Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 4 ottobre 2014

Pd. Centinaia di migliaia di esuberi fra i militanti.

Luciano Graneri


Da quanto si apprende dagli organi di stampa il Pd avrebbe perso, rispetto al 2013, ben 400.000 tessere. L’anno scorso i tesserati erano 500.000 oggi sono 100.000. In realtà la campagna di tesseramento non è ancora chiusa, ma l’emorragia di iscrizioni sembra imporsi  implacabile. Sostanzialmente degli iscritti al Pd rimarrebbe la dirigenza, con i parenti al seguito (neppure tutti), qualche anziano abbonato  abitudinario, e forse pochi giovani. Il grosso della militanza pare essersi volatilizzato. 

Qualcuno degli oppositori al padron Renzi, soprattutto la vecchia guardia, sbraita. Qualcun altro ritiene che sia un fenomeno fisiologico e punta a minimizzare.  Ma il segretario Leader Maximo che ne pensa?  “Meglio perdere iscritti e vincere le elezioni” questo è il pensiero del quartier generale. In realtà per il chief in commander democrat, la disgregazione del corpo militante è un ottima notizia.  

Era ora che un po’ di rompicoglioni si togliesse dalle palle.  Non se ne può più di gente che solo per aver pagato  i  miseri 10 euro della tessera pretende di pontificare nei circoli, e perfino nelle strade.  Basta con le menate, sull’organizzazione territoriale, sulla democrazia interna , sulla sovranità assembleare, sul partito che si costruisce dal basso attento ai bisogni della gente .  Non si può più perdere  tempo dietro agli “occupy Pd” a quelli che ancora ci frantumano i cabbasisi con la difesa dei diritti dei più deboli. 

Bisogna  rimanere in sella il più a lungo possibile e per farlo è necessario  intortare il popolino .  Gli 80 euro, la riduzione dell’IRAP,  l’assunzione a tempo indeterminato di 150.000 precari della scuola, la riduzione dei costi della politica attraverso l’abolizione del Senato e delle Province, sono tutte cose che devono sedurre. Non ci si può permettere  che qualche sprovveduto, magari con la tessera del partito in tasca, rompa le uova nel paniere e  cominci a mettersi in mezzo andando a dire che con la riforma del Senato non si risparmia, ma si ruba la democrazia,  (quello si vuole, ma non si deve sapere).  Non se ne può più di gente che obbietta sulle coperture finanziarie relative al  piano di stabilizzazione dei precari della scuola, (che effettivamente non ci sono), oppure che dimostra come per garantire gli 80 euro in busta paga siano  diminuiti i servizi e aumentate le tasse locali per un importo ben superiore . 

Alla maggioranza di quegli 11milioni e dispari che alle europee  hanno votato Pd  non  interessa di capire i perché e i percome.  Gli basta sapere che hanno 80 euro in busta paga, che con il nuovo Senato si assesta un colpo mortale ai privilegi della politica e che verranno assunti 150.000 insegnanti precari. I nemici veri sono i militanti consapevoli, quelli che ci credono, studiano,  s’informano e smascherano il gioco. Per vincere è necessario un corpo elettorale fatto di inconsapevoli e chi cerca di rendere costoro consapevoli è da evitare come la peste.  

Per rimanere al comando il più a lungo possibile non servono questi miserabili tesserati, non sono necessarie le loro spulciose quote d’iscrizione. Per rimanere in sella servono soldi veri, quelli dei finanziare alla Serra, dei fondi d’investimento, dei Riva e dei grandi imprenditori. Chissà con quali finanziamenti si è retto il partito fino ad oggi? Non certo con i soldi dei militanti.  

Si saluta con celato favore, ad esempio, quanto sta avvenendo nella Provincia di Frosinone , dove i dirigenti litigano, si prendono a male parole.  Pur di spartirsi la torta si accordano con i nemici storici del partito,  producendo una nausea acuta presso i militanti. Si impegnano a perdere iscritti perfino litigandosi  il simbolo del partito.  Per rimanere al comando servono i soldi delle lobby. Ma per ottenere i soldi delle lobby bisogna fare leggi che fanno comodo alle lobby. Per cui avanti con la precarizzazione del  lavoro, con lo scudo fiscale sul rientro dei capitali dall’estero,  con la svendita a privati di terra, acqua, aria, salute,  e affanculo i militanti.

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