Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 28 febbraio 2012

Canoni di fede

Giovanni Morsillo


Sono in molti a rimproverarci di apparire parziali e prevenuti nelle opinioni che esprimiamo a proposito di certe vergogne nazionali, ma purtroppo i fatti si incaricano di smentire duramente questi chiacchiericci che ci vorrebbero in malafede. Ad esempio, ci si rinfaccia di sostenere posizioni anticlericali in modo pregiudiziale, nonostante frequentiamo - e collaboriamo con - ambienti in cui i preti cattolici hanno ruoli di guida non solo spirituale, e questo solo perché ci permettiamo di mettere in discussione le ingerezne vaticane negli affari interni dello Stato sovrano chiamato Italia. Quando facciamo riferimento a tali commistioni, alla cessione di sovranità e quindi di indipendenza da parte di elementi e anche interi settori del potere politico italiano a vantaggio delle gerarchie di Oltretevere, non lo facciamo per antipatie o per pregiudizi, ma facendo riferimento a fatti specifici, così come documentati dall'informazione e dai documenti noti. Ciò non mette affatto in discussione la libertà di culto di ciascuno e perfino di intere comunità, né discute dell'utilità del messaggio e dell'impegno morale dell'associazione chiamata Chiesa cattolica. Ma la pochezza di certi commentatori, che tutto dimostrano di essere tranne che pensatori, non sa distinguere il generale dal particolare, non riesce a scindere il significato di una critica con il presunto odio verso un sistema di idee o un'organizzazione. Un po' come quando, nelle faide, si colpisce un familiare per danneggiare tutta la famiglia; ecco, forse certi mestatori hanno più familiarità con le logiche mafiosoidi che con la riflessione critica, pertanto, non ce ne curiamo troppo.
Detto questo per fugare, se possibile, ogni dubbio e per togliere la voglia di continuare a leggere a chi invece non ha dubbi ma malafede, vorremmo esprimere una certa preoccupazione per la manovra correttiva annunciata da Monti a vantaggio delle scuole cattoliche. Manovra correttiva che si sustanzia in uno dei soliti giochi di prestigio all'italiana per dichiarare una cosa e fare l'opposto non appena la gente si assopisce, quasi che le dichiarazioni di intenti siano una sorta di ninna-nanna.
Alla presentazione del decreto salva-Italia Monti e Passera avevano candidamente risposto a domanda sulla mancata introduzione dell'IMU per i beni della chiesa, che non avevano avuto modo di pensarci. Questo avrebbe meritato sonori calcioni nelle aristocratiche terga dei due illustri professori e manager, ma il popolo era già mezzo narcotizzato e il babau della Grecia lo induceva a coprirsi gli occhi con le lenzuola, sperando di allontanare gli incubi. Adesso, in commissione industria, giudicando maturi i tempi e raggiunta la fase REM nell'auditorio, Monti esce allo scoperto e dichiara che saranno tassate solo le scuole "che non producono reddito". Che vuol dire? che basta trasformare le rette in rimborsi spese? che basterà gonfiare i costri di esercizio? che si trasformeranno le suddette scuole in qualcosa di giuridicamente diverso (tipo club, come le bocciofile)? Boh! Per ora quello che si capisce è che si è classicamente trovato un appiglio per giustificare l'evasione in futuro.
Per quanto ci riguarda, stiamo facendo installare sulla nostra casa una croce, abbiamo già acquistato una campana, e metteremo un paio di statue della Madonna in salotto, dichiarando la nostra unica casa edificio di culto (spiegheremo che si prega tre volte al giorno e ad orari stabiliti). Stiamo valutando anche se registrarla come scuola privata, per quanto non confessionale, visto che i nostri figli in essa studiano quotidianamente, e ci premuriamo di rifornirli a nostre spese del materiale didattico e all'occorrenza di sostenerli con pur modesti insegnamenti. Certamente non svolgiamo una funzione publica, ma in questo modo crediamo di rappresentare ancor meglio il concetto di "scuola privata". In un modo o nell'altro, dovremmo riuscire a godere delle esenzioni di cui parla Monti, o dobbiamo anche chiedere la cittadinanza vaticana? Speriamo di no, anche perché all'Italia non converrebbe: in quel caso dovrebbero darci gratis anche l'acqua e le fogne.
 
Saluti devoti.


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