Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 21 febbraio 2015

Forse la Regione accetta una delle proposte del Coordinamento provinciale della Sanità

Luciano Granieri

Quando  durante gli incontri del Coordinamento provinciale della sanità di Frosinone, sono state decise le proposte da inoltrare alla Regione  per una diversa organizzazione del sistema sanitario provinciale, notevoli discussioni hanno coinvolto l’opportunità di  includere o meno nel programma le dimissioni dell’attuale manager D.ssa Isabella Mastrobuono. 

Ebbene secondo le notizie riportate dagli organi di stampa, pare che le dimissioni della Mastrobuono siano l’unico dei suggerimenti  che abbia buone possibilità di essere attuato.  Infatti il discusso piano aziendale della Asl, presentato dalla manager in Regione, non è piaciuto alla Commissione Regionale appositamente nominata da Zingaretti per valutare i gli atti di tutte le aziende sanitarie regionali .

 Il contenuto del piano, difeso dalla Mastrobuono e da alcuni  sindaci, fra cui quello del Capoluogo,  sarebbe così poco confacente agli indirizzi indicati dalla Regione, da pregiudicare la permanenza della Mastrobuono alla dirigenza della Asl ciociara. Pare che una decisione in merito possa essere presa entro marzo. Intanto, l’atto aziendale dovrà subire pesanti modifiche  per tornare al vaglio della commissione  entro il 26 febbraio. 

Aveva  ragione il  Coordinamento quindi a rifiutare  l’atto per gli effetti devastanti che avrebbe determinato sulla sanità provinciale? Niente affatto. In Regione il piano presentato dalla D.ssa Mastrobuono è stato bocciato per il motivo contrario.  Perché  troppo esoso. A Zingaretti, evidentemente, non è stato  sufficiente lo smembramento del servizio sanitario pubblico provinciale, sancito nel piano, perché l’obbiettivo vero è il totale annientamento di ogni prestazione sanitaria pubblica sul  nostro territorio.   

Quali sono le criticità denunciate dalla commissione? Ne riportiamo alcune:  La rete dei tre presidi ospedalieri principali (Frosinone-Alatri, Sora e Cassino) è troppo estesa. Troppi primari,  troppi reparti, troppo di tutto. Un primario per ogni reparto di radiologia presente nei tre ospedali è eccessivo. E’ sufficiente un coordinatore a Frosinone che organizzi anche gli altri tre reparti di Sora e Cassino .  Il punto  di nascita e neonatologia ad Alatri non serve ,  come non serve la terapia intensiva neurologica. Se a un povero Cristo gli viene un Ictus, si corre a Roma e se lo sfortunato  muore per strada, pazienza, una opportunità in più per le pompe funebri il cui aumento di affari contribuisce anche all’aumento del Pil.  

Ma soprattutto il Dea di II livello per lo “Spaziani” è una colossale stupidaggine, anche il Dea di I livello per la struttura di Cassino è una scempiaggine. Per la nostra Asl non è previsto un Dea di II livello.  E’ ammesso  il solo Dea di I livello a Frosinone,  struttura che attualmente non soddisfa neanche i requisiti per questa qualifica, perché depredato  dei reparti e strutture necessarie.  

A fronte di queste belle notizie, non c’è dubbio che il piano di annientamento della sanità pubblica provinciale, nelle mire di Zingaretti debba subire una netta accelerazione e non possa perdere tempo  appresso ai pur buoni propositi della Mastrobuono. A questo punto mi chiedo se non sia il caso che anche il Coordinamento proceda ad una decisa accelerazione della sua attività di contrasto. 

Non è più tempo di trattative, di ricerca del dialogo . E’ tempo di andare a Roma ed esigere un incontro col carnefice della nostra sanità, Zingaretti.  E mentre una delegazione incontrerà il Presidente è necessario che fuori, davanti alla Pisana, il popolo ciociaro manifesti tutta la sua indignata protesta. Sarà gradita anche la presenza dei sindaci con tanto di fascia. Anche quelli che hanno firmato l’atto aziendale, perché è oltremodo evidente che  pure il piatto di lenticchie con cui la Mastrobuono  li aveva comprati è destinato ad andare in fumo.




venerdì 20 febbraio 2015

O' MIRACOLO




MIRACOLO!!!!! Udite, udite!!! L’ospedale di Frosinone subirà un rinnovamento profondo con adeguamenti scientifici e tecnologici di ultima generazione. Nessuno  dovrà preoccuparsi. Tutte le esigenze di salute dei cittadini del Capoluogo e dell’intera provincia verranno soddisfatti. Tutti potranno curarsi all’insegna dell’efficienza sanitaria e del suo altissimo livello di qualità.
L’ospedale “Fabrizio Spaziani” si trasformerà velocemente in…… una casa della salute. Dopo aver trasferito il reparto di lungadegenza e chiuso a quattro mandate i posti letto che ancora sono inoperanti, dopo aver fatto sparire il reparto di riabilitazione post-acuzie con i posti letto che non si sa dove sono andati a finire, dopo aver chiuso il reparto di otorino e ridimensionato il centro trasfusionale è stato anche declassato un reparto di eccellenza come quello di ematologia, che per decisione divina della dirigenza asl, si è trasformato da unità operativa complessa a unità operativa semplice.
Cioè si sta smantellando progressivamente ciò che funzionava con soddisfazione dei pazienti e dei loro familiari.
Sull’onda di tanta,  fattiva lungimiranza……”.rioganizzativa” sta a vedere che la stessa declassazione finirà con il toccare, a breve, anche i reparti delle malattie infettive e  quello di medicina?
Ci pare di aver colto nella documentazione e nelle decisioni della dirigenza asl  la volontà di creare una  grande area  medica che ricorda i cameroni degli anni ’40, privi di specializzazioni; gli specialisti lavorerebbero senza un loro reparto, itineranti tra i letti del “Camerone”. Una grande area medica  con un solo primario riducendo tutto a unità operative semplici con pochi letti a disposizione.
Così i giochi sarebbero presto fatti!
Reparti chiusi, unità operative complesse declassate, primari inesistenti, personale infermieristico e tecnico al disotto delle necessità di circa il 40%, pronto soccorso al collasso e carenza strutturale di posti letto.
Cosa occorre ancora tagliare e sopprimere affinché l’ospedale diventi una casa della salute?  L’ospedale di Alatri che ha già una casa del parto, diventerà anche la succursale della casa della salute del Capoluogo?
Ma si, dai! Che tutta la provincia di Frosinone diventi una grande, gioiosa casa…..della salute! E chissà che prima o poi, di casa… in casa non riusciamo ad andarcene  tutti, finalmente  …felici, contenti e…. soddisfatti della guerra scatenata contro le nostre popolazioni dai marazzini, dai polverini, dagli zingaretti, barbari venuti da lontano a saccheggiare  e depredare le strutture ospedaliere e il nostro territorio.
No! I barbari non passeranno
Frosinone 20. 02.2015 –Il Coordinamento Provinciale della Sanità.


giovedì 19 febbraio 2015

Non è tempo di giochi

Yanis Varoufakis   fonte :http://www.sbilanciamoci.info/

Sto scrivendo questo articolo a margine di un negoziato cruciale con i creditori del mio paese – un negoziato i cui risultati potranno segnare una generazione oltre a rappresentare un possibile punto di svolta per l’esperimento europeo e per quello dell’unione monetaria.
Gli esperti di teoria dei giochi tendono ad analizzare i negoziati trattandoli come giochi in cui i contendenti, proiettati esclusivamente sul proprio interesse individuale, tentano di accaparrarsi la fetta più grande della torta da dividere. Data la mia precedente esperienza accademica come ricercatore in teoria dei giochi, molti commentatori hanno affrettatamente avanzato l’ipotesi che, in qualità di nuovo ministro delle finanze della Grecia, avrei operato per ideare stratagemmi, bluff o opzioni nascoste utili a vincere non avendo nulla in mano.
Nulla può essere più lontano dalla verità di quanto è stato scritto in questi giorni.
Se la mia precedente esperienza con la teoria dei giochi ha avuto un effetto su di me, questo è stato quello di convincermi che sarebbe pura follia considerare l’attuale negoziato tra la Grecia e i suoi partner come un gioco da vincere o perdere grazie a bluff o sotterfugi tattici.
Il problema della teoria dei giochi è, come ho sempre tentato di spiegare ai miei studenti, che essa considera le motivazioni dei giocatori come un dato prestabilito a priori. Se si sta pensando ad una partita di poker o di blackjack questa assunzione non è particolarmente problematica. Ma nell’attuale negoziato tra la Grecia ed i suoi partners il punto centrale è esattamente quello di costruire delle nuove motivazioni. Si tratta di costruire una nuova mentalità che vada oltre le divisioni nazionali, che sostituisca una prospettiva pan-europea alla dicotomia creditore-debitore, in grado di porre il bene comune Europa al di sopra di politiche futili e di dogmi di comprovata tossicità se resi universali e una logica del noi a sostituire quella del loro.
Come Ministro delle Finanze di un piccolo paese immerso in una crisi fiscale, privo della propria banca centrale e visto dalla maggioranza dei suoi partner come un problematico debitore sono convinto che esista un'unica opzione: respingere qualunque tentazione di usare questo momento cruciale come un opportunità per sperimentare spregiudicate strategie presentando, altresì, in modo onesto, le attuali condizioni socio-economiche della Grecia, mettendo sul tavolo le nostre proposte per riportare la Grecia a crescere, spiegando perché queste sono nell’interesse dell’Europa e rivelando le linee rosse oltre le quali la logica e il dovere ci impediscono di andare.
La grande differenza tra questo governo greco e quelli che lo hanno preceduto è duplice: l’attuale governo è determinato nel volersi scontrare con interessi potenti e consolidati allo scopo di far ripartire la Grecia e riguadagnare la fiducia dei partner; ma è anche determinato nel non voler essere trattato come una colonia debitrice a cui si imponga di patire quel che deve. Il principio dell’austerità più intensa da imporre all’economia più depressa potrebbe apparire bizzarro se non avesse causato tante inutile sofferenze.
Mi viene spesso chiesto: cosa accadrà se l’unica strada per garantire il finanziamento del suo paese sarà quello di oltrepassare quelle linee rosse ed accettare misure che lei considera parte del problema più che della soluzione? Fedele al principio per cui non ho diritto di bluffare, la mia risposta è: le linee che abbiamo detto essere rosse non verranno oltrepassate. Altrimenti, esse non sarebbero delle vere linee rosse ma semplicemente dei bluff.
Ma mi viene anche chiesto: E se questo producesse ulteriori sofferenze per il suo popolo? Chi lo chiede sta implicitamente pensando che non può non esserci un bluff.
Il problema di questa linea di ragionamento è legato alla presunzione, propria anche della teoria dei giochi, che si viva in una sorta di “tirannia delle conseguenze”. Come se non esistessero circostanze per le quali si fa quello che è giusto non perché questo sia il frutto di un ragionamento strategico ma semplicemente perché… è giusto.
Contro questo cinismo, il nuovo governo greco ha intenzione di innovare. Noi dovremo rinunciare, nonostante le possibili conseguenze, ad accordi che siano sbagliati per la Grecia e sbagliati per l’Europa. Il gioco di estendere i termini del debito al prezzo di nuova austerity, cominciato nel 2010 quando il debito pubblico greco è divenuto non più rifinanziabile, finirà. Non più prestiti – non prima di aver definito un piano credibile per far crescere l’economia così da poter ripagare tali debiti, aver aiutato la classe media a rimettersi in piedi sulle proprie gambe e aver risolto l’odiosa crisi umanitaria. Non più “riforme” che si accaniscano contro poveri pensionati o farmacie a conduzione familiare senza scalfire in alcun modo la grande corruzione.
Il nostro governo non sta chiedendo ai suoi partners una via d’uscita per non ripagare i propri debiti. Noi stiamo chiedendo alcuni mesi di stabilità finanziaria che ci consentano di intraprendere il piano di riforme che la maggioranza del popolo greco può condividere e supportare, così da poter tornare a crescere e a essere nuovamente in grado di ripagare i nostri debiti.
Si potrebbe pensare che questo misconoscimento delle regole della teoria dei giochi sia dovuto all’effetto di una linea di sinistra radicale. Non è così. La maggiore influenza qui è quella di Immanuel Kant, il filosofo tedesco che ci ha insegnato come la ragione e la libertà dall’impero degli espedienti sono ottenibili facendo ciò che è giusto.
Come abbiamo capito che il nostro modesto piano di politica economica, che rappresenta la linea rossa che non siamo intenzionati ad oltrepassare, sia giusto in termini kantiani? Lo abbiamo capito guardando negli occhi le persone affamate nelle strade delle nostre città, osservando la nostra classe media sofferente e tenendo a mente tutti coloro che lavorano duro in ogni paese e in ogni città della nostra unione monetaria. Dopotutto, l’Europa riuscirà a ritrovare la sua anima solo quando avrà guadagnato nuovamente la fiducia del suo popolo mettendo gli interessi di quest’ultimo al centro della scena.
(Yanis Varoufakis dal New York Times del 16 febbraio 2015, trad. Dario Guarascio)

L’Ufficiale zelante e strabico

Angelino Loffredi

Da qualche anno sono in possesso della fotocopia di una informativa redatta dalla Legione dei Carabinieri del Lazio/ Gruppo di Frosinone, messami a disposizione da Lorenzo (Lellenzo) Masi che merita di essere conosciuta, augurandomi possa interessare a chi legge questa nota. E' altresì, doveroso precisare che la stessa è stata trovata da Tommaso Bartoli, conosciuto ricercatore ceccanese, presso l'Archivio di Stato di Frosinone.
Di cosa si tratta ? Di un rapporto predisposto dal Comandante del Gruppo dei Ca- rabinieri di Frosinone, Ten.Colonnello Virginiagiovanni Bianco, indirizzato al Prefetto di Frosinone, il 5 Aprile 1954, avente come oggetto " Assunzioni di impiegati presso il Comune di Ceccano"
Per aiutare chi legge, ad esprimere necessarie e ponderate considerazioni, riporto il testo in modo integrale.
"Per conoscenza, informo che il comune di Ceccano va assumendo impiegati avventizi e straordinari, scegliendoli tra gli attivisti ed i propagandisti dei partiti comunista e socialista.
Infatti, dallo scorso anno ad oggi,, sono stati assunti i seguenti impiegati:
1* Angelini Lorenzo fu Domenico e di Fratini Giuseppa, nato a Ceccano il 12-3-1913, ivi residente, impiegato avventizio con l'incarico di copista. E' attivista e propagandista del pci e iscritto al C.P.C.
2* Ranieri Mario fu Mariano e di Rosati Maria Luigia, nato a Ceccano il 9-9-1921, ivi residente, impiegato straordinario addetto alla trattazione di pratiche danni di guerra. Attivista e propagandista del p.c.i., iscritto al C.P.C.
3* Moffa Wladi di Nunzio e di De Caro Angelina Elvira, nato a Castelfranco il 12.5.1930, studente, avventizio, addetto all'ufficio elettorale attivista e propagandista del p.s.i.
4* Masi Lorenzo di Pietro Felice e di D'Annibale Antonia, nato a Ceccano il 2- 1929, ivi residente, propagandista del p.s.i., impiegato avventizio all'ufficio elettorale."
Le notizie riportate riguardanti le quattro persone sopra indicate sono vere, precise e irreprensibili. Non lo conferma solo la mia memoria, per aver conosciuto tutti, ma anche il registro degli iscritti del PCI dell'epoca.
lorenzoangeliniLorenzo Angelini era iscritto al Pci sin dal 1945, dopo essere stato fra i fondatori della banda partigiana costituita il 4 ottobre 1943. Dal 1956 al 1960 è stato consigliere comunale.
Mario Ranieri era iscritto al PCI dal 1947. Non avendo aderito alla Repubblica Sociale Italiana era stato prigrioniero in Germania. Sia Angelini che Ranieri sono stati convinti comunisti per tutto il resto della loro vita.
Wladi Moffa viene a vivere a Ceccano nel 1951. E' attivo nel PSI dal 1952 e lo sarà ancora per qualche anno. Alla metà degli anni 60 andrà a lavorare presso il comune di Colleferro ove ne diventerà segretario.
Lorenzo (Lellenzo) Masi è vivo e vegeto. Nel 1948 è stato fondatore a Ceccanolorenzomasi lellenzo della Gioventù Garibaldina d'Italia. E' stato sempre seguace del PSI. Nel 1976 è stato sindaco di Ceccano. E' considerato il Padre Nobile dei socialisti in quanto in questi anni travagliati è rimasto fedele alla sua idea.
L'Ufficiale dei Carabinieri con un occhio si dimostra preciso a descrivere la condizione dei quattro sopraindicati ma con l'altro occhio guarda altrove perché non vuole vedere il quadro generale. Mi spiego meglio provando a contestualizzare la situazione. L'Amministrazione comunale che ha deliberato le quattro assunzioni capeggiata dal sindaco comunista Vincenzo Bovieri è sostenuta da consiglieri socialisti e comunisti. Lo strabismo dell'Ufficiale viene rilevato dal fatto che al Prefetto non fa sapere che nella stessa identica situazione si trovano anche altri due dipendenti comunali, indicati dalla Democrazia Cristiana.
L'Ufficiale Bianco, pur avendo responsabilità e conoscenza di quanto sta avvenendo nella provincia di Frosinone inoltre non riporta, non elenca le assunzioni di "colore" politico diverso che si stavano facendo con le stesse modalità presso l'Amministrazione Provinciale e in altri ottanta comuni della provincia a guida democristiana. C'è anche un aspetto che può sfuggire e su cui mi interrogo: perché tale Ufficiale svolge compiti e ruoli che non gli competono? E perché, invia notizie che il Prefetto già conosce? E' opportuno ricordare, infatti, che in quel periodo e fino al 1971 i Prefetti esercitavano un diretto ed ossessivo controllo sugli atti e sulle delibere comunali, attraverso la Giunta Provinciale Amministrativa di cui gli stessi erano presidenti. Infine, tale informativa non chiude con la formula tipica usata da tutte le Caserme locali che completava le notizie evidenziando aspetti che legavano le persone in oggetto alle vicende penali e alla loro dirittura morale. Se il Ten.Colonnello Virginiagiovanni Bianco avesse concluso come facevano Marescialli e Brigadieri dell'Arma avrebbe dovuto riportare "Non hanno processi penali in corso e godono di buona reputazione fra i cittadini di Ceccano".
Settembre 2012

mercoledì 18 febbraio 2015

Renzi alla guerra.

Luciano Granieri


Che nostalgia dei governi di guerra a guida Berlusconi! Ve li ricordate i ministri della difesa guerrafondai, Previti, La Russa, per non parlare degli illustri statisti messi agli affari esteri, il gerarca Gianfranco Fini e il pluriabbronzato, causa frequentazioni amene tipo Cortina e Maldive, Franco Frattini. Credevo francamente che attraverso quegli inetti figuri si fosse toccato il fondo. E invece no.  Al peggio non c’è mai limite infatti ,  dopo le grottesche figure di Renzi e dei suoi ministri, Pinotti (difesa), Gentiloni  l’infedele  crociato (Esteri), sulla questione libica,  rimpiango i Fini ed i Frattini che, al confronto degli sciagurati servi renziani, si sono rivelati  statisti di caratura internazionale.  

Dopo la recrudescenza delle stragi di immigrati nel Mediterraneo, causate soprattutto dall’interruzione del programma di soccorso  Mare Nostrum, sostituito da Frontex,  un’inutile pattugliamento delle coste , deciso proprio dal permier  fiorentino,  Renzi ha scaricato ogni responsabilità per la  ripresa del genocidio sul Califfato .  La colpa era dell’Isis infiltratosi in Libia a fare affari con i viaggi della disperazione. Secondo  il primo ministro italiano la soluzione non era ripristinare Mare Nostrum ma , piuttosto, sbracare direttamente in Libia  vedersela con i guerriglieri jihadisti  impedendogli di  far partire  i barconi. 

Immediatamente, con puntuale solerzia,  il ministro degli esteri Gentiloni  confermava e rilanciava la campagna militare di Libia contro il Califfato. La risposta  mediatica dei Jihadisti non si faceva  attendere. L’eroico  inquilino della Farnesina era prontamente annoverato fra i nemici crociati  infedeli, e la presa di Roma da parte del’Isis sarebbe stato un obbiettivo imminente, addirittura truppe del Califfato erano prossime ad attestarsi    a sud della Capitale. 

Il ministro Pinotti, per non essere da meno nel mostrare attaccamento alla causa renziana, già ragionava sul numero dei soldati da inviare in Libia. Si ma in Libia dove?  Probabilmente a Sirte,  ad ovest di Tripoli, una zona controllata da gruppi di ispirazione islamica di natura moderata (nel senso che non tagliano la testa al primo occidentale che incontrano), più una pletora di bande e signori della guerra. Un caos in mezzo al quale il Califfato ha raccolto proseliti e sta prosperando , ma è difficile da stanare.  

In piena trans guerrafondaia, Renzi  la Pinotti e Gentiloni, non si stavano rendendo conto del cumulo di cazzate che in poche ore tutti insieme erano riusciti a proferire.  Pare che una telefonata del neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, abbia riportato un minimo di lucidità nelle menti obnubilate dei nostri tre malcapitati. “Che cazzo state dicendo!” sembra  sia stato il monito dell’Inquilino del Colle.  

Dopo il pesante rimbrotto di Mattarella la versione governativa è cambiata. Siamo pronti alla guerra ma ci deve mandare l’Onu, questo è diventato il nuovo orientamento. Salvo cambiare ancora cercando di agganciarsi al rimorchio egiziano che intanto si è mosso con raid aerei e un offensiva di terra contro la coalizione islamista  Fajr  Libya guidata da  Omar al Hassi ,probabile  formazione vicina  all’Isis . Pressante    è rimasta la sollecitazione     interventista   nei riguardi dell’Onu.  

Certo è che se le Nazioni Unite dovessero decidere per un intervento, dopo gli entusiasmi dimostrati del Governo italiano, sarebbe il nostro esercito a guidare le operazioni. Ce lo devono che diamine!!  A quel punto non potremmo più tirarci indietro. 

 Tornando per un attimo ai ministri del governo Berlusconi, non oso immaginare quali reazioni avrebbe avuto il popolo del Pd se una tale figura di melma l’avessero partorita  l’ex Cavaliere, Frattini e La Russa. I giornali amici, a cominciare da  Repubblica, avrebbero speso fiumi di inchiostro per mettere alla berlina i ministri incapaci. Probabilmente si sarebbe tentata una mobilitazione di piazza. Ma siccome a sparare cazzate sono quelli del proprio campo, allora tutto va bene madama la marchesa, anzi, come sollecita il quotidiano di regime “Repubblica” bisogna sbrigarsi a sbarcare in armi in Libia perché il Califfato è già a sud di Roma. Meno male che è rimasto imbottigliato sul raccordo anulare!!!!

Newco, verde pubblico e detenuti

Comitato di Lotta per il lavoro

a) L’Amministrazione Comunale di Frosinone, come in tutte le volte che si è dovuta sedere al tavolo di un confronto sulla Multiservizi o sulla newco, si presenta sempre con atti nuovi, anticipati all’uopo, proprio per marcare, se qualcuno non volesse capire, la propria “autonomia” e il “far da me” a prescindere da chiunque altro.
Venerdì 13 c’è stato un importante confronto alla Regione Lazio con gli enti, per esplorare lo stato delle cose faticosamente condiviso in queste ultime settimane: il protocollo d’intesa degli enti (avvenuto il 12 dicembre), il piano industriale, la proposta della nuova società per la costituzione della newco.
Frosinone ha preso parte a quel tavolo con un atto che smentisce ancora gli accordi, le promesse, gli impegni: non solo ha già affidato due servizi per anni 5 e che escono dal piano industriale, ma pubblica un Bando di gara (Direttiva 2004/18/CE) per L’APPALTO DEI SERVIZI INERENTI LA MANUTENZIONE ORDINARIA DELLE AREE DESTINATE A VERDE PUBBLICO ANNI 2015-2017. Dunque anche il servizio del verde pubblico sta per uscire dal piano della eventuale newco, dall’ambito pubblico, e viene messo sul mercato come qualsiasi prodotto di consumo.
 Alla fine del tavolo in un improvvisato summit con i lavoratori l’assessore all’ambiente Trina con molta autorevolezza e decisione ha dichiarato di aver inviato al proprio dirigente una nota per l’annullamento del bando per mancanza di copertura finanziaria. Ad oggi alcunché ancora si legge sull’albo pretorio e la scadenza del bando del 16 marzo è vicina. (CLICCA E VEDI LA NOTA DI RICHIESTA CHIARIMENTI ALL'ASSESSORE)

 I lavoratori che lottano per una soluzione unica e pubblica per la ricostituzione di un rapporto di lavoro durato 17 anni rimangono, pur oramai abituati, sbigottiti davanti all’atteggiamento dell’Amministrazione, che ha visto il vicesindaco dare manforte alla costituzione della newco e contemporaneamente altri emissari del Sindaco tentare tutte le vie per opporvisi.
 b) L’Amministrazione si muove per costruire occasioni, cavalcare situazioni, indirizzare eventi, gestire interessi per creare quella “nuova” rete di relazioni e contatti che serve a ridefinire un progetto di potere aggiornato rispetto al precedente, sedimentato e quindi riproducibile. Se poi questa ricostruzione non fa gli interessi della cittadinanza, quella socialmente più debole soprattutto -che è la maggioranza-, ma anzi la espone al ripianamento di un debito che i ricchi e i loro sodali politici hanno contratto; e poi si impiglia, ad esempio, nelle maglie della magistratura su più fronti, allora pazienza, ma non ci si perde d’animo, si cercherà di deviare con maggior forza con la sfacciataggine o con l’indifferenza a seconda dei casi.
 Le modalità che portano all’appalto del verde va in questa precisa direzione. Viene tolto un servizio pubblico gestito e controllato dall’ente e/o da una propria società in house e viene affidato con indirizzate procedure amministrative a soggetti privati locali.
L’affidamento attraverso una procedura ad evidenza pubblica si tramuta in affidamento continuato alla stessa società con proroghe fino ai due anni (circa euro 500 mila). Con motivazioni alquanto inconsuete contenute nella deliberazione DGC n.384 del 2013 si stralcia l’allora ipotesi di appalto prevista dalla DGC 374, per far diventare perpetuo ciò che sarebbe momentaneo.
Si legga parte delle premesse della determina dirigenziale 2327/ 2013 in data 24-09-2013: “con la medesima deliberazione di G.C. 384/2013 è stata stralciata la parte relativa alla previsione di affidamento del servizio di verde pubblico, manutenzione parchi e giardini, attraverso il ricorso a gara d’appalto disponendo l’affidamento del servizio di che trattasi in forma diretta a cooperativa sociale di cui all’art. 1, comma 1, lett. b della L. n. 381 del 1991, per anni 1 (uno) e per un importo di€ 240.000,00 comprensivo di IVA e costi di sicurezza, ai sensi dell’art. 5 L. 381/91”; e ancora “l’attuale gestore di tale servizio si è resa disponibile al proseguimento delle attività agli stessi patti e condizioni per un ulteriore anno, conseguendo la continuità e la stabilità del personale attualmente impegnato sui servizi ed effettuando una miglioria d’asta di circa il 3 % sul prezzo del servizio”.
Dunque, se la strada dell’affidamento diretto è stata ampiamente battuta perché ora ci si indirizza per il bando di gara? Il diritto amministrativo pur bistrattato rischia di attirare troppe attenzioni e fastidi se si utilizzano infinite proroghe soprattutto non giustificate appropriatamente?
 Il DISCIPLINARE DI GARA ora adottato PROCEDURA APERTA PER L’APPALTO DEI SERVIZI INERENTI LA MANUTENZIONE ORDINARIA DELLE AREE DESTINATE A VERDE PUBBLICO ANNI 2015-2017 , al comma i) dei Requisiti di partecipazione dice: “avere eseguito almeno un servizio analogo a quelli oggetto di gara, con buon esito, negli anni 2012-2013-2014, per un importo, non inferiore a € 193.800,00 (I.V.A. esclusa) riportando l’oggetto del servizio, il soggetto committente, il periodo di riferimento e l’importo”.
 c) Insomma i lavoratori diventano solo spettatori di una elargizione ai privati di soldi pubblici. Ma alla fine della giostra quanti soldi pubblici sono stati impegnati negli anni 2013 e 2014 per Servizio di manutenzione parchi e giardini - Cura del Verde Pubblico e soprattutto a chi vengono dati i soldi?
All’affidamento diretto si devono aggiungere, non previsti in quello stanziamento, le spese “straordinarie”: per i fiori; per la potatura, per i materiali manutentivi e per tutti gli altri interventi di altri privati che potrebbero aggirarsi in diverse decine di migliaia di euro all’anno. Ancora. Si aggiungono le diverse migliaia di euro per l’inserimento lavorativo di due detenuti con la cooperativa sociale affidataria del servizio, di cui, tra l’altro,  non si comprende come sono state selezionati.
A ciò vanno aggiunti gli impegni di spesa per i progetti per i detenuti della casa circondariale di Frosinone a cui l’ente ha stanziato ad esempio €.7000 di pasti, servizio dato a sua volta all’esterno. 
 La gestione del verde pubblico, modello Ottaviani, nel coinvolgimento di detenuti e “di detenuti un po’ più uguali degli altri”, ha toccato situazioni particolarmente delicate e sentite nell’opinione pubblica dell’intera penisola: a Frosinone sono state spianate le porte (per meglio dire “aperte”) a condannati per reati gravissimi (Luigi Ciavardini) che non sono semplici esecutori di attività di reintegrazione sociale attraverso il lavoro, ma sono coinvolti nella gestione di alcuni servizi in accordo con l’Associazione Gruppo Idee, la coop. Essegi, la coop. Agro Romano, accordi presi con l’Amministrazione e con la Casa circondariale.
Fermo restando i dubbi su come possano essere eletti animatori culturali e sportivi per bambini – a Frosinone gli è stato concesso anche questo purtroppo! (http://www.frosinoneweb.net/2013/11/17/fatti-di-sport-tante-le-discipline-sportive-alla-villa-comunale/http://www.scuolacalciofrosinone.com/home/?p=683), – quale prospettiva politica ha l’ente su questo versante? Inoltre con quali appalti e a quali costi si hanno tali rapporti?
 La vicenda merita trasparenza e rigore, come rispetto meriterebbero coloro che sono stati immolati alla causa del lavoro… altrui. 

Vi presento "Matrimoni e Funerali"!!

Il ritorno di Stefano “Cisco” Bellotti!

A tre anni da Fuori i secondi, un album intimo e allo stesso tempo capace di riportare in vita personaggi dimenticati troppo in fretta, è arrivato per il cantautore carpigiano il momento di rimettersi in marcia!
Non che si sia annoiato, per carità, restare fermo non è nella indole di Cisco che dal 2012 al 2015 è riuscito a sfornare il richiestissimo album live Dal Vivo Volume 2 , l’interminabile tour di “Indietro Popolo dove Cisco festeggiava i suoi vent’anni di carriera con oltre 150 date i n tutta Italia e Oh Belli Ciao, la fortunata biografia (ormai prossima alla seconda edizione) che ripercorre i suoi turbolenti anni nei Modena City Ramblers.
Il titolo del nuovo album? Tutto un programma, Matrimoni e Funerali!
Un concept sulla vita? Definizione che potrebbe ingabbiare il nostro Cisco, semplicemente un lavoro tanto lucido quanto dissacrante su quello che incontriamo, tocchiamo e conosciamo durante la nostra esistenza, un album che viaggia più veloce di un auto senza freni, lontano dai soliti slogan, con testi che presentano una rinnovata capacità di scrittura da parte di Cisco, divertito a tirare il sasso senza nascondere la mano.
Collaborazioni dal leccarsi i baffi: Pierpaolo Capovilla, Massimo Zamboni, Angela Baraldi, Le Mondine di Novi e il Piotta che duettano con la corposa voce del cantautore. Un album scirtto insieme all’amico Ex-Ramblers, Giovanni Rubbiani e al sempreverde Kaba Arcangelo Cavazzuti, che lo vede anche impegnato nella produzi one artistica del disco.
Come agnelli in mezzo ai lupi prende vita dolcemente e apre la strada a Sangue sudore e merda, un graffio, un urlo che descrive la nostra società malata sempre pronta a inchinarsi davanti al nuovo guru mediatico incantatore di folle, mentre Chiagni e Fotti è una “carezza” terribilmente attuale, dedicata a chi si asciuga le lacrime con la mano sinistra per poi rubare con quella destra, che dire poi del Girarrosto, dove a farla da padrone sono il coro delle Mondine di Novi, destinata a diventare un tormentone live?
Basterebbero questi quattro pezzi per giustificare l’ascolto dell’album ma il bello deve ancora arrivare!
La rockeggiante Supermarket è un inno al consumismo, cantata insieme a Pierpaolo Capovilla, una presa di coscienza di quello che stiamo diventando: individui posseduti dalle cose che comprano, lobotomizzati con dei buoni sconto applicati alla materia grigia, mentre la velocità rullante di Marasma non fa altro che con fermare la bontà del lavoro, ma è con la title track che si raggiungono vette ancora più alte, Cisco e Angela Baraldi creano un intreccio di voci e parole semplicemente perfetto, consegnando un pezzo che ci fa capire quanto l’uomo sia schiavo dei sentimenti, poco incline al cambiamento e destinato a un solo percorso, quello di nascere, crescere, ripopolare il pianeta, innamorarsi per diventare poi cibo per i vermi! Per te soltanto è un autentica gemma, un piccolo capolavoro del nostro songwriter che ironizza ancora una volta su quanto la religione sia diventato oppio per i popoli, mentre Piedi Stanchi è una pellicola sonora che genera disincanto e memoria.
I fuochi d’artificio sono riservati per il finale! Hip hop in un album di Cisco? Eccovi serviti!
Il tuo altare (feat con Piotta) è un insieme di rime e domande che mettono in imbarazzo l’uomo di oggi, la resa è notevole e le parole sono precise come frecce di una faretra, preludio dell’ultimo capitolo, la preziosa Cenere alla cenere, arricchita dalla chitarra dell’immarcescibile Massimo Zamboni.
Tutto inizia e tutto ha una fine, il sipario della vita può calare all’improvviso, tirato da una mano democratica, capace di lavare via tutte le ingiustizie…la morte.
Matrimoni è Funerali si appresta a diventare uno dei migliori album alternativi del 2015.
In mezzo a talent show, a band che durano venti minuti e altre che vivono di ricordi ecco una ventata di novità, portata da chi, in barba a qualche capello grigio, ha ancora qualcosa da dire.
Cisco Bellotti, un milione di copie vendute, concerti in ogni dove, canzoni diventate inni e tanta coerenza.

Vai sul sito e ascolta il primo brano del disco "Sangue sudore e merda"