Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 28 maggio 2011

1510 morti nel Mediterraneo in cinque mesi

Il minatore Rosso


Sono vent’anni che il Canale di Sicilia è attraversato dalle barche di chi viaggia senza passaporto verso la riva nord del Mediterraneo. Eppure una cosa così si era mai vista. Dall’inizio dell’anno è una strage senza precedenti. Sono già almeno 1.408 i nomi che mancano all’appello. Uomini, donne e bambini annegati al largo di Lampedusa. In soli cinque mesi. Da gennaio sono scomparse più persone di quante ne morirono in tutto il 2008, l’anno prima dei respingimenti, quando si contarono 1.274 vittime a fronte di 36.000 arrivi in Sicilia. Non solo. Quei 1.408 morti nel Canale di Sicilia rappresentano il 93 per cento dei 1.510 morti registrati nei primi cinque mesi del 2011 in tutto il Mediterraneo. Come spiegarsi l’aumento così impressionante del tasso di mortalità delle traversate?

Scomporre i dati ci aiuta a capire. Dall’inizio dell’anno infatti a Lampedusa si sono incrociate due rotte. Una dalla Tunisia e una dalla Libia. Dall’inizio dell’anno sono sbarcate circa 14.000 persone dalla Libia e 25.000 dalla Tunisia. Eppure di quei 1.408 morti soltanto 187 sono annegati sulla rotta tunisina. Mentre sulla rotta libica i morti sono addirittura 1.221. Come dire che sulla rotta tunisina ne muore uno su 130 mentre sulla rotta libica ne muore uno su 11. Dodici volte di più. I conti non tornano. Quei morti sono troppi. Non può essere soltanto il mare. E il dato potrebbe essere ancora più allarmante. Perché nessuno è in grado di dire quanti siano i naufragi di cui non si è saputo niente. L’ultimo l’ho scoperto per caso due giorni fa, parlando con alcuni superstiti in un centro di accoglienza del nord Italia.

Non è il mare l’unico responsabile di tanti morti. Sono soprattutto i militari libici. Perché questa volta gli sbarchi sono davvero un’operazione interamente organizzata dal regime. Che a differenza delle mafie che gestivano le traversate prima, non ha bisogno che la merce arrivi a destinazione. Perché non c’è mercato. I passeggeri non scelgono l’intermediario più affidabile. Ma sono semplicemente rastrellati durante le retate nei quartieri neri delle città libiche e costretti a partire contro la propria volontà. La traversata è gratuita. Paga il regime. È l’ultima arma rimasta al regime libico. Le bombe umane. L’obiettivo è spedirne oltremare il maggior numero possibile, come ritorsione contro i paesi europei. La sicurezza delle traversate è un optional. Evidentemente in Libia la vita di un nero non vale granché. Neanche agli occhi del leader panafricano Gheddafi.

L'insognata e lo scrittore che....spaccca

Fausta Dumano

Certi incontri ti segnano,ti rimangono dentro, incontri che non sai come sia possibile che il turbinio combinatorio abbia intrecciato nel tuo cammino, blocco notes, macchinetta fotografica, la location è il SATYRICON, ILCAFFE' LETTERARIO CULT DEL CENTRO STORICO, QUELLO CHE RIESCE A CONIUGARE CULTURA, MUSICA.......DIVERTIMENTO.''PROF VIENI STASERA,???? C'è uno che spacca.....spacca è una di quelle parole, che segnano la variabilità generazionale dellla lingua CARLO CANNELLA.......i miei studenti lo conoscono come fondatore di alcune tra le più amate band hardcore italiane: STIGE e AFFLUENTE, lo conoscono come attivista del movimento anarcopunk. Il motivo per cui è sbarcato a FROSINONE è per presentare il suo ultimo libro''TUTTO DEVE CROLLARE'' Daniele ci presenta reciprocamente come ''scrittori''e ci lascia......soli nella stesso spazio vitale, lui stasera è un fiume in piena.....io sono in quella fase, che si chiama ''SOGNO O REALTA???? Non capita tutte le sere a FROSINONE......UN ESPONENTE CULT DEGLI ANARCOPUNK......TUTTO DEVE CROLLARE......è il battesimo della nuova stagione letteraria del SATYRICON......con i nuovi proprietari del SATY......, mi sento in debito morale, ma questa è un' altra storia, i due fratelli DANIELE e MATTEO li ho traviati da una carriera di sicuri geometri......per farne due sognatori come la prof......La presentazione del libro è preceduta da una'' cena'', la nuova formula lanciata dal SATYRICON......perchè è proprio a tavola che si sprigionano le ''confessioni'' che fanno scattare il colpo di fulmine.......all' improvviso una ragazza pronuncia un nome, una goccia d' olio dissidente salta , macchiando la camicia dell' ospite.....quella goccia si è ribellata alla parola ''AGITATORE CULTURALE''.....MARCO PHILOPAT....Quella goccia, quella goccia d' olio apre lo scenario finalmente qualcuno si indigna ancora alla parola agitatore culturale.....CARLO comincia a raccontare la sua storia, che si interseca con la STORIA, una storia che non si studia sui libri a scuola, episodi e avvenimenti sono archeologia per una generazione che è cresciuta nell' era berlusconiana.....nei flash arriva l'esperienza in consiglio comunale, l'impotenza di dire no tra tanti si....''VOGLIO SCARDINARE IL MONDO, MINARNE LE FONDAMENTA. PEGGIO VOGLIO ESTIRPARE IL SENSO DI COLPA, il cilicio amoroso.......''TUTTO DEVE CROLLARE , un romanzo, che spacca, un romanzo che divide, un romanzo che è rimasto a lungo senza editore, anche VIBRISSE, L' EDITORIA ON LINE DI MOZZI......si è spaccata......Poi arriva PERDISAPOP il romanzo è cartaceo tra mille difficoltà di distribuzione, LUIGI BERNARDI lo candida al  premio strega TUTTO DEVE CROLLARE  già il titolo racchiude la filosofia del messaggio, un romanzo costruito in tre atti intersecati da una narrazione interna particolare nel linguaggio , che diventa un cerchio , il padre un ex anarchico fuggito in BRASILE, che stupra la moglie bambina, MARTA, la figlia punk e nuovamente il padre, protagonista il potere, che non è mai stupido......un romanzo che sorprende , un finale che sorprende spaccando.....o lo amo o lo detesti......io lo amo......CARLO COLLINA oggi è anche editore......si dice che la fine di una storia è già scritta all' inizio.....devo andare via domani mi aspetta il discount di mary star gelmini nella landa, lui partirà per ASCOLI.....cercava la mozzarella ciociara, si aspettava una FROSINONE NERA,dove qualcuno avrebbe cercato di aggredirlo, ha trovato un antipasto creativo, una pizza , una goccia dissidente di olio e la sorpresa di giovani che parlano di un libro, sorseggiando un cuba libre......una serata che ''SPACCA''

Berlusconi e il plagio letterario

Giacomo Salerno


Silvio Berlusconi non si priva nemmeno del plagio letterario, molto indicativo della sua personalità inclinata verso la manipolazione di fatti e persone. L’imputato Silvio Berlusconi non si è fatto mancare nella sua carriera anche il gusto di aver rubato e fatto proprio uno scritto altrui: pubblica a suo nome una edizione di Utopia di Tommaso Moro, copiata di sana pianta dall’edizione del professore Luigi Firpo di Torino per l’editore Guida di Napoli. Ecco il resoconto dei fatti come narrati da quotidiano L’Unità.

“Un giorno d’estate di metà anni 80 Luigi Firpo se ne stava in poltrona nella sua villa sulla collina torinese con la moglie Laura. Faceva zapping in tv. Su Canale 5 una graziosa signorina intervistava il padrone, Silvio Berlusconi. E ne magnificava l’enorme bagaglio culturale: “Lei è anche un grande studioso dei classici…”. Il Cavaliere si schermiva: “Ma no, non dica così…”. E lei: “Sì, invece, non faccia il modesto. Lei, dottore, ha appena pubblicato un’edizione pregiata dell’Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima prefazione e una perfetta traduzione dal latino…”. E lui: “Beh, in effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo…”

Firpo, grande intellettuale torinese, polemista della “Stampa” con i suoi “Cattivi pensieri”, soprattutto docente universitario di storia delle dottrine politiche e fra i massimi esperti di cultura rinascimentale, drizzò le antenne. Anche perché aveva da poco tradotto e commentato un’edizione dell’”Utopia” per l’editore Guida di Napoli. L’intervistatrice comincia a leggere la prefazione del Cavaliere.

Dopo le prime due frasi, l’anziano studioso fa un salto sul divano: “Ma la prefazione la mia! Copiata parola per parola! Chi è questo signore? Come si permette?”. L’episodio è tornato in mente a Laura Salvetti Firpo, la vedova, qualche giorno fa, quando Silvio Berlusconi in una delle sue tele-esternazioni elettorali si è così descritto in terza persona: “Il presidente del Consiglio si è nutrito di ottime letture e ha un curriculum di studi rilevantissimo…”. È corsa in archivio, ha estratto una cartella intitolata “Berlusconi”, ha trovato uno strano bigliettino autografo del Cavaliere e ha deciso di raccontarne il retroscena.

“Era subito dopo le vacanze estive, credo in settembre. Firpo (lei lo chiama rispettosamente così, ndr), quando scoprì in tv che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell’Utopia, si attaccò subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era un’edizione privata, in pochi esemplari, riservata all’entourage del Cavaliere. Tramite l’associazione milanese degli Amici di Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e sbottò: ‘Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino, mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!’. Prese carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi”.

A questo punto inizia un irresistibile balletto telefonico, con il Cavaliere che cerca scuse puerili per placare l’ira dell’austero cattedratico, e questi che, sbollita la furia, si diverte a giocare al gatto col topo. Firpo si fa beffe del plagiatore smascherato, minacciando di mettere in piazza tutto e trascinarlo in tribunale. “Berlusconi – ricorda la moglie – incolpò subito una collaboratrice, che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione a sua insaputa. E implorò Firpo di soprassedere, pur precisando di non poter ritirare le mille copie già stampate e regalate ad amici e collaboratori. Firpo, capito il personaggio, cominciò a divertirsi alle sue spalle. Lo teneva sulla corda con la causa giudiziaria. E Berlusconi continuava a telefonare un giorno sì e un giorno no, con una fifa nera. Pregava di risparmiarlo, piagnucolava che uno scandalo l’avrebbe rovinato”.

Pure Franzo Grande Stevens, famoso avvocato e consigliere di casa Agnelli, che di Firpo era amico anche per via della comune candidatura nel Pri, seguì la faccenda da vicino: “Firpo mi raccontò di quel plagio. Era esterrefatto. Anche perché Berlusconi, anziché scusarsi, dava la colpa a una segretaria: ‘Eh professore, sapesse, qui non ci si può più fidare di nessuno…’. Poi cercò di rabbonirlo con regali costosi, che il professore rispedì sdegnosamente al mittente”. “Passava – ricorda la moglie Laura – intere mezz’ore al telefono col Cavaliere. E alla fine correva a raccontarmele, fra l’indignato e il divertito: ‘Sapessi quante barzellette conosce quel Berlusconi. È un mercante di tappeti, una faccia di bronzo da non credere, sembra di essere in una televendita”.

Il tira e molla si trascinò per diversi mesi. Anche con uno scambio di lettere, ancora riservate (saranno pubbliche solo nel 2009, vent’anni dopo la morte dello studioso). Per ora c’è solo quel bigliettino rimasto nei cassetti della signora Laura, visto che era indirizzato anche a lei: “Accompagnava un doppio regalo per Natale, credo del 1986. Nel frattempo Berlusconi aveva pubblicato un’edizione riveduta e corretta dell’Utopia, senza più la prefazione copiata e con la traduzione di Firpo regolarmente citata. Ma Firpo seguitava a fare l’offeso, ripeteva che la cosa era grave e la stava ancora valutando con gli avvocati.

Un giorno lo invitarono a Canale 5 per parlare del Papa e si ritrovò Berlusconi dietro le quinte che gli porgeva una busta con del denaro, ‘per il suo disturbo e l’onore che ci fa’. Naturalmente la rifiutò. Poi a Natale arrivò un corriere da Segrate con un bouquet di orchidee che non entrava neppure dalla porta e un pacco: dentro c’era una valigetta ventiquattrore in coccodrillo con le cifre LF in oro”. Il biglietto d’accompagnamento è intestato Silvio Berlusconi, datato “Natale 1986″ (ma l’ultima cifra è uno scarabocchio) e scritto a penna: “Molti cordiali auguri e a presto… Spero! Silvio Berlusconi”. Poi una frase aggiunta a biro: “Per carità non mi rovini!”. Ma Firpo continuò il suo gioco: “Rispedì la borsa a Berlusconi, con un biglietto beffardo: ‘Gentile dottore, la ringrazio della sua generosità, ma gli oggetti di lusso non mi si confanno: sono un vecchio professore abituato a girare con una borsa sdrucita a cui sono molto affezionato. Quanto ai fiori, la prego anche a nome di mia moglie Laura di non inviarcene più: per noi, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi’… Non lo sentimmo mai più”.

Ecco l’uomo, un buffone, mentitore di professione che per apparire colto deve rubare quello che non è né potrà mai essere perché non si compra con i soldi come si comprano le prostitute e i cardinali.

Riforme economiche e sociali a Cuba

Associazione politico culturale "20 ottobre"


Le riforme economiche e sociali che il Governo di Cuba ha approvato lo scorso aprile per rilanciare l’economia nonostante l’embargo imposto dagli Stati uniti ormai da 50 anni, sono state al centro di un  incontro dibattito che l’Associazione Politico-Culturale “20 Ottobre” ha organizzato negli scorsi giorni a San Giorgio a Liri.
A confrontarsi su questo tema di attualità, sono stati Luciano Vasapollo, docente universitario della Sapienza e Efrain Echeverria, direttore del dipartimento di marxismo-leninismo presso l’Università di L’Avana. A moderare l’incontro è stato Enzo Di Brango, direttore della rivista “Nuestra America”
Cuba, nei prossimi cinque anni, sarà interessata da una estesa distribuzione della terra ai singoli ed alle operative per rilanciare l’agricoltura ed aumentare la produttività del lavoro.  Cuba sarà il fulcro, insieme a Venezuela ed Equador, della transizione di tutta l’America Latina al socialismo del XXI secolo.
“Ringrazio il compagno  Efrain  per il suo prezioso contributo- ha detto Oreste Della Posta , esponente di spicco dell’Associazione Politico-Culturale “20 Ottobre. Con questo dibattito si è aperto uno squarcio di verità su Cuba. Verità nascosta – ha dichiarato Della Posta – dai mass-media che abbondano di campagne diffamatorie su Cuba. Anche la sinistra non è da meno – ha continuato. Basti ricordare che recentemente un suo esponente ha paragonato Fidel Castro a Cheddafi. Una vergogna.”
“Nel mese di ottobre- ha annunciato Oreste Della Posta – l’Associazione “20 Ottobre” organizzerà un seminario con professori cubani sul della svolta economica un Sud America.”

28/05/2011, Frosinone 

venerdì 27 maggio 2011

Concerto Gigi D'Alessio a SUCATE DAL VIVO

Luc Girello



Come al solito dobbiamo denunciare l’opera di  disinformazione che i canali  Rai trasmettono a più non posso sulle elezioni  di Milano. Altro che par condicio.  Sulle reti comuniste: Rai, La7 e Sky, su tutti i giornali comunisti, si è diffusa la notizia che la manifestazione  di chiusura della campagna elettorale per Moratti Sindaco, organizzata in piazza duomo, è andata deserta. Altra   notizia falsa e tendenziosa riguardava la mancata partecipazione del cantante New Melodico napoletano Gigi D’Alessio per dissidi razzisti con i leghisti. Ora non sappiamo se per disinformazione o per sabotaggio comunista MA LE DUE NOTIZIE SONO FALSE. Precisiamo che in piazza Duomo non era previsto nulla   per il semplice motivo che il concerto di chiusura per la campagna elettorale di Madama Moratti si è tenuto da tutta altra parte: a Sucate, periferia est di Milano. Questo luogo di estrema periferia ha subito uno sfregio urbanistico intollerabile. Clandestinamente  uomini dell’entourage di Pisapia hanno edificato una Moschea abusiva. Era dunque doveroso chiudere la campagna elettorale vicino ai cittadini di Sucate i quali  hanno dovuto subire questo sopruso da parte dell’avvocato bolscevico.  In via Giandomenico Pupparo, alla presenza del futuro sindaco Lady Moratti, di Umberto Bossi, di Matteo Salvini e del governatore della Lombardia Formigoni si è svolto dunque il previsto concerto di Gigi D’Alessio. Noi siamo in grado di mostrarvi le foto dell’evento e di trasmettere il brano con cui la cantante New Melodico Napoletano ha concluso la sua performance. Una straordinaria esecuzione di “O’ surdato innamorato” con i cittadini in tripudio a  SUCATE DAL VIVO.




Melma sui Referendum

Luciano Granieri

Che  i referendum siano una spina nel fianco per il malfermo governo è una dato di fatto. Dopo le amministrative, se il 12 e il 13 giugno si dovesse raggiungere il quorum, tutta la baracca del centro destra andrebbe a scatafascio. Dunque per i movimenti referendari il compito diventa sempre più arduo. Oltre che combattere strenuamente  per  avere visibilità e suqarciare il velo di omertà mediatico-mafiosa che avvolge i quattro quesiti, oltre che subire l’ennesimo smacco dal presidente della Repubblica, il quale in barba L'ART.77  della Costituzione ha firmato il decreto omnibus dove è inscritto lo scippo del referendum sul nucleare, ci si deve  sporcare le mani contro la melma fascista. Data  l’importanza della posta in palio i Berluscones hanno sguinzagliato per le strade delle città la loro fangosa manovalanza. I ratti di Caccapound si divertono a coprire con le loro schifezze i manifesti regolarmente attaccati dai comitati a favore della campagnia referendaria. Ciò che è accaduto a Frosinone la notte scorsa, documentato dalle foto di Marina Kovari  ne è un chiaro esempio. Dopo che i nostri compagni del comitato territoriale per il referendum contro il nucleare avevano finito di attaccare i manifesti sugli spazi regolarmente prenotati presso il comune (19-20), abusivi extracomunitari della democrazia hanno sovrapposto la loro sporcizia abusiva sull’affissione referendaria. Sporcizia abusiva attacchinata da marmaglia abusiva della democrazia, il cui mandante è un presidente del consiglio abusivo eletto con una legge elettorale abusiva. Aveva ragione qualche nostro nonno il quale sosteneva che : l’unico errore dopo il 25 aprile è stato quello di abbandonare il fucile. Facciamo appello al  Comune di Frosinone, affinchè  commini a Caccapound la multa per affissione abusiva e devolva il ricavato ai movimenti referendari. E’ il minimo che un comune possa fare dopo aver approvato una MOZIONE  nella quale si dichiara antifascista e vieta ogni manifestazone che si rifà all’idelogia fascista. 

 

































Napolitano garante della legalità? UTOPIA, PURA UTOPIA

LANTIFASCISTA












































Fonte http://www.unita.it


Il Presidente della Repubblica Napolitano ha promulgato la legge di conversione del dl Omnibus. È quanto si apprende da fonti parlamentari. Il Capo dello Stato ha promulgato la legge perché nella disposizione, così come riformulata dal Parlamento, non sono stati riscontrati palesi motivi di illegittimità costituzionale. Il sì al dl, per quel che riguarda le norme relative al nucleare, trova sostegno anche nella sentenza della Corte Costituzionale 68 del 1978 che demanda all'ufficio centrale elettorale presso la Corte di Cassazione il controllo sull'eventuale trasferimento dei quesiti referendari nel nuovo testo.

«Prendiamo atto e rispettiamo la decisione di Napolitano: non poteva fare altrimenti. Resta il fatto che gli effetti di questa legge sono una truffa ai danni dei cittadini, perché governo e maggioranza tentano in maniera prepotente di impedire che si svolga il referendum, calpestando il diritto di voto degli italiani». Lo afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: «Per questa ragione, abbiamo già presentato un'istanza alla Corte di Cassazione e l'abbiamo rinnovata con una ulteriore memoria esplicativa. La Cassazione ha già fissato l'udienza per il 1 giugno». «Ci batteremo contro l'arroganza del governo Berlusconi al fine di impedire questo scippo di democrazia», conclude Di Pietro.