Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 13 giugno 2017

Dodici vaccini a tutti, obbligatori per decreto legge Costruiamo comitati No Lorenzin!

Pdac (Partito di Alternativa Comunista)

Lorenzin_3


Il 6 giugno 2017 il governo Gentiloni, istigato dal ministro della sanità Lorenzin, ha emesso un decreto legge su “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” (come se ne ricorressero le condizioni di necessità e urgenza).  L’obbligo vaccinale coatto è esteso a un mix di 12 patologie non tutte della stessa rilevanza. E’ istituito lo sbarramento scolastico, i dirigenti si comporteranno da ufficiali delatori, esponendo i genitori dei bambini non-vaccinati a multe da 500 a 7500 euro per ogni anno di mancata vaccinazione; l’Asl provvederà al deferimento al tribunale per i minori che potrà loro togliere la potestà genitoriale. Nessun cenno al consenso informato, al diritto a una visita pediatrica accurata e a esami diagnostici preliminari in caso di dubbi diagnostici. Una disposizione simile a un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Una deriva verso una sanità autoritaria e coercitiva (1,2), di cui ricordiamo i tristi esempi del passato.
Davvero abbiamo i morti di morbillo sui marciapiedi?
Nonostante ripetute campagne allarmistiche rilanciate dalla stampa padronale (3,4,5,6,7,8) non abbiamo l’impressione di particolari calamità di contagio in corso.
Oltre l’impressione generale, c’è da notare che le statistiche sulle complicanze delle malattie infettive soggette a segnalazione tengono conto solo dei casi denunciati ufficialmente per notifica obbligatoria, cioè riguardano solo una parte dei casi reali, per la maggior parte quella affiorante istituzionalmente; da qui la sproporzione in eccesso riguardo le complicanze naturali delle patologie (9).
Il ministro Lorenzin e il governo Gentiloni non palpitano di preoccupazione per i malati e i morti della Terra dei Fuochi, per quelli ammalati e deceduti di mesotelioma pleurico, per l’inquinamento da idrocarburi combusti e da pesticidi, per i cancri a tappeto di Taranto, per le persone che rinunciano a curarsi, ormai indigenti. Per loro non ricorrono necessità e urgenza. Ci si preoccupa del morbillo (10,11).
Da dove origina questa filantropica dedizione al benessere delle masse popolari?
 Nel settembre 2014 all’Italia è stato generosamente assegnato il compito di capofila delle politiche vaccinali nel mondo dalla Global Health Security Agenda (Ghsa) (12,13) del governo federale degli Usa. La Lorenzin è corsa a Washington da Obama per genuflettersi alla missione salvifica, della durata prevista di cinque anni.
Nel 2015 la Glaxo Smith & Klein (multinazionale britannica leader di mercato su antibiotici e vaccini) minaccia pubblicamente licenziamenti negli stabilimenti di Siena e Verona (14). I vaccini sono prodotti a Siena. Il governo Renzi si preoccupa del futuro occupazionale dei lavoratori toscani e intercede: quattro mesi più tardi (aprile 2016) la Glaxo cambia clamorosamente idea e annuncia un miliardo di euro di investimenti in Italia (15). Nel settembre successivo Renzi è ospite d’onore in un convegno organizzato dalla Glaxo a Verona su “Vaccini: dalla sperimentazione all’implementazione”.  Nel 2017 dodici vaccinazioni sono imposte come un Tso per decreto legge di necessità e urgenza.
Decine di manifestazioni contro la Lorenzin
I provvedimenti del governo hanno suscitato l’indignazione di medici, di associazioni come Medicina Democratica, di associazioni di genitori. Alcuni ne sollevano l’incostituzionalità. Ci sono state manifestazioni di dissenso pubbliche e molto partecipate in tutta Italia, a Trento, a Udine, a Bologna, a Torino (16,17,18,19,20,21) .
Il giorno 11 giugno si è svolta a Roma una manifestazione nazionale No Lorenzin, mentre altre iniziative contro il decreto legge Lorenzin sono previste nei prossimi giorni (22). Il Pdac è dalla parte dei comitati di genitori e condivide la preoccupazione per le pratiche vaccinali imposte ai giovani.
La mordacchia ai medici
Si sono levate voci di dissenso anche fra molti medici. Tutti hanno espresso il loro dissenso in modo pacato e ragionevole. Sono stati radiati dai rispettivi ordini precipitosamente in questi giorni il dr. Dario Miedico, di Medicina Democratica a Milano e il dr. Roberto Gava, dell’ordine di Treviso. Colpirne qualcuno per ammutolirne cento (23,24).
Non sono stati radiati dai rispettivi Ordini quei medici e chirurghi coinvolti o condannati per truffe e lesioni grazie alle quali si sono arricchiti (25,26).
Un dibattito falsato
I comunisti respingono con forza i provvedimenti del governo Gentiloni e del ministro Lorenzin; li ritengono coercitivi e controproducenti. Allo stesso tempo i comunisti non sostengono alcuna delle posizioni di dissenso borghese.
Il dibattito sulla politica sanitaria della Lorenzin è artificiosamente ricondotto nella dicotomia vaccini sì/vaccini no da tutta la stampa borghese. Il dibattito è falsato. Qui proviamo a riassumere alcune posizioni:
1) Posizione coercitiva: obbligo vaccinale esteso in termini coercitivi e neo autoritari (Lorenzin, Burioni, ecc.) di un vasto spettro di immunizzazioni;
2) Posizione intransigente edulcorata: Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione: obbligatorietà che possa non pregiudicare il diritto all'istruzione;
3) Posizione di acclamazione umanitaria: i vaccini hanno risolto in via profilattica epidemie di malattie contagiose gravi (poliomielite, vaiolo, difterite, ecc) o ad alta mortalità (tetano), perciò vanno eseguiti a tutti, pena la ripresa delle epidemie;
4) Posizione di negazione aprioristica, salutista borghese: i vaccini contengono sostanze tossiche fra gli eccipienti, sono correlati allo spettro autistico, la loro nocività è dimostrata quindi vanno evitati;
5) Posizione mistica: le malattie sono squilibri delle energie favorevoli bio psichiche, i farmaci in genere così come i vaccini non fanno che aggravarli (rifiuto delle chemioterapie. ecc.);
6) Posizione pseudo libertaria: libertà di scelta dei vaccini, il ricorso a essi è libero, libero vaccino in libero mercato.
La medicina preventiva non può essere lasciata alle multinazionali del farmaco
I comunisti non sostengono alcuna di queste posizioni e non fanno proprio il dibattito distorto in corso.
I vaccini sono farmaci. Come tutti i farmaci, hanno o possono avere effetti indesiderati o collaterali nocivi di varia gravità o controindicazioni assolute e relative. Sono veleni (tò phàrmakon = veleno) e come tali bisogna maneggiarli.
I vaccini, come tutti i farmaci, sono merci. Nel sistema capitalista le merci sono prodotte nella speranza, non nella certezza di venderle: per le industrie farmaceutiche è vitale assicurarsi alte vendite per aumentare i profitti e sbaragliare la concorrenza. La grave crisi ciclica strutturale di sovrapproduzione colpisce tutte le merci, farmaci e vaccini compresi. E' naturale che gli industriali forzino i mercati in questo momento. I loro governi sono lì per questo.
Gli industriali del farmaco non sono filantropi. A loro in realtà non importa nulla se si manifestano effetti collaterali o avversi finanche mortali in una percentuale di casi, purché abbastanza bassa da non suscitare allarme sociale. Altrimenti le vendite si interromperebbero (27).
1 - Le campagne vaccinali, di conseguenza, devono essere varate in relazione a studi epidemiologici che dimostrino una reale epidemia in atto oppure la stringente necessità di una sua prevenzione: è questo il punto su cui i media borghesi tacciono;  quindi il beneficio, lo scopo profilattico diretto all'interesse generale, supera il rischio di casi di effetti collaterali nocivi attesi, compresi quelli mortali (realmente pochi). Dunque i comunisti che hanno a cuore la salute della popolazione intera studieranno epidemiologia e statistica delle infezioni e dei contagi fra le masse e pianificheranno le campagne vaccinali in base all'evidenza di un'epidemia e in base al rapporto rischio/beneficio, consapevoli del fatto che il rischio non sarà mai zero.
2 - I comunisti si oppongono alla medicina coercitiva e neo-autoritaria. Il fascismo e lo stalinismo sono esempi drammatici di crudeltà inenarrabili. I comunisti esigono una psichiatria lieve, sono contrari al Tso (vedi il drammatico caso della morte del compagno Francesco Mastrogiovanni) e sono contro le cure coatte. Il singolo paziente e i genitori devono essere posti in condizioni di comprendere rischi, vantaggi e le loro reciproche proporzioni prima di procedere all’inoculazione del vaccino. Il bambino ha diritto a un’accurata anamnesi personale e familiare, alla visita pediatrica, agli esami di laboratorio e di diagnostica morfologica in caso di dubbio. Si procede quindi al consenso informato.
Le masse popolari diffidino delle statistiche ufficiali sul potenziale pericolo di inoculazioni vaccinali singole e multiple. Non è la prima volta che assistiamo al ritiro di farmaci dal mercato perché rivelatisi più nocivi di quanto la letteratura prodotta dalle aziende abbia dichiarato, dopo il loro largo impiego di massa.
Sosteniamo le lotte dei comitati No Lorenzin e chiamiamo i sindacati alla mobilitazione
Il caso delle dodici vaccinazioni coatte per decreto-legge è solo l’esempio più ripugnante della concezione cinica che l’industria farmaceutica capitalista ha del mercato dei farmaci. I governi non sono neutrali. La pressione di banche e industrie del settore è tale che a volte diventa palese, come in questa vicenda.
Alternativa Comunista dà il proprio sostegno alle manifestazioni No Lorenzin in corso, denunciando nel contempo i tentativi ipocriti operati da forze borghesi, anche reazionarie, di cavalcare il malcontento per capitalizzare in termini di consenso.  Sosteniamo i comitati dei genitori contro il decreto legge Lorenzin, perché è solo con la lotta che è possibile respingere questo atto autoritario e pericoloso. Siamo solidali con tutti quei genitori che hanno operato la non facile scelta di opporsi alla dittatura sanitaria e che ora sono oggetto delle persecuzioni di un ministro della sanità che sta attuando politiche di drastici tagli di posti letto e di personale e sta facendo a pezzi la sanità pubblica.
Alternativa Comunista chiama tutti i sindacati alla mobilitazione in difesa del diritto dei bambini a non essere usati come cavie planetarie per l’inoculazione di dodici vaccini. Occorre una mobilitazione di massa e occorre dichiarare scioperi di sostegno nel settore sanità perché sia chiaro che anche i lavoratori della sanità sono contrari all’inoculo di massa per decreto legge.
Per una medicina al servizio delle masse popolari
Sono indispensabili ma non sono sufficienti le proteste per far desistere i capitalisti del farmaco dal loro intento di realizzare profitti a qualunque condizione. I volumi di affari per le aziende farmaceutiche sono talmente elevati che sono in gioco i fatturati, gli equilibri della concorrenza, l’egemonia di alcune aziende farmaceutiche su altre. I governi al servizio del capitalismo sono esecutori delle necessità di mercato. Nulla può distogliere gli industriali e i banchieri dalla necessità per loro vitale di condurre in porto gli affari. L’esborso ricade sul proletariato. E’ dalle casse pubbliche che saranno erogati i fondi per l’acquisto di enormi quantità di merci, le dosi di vaccini per l’intera popolazione vaccinabile italiana. Le pressioni contrarie dell’opinione pubblica e delle masse popolari mettono in pericolo il volume d’affari. Da qui la repressione del dissenso e l’imposizione per decreto legge.
Le lotte popolari potrebbero riuscire a respingere il decreto Lorenzin ma le aziende farmaceutiche tornerebbero alla carica, magari in modo meno palese.
Non c’è altra soluzione che espropriare le aziende farmaceutiche e porle sotto controllo operaio e popolare; nessun indennizzo pubblico potrà essere concesso perché quelle aziende hanno già ampiamente goduto di facilitazioni fiscali e contributi a fondo perduto e hanno intascato decenni di plusvalore estorto ai lavoratori. Occorre costituire commissioni di studio di epidemiologia e statistica libere e indipendenti, sottratte alle pressioni industriali; e riservare la circolazione delle merci farmaceutiche al controllo dello Stato.
Occorre per far questo che inizi una sollevazione delle classi subalterne, che siano proclamati scioperi generali nazionali, legando questa lotta alle altre vertenze del mondo del lavoro; bisogna indirizzare questa lotta in direzione della costituzione di un governo dei lavoratori, l'unico in grado di porre fine alla mercificazione della salute (e di ogni altra cosa) imposta dal capitalismo.
Il Pdac si batte in ogni lotta presente per questo obiettivo di fondo, insieme a tutti i partiti fratelli della Lit – Quarta Internazionale.

Note1) http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2967
2) https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/07/decreto-vaccini-unoperazione-politica-e-antisociale/3642413/
3) http://www.agi.it/salute/2016/12/30/news/alarme_meningite_il_vaccino_sufficiente_a_proteggerci_-1337277/
4) http://www.corriere.it/salute/17_gennaio_05/allarme-meningite-ministero-non-c-carenza-vaccini-82797df6-d38d-11e6-9dc7-b8de3918521a.shtml
5) http://www.lastampa.it/2017/05/05/italia/cronache/allarme-morbillo-in-italia-gi-casi-piena-epidemia-QPAwA1gScmbGjPW0WHOeUP/pagina.html
6) http://www.ok-salute.it/curiosita/allarme-vaccini-rischio-epidemie-rosolia-morbillo/
7) http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_marzo_22/calo-vaccini-allarme-medici-2faf5752-0ecb-11e7-b19a-5283fae0a63e.shtml
8) http://www.corriere.it/salute/pediatria/17_marzo_16/allarme-morbillo-230percento-casi-2017-ministro-lorenzin-troppi-genitori-rifiutano-vaccinazione-a8cf5534-0a60-11e7-b712-325362193aaf.shtml
9) http://www.vacciniinforma.it/2016/12/30/meningite-gravissima-disinformazione-e-procurato-allarme/4913 ,
10)  
http://www.sanita24.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANO_SANITA/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/2017/06/07/BOZZADL_vaccini.pdf?uuid=AENsdkZB
11) https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/25/vaccini-obbligare-e-fascismo-sanitario/3614118/
12) http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=23551
13) https://www.ghsagenda.org/about
14) http://nuvola.corriere.it/2015/12/05/siena-127-esuberi-per-gsk-novartis/
15) http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/imprese-e-mercato/2016-04-13/vaccini-e-farmaci-glaxo-scommette-1-mld-italia-094838.php?uuid=ACzsSh6C
16) http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/02/vaccini-lorenzin-decreto-martedi-trento-protesta-contro-lobbligo-ma-non-chiamateci-no-vax/3631241/
17) http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/06/04/news/la-protesta-dei-1-500-liberta-di-scegliere-1.15437100
18) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/provvedimento-disciplinare-dottor-miedici-protesta-delle-1399757.html
19) http://www.repubblica.it/salute/2017/06/03/news/manifestazione_vaccini_obbligo-167128389/
20) http://www.orizzontescuola.it/vaccini-inaccettabile-ed-incostituzionale-decreto-del-ministro-lorenzin-aprira-la-caccia-alluntore-verso-minori-immigrati-minori-non-vaccinabili/
21) https://www.dionidream.com/manifestazioni-vaccini-obbligatori/
22) http://www.ilcambiamento.it/articoli/decreto-vaccini-l-11-giugno-a-roma-in-migliaia-per-dire-no
http://www.ansa.it/lazio/notizie/2017/06/11/vaccini-corteo-no-vax-a-roma-liberta-di-scelta_0e02e0d8-3fa2-4e8a-b00f-bcba44c3997a.html
23)http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=4296
24) 
http://www.repubblica.it/salute/2017/04/21/news/treviso_l_ordine_radia_il_medico_novax-163581837/
25) http://www.quotidiano.net/cronaca/medici-radiazione-1.3101818
26) http://news.leonardo.it/rompe-il-femore-di-una-paziente-arrestato-primario-di-ortopedia/
27) in realtà quasi tutte le merci hanno effetti collaterali o avversi o manifestano un qualche grado di pericolosità (autovetture, gas refrigeranti, pesticidi, armi... la lista sarebbe infinita): non solo i vaccini e i farmaci.

“ENORME AUMENTO DELLA TARI AD ALATRI.SIAMO SENZA PAROLE DI FRONTE ALL' INCAPACITA' DELL'AMMINISTRAZIONE MORINI"

Ufficio Stampa del Deputato Luca Frusone Movimento 5 Stelle



Per l’enorme aumento della Tari ad Alatri iniziano ad arrivare le prime spiegazioni. Come già preannunciato da qualcuno il problema sarebbe un problema di riscossione. Invece di far pagare chi non lo fa, Morini decide di aumentare la bolletta al cittadino virtuoso. Questa assurdità ha scatenato polemiche e dure risposte. Il Movimento 5 Stelle aveva già chiesto un confronto pubblico per avere serie spiegazioni. Il Deputato Frusone afferma – “Questa situazione fa cadere le braccia e mi sembra giusto avvertire gli enti di controllo contabile della nostra Repubblica. Leggendo le spiegazioni sui giornali il messaggio che si vuole far passare sembra quasi che ad essere onesti ci si rimette, meglio fare i furbi tanto ci saranno i cittadini "stupidamente" onesti che pagano. Tutto ciò è vergognoso, ma che linea politica è mai questa? Morini non si rende conto del messaggio che sta dando alla nostra comunità.” – E continua – “Questa situazione ha messo in evidenza la totale incapacità della giunta Morini. Nel 2015 hanno cacciato Equitalia è vero, ma non si sono organizzati come si deve per la riscossione dei tributi e dunque ci troviamo ad oggi che non riescono ad adempiere alla situazione. Questo è da irresponsabili.”. Il Deputato poi ci tiene a precisare anche alcune curiosità delle dichiarazioni del Sindaco:” Dice che il 40% dei cittadini non paga e che molti non possono permetterselo. Curioso che questa esplosione di indigenti ci sia stata solo nell’ultimo anno. A me sembra più un modo per dare degli alibi ai furbetti, invece di individuare chi ha veramente bisogno per dar loro una aiuto. Anche perché, è giusto ricordarlo, il Comune può deliberare agevolazioni o addirittura escludere dal tributo chi non può pagare. Basterebbe fare un censimento corretto della cittadinanza. Inoltre la Tari è composta principalmente da costi fissi, presenti nel contratto stipulato con la De Vizia, del quale però non risulta più traccia sul sito del Comune. Risulta poi molto strano che nel bilancio previsionale del 2016 la tassa sui rifiuti era di 3.177.168 euro, mentre nel nuovo bilancio sale addirittura a 3.802.724 euro, un aumento significativo che non può ricondursi esclusivamente al fatto che c'è chi non paga le tasse”. La situazione insomma è molto ingarbugliata e per questo il Movimento 5 Stelle trasmetterà i vari documenti sia alla Corte dei Conti regionale che all’Ente Nazionale Anti Corruzione.”

lunedì 12 giugno 2017

A Frosinone ha vinto il signore della sedia.

Luciano Granieri

Il_Re_Nudo
Il popolo frusinate ha scelto. Per la seconda volta ha incoronato il  sindaco podestà Nicola Ottaviani. Incoronato è proprio la parola giusta. Infatti il 56,38% dei consensi, indica   una  consacrazione plebiscitaria. I vincitori evidenziano come sia stata premiata la buona amministrazione del quinquennio precedente. 

Per me già la matematica era favorevole al sindaco uscente ed entrante. Come  riportato    IN ALTRA PARTE DEL BLOG  . I 281 consiglieri candidati con Ottaviani, fra parenti, amici, amici degli amici, badanti e affini, almeno 30 voti ciascuno l’avranno portati assicurando un bottino di quasi 8500 voti.  Se a questi aggiungiamo i voti di parenti amici, amici degli amici, badanti dello stesso sindaco,  gli àscari dell’ultima ora, la pochezza dello sfidante democratico ,  la sontuosa “camMagna”  elettorale, ottenere  il risultato di oltre 15mila voti  è stato un giochetto. 

Ma queste sono valutazioni di un “personaggio esponente della peggior sinistra capace di spargere solo odio”, così sono identificato dalle truppe cammellate del nuovo sindaco. Il successo di Ottaviani è dovuto solo ad una amministrazione gestita da un maestro della politica,  dicono i fan dell’avvocato sindaco. 

Sarà ma adesso viene il bello. Perché in qualche modo bisognerà soddisfare gli appetiti  della  cavalleria coloniale  dei 281 candidati. Magari qualcuno si accontenterà di piccole prebende , ma sarà sufficiente? E’ chiaro che tutti vorrebbero fare i consiglieri,  anche se non hanno raggiunto i consensi necessari, oppure attestarsi su uno strapuntino in un assessorato insignificante. Come fare dunque per gestire il possibile malcontento? Non possono entrare tutti in  consiglio comunale. O forse si?  

Nella precedente consiliatura il sindaco Ottaviani riuscì nel miracolo di moltiplicare le poltrone  assessorili. Nove erano gli assessorati per undici  aspiranti assessori. Al fine di  ovviare al problema e chetare diversi mal di pancia ci si è inventati l’assessore precario. A rotazione ognuno restava in carica per sei mesi per poi lasciare il posto ad un altro e sedersi in panchina ad aspettar un nuovo  turno. 

Lo stesso si può fare per i consiglieri.  Ogni 15 giorni i questi  si alterneranno, conquistandosi la cadrega  con il classico gioco della sedia. Quello dove le poltrone da occupare  sono in numero  inferiore rispetto ai giocatori. Gli aspiranti consiglieri  cominceranno a girare intorno alle sedie accompagnati da una musica. Appena questa smetterà  tutti dovranno provare a sedersi, chi non troverà lo scranno rimarrà fuori e si ripresenterà  dopo altri 15 giorni.  Ciò per fare in modo che nessuno  potrà lamentarsi di non essere stato gratificato dalla poltrona. 

Qualcuno potrebbe obbiettare che in questo modo le dinamiche consiliari risulteranno  frammentate condizionando l’amministrazione della città.  Tranquilli, tanto sia i consiglieri che gli assessori,    non conteranno nulla. A decidere sarà sempre e comunque il Podestà Nicola Ottaviani. Quindi avanti con la tenzone presieduta dal signore della sedia.

domenica 11 giugno 2017

Il proletario incatenato

Tragedia alla greca in cinque atti scritta da Luciano Granieri:

 Descrizione dei ruoli:

Il Corifeo:
E' il capo del coro e l'attore principale,  ha una parte importante nella tragedia, sia perchè dialoga con i protagonisti, sia perchè formula talvolta dei giudizi o fornisce spiegazioni al pubblico: egli assume quindi funzioni di collegamento tra quello che avviene sulla scena e chi vi assiste.

Il Coro:
E' l'unico interlocutore dell'attore nella tragedia.


prometeo

Atto Primo

Il corifeo proletario :
Compagni! Avete visto che razza di porcheria  s'è inventato il governo sulla   scuola? L’ha pure chiamata buona scuola!  C’è  un preside manager, padre/padrone che tutto vede e decide, può assumere gli insegnanti che gli fanno comodo e licenziare quelli che gli stanno sulle palle. Poi gli studenti, per un odioso principio di avviamento al lavoro, dovranno andare a lavorare gratis, anche da McDonalds, diventando un esercito di nuovi schiavi. Compagni! Contro la buona scuola dei presidi manager e dei nuovi schiavi scendiamo in piazza!!!

Il coro:
E che esagerazione compagno! Suvvia i presidi sceglieranno sempre il meglio per il loro istituto. Basta con i  sospetti  su eventuali pastette fra dirigenti e gruppi d’interesse all’interno degli istituti. Certo mandare i ragazzini a fare gli sguatteri non ci  pare consono pero’ andare addirittura in piazza! Ci sembra esagerato.

Il corifeo proletario:
Vabbè almeno raccogliamo le firme per un referendum abrogativo in modo da rendere consapevoli gli italiani di questo imbroglio.

Il coro:
Ma quale referendum compagno! In fin dei conti la legge è buona, vedrai che alla fine le cose si aggiusteranno anche come conviene a noi.

Atto secondo

Il corifeo proleario:
Eh no compagni, questo è troppo! Hanno fatto il jobs act. Regalano una "paccata" di milioni di euro ai padroni che fanno finta di  assumere, ma una volta presi i soldi, questi possono tranquillamente licenziare perché hanno tolto l’articolo 18. Non solo gli regalano soldi, ma anche l’impunità sui licenziamenti senza giusta causa. Qui  bisogna andare in piazza!!!

Il coro:
Lo sappiamo, è una grande ingiustizia per i lavoratori, ma non serve andare in piazza. Il discorso sul jobs act presume delle riflessioni più profonde, non basta contestarlo, è necessario  mettere in campo una piattaforma globale che consideri  tutte le dinamiche del lavoro.  Per creare una buona occupazione serve una carta dei diritti del lavoro

Il corifeo proletario:
Oh compagni ma che cazzo state a dì!  In Francia per una legge simile la gente ha occupato la piazza per settimane…. Qui  fregano i soldi ai poveracci, li regalano   ai padroni per finte assunzioni, in più gli concedono il licenziamento libero! Compagni!!!!! Ma che state imbriachi. Nel 2002  quando ci provò Berlusconi in tre milioni siamo scesi in piazza. Ve lo ricordate? Lo salvammo l’articolo 18, ve lo ricordate? Mannaggia vi state scordando tutto….

Il coro:
Non ci stiamo scordando niente, ma ora calmati, non serve la piazza che poi non si sa mai come va a finire se si infiltrano i Black Bloc. Stiamo raccogliendo le firme per un referendum abrogativo di quella parte del jobs act che cancella l’art.18 in oltre chiediamo l’abolizione dei voucher per il lavoro occasionale e sulle norme per gli appalti . Invece di strillare aiutaci a raccogliere le firme.

Atto Terzo

Il coro:
Peccato compagni, la corte costituzionale non ha ammesso al referendum il quesito che chiedeva di abrogare la legge sull’art.18. Dicono che è scritta in modo tale da evidenziare un intento propositivo, non in linea con i dettami referendari che prevedono un quesito puramente abrogativo.

Il corifeo proletario:
Compagni, ma non è che sto’ quesito l’avete scritto male?  Anzi, non è che l’avete scritto male apposta per non farlo votare mentre intanto c’avete impedito di fare  una protesta come si deve?

Il coro:
Ecco il solito estremista complottista è la Corte Costituzionale che è politicizzata, dentro ci sta Giuliano Amato, uno che è sempre stato dalla parte del potere.

Il corifeo proletario:
Appunti, allora non era meglio andare in piazza, invece di fa st’ammuina del referendum?

Il coro:
Compagno ti ricordo comunque che sono stati ammessi gli altri quesiti quello sull’abrogazione dei voucher e sugli appalti. Bisogna muoversi e fare la campagna referendaria.

Il corifeo proletario:
Se.. vabbè, i voucher, era il referendum sull’art.18 che bisognava votare…..

Atto Quarto

Il coro:
Avete visto compagni la lotta paga anche senza mobilitare la piazza. Il governo ha abolito i voucher  E’ una vittoria straordinaria. Per evitare il referendum si è fatto come abbiamo detto noi. E adesso sicuramente considereranno la nostra carta dei diritti sul  lavoro, che ha raccolto milioni di firme.

Il corifeo proletario:
Certo che la paura di votare fa 90 però attenzione, vigiliamo perché questi so’ imbroglioni. Sono capaci di rimettere i  voucher, magari nascosti in un’altra legge con un altro nome, non facciamoci pijà pe’ culo.

Il coro:
Compagno  rilassati!      Noi staremo attenti poi c’è l’art. 75 della Costituzione che scongiura questo pericolo.

Atto Quinto 

Il coro:
Il governo vuole reintrodurre i voucher nella manovrina. Non si può mortificare così il diritto democratico dei cittadini.  Hanno  impedito  di votare un referendum finalizzato ad  abolire i buoni lavoro, facendo finta di toglierli, per poi rimetterli  con dispotica arroganza dentro una legge di bilancio. Tutto ciò è intollerabile. Compagni il 17 giugno tutti in piazza per bloccare  il reinserimento dei voucher! Bisogna difendere la Democrazia e la Costituzione.

Il corifeo proletario:
Finalmente era ora! . Certo che siete de' coccio. Non si va in piazza in difesa della scuola pubblica, non si va in piazza quando regalano ai padroni soldi e potere di licenziamento libero, adesso  che c’hanno nascosto i voucher, per evitare le urne, e poi ce l’hanno rimessi,  finalmente  si decide di  protestare come si deve. Non potevamo pensarci   prima?  Una volta ci si sollevava contro l’ingiustizia sociale, oggi  per farci incazzare ci devono proprio  prendere per il culo. E certo se ti prendono per il culo che fai ti stai zitto? Allora andiamo tutti in piazza a Roma il 17 giugno prossimo!!!!

Il coro:
Giusto compagno protestiamo, urliamo forte e chiaro che non possono prenderci in giro tutti a Roma! tutti a Roma!

Il corifeo proletario:
Bene compagni, non facciamo prenderci in giro andiamo a Roma……Oh compagni ma dopo tutta sta storia cominciata con la buona scuola e finita coi voucher, non è che siete proprio voi a pijacce pe’ culo?  Come diceva il sommo politico a sospettare si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Comunque compagni  miei il 17 giugno tutti in piazza,  ma attenti a pararvi   il sedere dai cetrioli amici.



venerdì 9 giugno 2017

Vorrei che Falcone e Montanari facessero chiarezza

Giorgio Cremaschi



Il patatrac del sistema elettorale finto tedesco, ah quanti guai in Italia a voler imitare la Germania, allontana la data delle elezioni. Questo forse depotenzierà l’urgenza della  PROPOSTA di Anna Falcone e Tommaso Montanari, ma permetterà un confronto più rigoroso su di essa, senza l’assalto soverchiante di tutti quelli che: “mamma mia come superiamo il 5%? “
Non basta affermare che una proposta di sinistra unita debba essere nuova perché essa effettivamente lo sia. Dal 2008 queste proposte si susseguono, spesso con le stesse premesse e gli stessi risultati, catastrofici. Le liste della sinistra unita hanno sempre fallito il loro obiettivo elettorale tranne che alle elezioni europee, dove la lista Tsipras ha superato lo sbarramento, salvo poi frantumarsi un minuto dopo il voto, come le precedenti esperienze sconfitte.
Quindi il primo elemento di novità della proposta dovrebbe essere quello di non ripetere le esperienze del passato e di porre condizioni e discriminanti affinché il nuovo sia davvero tale. Sinceramente, non trovo chiarezza sufficiente al riguardo nel testo di Falcone e Montanari.
Si parte dalla Costituzione, anzi dalla sua anima sociale e antiliberista affermata meravigliosamente dall’articolo 3, e si sostiene che si deve prima di tutto rispondere a quel popolo di sinistra che in nome di quell’anima ha votato NO il 4 dicembre. Benissimo, questo però significa esplicitare subito alcune discriminanti. Prima di tutto non possono essere interlocutori di questa proposta coloro che hanno votato SÌ, per capirci sono fuori Giuliano Pisapia e Romano Prodi. Il problema si pone però anche verso chi ha votato NO, ma prima ha sostenuto il Jobsact, la legge Fornero e soprattutto quella mina ad orologeria contro i principi sociali della Costituzione, quale è il nuovo articolo 81 che obbliga al pareggio di bilancio in ottemperanza al mostruoso Fiscal Compact.
Durante il governo Monti il parlamento quasi unanime ha costituzionalizzato quella austerità che giustamente Falcone e Montanari vogliono rovesciare. E se non sono solo buoni propositi, la rottura con l’austerità significa soppressione immediata delle misure che emblematicamente la realizzano. Chi le ha votate naturalmente può ammettere di essersi sbagliato e sostenere un programma che proponga di cancellare quelle misure, ma lo deve fare con rigore e sofferenza e non per furbizia.
Jeremy Corbyn ha riconquistato fiducia nel mondo del lavoro, dopo essere stato svillaneggiato dalle sinistre liberali e dai loro mass media, accettando il voto sulla Brexit e proponendo un programma secco di nazionalizzazioni. Questa parola da noi è tabù nei sindacati confederali e anche in buona parte della sinistra più radicale, eppure è proprio sul terreno delle privatizzazioni che si gioca la possibilità di arrestare e veder dilagare ancora le politiche economiche liberiste.
Alitalia e Ilva sono i primi banchi di prova, poi seguiranno le Poste, le Ferrovie, Enel ed Eni e naturalmente ciò che resta del sistema bancario. O torna l’intervento pubblico diretto nell’economia, o da noi va tutto in mano alle multinazionali, visto che la grande borghesia italiana non esiste più come classe autonoma dai poteri della globalizzazione. O il pubblico, o si e si svende ciò che resta del paese, questa è l’alternativa reale oggi e che scelta fa al riguardo la sinistra prefigurata da Falcone e Montanari?
Lavoro con diritti, scuola pubblica e stato sociale, ambiente, territorio e beni comuni sono dichiaratamente al centro della proposta di nuova sinistra. Anche qui possiamo solo dire giustissimo, ma dobbiamo però aggiungere: che misure concrete si vogliono subito attuare, che leggi si vogliono cancellare, che nuovi atti si vogliono varare? Naturalmente ci sono programmi decennali da individuare, ma il buongiorno si vede dal mattino, ad esempio dall’impegno a cancellare tutta la buona scuola e la controriforma della sanità, a quello a fermare tutte le grandi opere, a partire dalla famigerata Tav in Valle Susa. Non è solo questo che basta, ma è questo che serve per capire se si vuol fare sul serio.
Il bilancio delle spese militari dello stato italiano è in continua ascesa e Gentiloni si è impegnato quasi a raddoppiarlo per raggiungere quel 2% del PIL posto dagli accordi NATO. Si ribalta questa scelta nel suo opposto con il taglio delle spese ed il ritiro dalle missioni all’estero, o ci si accontenta di partecipare alla sfilata del 2 giugno con la spilla della pace? Anche qui le scelte programmatiche, che Falcone e Montanari pongono giustamente come discriminanti, se sono vere individuano già di che pasta e di quali persone dovrebbe essere composta la nuova sinistra.
Che alla fine dovrà misurarsi con la questione di fondo: le politiche del lavoro, dell’ambiente e dello stato sociale, in alternativa alla austerità e alle spese di guerra, sono realizzabili accettando i vincoli UE e NATO? Noi che abbiamo costituito Eurostop pensiamo di no, che senza la rottura con quelle istituzioni nulla di buono sia possibile per i poveri e gli sfruttati. Noi pensiamo così, ma siamo disposti ad accettare la sfida di chi invece pensa che quelle istituzioni siano positivamente riformabili. Chi crede a questo però deve essere disposto a rompere se poi dovesse verificare che il suo programma  è posto all’indice proprio da quelle istituzioni. E deve dirlo.
Chi ha votato NO il 4 dicembre non può dimenticare che tutta la governance europea si era spesa per il SI. Né può ignorare che la Costituzione del 1948 e i trattati di Maastricht e Lisbona sono formalmente e concretamente incompatibili. Si può non volere la rottura con la UE nel programma, ma si deve essere disposti a farla se le istituzioni comunitarie quel programma ti impediscono di realizzarlo. Tsipras tra il rispetto del referendum popolare e quello dei diktat della Troika ha scelto il secondo. La sinistra proposta da Falcone e Montanari è disposta a fare la scelta esattamente opposta?
Siccome nel testo di Falcone e Montanari non ho trovato risposte chiare a domande per me decisive per capire cosa essi vogliano fare, mi sono permesso alcune di quelle domande di formularle io. Mi permetto di suggerire ai due estensori dell’appello di parlarne esplicitamente nell’assemblea del 18 giugno. Magari si affermi l’opposto di quanto scritto qui, ma per favore si faccia chiarezza. E non si parli d’altro per favore, sappiamo tutti che i nodi sono questi e non si sciolgono coprendoli di grandi valori e buoni propositi.

NON SI PRENDONO IN GIRO I CITTADINI E NON SI UMILIA LA DEMOCRAZIA!

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale



Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, frutto della unificazione del Comitato per il NO al Referendum sulla Costituzione e del Comitato contro l’Italicum, sono a fianco della CGIL in una battaglia di civiltà, che riguarda il mondo del lavoro e l’intera comunità nazionale. 
Sostenere la CGIL in questa forte azione che intende opporsi ad uno schiaffo alla democrazia è per noi -  impegnati da anni senza interruzione in difesa della Costituzione – un DOVERE.
Non è la prima volta che forze politiche al governo cercano di svuotare conquiste sociali e civili di grande portata.
Il referendum per l’acqua pubblica è stato disatteso.
Abbiamo poi sentito forze di governo - non per la prima volta, in realtà - invitare a non andare a votare per il referendum detto “delle trivelle”.
Ora ci troviamo in una situazione che non ha precedenti nella storia del parlamento repubblicano.
La CGIL ha raccolto milioni di firme per un referendum abrogativo dei VOUCHER, un referendum che probabilmente sarebbe stato vinto, perché diceva un chiaro NO alla precarietà e allo sfruttamento.
Per il timore di perdere un’altra volta il confronto referendario il Governo evita il referendum - già indetto per il 28 maggio – abroga le Leggi contestate e subito dopo (è molto veloce il Parlamento, quando vuole!), vergognosamente ed incostituzionalmente approva un’altra legge che reintroduce i voucher.
E’un imbroglio di proporzioni enormi ed è veramente penoso che ciò non venga con forza denunciato da coloro che hanno la responsabilità di informare la pubblica opinione.
La democrazia è violata ed il popolo sovrano preso in giro.
Occorre una risposta forte e chiara


Il 17 giugno in piazza San Giovanni con la CGIL
per la COSTITUZIONE
per la DEMOCRAZIA
per il LAVORO


giovedì 8 giugno 2017

Meglio un istruito tirato a sorte che un ignorante eletto.

Luciano Granieri


In questi giorni di leggi elettorali e coppe di campioni,  entrambe  naufragate non senza soddisfazioni personali, di stupidaggini ne sono venute fuori a bizzeffe. Lasciamo da parte il lato sportivo calcistico e occupiamoci di quello politico. Fra le tante amenità ascoltate  ho apprezzato due esternazioni. Una del nuovo segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e l’altra del capo del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo.  Il diavolo e l’acqua santa, dove resta difficile capire chi sia il diavolo e chi l’acqua santa dopo i recenti selfie che il segretario Acerbo si è scattato davanti alla bara di Padre Pio. 

In un recente comizio elettorale tenuto a Frosinone dal candidato sindaco Stefano Pizzutelli, sostenuto dalla lista Frosinone in Comune, è intervenuto anche il neo leader di Rifondazione. Infatti sotto l’ala rassicurante della lista civica in appoggio del candidato sindaco Pizzutelli convergono elementi della sinistra ex extraparlamentare (SI, Possibile, e la stessa  Rifondazione). Nel suo intervento Acerbo ha detto molte cose, alcune condivisibili, altre meno. Una però mi ha colpito per l’esattezza dell’analisi. 

Ad un certo punto il segretario ha sostenuto con forza che quando in una formazione politica la  cultura ideologica è il faro da seguire, i militanti, i dirigenti e i candidati   di quel movimento sono molto preparati, forse sono i più preparati, perché, per tradurre in atti programmatici e di governo i dettami di una  cultura ideologica, è necessario studiare affondo le dinamiche politiche e sociali a cui questa si applica.  

La tesi è indubbiamente vera. Basta guardarsi indietro e constatare il disastro che ha prodotto la gestione deideologizzata,  privatistica della politica a vocazione iper maggioritaria inaugurata dal ventennio berlusconiano. L’avvento del partito liquido, dove a contare è il capo e il massimo dell’espressione democratica interna rimane la roulette  delle primarie, ha prodotto dei leader geneticamente modificati (Berlsuconi-Renzi) che nel corso degli anni hanno licenziato:  due leggi elettorali bocciate dalla Consulta, hanno eletto un parlamento, quello tutt’ora in carica, illegittimo perché incoronato  con una delle leggi elettorali incostituzionali di cui sopra. A questo aggiungiamo  quattro riforme costituzionali, due bocciate dal popolo sovrano, altre due approvate con la  maggioranza di due terzi di un parlamento di inetti . Le riforme approvare si sono rivelate devastanti sia sul piano politico sia su quello sociale .

 La modifica del titolo V  sugli enti locali fu concepita   dal centro sinistra per intercettare voti leghisti,  e l’iscrizione  in Costituzione dell’art.81, che introduce l’obbligo del pareggio di bilancio, è stato    votato per gentile richiesta dell’Europa, ma in stretto contrasto con l’art. 3 che promuove la rimozione di ostacoli di ordine economico per conseguire la piena realizzazione della persona umana. Per non parlare della riforma della pubblica amministrazione, anch’essa impallinata dalla Corte Costituzionale e altre leggi ancora.   Quelle sulla  (cattiva) scuola e il jobs act che, se non fosse stato per il disinteresse e l’insipienza di certi sindacati, sarebbero state mandate al macero da altrettanti pronunciamenti popolari. 

Il massimo dell’ignoranza dei leader,  prodotta dall’alienazione della cultura ideologica, si è manifestato con la  recente vicenda della legge elettorale alla tedesca. Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini, originariamente d’accordo su un  testo, non per la bontà dello stesso, ma perché in grado di promuovere elezioni anticipate,  a furia di  stravolgerlo, stirarlo  da una parte e dall’altra, a seconda delle convenienze, hanno finito per non capirci più un beneamato cazzo di ciò che stavano scrivendo . E la legge che doveva sancire un ampio accordo è finita nel cestino , fortunatamente dico io. 

Ma veniamo alle dichiarazioni di Grillo, che sottoscrivo pienamente come quelle di Acerbo. Nel corso di un comizio elettorale per le amministrative il comico penta-stellato ha sostenuto quanto segue. Considerato il disinteresse degli italiani per le votazioni, testimoniato dai dati dell’astensionismo sempre i crescita,  le prossime amministrazioni locali,  e il prossimo Parlamento, anziché eleggerli  li tiriamo a sorte. Così come si fa per i membri delle giurie popolari impegnate nei processi. 

Chi vuole partecipare al sorteggio si iscrive in un apposita lista  per sperare poi di vincere la poltrona. Tanto, conclude Grillo, nessuno può essere peggio degli attuali parlamentare e amministratori locali. Dimentica il simpatico Beppe che buona parte di questi è formato da suoi sodali. L’idea non è male ma andrebbe sviluppata meglio. Ad esempio per entrare nella lista degli aspiranti vincitori della riffa dovrebbe essere obbligatorio  superare esami  di cultura generale, di storia, di diritto costituzionale,  di scienze politiche,  così tanto per evitare di dare altro lavoro alla Corte Costituzionale. 

Ma anche agli elettori, prima di rilasciare il certificato elettorale andrebbe somministrato un test per vedere se ne sanno qualcosa di istituzioni democratiche. Tanto per evitare che coloro i quali  gridano piccati di non capire nulla di politica vadano a far danni dentro le urne.

 In buona sostanza, visto che oggi sono sparite le ideologie,  con esse la cultura ed un minimo di preparazione politica , in parlamento saranno destinati ad essere eletti solo   incapaci, come ampiamente dimostrato dal recente passato. Allora tanto vale reclutare un po’ di persone che hanno voglia di studiare, e tirare a sorte chi fra loro andrà a guidare la Nazione. Mi rendo conto che in questo modo si rinuncerebbe ad un esercizio democratico importante come quello del voto. Ma meglio rinunciare a votare  per avere in sorte una classe politica preparata, piuttosto che sottoscrivere, attraverso elezioni taroccate l'incoronazione di manipoli d'ignoranti come quelli guidati da Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo.