Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 16 marzo 2017

Brasile Le gigantesche manifestazioni del 15 marzo

Francesco Ricci

Ieri, 15 marzo, è stata una giornata indimenticabile per il Brasile.
Masse sterminate hanno occupato le piazze di decine di città, dalle principali San Paolo e Rio de Janeiro, fino alle capitali di Stati minori. Le manifestazioni erano contro le politiche del governo: a partire dalla controriforma pensionistica (che eleva l'età minima e il numero di anni di contributi necessari per la pensione) e dalla controriforma del codice del lavoro. Due proposte avanzate dal precedente governo di Dilma (del Partito dei Lavoratori diretto da Lula) che sono state riprese e portate avanti dall'attuale governo Temer.
Il Pstu, sezione brasiliana  della Lit-Quarta Internazionale, e la Conlutas (il più grande sindacato di base del mondo, in cui svolgono un ruolo di direzione i compagni del Pstu) era tra i principali promotori e in prima fila in ogni piazza del Paese.
Da mesi il Pstu sta sostenendo la necessità di costruire un grande sciopero generale nazionale che paralizzi il Paese, faccia cadere il governo e apra la strada a un governo operario, sostenuto da comitati di lotta dei lavoratori. Le burocrazie sindacali chiaramente sono ostili a questa prospettiva e sostengono invece - insieme al grosso della sinistra brasiliana e internazionale, con la sola esclusione del Pstu e della Lit-Quarta Internazionale- una prospettiva di un nuovo governo di centrosinistra, col rilancio di Lula nel 2018.
Ma le imponenti manifestazioni di ieri, con gli scioperi massicci nella cintura operaia di San Paolo, dove si producono le automobili di tutte le grandi multinazionali, dalla General Motors alla Fiat, e dove svolge un ruolo egemone la Conlutas, il blocco per 24 ore del trasporto urbano (con alla testa i "metroviarios" di San Paolo e il loro leader, Altino del Pstu), gli scioperi di 24 ore in molte categorie, lo sciopero dei funzionari pubblici, dei chimici, dei lavoratori delle poste, degli edili, della sanità, degli insegnanti, degli studenti, i blocchi stradali organizzati dagli operai in tutto il Paese, tutto ciò dimostra che la classe operaia e le masse lavoratrici brasiliane hanno la forza non solo per fermare le controriforme del governo ma, a questo punto, per osare molto di più.
Nei prossimi giorni continueremo a seguire lo sviluppo delle mobilitazioni e a riferirne nella nostra news e sul nostro sito, cercando di colmare il significativo silenzio di tutta la sinistra riformista (ma anche di quella che si definisce "rivoluzionaria").

mercoledì 15 marzo 2017

Il Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco sostiene la proposta di un Ambito di bacino idrografico Sacco in attuazione della Legge Regionale. Per un radicale riassetto gestionale dell’acqua.

COMITATO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA FROSINONE


Il Comitato Provinciale Acqua Pubblica Frosinone è intervenuto durante la riunione del Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco del 13 marzo 2017 per chiedere il sostegno di tutti i Sindaci rispetto alla proposta di un Ambito di Bacino Idrografico (ABI), in sostituzione dell’attuale ATO5, centrato proprio sul territorio attraversato dal fiume Sacco e dai suoi affluenti, in attuazione della Legge regionale del Lazio n. 5 del 4 aprile 2014, intitolata “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”.
La L. R. n. 5/2014 è una legge di iniziativa popolare, promossa da tantissimi cittadini e numerosi amministratori locali, approvata dal Consiglio regionale all’unanimità ma, purtroppo, ancora non resa attuativa dalla stessa Amministrazione regionale. Questa legge, partendo dall’esigenza di modificare radicalmente l’assetto gestionale dell’acqua, in particolare i servizi idrici integrati forniti negli attuali ATO, ha adottato un modello di governo della risorsa (e quindi del territorio) basato sui bacini idrografici selezionati in modo da includere un numero di comuni meno elevato che negli ATO, proprio con il fine di favorire il controllo da parte degli enti locali e la partecipazione delle comunità.
Una proposta ufficiale di norma attuativa di definizione degli ABI c’è già, elaborata dal Coordinamento regionale acqua pubblica sulla base di un’attenta analisi delle caratteristiche territoriali, geologiche, idrografiche, infrastrutturali e amministrative della regione, contenuta nella Proposta di legge regionale n. 238 del 2015, mai discussa finora in Consiglio regionale. In questa proposta sono definiti i nuovi ABI regionali di cui 3 in provincia di Frosinone (uno relativo proprio al bacino del fiume Sacco).
Recentemente, la Giunta regionale ha chiesto una consulenza in materia giuridico-amministrativa al Prof. Alberto Lucarelli per la definizione di una propria proposta di legge attuativa, che dovrebbe essere redatta entro il mese di giugno. E’ allora importante e urgente che gli amministratori locali della Valle del Sacco prendano in esame e sostengano la proposta dell’ABI Sacco.
Questo appello del Comitato provinciale acqua pubblica è stato colto favorevolmente, in realtà già prima della riunione dei sindaci, dal Sindaco di Paliano, Domenico Alfieri, che ci ha permesso di esporlo a tutta l’assise. Decisamente a favore si è espresso anche il Sindaco di Ceprano, Marco Galli, che ha invitato il Coordinamento dei Sindaci a formalizzare un documento ufficiale indirizzato alla Regione per sollecitarla ad attuare la L.R. n. 5/2014 e individuare l’ABI Sacco. Numerosi altri sindaci hanno, a seguire, sostenuto tale proposta.
Soltanto operando a livello di bacino idrografico potranno essere analizzate in dettaglio le caratteristiche qualitative e quantitative delle acque e regolamentati gli usi ai fini del miglioramento della qualità e della equa e sostenibile ripartizione della quantità, come si evince anche dal Piano di Tutela delle Acque Regionale, di cui è stato recentemente adottato l’aggiornamento (DGR n. 819 del 28/12/2016).
Lo stesso ambito territoriale così definito potrebbe essere un utile ed efficace riferimento per affrontate e risolvere le numerose altre criticità ambientali che interessano la Valle del Sacco, tra cui la gestione dei rifiuti, il miglioramento della qualità dell’aria, la bonifica delle aree comprese nel SIN Sacco e l’attivazione del percorso del Contratto di Fiume Sacco, tutti argomenti discussi nella riunione dei Sindaci e che, oltre ad interessare lo stesso territorio, sono profondamente legati l’uno all’altro e non possono che essere sviluppati con una visione politica e amministrativa unitaria.

martedì 14 marzo 2017

17 marzo sciopero generale della scuola

Comitato romano per il no alla riforma costituzionale

Il Comitato romano per il NO alla riforma costituzionale, con decisione presa nell'assemblea del 6 marzo u.s., aderisce e invita a partecipare allo sciopero indetto dai sindacati di base contro i decreti attuativi della legge 107/2015 firmati dal governo Gentiloni in piena continuità col governo Renzi, perseguendo pervicacemente lo stesso obiettivo di trasformazione della scuola pubblica in scuola-azienda e accanendosi per di più contro i diritti degli alunni diversamente abili. Lo sciopero è finalizzato anche a chiedere la revoca immediata degli effetti più dannosi della 107.


lunedì 13 marzo 2017

I FILM NON SI CANCELLANO NO ALLA CENSURA AL CINEMA AQUILA

SCCA - Spazio Comune Cinema Aquila


Nel Municipio V di Roma si sta consumando un grave atto di censura della libertà di espressione, ufficializzato  in un comunicato del Presidente Giovanni Boccuzzi pubblicato sulla pagina web istituzionale, in cui si annuncia il blocco del tavolo partecipato che ha organizzato finora il Nuovo Cinema Aquila e si avoca al Municipio la programmazione cinematografica.
Lo Spazio Comune Cinema Aquila (SCCA) viene accusato di non aver rispettato le regole di condivisione della programmazione, ma la ragione vera di questo atto appare ben diversa: la presenza in cartellone, nella settimana dal 13 al 20 marzo, di alcuni film considerati scomodi.
Si è cominciato con una incredibile email inviata allo SCCA dall’assessora alla cultura Maria Teresa Brunetti, in cui si negava il consenso alla proiezione di un film documentario ancora inedito, “Piccolo mondo cane”, che racconta la vicenda sociale dell’autogestione del canile comunale della Muratella portata avanti dai lavoratori ex dipendenti del canile. La proiezione, per esplicita dichiarazione dell’assessora, non si sarebbe potuta svolgere perché un post su Facebook degli ex lavoratori aveva annunciato la notizia accompagnandola con una critica alla sindaca Raggi. Era quindi necessario tacitare un dissenso politico, rifiutando un film – un prodotto culturale – senza nemmeno entrare nel merito dei suoi contenuti e rinunciando all’occasione di farne un momento di confronto pubblico, come proposto dallo stesso regista dell’opera.
Si è giunti poi all’assemblea pubblica di giovedì del tavolo partecipato SCCA, che un compatto schieramento pentastellato composto dal presidente Boccuzzi, dalla presidente del consiglio municipale Manuela Violidall’assessora Brunetti, dal presidente della commissione cultura Alessandro Stirpe e alcuni consiglieri M5S, ha tenuto in ostaggio per oltre due ore avanzando capziose critiche alla conduzione del tavolo stesso. Le critiche sono state smontate una ad una e si è giunti alla fine alla caduta del velo: il punto vero era costituito dal film sugli ex lavoratori del canile e dagli appuntamenti proposti dalla campagna BDS, movimento non violento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni nei confronti di Israele e contro l’apartheid del popolo palestinese. Si tratta di tre film internazionali di cui uno presentato agli Oscar, uno nominato ai Nastri d’Argento e al David di Donatello nonché trasmesso dalla Rai, uno selezionato a Cannes (“The wanted 18”, “This is my land… Hebron”, “The salt of the sea”), e il pluripremiato spettacolo teatrale “Mi chiamo Rachel Corrie”.
Vuole il caso che lo stop imposto dal M5S del Municipio sia seguito alla presentazione di vergognose mozioni del Pd, a livello comunale e municipale, contenenti infami accuse di antisemitismo, che il Movimento 5Stelle ha scelto di subire astenendosi venerdì in consiglio municipale invece di difendere con coraggio e fondamento politico il processo partecipato del Cinema Aquila e le decisioni comuni prese in quella sede. Processo, lo ricordiamo, di cui il Municipio è parte e garante.
Anziché valorizzare e riconoscere l’esperienza di gestione partecipata di uno spazio pubblico dedicato alla cultura e al sociale, condivisa da cittadini e istituzioni, la priorità espressa dal Municipio è difendersi da attacchi, assolutamente illegittimi, da parte dell’opposizione – quella stessa opposizione che, ricordiamolo, ha precedentemente chiuso il Cinema Aquila.
Non avendo ottenuto soddisfazione dall’assemblea di giovedì, ma solo l’imbarazzo di non poter controbattere ad argomenti e proposte ragionevoli, il presidente del Municipio ha emesso il proprio comunicato. Il presunto mancato “rispetto delle regole” è nient’altro che un pretesto per portare a termine un’operazione inaccettabile di censura: il programma del cinema era stato infatti condiviso e comunicato ufficialmente al Municipio da settimane, nessuna riserva era stata mai espressa fino ai fatti sopra descritti. Il tavolo di programmazione è sempre stato aperto alle proposte portate in presenza e a quelle riportate, per tramite del Municipio, da altri territori. Il suo regolamento non è, come sostengono oggi l’assessora Brunetti e la presidente del Consiglio Violi, da riscrivere: deve piuttosto essere resa esplicita, e semmai migliorata, la prassi finora seguita e sempre riconosciuta, al tavolo e pubblicamente, dalla stessa amministrazione del Municipio come esperienza di grandissimo valore.
Vogliamo ricordare che i cittadini riuniti dietro la sigla di SCCA non si sono dati altro tipo di organizzazione se non quella assembleareaperta e ampiamente pubblicizzata, dell’appuntamento settimanale insieme al Municipio nel foyer del cinema. SCCA è un’idea che ha riunito un movimento di cittadini senza la cui azione – è bene ribadirlo – il Cinema Aquila sarebbe ancora chiuso. Il cinema è stato riaperto nelle forme e nei modi concordati col Municipio stesso, che adesso quest’ultimo sembra rinnegare mettendo in discussione un percorso di mesi che ha visto il costante aumento del pubblico (proiezioni gratuite) e una crescita di partecipazione nella stessa assemblea del giovedì che accoglie proposte da tutta la città. Ora siamo ad un punto in cui la politica, anche quella che guida il Municipio, fa marcia indietro, si veste da azzeccagarbugli e cerca il cavillo con l’intenzione di tagliare le gambe a questo percorso.
Per tutto quanto detto SCCA comunica di non voler sospendere il programma, presentato al tavolo e pubblicato, e conferma l’intera programmazione della prossima settimana.

NON CI LASCEREMO METTERE IL BAVAGLIO

Forum Palestina




Il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni contro Israele) in questi giorni è pesantemente e gravemente sotto  attacco, tanto a Roma quanto in tutta Italia e nel mondo.


Le pressioni dell'ambasciata di Israele e dei sionisti hanno provocato da parte della giunta capitolina (su richiesta - ricordiamolo - di Fassina)  la revoca della sala in un primo momento concessa per l' importante appuntamento previsto a Roma  per il 28 febbraio, in apertura della Settimana contro l'Apartheid israeliana; episodi simili si sono verificati  altrove in occasione di altre iniziative targate BDS.

Non è finita:la minaccia di annullamento riguarda adesso  i due eventi BDS previsti per la prossima settimana (martedì 14 e mercoledì 15 marzo) al Nuovo Cinema Aquila di Roma. L'intimazione arriva sia dal PD sia dal Movimento 5S, uniti e concordi nel portare avanti questa vergognoso e servile tentativo di compiacere gli interessi sionisti in Italia.

E' per questo che lanciamo un appello urgente a tutti i compagni e gli amici della Palestinadobbiamo  reagire con forza per difendere i nostri spazi di azione politica nella città di Roma (e dappertutto) a sostegno del popolo palestinese! E' urgente e vitale che  rivendichiamo con forza  il nostro diritto all'espressione e la legittimità del boicottaggio contro Israele, uno Stato di apartheid che occupa la Palestina, assedia, affama, imprigiona e tortura i Palestinesi, e viola costantemente e impunemente il diritto internazionale!

Manifestiamo il nostro sostegno al coraggioso SCCA (Spazio Comune Cinema Aquila) che ha respinto al mittente le ingiunzioni, confermando tutta la programmazione cinematografica della prossima settimana compresi i due eventi BDS.

Partecipiamo in massa alle due giornate del 14 e del 15 marzo!

X Congresso del PRC un momento di riflessione collettiva sulle problematiche del territorio.

Ufficio Stampa Prc 


Domenica 12 marzo, si è tenuto il X Congresso del PRC presso Isola del Liri nei locali de “La Fabbrica”.
La partecipazione è stata ampia, i contributi al dibattito sono stati numerosi, i saluti del Sindaco della città e quelli dei rappresentanti dei Partiti e delle Associazioni hanno aperto i lavori.
La relazione del segretario provinciale, Paolo Ceccano, è stato un momento di proposta e di definizione di tutta la linea politica su cui si è incentrato il dibattito successivo. Vi hanno preso parte i delegati e i militanti ospiti costruendo in questo modo un percorso dialettico in cui si sono intrecciati i diversi e molteplici contributi che costituiscono il patrimonio della proposta politica e programmatica del PRC della provincia di Frosinone.
I momenti di riflessione sono stati alti, come articolata è stata la discussione intorno ai problemi che attanagliano la nostra provincia: dal lavoro, alla salute sempre più compromessa da un ambiente il cui degrado è vieppiù elevato e al contempo con possibilità di cure sempre più ridotte dal progressivo smantellamento della sanità pubblica. Ci sono stati momenti di forte intensità emotiva allorquando si sono susseguite le testimonianze dirette di compagne e compagni che ne subiscono gli esiti. Nei loro racconti si è avuta l’esatta misura della gravità della situazione in cui versa la nostra provincia.
E’ stato dunque un momento di riflessione collettiva che il PRC mette a disposizione della politica per renderla vera e concreta.
Al termine della giornata, sono stai eletti i nuovi organismi dirigenti:

Paolo Ceccano è stato confermato all’unanimità segretario provinciale, Luca Esposito eletto presidente del collegio di garanzia, mentre Nevia Borgia e Paolo Ceccano stesso delegati al prossimo congresso nazionale del PRC che si terrà a Spoleto dal 31 marzo al 2 aprile.

domenica 12 marzo 2017

Evviva un congresso vero.

Luciano Granieri.


Si è svolto ieri 12 marzo 2017, presso l’auditorium New Orleans “la Fabbrica” di Isola Liri, il congresso provinciale di Rifondazione Comunista di Frosinone. L’assise degli iscritti doveva votare il documento politico, gli organi dirigenziali ed eleggere il segretario Provinciale.  Garante del congresso è stata  Rosa Rinaldi, membro del comitato centrale del partito. 

Una piccola premessa. E’ bello rilevare come  i congressi, quelli veri, con tutte le procedure classiche annesse, non siano spariti. E’  Il percorso democraticamente più corretto che passa dai  congressi di circolo cittadino,  si trasferisce all’assise provinciale, e si concretizza  nell’incontro finale dei delegati nel quale si eleggerà il segretario nazionale ed il documento politici risultato maggioritario. Quello di Rifondazione si terrà a Spoleto  fra il 31 marzo e il due aprile.  Niente gazebi, primarie  dove i militanti, ma anche i non militanti, eleggono l’uomo solo al comando  senza conoscerne nemmeno il programma.  Niente casting on line  ma un sano, magari anche aspro, confronto. 

Partiamo dalla fine. Paolo Ceccano, segretario provinciale uscente è stato eletto per un secondo mandato. Complimenti a lui, non solo per il successo, ma anche per come è riuscito ad organizzare il congresso. L’idea, brillante è stata  quella di mettere a confronto le associazioni attive sul territorio nella difesa dei diritti essenziali con le organizzazioni politiche. Come è noto la nostra Provincia è flagellata da problematiche serie, prima fra tutte quella del lavoro con una disoccupazione che conta poco meno di 150mila persone senza occupazione. La  drammatica  situazione ambientale, il servizio sanitario pubblico ormai inesistente , la scuola con istituti spesso fatiscenti ,  in balia di collegi scolastici che sembrano consigli di amministrazione, e una profonda crisi sociale generale sono questioni enormi, compiutamente descritte da movimenti  che lottano ogni giorno su tali tematiche. 

Gli interventi dei rappresentanti delle associazioni invitate hanno riportato  un quadro devastante, ma hanno altresì avanzato proposte. Dovrebbe essere compito dei movimenti politici  e sindacali,  unitamente alla stessa Rifondazione, provare a mettere in piedi una rete di collaborazione per restituire al popolo ciociaro quel minimo di diritti necessari ad una vita dignitosa. Altro  idea molto positiva  , è stato quella di invitare ex militanti, e tutta quella galassia diffusa di persone impegnate politicamente che  hanno maturato un’esperienza in rifondazione, ma poi, per diversi motivi, se ne sono allontanati. Soggetti che continuano ad operare, magari proprio dentro le  associazioni. 

Era chiaro il tentativo di ricostruire un’unità d’intenti fra miltanti ed ex militanti verso un programma ideologicamente connotato in senso anticapitalista utile a smuovere una situazione sociale e politica  asfittica. La risposta è stata positiva. Ci siamo ritrovati (mi includo anch’io nella compagnia) con compagni, se ancora la parola ha un senso, che hanno condiviso battaglie e lottato insieme. Non tutti però  hanno avuto il buon senso di lasciarsi dietro screzi   nati negli anni della militanza, anzi hanno usato il congresso provinciale per provare a risolvere qualche conto rimasto in sospeso. In particolare si è assistito ad uno squallido alterco fra Oreste della Posta del Pci e Romolo Rea di Azione Civile che non ha offerto alcun contributo alla causa anzi. 

Un altro elemento, a mio giudizio, ha segnato negativamente ,  pur in un contesto di grande condivisione, lo sviluppo congressuale. Ancora una volta  ha pesato come un macigno il convitato di pietra Pd. Molti si sono affannati a scongiurare qualsiasi tipo di alleanza con i democrat. Perché evocare ancora il partito dell’ex segretario Renzi? Esiste ancora qualche dubbio sulla virulenza di certe alleanza? Se si ribadisce  la natura anticapitalista e antiliberista di Rifondazione il rapporto con il Pd non può essere che conflittuale. Si tratta di una formazione iperliberista, la migliore sponda politica dei potentati finanziari, non dovrebbe avere  nulla a che vedere con qualsiasi aggregazione che si definisca, non dico comunista, ma almeno socialista. Perché dunque precisare qualcosa che dovrebbe essere scontato? Forse non si è del tutto convinti? 

Il dubbio nasce spontaneo a seguito  dalla reazione della sala  a quanto affermato da Gianluca Evangelista intervenuto per il Fronte della Gioventù Comunista. Nel suo ottimo intervento Gianluca ammoniva a non stringere alleanze con il Pd anche a livello locale. Una tale affermazione non è stata accolta, come ci si sarebbe aspettati, da un caloroso applauso. La sala è rimasta in un silenzio poco rassicurante. Solo il sottoscritto ha battuto le mani restando sorprendentemente solo nella manifestazione di assenso. 

E’ evidente comunque che in Rifondazione sussistono diverse contraddizioni. Molti iscritti hanno in tasca anche la tessera della Cgil. Il sindacato più grande d’Italia, che spesso non si è speso nella difesa dei lavoratori. La vicenda della bocciatura  da parte della Corte Costituzionale del referendum sull’art.18, perché il quesito è stato strutturato in termini propositivi, lascia un po’ perplessi. Se come è emerso dagli interventi, il jobs act è stata, fra le nefandezze del governo Renzi, la peggiore, il sindacato cui Rifondazione dovrebbe guardare avrebbe dovuto mobilitarsi immediatamente contro questa legge, chiamando la popolazione in piazza, ancora prima che questa venisse approvata. 

Ancora, se si tengono saldi i principi antiliberisti e anticapitalisti, non è possibile rimanere nell’euro, che è una formidabile arma in mano al capitale finanziario. Per progettare un’Europa dei diritti, bisogna anteporre alla moneta unica, politiche del lavoro e fiscali comuni. Un’operazione che non può partire se si rimane prigionieri dell’euro, come il triste destino della Grecia ha ampiamente dimostrato. 

Al netto di queste discussioni, rimane  il fatto che l’evento congressuale provinciale, organizzato da Paolo Ceccano e dalla sua segreteria, ha segnato il ritorno di un  grande  entusiasmo  attorno al partito e di  una ritrovata passione per la politica. L’importante è partire  proprio da qui . Con la passione, anche le discussioni più aspre si potranno superare di slancio. E l’augurio che mi sento di rivolgere ai compagni di Rifondazione della nostra Provincia è di continuare con questo grande entusiasmo, ma di far tesoro anche delle vicende del passato. In bocca al lupo compagni !