Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 1 giugno 2017

Ma quale sistema tedesco, siamo al 'FURFANTELLUM'

 Legge elettorale - Acerbo (Prc): "Ma quale sistema tedesco, siamo al 'FURFANTELLUM'!!!"


Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, dichiara: 

"Con l'emendamento Emanuele Fiano, depositato ieri sera alla I Commissione Camera, si formalizza la proposta della nuova legge elettorale voluta da PD, Forza Italia, Lega e M5S.
Nonostante il coro quello proposto non è il sistema elettorale tedesco al quale non ci opporremmo.
C'è una duplice impostura: il sistema è maggioritario camuffato da proporzionale. Non si dà la possibilità - come avviene in Germania - di votare in due schede diverse candidato uninominale e lista proporzionale e tra collegi uninominali, liste proporzionali bloccate e pluricandidature,  per l'elettore capire chi elegge sarà un rebus. Insomma avremo di nuovo un parlamento di nominati.
Persino l'uninomale è truffaldino perchè in realtà il candidato più votato in un collegio potrebbe non essere eletto e chi lo ha votato in realtà contribuisce a eleggere il listino bloccato.
Aggiungiamo che lo sbarramento unico al 5% al Senato è contrario alla lettera dell'art. 57 della Costituzione che dispone quella Camera sia eletta su base regionale.
Siamo di fronte a una legge abborracciata fatta solo per spartirsi i seggi blindati tra segreterie di partito e Casaleggio associati. Il solito accordo tra imbroglioni che contraddice mesi di battaglie a difesa della rappresentanza diretta tra elettore ed eletto e della partecipazione democratica e il voto referendario.
Rifondazione comunista/Sinistra europea non può che esprimere contrarietà e invitare alla mobilitazione contro questa nuova legge truffa in difesa della Costituzione repubblicana".

mercoledì 31 maggio 2017

Sistema proporzionale alla tedesca in salsa italiana, l'ennesima presa in giro

Luciano Granieri


Finalmente questo Parlamento si appresta ad occuparsi dell’unica vera questione che avrebbe dovuto affrontare in base alla sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale. Quel pronunciamento,  come molti ricorderanno, sanciva l’incostituzionalità  della legge elettorale , definita Porcellum , decretando l’illegittimità dell’attuale Parlamento  eletto con quella normativa. Ad esso si richiedeva di rimanere in carica  esclusivamente  per gestire l’ordinaria amministrazione, in modo da assicurare  continuità legislativa, e di definire al più presto una  nuova legge elettorale rispettosa della sentenza 1/2014. 

Come è andata a finire lo sappiamo. Il Parlamento, illegittimo, ha legiferato ben poco, lasciando al Governo la responsabilità di una mole di disastri istituzionali inenarrabili.  Fra cui, una riforma costituzionale, fortunatamente bocciata dagli Italiani, e una nuova legge elettorale, cassata,  in parte, ancora una volta, dalla Corte Costituzionale. In verità la legge detta Italicum, smozzicata e mutilata dai rilievi dei giudici costituzionali, avrebbe comunque consentito il ritorno alle urne, ma con una disomogeneità di sistema fra Camera e Senato. Quel Senato   la cui elezione diretta non era più  prevista nel pasticcio costituzionale ordito da Renzi e dalla Boschi e rigettato dal popolo italiano . 

Dunque fare la legge elettorale. Ma  dal momento che la finalità di  assicurare rappresentanza,  così come previsto dalla  Costituzione, non è stata mai minimamente perseguita dalle forze politiche, le quali avevano in mente dispositivi atti solo a favorire la propria parte,  non si è  mai cavato un ragno dal buco  almeno fino a qualche giorno fa. Quando la necessità del voto anticipato  è diventata interesse comune ai maggiori schieramenti, Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia.  

Un voto anticipato non utile a rimuovere un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, ma a perseguire determinati interessi di bottega. Renzi, una volta tornato al timone del suo partito, non vede l’ora di prendersi la rivincita rispetto alla debacle referendaria, ma soprattutto vuole evitare che il suo governo s’intesti una legge di bilancio lacrime e sangue, elettoralmente mortale nel caso si arrivasse a fine legislatura con voto a febbraio 2018. Il M5S scalpita   da sempre per una consultazione anticipata, indipendentemente dal tipo di legge elettorale che ne determinerà le regole. I Forzisti, alla luce dei consensi non più rilevanti, verrebbero tagliati fuori dai giochi nel caso si rinnovasse la stagione maggioritaria. Una   riedizione del patto del Nazareno, in base al quale  l’adozione del proporzionale,  agognato  da Forza Italia,  si otterrebbe   in  cambio del via libera al voto anticipato  voluto  da  Renzi, è stato il grimaldello  che ha sbloccato lo stallo. 

In definitiva, si sta arrivando, anche se con molto ritardo,  alla concretizzazione della sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale, seppur  con motivazioni che non hanno nulla da spartire con pratiche  di correttezza istituzionale. Inoltre l’adozione di un sistema proporzionale dovrebbe soddisfare chi come noi, del comitato per la  democrazia costituzionale, ha sempre individuato questo sistema come il migliore per garantire la rappresentanza.  

Si è quindi  scelto il modello elettorale tedesco per dare corso a questo nuovo afflato   proporzionale. Ma siamo sicuri che sia così efficace nell’assicurare la corrispondenza fra il risultato elettorale e l’assegnazione dei seggi, soprattutto in presenza di una soglia di sbarramento al 5% che escluderebbe le piccole formazioni pure rappresentanti di una parte di elettorato? E soprattutto siamo sicuri che l’applicazione del modello tedesco in Italia  non crei pasticci? 

La legge elettorale teutonica prevede l’elezione di metà del Parlamento con un sistema maggioritario  attraverso  collegi uninominali, e l’altra metà con una contesa  proporzionale cui concorrono liste bloccate. L’elettore vota per il candidato nel collegio uninominale e per una lista inscritta  nella parte proporzionale. Di fatto saremmo all’ennesima riproposizione di un Parlamento composto da nominati. 

Comunque la  combinazione fra parlamentari eletti con il maggioritario uninominale e quelli eletti con il proporzionale deve rispecchiare esattamente i risultati espressi, in percentuale,  dai cittadine nelle urne. Dal  momento che  tutti gli eletti nel maggioritario devono entrare in Parlamento, potrebbe verificarsi il caso in cui un partito, a seguito di un particolare successo ottenuto nei collegi uninominali, possa presentare un numero di parlamentari (fra quelli usciti dal maggioritario e quelli ottenuti con il proporzionale) superiore alla effettiva quota  di rappresentanza sancita dal voto. In questo caso gli altri partiti, potranno ottenere un numero di eletti  in più , tali da ristabilire le esatte quote proporzionali sancite  dal risultato elettorale. Il numero dei Parlamentari infatti, nel  Bundestag è variabile.  

In Italia, invece, il numero di deputati e senatori è fisso. Dunque come ovviare a questo piccolo problema?  Privilegiare la parte uninominale prevedendo l’ingresso in Parlamento di tutti gli eletti nei collegi, sacrificando la quota di eletti nel  proporzionale, come preferirebbe il Pd?  Oppure rendere preminente la parte proporzionale escludendo quindi una parte di  eletti nei collegi uninominali come vorrebbero  Forza Italia e Movimento 5 Stelle ai quali piacerebbe anche un premio di governabilità? 
La faccenda, come si vede è lungi dall’essere risolta.  

Eppure il referendum del 4 dicembre ha espresso una verità semplice e fragorosa. I cittadini italiani,sono stufi di questi giochetti e  vogliono esercitare, a pieno, il loro diritto di concorrere alla vita politica del Paese. Il referendum del 4 dicembre ha inoltre svelato come gli stessi cittadini  non tollerino più un coinvolgimento elettorale finalizzato alla sola ratifica di decisioni prese sulle loro teste da consorterie e comitati elettorali. 

Dove sta scritto che una legge elettorale debba assicurare rappresentanza e governabilità? La governabilità deriva direttamente dal senso di responsabilità degli eletti, e non da artifici  che modifichino la corrispondenza numerica fra risultato delle urne e numero di seggi. Continuiamo dunque a spingere per una legge elettorale proporzionale pura, senza sbarramenti di sorta. E’  necessario altresì  battersi per ripristinare un finanziamento pubblico  dei partiti  uguale per tutti, in modo da assicurare che i consensi si acquisiscano esclusivamente per la bontà dei programmi, delle idee, e non per sovraesposizione mediatica o attraverso costose campagne di marketing elettorale.  

Insomma il referendum del 4 dicembre ha detto che siamo stufi di sorbirci la democrazia del più forte.  La democrazia è comunque  assente in un sistema in cui a dettare legge è sempre il più potente. 

TUTTE E TUTTI SIAMO IL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Forum Italiano dei movimenti per l'acqua

TUTTE E TUTTI SIAMO
IL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA



A pochi giorni dal sesto anniversario della vittoria referendaria per l’acqua bene comune, stiamo assistendo non solo alla pervicace non attuazione di quella decisione popolare sovrana, bensì all’attacco diretto a chi quell’esperienza ha promosso, costruito, fatto vivere in maniera reticolare in tutti i territori del paese, fino a farla divenire maggioritaria a livello nazionale.

Dietro un’astratta e malintesa idea di legalità, l’Amministrazione comunale di Roma Capitale ha difatti sgomberato l’edificio del Rialto, sede storica del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e di tante altre realtà associative, cittadine e nazionali.


Vogliamo dirlo con grande chiarezza: quello che sta succedendo al Forum italiano dei movimenti per l’acqua riguarda tutte e tutti.


Perché è un luogo che tutte e tutti abbiamo attraversato, imparando a conoscerci reciprocamente e a lavorare assieme, mettendo le nostre differenze al servizio di un grande obiettivo comune.

Perché è un luogo dentro il quale abbiamo sperimentato e praticato una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, che ha attivato milioni di persone in ogni territorio del paese, con l’entusiasmo di chi può finalmente cambiare il presente e costruire un futuro diverso.

Perché è un luogo dentro il quale è stata aperta la breccia dei “beni comuni” dentro il muro decennale del “pensiero unico del mercato”, della riappropriazione sociale dentro la mercificazione della vita, della condivisione orizzontale dentro il sistema della competizione individuale.

Dentro l’esperienza del movimento per l’acqua, si è mossa una nuova generazione di attiviste e di attivisti, capace di guardare il mondo dalla parte giusta e di saperne comunicare l’orizzonte a tutte le persone, fuori dai grandi mass media, senza padrini politici né risorse economiche.

Chiudendo la sede del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, la giunta di Roma Capitale non sgombera soltanto un ufficio, alcune scrivanie, qualche computer, colpisce direttamente l’esperienza collettiva di tante donne e uomini che lì hanno imparato ad affrontare il mondo con la mente e con il cuore, seguendo l’incomprimibile desiderio di volerlo cambiare.


Non ci sarà nessun orizzonte per chi costruisce un deserto sociale chiamato legalità.


Per questo saremo tutte e tutti presenti il 12 e 13 giugno, sesto anniversario della straordinaria vittoria referendaria per l’acqua e i beni comuni, alle iniziative del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Ci saremo per dire che nessuno sgombero potrà fermare un’esperienza, che nessuna procedura burocratica può bloccare un cammino comune, che nessun potere può fermare la potenza di chi non crede che questo sia l’unico mondo possibile.


Saremo tante e tanti. Liberi, trasparenti e sempre in movimento. Come l’acqua.


Appuntamento davanti al portone del Rialto sgomberato (Via di S.Ambrogio, 4):

- Lunedì 12/6, ore 12.30 - Conferenza stampa

martedì 30 maggio 2017

Tutto va bene?

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato Provinciale di Frosinone


A Frosinone la campagna elettorale sta degenerando progressivamente verso pratiche inaccettabili per chiunque pensi la politica come espressione di civiltà e non come scontro gladiatorio.
L'escalation delle provocazioni dell'estrema destra, culminate (finora) in quella che essi stessi definiscono "irruzione" nel Palazzo della provincia, le loro minacce apertamente annunciate sui loro mezzi di comunicazione, le marce notturne in formazione militare, con schiamazzi e slogan nel centro della città, la pretesa di uso della forza per rivendicare posizioni politiche, fino all'aggressione (non si è capito bene da parte di chi, ma confidiamo che sia fatta chiarezza dagli organi competenti) ai danni della candidata a Sindaco D.ssa Giuseppina Bonaviri, cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà umana e politica, al di là del tema elettorale, questa escalation assume toni e rischi sempre più gravi.
Le minacce nei nostri confronti trovano la nostra più completa insensibilità, dato che nella nostra concezione della democrazia politica e dello stato di diritto riteniamo che unici depositari del diritto di usare la forza, e comunque a certe condizioni, siano le forze dell'ordine, ossia lo Stato. Troppo facile reclutare qualche muscoloso giovanotto privo di scrupoli e di princìpi etici, e convincerlo che mostrare la forza sia motivo di orgoglio e che sia possibile prendere il potere tacitando gli altri a suon di "calci e cazzotti", come leggiamo dai commenti su certi siti. Assai più impegnativo è confrontarsi davvero e non sbrigativamente con i problemi reali della gente, senza slogan e proclami per lo più inconsistenti o falsi: clamorosa l'insistenza sull'affermazione che l'ANPI camperebbe con soldi pubblici, e la brusca esortazione di "andare a lavorare". L'ANPI prende un irrisorio contributo da parte dello Stato, ridotto più volte negli ultimi venti anni, e che ammonta oggi a 65.000 Euro (non ci paghi un impiegato), mentre la sola gestione degli sterminati archivi di interesse nazionale e internazionale che ha in custodia ne costa diverse centinaia di migliaia. Tutto il lavoro che l'ANPI riesce a svolgere è dovuto esclusivamente alle migliaia di volontari che si impegnano spendendo le loro forze, il tempo ed i soldi per custodire, tutelare e diffondere per la loro parte una cultura civica ed una disciplina democratica che ad alcuni ancora sfugge. Ma, sia chiaro una volta per tutte, lo fanno completamente a loro carico. Sarebbe invece istruttivo verificare la qualità delle attività in vario modo finanziate alla galassia dei neofascismi da parte della Repubblica italiana antifascista come Costituzione vorrebbe.

Per quanto ci riguarda, sappiamo bene di essere vulnerabili, ci attrezziamo e alleniamo alla politica nelle biblioteche e nelle pubbliche discussioni, non nelle palestre. Ma sarà assai difficile, e finora è stato impossibile, fermare le nostre idee, la nostra concezione umana della società, fatta di diversi con uguali diritti, purché rispettino essi stessi i diritti degli altri. Il resto non è politica, è ordine pubblico e deve gestirlo chi ne ha l'autorità.
Quello che ci chiediamo, però, è a che punto sia la garanzia di tranquillità e sicurezza per i cittadini normali, quelli cioè che sentono il dovere civico di impegnarsi, pacificamente e senza tornaconti né economici né di pezzettini di potere, nella costruzione di una civiltà democratica partecipata, fondata sui valori del rispetto e dell'autonomia, della libertà e della tolleranza.
Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al Prefetto, al fine di ottenere dall'Autorità notizie rassicuranti circa il controllo del territorio e la garanzia del normale svolgimento della vita sociale e civile.

Fraterni saluti.
 

La Sinistra a Frosinone, comizio in sostegno della lista Frosinone in Comune, Stefano Pizzutelli Sindaco.

  Paolo Ceccano Segretario Provinciale Prc – SE
                                                                                        
  Francesco Smania Segretario Circolo Prc – Se Frosinone

Il PRC federazione di Frosinone organizza un incontro con la cittadinanza a cui partecipa il Segretario Nazionale Maurizio Acerbo, Antonio Ingroia Presidente Nazionale di Azione Civile, Stefano Fassina Parlamentare Sinistra Italiana e  il candidato a Sindaco della lista Frosinone in Comune Stefano Pizzutelli.
Mercoledì 31 maggio alle ore 18,30 in largo Turriziani (Frosinone Alta) , saranno esposti i temi programmatici della coalizione della Sinistra che invita al voto libero espressione di una volontà di superare l’esperienza negativa della giunta Ottaviani. Ma occorre anche arginare sia l’insipienza e l’inconsistenza programmatica del PD, partito sempre più inadeguato a dare risposte concrete alla domanda di cambiamento che si leva da parte della cittadinanza e sia la deriva protestataria dei Cinquestelle.
Il PRC invita tutta la cittadinanza a partecipare all’iniziativa in cui si impegna la massima espressione organizzativa proprio perché ritiene molto importante queste elezioni il cui esito può rappresentare anche una possibilità di dimostrare che si può cambiare.

Il PRC invita ad un voto libero, un voto a Frosinone  in Comune e al candidato a sindaco Stefano Pizzutelli.


La legge elettorale deve rispettare la Costituzione

Comitato per la democrazia costituzionale



Dopo il referendum del 4 dicembre che ha confermato il modello di democrazia costituzionale consegnatoci dai Costituenti, dopo due dichiarazioni di incostituzionalità che hanno verificato l’illegittimità sia del porcellum che dell’italicum, è indispensabile che la prossima legge elettorale sia coerente con i principi e i valori della Costituzione.

Il sistema elettorale

-         deve restaurare la sovranità del cittadino elettore
-         deve restituire ai cittadini il potere di concorrere a determinare la politica nazionale mediante un Parlamento composto da rappresentanti liberamente scelti
-         deve ricondurre i partiti alla loro funzione costituzionale di canali di collegamento fra la società e le istituzioni, piuttosto che di strutture di potere autoreferenziali

In questi giorni alla Camera si stanno compiendo le scelte decisive sulla legge elettorale che incideranno per lungo tempo sulla qualità della democrazia italiana. Queste scelte devono avvenire attraverso un dibattito pubblico e trasparente e i partiti debbono rendere conto delle loro scelte. Non possiamo accettare trucchi o sotterfugi che manipolino la volontà popolare.
Dobbiamo vigilare per evitare che venga varata una nuova legge truffa.
 Gli elettori hanno il diritto di decidere da chi vogliono essere rappresentati e il loro voto deve essere libero ed uguale negli effetti. L’Italia ha bisogno che la rappresentanza del popolo italiano sia reale e non alterata da leggi bugiarde.

Questo è indispensabile per ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche, per evitare lo svuotamento della democrazia garantita dalla Costituzione, per evitare derive autoritarie e personalistiche.

PENSIONI: DUE PESI, DUE MISURE...

Umberto Franchi       


Tra le tante ingiustizie sulle pensioni c' e' ne una che è veramente odiosa , questa:
Un pensionato per avere il diritto a percepire la detrazione per il coniuge a carico ( circa 50 euro mensili) , il coniuge non deve superare le 2.880 euro annui , altrimenti se supera detta cifra perde il diritto con una perdita di 600 euro annui;
conosco il caso di una signora che percepiva una pensione di 220 euro mensili per un totale annuo di circa 2.700 euro e quindi il marito percepiva le detrazioni sulla sua pensione per in valore di 600 euro annui ed in più poteva recuperare le detrazioni per spese mediche della moglie sulla denuncia del 730.

Ma il genio di Renzi, con una atto di governo di 3 anni fa, gli ha dato la 14° mensilità per un valore di 420 euro annui, splafonando così i 2.880 euro e perdendo il diritto ad avere i 600 euro annui di detrazioni più le deduzioni per spese mediche. Così la famiglia di questa signora pensionata a 220 euro mensili con la 14° mensilità a saldo ci rimette oltre 200 euro annui.
Sono decine di migliaia i casi come quello di questa signora, ma al momento della legge sulla 14° mensilità e nemmeno ora, a nessuno nel nostro parlamento e' venuto in mente che si stava consumando l'ennesima ingiustizia verso i poveri pensionati aumentando (con un emendamento) la la cifra annua da 2.880 euro a 4.000 (ipotesi) così da continuare ad avere diritto alle detrazioni del coniuge .

Oggi invece veniamo a conoscenza che il parlamento (a maggioranza) ha votato un emendamento a firma della deputata PD Gasparini che prevede di aumentare la pensione di reversibilità per i congiunti dei parlamentari, addirittura del 20%.
La deputata piddina ha detto: "È ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano per fare la sguattera o il giardiniere".
Ora a parte fare le pulizie o il giardiniere è un lavoro dignitoso come un altro... probabilmente essa non conosce le sofferenze di chi lavora perché probabilmente non ha mai lavorato... e nemmeno quelle dei pensionati poveri... quindi offende chi la mantiene in parlamento... oltre alll'offesa della deputata, dalla casta parlamentare che ha votato l'emendamento , arriva uno schiaffo ai cittadini italiani che vivono con pensioni da fame come quella della signora che ho sopra citato .

È una vergogna e una presa in giro, il solito tentativo della casta di crearsi una corsia preferenziale, di approvarsi un privilegio che è negato ai comuni mortali

Ma credo che il problema dipenda anche dal fatto che fino ad oggi è mancata una vera opposizione capace di proporre e combattere per la giustizia sociale in parlamento e nel Paese !

Ma fino a quando ?...