Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 14 marzo 2019

Potere al Popolo in marcia per restituire al Popolo ciò che è del Popolo: la Certosa di Trisulti

Potere al Popolo assemblea territoriale di Frosinone




Potere al Popolo aderirà alla marcia organizzata sabato prossimo 16 marzo  dalle Comunità Solidali per librare la Certosa di Trisulti dalla mala pianta  fascista e razzista che oggi la occupa. La marcia partirà da Collepardo  per arrivare alla Certosa. Potere al Popolo parteciperà per  ribadire che un bene pubblico deve rimanere nella disponibilità di tutta la collettività.   E’ necessario affermare  con  forza che i beni dello Stato, anche se di carattere religioso, devono rimanere di proprietà dei cittadini  aperti a tutti i visitatori laici e cattolici. 

La vicenda è nota . Dopo che la Congregazione Cistercense di Casamari non è stata più in grado di gestire la Certosa di Trisulti, si sono scatenati gli appetiti della Dignitatis Humanae Institute , una organizzazione religiosa  facente capo al Cardinal Martino, dietro alla quale si muove la scuola suprematista bianca guidata da Steve Bannon ideologo di Donald Trump. Le manovre a suon di lettere verso il Vescovo di Alatri-Anagni Lorenzo Loppa e verso il Papa, hanno avuto successo, tanto che il ministro di allora il piddino Franceschini, oggi grande elettore di Zingaretti alla segreteria del partito, dopo due anni di indebite pressioni ha ceduo affidando  la Certosa di Trisulti alla DHI attraverso un bando che suscita non poche perplessità soprattutto per gli oneri  irrisori di concessione che ammontano a 100mila euro l’anno. 

Oggi  è insediato nella Certosa l’incaricato  del cardinal Martino  e di Steve Bannon, Benjamin Harnwell, con l’idea dichiarata di organizzare  una scuola politica sovranista che dovrà formare il nuovi Salvini e i nuovi Orban.  Lo scempio è totale. Non solo l’ex ministro Franceschini ha regalato un bene demaniale ad un’organizzazione religiosa privata, i cui finanziamenti pare abbiano dubbia provenienza, ma  non si è neanche accorto che la medesima organizzazione persegue  lo scopo di insediare nel sito una scuola politica che diffonde  un indottrinamento contrario alla Costituzione Italiana. 

Potere al Popolo non può non reagire  di fronte alla svendita di un bene pubblico ad un privato che ha tutte le intenzioni di limitare gli accessi solo a chi paga e vuole diffondere messaggi razzisti. Per questo saremo in piazza sabato prossimo facendo seguito alla marcia che già ha avuto luogo il 29 dicembre scorso. I danni fatti per colpa di un ministro quantomeno sprovveduto,  attualmente possono essere in parte recuperati attraverso un ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale.  Potere al Popolo, intende, oltre alla protesta in piazza, precorrere questa strada.  Invitiamo comunque militanti, simpatizzanti e cittadini tutti a partecipare.

mercoledì 13 marzo 2019

Sanità pubblica, debito, sprechi e disservizi, elementi di una stessa strategia

Luciano Granieri *




Il pronto soccorso di Frosinone assomiglia ogni giorno di più ad un girone infernale. Fuori, il piazzale è intasato dalle ambulanze ferme  in attesa di ricevere indietro la barella trattenuta  per mancanza di lettighe su cui adagiare i malati in attesa di trattamento.  Dentro impera un quadro di indegna disumanità, fatto di malate e malati in promiscuità con gli occhi spaventati e dispersi, in attesa che qualche medico, o infermiere possa, non dico curarli, ma quanto meno ascoltarli. Lo stesso personale sanitario  in servizio, numericamente insufficiente, in preda a stress,   rimbalza da una barella all’altra, da una sedia ad un’altra,  con gli occhi fuori dalle orbite per cercare di trattare quanti più pazienti possibile. Uno sforzo che, per quanto encomiabile, resta insufficiente perché insufficiente è il personale sanitario . 


Cittadinanzattiva Tribunale per i diritti del malato di Frosinone, ha redatto una serie di proposte (vedi qui) utili a decongestionare il pronto soccorso dell’ospedale Fabrizio Spaziani . Fondamentalmente tali proposte si basano su tre direttrici: la prima riguarda l’assunzione di ulteriore  personale  sanitario;  la seconda è inerente ad un miglior coordinamento dei punti di primo soccorso, per lo più gestiti dai medici di famiglia,  allo scopo di renderli funzionali al trattamento diretto delle  patologie meno gravi (codici verdi);  la terza concerne  una maggiore dotazione di posti letto allo scopo di agevolare e rendere più brevi i tempi di ricovero.  

In realtà la bolgia del pronto soccorso non riguarda solo l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, ma coinvogle  gran parte degli ospedali del Lazio. Dal San Camillo, al Pertini, al Santa Maria Goretti di Latina, le scene sono le stesse di Frosinone. Dunque  il problema investe inevitabilmente la gestione della Regione Lazio, e del commissario Zingaretti.

 Un pronto soccorso in crisi è sintomo forte di un ospedale in crisi. E non potrebbe essere diversamente perché, in nome di un commissariamento decretato per rientrare di un debito abnorme, contratto per lo più dalla gestione di Francesco Storace, nell’era Zingaretti si sono persi 3.600 posti letto, chiusi 16 ospedali con una diminuzione del personale pari al 14% per il blocco turn-over. Ribadisco: senza il personale  i  pronti  soccorso non funzionano.

 Ma siamo sicuri che un depauperamento così deciso del servizio ospedaliero pubblico regionale riesca a realizzare un’economia di esercizio significativa tanto da portarci fuori dal commissariamento? Voglio ricordare che l’annuncio dell’uscita dal regime commissariale ci viene propinato da Zingaretti ogni volta che è in vista qualche tornata elettorale. L’ultima dichiarazione in merito rivelava che la fine del commissariamento si sarebbe realizzata nel dicembre 2018. Ipotesi ovviamente caduta nel  vuoto.  

E’ peraltro facile rientrare dei soldi tagliando i servizi, ma così il sistema muore, i pazienti muoiono. Altresì la salvaguardia della salute dei cittadini è un diritto costituzionalmente riconosciuto per ottemperare il quale  i concetti prettamente economici di credito e debito non dovrebbero minimamente essere contemplati. Ma anche volendo affrontare la questione sul campo strettamente economico ,che brutalmente non tiene conto del servizio erogato,  i conti non tornano. 

Lo stazionamento  della ambulanze vuote  fuori  dal pronto soccorso in attesa di vedersi restituita  la barella,  ha un costo notevole, siamo sicuri che assumere personale sanitario per rendere più PRONTO il SOCCORSO liberando immediatamente le ambulanze costi di più?  Ancora, e qui vengo ad un caso strettamente legato all’ospedale di Frosinone,   i  pazienti ricoverati con frattura del femore, con altri traumi ossei, o neurologici che hanno necessità di riabilitazione  motoria post operatoria sono costretti a rimanere in ospedale  in attesa che si liberi un posto presso i centri di riabilitazione privati accreditati. Infatti le strutture interne all’ospedale dedicate alle cure riabilitative  sono state chiuse per mancanza di personale. 

Mediamente la degenza di attesa è di dieci giorni. Calcolando che un giorno di ricovero costa mille euro, ogni malato incide sul sistema sanitario pubblico per diecimila euro solo per attendere che si liberi un posto nella struttura riabilitativa privata.  Moltiplicando il tutto per una decina  di pazienti al mese si arriva ad un costo di circa 100mila euro , un milione e duecentomila euro l’anno. Con tutti questi soldi, comprensivi anche dei  risparmi sui costi di convenzione e di trasporto della ambulanze dall’ospedale alla clinica privata, non si riuscirebbe  a gestire una struttura riabilitativa all’interno dell’ospedale  considerato che ci sono diverse palazzine della Asl in disuso?  

Rimanendo alla Asl di Frosinone, la mobilità passiva, cioè il costo dei malati che decidono di curarsi in altra Asl, incide mediamente per quattro milioni l’anno.   E’ così malsano ipotizzare l’utilizzo di  quei quattro milioni per dotare l’ospedale di  personale numericamente e professionalmente  adeguato  in modo da evitare che i pazienti vadano a curarsi  da un’altra parte?   

Attenzione! perché la mobilità passiva investe tutto il Lazio. Il saldo fra i malati che decidono di trasferirsi  in un’altra regione e quelli che invece arrivano qui da fuori è in negativo  per circa 225 milioni l’anno.  Quanto personale e si potrebbe assumere con 225 milioni? Altro che blocco del turn-over. Dunque la gestione aziendale non è poi così efficace. Forse era meglio il vecchio SSN in cui la tutela della salute non rispondeva a dinamiche aziendali, ma doveva semplicemente essere assicurata a tutti  nel miglior modo possibile?  Sembrerebbe così, ma a questa narrazione  manca un pezzo. Un elemento decisivo per capire quali sono i veri obiettivi del sistema . 

Posto  che la Regione commissariata non possa  mettere soldi fino a che non rientrerà dei debiti, anzi per questa situazione è costretta a chiudere ospedali, a rendere i pronti soccorso dei luoghi di pena ,   come si spiega  il finanziamento  di duemilioni e seicentomila  euro al Campus Biomedico di proprietà dell’Opus Dei? Oppure i 23 milioni elargiti al Policlinico Gemelli, anch’esso una struttura non propriamente pubblica ma di proprietà di una fondazione facente capo al Vaticano? Come si spiega la chiusura dei consultori pubblici e il contemporaneo  finanziamento dell’ ospedale pediatrico  Bambin Gesù, anch’esso di proprietà della Santa Sede? Fra l’altro una parte della mobilità passiva regionale è indirizzata proprio vero il Bambin Gesù ed il Gemelli,quindi verso uno stato estero.

 La ragione è evidente. Riguarda la inarrestabile strategia  ormai pienamente attiva volta alla  privatizzazione della sanità pubblica e delle sue strutture. Il commissariamento, i debiti, la gestione allegra delle Asl, gli sprechi,   sono dinamiche che fanno capo ad un unico obiettivo, quello di dimostrare che il pubblico è inefficiente e sprecone, mentre il privato è virtuoso ed eccellente. 

Come giustificare altrimenti la vendita da parte della Regione Lazio dell’Ospedale San Giacomo,in pieno centro storico, per  la cifra in saldo 61 milioni di euro,  ad una società privata che lo vuole trasformare in  un polo alberghiero? Eppure quell’ospedale, se riqualificato e ristrutturato  garantirebbe almeno 27.000 accessi l’anno . 

Anche all’interno degli ospedali stessi molti servizi di estrema importanza, come il Cup ed il ReCup, sono affidati alla gestione privata, attraverso cooperative che vessano i propri dipendenti con stipendi da fame,privandoli dei più elementari diritti sul lavoro. A Frosinone è esternalizzato pure  il servizio di consegna delle cartelle cliniche e il comparto amministrativo che s’incarica di redigere le buste paga degli infermieri spesso sbagliandole.  

Analizzando la questione sotto quest’ottica  si capisce come le decisioni della politica, e in questi caso anche del commissario Zingaretti , siano asservite agli interessi delle lobby finanziarie e ai centri di potere come il Vaticano, i quali  hanno individuato  nella messa a valore della tutela della salute un business enorme a cui non possono e non vogliono rinunciare. 

Le proposte che abbiamo redatto saranno realizzabili solo se contemporaneamente si procederà alla ripublicizzazione completa del servizio sanitario, tornando ai principi di universalità  della legge 833 del ’78,   togliendo la sanità dalle voraci fauci della grande imprenditoria privata. Per fare questo però è necessaria la politica, è fondamentale che il sistema sanitario non solo torni ad essere completamente pubblico, ma soprattutto sia controllato dai cittadini i quali  devono riappropriarsi del sistema di cura della  salute di tutti.  E’ una missione difficile, ma è l’unica che potrebbe evitare il tracollo di un sistema che fino ad oggi è considerato  fra i più efficienti del mondo.

*Testo dell'intervento effettuato durante il convegno organizzato da Cittananzattiva TDM di Frosinone sullo stato del pronto soccorso dell'ospedale Fabrizio Spaziani.

martedì 12 marzo 2019

15 MARZO SALVIAMO I NOSTRI GIOVANI DAI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Sanità Tavolo Nazionale Potere al Popolo



La giornata del fiocchetto lilla,ogni 15 marzo  aprirà le porte di numerose strutture, numerosi saranno i  convegni, incontri e quant'altro per sensibilizzare educatori, famiglie e operatori del settore, anche se le speranze di un progetto serio sono ancora lontane dall'essere attuate.

I dati non lasciano scampo, sono tre milioni le italiane ed italiani che ne soffrono, sempre piu' giovani, purtroppo  l'età si è velocemente abbassata, partendo dai 6 anni sino ai 25 e oltre .  Anoressia, bulimia, binge eating,border line, spesso e volentieri divengono patologie unitarie  dove l'associarsi crea ancora piu' difficoltà sia nel riconoscerle che nel curarle , cosi'il dramma del peso, dell'apparire, del non accettarsi, del voler sparire per sempre, possono essere affrontate solo con un'equipe medica specializzata, costituita da psicologi,psichiatri, nutrizionisti, endocrinologi. Un fenomeno terrificante come lo e' l'aumento annuale dei numeri che si riscontrano quando la patologia crea i decessi, solo nel 2016 ve ne sono stati 3000, si viaggia a percentuali annuali che viaggiano dal 7 all'8%
Si muore di Disturbi Alimentari e a morirne  sono i nostri giovani soprattutto femmine. 

Sempre troppo poche e risicate le strutture, i posti letto, le comunità, i percorsi psicologici pubblici, cosi' esistono i privati a pagamento, dove chi ha possibilità cerca una via d'uscita ,a volte riuscendo a volte no. Vi è la possibilità  di richiedere l'invalidità, la famosa 104 per chi già lavora, per chi vorrebbe iniziare a lavorare e non riesce a rimanere in un luogo di lavoro, poichè la patologia si ripercuote anche su questo ma è difficile poterla ottenere, le severe commissioni agiscono pretendendo  estenuanti certificazioni e sottovalutando  la problematica scaricando l'enorme peso sulle famiglie . 

E le istituzioni che fanno? Lo scorso anno un gruppo di parlamentari in Commissione Sanità del Senato voleva portare avanti un disegno di legge. Parlamentari di FI,PD e M5S. Un disegno di legge nel cui testo base si punisce   e fa divenire reato l'istigazione a pratiche che provocano anoressia e bulimia cosi' da mettere a tacere blog e siti che fanno propaganda  online ai disturbi alimentari, incentivando prevenzione e formazione  attraverso medici di base,pediatri e insegnanti , tralasciando l'aspetto importantissimo delle cure. Cosi' se il nord ha qualche posto letto in piu', qualche programma regionale in piu', al sud i progetti e gli investimenti in tal senso risultano carenti, e si è destinati a soccombere se non trovando il denaro per le cure a pagamento.

Anzichè incentivare i day-hospital rendendoli gratuiti,  potenziare i CPS, assumere piu' personale, creare nuove strutture, creare pronti soccorso adatti con psichiatri che agiscano in emergenza soprattutto quando vi è la tendenza ad autolesionarsi , si punisce chi propaganda!

Uno Stato che non ha a cuore  i propri giovani non è STATO!

 Potere al Popolo tavolo nazionale chiede  e pretende day hospital mensili di controllo non a pagamento , piu' centri con programmi settimanali, reparti ospedalieri con piu' posti letto, potenziamento dei CPS , ricoveri ospedalieri non in reparti di psichiatria generale  solo cosi' il lilla protrà essere un colore di speranza per tutti i nostri giovani ancora una volta aiutati solo in situazioni d'emergenza. 

lunedì 11 marzo 2019

Trova le differenze

A cura di Luciano Granieri



A prescindere da questa tabella necessariamente sintetica, da uno studio del Sole 24 ore (non certo il blog di Grillo o Il Manifesto) sulle sintonie e le convergenze tra Forza Italia e PD misurate in una scala che va da 0 a 10, dove 10 è la convergenza assoluta, se si toglie il tema fisco ed immigrazione (anche se con Minniti di fatto sono stati quasi sovrapponibili) l'indice medio di convergenza è di 6,2 con punte di 7 su temi come politiche economico finanziarie, Europa, lavoro, giovani e welfare.

Certo che per considerarsi un partito di sinistra è fantastico... veramente un ottimo punteggio!!

P.S.: lo stesso studio dà come indice di convergenza tra M5S e Forza Italia 3,2...un dato che si commenta da se. Ma  alla luce del primo anno di governo giallo-verde alcune valutazioni   dei 5 stelle si sono modificate . In base al  "decreto dignità" è evidente come  l'opinione pentastellata  sul ripristino dell'art.18 sia  cambiata, da favorevole a contraria, stesso discorso si rileva per la buona scuola i cui principi, al di la delle posizioni di facciata ,  non divergono dal  Pd.  Così come l'abolizione del jobs act per i grillini si è trasformata da posizione favorevole  in un'inconcludente  messa in discussione di facciata definita nel "decreto dignità". Sull'austerity UE la contrarietà dei 5S si è rivelata inefficace, inutile, anzi   portatrice  di nuove stagioni di sacrifici lacrime e sangue . Infine su Tav, trivelle e no Muos, il giudizio pentastellato, da contrario, si è trasformato in possibilista, basato su fantomatici rapporti costi benefici e calcoli di penali inesistenti da pagare. Siamo messi male nevvero?


domenica 10 marzo 2019

Proposte per il pronto soccorso del Presidio ospedaliero Frosinone Alatri

 Luciano Granieri Cittadinanzattiva TDM  di Frosinone


Martedì 12 marzo dalle ore 15,30 alle ore 19,30, presso la sala teatro della in Via Armando Fabi a Frosinone , avrà luogo un incontro dibattito sulle indegne condizioni del pronto soccorso e sulle ripercussioni negative che   una tale critica situazione   riversa sull'intero  comparto ospedaliero. Abbiamo sollecitato e sollecitiamo la partecipazione massiccia di cittadini, associazioni, e membri delle istituzioni. Interverranno il dott. Fabrizio Cristofari, (Dirigente P.S. e Pres. Ordine Medici) ed Elio Rosati (Seg. Reg. Cittadinanzattiva).   Oltre ad analizzare le  cause di sistema conseguenza diretta di scelte politiche e programmatiche, sottoporremo un elenco di  proposte  tesi ad alleviare la gravosa situazione del pronto soccorso. 

foto tratta da "il messaggero"


In attesa di registrare una numerosa partecipazione, illustriamo di seguito le suddette  proposte:



Il sovraffollamento del Pronto soccorso del Presidio ospedaliero Frosinone Alatri ed i disagi che quotidianamente provoca sono la logica conseguenza delle strategie , delle decisioni  e dei provvedimenti che  lo staff manageriale della asl di Frosinone  ha adottato, sulla scia dei decreti emanati dal presidente Zingaretti, nella sua veste di Commissario ad Acta per la sanità regionale.  Questi provvedimenti e  queste decisioni  che hanno avviato e realizzato una serie di strutture sanitarie, doppioni inutili  di servizi già esistenti  (PAT -Presidi Ambulatoriali Territoriali – che hanno le stesse funzioni dei medici di medicina generale, ACP – Assistenza Cure Primarie presso i Pronto Soccorso, gestiti dai medici di medicina generale, UDI – Unità Degenza Infermieristica-, gestite dai medici di medicina generale su un turno di 6 ore e dagli infermieri; Ambulatorio multietnico e Ambulatorio Multietnico pediatrico a Frosinone e Pontecorvo. È a dir poco sospetto che i migranti, adulti e bambini, per accedere alle cure debbano avvalersi di strutture “multietniche”. Perché, ci chiediamo, non utilizzare i percorsi normali? Gli AMBUFEST, cioè ambulatori che sostituiscono la guardia medica ma solo nei giorni festivi e senza turno notturno) Tutte queste strutture costano all’AsI la modica somma di 2 milioni e 663.076, 64 euro  che comprende anche un’indennità di coordinamento di 501.816, 60 euro, cioè quasi il 20% del totale per i medici di famiglia coordinatori. Tale elefantiaca organizzazione  e le Case della Salute, su cui si fondava il rilancio della sanità pubblica per soddisfare le esigenze di cura della popolazione,  sono fallite.   Infatti queste strutture, che si sono rivelate solo uno sperpero rilevante di denaro,  non hanno risolto il problema del sovraffollamento degli ospedali e di Pronti soccorso. La realtà parla da sola.
Il Pronto soccorso  del Presidio ospedaliero Frosinone – Alatri è da  tempo  punto di riferimento  di una vasta area del centro nord della provincia  e dei Comuni limitrofi della provincia di Latina. Occorre, inoltre, tener presente che il nostro territorio è attraversato dall’autostrada del Sole, dalla linea ferroviaria ad alta velocità  e da quella normale. Non si possono  sottovalutare, altresì,  l’esistenza di impianti produttivi ad alto rischio  ambientale e  un  inquinamento diffuso e pesante.
Per tutti questi motivi e per altri  il Pronto soccorso deve essere trasformato in una struttura efficiente, moderna e di alta qualità unitamente al presidio ospedaliero. E’ necessario e urgente, perciò, adottare i seguenti provvedimenti:

1)      Assunzione di 15 medici per le strutture di Frosinone e  di Alatri e per la UOC di  medicina di urgenza dello “Spaziani”. In questo modo si completa l’organico e diviene realtà il DEA di 1° livello, con la presenza  nel P.S. delle figure professionali che mancano: cardiologo-anestesista-pediatra-ortopedico –radiologi.  Per tali assunzioni non ci dovrebbero essere  difficoltà di sorta perché la Asl  è già stata autorizzata ad assumere  1076 operatori sanitari entro il 2020. Le risorse finanziarie vanno reperite: A) recuperando i 2.700.000 euro che si spendono per le sigle mangiasoldi;   B) Riducendo al minimo il contenzioso con il personale e le spese di consulenza, C) Recuperando i rimborsi extra  dovuti  allo  stazionamento delle ambulanze degli enti accreditati in attesa di ritirare la  barella trattenuta in pronto soccorso occupata dal paziente che hanno trasportato;

2)       Attivazione di 100 nuovi  posti letto.  80 sono già stati  autorizzati. L’ospedale del Capoluogo è quasi saturo  per gli spazi, ma si può migliorare anche restituendo i 14 posti letto sottratti alla UOC di medicina per far partire la UOC di neurochirurgia. Nell’ospedale di Alatri, che   ha spazi a sufficienza, vanno completati gli organici  della radiologia, del Laboratorio e della cardiologia.  In tal modo si   può contribuire  in maniera  determinante alla realizzazione ed allo  sviluppo di un Presidio  ospedaliero  in grado di rispondere alle esigenze di cura e di salute della popolazione dell’intera provincia e non solo;

3)      Attivazione di una struttura sanitaria di pronto soccorso per la zona Nord –Anagni- che in collegamento con l’ospedale “Spaziani” sia in grado di garantire la gestione di un’emergenza. Certo è che non si può e non si deve lasciare abbandonata  una popolazione di 100 mila persone;

4)      Attivazione dei percorsi di cura e di controllo per la presa in carico dei cittadini con patologie croniche;

5)      Abbattimento dei lunghi tempi di attesa perché questa realtà costringe, soprattutto la popolazione anziana, a rivolgersi al pronto soccorso, particolarmente  per gli esami diagnostici per immagine, ma anche per esami riguardanti le patologie cardiologiche, oculistiche ed altre;

6)      Necessità di riorganizzare i medici di famiglia potenziando i servizi sanitari territoriali  per avere un’assistenza H 24 senza ulteriori spese e senza aggravio di lavoro;
7)      Rendere funzionale la holding area ( h 8,00-20,00) restituendo  totale  disponibilità  degli  otto posti letto destinati ai pazienti in attesa di ricovero;

8)      Accelerare  l’esecuzione  di consulenze ed  esami diagnostici per immagine dei pazienti   ricoverati nei reparti (UOC)  per accorciare  i tempi di degenza   allo scopo di   liberare più celermente i posti letto. Ciò anche per recuperare e  limitare  costi e sprechi incontrollati;

9)      Creazione di percorsi veloci  come avviene già in altre Aziende Sanitarie  del Lazio e del territorio nazionale,  per quelle patologie a basso codice d'accesso (bianco e verde) allo scopo di  erogare  delle prestazioni codificate ,. oculistica, ginecologia,  ortopedia ecc. in modo da snellire le attività' nel P.S.
                                                                                                   

sabato 9 marzo 2019

Frosinone 8 marzo in piazza contro il modello WAFM del maschio frusinate.

Luciano Granieri Potere al Popolo Frosinone





Venerdì 8 marzo  una  marea femminista ha invaso più di 40 città in tutta Italia  aderendo allo sciopero globale e all’occupazione di piazze e strade organizzato dal movimento transnazionale “Non Una di Meno”. 

Anche a Frosinone -grazie all’impegno del sindacato Usb, della nostra sezione locale di Potere al Popolo , insieme  con Democrazia Atea,  Rifondazione Comunista, Possibile, e l’associazione culturale Oltre l’Occidente - le sollecitazioni di   “Non una di meno” hanno  avuto un  riscontro. 

Inaspettatamente per una città come la nostra in  Piazza VI Dicembre,  davanti al Comune, è andata in scena,  in un rifiorire di bandiere, (rosse per lo più) la protesta  di donne e uomini consapevoli e convinti sulla necessità  di contrastare la politica antisociale e assolutamente maschilista della giunta  Ottaviani . Ci riferiamo  ad  una amministrazione orientata, oltre che alla propria costante autopromozione,  all’esaltazione del cittadino  modello WAFM   (White All Frusino  Male) tradotto:  Maschio Bianco Totalmente Frusinate.  Una sorta di riedizione del WASP (White Anglo Saxon Protestant) puro archetipo di abitante   statunitense  tutelato ed esaltato nell’America maccartista  anticomunista degli anni ’50.  

L’ulteriore segno  inequivocabile dell’orientamento maschilista della giunta Ottaviani è il  taglio, l’ennesimo,  del 20% di fondi  ai servizi sociali   che sarà inserito nel prossimo documento di bilancio del Comune .  Ciò significa gravare ancora di più   sulle  donne che lavorano, ma nello stesso tempo devono curarsi dei figli e degli anziani,  ruolo imposto loro  dall’odiosa organizzazione patriarcale della società. Significa, inoltre,  incidere sulla vita  delle donne   impiegate  nei servizi di cura alla persona  che saranno a rischio  licenziamento, o  vedranno il loro salario   irrimediabilmente decurtato, in mancanza dei fondi comunali  necessari a mandare avanti la loro attività.

 Frosinone è un Comune in piano di riequilibrio economico e finanziario, è obbligato dalla Corte dei Conti  a realizzare un avanzo primario per il 2019 di circa 2milioni di euro, per cui il taglio è doloroso ma necessario. Questo risponderà il sindaco a chi gli contesterà la macelleria sociale che  provocherà.  E’ vero. Non pretendiamo che il buon Ottaviani intraprenda una crociata insieme ad altri sindaci -difficile, ma quanto mai necessaria - contro le politiche di austerity che, con la  falsa scusa del debito, stanno depredando gli enti locali  di risorse e proprietà collettive, non è mica De Magistris! Ma quantomeno sarebbe auspicabile che la mannaia del predissesto  non sia rivolta solo ed esclusivamente verso la devastazione dei servizi al cittadino. 

Quando si è trattato di finanziare hollywoodiane rivisitazioni della passione di  Gesù, o di sovvenzionare in modo ingiustificatamente  spropositato il festival dei conservatori  il piano di riequilibrio economico e finanziario è stato ignorato, depredando il bancomat dei debiti fuori bilancio.  Il  predissesto non ha impedito di sovvenzionare, in parte,  la realizzazione dello stadio di calcio di proprietà del presidente del Frosinone, quindi di un privato,  e non della cittadinanza. 

Ecco basta vedere la gestione del  bilancio per capire la pervicace natura maschilista del Comune di Frosinone.  Da un lato si continuano a tagliare servizi che potrebbero alleviare il gravoso lavoro delle donne, dall’altro si impiegano sostanze pubbliche per lo stadio di calcio, il simbolo maschilista per eccellenza  della società patriarcale e dell’archetipo WAFM frusinate. In verità ci sono tante  donne a cui piace il calcio, molte di loro sono in grado di discettare con competenza  sugli aspetti tecnico-agonistici, sulla tattica, a differenza dei tifosi maschi la cui maggioranza è capace solo di gridare insulti razzisti dagli spalti, ma questo è un altro discorso. 

Resta il fatto che l’otto marzo scorso un flebile segnale di rivolta si è alzato anche da Frosinone. Un segnale di rigetto delle politiche antifemministe ed antisociali della giunta Ottaviani, ma anche del sistema capitalista e liberista che impone la supremazia del profitto finanziario sulla sopravvivenza delle persone. Un sistema che  sta facendo strame delle tutele sociali stravolgendo  in primis  i  diritti delle donne alla loro autodeterminazione, a una sistema sanitario che non diventi proprietario del loro corpo nel nome di un’ipocrita obiezione di coscienza, alla possibilità di avere un lavoro retribuito al pari dei maschi, a non subire l’umiliazione di una disoccupazione molto più diffusa rispetto al panorama maschile.  

Facendo tesoro di quanto avvenuto venerdì scorso rivolgiamo un appello a tutte le donne di buona volontà affinchè ci aiutino a contrastare efficacemente un’amministrazione maschilista, un esercizio nel quale l’opposizione consiliare (pente leghista, di centro sinistra, e civica di sinistra)  non si è particolarmente distinta, silente e rassegnata ai latinismi del sindaco padre padrone della città.


giovedì 7 marzo 2019

Contro i tagli allo Stato Sociale vera arma di ricatto contro le donne.

Potere al Popolo Frosinone



In occasione dello sciopero globale trans femminista dell’8 marzo, lanciato in Italia dal movimento “Non una di meno”, l’assemblea territoriale di Potere al Popolo di Frosinone ha aderito all’appello diffuso dall’Usb della Provincia di Frosinone per unire le lotte contro gli attacchi alla libertà e all’autodeterminazione delle donne, portati da una società patriarcale e padronale. Inoltre parteciperà alla manifestazione che si terrà proprio l’8 marzo a partire delle ore 10,00 in Piazza VI dicembre, davanti al Comune di Frosinone. Una delle molteplici cause dello sfruttamento della donna risiede nei tagli sempre più sostanziosi della spesa pubblica destinata allo stato sociale. Ciò comporta il depauperamento, se non la chiusura, di molti settori strettamente legati al lavoro di cura, dai servizi pubblici per l’infanzia ai servizi di assistenza domiciliare. Un fenomeno che va a penalizzare proprio le donne, sia perché maggiormente impegnate nel lavoro di cura e assistenza, il quale diventa maggiormente gravoso in assenza di servizi sociali, sia perché molte di esse lavorando in tali enti destinati alla chiusura , rimarranno disoccupate. Su questo fronte l’amministrazione comunale di Frosinone si appresta a tagliare di un ulteriore 20% ciò che è rimasto dei servizi sociali assicurati dal Comune, aggravando in modo pesante la condizione delle donne costrette ad occuparsi di mansioni di cura e assistenza sempre più pesanti, oltre al lavoro normale e, soprattutto, privando del lavoro quelle donne impegnate nei servizi pubblici che verranno chiusi. Per scongiurare tutto questo saremo in P.zza Venerdì 8 marzo davanti al Comune di Frosinone, invitando militanti, simpatizzanti e persone comuni a partecipare.