Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 3 aprile 2017

Quale socialismo?

Da “Scintilla” n. 79, aprile 2017


Otto anni di crisi e di stagnazione, di attacco ai lavoratori sfruttati, di misera dilagante, hanno riportato all’ordine del giorno della riflessione e del dibattito politico la questione del socialismo, della sua attualità.
Noi comunisti incoraggiamo e aiutiamo le tendenze socialiste oneste e sincere che si sviluppano fra organizzazioni e singole personalità.
I fatti però ci dicono che oltre a queste tendenze più o meno spontanee vi sono settori borghesi, filoimperialisti e riformisti, che parlano di socialismo per far passare ideologie e punti di vista che nulla hanno a che vedere con la prima fase della società comunista.
Vediamo tre tendenze all’opera: una tendenza “utopista ragionevole”, idealista, che all’atto pratico non va oltre la critica del neoliberismo e la riforma del capitalismo; una kautskyana che predica il passaggio graduale al socialismo;  e una “cinese” che sostiene il cosiddetto socialismo di mercato.
Tutte e tre sono di chiara derivazione socialdemocratica e revisionista. Negano la funzione autonoma e il movimento politico del proletariato, protagonista principale della rivoluzione socialista; la necessità della rivoluzione per strappare il potere politico alla borghesia; la socializzazione dei mezzi di produzione, con la quale si elimina lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; la dittatura del proletariato, senza la quale non si può sconfiggere la resistenza accanita delle classi sfruttatrici e costruire la nuova società; la necessità del partito comunista (marxista-leninista), chiamato a elevare la coscienza, a organizzare, unificare, mobilitare e dirigere nella lotta la classe più rivoluzionaria e i suoi alleati alla conquista del socialismo.
Senza queste caratteristiche non si può parlare di socialismo scientifico, proletario. Chi le disconosce, denigra o nasconde dimostra di essere un esponente dell’ideologia piccolo borghese, che avversa il ruolo storico della classe operaia e del suo partito di avanguardia.
Contro tutte le concezioni confuse, calunniose o “ben intenzionate”, che servono a rendere inservibili la rivoluzione e il socialismo per i compiti storici del proletariato, va condotta una lotta permanente e intransigente. Il socialismo proletario è uno solo!
Nell’anno del centenario dell’Ottobre, segnaliamo l’importanza di partecipare attivamente in questo dibattito, puntualizzando ciò che è la rivoluzione socialista, per aiutare la separazione netta e definitiva con l’opportunismo e il riformismo di ogni tipo e compiere decisi passi avanti verso il Partito Comunista.

domenica 2 aprile 2017

Poesia dedicata a Buddy Rich

 Michael Keshigian
Rich at 100



In un jazz club abbandonato,
dove una volta debuttai,
solo ragni e topi
stavano  dietro i pannelli acustici
che una volta risuonarono  in un sogno,
vedo la mia immagine distorta
riflessa su uno sfregiato  piatto ride
di uno sconclusionato drumset,
sento come un intruso,
dirompente un riff di Buddy Rich
quando si esibì qui
qualche decade fa
arruolando   il mio talento
dalla vicina scuola di jazz,
aggiungendo i colori del sassofono
ai suoni sepolti
fra le tue mura
infilati nei tuoi angoli
quando noi precipitammo la sua furia
verso il picchiettar del piede,
la gamba ondeggiante in una gita  percussiva
fuggì  da una dimensione alternata,
Cammino su  questo palco,
sforzandomi per sentire quei preziosi timbri
 che gli ultimi giorni hanno iniziato a nascondere,
gli assoli da piogge di anni
sono stati  lavati via,
umettate perdute si ricrearono indiscernibilmente
attraverso le  labbra contratte
dalla mia affaticata imboccatura
facendo scivolare le mie  unghie
sul  martoriato piatto
spero  che il fantasma di Buddy suonerà.

Traduzione di Luciano Granieri







La svolta maccartista in Italia al servizio del sionismo e dell'imperialismo

Vincenzo Brandi

Succedono in Italia cose che sembrano riportarci ai tempi oscuri del fascismo o del maccartismo, o forse nell’Ucraina nazista o nell’Arabia Saudita dei fanatici wahabiti.


Non bastava il progetto di legge bipartizan (sono firmatarie anche un paio di parlamentari del PD, una ex 5 Stelle e vari parlamentari di Forza Italia) per colpire con pene detentive e multe salatissime chi diffonde nella rete notizie che le autorità considerano “controverse” (ma senza colpire i grandi giornali e le TV nazionali che possono continuare a dire tutte le bugie che vogliono).

Ora esiste (già dal 2015) anche un Disegno di Legge N. 2043 diretto esplicitamente contro il movimento pacifico di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni che si oppone alla politica discriminatoria e persecutoria dello stato colonialista israeliano nei riguardi della popolazione originaria della Palestina. Sono firmatari di questo incredibile progetto liberticida anche due parlamentari del PD (Fattorini e Corsini). Nel disegno l’antisionismo viene ovviamente equiparato all’antisemitismo e quindi al razzismo; Israele viene definito come stato confessionale “ebraico” e sono previsti fino a 4 anni di galera a chi partecipa a movimenti che invitano al boicottaggio dell’entità sionista, e fino a 6 anni per gli organizzatori.

Nessun accenno viene fatto per ricordare che il boicottaggio - una pratica politica del tutto pacifica come indicato nel bel libro di Alfredo Tradardi e Diana Carminati sull’argomento (1) - fu uno dei mezzi usati per far cessare la politica dell’apartheid in Sudafrica. Seguendo le indicazioni dell’ex presidente Napolitano e dell’ex presidente del consiglio Renzi, si finge di ignorare che il sionismo è un’ideologia fascistoide, razzista e colonialista, il cui nucleo centrale consiste nel fatto di riconoscere ad un gruppo religioso particolare il diritto di andare a colonizzare una terra abitata da un’altra popolazione, che va quindi repressa e scacciata dalle proprie sedi.

L’equiparazione tra apartheid e sionismo è del tutto lecita e giustifica ampiamente tutte le azioni di boicottaggio. Israele nel 1948 scacciò con la forza oltre la metà della popolazione della Palestina e non ha mai attuato la risoluzione dell'ONU N. 194 del dicembre 1948 che riconosceva il diritto dei profughi di tornare alle loro case ed essere ricompensati per i danni subiti. Nel 1967 Israele occupò anche le terre palestinesi risparmiate nel ’48 (Cisgiordania e Gaza) e rifiutò di ottemperare alla risoluzione 242 dell’ONU che gli prescriveva il ritiro dalle zone occupate. La costruzione continua di colonie illegali all'interno dei territori occupati rende ormai impossibile la nascita di uno stato palestinese, come previsto dagli accordi di Oslo del 1993. Il sequestro illegale di tutte le fonti d'acqua della Cisgiordania crea enormi difficoltà alla popolazione palestinese, specie per l'agricoltura e la pastorizia. Il taglio illegale di milioni di ulivi in Cisgiordania, principale ricchezza dei territori palestinesi, si accompagna all’espulsione continua di Arabi e Beduini da numerose zone occupate per presunte ragioni di "sicurezza" e per la costruzione di nuove colonie. I processi frequenti di fronte a tribunali israeliani di Palestinesi che si oppongono all'occupazione, cui sono comminate condanne pesantissime, fanno sì che la popolazione carceraria palestinese sia una delle più alte del mondo. Frequente è l’uccisione da parte degli occupanti di gente che protesta.

Ultimamente abbiamo assistito all’annessione illegale della parte Est di Gerusalemme, per cui gli abitanti palestinesi di questa zona ora sono all'interno dello stato d'Israele, ma senza diritto di cittadinanza, e quindi non come persone di pari diritti. Nonostante la risoluzione 2334 del 27.12.2016 del Consiglio di sicurezza dell’ONU dichiari le colonie illegali, Israele nel febbraio scorso ha promulgato una legge che dichiara legali retroattivamente altri 4000 alloggi per ebrei costruiti recentemente nei territori occupati.

Il disegno di legge si accompagna ad una serie impressionante di divieti che autorità politiche e locali e dirigenze universitarie, e persino associazioni pseudo-democratiche, hanno recentemente imposto ad una serie di manifestazioni culturali e pacifiche indette in relazione al dramma della Palestina. Ricordiamo il divieto di tenere un convegno in Campidoglio a Roma dopo il voltafaccia del consigliere Stefano Fassina, il divieto di rappresentare tre film palestinesi ed uno spettacolo in ricordo di Rachel Corrie al cinema Aquila a Roma su richiesta di consiglieri locali del PD, il divieto di rappresentare un altro film al cinema Palladium e di tenere un convegno all’università La Sapienza, un analogo episodio avvenuto a Biella in una sede dell’ANPI. Tutti questi episodi avvengono su pressioni dell’ambasciata israeliana e di gruppi sionisti italiani cui tutte le autorità italiane obbediscono vilmente. L’ultimo episodio è una grottesca lettera del vice-ambasciatore d’Israele pubblicata, con grande rilievo, in prima pagina, dal compiacente direttore del Mattino di Napoli in seguito ad un convegno sulla Palestina programmato in quella città , in cui il diplomatico afferma incredibilmente che l’occupazione israeliana della Palestina ha fatto ottenere ai Palestinesi “l’indipendenza”! Evidentemente i sionisti considerano quei pochi limitati nuclei di Palestina amministrati dall’Autorità Nazionale Palestinese sotto la continua minaccia dell’esercito israeliano come uno stato palestinese già esistente.

Una prima risposta pubblica a questo giro di vite maccartista e alle ingerenze di uno stato colonialista straniero, protetto dagli USA e dalla NATO, nel nostro paese sarà data il 25 Aprile, giorno della Liberazione e della resistenza dei popoli, con la partecipazione di uno spezzone per la libertà della Palestina al corteo indetto dall’ANPI. Sarebbe opportuno che i sostenitori della causa palestinese e della liberazione di tutti i popoli oppressi intervengano numerosi e decisi a non farsi strappare l’occasione di inneggiare alla Palestina Libera.

(1) D. Carminati, A. Tradardi, “Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni, una pratica non violenta”, ed. Derive/Approdi.

sabato 1 aprile 2017

L'omicidio di Emanuele:un tragico episodio di "REAZIONE" violenta.

Luciano Granieri

Ieri pomeriggio si sono svolti i funerali di Emanuele Morganti il ragazzo trucidato nella notte fra venerdì e sabato scorso dal cosiddetto branco. Termine  abusato e usato impropriamente al posto di “squadraccia fascista”. Ma è noto, tirare in ballo i fascisti, significa toccare una categoria protetta.  

Sulle cause dell’assassinio, sulle diverse sfaccettature, da quelle giudiziarie a quelle psicologiche, sono stati  versati fiumi di inchiostro e girati innumerevoli servizi, spesso a sproposito. Personalmente non sono in grado di capire cosa sia accaduto realmente  quella dannata notte dentro e davanti un locale dove si sarebbe dovuto solo  fare musica, né ho cognizione di come si possano essere scatenate pulsioni  così violente . 

Percepisco con preoccupazione  il  quadro  allarmante  e drammatico determinato da un’irreversibile degrado   dei  rapporti sociali. Quando nell’interazione fra soggetti  l’individualismo spinto e il forte spirito di appartenenza ad una  particella  sociale impazzita, sostituiscono  il valore della condivisione, quando la competitività  prende il posto della solidarietà, diventa forte il rischio di una deriva violenta.  Se a questo aggiungiamo una  fase mediatico-comunicativa, che pervade TV e web,  in cui vince sempre chi urla di più, e in cui vengono mitizzate   figure violente protagoniste di serie come Gomorra, (e forse qui Saviano una qualche responsabilità ce l’ha)  il pericolo della barbarie è incombente . Se il camorrista Genny  Savastano diventa un modello da imitare, risulta  complicato  non mettere in conto  certi fenomeni  di cieca violenza. 

Ma non erano queste le tematiche che volevo affrontare. Detto molto brutalmente, nell’ultimo week end di marzo una morte era attesa, ma è avvenuta nel luogo sbagliato. Non nella manifestazione Eurostop, dove un evento luttuoso avrebbe fatto comodo e gonfiato le sirene reazionarie pronte  a reprimere il dissenso , ma circa ottanta chilometri più a sud. Davanti ad un music club dove, lontano dalle beghe politico-ideologiche,  divertimento e spensieratezza avrebbero dovuto farla da padrone. 

Forse è improprio paragonare i due eventi, ma se valutiamo  i provvedimenti  restrittivi emessi verso i  personaggi protagonisti dei  fatti  non può sfuggire un disarmante squilibrio. Manifestanti diretti a Roma, per sfilare nel corteo Eurostop, sono stati fermati, ancora prima di arrivare a destinazione e reclusi nel CIE di Tor Cervara.  Praticamente è   stato impedito loro di partecipare alla manifestazione.  Gli è stato contestato il possesso di qualche felpa con il cappuccio e la partecipazione ad altre manifestazioni.  Mario Castagnacci, uno dei maggiori  indiziati del delitto di Emanuele Morganti, era stato fermato  il giovedì precedente la notte  maledetta , perché nella sua casa romana  gli inquirenti avevano rinvenuto 300 dosi di cocaina, 150 di crack, 600 hashish. La tesi difensiva  dei legali di Castagnacci, per cui  la droga era destinata ad un consumo di gruppo, è stata ritenuta sufficiente per  rilasciare il fermato. 

In sostanza si ritiene pericoloso il possesso di una felpa con cappuccio se si deve partecipare ad una manifestazione,  mentre un’ imponente fornitura di stupefacenti è innocua per chi si appresta ad organizzare un festino con gente, il cui stato di lucidità sarà fortemente compromesso dopo l’assunzione di certe sostanze, e il rischio che costoro si lascino andare a condotte violente è più che probabile.

In realtà  il  nostro è una Paese reazionario. E' un posto dove  si approva un decreto legge (Il decreto Minniti) in cui i sindaci diventano sceriffi e possono cacciare da piazze e strade gente indesiderata,  colpevole del solo reato di non essere conforme (contestatori,  barboni, immigrati) . Allo stesso tempo si lasciano libere di colpire squadracce fasciste pervase da un’insensata voglia di violenza,  esaltate dall’ubriacatura del predominio della razza e del controllo del territorio.  

Questo è il paese in cui uno come Stefano Cucchi , arrestato per detenzione di stupefacenti, viene  ucciso a botte dai carabinieri, mentre  Mario Castagnacci, fermato  per lo stesso capo d’imputazione, viene rilasciato. Perché una tale spropositata differenza?  Forse perché sul manganello che, pare, lo stesso Castagnacci abbia usato per aggredire Emanuele, tanto da fargli fare la stessa fine di Cucchi, c’era scritto “boia chi molla”? 

venerdì 31 marzo 2017

Programma per Frosinone 4.0

Luciano Granieri


Lo ammetto sono sensibile al fascino della minoranza. Per cui seguendo questa mia inclinazione , in occasione delle prossime elezioni comunali a Frosinone, mi schiererò fra le fila  degli elettori. Già perché pare che in città siano più numerosi i  candidati che i votanti semplici, quindi la mia scelta è consequenziale. Ma  dovere civico e senso di responsabilità mi chiamano ad andare oltre il passaggio alle urne.  E' mio dovere  offrire un  piccolo contributo programmatico  alla cittadinanza. Di seguito propongo  il programma che avrei presentato, qualora mi fossi candidato. E’ a disposizione di tutti. Chiunque ne voglia trarre qualche spunto è libero di farlo, non c’è copyright. Si tratta di fare il bene della nostra città  che diamine!
Buona letture e buone  riflessioni.

Frosinone 4.0. Per  una città smart, ecosostenibile, ecocompatibile, ecosociale, ecopartecipata, ecocivica, ecosicura

Nel rispetto della Costituzione il presente programma si pone l’obbiettivo di rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico affinchè i cittadini frusinati, possano realizzare il pieno sviluppo della  persona umana.

Servizi:
Internalizzazione di tutti i  servizi per la città (cura del verde,  arredo urbano, illuminazione, servizi cimiteriali, servizi alla persona e alle categorie svantaggiate , mobilità scolastica, mense, gestione strutture culturali) - Piano di assunzione  degli ex lavoratori Multiservizi, degli ex lavoratori Videocon, degli ex lavoratori Marangoni, degli ex lavoratori Ilva  e di tutti quelli che davanti alla qualifica di lavoratori presentano la dicitura “ex”

Rifiuti:
Raggiungimento entro il primo  anno di mandato del 100% di raccolta differenziata con la totale copertura del servizio porta a porta - Un messo comunale girerà casa per casa a raccogliere i rifiuti, e se gli sarà richiesto, potrà procedere anche alle pulizie di tutto l’appartamento non tralasciando  il bagno.

Salvaguardia della salute:
Programma FrosinoneCare: Il comune provvederà al pagamento di esami diagnostici e trattamenti terapeutici, anche presso studi medici  privati, a tutti i cittadini che ne faranno richiesta con  un reddito ISEE non superiore  30mila euro.

Scuola:  
Messa in sicurezza secondo criteri antisismici  di tutte le scuole di competenza comunale, costruzione di 6 nuovi asili nido, con l’assunzione di 162  insegnanti.

Acqua Pubblica:
Costituzione di una  società a partecipazione pubblica per la gestione del servizio idrico.

Servizi sociali:
Programma di promozione sociale denominato “L’anno che verrà”.   Il programma prevede: L’ istituzione della tripla festa natalizia - Procacciamento del cibo e della luce per tutti -  Restituzione  della parola ai muti, mentre i sordi già ce l’hanno - Possibilità di fare l’amore per tutti, ognuno secondo le proprie tendenze.

Mobilità urbana:
Raddoppio della corsia dell’ascensore inclinato - Costruzione di altri ascensori inclinati in particolare: da Via Maria al Rione Giardino – dalla Stazione Ferroviaria a P.zza Gramsci  -dalla Chiesa Sant’Antonio  a San Liberatore – Costruzione di una metropolitana di superficie   il cui itinerario  sostituirà  il percorso  degli autobus denominati “circolari” - Car sharing,  si prevede un accordo con la Tesla per la fornitura di  150 Suv elettrici modello X,  sette posti a trazione integrale ( da zero a 100 in 3,1 secondi). Veicoli a  disponibilità  totalmente gratuita per i cittadini. 

Ambiente:
Fornitura gratuita di filtri per le canne fumarie per i cittadini che utilizzano dispositivi  di riscaldamento a biomasse (caminetti, stufe a pellet)  - Fornitura gratuita di caldaie a condensazione per i cittadini che ne facessero richiesta con ISEE non superiore a 35mila euro     - Installazione di  enormi candele mangia fumo e grandi  Arbre Magique nei siti dove sono installate le centraline di rilevazione delle emissioni inquinanti.

Urbanistica:
Realizzazione del Parco delle Fontanelle, del Parco del  fiume cosa, del Parco del Matusa -Edificazione di una struttura geodetica per l’associazione Unitalsi  -   Ristrutturazione e riqualificazione di palazzi di pregio (Banca d’Italia, Dispensario, Camera di Commercio)  e degli immobili del centro storico - Completamento del progetto Piloni, sotto le cui arcate saranno realizzate botteghe artigianali presso le quali, oltre che acquistare prodotti tipici, sarà possibile frequentare corsi per la realizzazione di oggettistica locale.

Sport e Cultura:
 Connessione wi fi gratuita  in tutta la città  -Sistemazione ed ampliamento del museo archeologico-Dissotterramento, recupero e valorizzazione delle aree archeologiche  presenti nel sottosuolo della città - Valorizzazione della festa del Santo Patrono con la costruzione della macchina di San Silverio e Sant’Ormisda, sul modello della macchina di Santa Rosa di Rieti - Delocalizzazione della cerimonia di consegna dei premi Nobel da Stoccolma  a Frosinone - Festival del jazz d’avanguardia nord europea - Festival dei conservatori -  Ampliamento delle biblioteche con la rinnovata adesione al circuito delle biblioteche della Valle del Sacco - Ampliamento  e sistemazione del campo d’atletica Bruno Zauli – Partecipazione economica  alla prossima campagna acquisti del Frosinone, in modo da aiutare la società ad allestire una squadra che punti almeno all’Europa League. 

Sicurezza:
Fornitura gratuita, ai cittadini che ne faranno richiesta, di impianti antifurto  -aumento delle video camere di sorveglianza cittadina  con  l’obbiettivo di inserire un dispositivo per ogni condominio o casa privata. Per i cittadini ripresi sarà possibile richiedere una copia della registrazione video da inviare alle selezioni del Grande Fratello.

Democrazia partecipata:
Organizzazione di consigli comunali aperti da tenersi, a turno, nella casa di ogni cittadino. Il cittadino ospitante s’impegnerà a rifocillare i consiglieri e il sindaco . Per un reddito ISEE inferiore ai 10mila euro l’ospitante offrirà  un caffè. Per un reddito ISEE compreso  tra i  10mila e i 20mila euro sarà offerta  l’apericena. Per un reddito ISEE al di sopra dei 20mila euro è prevista  per i consiglieri ospiti la cena con caffè e ammazza caffè.

Sostenibilità economica e bilancio partecipato:
Azzeramento per tre anni di tutti i tributi comunali ed erogazione dei servizi sociali gratuiti - Istituzione del fondo comune denominato “Fondo Lottery”. Nel fondo ogni cittadino verserà settimanalmente una quota di 10 euro (per coloro che  hanno un reddito ISEE inferiore a 10mila euro), 20 euro (per i redditi ISEE compresi fra 10mila e 20mila euro), 50 euro (per i redditi ISEE superiori ai 20mila euro). Sono previste e bene accette donazioni anche superiori. Ogni mese il finanziamento del fondo consentirà all’assessore al bilancio di partecipare, per conto del comune, a lotterie, scommettere alle videolottery e sugli eventi calcistici e sportivi. Le vincite forniranno entrate previste per almeno 2 milioni di euro l’anno. Con un po’ di fortuna e lungimiranza si potranno ottenere entrate anche più consistenti, in modo da finanziare l’intero programma sopra enunciato.


Questo è quanto. Spero che qualche candidato a sindaco possa trarre spunti dalla mia proposta.   Chi  volesse utilizzare anche solo uno dei miei  punti  programmatici  non è neanche obbligato a citare la fonte. Sono un cittadino responsabile io mica cacchi.

giovedì 30 marzo 2017

Alcune brevi riflessioni sulla fase politica e sociale attuale e sul cosa fare

Umberto Franchi




La fase politica italiana si caratterizza per una realtà fatta di disgregazione sociale costruita progressivamente da circa 30 anni. 

Oggi abbiamo un mondo del lavoro devastato dalla disoccupazione e precarietà, dallo sfruttamento, da taglio dello stato sociale, dalla cancellazione dei diritti, dai bassi salari e pensioni... a ciò si è aggiunto, con un eccesso di crudeltà con   il jobs act  voluto da Renzi...
 Ma questa ultima legge con la cancellazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ha  fatto traboccare il vaso , ed è proprio per questo motivo che il 4 dicembre 2016,  Renzi è stato bocciato dalla stragrande maggioranza del popolo italiano e  costretto a dimettersi da presidente del Consiglio ed anche da segretario del PD !


Sembra però che lui non si senta affatto un cittadino comune ed anzi  è convinto che sarà ancora  lui a vincere il congresso del PD ed il futuro candidato alle elezioni politiche del 2018...  che sarà lui  a guidare il futuro governo... quindi continua a dare le carte... ad indicare a Gentiloni  ed ai ministri il cosa fare (per non perdere in prospettiva le loro poltrone) facendo pensare a tutti che essi  dipendono ancora  da lui.


Ora , in questo contesto il  Costituzionalista Paolo Maddalena , ha spiegato in un video ,  che occorre realizzare la Costituzione contro il sistema predatorio dei mercati. Sostenendo giustamente che su questo tema, è necessaria  e possibile una sovranità Costituzionale, attraverso la rimessa in discussione  di una lunga serie di leggi incostituzionali in materia di lavoro, ambiente, sanità, guerra, servizi, ecc...


Certo nella  nostra società civile, sono rilevanti  risorse intellettuali che cercano di unirsi per elaborare una nuova categoria di pensiero capaci di saltare  i recinti delle compatibilità con l'economia liberista, dentro i quali hanno dominato le forze economiche capitalistiche e finanziarie ... e dentro questo recinto  si sono rinchiusi anche i sindacati ed i tanti  partiti italiani sia di centrodestra sia di centrosinistra.


Ma io credo che all'interno di questo nuovo "fronte" debba stare  anche il Coordinamento di Democrazia Costituzionale (Comitato per il NO) ... mentre ritengo che quello che esso sta facendo allo stato attuale sia del tutto insufficiente ... Non possiamo pensare e sperare di fare questa battaglia con la raccolte delle firme per una nuova legge elettorale o l'appoggio ai referendum  (svaniti) della CGIL ...


E possibile vincere questa battaglia, solo se ricreano  una grande mobilitazione di massa a partire dalla cancellazione del  JOBS ACT ,  ed allora,  nella lotta , sarà possibile anche  andare  a ricostruire dal basso,    una nuova rappresentanza del popolo,  della sinistra sociale e politica esistente, che lotta  unita sugli obbiettivi dell'applicazione della Costituzione.


Umberto Franchi           Lucca  28 marzo 2017

La tenda IL RITORNO

Comitato di Lotta per il lavoro



Sabato pomeriggio in piazza VI dicembre (e dove altrimenti?) in Frosinone vi sarà un nuovo presidio dei lavoratori de la Tenda volto alla presentazione delle iniziative “10 incontri per uscire dalla crisi” che avranno luogo su tutto il territorio frusinate fino a giugno. Il tour sarà svolto con la “nuova Tenda” che sabato verrà inaugurata, acquistata dopo che la vecchia è 'schiattata' dopo 1000 giorni di presidio davanti al comune.
 Le iniziative avranno un senso non più di sola rivendicazione sindacale ma di iniziativa politica, non rinviabile, per mandare a casa la giunta attuale, che per gravità di azione non si può paragonare a quelle precedenti: le incredibili scelte di bilancio dove i cittadini sono impegnati a ripagare i debiti della politica fino al 2045, pagando tasse al massimo e subendo i feroci tagli di accesso ai servizi, che contrasta con i tanti sbicchieramenti e le cattedrali nel deserto; il ripristino di legalità che ha visto la città sprofondare ancor più in una grave corruzione a cominciare dalla gestione dei rifiuti; nella rapida ascesa di una imprenditoria d’assalto che viene lasciata prosperare nelle pieghe amministrative, senza contare le varie retate assurte a livello nazionale legate a di un certo tipo di criminalità organizzata.   
I partecipanti alle vicende de ‘La Tenda’ sono stati coloro che in questi anni hanno svolto continuativamente e puntualmente opposizione al governo della città e hanno svolto spesso anche informazione sullo stato delle cose e sui rischi per la cittadinanza di alcune decisioni amministrative. Le vicende legate alla democrazia, alla legalità, al bilancio, ai rifiuti, all'occupazione per parlare solo delle più eclatanti sono state sostenute se non promosse dalla operosità dei lavoratori della tenda. La tenda stessa è stata teatro di interventi di tanti sottolineando la necessità di una dura e continuativa lotta in città.
Si è concretizzata la convinzione che partecipare alla campagna elettorale come elettori attivi è sintomo di interesse per la cosa pubblica; è restituire importanza ad assisi che decidono sull’avvenire; è difesa degli spazi democratici ancora in essere; è difendere gli interessi di ‘classe’ che altri non difenderebbero; è misurarsi senza paura con il voto dei cittadini. Le elezioni ovviamente non sono l’unico o il decisivo mezzo se tutto non fosse accompagnato da una quotidiana difesa della libertà e dell’uguaglianza e dei diritti. Quelli della tenda hanno ‘votato’ tutti i giorni in questi anni: ora nel momento formale e decisivo per la scelta dei rappresentanti cercano di essere conseguenti.
“La tenda” è stata promotrice e ha partecipato a tante iniziative volte alla costruzione di un polo civico alternativo che avesse come orizzonte un raggruppamento con  i protagonisti che avevano svolto battaglie di opposizione sociale. Ciò non ha trovato concretizzazione soprattutto per particolari ‘esigenze’ di identità che ha impedito una costruzione di un soggetto realmente alternativo. Scelte comprensibili ma non temporalmente condivisibili, su cui si rischia per l’ennesima volta una amara mancanza in consiglio comunale di attori impegnati nella difesa dei beni comuni. In ogni caso gli auguri sono d’obbligo a chi lotta anche da posizioni diverse per un reale cambiamento. Coloro rappresentano rare e preziose risorse per la città, decisive domani quando ad elezioni avvenute rimarranno sul tappeto i problemi irrisolti da sempre. Per qusto La tenda offre lo spazio durante gli incontri cittadini a tutte le forze sane per confrontarsi.
 I lavoratori della tenda, costituiti in lista, hanno avviato un confronto politico con Fabrizio Cristofari, cui non si nascondono riserve per sostenerlo, che saranno diradate dopo la formalizzazione di accordi sulla paritaria dignità con le altre liste e una sostanziale costruzione condivisa dei punti programmatici decisivi dalla legalità e dalla democrazia, passando per la reinternalizzazione dei servizi (a cominciare dall’acqua) e il loro libero e fruibile accesso; per una urbanistica partecipata che si indirizzi verso il consumo di suolo zero; per una ridefinizione del welfare cittadino improntato alla ‘presa in carico’ della famiglia in difficoltà, nell’auspicio di ‘nessun nucleo familiare senza più reddito’.
 Sabato, taglio del nastro alle ore 18.