Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 5 ottobre 2014

IL MOVIMENTO CONTRO ACEA E SINDACI

Angelino Loffredi

Il movimento nato per contrastare le politiche gestionali dell’Acea e la sudditanza di  tantissimi sindaci della nostra provincia è vivo e tira fuori gli artigli. Dopo le iniziative di agosto e settembre avviate a Ceccano anche e ancora di più ieri 3 ottobre ho visto tantissimi cittadini che combattono, chiedono e non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Di fronte ad un pubblico numeroso che gremiva ogni angolo del Cinema Teatro Antares, Domenico Aversa e Mario Antonellis, con molta pazienza e altrettanto puntiglio, hanno illustrato la gestione dell’Acea negli ultimi dieci anni. Lo hanno fatto scavando in profondità entrando nel merito di ogni singola scelta e accompagnando le osservazioni da grafici illustrativi. Grafici, notizie, considerazioni varie che provenivano proprio dalle fonti Acea. Fatti e situazioni quindi disponibili anche per quei sindaci che avrebbero dovuto dimostrare autonomia, indipendenza e essere i veri rappresentati della popolazione criticando, facendo conoscere e mettersi alla testa del movimento. Così, purtroppo,non è stato perché invece di sindaci rappresentanti abbiamo visto uomini signorsì, pronti ad avvallare, eludere, a trovare mille giustificazioni pur di non muoversi. In sostanza le notizie sentite hanno permesso di rilevare l’inconsistenza della stampa locale, in ogni momento narcotizzata dalla multinazionale, la mala gestione dell’Acea e le responsabilità dei sindaci indicate chiaramente come persone inette, incapaci e  disponibili. Insistentemente per tutta la durata dei due interventi e ancora di più dopo le considerazioni del sindacalista Mariano Ranieri, Aversa e Antonellis hanno  chiaramente detto che il problema è politico. Dietro questa espressione c’è da credere e ne sono convinto che le forze politiche in  tutti questi anni non hanno mai mostrato di avere una propria soggettività, una idea, un progetto ma si sono sempre affidate, ubbidendo supinamente al grande capitale, a quello che viene chiamato mercato. Un mercato che si dimostra essere senza regole, senza bilanciamenti e contrappesi e che mostra sempre più caratteristiche di prevaricazione e rapina. Le critiche sentite alla politica, al ceto politico hanno trovato un riscontro chiarissimo: a fronte di tanta presenza di cittadini ho visto fra coloro che hanno avuto esperienze amministrative solo Giancarlo Savoni, Mario Maura, Antonello Ciotoli, Luciano Natalizi, Angelo Di Mario, Umberto Terenzi . Ma la cosa più sconcertante è stata l’assenza di coloro che vogliono candidarsi al consiglio comunale o a sindaco di Ceccano e che preferiscono mantenere aperta una competizione elettorale solamente visiva sulle pagine dei giornali, rinunciando a prendere posizione attorno a tale spinosa questione. E’ gravissimo, inoltre che i due candidati alla presidenza della provincia, Pittiglio e Pompeo, non abbiamo avvertito la sensibilità di inviare un messaggio di impegno a rimuovere, innovare, cambiare quanto malamente fatto finora presso l’Amministrazione provinciale con il sistematico fiancheggiamento alle politiche dell’Acea. Di fronte alla parola d’ordine lanciata dal Comitato dell’acqua: disobbedienza civile, “ovvero le bollette non si pagano”, mi sembra necessario

riprendere e lanciare un avvertimento di un vecchio senatore romano rivolgendolo ai nuovi e vecchi politici “fino a quando abuserete della nostra pazienza” ?

sabato 4 ottobre 2014

Pd. Centinaia di migliaia di esuberi fra i militanti.

Luciano Graneri


Da quanto si apprende dagli organi di stampa il Pd avrebbe perso, rispetto al 2013, ben 400.000 tessere. L’anno scorso i tesserati erano 500.000 oggi sono 100.000. In realtà la campagna di tesseramento non è ancora chiusa, ma l’emorragia di iscrizioni sembra imporsi  implacabile. Sostanzialmente degli iscritti al Pd rimarrebbe la dirigenza, con i parenti al seguito (neppure tutti), qualche anziano abbonato  abitudinario, e forse pochi giovani. Il grosso della militanza pare essersi volatilizzato. 

Qualcuno degli oppositori al padron Renzi, soprattutto la vecchia guardia, sbraita. Qualcun altro ritiene che sia un fenomeno fisiologico e punta a minimizzare.  Ma il segretario Leader Maximo che ne pensa?  “Meglio perdere iscritti e vincere le elezioni” questo è il pensiero del quartier generale. In realtà per il chief in commander democrat, la disgregazione del corpo militante è un ottima notizia.  

Era ora che un po’ di rompicoglioni si togliesse dalle palle.  Non se ne può più di gente che solo per aver pagato  i  miseri 10 euro della tessera pretende di pontificare nei circoli, e perfino nelle strade.  Basta con le menate, sull’organizzazione territoriale, sulla democrazia interna , sulla sovranità assembleare, sul partito che si costruisce dal basso attento ai bisogni della gente .  Non si può più perdere  tempo dietro agli “occupy Pd” a quelli che ancora ci frantumano i cabbasisi con la difesa dei diritti dei più deboli. 

Bisogna  rimanere in sella il più a lungo possibile e per farlo è necessario  intortare il popolino .  Gli 80 euro, la riduzione dell’IRAP,  l’assunzione a tempo indeterminato di 150.000 precari della scuola, la riduzione dei costi della politica attraverso l’abolizione del Senato e delle Province, sono tutte cose che devono sedurre. Non ci si può permettere  che qualche sprovveduto, magari con la tessera del partito in tasca, rompa le uova nel paniere e  cominci a mettersi in mezzo andando a dire che con la riforma del Senato non si risparmia, ma si ruba la democrazia,  (quello si vuole, ma non si deve sapere).  Non se ne può più di gente che obbietta sulle coperture finanziarie relative al  piano di stabilizzazione dei precari della scuola, (che effettivamente non ci sono), oppure che dimostra come per garantire gli 80 euro in busta paga siano  diminuiti i servizi e aumentate le tasse locali per un importo ben superiore . 

Alla maggioranza di quegli 11milioni e dispari che alle europee  hanno votato Pd  non  interessa di capire i perché e i percome.  Gli basta sapere che hanno 80 euro in busta paga, che con il nuovo Senato si assesta un colpo mortale ai privilegi della politica e che verranno assunti 150.000 insegnanti precari. I nemici veri sono i militanti consapevoli, quelli che ci credono, studiano,  s’informano e smascherano il gioco. Per vincere è necessario un corpo elettorale fatto di inconsapevoli e chi cerca di rendere costoro consapevoli è da evitare come la peste.  

Per rimanere al comando il più a lungo possibile non servono questi miserabili tesserati, non sono necessarie le loro spulciose quote d’iscrizione. Per rimanere in sella servono soldi veri, quelli dei finanziare alla Serra, dei fondi d’investimento, dei Riva e dei grandi imprenditori. Chissà con quali finanziamenti si è retto il partito fino ad oggi? Non certo con i soldi dei militanti.  

Si saluta con celato favore, ad esempio, quanto sta avvenendo nella Provincia di Frosinone , dove i dirigenti litigano, si prendono a male parole.  Pur di spartirsi la torta si accordano con i nemici storici del partito,  producendo una nausea acuta presso i militanti. Si impegnano a perdere iscritti perfino litigandosi  il simbolo del partito.  Per rimanere al comando servono i soldi delle lobby. Ma per ottenere i soldi delle lobby bisogna fare leggi che fanno comodo alle lobby. Per cui avanti con la precarizzazione del  lavoro, con lo scudo fiscale sul rientro dei capitali dall’estero,  con la svendita a privati di terra, acqua, aria, salute,  e affanculo i militanti.

Ospedale di Alatri. Incomprensibile l'entusiasmo del Senatore Scalia

COORDINAMENTO PROVINCIALE PER LA SANITA' FROSINONE

Lette con attenzione le parole del senatore Scalia  riportate sugli organi di stampa locale del 03.10.14 in merito alle vicende dell’ospedale di Alatri, non siamo riusciti, nonostante la massima buona volontà impiegata, a condividerne il festoso entusiasmo. Anche spingendo al massimo la fantasia e il pensiero creativo non siamo riusciti a capire dove stia la bella notizia.
Forse sta nel fatto che al posto di una rianimazione vera abbiamo un servizio surrogato come una terapia sub intensiva? Forse sta nel fatto che sostanzialmente sparisce l’ortopedia per far posto a una piccola chirurgia giornaliera o  da… week-end? E ciò “…così permettendo a Frosinone (con cui Alatri farà Polo unico) di concentrare le energie sulle operazioni più complesse… “ ( sic !). Ci asteniamo da qualsiasi commento…
D'altro canto sugli organi di informazione si è espresso sulla medesima questione anche il Sindaco Morini, e dalle sue affermazioni traspare, molto sensatamente, un più che giustificato scetticismo.
In ogni caso, con buona pace del senatore Scalia, se qualcosa  -perlomeno di dilatorio rispetto alla chiusura-  si è ottenuto, lo si deve esclusivamente all’impegno pressante, continuo, instancabile, di questo Coordinamento, di tutte le associazioni che ne fanno parte, e dei Sindaci e degli Amministratori comunali che con esso hanno partecipato alle iniziative per la difesa della sanità provinciale; Coordinamento che ha organizzato ben due manifestazioni  di enorme rilievo (16 luglio e 11 settembre), oltre che incontri pubblici con i politici di questa provincia e con i Sindaci.
Tutto ciò ha, di fatto, costretto chi sappiamo a rivedere, almeno in apparenza,  certe posizioni e certi atteggiamenti demolitivi sull’ospedale di Alatri, ma abbiamo il sospetto che sia solo una   operazione di facciata. Il Coordinamento perciò continuerà a vigilare non concedendo sconti a nessuno.
Questo per dire con  estrema chiarezza a chi vanno attribuiti i meriti e a chi le responsabilità, onde evitare il confondersi  della vittima con il carnefice.
E nessuno, né  Frosinone né a Roma si illuda: siamo ben abituati e temprati, ormai da anni, a fronteggiare manovre di qualsiasi tipo e non intendiamo abbassare la guardia né consentire a nessun pifferaio di far affogare…  i cittadini.
Inoltre, a chi non abbia messo il proprio cervello all’ammasso, non  può essere sfuggito il silenzio assordante della politica, sia del centrosinistra che del centrodestra, che da vent’anni a questa parte ha mostrato incapacità in merito alle inderogabili necessità sanitarie di questa provincia e, con esse, agli enormi problemi di risanamento ambientale e di ripresa economica e occupazionale che gravano sui cittadini, e ne hanno determinato l’aumento della povertà e del disagio. Quella stessa politica, che però non tace, anzi strepita e si scontra all’ultimo sangue  per  ambite poltrone…
Ecco perché, lo ribadiamo, non siamo riusciti né a condividere né a comprendere la festosa, trionfalistica gioiosità del senatore Scalia.
04.10.2014


Video di Luciano Granieri

venerdì 3 ottobre 2014

Il capitalismo predatorio, un rischio per l’Europa



Comunicato dell'assemblea sindacale del Liceo Benedetto da Norcia

I lavoratori del Liceo Benedetto da Norcia, riuniti in assemblea sindacale il giorno 1 ottobre 2014, fanno propria la piattaforma dell’assemblea delle scuole di Roma. Inoltre, i lavoratori del BdN sostengono, per rilanciare e riqualificare l’istruzione pubblica statale, la Legge di Iniziativa Popolare “"Per una buona scuola per la Repubblica"”. 

L’assemblea dei lavoratori del Liceo Benedetto da Norcia si impegna a partecipare con un proprio spezzone insieme agli studenti alla manifestazione in occasione dello sciopero del 10 di Ottobre.

Inoltre l’assemblea risponde all’invito del governo a sviluppare in modo decentrato la consultazione sul progetto La buona scuola, raccogliendo le firme per la convocazione di un Collegio dei docenti straordinario, un Consiglio di Istituto e un’assemblea di Istituto di lavoratori, studenti e genitori. A questo scopo rivolge l’invito ai rappresentanti degli studenti e al Comitato genitori di organizzare a loro volta un’assemblea in cui analizzare e prendere posizione, all’interno della consultazione promossa dal governo, sul progetto La buona scuola.


Piattaforma dell’Assemblea delle scuole di Roma e provincia

1)      Lotta in difesa della democrazia della scuola e dell’orizzontalità degli organi collegiali e delle assemblee degli studenti, di contro al tentativo di ulteriore gerarchizzazione della scuola promosso dal governo, che intende accentrare tutte le decisioni nella figura del Dirigente-Manager, coadiuvato dai privati, fino alla chiamata diretta dei lavoratori.

2)      Lotta contro l’ingresso dei privati nella gestione della scuola (che ricalca la proposta di legge Aprea sconfitta dalla mobilitazione unitaria di studenti e lavoratori) e la conseguente privatizzazione dell’istruzione pubblica.


3)      Lotta alla falsa meritocrazia, che nasconde gli ulteriori tagli alle retribuzioni dei lavoratori della scuola e conferma la pesantissima riduzione di risorse alla scuola statale realizzata dalla (contro)-riforma Gelmini, che non a caso oggi esalta le misure del governo rivendicandone la paternità.

4)      Lotta alla demagogia di un governo, che sotto la pressione delle mobilitazioni e di una imminente condanna a una pesante multa dalla Unione Europea, ora che ne ha la presidenza, promette 150.000 assunzioni di docenti (mentre il personale Ata rischia di essere ulteriormente ridotto e le sue funzioni esternalizzate), senza però mantenere le reiterate promesse di mandare in pensione i 4.500 lavoratori di Quota 96, che hanno da tempo raggiunto tutti i requisiti. Tanto più che la giustificazione del governo per gli impegni non mantenuti, “non ci sono le risorse economiche”, è smentita, ad esempio, dalle sempre crescenti spese militari.


5)      Lotta per lavorare meglio, lavorare tutti, contro l’aumento dell’orario dei docenti di ruolo, chiamati dal governo a fare, senza retribuzione, le supplenze brevi, con conseguente soluzione finale dei precari delle graduatorie di istituto che, dopo aver lavorato per anni nella precarietà più totale e aver investito soldi e tempo per conseguire abilitazioni e titoli conferenti punteggio, verrebbero rispediti a casa. L’aumento dell’orario di lavoro, inoltre, andrà necessariamente a discapito della qualità dell’offerta formativa, che va al contrario rifinanziata come chiedono anche le famiglie.

6)      Lotta per migliorare la qualità dell’istruzione riabbassando il numero di alunni per classe,  ripristinando il tempo pieno e i posti tagliati dalla riforma Gelmini e dall’innalzamento dell’età pensionabile, per immettere in ruolo i precari (personale Ata e insegnanti) sui posti disponibili e non su un indefinito organico funzionale.


7)      Lotta per il rinnovo e la salvaguardia del Contratto nazionale di lavoro e degli scatti, che sono stati ulteriormente bloccati dal governo, e che rischiano ora di essere definitivamente eliminati da un presunto merito stabilito in modo arbitrario dai dirigenti e dai test Invalsi. Si tratta, al contrario, di recuperare in pieno il potere di acquisto, calato di almeno 200 € al mese, perso dai lavoratori della scuola negli ultimi anni di blocco delle retribuzioni, mediante la richiesta di un significativo aumento uguale per tutti, di fronte ai tentativi di divisioni portate avanti dal governo.




Il presidente della Lazio Lotito, speaker ufficiale della Lega Calcio

Luciano Granieri.

Burlarsi di Claudio Lotito, presidente della Lazio, nonchè badante del Presidente della Lega Calcio Tavecchio, è sport ormai molto comune. Il personaggio del resto è assai pittoresco ed è anche l'immagine dell'Italia della mediocrità degli imobrogliucci del "dì che ti mando io" . L'Italia dei Razzi, degli Scilipoti, degli Schettino, squallida melma dilagante nei gangli di ogni organismo che preveda posti di potere, compreso il governo del calcio. Era dunque mia intenzione non iscrivermi alla nutrita lista di coloro che si sono divertiti col latinista "de nonantri". Ma essendo il sottoscritto "Marxista Romanista", non ho resistito alla tentazione di  liberare la  passione calcistica oltre che politica. Per cui: Ecco a voi Claudio Lotito, presidente di tutto,   anche degli speaker ufficiali della lega calcio. Non esistono speaker ufficiali della lega calcio? Aggiornatevi! li ha inventati lui. Di seguito mostriamo il video di come il presidente degli speaker, speaker anch'esso, legge i risultati delle partite.
Buona Visione.

giovedì 2 ottobre 2014

Guerra e Resistenza a sud di Roma

Angelino Loffredi. fonte :http://www.unoetre.it/

Video di Luciano Granieri


Il libro di Roberto Salvatori "Guerra e Resistenza a sud di Roma" merita una necessaria e doverosa attenzione perché rappresenta il punto più alto della informazione e della rappresentazione organica del movimento partigiano nella nostra provincia.
L'autore ha messo al centro della sua indagine la resistenza che settanta anni fa si sviluppò sui monti Prenestini e nell'alta Valle del Sacco ma dobbiamo riconoscere che tale ricognizione va aldilà di tali aree geografiche. Il ruolo resistenziale in questa area, anche se prevalente, da parte dell'autore viene sempre ricollegato a quanto avviene nei dintorni.
Non ho alcuna difficoltà a riconoscere che tante notizie e importanti avvenimenti riportati mi erano sconosciuti ed oggi fortunatamente invece tutti noi possiamo arricchirci attraverso questo libro di altre conoscenze e scoprire che la Resistenza nella nostra provincia ha avuto maggiore profondità e consenso di quanta finora abbiamo immaginato.
Salvatori attraverso il suo lavoro ha tirato fuori con molta pazienza e ostinazione un numero straordinario di persone che parteciparono a tali avvenimenti. Persone anonime, dimenticate e che oggi ritrovano una loro identità e una specifica e esaltante collocazione nella nostra storia.
Partigiani a mezzo tempo verrebbe da dire perché sono combattenti che curano i campi, le loro bestie e le famiglie e poi rischiano, compiono atti di sabotaggio, combattono. E quando combattono contro i tedeschi ed entrano in azione non debbono farlo per più di dieci minuti. Questa infatti era l'indicazione data da Enrico Giannetti comandante riconosciuto non solo della banda di Paliano ma di tutta una vasta area che sa valutare i rapporti di forza numerici fra tedeschi e resistenti.
Ecco Enrico Giannetti e Dante Bersini di Palestrina sono gli uomini che nel libro vediamo più degli altri presenti, attivi, potrei dire inesauribili.
Mi ha fatto veramente riflettere la lettura riguardante Giannetti, una persona che organizzava gli atti di sabotaggio, partecipava direttamente ai combattimenti forte dell'esperienza avuta nella guerra di Spagna e nello stesso tempo cercava e stabiliva contatti nelle realtà, curava i rapporti con i contadini, raccoglieva iscritti al PCI, diffondeva l'Unità clandestiva, organizzava scuole di partito e poi con una minuzia certosina registrava l'ammontare delle entrate e le uscite per tali attività.
Lo stesso commissario prefettizio del comune di Paliano, il collaborazionista Maliziotti negli ultimi giorni di guerra lo manda a chiamare e il 28 maggio, quattro giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate gli consegna le chiavi del comune di Paliano.
Paliano e l'area Palestrina, Gennazzano, Cave dunque costituiscono l'epicentro più impegnato ma a questo vanno aggiunte le attività nei comuni di Sgurgola, Supino, Collepardo, i quaranta giorni di impegno attivo dei gruppi partigiani di Ceccano e in altre realtà locali. Organizzazioni spesso frammentate, disperse non unite da un progetto politico perché i partiti in tutto il territorio non hanno avuto un potere di indirizzo o di coordinamento. La stessa forza del PCI che è la più presente rispetto alle altre è più richiamata dai proclami tedeschi che concreta nella realtà.
Il libro riporta resoconti dettagliati degli scontri a fuoco e degli uomini che vi partecipano ma anche le rapine dei tedeschi, i saccheggi e le fucilazioni di contadini che pur non facendo parte organizzata della Resistenza si ribellano, si oppongono alla razzia del loro bestiame e per questo vengono arrestati o fucilati.
La lotta è fra gli uomini della Resistenza ed i tedeschi. In tale conflitto non emergono mai gli uomini della RSI, la repubblica di Mussolini. Le istituzioni repubblichine rappresentano un fantasma di stato, non svolgono mai una funzione autonoma, sono sempre al servizio dell'occupante tedesco. Va sempre ricordato che in provincia di Frosinone degli ottomila nati nel 1924 e 25 chiamati dal bando Graziani rispondono alla chiamata alle armi solo in 400. La questura di Frosinone-Fiuggi riesce ad organizzare solo 52 persone e a fatica si riesce a trovare un questore; nessun magistrato risponde all'appello di Mussolini. L'ultimo questore, Voltarelli ha la funzione di bruciare il carteggio rimasto negli uffici, privandoci cosi di venire a conoscenza di tante malefatte consumate nel periodo.
Roberto Salvatori almeno per quanto riguarda la nostra zona è riuscito a riannodare i fili di una memoria che è sempre più divisa e minacciata dalle nuove idee revisioniste e contro le quali spesso vedo molta rinuncia o tanta sottovalutazione.
Questo lavoro ricuce, rimette a sistema, da organicità ad una storia che ci veniva trasmessa in modo riduttivo e frammentato e che invece era stata scritta ma rimasta negli archivi impolverati; mai completamente conosciuta e che si apprestava inevitabilmente ad essere dimenticata. Il nostro autore ha girovagato negli archivi ne ha tirato fuori notizie inedite ed importanti e poi le ha verificate facendo parlate direttamente i protagonisti consegnadoci così un affresco bello, coinvolgente che si fa leggere e che merita di far parte delle nostre biblioteche.