Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 5 giugno 2011

Hey Hey My My No Nuke will never die

Luciano Granieri


Continua a Frosinone  l’impegno dei comitati referendari nella campagna elettorale per i referendum del 12 e 13 giugno. Come è noto i quesiti sull’acqua pubblica, sul nucleare e sul legittimo impedimento sono stati osteggiati dal governo superando ogni limite di decenza e di rispetto per la democrazia. Giova ricordare il sabotaggio che un esecutivo   accattone e privo di dignità  ha  tentato verso il referendum sul nucleare cercando di far passare la  moratoria sulle politiche energetiche come una legge che soddisfasse il quesito sull’abrogazione dell’energia nucleare.  Il tentativo   di cercare a tutti costi  l’annullamento è stato clamorosamente sventato dalla corte di Cassazione . La natura indegna e dispotica di questo governo  non ha limiti.  Dopo lo schiaffo della Cassazione ,  senza un minimo di vergogna, per evitare che il popolo sovrano a loro tanto caro  possa esprimersi sulla politica energetica,  questi cialtroni  guidati dall’agonizzante  guitto di Arcore   hanno presentato un ricorso presso la Corte Costituzionale per chiedere l’inammissibilità del quesito sul nucleare , referendum già promosso dalla Cassazione. Dovrebbe trattarsi di un passaggio formale, in quanto mai la Coste Costituzionale ha assunto decisione contrarie ad un parere già espresso dalla Cassazione, resta il fatto che per l’ostinazione antidemocratica di questa classe dirigente che ormai ha fatto venire il volta stomaco a gran parte dei cittadini, l’ufficialità sull’ ammissione del quesito sul nucleare si avrà solo martedì mattina quando la Corte Costituzionale, esaminato il ricorso del governo, emetterà il suo giudizio. Tale marasma anti democratico ha richiesto a tutti i comitati referendari un’impegno estenuante per superare ostracismo, disinformazione e ottenere l’obbiettivo di spingere i cittadini a votare in modo da  raggiungere il quorum. In questa cornice di lotta  si inserisce la manifestazione:  “Non lasciare che scelgano al tuo posto”. Sabato 4 giugno nel piazzale antistante la libreria Ubik in Via Aldo Moro a Frosinone, il circolo di Legambiente “Il Cigno”,  e il comitato referendario “2 sì per l’acqua pubblica” hanno organizzato un  evento informativo, strutturato in diverse fasi. Dopo la presentazione del Prof. Francesco Raffa di Legambiente e del Dott. Umberto Messia, si sono succeduti momenti informativi col supporto di interessanti, quanto scioccanti , video sulla tragedia di Chernobyl e diverse esibizioni artistiche  . Fra queste   la suggestiva e toccante  performance dell’attore Sandro Morato, il quale ha interpretato alcuni scritti sulla tragedia ucraina scelti dal Prof. Raffa, e l’esibizione del gruppo musicale Le   III Movimento. Vicino al banchetto dove si distribuivano  materiali di promozione per la campagna referendaria, si sono succeduti gli appelli al voto  degli organizzatori, Raffa, Messia e del presidente del comitato “2 sì per l’acqua pubblica” Severo Lutrario. Come e forse più di altri presidi informativi  sui referendum, questo ha avuto un buon successo di partecipazione. Probabilmente avrà influito l’ora (dalle 21,30 in poi) e la location, (Via Aldo Moro,  il sabato sera  frequentata da tanta  gente giovani e meno giovani), sta di fatto che molte persone hanno assistito ai vari steps della kermesse mostrandosi molto interessati sia al problema del nucleare che a quello dell’acqua.  Nei video si ascoltano le toccanti letture intepretate da Sandro Morato, gli appelli al voto di Lutrario e Raffa , e il brano “If it makes you happy” di Sheryl Crow eseguito dal gruppo Le  III movimento. A proposito di musica non potavano mancare alcune nostre notazioni. Le  III Movimento è un gruppo formato da tre ragazze:  Gabriella “irishblossom” Franceschini: voce, Jessica “jenjy” Testa: voce, cori, violino, Irene Messia “sdù”: voce, cori, chitarra, armonica. Il loro repertorio spazia in modo disinvolto dal country radical americano  di Neil Young ai grandi brani del melody rock inglese e statunitense  (no doubt, alanis morisette, the corrs, bob dylan, ecc.) . Le tre ragazze hanno dato vita ad un set molto piacevole in cui hanno mostrato delle abilità tecniche non indifferenti. In particolare Gabriella Franceschini grazie a una eccellente  modulazione della sua bellissima voce, dona ai brani delle colorazioni sonore particolari, ottimi i contributi sia in voce che con il violino di  Jessica Testa il tutto amalgamato in un fluire sonoro accattivante dalla chitarra di Irene Messia. Personalmente ho apprezzato molto l’esecuzione dei i brani di Neil Young “Hey Hey My My” e “Helpless”.  Gabriella, Irene e Jessica hanno reso  molto bene quell’atmosfera radical tipica del chitarrista cantante canadese  tanto che , ad un certo punto sembrava di assistere ad un “Four Way Streets” al femminile. Siamo tranquilli con ragazze come Gabriella, Irene e Jessica “Rock and roll can never die”. Ultima notazione musicale. Nel montaggio del filmato relativo all’intepretazione di Sandro Morato ho inserito due brani  di jazz “Counterpoint”  di Gerardo Iacoucci e “Requiem” di Lennie Tristano, eseguiti entrambi da Gerardo Iacoucci al pianoforte e Stefano Canterano al contrabbasso. Il maestro Iacoucci oltre che ad essere uno dei più grandi jazzisti europei, è anche amico di Aut. Quando gli ho chiesto di poter usare i suoi brani è rimasto entusiasta e mi ha pregato di girare il suo appello a tutti i jazzisti, jazzofili, jazzemani, appassionati di musica e non, affinchè “VADANO  A VOTARE PER I REFERENDUM  E SEGNINO QUATTRO SI GROSSI COME UNA CASA “ testuale. Ci associamo anche noi all’appello di Gerardo Iacoucci, speriamo anzi confidiamo che questa battaglia di civiltà e democrazia partecipata possa essere vinta. 




Grigliata avariata

Patrizia Monti



A Reggio Emilia e a Milano sono stati inaugurati nuovi ristoranti ROADHOUSE GRILL, che fanno parte del Gruppo Cremonini. Vi ricordo che il gruppo Cremonini, come testimoniato da inchieste di REPORT (Rai 3) e come sostenuto anche da Beppe Grillo, è un'azienda che nel corso degli anni si è distinta per una serie di azioni illegali e anche criminali.
Per citarne alcune:
- vendere carne di bovini di oltre 17 anni come carne di bovini inferiore ai 24 mesi di età (tale carne è finita negli omogeneizzati per bambini!)
- vendere svariate tonnellate di carne in scatola avariata a Paesi poveri(guadagnando su incentivi europei per tali esportazioni), tra cui la Russia (dove Report ha raccontato della morte di un 12enne dovuta al consumo di tale carne contenente botulino) e Cuba.
Per la morte in Russia un intermediario della Cremonini ha pagato 150.000 euro per evitare una denuncia e il blocco delle importazioni in Russia. Al momento dell'indagine fatta da Report, la carne che il governo cubano ha respinto dopo alcune analisi (che confermavano le pessime condizioni di diversi lotti di carne) era stata imbarcata su una nave, ma non per riportarla in Italia per la distruzione. La nave era destinata all'Angola. La carne avariata verrà distrutta o venduta agli angolani? Per questo motivo vi invito a non recarvi nei ristoranti ROADHOUSE GRILL, a divulgare questo messaggio , a boicottare anche le altre aziende del gruppo
Cremonini che sono:


Autogrill MOTO
carne MONTANA
bar e ristoranti CHEF EXPRESS (treni e aeroporti)
salumi IBISE'
carni INALCA
supermercati MARR (diffusi soprattutto in Romagna e Marche)


NB: la carne bovina utilizzata in Italia dai Mc'Donalds, è fornita dal
Gruppo Cremonini

Amministrative in Ciociaria: Chi ha vinto e chi ha perso

Oreste della Posta


Dopo i risultati dei ballottaggi nei comuni di Cassino, Alatri e Sora viene da farsi una domanda: chi ha vinto e chi ha perso? Indubbiamente c’erano vari guru della destra che ipotizzavano tre a zero del centrodestra, mentre è finita 2 a 1 per il centrosinistra. Questo solo perché a Sora il Pd si è autodistrutto per via della guerra dei due Franceschi. Il Pdl ha  perso, ma rimane un avversario, in provincia, forte e temibile, con un elettorato legato ai quartieri popolari. Questo deve far riflettere profondamente la sinistra e tutto il centrosinistra.
L’altra sconfitta è stata l’alleanza con l’Udc. Infatti D’Alema disse che Cassino era un laboratorio per l’alleanza con il partito di Casini, uscito pesantemente sconfitto da questa tornata elettorale. Il Pd deve ritrovare una via unitaria facendo terminare la guerra tra il Papa Francesco e l’Imperatore Francesco, prendendo spunto dal concordato di Worns del 1122. E’ chiaro a tutti che se il Pd non riparte diventa quasi impossibile battere la destra reazionaria e moralmente impresentabile. L’Associazione Politco-Culturale “20 Ottobre” propone, fin da ora, un patto di consultazione tra Sel, FdS e Idv per realizzare in provincia un polo alternativo che raccoglie il vento del cambiamento radicale che esiste nella nostra terra e faccia una opposizione senza se e senza ma a chi sta rovinando la nostra provincia.
È bene ricordare che il blocco sociale che sostiene la destra è composto dalle alte gerarchie ecclesiastiche, da una parte consistente della confindustria, da una parte maggioritaria dei sindacati. Quindi, chi parla di destra allo sbando non sa davvero chi è l’avversario. Occorre costituire un blocco di opposizione che metta in evidenza le contraddizioni della politica di centrodestra. Destra che si combatte votando quattro si ai referendum del 12 e 13 giugno. Vorrei ricordare una frase di un celebre romanzo di Beppe Fenoglio: “Dalla miseria non si esce sparando”. La scintilla del cambiamento parte dal ceto medio che di fatto sta precipitando verso una proletarizzazione della sua condizione sociale ed economica”.

venerdì 3 giugno 2011

Netanhyahu, incassato l'appoggio di Obama, si prepara a violare ancora una volta ogni legge internazionale.

Michele Giorgio da "il manifesto" del 01/06/2001

Aumenta la tensione con l'avvicinarsi del giorno, non ancora annunciato ufficialmente, della partenza per Gaza delle 15 navi della Flotilla «Stay Human», tra le quali l'italiana «Stefano Chiarini». Fiancheggiato dall'amministrazione Obama, il premier israeliano Benyamin Netanyahu per ora sta lavorando sulla diplomazia affinché la spedizione sia impedita. Ma un'azione di forza contro i pacifisti non viene esclusa: secondo il quotidiano di Tel Aviv Haaretz, il primo ministro ha detto ieri che ordinerà il pugno di ferro contro le navi che non obbediranno agli ordini della marina israeliana. Sono stati richiamati i riservisti e l'intelligence militare sorveglia diversi siti internet.
Non si può escludere il ripetersi del raid sanguinoso di un anno fa, quando un commando israeliano uccise sulla nave Mavi Marmara nove civili turchi (Netanyahu parlò di «legittima difesa» e non ha mai presentato scuse ufficiali ad Ankara). I promotori della Flotilla si dicono determinati ad andare avanti. I vertici dello Stato ebraico fanno sapere d'essere decisi a presidiare il blocco navale del piccolo lembo di territorio palestinese. La marina - ha scritto Haaretz - lavora alle «misure di contenimento» di eventuali azioni di resistenza passiva degli attivisti, ma una qualche forma di arrembaggio viene ritenuta dai comandi israeliani quasi «ineluttabile». 

In queste ore è forte la tensione anche a Gerusalemme Est, la zona araba della città occupata nel 1967. Oggi, per l'anniversario della cosiddetta «riunificazione», si svolgerà il rikudgalim («marcia danzante della bandiera») alla quale parteciperanno migliaia di israeliani nella città vecchia di Gerusalemme, popolata in maggioranza da palestinesi che giudicano questi festeggiamenti una provocazione politica.



Stralci di conversazione con il Partigiano

Sergio Collalti   da una segnalazione di Matteo Oi


"Spesso,quando ero ancora piccolo, bussavano alla porta di casa,curioso, andavo ad aprire e mi trovavo 2 Gesù Cristi di carabinieri con quelle incudini in testa, quei cappelli strani che avevano prima no? E spesso e volentieri arrestavano mio padre, io pensando che fosse un ladro mi vergognavo di lui, poi dopo la sua morte mi dissero che era un Partigiano, così per rabbia e per mio padre andai sui monti per la Resistenza"
"Quando mi unii alla resistenza entrai in un gruppo di una ventina di Partigiani di Ferentino, io ero il più "buono" e spesso li dovevo frenare, perchè a loro non importava se erano 100, 200, 1000 tedeschi o traditori si doveva far piazza pulita a colpi di fucile e mitragliatori!!"
"Mi sento onorato ad essere chiamato Partigiano ma chiariamo non ero un eroe anzi nessuno di noi lo era, eravamo ragazzi come voi studenti la maggiorparte non aveva compiuto la maggiore età (21 anni allora) e qualcuno era come voi, sui 16 o 17 anni, la Resistenza era una semplice scelta non è che te lo ordinavano o eri il prescelto lo facevi perchè sentivi il dovere civile di farlo"
" A saperlo non avrei mai rischiato di morire per vedere Berlusconi e le puttanate,scusate il termine, che sta facendo almeno quel Mussolini...aveva detto chiaramente di essere un dittatore!"
Sergio Collalti Partigiano di Ferentino



I quattro referendum della vita sobria

Guglielmo Ragozzino da www.sbilanciamoci.info


Il quesito del nucleare resta, dopo il passaggio in Cassazione. Si rafforzano le prospettive di raggiungere il quorum il 12-13 giugno. Ma ancora di più conta che i cittadini sanno che ora non possono più delegare. Tocca a loro decidere.
La natura è molto fragile. Nell’ultima settimana si è saputo che in Francia la peggiore siccità degli ultimi sessanta anni ha portato, oltre agli inevitabili danni e disagi, anche conseguenze rilevanti nella fornitura d’elettricità di origine idro e nucleare per la scarsità di acqua, necessaria per muovere le turbine o per raffreddare i reattori; negli Usa d’altro canto gli uragani non hanno atteso l’apertura ufficiale della loro stagione, il primo giugno, ma si sono scatenati in anticipo, con morti e violente distruzioni. Sono due segnali tra i tanti e riguardano paesi tra i più ricchi e organizzati del Pianeta.
La natura è fragile e può facilmente spezzarsi. Il tentativo di dominarla con la forza è molto pericoloso, come si può vedere sempre più frequentemente. Non si costruiscono città alle falde di un vulcano. Molto meglio è cercare di capire, per adattarsi, per essere pronti a salvare il salvabile, vite e memorie, soprattutto. Molto meglio non alzare dighe, non bruciare foreste tropicali, non scavare montagne, se proprio non è necessario. E a ben vedere non lo è mai. Si può sempre fare altrimenti.
Il nostro compito è ormai, in ogni plaga del Pianeta, quello di risparmiare natura, di riutilizzare, di scegliere una vita sobria. La politica, quella grande, servirà a questo convincimento universale. Il riscaldamento globale in corso, porterà, sta portando, a conseguenze che potremo mitigare cominciando subito, senza perdere altro tempo. I referendum sull’acqua e sul nucleare, cui noi tutti siamo chiamati a rispondere tra dieci giorni, hanno questo motivo centrale. Ricordano a tutti, in primo luogo, che è indispensabile risparmiare natura. Il nucleare di per sé è un invito a consumare sempre più energia elettrica, a vivere in uno scialo perenne. La Francia, con tutte le sue centrali nucleari e a parità di popolazione, brucia più petrolio dell’Italia. La Germania ha deciso di rinunciare interamente, entro il 2022, all’energia elettrica nucleare; e la Germania rimarrà ugualmente la principale economia industriale del continente, e la più moderna del Pianeta, con il vento e con il sole. In Italia, nessuna regione è favorevole a centrali nucleari. Se è un caso di Nimby, è un Nimby assai diffuso. C’è solo la scherzosa Lombardia che per bocca del suo presidente si dice favorevole al nucleare, “ma non da noi, non in Lombardia”. In Sardegna, un voto consultivo sul nucleare ha mostrato che il 95% della cittadinanza lo rifiuta.
Il rifiuto della privatizzazione dell’acqua è l’argomento di due referendum. Qualche politico di destra afferma, sprezzante, che l’acqua è già pubblica e nessuno se ne vuole impadronire, ma mente e lo sa. Di chi è per esempio l’acqua minerale? Della popolazione o di chi la imbottiglia? E l’acqua – purissima, che rende giovani, che fa plin plin – in bottiglia non rende di fatto peggiore, meno curata, l’acqua del sindaco? Inoltre, per evitare che si sprechi acqua è meglio controllarne l’uso da vicino, oppure affidarsi ai capitali di potenze economiche lontane che vogliono trattare e vendere sempre più acqua perché questo è il loro mestiere, il loro valore?
Resta l’ultimo referendum, sul legittimo impedimento. Tratta di giustizia e di democrazia. Sono tutti uguali davanti alla legge i cittadini? O ve ne sono alcuni più uguali degli altri? Dopo avere risposto a questo primo interrogativo, sì o no, come si preferisce, resta un altro aspetto e riguarda la democrazia. Questa s’impara, s’insegna, si pratica, votando i referendum; e facendo votare.

Due giugno la lezione dei giovani

Luciano Granieri


Che due giugno è stato quello di ieri? Un due giugno assordante . A Roma il rombo delle frecce tricolori  ha riempito il cielo. Al  burattino degli  americani Hamid Karzai , governatore dell’Afghanistan, presente alla parata dei fori imperiale con altri 80 capi di stato,  quel rumore avrà  ricordato le facce dei civili afghani terrorizzati dai  jet che sfrecciano sopra le loro teste e quotidianamente seminano morte fra la popolazione. Lo stesso assordante fischiare di aerei  a qualcuno ,pochi per la verità, avrà ricordato  che l’italia co-produce i caccia bombardieri F-35. 130 di queste macchine di morte verranno acquistate dalla nostra areonautica. Se consideriamo che un F-35 costa 78 milioni di euro, cioè l’equivalente di tremila salari lordi di dipendenti del ministero della sanità e della pubblica istruzione, il rumore oltre che assordante diventa insopportabile. Il senso uditivo è stato inoltre aggredito  dallo sferragliare dei soldati che sfilavano con le tenute da guerra,  attuali e d’epoca, davanti ad un assonnato Berlusconi e ad un appassionato Giorgio Napolitano.  Lo sferragliare si è reso ancora  più cacofonico quando sono passate le truppe vestite con la  divisa dell’esercito coloniale che cento anni fa seminava morte in Libia.  Da allora nulla pare  cambiato. I nostri aerei di cui  non se ne sa più molto, continuano a seminare morte in Libia  a rimorchio della coalizione occidentale che ha scatenato una guerra le cui motivazioni umanitarie sono ormai depotenziate e che prosegue nello sterminio dei profughi nel Mediterraneo. Anche a Frosinone la celebrazione è stata assordante. ASSORDANTE DI SILENZIO.  Il silenzio delle istituzione locali, sindaco e presidente della provincia,  fortunatamente è stato rotto da un gruppo di giovani agguerriti, competenti e impegnati. La riscossa del due giugno nella nostra città  è passata  attraverso l’interessantissima manifestazione organizzata dalla rete degli studenti medi della provincia  e dall’A.N.P.I di Frosinone. Presso il piazzale dei tre martiri toscani di Frosinone, Giovani, meno giovani, liberi, cittadini, partigiani , convocati dall’ Anpi  e dalla Rete degli studenti si sono riuniti per discutere dei significato storico e civile del  2 giugno. Dopo il saluto di Marco Tallini della Rete degli studenti di Frosinone è iniziata la discussione il cui obiettivo era quello di stabilire una connessione fra i valori che hanno determinato la resistenza, la liberazione, la forma repubblicana dello stato Italiano e la Costituzione, con le condizione sociali di oggi. Si è partiti da un’analisi storica antecedente alla repubblica, proposta da Antonio Folchetti, per poi continuare con l’evoluzione storica della repubblica stessa  dal ’46 ad oggi illustrata da Enrico Morsillo, comprese le implicazioni che questa ha  avuto sul ruolo politico del sindacato in particolare del sindacato studentesco, argomento trattato da Alessandro Marino. Siamo rimasti stupiti dall’incisività con cui questi ragazzi hanno avanzato le loro argomentazioni , giovani adolescenti  che hanno provato a svegliare le coscienze sopite di una sonnolenta borghesia provinciale. Quella gioventù borghese che come, sostiene il coordinatore degli studenti medi Enrico Morsillo, ritiene rivoluzionario comprarsi le timberland da 250 euro. Hanno dato il loro contributo alla discussione oltre a Giovanni Morsillo dell’ANPI di Frosinone e Andrea Cristofaro segretario del circolo “Carlo Giuliani” di Rifondazione Comunista di Frosinone, anche membri di varie associazioni e sindacati fra cui la CGIL. L’evento non poteva avere conclusione più degna con l’intervento di Sergio Collalti partigiano di Ferentino. Le storie partigiane le analisi storiche le evoluzione politiche, hanno segnato anche una sorta di ricongiunzione generazionale fra chi ha fatto la resistenza per dare la possibilità agli italiani di diventare da sudditi a cittadini  e i giovani che oggi resistono affinché la condizione di cittadino diventi reale. La repubblica è stata fatta ma i repubblicani?  Ringraziamo di cuore i ragazzi   della rete degli studenti medi di Frosinone, perché da loro viene la lezione che il due giugno non deve essere l’occasione per esibire i muscoli, ma un momento per rendersi conto che qualcuno ci ha liberato dandoci la possibilità di diventare cittadini artefici del proprio futuro . Ancora oggi siamo sudditi, sudditi di un sovrano sordido e depravato che condizione le nostre vite con le sue turbe psichiche, contornato da una masnada di lacchè fedeli quanto avidi. In questo due giugno la rete degli studenti medi ci ha indicato la strada per diventare definitivamente cittadini.