzione del rifiuto indifferenziato. Tale obiettivo appare tanto più necessario in virtù della situazione che da pochi giorni investe i Comuni che conferiscono nella discarica della Fagiolara: l’assenza di una corretta gestione e di una adeguata programmazione hanno determinato la chiusura del tritovagliatore e la necessità di trasportare i rifiuti prima presso il TMB di Aprilia e poi nuovamente presso la discarica di Colleferro, con conseguenti maggiori oneri per la collettività. Tali oneri non sono imputabili ai Comuni virtuosi che hanno attuato un processo di raccolta differenziata spinta e dovrebbero essere sostenuti in primo luogo da quanti, per inefficienza nella programmazione e per mancato raggiungimento di percentuali di differenziazione adeguate, contribuiscono direttamente ad aggravare i costi derivanti da tale paradossale condizione.
4.2 – Il Sito d’Interesse Nazionale denominato “Provincia di Frosinone” (da non confondersi con l’altro SIN “Bacino del Fiume Sacco”) istituito con DM 02.12.2002 e perimetrato con DM 23 Ottobre 2003, ora di competenza della Regione Lazio a seguito del DM 11.01.2013, individua n.121 discariche da bonificare sul territorio di numerosi Comuni della Provincia di Frosinone e della Valle del Sacco.
Ad oggi, dopo oltre dieci anni dall’istituzione di detto SIN, le bonifiche concluse sono solamente poco più di trenta.
Anche in questo caso oltre al rilevantissimo danno ambientale, si è prodotto un grave pregiudizio economico che ricade e ricadrà sui cittadini, giacchè la Corte di Giustizia Europea già con sentenza C135/05 del 2007 aveva condannato lo Stato Italiano e gli enti locali per la mancata bonifica di dette discariche, e con ulteriore sentenza attesa a breve per il giudizio n. C196/13 verrà irrogata una sanzione di oltre 60 milioni di Euro sempre come conseguenza dell’omesso risanamento ambientale, sanzione che costituisce danno erariale addebitabile agli amministratori inadempienti.
Diverse discariche di quelle censite nel SIN “Provincia di Frosinone” sono presenti nei territori dei Comuni della Valle del Sacco e del Tavolo Ambiente.
Invitiamo i Sindaci ad attivarsi con urgenza al fine di conseguire le bonifiche de qua, rammentando quanto previsto dall’Art.250 del TU Ambiente che impone ai Comuni territorialmente competenti l’esecuzione delle opere necessarie.
4.3 – Il Piano di Gestione del Bacino Idrografico dell’Appennino Meridionale, approvato con DPCM del 10 Aprile 2013, in relazione al Bacino del fiume Sacco ha rappresentato il grave stato di inquinamento delle acque (grado “pessimo” della scala UE, Direttiva 2000/60), dovuto in particolare al mancato funzionamento, lungo tutta l’asta fluviale, degli impianti di depurazione dei reflui sia industriali che civili.
Diversi impianti di depurazione si trovano nel territorio di competenza dei Sindaci del Comuni aderenti al Tavolo o comunque nei Comuni della Valle del Sacco.
Si invitano, pertanto, i Sindaci a verificare i sistemi di depurazione dei reflui ed a provvedere, nell’ambito delle loro competenze, al funzionamento degli impianti.
5 – Infine, segnaliamo ai Sindaci del Tavolo che la maggior parte del Comuni della Valle del Sacco sono stati esclusi dal perimetro delle aree interne del Lazio come territorio di cui alla Fase I della Strategia Nazionale Aree interne di cui alla DGR Lazio n.477/2014; ciò comporterà l’esclusione della possibilità di ottenere fondi UE per lo sviluppo economico e sociale, e per le politiche di risanamento e tutela ambientale.
Pertanto, le determinazioni dell’amministrazione regionale anche in questo caso hanno fortemente penalizzato la Valle del Sacco, a vantaggio di altri comprensori.
Restiamo in attesa di un Vostro riscontro da far pervenire all’associazione Comitato LIP Valle del Sacco, all’indirizzo mail lip.vallesacco@gmail.com
Con Osservanza

martedì 23 settembre 2014

Happy Birthday to John Coltrane

a Cura di Luciano Granieri






Good Vibrations

Schiavi e ricattati

Cloud's Walden


Persino il famigerato 'contratto di lavoro' non ha più alcun senso in quanto tale, o meglio, il suo senso è stato stravolto in favore del sistema. Un contratto dovrebbe infatti essere un accordo su delle condizioni prestabilite e soprattutto discusse e condivise da tutte le parti in causa. Oggi il contratto di lavoro è solo un insieme di condizioni stabilite dai vertici, cioè da chi, in origine e in verità, dovrebbe essere proprio colui che ha bisogno dello schiavo. Invece il sistema, con la sua cultura imposta obbligatoriamente, ha fatto in modo che sia lo schiavo ad avere bisogno del padrone, e le condizioni dei contratti sono diventati dei veri e propri ricatti. Tutto il lavoro dipendente è solo un ricatto, incredibilmente spacciato per diritto. E' un'ingiustizia profondissima, nonché una violenza inaudita, quella di ricattare le persone persino sulla loro sopravvivenza. Se non lavori non mangi, e se non lavori alle mie condizioni (cioè arricchendomi) muori lo stesso e me ne fotto. Scioperi e proteste non servono a niente fintanto che il lavoratore delega il suo potere ai sindacati, i quali non fanno altro che accordi col potere. Il contratto vero lo fa lo stato con i sindacati. E i sindacati con lo stato si sono sempre accordati molto bene insieme, a tutto svantaggio degli schiavi che non possono, non devono decidere mai nulla, altrimenti non sarebbero schiavi deleganti. Ma sono abituati a non decidere, sono persino convinti di non esserne capaci. Gran bell'addestramento che fa la scuola, non c'è dubbio, il capitalismo gode. Dentro questo sistema ogni cosa è stata snaturata, non soltanto il senso del contratto di lavoro e il concetto stesso di lavoro. Persino l'essere umano è stato snaturato. Ma se nessuno sembra più farci caso, se anzi lo ritiene una normalità, la colpa è sia della cultura che ci viene somministrata sottoforma di educazione e istruzione obbligatoria, sia della società forgiata da questa educazione e che crede in questa cultura, convinta addirittura che sia civiltà.


video di Luciano Granieri

ISIS

Simonetta Zandiri

Il fantomatico messaggio trasmesso dai nostri media evidenziando solo il passaggio in cui minacciano Roma, contiene altri passaggi, ve ne cito alcuni (tradotti un po' velocemente):


"O America, O alleati dell’America, O crociati, sapete che la faccenda è ben più pericolosa di quanto voi abbiate immaginato e più grande di quanto possiate prevedere.Vi abbiamo avvertito che oggi siamo in una nuova era, un'era in cui lo Stato, i suoi soldati, ed i suoi figli non sono schiavi, ma leader. Sono un popolo che attraverso i secoli non ha conosciuto sconfitta. L'esito delle loro battaglie è definito prima che queste abbiano inizio. Essere uccisi - lo mettono in conto - è una vittoria. Ecco dov’è il segreto. Si sta combattendo un popolo che non può mai essere sconfitto. Vincono sia se ottengono la vittoria, sia se vengono uccisi. "
(rivolto agli alleati) "Inviate armi e attrezzature per i vostri agenti e cani. Preparateli con le più moderne attrezzature. Inviate loro molto, perché finirà come bottino di guerra nelle nostre mani con il permesso di Allah. Spendete, e ve ne pentirete, sarete sconfitti.. Guarda il tuo veicoli blindati, macchinari, armi e attrezzature. Sono nelle nostre mani, Allah li ha concessi a noi. Noi vi combattiamo con i vostri mezzi. Quindi morite nella vostra rabbia."
"E Obama O, O mulo degli ebrei. Tu sei vile. Tu sei vile. Tu sei vile. E sarete delusi, Obama. E 'questo tutto quello che eri in grado di fare in questa tua campagna? E' questo quanto l'America ha raggiunto in incapacità e debolezza? Sono l'America e tutti i suoi alleati tra i "crociati" e gli atei non sono in grado di fare un attacco da terra? Non avete capito - O crociati - che le guerre per procura non si servono e non saranno mai utili? Non hai capito, o mulo degli ebrei, che la battaglia non può essere decisa dal cielo, con attacchi aerei? "
"O americani, e O europei, lo Stato islamico non ha iniziato una guerra contro di voi, come i vostri governi ei media cercano di farvi credere. Siete voi che avete iniziato le trasgressioni (violazioni) contro di noi, e quindi portate la colpa che pagherete a caro prezzo. Pagherete il prezzo quando le vostre economie collasseranno. Pagherete il prezzo quando i vostri figli saranno mandati a fare la guerra contro di noi e torneranno a voi con amputazioni, disabili,o dentro bare, o malati mentali. Pagherete il prezzo perché avrete paura di viaggiare ovunque. E pagherete il prezzo camminando nelle vostre strade, guardandovi a destra e a sinistra, e temendo i musulmani. Non vi sentirete al sicuro neanche nelle vostre camere da letto. Pagherete il prezzo quando queste crociate crolleranno e da quel momento in poi vi colpiremo nella vostra patria, e voi non sarete più in grado di fare del male a nessuno. Pagherete il prezzo e abbiamo preparato per voi un grande dolore.."
"O Allah, sapete non abbiamo alcun potere né forza contro i loro aerei, se non attraverso Te. O Allah, non lasciare loro essere sopra di noi mentre Tu sei sopra di loro. O Allah, non lasciare loro essere sopra di noi, mentre noi siamo superiori a loro. O Allah, non lasciare loro essere sopra di noi, mentre noi siamo superiori a loro. Non c'è Dio fuori di te."
Senza dubbio è un messaggio che contiene minacce. Ma aiuterebbe, nella comprensione di uno scenario assai complesso, considerare che gli "alleati" hanno iniziato a bombardare sia in Iraq che in Siria.

Lotta di classe o sponda istituzionale?

Mauro Buccheri


(P. Bruegel, La parabola dei ciechi)


Abbiamo più volte rimarcato nelle nostre analisi come in Italia, contrariamente a quanto sta accadendo in vari altri Paesi, il conflitto sociale stenti a decollare. Certamente alcune lotte importanti si sono sviluppate in questi mesi, soprattutto al nord e nell'ambito del settore della logistica, ma in maniera frammentata e isolata. Un importante tentativo di unificazione delle vertenze in atto si sta realizzando con lo sviluppo del coordinamento delle lotte No Austerity, a cui anche il Pdac fornisce il proprio contributo, un coordinamento delle principali realtà in lotta che sta promuovendo delle importanti battaglie, a partire da quella fondamentale contro “l'accordo sulla rappresentanza sindacale”, scontrandosi – non senza importanti successi ad oggi – contro uno storico ostacolo: quello rappresentato dalle (macro e micro) burocrazie politiche e sindacali che come sempre cercano di impedire la convergenza dei fronti di lotta attorno a una piattaforma anticapitalista, mirando a depistarli nell'alveo della concertazione e del compromesso con le “istituzioni”.
Il movimento 5 stelle: “né destra né sinistra” ?
Un indicatore molto utile per tastare il polso alle sinistre politiche, sindacali e di movimento nostrane è rappresentato dal tipo di rapporto che queste intrattengono col Movimento 5 stelle dei miliardari Grillo e Casaleggio. Sin da subito nelle nostre analisi (1) abbiamo denunciato la pericolosità di questo progetto politico reazionario. Da marxisti, infatti, non possiamo fare a meno di considerare una forza politica in base al suo programma e alle sue classi sociali di riferimento. In tal senso, sebbene il M5s si definisca opportunisticamente “né di destra né di sinistra” (per raccattare voti a destra e a manca), consideriamo il grillismo un fenomeno populista di destra, verità che ogni giorno affiora in maniera sempre più evidente, e che ad un'attenta analisi poteva emergere chiaramente molto prima del recente matrimonio europeo di Grillo con l'Ukip di Farage e altre forze destrorse nazionaliste del continente.
Grillo e i suoi seguaci si sono sempre limitati a strillare contro la “casta” politica senza mettere in discussione neppure vagamente il sistema economico vigente e la proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio (al contrario, a proposito della vicenda Electrolux, Grillo ha espresso solidarietà verso i padroni che delocalizzano!); non si sono mai posti chiaramente su posizioni antifasciste, arrivando anzi a sdoganare il “fascismo delle origini”, come nel caso della Lombardi, e ad aprire le porte alle forze di estrema destra; hanno espresso posizioni ambigue, quando non apertamente razziste, verso i migranti (2); hanno celebrato la “legalità” borghese, e civettato con la polizia e la magistratura, cioè coi principali apparati di repressione dello Stato borghese; hanno avanzato proposte reazionarie come quella, in ambito scolastico, sulla “abolizione del valore legale del titolo di studio” (in linea col programma berlusconiano).
Si tratta insomma dell'ennesimo movimento piccolo-borghese che si affaccia alla ribalta della storia dell'Italia repubblicana e che cerca di capitalizzare il crescente malcontento popolare a furia di slogan. Operazione che finora ha portato buoni risultati al M5s (al di là della recente flessione, rimane il secondo partito in Italia in termini di consensi elettorali) grazie a un diffuso torpore della coscienza storico-politica e alla disillusione delle masse popolari verso una “sinistra” che ne ha tradito le rivendicazioni, preferendo collaborare col padronato in cambio di poltrone e privilegi. Fausto Bertinotti, di cui in questi giorni leggiamo l'abiura anche formale del “comunismo” - quella sostanziale c'è sempre stata - ne è un ottimo esempio.
Un importante indicatore: i rapporti delle “sinistre” col grillismo
Ebbene, davanti alla grande avanzata in termini di consensi elettorali del M5s, qual è stato l'atteggiamento della sinistra politica, sindacale e di movimento? Anche in questo caso, non senza un pizzico di stupore, ci siamo trovati ad essere piuttosto soli nell'avanzare un'analisi e una pratica politica di classe.
Rifondazione, attraverso il suo segretario Paolo Ferrero, ha aperto a Beppe Grillo, riscontrando un'ampia convergenza politica col movimento del comico reazionario, salvo poi prenderne le distanze dopo che la sua richiesta di “collaborazione” era stata rispedita al mittente (3). Stesso atteggiamento opportunista, dettato da logiche meramente elettoraliste, che ha spinto a suo tempo il Prc a bussare anche alla porta del Pd (con cui peraltro collabora in diverse giunte a livello locale), prima di essere scaricato.
Non è mancato chi a “sinistra” ha invitato a “votare e far votare” il Movimento 5 stelle, mentre alcuni, come i neostalinisti del giornale online Contropiano, si sono rifiutati di prendere posizione nettamente, oscillando fra incontri coi parlamentari grillini (4) e impresentabili difese d'ufficio. Ci riferiamo in particolare a un recente articolo di Sergio Cararo, della segreteria nazionale della Rete dei comunisti, che in spregio alla logica di classe (e chiamando in causa a suo supporto persino Andreotti!) si è arrampicato sugli specchi nel tentativo di difendere dagli attacchi di alcuni settori borghesi il parlamentare grillino Di Battista, autore dell'ennesima sparata colossale (5). In un testo delirante, infatti, quest'ultimo ha presentato i tagliagole dell'Isis come una forza in qualche modo progressista e antiimperialista con la quale sarebbe necessario interloquire. Come se il progresso sociale piuttosto che dall'abbattimento del sistema economico disumano in cui viviamo potesse passare dall'interlocuzione fra le forze borghesi nostrane (che massacrano le masse popolari occidentali) e quelle fondamentaliste islamiche (che massacrano le masse popolari in medio oriente)! E' molto eloquente che Contropiano abbia difeso l'analisi interclassista del grillino, ma non ci meravigliamo: trattasi dello stesso gruppo, la Rete dei comunisti, che in questi anni è andato a rimorchio del comitato No debito neokeynesiano di Cremaschi e che adesso appoggia l'ennesimo calderone “anticapitalista”, Ross@, un progetto che sembra morto prima di nascere (6).
Del resto, l'ambiguità della Rete dei comunisti rispetto al grillismo va di pari passo (ed è spiegabile) con quella tenuta verso il M5s dall'Usb, sindacato che la rete dei comunisti dirige dietro le quinte spesso a insaputa dei suoi stessi attivisti, e che ha concepito sino a oggi il M5s come utile sponda istituzionale (anche qui non c'è da meravigliarsi, dato l'atteggiamento remissivo e collaborativo dimostrato da Usb anche verso personaggi che, al contrario di Grillo, nemmeno provano a definirsi “antisistema”! 7). Ecco perché, davanti a una forza reazionaria in ascesa che è arrivata ad attaccare genericamente il “sindacato” (8), Usb non ne ha mai denunciato agli occhi dei lavoratori la natura filopadronale, limitandosi, in seguito all'attacco di Grillo, a rassicurare il comico reazionario: anche “Usb sta nelle piazze a combattere il sistema contro cui ti stai scagliando” (9). Insomma, una piena legittimazione del grillismo come forza “antisistema”, coerentemente con una pratica sempre più subordinata alle logiche istituzionali: non è casuale ad esempio se rispetto al terribile attacco padronale rappresentato dall'accordo sulla rappresentanza, Usb si sia limitata ad affidarsi alla magistratura borghese anziché mobilitare la propria base in funzione di azioni realmente conflittuali.
Si tratta dello stesso atteggiamento di sponda, quando non di palese propaganda politica filogrillina, tenuto anche dalle direzioni di altre organizzazioni sindacali “di base” nonché da movimenti e centri sociali, come può facilmente constatare qualsiasi attento osservatore. Altamente esemplificativa, a tal proposito, l'assenza di una chiara presa di posizione di classe in merito (e al contrario, le apologie e gli incontri con rappresentanti istituzionali grillini) da parte di gruppi autonomi riconducibili all'area di “Autonomia Contropotere” (Infoaut), coerentemente col “principio” campista, secondo cui chi dice di essere nemico del mio nemico è mio amico (e pertanto va a difeso). E per loro evidentemente il nemico è rappresentato soltanto dai partiti di governo, non dalla classe sociale che dirige quei partiti così come quelli della cosiddetta “opposizione” parlamentare! Un modo di fare che contribuisce a confondere ancora di più i giovani che si avvicinano ai centri sociali infatuati dall'infantile antipartitismo di principio e dall'apparente radicalismo, e a legittimare pubblicamente la falsa immagine “rivoluzionaria” dei cinque stelle.
Altri indicatori: elettoralismo, subalternità alle burocrazie sindacali
La situazione non è certo più rosea se analizziamo la pratica politica di forze che sostengono di richiamarsi al marxismo rivoluzionario e (sia pure a giorni alterni) al trotskismo, e che per questo rendono necessaria da parte nostra qualche considerazione. Ci rifermiamo in particolare al Pcl di Ferrando, una forza che il Pdac ha sempre definito centrista, nel senso di oscillante fra proclami rivoluzionari e una pratica spesso riformista. In realtà dovremmo forse aggiornare la nostra analisi perché, a parte qualche articolo di Ferrando, il Pcl ha ormai messo in soffitta anche le parole d'ordine rivoluzionarie e quel che resta è solo la pratica riformista, come si evince chiaramente anche da alcuni articoli presenti sul suo sito web nazionale e su quelli locali. Valga su tutti l'allucinante comunicato in bella mostra negli ultimi giorni sul sito nazionale (10) e relativo all'intervento di una sezione del Pcl a una “assemblea pubblica del Pd” (!), un articolo che – fra citazioni di normative borghesi e appelli all' “etica politica” - si risolve in una celebrazione della democrazia borghese, che per il Pcl “non è un valore aggiunto, ma un valore punto e basta!”. Una deriva inarrestabile quella del Pcl, che lo ha ormai escluso quasi completamente dalle lotte concrete e che lo porta a dedicarsi – con sempre maggiore fatica - soltanto alle elezioni (a quelle locali si presenta con programmi sempre più minimalisti, nella speranza di avere qualche voto in più - 11), e ad andare costantemente a rimorchio delle microburocrazie politico-sindacali (12).
Mentre in questi anni i compagni del Pdac subivano ostracismi di ogni sorta e venivano espulsi dall'Usb per aver fatto energiche battaglie interne contro il verticismo e le politiche di compromesso dei dirigenti di quel sindacato (episodi su cui il Pcl non ha mai espresso una parola di solidarietà), Ferrando è stato impegnato a formare – assieme a Usb, Rete dei comunisti e altri gruppi centristi - l'ormai collassato coordinamento No debito, un progetto calato dall'alto e costruito attorno alla figura di Giorgio Cremaschi, di cui il Pdac ha sin da subito denunciato i connotati neokeynesiani. Insomma, si è andati a braccetto con le burocrazie sindacali e ci si è tirati fuori dai coordinamenti promossi dai lavoratori in lotta (13).
La deriva del Pcl trova inquietanti riscontri anche nella politica internazionale di questo partito, che dopo avere sostenuto – in linea con le posizioni dei gruppi stalinisti - il referendum farsa in Crimea sulla base del “principio di autodeterminazione” (qualcuno rammenti ai dirigenti del Pcl la russificazione forzata operata in quella regione da Stalin e le condizioni di militarizzazione in cui si è svolto il referendum) si è spinto fino a pubblicizzare sul proprio sito web il “manifesto del Fronte Popolare per la Liberazione della Ucraina, Novorossia e Carpazi Rutenia” (14), un manifesto borghese redatto da un “fronte” diretto da forze fasciste alleate di Putin ! (15) Anche in politica estera, piuttosto che dire la verità, e contribuire così all'avanzamento della coscienza politica generale, i dirigenti del Pcl preferiscono abbassare il livello delle “analisi” per provare a intercettare più facilmente qualche consenso.
Unificare le vertenze intorno a una piattaforma anticapitalista, costruire il partito rivoluzionario
Se questo è il quadro generale, è quanto mai necessario lavorare oggi all'unificazione delle vertenze in corso, raccogliendole attorno a una piattaforma anticapitalista e a una prospettiva di classe, e liberandole dall'abbraccio mortale delle (macro e micro) burocrazie sindacali, interessate più a coltivare i propri orticelli e a preservare i propri grandi o piccoli privilegi piuttosto che alle ragioni dei lavoratori. I comunisti hanno il compito di dire la verità, perché solo la verità può favorire l'avanzamento delle coscienze politiche.
La verità è che il riscatto dei lavoratori, degli studenti, dei migranti, delle masse subalterne non passa certo dai palazzi o dall' “intercessione” delle forze borghesi (come il M5s) né dai giochi istituzionali delle burocrazie sindacali e dei loro reggicoda, ma dall'unificazione delle lotte contro il sistema capitalista. Per realizzare la convergenza delle lotte e per dirigerle contro il capitale, evitando di farle finire in pasto alle burocrazie politiche-sindacali e di farle arenare nelle secche della concertazione, è quantomai necessario costruire un'organizzazione politica rivoluzionaria internazionale e internazionalista.
Poiché abbiamo il senso delle proporzioni e comprendiamo bene l'enormità di questo compito, non ci illudiamo – al contrario di altri - di incarnare noi il partito rivoluzionario indispensabile ai lavoratori e alle masse oppresse. Riteniamo tuttavia come Lit e come Pdac, che della Lit è sezione italiana, di aver posto le solide basi di questa costruzione. Una costruzione che sta conoscendo attualmente sviluppo in decine di Paesi in diversi continenti, e che ha recentemente avviato la costruzione anche in Africa con la nascita della sezione del Senegal (la cui delegazione ha partecipato nei mesi scorsi all'XI congresso della Lit). Invitiamo i compagni che si riconoscono nel programma marxista rivoluzionario a confrontarsi con noi e a lavorare insieme alla costruzione dell'alternativa di sistema.

NOTE
1. Per un'analisi di classe del grillismo: 
http://www.alternativacomunista.it/content/view/1793/47/
2. Dal parlamentare Di Battista, secondo il quale i migranti vanno “aiutati a casa loro”, al guru Beppe Grillo, che in questi giorni ha evocato la “quarantena” che gli Stati Uniti riservavano agli immigrati italiani appena sbarcati, le posizioni grilline sul tema dell'immigrazione risultano quantomai convergenti con quelle della Lega nord, scavalcando a destra anche il Pd: http://www.beppegrillo.it/2014/09/il_ritorno_delle_malattie_infettive_tbcnograzie.html
3. http://video.repubblica.it/politica/ferrero-pronto-a-collaborare-con-grillo/109448/107833
4. http://contropiano.org/archivio-news/archivio-news/in-breve/italia/item/15243 ; http://contropiano.org/articoli/item/25811
5. http://contropiano.org/articoli/item/25811
6. La nostra posizione su Ross@: http://www.alternativacomunista.it/content/view/1877/47/
7. Molto significativo, fra gli altri, questo comunicato ossequioso verso Enrico Letta, nel quale  l'Usb sottlinea la “sensibilità” del (ex) premier bildeberghiano: http://confederazione.usb.it/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=62579&cHash=46131474b2&MP=63-552
8. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/18/grillo-attacca-sindacati-eliminiamoli-sono-vecchi-come-partiti/473979/
9. http://puglia.usb.it/index.php?id=85&tx_ttnews[tt_news]=53146&cHash=96c57db8f3&MP=73-288
10. L'articolo da noi citato è questo: http://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=4013 . E' possibile tuttavia, girando sui siti del Pcl, trovare parecchi altri articoli che legittimano la democrazia borghese. Un compagno che è recentemente uscito dal Pcl (in Toscana), ha riconosciuto la correttezza delle nostre analisi rispetto a questa forza centrista, denunciandone il tesseramento allargato, i militanti fantasma, il federalismo, l'“opportunismo menscevico”. E ci ha segnalato un articolo, pubblicato il 12 luglio sul blog del Pcl Pistoia, che poi alcuni giorni dopo – in seguito alle sue comprensibili proteste nei confronti dei vertici del partito – è stato rimosso. Si tratta di un articolo, intitolato “fascismo oggi”, in cui una militante del Pcl individua il mezzo “per resistere all'estremismo di destra” nella “legalità” (!) e nella “Costituzione”, di cui rimarca l'impostazione “palesemente antifascista”.
11. Esemplare il caso di Castiglion fiorentino, che il Pcl ha sbandierato come il proprio miglior risultato elettorale. Qui il Pcl si è presentato alle comunali con un programma indistinguibile da quello di una qualsiasi lista civica: si rivendicano l'esplicitazione dei “responsabili” del dissesto, il rispetto dei “diritti” delle persone, la “valorizzazione dei prodotti tipici locali”, “diritto allo studio per tutti i cittadini”, il ripristino del centro storico e delle frazioni, “iniziative culturali” di richiamo per il turismo, “forte controllo sul costo degli affitti”. Si veda:http://www.comune.castiglionfiorentino.ar.it/upload/file/PROGRAMMA%20PARTITO%20COMUNISTA%20LAVORATORI.pdf
12. Questo codismo di Ferrando e Grisolia a rimorchio delle burocrazie sindacali è stato denunciato pubblicamente persino dal loro alleato Jorge Altamira, leader del Partido Obrero argentino, uno dei quattro gruppi che compongono il fantomatico Crqi (Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale), coordinamento che ha recentemente riconosciuto di essere “collassato”, come si legge in una risoluzione interna pubblicata per sbaglio qualche mese fa sul sito del Pcl (http://www.alternativacomunista.it/content/view/1940/47/ ). Nel congresso del Po di un anno e mezzo fa Altamira, da anni in polemica col Pcl, ha dichiarato (traduzione dallo spagnolo e sottolineature nostre): "Il Pcl continua una politica che chiamerei di 'codismo negativo' (...) Non avanza la parola d'ordine 'abbasso il governo Monti' in modo sistematico, né fa appello ad appoggiare questa parola d'ordine rivendicando un piano di scioperi, un piano di lotta, azioni dirette. Al contempo pratica [il Pcl, ndt] un codismo nei confronti della burocrazia dei metalmeccanici [il gruppo dirigente della Fiom, ndt] che ha rinunciato a sviluppare nei fatti una resistenza ai piani del governo, pur usando un linguaggio di opposizione e combattivo." Citato da: http://prensa.po.org.ar/blog/2012/07/22/informe-de-apertura/
13. Non è un caso che il Pcl non abbia aderito al coordinamento No austerity né alla rete del sindacalismo conflittuale internazionale.
14. Nel suddetto “manifesto” si fa riferimento a una "repubblica popolare" fondata sugli "interessi della nazione" (!), nella quale "il potere appartiene al popolo", è "consentita la proprietà privata" (!) - "a patto che avvantaggi le persone e il loro sviluppo"! Un manifesto che, a parte il Pcl, è stato pubblicato soltanto da alcuni blog di gruppi stalinisti come contropiano e stachanovblog http://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=3974
15. Sulla “repubblica popolare” sponsorizzata dal Pcl e da vari gruppi stalinisti, ci limitiamo a citare, tra le tante, questa analisi abbastanza eloquente: http://www.eastjournal.net/ucraina-altro-che-compagni-la-repubblica-di-donetsk-e-lombra-nera-di-aleksandr-dugin/46773